Uno studio del Policlinico: madri più giovani, ma parti a rischio. Ogni anno nascono nel Lazio 55mila bambini. Le difficoltà degli immmigrati e le loro diffidenze verso gli ospedali
di CHIARA RIGHETTI
In culla è straniero un neonato su 5 Umberto I, nuova rete d'accoglienza
Ogni anno nascono nel Lazio 55mila bambini: oltre uno su 5 è figlio di una straniera. All'Umberto I la percentuale supera il 30%. Ecco perché nell'ospedale romano, centro di riferimento per le gravidanze a rischio, un'équipe di medici capitanati da Mario De Curtis, ordinario di Pediatria alla Sapienza e direttore dell'unità di Terapia intensiva neonatale, ha condotto uno studio sulle nascite degli ultimi dieci anni. I parti fra 2000 e 2009 sono stati quasi 17mila, il 22,5% da madri nate all'estero. Se, tra 1996 e 1998, il Paese di provenienza più frequente erano le Filippine, negli ultimi anni è cresciuto il "peso" dell'Est Europa e in particolare della Romania. "Le madri straniere - spiega De Curtis - sono in media più giovani delle italiane (29,3 anni contro 32,5), quindi teoricamente meno a rischio. Ma più spesso hanno neonati con problemi clinici".
Le ragioni sono diverse, dallo svantaggio socioeconomico al più difficile accesso ai servizi sanitari. "In particolare - prosegue il professore - nei figli di straniere è più frequente la prematurità, tanto più pericolosa quanto più il parto è precoce perché il bambino, per l'immaturità di molti organi, può avere problemi che ne compromettono lo sviluppo". Tra i figli delle immigrate è maggiore pure l'incidenza di depressione alla nascita, traumi ostetrici, disturbi del metabolismo, malformazioni, malattie del sangue. "La prima ragione - spiega De Curtis - sta in patologie che colpiscono tutte le donne incinte, dalle infezioni dell'apparato genitale all'anemia, ma che più spesso le straniere non curano. Poi le immigrate sono più esposte a specifici fattori di rischio: gravidanze in minorenni e ragazze madri, basso reddito, un lavoro più pesante e meno garantito, un'alimentazione incongrua e peggiori condizioni abitative".
De Curtis nega però che l'incidenza dei disturbi dipenda dalla condizione di immigrati. Le cause sono semmai legate "a una maggiore tendenza a sposarsi tra consanguinei, alle scarse cure prenatali, e alla riluttanza a interrompere la gravidanza quando la malformazione viene diagnosticata". E perché le cure sono minori? "Soprattutto per la scarsa informazione sui servizio sanitari e la riluttanza a recarsi in ospedale per paura di essere denunciati. Questo malgrado la legge assicuri alle donne incinte un permesso di soggiorno e il divieto di espulsione fino ai sei mesi del bambino. Una norma che però ha perso forza con l'introduzione del reato di clandestinità". Come cambiare? "Si dovrebbero incentivare i controlli in gravidanza, con un maggiore ricorso ai mediatori culturali per evitare comportamenti discriminatori. Poi sarebbe utile garantire a tutti i bambini la possibilità di iscriversi al Servizio sanitario con diritto al pediatra di libera scelta e facilitare la strada per ottenere la cittadinanza".
Proprio ieri l'Umberto I ha presentato la nuova rete di accoglienza per migliorare l'accesso alle cure degli stranieri, assistere i clochard che si rifugiano nei viali del Policlinico e integrare il personale immigrato. Il nuovo sistema deliberato dal direttore generale Ubaldo Montaguti, che sarà a regime entro un anno, prevede tra l'altro la creazione di un gruppo di lavoro per l'accoglienza dei senzatetto, una settimana dell'accoglienza per i lavoratori stranieri e un Centro antiviolenza.
Fonte: la Repubblica-Roma
mercoledì 28 luglio 2010
In culla è straniero un neonato su 5 Umberto I, nuova rete d'accoglienza
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Turisti non a caso, un convegno a Bologna
Bologna. "Turisti non a Caso" è un’associazione bolognese che si occupa di ricerca interculturale, utilizzando il viaggio come strumento primario: il viaggio “non a caso” parte dai luoghi massmediatici o turistici dei nostri immaginari, per dirottare verso le periferie dell'informazione ribaltando dall'interno la staticità delle visioni. Ogni progetto è articolato in tre viaggi, inframezzati - al ritorno in Italia - da una serie di incontri con il pubblico, per rimodellare gli obiettivi attraverso il confronto reciproco e la condivisione.
L’associazione è attualmente impegnata in un progetto di ricerca sulla cultura romena. Le prime due fasi sono già concluse. Il 27 luglio ha preso il via la terza e ultima fase del progetto. Un gruppo, composto di 20 ragazzi e ragazze romene, sono arrivati a Bologna, per vivere un'esperienza modellata sul viaggio compiuto dall’associazione in Romania. Il gruppo visiterà le città di Venezia, Firenze e Bologna; e il soggiorno culminerà quindi nella partecipazione ad un convegno dal titolo di La dinamica degli sguardi, in cui si discuterà del dialogo tra Italia e Romania, degli ostacoli che vi si frappongono, e dei problemi che questi paesi si trovano ad affrontare.
Al convegno, che si terrà giovedì 29 luglio a partire dalle 17 nella sala Silentium del Quartiere San Vitale (vicolo Bolognetti 2), interverranno: Mihai Mircea Butcovan (scrittore e giornalista per Internazionale e Il Manifesto); Gabriela Pentelescu (giornalista per Internazionale e Radio Nazionale Rumena); Filippo Zerilli (antropologo, ricercatore all’Università di Cagliari); Chiara Cipollari (docente di Antropologia del turismo all’Università di Perugia); Cristina Bezzi (antropologa, ricercatrice dell’Università di Perugia); Mariana Petersel (presidente dell’associazione umanitaria “Generatie tanara”); Cristina Ciuca (dottoressa in medicina); Barbara Cassioli (presidente della associazione “ViaLibera”). A moderare l’incontro Mauro Sarti (giornalista di Redattore Sociale). Parteciperà Amnesty International con i materiali informativi e gli appelli relativi all'azione che chiede modifiche al piano nomadi del Comune di Roma.
