La comunità romena in Italia

La comunità romena si incontra e si racconta attraverso storie quotidiane, punti di vista, fatti di cronaca, appuntamenti e novità, per non dimenticare le radici e per vivere meglio la distanza da casa.
Informazioni utili per i romeni che vivono in Italia, per conoscere le opportunità che la realtà circostante offre e divenire cittadini attivi.

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venerdì 26 agosto 2016

Romania Film Festival


24 agosto 2016

Si svolgerà alla Casa del Cinema di Roma, dal 1° al 3 settembre, il Romania Film Festival, una rassegna dedicata alla cinematografia romena e al dialogo tra la Romania e l’Italia attraverso il cinema.

Il festival, parte integrante dell’evento estivo Effetto Notte, mostrerà di sette film in anteprima in Italia (tre lungometraggi, tre documentari, un cortometraggio), una mostra fotografica dell´agenzia nazionale di stampa Agerpres, colloqui con registi, produttori e giornalisti romeni e un incontro con Fabio Barone, il detentore di un Guinness World Record strettamente collegato alla Romania.
Il 1° settembre si inizia con una proiezione speciale dedicata ai romeni che vivono lontano da casa e gli italiani che amano le tradizioni e la spiritualità del nostro popolo. Sarà proiettato per la prima volta in Italia il documentario Il cammino dalla Passione alla Luce, una produzione dall’agenzia nazionale di stampa Agerpres, partner media del Festival che sarà presentato dal direttore generale dell’agenzia, Alexandru Giboi.

Ci sarà anche una mostra fotografica con immagini di patrimonio dell´archivio storico Agerpres (1942 – 1989) tra cui fotografie della cantante Maria Tanase che si esibisce davanti ai soldati (1942) le immagini di un villaggio moldavo devastato dalla siccità durante l’estate del 1946 oppure immagini della rivoluzione del 1989. Molte delle foto vengono presentate in anteprima assoluta al pubblico.

Presente inoltre un omaggio allo scultore Constantin Brancusi, a 140 anni dalla nascita. L’anniversario è segnato dall’immagine scelta per il manifesto ufficiale – che rappresenta la sua opera più conosciuta, “La Colonna senza fine” e la proiezione, il 2 settembre, di due film sulla sua vita. Si inizia con il documentario Constantin Brancusi – La Colonna o la lezione sull´infinito, del regista Laurentiu Damian e si continua con il lungometraggio Brancusi dall’eternità diretto da Adrian Popovici. Il film racconta anche aspetti dell´amicizia e della collaborazione tra lo scultore romeno e il pittore Amedeo Modigliani e sarà presentato dal regista e dal produttore Cornelia Palos.

Nella seconda giornata sarà mostrato il debutto alla regia di Kristina Cepraga, con la proiezione del suo cortometraggio Tamara Echelon. La regista, uno degli ospiti speciali della serata, rappresenta l´anima italo romena del Festival. Ha iniziato la sua carriera come attrice in Italia, per poi tornare in patria e girare il suo primo film in veste di regista, avendo come protagonisti alcuni dei più noti attori romeni.

La più famosa tra le auto italiane – la Ferrari entra nel Guinness World Book insieme alla più spettacolare strada della Romania – Transfagarasanul. Il 3 settembre, gli organizzatori del festival hanno preparato una sorpresa per gli appassionati di record di velocità e dei paesaggi mozzafiato. Sarà proiettato il documentario L´ultima sfida realizzato da Sante Paolacci che ha come protagonista Fabio Barone, che nel 2015 è entrato nel Guinness dei primati dopo aver attraversato Transfăgărăşanul alla guida di una Ferrari 458 in 9’13 “442. Il pubblico potrà incontrare il regista del documentario e il protagonista. Nel corso della serata, la Ferrari con cui è stato vinto il record potrà essere ammirata e fotografata davanti all’ingresso della Casa del Cinema.