In conclusione del progetto, l’1 agosto il gruppo dei ragazzi ospiti guiderà i volontari dell’associazione in un ultimo viaggio di dieci giorni in Romania, per mostrare la loro percezione della cultura romena. Partiranno con l’associazione giornalisti, ricercatori e foto-video reporter, per aiutare a documentare questa ultima fase del progetto visitando le città di Timisoara, Firiteaz, Bucarest, Orsova, Baile, Herculane, Piatra, Neamt , Vilceae Bucarest.
Per informazioni:
Associazione culturale Turisti non a caso
- www.turistinonacaso.org -
cell. 328 2273744
Fonte: SabatoSeraOnline
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Roma: Massimiliani (PD) per nubifragi in Romania intervenga anche il governo
Roma, 27 lug. - (Adnkronos) - "Bene la notizia degli aiuti raccolti dalla Protezione civile capitolina per le zone della Romania colpite dai nubifragi a fine giugno con morti, famiglie rimaste senza tetto e ingenti danni. E' triste, infatti, che allo scarso spazio dato alla notizia, sia corrisposta una scarna reazione da parte del Paese che ospita una delle piu' consistenti comunita' di rumeni". E' quanto afferma in una nota il presidente della Commissione provinciale Politiche Sociali Massimiliano Massimiliani.
"Per questo il Consiglio provinciale di Roma - prosegue Massimiliani - la scorsa settimana, ha approvato la mozione da me presentata, che oltre all'organizzazione di aiuti umanitari come Provincia di Roma, chiede che intervenga anche il Governo italiano, cosi' come hanno gia' fatto Francia, Belgio, Austria, Estonia per sostenere l'opera di soccorso e ricostruzione delle zone colpite. Mi auguro che anche il Comune si unisca a quest'appello".
"La mozione approvata dal Consiglio della Provincia di Roma prevede anche l'avvio di un piano di collaborazione istituzionale tra Ente e autorita' e organismi rumeni, in particolare dei distretti del nord est da cui provengono molti immigrati residenti nel nostro territorio, per agevolare le misure di sostegno" conclude Massimiliani.
Fonte: libero-news.it
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Romania:da Comune di Roma, Croce Rosa Italiana e Protezione Civile: aiuti per alluvionati
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Perspectiva unui regizor italian asupra migranţilor români
Lungmetrajul "Hai paura del buio", de Massimo Coppola, cu Alexandra Pirici şi Lia Bugnar, va avea premiera mondială în cadrul secţiunii Settimana Internazionale della Critica a Mostrei.
Lia Bugnar (stânga) și Alexandra Pirici joacă o mamă și o fiică în lungmetrajul „Hai paura del buio”
Cea de-a 25-a ediţie a Settimana Internazionale della Critica, din cadrul Festivalului Internaţional de Film de la Veneţia, desfăşurat anul acesta între 1 şi 11 septembrie, cuprinde şapte pelicule, toate debuturi în lungmetraj, ce vor fi prezentate la Veneţia în premieră mondială. Printre acestea se numără şi filmul italian "Hai paura del buio", de Massimo Coppola, cu Alexandra Pirici şi Lia Bugnar, alături de Erica Fontana, Marcello Mazzarella, şi de Manrico Gammarota.
Cele şapte lungmetraje selectate în competiţie concurează pentru premiul de 5.000 de euro, acordat de regiunea Veneto filmului desemnat prin votul publicului. De asemenea, peliculele din această selecţie vor concura alături de cele din secţiunea Lion of the Future a Festivalului de la Veneţia pentru premiul Leul de Aur pentru debut, în valoare de 100.000 de dolari, potrivit "Variety", citat de Mediafax.
Departe de "căpşunari"
Compania Tandem Films s-a ocupat de castingul prin care Alexandra Pirici şi Lia Bugnar au ajuns să joace roluri de fiică şi de mamă în filmul lui Massimo Coppola.
În cazul celei dintâi, a căpătat rolul Evei după două zile; apoi a plecat în Italia (la finalul lui august 2009), unde repetiţiile au durat două săptămâni, iar filmările, trei luni. Când a auzit de subiectul lungmetrajului "Hai paura del buio", Alexandra Pirici s-a temut că povestea unei românce care pleacă în Italia ar fi putut fi clişeistică, dar s-a convins repede că nu era cazul: "Eva, personajul meu, a rămas fără slujbă în Bucureşti, aşa că pleacă în Italia, unde mama ei, Katia, locuieşte de ani buni. Acolo o întâlneşte pe Ana, o fată de vârsta ei, personajele sunt puţin în oglindă... Ana lucrează la fabrica Fiat din Melfi. Eva se mută la familia italiencei şi are grijă de bunica foarte bătrână a Anei, dar începe şi o relaţie fără niciun viitor şi îşi urmăreşte şi mama. Filmul este structurat în funcţie de poveştile Evei şi Anei, care se derulează în paralel", relatează actriţa care este totodată coregraf.
"Massimo Coppola nu dorea povestea clasică, de aceea a şi ales o româncă mai blonduţă, ca mine", crede Pirici, care adaugă că "Eva este cosmopolită şi emancipată, fără complexe, fără prejudecăţi, un spirit liber".
Actriţa povesteşte că "regizorul avea o bonă ucraineană, care a lăsat copilul ei acasă pentru a avea grijă de copilul lui. Nu avea vreo situaţie economică disperată, pur şi simplu voia un standard de viaţă mai bun, iar acesta părea să fie şi cazul Katiei, mama personajului meu".
De la Obor la Napoli
"Am filmat mult la Melfi, la fabrică, şi la Napoli, prin împrejurimi, dar şi două-trei săptămâni la Bucureşti, pe lângă Piaţa Obor", rememorează Pirici. I-a plăcut mult să lucreze cu Massimo Coppola, deoarece acesta era foarte deschis şi la improvizaţie, şi la sugestii. Dificultăţile de la filmări au fost mai degrabă de ordin practic.
"Trebuia să urmăresc un autobuz pe bicicletă, dar eu nu ştiu să merg foarte bine, aşa că am tot căzut înainte să filmăm scena res pectivă... Am făcut şi nu ştiu ce alergie la praf. Apoi au fost două săptămâni de filmări de noapte, ceea ce a fost foarte obositor", subliniază Alexandra Pirici. Da, ştie că "Hai paura del buio" va merge la Veneţia, unde îl va acompania: a sunat-o regizorul acum 10 zile, dorind să fie primul care îi dă vestea.
Coregraful Alexandra Pirici a mai jucat în "Mănuşile roşii", de Radu Gabrea, şi a avut un rol episodic în "Tinereţe fără tinereţe", de Francis Ford Coppola.
Perspectiva mamei
"Regizorul, deşi foarte tânăr, avea o mână sigură, ştia exact ce film îşi doreşte, ceea ce e liniştitor pentru un actor", opinează dramaturgul, scenarista şi actriţa Lia Bugnar, interpreta Katiei. Pentru ea, castingul a avut două etape, una în România, cealaltă în Italia: "Repetiţii nu au existat decât la faţa locului şi au coincis cu castingul. (...) Erau scene emoţionale şi nu voia să le tocească prin repetiţie", explică Bugnar.
Nu, nu i-a fost frică de posibila stereotipie a personajului ei, cu atât mai mult cu cât a scris un scenariu despre o mamă aflată în aceeaşi situaţie - "nu era nimic de nefăcut, ci foarte tentant, apelai la tot felul de resurse emoţionale". O defineşte pe Katia drept "o femeie uscată pe dinăuntru, dar nu irecuperabilă. Românca obişnuită, nu neapărat nesimţită, ci, dintr-o vinovăţie copleşitoare, depăşită de evenimente, a muncit ca un sclav, doar că a încercat să-şi şteargă din memoria imediată existenţa copilului. Nu, nu a reuşit", accentuează Lia Bugnar, care pomeneşte şi că există o anume conexiune cu prostituţia sugerată în cazul Katiei.
Cu copilul la filmări
Pe parcursul producţiei, a avut probleme doar când avea de filmat cu o fetiţă. "Avea 2 ani şi o personalitate foarte puternică. Nu voia să intre în câmpul muncii la acea vârstă, aşa că de la dubla trei urla din toţi rărunchii. M-am simţit ca o răpitoare de copii. Se simţea biata folosită când pornea camera şi trebuia să fie înnebunită după mine. Ceea ce chiar era când ne jucam între filmări. Era o fetiţă cu un ochi albastru şi unul negru", îşi aminteşte Lia Bugnar.
Contrastul dintre blocuri
Totodată, ea nu uită să menţioneze cât de mirată a fost auzindu-i pe italienii din echipă comentând cât de urât e Melfiul. "Era o Sighişoară mai răsărită. E drept, au filmat după blocuri, dar şi acelea, faţă de ce vezi prin Bucureşti, erau lux a întâia". Ambele actriţe sunt de acord: "Hai paura del buio" nu e un film care să dea liber la controverse sau unul "răzvrătit", după cum formulează Bugnar. "E un film cinstit, despre o mamă şi fiică", adaugă ea. Nu, Lia Bugnar nu crede că va merge cu echipa filmului la Mostră, căci rolul ei i se pare "prea mic" pentru a justifica prezenţa sa acolo.
Anul trecut, filmul "Francesca", de Bobby Păunescu, cu Monica Bârlădeanu şi Dorian Boguţă în rolurile principale, a stârnit controverse şi un proces cu Alessandra Mussolini, după ce a deschis secţiunea "Orizzonti" a Festivalului de la Veneţia.
"Eva, personajul meu, este cosmopolită şi emancipată, fără complexe, fără prejudecăţi, un spirit liber."
ALEXANDRA PIRICI, actriţă şi coregraf
CONCURENŢĂ
Majoritate europeană
Actriţa suedeză Pernilla August îşi va lansa filmul "Beyond", o dramă psihologică având-o în distribuţie pe Noomi Rapace din "The Girl With the Dragon Tattoo".
Franţa se află în competiţia de la Settimana Internazionale della Critica prin drama "Angele et Tony", de Alix Delaporte, care prezintă relaţia dintre o femeie care tocmai a ieşit din închisoare şi un pescar care locuieşte cu mama sa, dar şi prin coproducţia franco-israeliană "Naomi", un film noir semnat de regizorul israelian Eitan Zur. Un lungmetraj cu subiect politic, despre neliniştea continuă din Grecia, "Homeland", de Syllas Tzoumerkas, şi o altă dramă, "Papa", semnată de regizorul sloven Vlado Skafar, completează selecţia europeană. Singurul film non-european din această secţiune este pelicula mexicană "Martha", de Marcelino Islas.
Sursa: evz.ro
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Comune Siracusa: il sindaco riceve sacerdote ortodosso rumeno. Incontrerà i fedeli a Floridia

Il sindaco Roberto Visentin su richiesta della Curia ortodossa rumena d’Italia ha ricevuto ieri il sacerdote ortodosso Mihai Gavriel Ichim, proveniente da Galati in Romania, per assistere e guidare spiritualmente la comunità rumena in Sicilia. Il sacerdote è stato accompagnato dalla famiglia e dalla dottoressa Izabella Buccheri, mediatrice culturale ed esperta in politiche per l'immigrazione.
In attesa di avere una chiesa il padre riceve i rumeni ogni mercoledì nei locali dell'associazione "EMINESCU" di Floridia, il cui presidente è Salvatore Zappulla. "Sono veramente molto incantato dalla disponibilità e l'ospitalità del sindaco Roberto Visentin e spero di potere essere veramente di aiuto al popolo rumeno di tutta Siracusa" ha detto padre Ichim. Parole di conferma sono arrivate anche dalla dottoressa Izabela Buccheri che ha detto: "Il sindaco ci ha accolti con molto entusiasmo e spero che la presenza del sacerdote ortodosso a Siracusa aiuti molto i rumeni a sentirsi a casa anche qui lontani dalla loro patria".
“Ci siamo sempre distinti – ha detto il sindaco - per l’accoglienza e la positiva integrazione tra culture e popoli differenti. Restiamo dell’idea di continuare lungo questo solco tracciato negli anni e proporre questo virtuoso modello di serena e solidale convivenza”.