Infine, nella stessa serata finale, gli appassionati della nuova ondata del cinema romeno avranno la possibilità di vedere i film di due dei registi romeni più premiati. Si tratta di Loverboy di Catalin Mitulescu e Aferim! di Radu Jude. Entrambi i film hanno ricevuto premi e riconoscimenti al livello internazionale e sono presentati per la prima volta al pubblico italiano.

Loverboy (2011), selezionato a Cannes nella sezione Un Certain Regard, racconta la storia di Luca, un giovane che seduce le ragazze povere in Romania, per costringerle poi a prostituirsi in paesi come l’Italia o la Spagna. Il film è ispirato a fatti di cronaca e porta in discussione temi drammatici di attualità legati al traffico di persone.

Il Festival si chiude con la proiezione di Aferim! – il lungometraggio con maggior successo di pubblico di Radu Jude che ha vinto l´Orso d’Argento per la miglior regia al Festival di Berlino nel 2015..

L´ingresso alle proiezioni è gratuito, fino all´esaurimento dei posti. I film saranno proiettati in lingua originale con sottotitoli. Il programma prevede incontri e dibattiti con gli invitati italiani e romeni.

Romania Film Festival è realizzato con il contributo del Ministero degli Affari Esteri romeno – Dipartimento per i romeni all´estero.

Partner: L´Università Roma Tre e l´Università degli Studi di Napoli l’Orientale, le associazioni: Europaeus, Federazione nazionale degli stranieri in Italia, l´Associazione dei professionisti romeni in Italia – APRI, L´Associazione Responsabilità sociale onlus, l’Associazione dei genitori romeni in Italia – ADGRI.

Media Partner: ASKANEWS, AGERPRES, Radio Romania Actualitati, Roma Today , Napoli Today, Romanian Global News, Gazeta Romaneasca, Emigrantul, Più Culture, Radio Link, iromeni.com, Cealaltă Românie

Sponsor: LycaMobile, Corso Grand Suite, Trattoria Moderna, Blue Air.

Il sito

Fonte: Sentieri Selvaggi

Andreea, giovane romena con la passione per le lingue


la Citta di Salerno
CRONACA
I NUOVI ITALIANI

di Alberto Gentile
23 agosto 2016
«Parlo bene anche l’inglese, mi piace viaggiare e conoscere altre culture»

SALERNO. La presenza di alunni stranieri nelle nostre scuole (secondo i dati del Ministero dell’Università e dell’istruzione relativi all’anno scolastico 2014/15, gli studenti con cittadinanza non italiana sono 814.187, pari al 9,2% della popolazione studentesca), rappresenta un significativo indicatore di stabilità del fenomeno migratorio nella penisola. I banchi di scuola, occupati in misura sempre maggiore da bambini e ragazzi originari di un altro Paese, sono diventati lo specchio, multietnico e multiculturale, dell’Italia che verrà. Per molti alunni la scuola è il primo luogo in cui avviene l’incontro con il mondo e con la cultura del paese che li ha accolti; di conseguenza, è nel contesto scolastico che essi iniziano a percepire le differenze della propria famiglia. Una sensazione che Andreea Pascuta, ventenne studentessa di origini romene residente ad Eboli, conosce bene. «Da bambina cercavo di somigliare ai miei coetanei, imitandone comportamenti ed abitudini, persino quelle alimentari. I primi tempi, tuttavia, sono stati traumatici: non conoscevo la lingua, non riuscivo a comunicare e per questo all’asilo ero presa di mira dagli altri bambini. Ricordo che tornavo a casa piangendo tutti i giorni».