Fonte: siracusanews.it
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Famiglie romene in difficoltà Ora c'è il rimpatrio assistito

La crisi economica e il lavoro che non c'è più. E il passo verso comportamenti devianti è breve. Succede a tanti lavoratori immigrati rimasti disoccupati e là dove c'è solo il capofamiglia che lavora e mantiene il nucleo familiare, il rischio è di imboccare una discesa senza fine, prima i debiti, poi lo sfratto, infine la disgregazione della famiglia. «Situazioni sempre più frequenti anche a Verona», spiega Adrian Sgaroiu, mediatore culturale romeno, che lavora per il Comune, fondatore di un'associazione di volontariato, la Open onlus, con sede in via Santa Chiara 9/A, per assistere e sostenere gli immigrati romeni nel processo d'integrazione sociale, che ora, in collaborazione con il Centro servizio per il volontariato (Csv) ha avviato un progetto singolare: favorire il rimpatrio dei cittadini romeni che non sono riusciti ad inserirsi nel tessuto sociale e lavorativo veronese.
«Può sembrare anche un paradosso», dice Sgaroiu che è in Italia da quasi vent'anni e lavora spesso a fianco dei Servizi sociali, degli uffici giudiziari e del Tribunale, «ma ci sono situazioni in cui, per garantire un futuro dignitoso alle persone, è meglio favorire il loro ritorno in patria».
Non si tratta però di un semplice reinvio al mittente. «Il primo passo è far accettare alle persone l'idea che il ritorno in patria è un modo per guardare a una vita più dignitosa di quella che farebbe qui», precisa Sgaroiu. «Perchè quando un capofamiglia ha perso il lavoro e comincia a bere, a far debiti o a mettersi nei guai con la giustizia, trascinando la famiglia nella miseria, allora è meglio cercare altre soluzioni. Per questo ci prendiamo in carico la famiglia in difficoltà, verifichiamo se ha parenti o amici in Romania che li possono accogliere, e, attraverso collaboratori romeni, andiamo a contattarli per verificare se sono disponibili ad accogliere la famiglia in difficoltà. In questo modo ci sarà almeno la possibilità di un tetto sicuro e, per i bambini, l'opportunità di andare a scuola. Tra l'altro sono molte le aziende italiane che hanno investito in Romania e che cercano manodopera. Ed è più facile trovare lavoro anche se è pagato meno.».
I volontari si occupano anche di chiudere eventualipendenze che la famiglia in difficoltà può avere, le utenze domestiche, conti in banca, qualche causa di lavoro e così via, fornisce un sussidio per il viaggio e uno per le prime spese in Romania.
«Mi occupo di rimpatri volontari assistiti già dal 2006», dice Sgaroiu, «e ci siamo accorti che possono essere una base di partenza per una nuova vita più dignitosa di quella in Italia in un mare di difficoltà. La crisi economica ha colpito molto il settore dell'edilizia, dove tanti romeni erano impiegati, e molti capifamiglia hanno perso il lavoro, unico sostegno per i familiari. Il problema è quando finiscono i soldi per pagare l'affitto e le spese. Arrivano gli sfratti, i debiti e le famiglie sono costrette a dividersi, mamme e bambini in case di accoglienza e il padre al dormitorio, se va bene. Ma succede anche di peggio: gente che finisce per strada e si arrangia come i barboni. Allora meglio tornare in patria».
Nel Veronese la comunità romena conta circa 18.000 persone. È stato calcolato che il sette per cento delle famiglie ha seri problemi economici. «Per ora contiamo di rimpatriare una famiglia al mese», aggiunge Sgaroiu, «ma il progetto che ci è stato finanziato dal Csv è appena iniziato e contiamo di aumentare l'attività, anche perchè sappiamo che le situazioni di difficoltà sono in aumento».
Fonte: l'Arena.it
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Consilieră PSD, recalificată cameristă în Italia

Teodora Hotăran, ales local al muncipiului Arad, a renunţat la funcţie pentru un job într-un hotel din străinătate.
Teodora Hotăran, pe vremea când activa în politicăSursa: AGERPRES
În timp ce în casa liderului PSD Victor Ponta se poartă bonele filipineze, tinerele speranţe ale social-democraţiei ajung să muncească prin Italia. Teodora Hotăran a renunţat la funcţia de consiler local PSD al municipiului Arad pentru un job de cameristă la un hotel din sudul Tirolului.
"E un hotel situat în Italia la graniţa cu Austria. Este la 22 km de localitatea Bolzano, în vârful muntelului. Suntem la 1.700 de metri. Aici se schiază din septembrie", a povestit, pentru EVZ, Teodora Hotăran.
Câştigă mai bine decât în politică
Indemnizaţia de consilier local îi aducea 500-600 de lei lunar. În Italia câştigă 1.500 de euro pe lună, iar cu bacşişul ajunge şi la 2.000.
"Poate nu pare mult. Dar am masă şi cazare asigurate. Rămân cu aceşti bani", spune proaspăta cameristă, cu şapte ani de experinţă politică în rândurile social-democraţiei. Este absolventă a două facultăţi - Inginerie Alimentară şi Ştiinţe Juridice - la care şi-a adăugat un masterat în administraţia publică. Spune că a plecat din ţară din cauza crizei.
"În ţară e o mare criză economică. Se fac reduceri de salarii, de personal. Cu acest guvern în următorii doi ani e mai bine să plec din ţară", spune Teodora Hotăran. La hotelul din Italia a ajuns printr-o "prietenă bună" care lucrează acolo şi i-a propus o slujbă.
Demisie cu întârziere
În Italia a plecat de două luni fără să-şi anunţe şefii din Consiliul Local al Primăriei Arad, de unde a demisionat abia de câteva zile, printr-o scrisoare. În tot acest timp i-a reprezentat pe arădeni din postul de cameristă.
Ideea de a pleca i-a venit în primăvară. Atunci l-a informat şi pe şeful său pe linie de partid, preşedintele PSD Arad Marius Lazăr.
"Teodora Hotăran a ales libertatea de a munci pentru un preţ mai corect pentru munca pe care o prestează", a comentat Marius Lazăr recalificarea colegei sale de partid în cameristă. În 2008, presa locală din Arad a relatat despre un incident a cărui victimă a fost Teodora Hotăran: a fost agresată de soţia unui om de afaceri, presa punând păruiala pe seama geloziei.
Teodora Hotăran era una dintre tinerele speranţe ale PSD. A fost membru al Consiliului Naţional al PSD, secretar executiv al organizaţiei municipale şi delegat la congresele partidului. O vreme a activat pe lângă Cristian Diaconescu în Comisia de Integritate Morală a PSD. Era foarte implicată în viaţa de partid.
Începând cu 2007, anul de boom al blogurilor politice, şi-a deschis o pagină personală unde îl combătea zilnic pe primarul Aradului Gheorghe Falcă.
Înfrântă de sistem şi de criză
Teodora Hotăran spune că decizia de a pleca nu are legătură cu schimbările din PSD. "Nu am de gând să mai candidez la vreo funcţie în următorii doi ani, dar rămân în partid. Sunt o social-democrată", afirmă cu mândrie.
Este hotărâtă să nu se mai întoarcă în următorii ani în România decât în concedii. "Puteam să plec de mai mulţi ani în străinătate, dar am optat să rămân în ţară şi să mă lupt cu sistemul. Sistemul a fost mai puternic", a conchis Teodora Hotăran.
Sursa: evz.ro
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Uno spazzino rumeno ripulisce il Capo

Un'auto abbandonata è diventata la sua casa. La strada in cui vive, il suo lavoro. E gli abitanti di un quartiere popolare della città, la sua famiglia. Mihai Marian Blîndescu, originario di Bucarest, da qualche mese a Palermo in cerca di lavoro, è stato adottato dal quartiere del Capo. Tutto è partito da un'automobile abbandonata in un vicolo di Palermo. Che Marian ha ripulito e trasformato nella sua abitazione di fortuna. Dopo aver sistemato la sua auto, ha continuato con le altre lasciate a marcire in via Mura di San Vito, nel cuore del Capo, e poi ha cominciato a portare via tutti i rifiuti accatastati all'angolo della strada, da tempo trasformata in una grande discarica a cielo aperto.
Marian ha 40 anni, la moglie e una figlia in Romania e non parla una sola parola di italiano. Ma è riuscito comunque a farsi capire e apprezzare dai residenti della zona, che nel giro di pochi giorni gli hanno proposto di occuparsi quotidianamente della pulizia della strada in cambio di una piccola paga. Ha bussato a tutti i centri di accoglienza della città: dalla Caritas a Biagio Conte, dai Cappuccini al Centro Astalli. Ma sono tutti al collasso e non avevano un posto per lui. Gli hanno offerto soltanto la possibilità di una doccia e di un pasto caldo di tanto in tanto.
"Lo abbiamo avvicinato - dice Maria Di Carlo, che abita in via Mura di San Vito - grazie alla collaborazione di una nostra amica rumena. Non ha avuto belle esperienze da quando è arrivato in città. O non lo pagavano o prendeva pochi soldi e in nero. Abbiamo subito capito che è un uomo tranquillo e desideroso di darsi da fare".
Nel suo Paese lavorava nel settore dell'edilizia, ma il clima che si respira in Romania non gli ha permesso di pensare a un futuro per lui e per la sua famiglia. "Spero di ricongiungermi presto con i miei cari - racconta Marian Blîndescu - qui mi do da fare come posso. Ma devo dire che incontrare queste persone è stato un regalo bellissimo. In questo quartiere mi sento utile. E spero di fare sempre meglio. Il mio scopo è trovare un lavoro in regola, trovare una casa vera e vivere dignitosamente".
Dalla pulizia della strada alla cura delle piante. "Abbiamo una strada come non l'abbiamo mai vista - dicono i residenti - Anzi adesso la gente che la trova pulita non butta più cartacce per terra. L'idea sarebbe ora di fargli scavare delle buche per piantare alberi e rampicanti lungo il muro. Insomma, vorremmo abbellire la strada, sicuri del suo supporto".
Anche i negozianti e i ristoratori della zona si sono fatti avanti per aiutarlo. "Gli abbiamo dato scopa e paletta in mano - dice Felice Scurato, che ogni tanto chiama Marian per lavori di falegnameria - e da allora non si è più fermato. Poi, se c'è da fare altro, lo cerchiamo sempre. Così almeno mette qualche soldo da parte. L'Amia qui passa una volta tanto: con Marian adesso stiamo tranquilli di vivere in un luogo salubre".
Fonte: la Repubblica Palermo.it
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Inter Milano a transferat un fundaş român de 14 ani

Inter Milano şi-a refăcut grupul de trei români, după ce a fost oficializat transferul la campioana Italiei a fundaşului Mihai Alex Manolache de la o echipă din Promozione Veneto, liga a 7-a italiană.
Jucătorul de doar 14 ani îl înlocuieşte în sectorul de "tineret" pe Daminuţă, după un schimb efectuat de Inter cu rivala AC Milan. Manolache, care e născut pe 1 iulie 1996, a activat până acum la Liventina Gorghense, un satelit al Milanului, la Giovanissimi Sperimentali / Provinciali.
Cu Manolache au mai ajuns la Inter Francis Boateng, mijlocaş ghanez tot de 14 ani, şi Isaac Donkor, fundaş ghanez de 15 ani, provenit de la Padova.
La Inter mai evoluează românii Cristi Chivu şi Denis Alibec.
Sursa: antena3.ro
SpazioCuoreNerazzurro Riservato espressamente a tifosi interisti sfegatati
Settore giovanile
L'Inter comunica che stati depositati quest'oggi i documenti riguardanti l'arrivo in nerazzurro di tre nuovi giocatori. Per i Giovanissimi Nazionali: Francis Boateng, centrocampista ghanese classe 1996 che proviene dal Sarnico, e Mihai-Alex Manolache, difensore rumeno classe 1996 che arriva dalla Liventina Gorghense; per gli Allievi Regionali Isaac Donkor, difensore ghanese classe 1995 proveniente dal Padova.