Le origini. Nata a Timisoara, città capoluogo del distretto di Timis famosa per essere stata la prima a ribellarsi alla dittatura di Ceausescu, Andreea è arrivata in Italia nel 2002, all’età di sei anni. «Mio padre Florin era un poliziotto; dopo la cruenta rivoluzione del 1989 decise però di abbandonare le forze armate. La Romania post-comunista era un paese poverissimo con stipendi molto bassi, che oscillavano tra i 250 e i 300 euro mensili – ricorda Andreea - Mia madre Valerica lavorava in una fabbrica dove si producevano motori per automobili; il suo stipendio era costituito da buoni pasto! La nostra fortuna fu conoscere un signore di Campagna che aveva aperto una pizzeria a Timisoara, il quale propose a mio padre di trasferirsi a Eboli per lavorare come elettricista. Dopo qualche mese di ambientamento io e mia mamma lo raggiungemmo per stabilirci definitivamente».

La dittatura. Con l’avvento del regime comunista la Romania, oltre a sprofondare nella miseria, si chiuse in se stessa, anche culturalmente. Era molto diffusa una mentalità patriarcale con una visione fortemente sbilanciata dei rapporti tra uomo e donna; quest’ultima prendeva il cognome del marito, ed era difficile per le ragazze che intendevano studiare accedere ai livelli di istruzione superiori. «Mia madre sarebbe voluta diventare professoressa di francese, ha sempre studiato in maniera autodidatta, contro il volere del padre, pur non avendo mai avuto né i mezzi né le possibilità per poterlo fare. Mio nonno paterno non mi ha addirittura mai voluto accettare – aggiunge con un velo di amarezza – essendo io l’unica figlia del suo primogenito. I miei genitori hanno invece sempre riconosciuto il valore dell’istruzione, lasciandomi libera di compiere le mie scelte. Mio padre, in particolare, pur essendo stato segnato dalla durezza della dittatura, ha avuto nei miei confronti un atteggiamento liberale».

Il percorso scolastico. Dopo le scuole medie Andreea decise quindi di iscriversi al liceo classico per ampliare il proprio bagaglio culturale ed approfondire la conoscenza della lingua italiana, sperimentando nel contempo un efficace metodo di studio; una scelta in controtendenza rispetto alla stragrande maggioranza dei figli di immigrati, che si orientano prevalentemente verso istituti tecnici e professionali. Quest’estate ha sostenuto l’esame di maturità («mi sono diplomata con 75/100, ma soltanto perché ho avuto un debito negli anni precedenti»); per il futuro la scelta è ricaduta sulla facoltà di Lingue e letterature straniere. «Un percorso quasi obbligato: sono bilingue, visto che a casa parliamo rumeno, mi piace viaggiare, mi affascina conoscere altre culture. Oltre l’inglese, che parlo correttamente, sono rimasta colpita dall’olandese. Sì, mi sento decisamente una cittadina del mondo». Una mentalità propria della generazione Erasmus, che però mal si concilia con la ridondante normativa italiana: Andreea infatti non ha ancora ricevuto la cittadinanza italiana, pur avendone maturato i requisiti. «L’iter da percorrere per ottenere la cittadinanza è lungo e costoso».

I pregiudizi. Nonostante la comunità romena sia molto diffusa ed integrata nel territorio salernitano, (basti pensare, ad esempio, alla presenza del consigliere rumeno Samson Niculai nel consiglio comunale di Pertosa), rappresentando inoltre la prima comunità straniera per numero di residenti, persistono pregiudizi e stereotipi nei loro confronti, soprattutto in riferimento agli episodi di criminalità. «Tante volte ho sentito battutine discriminatorie che ironeggiavano sulla mia nazionalità, ma non mi sono mai lasciata influenzare dalle brutte notizie che a volte si leggono sui giornali. Sono le persone come mio padre e mia madre, con il loro lavoro, la loro forza e il loro orgoglio, a rappresentare degnamente la Romania. Soltanto una volta, in quinta elementare, ho perso la testa, reagendo con violenza contro un mio compagno di classe che mi importunava di continuo».

L’impegno civico. La famiglia Pascuta è molto attiva nel sociale: papà Florin è socio fondatore dell’associazione “Amici Sud Italia”, che offre sostegno ed orientamento agli stranieri da poco tempo stabilitisi nel Belpaese; Andreea è stata invece eletta di recente al Consiglio del Forum dei Giovani di Eboli, concentrando il suo impegno civico sulle tematiche relative ad immigrazione e integrazione. Attraverso l’associazione sono entrati poi in contatto con la Consulta della Festa dei Popoli che organizza l’omonimo evento, al quale la comunità romena partecipa in gran numero sin dalla seconda edizione. «Per la nostra collettività è un momento di importante di aggregazione e riscoperta di cultura, usanze e tradizioni, oltre ad offrire l’opportunità di arricchirsi entrando in contatto con le altre realtà straniere qui presenti – dice Andreea, la quale ha organizzato lo scorso giugno a Eboli una mostra fotografica itinerante che ha anticipato l’ottava edizione della manifestazione – La Festa dei Popoli di quest’anno, avente come tema l’abito, era da noi particolarmente sentita visto che i vestiti sono l’elemento più importante della Romania dal punto di vista socio-antropologico. Per l’occasione abbiamo sfilato con il “port u popular”, abito proveniente dalle regioni della Transilvania e dell’Oltenia; i modelli che abbiamo presentanto sono ricamati a mano e risalgono alla seconda metà del secolo scorso».

Fonte: La Città di Salerno

Steluţa a vrut o viaţă mai bună în Italia, dar a murit sub dărâmături la Amatrice. Cum a găsit-o echipa de intervenţie

de Departamentul Corespondenţi - Mediafax
Publicat 26 august 2016

Steluţa Novac, o vasluiancă în vârstă de 47 de ani, din comuna Zorleni, se află printre victimele cutremurului de miercuri din Italia, familia femeii declarându-se devastată, după ce a aflat de la Consulat că aceasta a fost găsită moartă sub dărâmături, transmite correspondentul MEDIAFAX.

Rusanda, sora Steluţei Novac, a declarat corespondentului Mediafax că a fost anunţată, joi seara, de un reprezentant al Consulatului României la Roma că aceasta a fost găsită sub dărâmături, în pat, cu actul de identitate în mână.

Femeia locuia de opt ani în Amatrice, unde avea grijă de o rudă a patronului Hotelului Roma din localitate. În această vară, a fost acasă, în vizită la părinţi, după patru ani de absenţă. Ea nu era căsătorită şi nici nu avea copii.

“A fost în concediu, acasă, după patru ani. A mers să îngrijească mormintele celor dragi, din cimitir, era foarte bucuroasă că a reuşit să-şi vadă părinţii. Nu pot să cred că am primit această veste teribilă. Suntem devastaţi”, a declarat sora femeii decedate în cutremurul din Italia.

Familia este în legătură cu reprezentanţii Consulatului şi aşteaptă informaţii cu privire la repatrierea trupului neînsufleţit al Steluţei Novac. De asemenea, Primăria Zorleni a anunţat că va sprijini familia şi va trimite o maşină la aeroport, pentru a aduce trupul femeii în localitatea natală.

În urma cutremurelor din Italia, cel puţin 268 de persoane au murit şi 400 au fost rănite. Echipele de salvare continuă să caute supravieţuitori sub dărâmături. Cu toate acestea, sute de replici ale cutremurului au împiedicat eforturile celor aproximativ 5.000 de salvatori.

Un alt cutremur cu magnitudinea de 4,7 grade pe scara Richter a lovit Italia vineri dimineaţa.

Matteo Renzi, premierul Italiei, a emis anularea taxelor pentru localnicii afectaţi de cutremure şi a anunţat o nouă iniţiativă, "Case italiene", pentru a stopa criticile în privinţa cauzelor prăbuşirii a sute de clădiri, inclusiv a unora care fuseseră consolidate recent. În acelaşi timp, acesta a declarat că este "absurd" să crezi că Guvernul italian ar putea construi clădiri care să reziste pe deplin în faţa cutremurelor.