Fonte: VIVOXLEI
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Sport, Urbino: arriva Ana Bianca Moldovan

Foto di:Christian Nastase
Non si ferma la Chateau d’Ax Urbino Volley nonostante l’estate inoltrata la società continua ad operare sul mercato mentre la squadra impegnata nel Sand Volley 4×4 lotta per portare a casa dei trofei importanti. Andando con ordine , nella mattinata di ieri è stato definito l’accordo con la giocatrice Ana Bianca Moldovan , classe 1985, giocatrice di nazionalità Rumena , 190 cm , nella passata stagione con il club rumeno Stiinta Bacau , vincitrice nella stagione sportita 2004/05 del titolo di campione di Romania con il proprio team. Il suo ruolo è universale. “Abbiamo definito anche quest’altro acquisto con una giocatrice che si adatta in diversi ruoli – afferma il Direttore Sportivo Merendoni- sarà una giocatrice utile per alcuni cambi quando ci sarà necessità” . Tornando invece al Sand Volley 4×4 della Lega Pallavolo Serie A , le atlete della Chateau d’Ax Tradeco Urbino , guidate dal tecnico Pasquale Moramarco ,hanno ben figurato nel primo trofeo in palio in questa dieci giorni , la Suoercoppa Italiana, conquistando un secondo posto e raggiungendo la finale senza perdere neanche un set. Nella partita che aggiudicava il Trofeo , le atlete marchigiane sono state sconfitte dall’Aragona per due set a uno . Questa mattina si ricominiciava con le gare valide per la Coppa Italia. Il derby della provincia , tra Pesaro e Urbino , è stato vinto nettamente dalla Chateau d’Ax per due set a zero. Sorokaite e compagne hanno battutto con lo stesso punteggio anche Perugia. Nel pomeriggio altre due gare che determineranno la classifica finale valida per gli scontri di domani che aggiudicheranno il trofeo. avversarie Verona e Piacenza.
Non si ferma la Chateau d’Ax Urbino Volley nonostante l’estate inoltrata la società continua ad operare sul mercato mentre la squadra impegnata nel Sand Volley 4×4 lotta per portare a casa dei trofei importanti. Andando con ordine , nella mattinata di ieri è stato definito l’accordo con la giocatrice Ana Bianca Moldovan , classe 1985, giocatrice di nazionalità Rumena , 190 cm , nella passata stagione con il club rumeno Stiinta Bacau , vincitrice nella stagione sportita 2004/05 del titolo di campione di Romania con il proprio team. Il suo ruolo è universale. “Abbiamo definito anche quest’altro acquisto con una giocatrice che si adatta in diversi ruoli – afferma il Direttore Sportivo Merendoni- sarà una giocatrice utile per alcuni cambi quando ci sarà necessità” . Tornando invece al Sand Volley 4×4 della Lega Pallavolo Serie A , le atlete della Chateau d’Ax Tradeco Urbino , guidate dal tecnico Pasquale Moramarco ,hanno ben figurato nel primo trofeo in palio in questa dieci giorni , la Suoercoppa Italiana, conquistando un secondo posto e raggiungendo la finale senza perdere neanche un set. Nella partita che aggiudicava il Trofeo , le atlete marchigiane sono state sconfitte dall’Aragona per due set a uno . Questa mattina si ricominiciava con le gare valide per la Coppa Italia. Il derby della provincia , tra Pesaro e Urbino , è stato vinto nettamente dalla Chateau d’Ax per due set a zero. Sorokaite e compagne hanno battutto con lo stesso punteggio anche Perugia. Nel pomeriggio altre due gare che determineranno la classifica finale valida per gli scontri di domani che aggiudicheranno il trofeo. avversarie Verona e Piacenza.
Fonte: vivovolley.net
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La Corte Costituzionale respinge il ricorso del Governo contro la legge regionale toscana sull’accoglienza, l’integrazione e la tutela degli stranieri

La Corte Costituzionale con la sentenza n. 269 del 22 luglio 2010 ha dichiarato in parte inammissibile ed in parte non fondato il ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri contro la legge della Regione Toscana 9 giugno 2009, n. 29 (Norme per l’accoglienza, l’integrazione partecipe e la tutela dei cittadini stranieri nella Regione Toscana).
Secondo il Governo, numerose norme della legge esorbiterebbero dalla sfera di competenza regionale, incidendo su materie quali la «condizione giuridica dello straniero», l’«immigrazione», i «rapporti dello Stato con l’Unione europea», di competenza esclusiva del legislatore statale, in violazione della Costituzione.
In particolare per Palazzo Chigi l’art. 2, comma 2, nella parte in cui prevede specifici interventi in favore degli immigrati privi di regolare permesso di soggiorno, inciderebbe sulla disciplina dell’ingresso e del soggiorno degli immigrati, di competenza esclusiva del legislatore statale.
Su questa prima obiezione la Consulta non è entrata nel merito in quanto ha rilevato un errore procedurale da parte del ricorrente che nella delibera governativa di impugnazione della legge e nell’allegata relazione ministeriale non ha indicato le disposizioni impugnate, tanto da rendere il ricorso inammissibile.
Respinte perché infondate, invece, tutte le altre questioni di legittimità costituzionale a partire dall’art. 2, comma 4, nella parte in cui dispone che «gli interventi previsti dalla presente legge sono estesi anche a cittadini neocomunitari compatibilmente con le previsioni normative vigenti, fatte salve norme più favorevoli».
Sul punto la Consulta precisa che questa disposizione regionale si inserisce in un quadro normativo nazionale volto a favorire la piena integrazione anche dei cittadini neocomunitari, presupposto imprescindibile per l’attuazione delle disposizioni comunitarie in materia di cittadinanza europea. Con il decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30 – ricorda la Corte – sono stati stabiliti precisi criteri inerenti al diritto di soggiorno dei cittadini dell’Unione europea, volti a disciplinare il riconoscimento in favore dei medesimi di una serie di prestazioni relative a diritti civili e sociali. Ma queste disposizioni “tuttavia, devono essere armonizzate con le norme dell’ordinamento costituzionale italiano che sanciscono la tutela della salute, assicurano cure gratuite agli indigenti, l’esercizio del diritto all’istruzione, e, comunque, attengono a prestazioni concernenti la tutela di diritti fondamentali, spettanti ai cittadini neocomunitari in base all’art. 12 del Trattato, che impone sia garantita, ai cittadini comunitari che si trovino in una situazione disciplinata dal diritto dell’Unione europea, la parità di trattamento rispetto ai cittadini dello Stato membro”. In questo senso la legge della Toscana non lede alcuna competenza statale in tema di rapporti con l’Unione europea, “limitandosi ad assicurare anche ai cittadini neocomunitari quelle prestazioni ad essi dovute nell’osservanza di obblighi comunitari e riguardanti settori di propria competenza, concorrente o residuale, riconducibili al settore sanitario, dell’istruzione, dell’accesso al lavoro ed all’edilizia abitativa e della formazione professionale”.