Autorităţile italiene au declanşat o anchetă privind omor multiplu din culpă şi neglijenţă, în urma prăbuşirii a sute de clădiri ca efect al cutremurelor produse miercuri în centrul Italiei.

Procuratura orăşelului Rieti, situat în regiunea Lazio, investighează ipoteza neglijenţei în serviciu care a avut ca efect decese multiple în zonele Amatrice şi Accumoli.

Sursa: Gandul

8 români morţi şi 19 dispăruţi după cutremurul din Italia. Bilanţul victimelor: 278 de morţi şi 400 de răniţi

Publicat 26 august 2016

Ministerul Afacerilor Externe a confirmat vineri după-amiază decesul a 8 români după cutremurul devastator de miercuri dimineaţă, din Italia, în urma căruia cel puţin 278 de persoane şi-au pierdut viaţa şi 400 au fost rănite. Potrivit informaţiilor de până la această oră, cinci români răniţi, internaţi în spitalele din zonă, se află în stare stabilă, în timp ce continuă demersurile pentru identificarea altor 19 cetăţeni români daţi dispăruţi.

UPDATE 20.45 Conform noului bilanţ, în localitatea Amatrice au murit cel puţin 218 persoane, 49 de cadavre au fost găsite în Arquata del Tronto şi Pescara del Tronto, iar 11 în Accumoli. Circa 2.500 de persoane au rămas fără locuinţe. Bilanţul anunţat anterior era de 267 de morţi. Guvernul Matteo Renzi a dispus proclamarea doliului, sâmbătă, în întreaga Italie.

UPDATE 18.30 MAE confirmă decesul a încă doi români în urma cutremurului din Italia, bilanţul românilor decedaţi ajungând astfel la 8 persoane.

În prezent, 19 români sunt daţi dispăruţi şi sunt căutaţi de autorităţi.

UPDATE 15:00 Bilanţul persoanelor decedate a urcat la 268, iar cel al persoanelor rănite la 400. Peste 5.000 de persoane au luat parte la căutări, în timp ce un alt cutremur a fost resimţit, vineri, în zonă cu magnitudinea 4.7 pe scara Richter, potrivit BBC.

UPDATE 11:19 Un copil de 11 ani este cel de-al şaselea român din Italia în cazul căruia MAE a confirmat, vineri, decesul, în urma cutremurelor, micuţul fiind găsit, joi seara, sub dărâmături, în timp ce mama lui, găsită mai devreme, a fost operată într-un spital din Rieti, declară preotul Bogdan Gheorghică.

Preotul Bogdan Gheorghică de la Parohia Ortodoxă "Sfântul Proroc Elisei" din Fermo a declarat, vineri, pentru MEDIAFAX, că micuţul de 11 ani este cel de-al şaselea român din Italia în cazul căruia MAE a confirmat decesul, în urma cutremurelor din centrul Italiei.

Copilul a fost găsit mort, joi seara, sub dărâmături, în Amatrice, la aproape 48 de ore de la primul cutremur.

Potrivit sursei citate, mama copilului, rănită în urma cutremurului, a fost găsită după circa şapte ore.

"Copilul era sub ruine din noaptea de marţi spre miercuri. Mama lui a fost găsită după circa şapte ore, rănită. Ne-a spus că în cele şapte ore cât a stat sub ruine nu a auzit eventuale strigăte ale copilului ei, care în momentul cutremurului se afla în camera sa", a spus preotul Bogdan Gheorghică.

Potrivit acestuia, mama copilului a fost operată într-un spital din Rieti şi starea ei este stabilă.

Întrebat despre tatăl copilului, preotul a afirmat că deocamdată nu există informaţii despre acesta.

UPDATE Un al şaselea român a murit în urma cutremurului din Italia. MAE a precizat, vineri dimineaţă, că medicii curanţi au comunicat Ambasadei României la Roma că starea celor cinci români răniţi, internaţi în spitalele din Italia, este momentan stabilă, viaţa nefiindu-le pusă în pericol. De asemenea, continuă demersurile pentru identificarea altor 17 cetăţeni români daţi dispăruţi. Verificările în acest sens se efectuează în permanentă coordonare cu autorităţile italiene competente.

În zonele afectate de cutremurul de miercuri dimineaţă a fost declarată stare de urgenţă. Premierul Matteo Renzi s-a angajat că va reconstrui comunităţile devastate şi că va iniţia o strângere de fonduri, în acest sens.

Citeşte şi Aurelia, o tânără din Dolj, şi-a găsit sfârşitul sub dărâmături la Amatrice. Copilul său a scăpat ca prin minune

Cel puţin 267 de persoane şi-au pierdut viaţa şi 400 au fost rănite în urma cutremurului devastator de miercuri dimineaţă, din Italia. Primul cutremur, de 6 grade, a avut loc la ora 3.36 (4.36, ora României), în zona Accumoli/Arquata del Tronto (la graniţa dintre regiunile Lazio şi Marche, în centrul Italiei), la adâncimea de doar 4 kilometri. Au urmat alte două mişcări telurice, la orele 4.32 şi 4.33, cu intensităţi de 5,4, respectiv 4,8 grade, la adâncimi de 8 şi 9 kilometri. Cutremurul a fost simţit puternic în centrul Italiei, o zonă cunoscută cu risc seismic. La Roma, mulţi locuitori şi-au părăsit casele câteva ore de teama replicilor seismice puternice.

Situaţia cea mai gravă este în comuna Amatrice, care are 2.700 de locuitori. "Este o tragedie, jumătate din sat nu mai este", a declarat primarul localităţii, Sergio Pirozzi, citat de Corriere della Sera.

Şeful Protecţiei Civile, Fabrizio Curcio a explicat că seismul poate fi comparat cu cel mai puternic cutremur care a lovit L'Aquila în 2009, în urma căruia au decedat peste 300 de persoane. Fondul naţional de urgenţă a alocat 234 de milioane de euro localităţilor din centrul Italiei.

Sursa: Gandul


Citeste si:
Român din Italia: ''Au rămas în urmă doar mormane de piatră şi ciment''. Bilanţul victimelor din România ar putea creşte simţitor
Mărturii CUTREMURĂTOARE ale românilor stabiliţi în Italia. Momente de PANICĂ şi GROAZĂ pentru O ROMÂNCĂ: “Am crezut că vine SFÂRŞITUL LUMII, s-a auzit un HURUIT GROAZNIC”

"Fatichi per anni e in dieci secondi perdi tutto": la tragedia vissuta dagli immigrati


TESTIMONIANZE
"Fatichi per anni e in dieci secondi perdi tutto": la tragedia vissuta dagli immigrati

Muratori, taglialegna, badanti. Che hanno lasciato il loro Paese per venire qui, dove il lavoro non mancava. Ma ora non c'è più nulla. E a chi è sopravvissuto non resta che tornare indietro

DI FEDERICA BIANCHI DA AMATRICE
26 agosto 2016

Parlottano velocemente con due uomini in tunica nera. Alcuni tra loro fissano il cumulo di macerie che è diventata la casa di fronte a loro, poco prima dell'inizio del martoriato corso principale di Amatrice, dove le scosse si susseguono, i vigili del fuoco continuano ad estrarre cadaveri mentre i cittadini possono solo guardare da lontano. Inermi e sgomenti.

Il gruppetto dei ragazzi è giovane, venti, trent'anni. Uomini e donne. «Siamo quello che rimane della comunità rumena di Amatrice», spiega paziente Daniel Bobeica, 35 anni accanto alla moglie Lavinia, 31 anni, «Diversi di noi sono morti». Lui lavorava nell'edilizia, molti dei suoi connazionali tagliavano legna nei boschi, le donne si offrivano come badanti in un paese in cui la percentuale di over 60 è quella predominante. Il lavoro da queste parti non mancava. «La vita è così», continua a denti stretti Bobeica: «Costruisci, fatichi per anni, e poi in dieci secondi perdi tutto».