Con l’art. 6, comma 35, della legge regionale, secondo il quale «tutte le persone dimoranti nel territorio regionale, anche se prive di titolo di soggiorno, possono fruire degli interventi socio assistenziali urgenti ed indifferibili, necessari per garantire il rispetto dei diritti fondamentali riconosciuti ad ogni persona in base alla Costituzione ed alle norme internazionali» a detta del Governo si darebbe vita ad un sistema socio-assistenziale parallelo per gli stranieri irregolari, non presenti regolarmente nel territorio dello Stato.
Secondo la Corte, invece, la norma regionale censurata, in attuazione dei principi fondamentali posti dal legislatore statale in tema di tutela della salute, provvede ad assicurare anche agli stranieri irregolari le fondamentali prestazioni sanitarie ed assistenziali atte a garantire il diritto all’assistenza sanitaria, nell’esercizio della competenza legislativa regionale, nel pieno rispetto di quanto stabilito dal legislatore statale in tema di ingresso e soggiorno in Italia dello straniero, anche con riguardo allo straniero dimorante privo di un valido titolo di ingresso.
Altra questione posta dal Governo riguarda l’art. 6, comma 51, nella parte in cui stabilisce che «la rete regionale di sportelli informativi supporta i comuni nella sperimentazione, avvio ed esercizio delle funzioni relative al rilascio dei titoli di soggiorno; promuove inoltre il coordinamento tra gli enti locali per lo sviluppo dei servizi volti a facilitare e semplificare i rapporti tra i cittadini stranieri e la pubblica amministrazione».
Secondo la Corte anche in questo caso non vi è stata violazione della Costituzione in quanto la norma impugnata disciplina una mera attività di supporto alla rete informativa già presente ed avviata, tra l’altro, sulla base del Protocollo d’intesa stipulato nel 2006 fra l’ANCI ed il Ministero dell’interno, con il quale si è dato inizio ad una sperimentazione volta ad attribuire progressivamente competenze ai Comuni per quanto riguarda l’istruttoria relativa al rilascio ed al rinnovo del permesso di soggiorno. La norma regionale, perciò, “ lungi dal regolare aspetti propriamente incidenti sulla materia dell’immigrazione, si limita a prevedere una forma di assistenza in favore degli stranieri presenti sul territorio regionale che si sostanzia nel mero affidamento agli enti locali di quegli adempimenti che, nell’ambito dei procedimenti di richiesta e rinnovo di permesso di soggiorno e di carta di soggiorno, diversamente sarebbero stati svolti direttamente dagli stessi richiedenti (sentenza n. 156 del 2006), nel pieno rispetto delle competenze statali di cui all’art. 5, commi 2 e 4, del d.lgs. n. 286 del 1998”.
Neppure l’art. 6, comma 55, lettera d), contrasta con la Costituzione. Con questa norma – si legge nella sentenza – la Regione ha inteso garantire l’iscrizione al servizio sanitario regionale anche agli stranieri che abbiano proposto ricorso giurisdizionale avverso il provvedimento di diniego del permesso di soggiorno per riconoscimento dello status di rifugiato, richiesta di asilo, protezione sussidiaria o per ragioni umanitarie. Infatti, mentre per il Governo la Regione avrebbe inciso sulla posizione di questi soggetti la cui regolamentazione spetterebbe alla competenza dello Stato, secondo la Consulta questa norma si inserisce in un contesto normativo caratterizzato dal riconoscimento in favore dello straniero, anche privo di un valido titolo di soggiorno, di un nucleo irriducibile di tutela del diritto alla salute protetto dalla Costituzione come ambito inviolabile della dignità umana e si limita a disciplinare la materia della tutela della salute, per la parte di propria competenza, nel pieno rispetto di quanto stabilito dal legislatore statale.
Ugualmente coerenti con la Carta Costituzionale le disposizioni dei commi 11 e 43 del medesimo art. 6. Il primo stabilisce che «La Regione promuove intese e azioni congiunte con gli enti locali, con le altre regioni, con gli uffici centrali e periferici delle amministrazioni statali, con le istituzioni europee, le agenzie delle Nazioni Unite competenti nella materia delle migrazioni»; il secondo dispone che «La Regione, in conformità alla legislazione statale, promuove intese volte a facilitare l’ingresso in Italia di cittadini stranieri per la frequenza di corsi di formazione professionale o tirocini formativi».
Secondo il Governo queste disposizioni assegnerebbero alla Regione compiti internazionali in una materia, quella delle politiche migratorie, che non appartiene alla competenza regionale e che attiene alla disciplina dei flussi migratori. Per la Consulta, invece, il comma 11 non fa altro che raccordare l’attività della Regione, nelle materie di propria competenza, con quella delle altre Regioni, delle amministrazioni statali, delle istituzioni europee e degli organismi internazionali, in vista del più efficace perseguimento, in via puramente indiretta ed accessoria, delle finalità delineate dal legislatore statale in tema di politiche migratorie. Con il comma 43 l’obiettivo è chiaramente quello di consentire alla Regione di promuovere intese (al fine di agevolare la frequenza degli stranieri ai corsi di formazione professionale o tirocini formativi), che si riferiscono ad un ambito di competenza legislativa regionale residuale, corrispondente appunto alla formazione professionale, peraltro espressamente da realizzare «in conformità alla legislazione statale» e cioè nel pieno rispetto dei principi della politica estera fissati dallo Stato.
Fonte: immigrazione oggi
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16.12
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Lavoro: lezioni di dialetto alle badanti per capire gli anziani
Cosa capisce una badante rumena, quando l'anziano che assiste le chiede: "Te, portem scia l'acua e vutem che go de na a lavà i man"? A parte il caso specifico del comasco, sono un terzo circa, gli italiani che parlano in casa il proprio dialetto e tra gli anziani, la percentuale di coloro che in famiglia parlano solo il dialetto è, a livello nazionale, del 32 per cento, con punte molto maggiori nei piccoli centri. Naturale, dunque, che si creino problemi di comunicazione, tra le badanti e i loro assistiti, dai risvolti a volte comici, e a volte tragici. E così, a Como, sono stati attivati dei corsi – sovvenzionati dalla Regione - di dialetto brianzolo, gratuiti, della durata di 60 ore. Sono rivolti non solo alle badanti straniere, ma anche ad altre figure, come le assistenti socio sanitarie, le infermiere degli ospedali o delle case di riposo. Ecco il testo dell'annuncio pubblicato su una testata locale di inserzioni: "Corso di formazione in ambito linguistico. Corso di dialetto brianzolo utile per acquisire una conoscenza approfondita della cultura e della lingua popolare brianzola. Il corso ha come obiettivo quello di facilitare la comunicazione con persone anziane che fanno del dialetto brianzolo la loro lingua madre, ed è perciò rivolto soprattutto ad operatori che operano in ambito sociale e sanitario".
Fonte: intrage.it
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16.09
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Trovato morto nel Viadanese il pescatore finito nell'Oglio
Vasile Savu, di origine romena, era sparito sotto il ponte di Gazzuolo sabato mattina. Era entrato in acqua, sebbene non sapesse nuotare, per liberare la lenza impigliata. Il corpo avvistato dal pilota di un elicottero vicino alle chiuse di Boccabassa 
MARCARIA. È stato il pilota dell'elicottero a scorgere, in mezzo alla distesa placida dell'Oglio, la sagoma che galleggiava in acqua. Ha indirizzato lui i vigili del fuoco che da sabato setacciavano il fiume da Gazzuolo a San Matteo verso Torre d'Oglio. Lì, alle chiuse di Boccabassa, hanno recuperato il corpo di Vasile Savu, il pescatore di 52 anni di Breda Cisoni annegato mentre cercava di sbloccare la lenza che si era impigliata sul fondo, sotto il ponte di Gazzuolo.
Ad assistere al recupero del cadavere, salvato dallo scempio dei pesci, sono rimasti il figlio e la moglie del pescatore, che da sabato hanno sempre seguito da vicino le ricerche. Il corpo senza vita è stato caricato sul gommone dei vigili del fuoco e sbarcato sotto il ponte in barche, a San Matteo. Le speranze che Savu fosse riuscito a emergere dall'acqua e a raggiungere una delle rive dell'Oglio erano molto esili fin dal primo momento. L'uomo lavorava come giardiniere a Cicognara, aveva l'hobby della pesca ma non sapeva nuotare.
Fonte: Gazzetta di Mantova
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16.05
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Edilizia: Fillea CGIL, in settore crisi "scaricata soprattutto su immigrati"
(Adnkronos/Labitalia) - Ancora, gli operai stranieri under 35 sono il 55,6% (39.857) e le imprese con titolare straniero il 9% (2.743). E sugli addetti migranti, ovvero il 43,4% del totale, siamo vicini al sorpasso, anche se il dato 2009 su quello 2008 (45,7%) e' in decremento: basti pensare che nel 2000 gli stranieri erano appena il 12,5% degli operai nel settore.
(Adnkronos/Labitalia) - Quanto all'evoluzione della presenza delle varie nazionalita' di manodopera che opera in edilizia, se nel 2000 le nazionalita' prevalenti erano quelle del Nord Africa, oggi quelle maggioritarie in Lombardia sono quella rumena e albanese. Nel 2009, infatti, risultano iscritti alle Casse edili della Lombardia 16.271 rumeni, 12.052 albanesi, 9.256 egiziani, 7.884 marocchini, 3.409 provienienti dalla ex Jugoslavia e 2.635 tunisini. (segue)
Fonte: libero-news.it
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martedì 27 luglio 2010
Umbria, Consiglio regionale ricorda operaio rumeno morto
Un minuto di silenzio in omaggio all'operaio rumeno morto ieri (22 luglio) a Corciano. Si sono aperti così, su invito del presidente Eros Brega, i lavori del Consiglio regionale dell'Umbria. Era stato il presidente della II Commissione, Gianfranco Chiacchieroni a proporre l'iniziativa istituzionale, sottolineando la 'necessità di rafforzare l'impegno di tutte le istituzioni e degli enti preposti alla sicurezza del lavoro a realizzare azioni sempre piu' efficaci in materia di prevenzione e contrasto del fenomeno".
Fonte: rassegna.it
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17.11
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Operaio cade da impalcatura
San Giuseppe. È caduto da un’impalcatura, rovinando al suolo da un’altezza di circa due metri. E ora è ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Sant’Anna di Ferrara. Stava lavorando come operaio in un cantiere in via Gradisca M.P., romeno di 24 anni, quando, per cause ancora in corso di accertamento da parte degli specialisti della Medicina del lavoro, intervenuti sul posto insieme ai carabinieri di Comacchio intervenuti per i rilievi, intorno alle 15, ha perso l’equilibrio ed è caduto. L’impatto al suolo è stato violento e il 24enne si è procurato alcune fratture e un forte trauma cranico.
Sono stati i colleghi a chiamare i soccorsi. Un’ambulanza del 118 ha provveduto poi al trasporto verso il nosocomio ferrarese. Il giovane non sarebbe in pericolo di vita, anche se le sue condizioni rimangono gravi.
Fonte: estense.com
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17.03
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Ritrovato il giovane rumeno scomparso dieci giorni fa

E’ stato ritrovato dopo dieci giorni Petrea Jonel, il ragazzo rumeno di 25 anni scomparso senza dare notizie da Montalbano Jonico, dove si trovava.
I Carabinieri, avvertiti della scomparsa, aveva dato vita a febbrili ed ininterrotte ricerche, completate positivamente nella notte, quando Jonel stava percorrendo a piedi una strada periferica rispetto al centro abitato jonico.
Alla vista dei militari il giovane ha provato nuovamente ad allontanarsi lanciandosi in un canalone per la raccolta dell’acqua sottostante.
I carabinieri, dopo averlo riconosciuto, hanno raggiunto il luogo in cui lo stesso si era gettato, trovandolo privo di sensi e molto stanco e stremato.
Immediatamente soccorso, è stato quindi affidato alle cure dei sanitari del 118, intanto giunti sul posto.
Quindi, è stato trasportato presso l’ospedale di Policoro (MT) e, dopo e le cure del caso, è stato dimesso e affidato ad un sacerdote del posto.
Alla base del suo allontanamento, ci sarebbero motivi di carattere privato.
Per le ricerche sono state impiegate anche unità cinofile.
Fonte: Pisticci.com
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Citeste si:
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