Adesso non resta che andarsene. Tornare in Romania. Almeno per un paio di mesi. Il tempo di capire cosa è successo. «L'azienda di materiali edili non esiste più e la signora a cui badava mia moglie in quella casa là in fondo», e sottolinea le parole con il braccio, «ha lasciato Amatrice. La sua casa non è più agibile e chissà se lo sarà mai». A trattenerli, ancora per un po', è la speranza di potere rientrare in casa loro, con o senza il consenso dei Vigili del fuoco, per recuperare documenti e beni personali. «Ad Amatrice non c'è più nulla». Non un supermercato. O una farmacia. Neppure un bar sbilenco. Nulla.

Gli uomini in tunica nera e folta barba parlano con tutti, distribuiscono parole di conforto e promettono cellulari nuovi. Sono i parroci della Chiesa ortodossa di Fermo e Rieti. Il giorno del terremoto erano sul campo, in coordinamento con l'ambasciata: lo stesso ambasciatore rumeno, George Gabriel Bologan, non ha aspettato che poche ore per fare visita ai connazionali sopravvissuti ad Amatrice.

Ma tutto l'aiuto del mondo non cancellerà mai quei momenti di terrore e distruzione. Nemmeno per loro che di questo presepe laziale incastonato tra i monti avevano fatto una casa permanente. «Urlavamo tutti come pazzi», ricorda Lavinia Bobeica: «La signora accanto al nostro appartamento, poverina, era stremata dalla paura».

«Sembrava non finisse mai. Ci siamo posti nell'architrave della porta del bagno aspettando che gli scossoni si esaurissero. Non potevamo usare le scale, di solito sono la prima cosa a cedere. Poi ho detto a mia moglie “corriamo” e ci siamo lanciati fuori. Poco dopo sono rientrato a prendere la camicia ma mentre raccoglievo le bottiglie da terra questa si è rimessa a ballare e da allora non sono più stato dentro. Ci siamo messi a cercare mia sorella e mio cognato che non rispondevano al telefono». Più tardi sapranno che la cognata, la nipote e altre due donne si erano svegliate improvvisamente al primo piano con tutto il letto in cui dormivano: il pavimento del secondo, dove abitavano, aveva ceduto. Per uscire avevano legato le finestre alla ringhiera del balconcino e si erano calate dalla casa diventata pericolosa prigione. Poche ore più tardi erano tornate sul luogo, nonostante il divieto dei Vigili del Fuoco, e avevano aiutato la ragazza più piccola e sottile ad arrampicarsi sulle travi di casa alla ricerca delle borse con soldi e documenti. Nel frattempo il letto era passato dal primo piano al piano terra.

Non a tutti è andata altrettanto bene. «Il marito della madre della signora a cui badava mia moglie, uno dei macellai del paese, aveva appena assunto una badante rumena per assistere i genitori, entrambi novantenni. La rumena era arrivata questa settimana dalla Romania, una ragazza giovane. Lavinia era andata mercoledi sera ad aiutarla per farle capire meglio il lavoro e darle qualche consiglio. Poche ore più tardi la loro casa è venuta completamente giù. Seppellendo gli anziani, due loro amici e la ragazza». Al suo primo e ultimo giorno di lavoro in Italia.

Fonte: L'Espresso

Annega mentre pesca le carpe


ago 26, 2016
 Fabio Lussoso Chieti, Cronaca

Annega mentre pesca le carpe. La tragedia si è consumata mercoledì sera intorno alle ore 20,00 in località Quarticcioli di Santa Maria Imbaro. Un romeno di 39 anni, Marin Mugurel, era intento a pescare le carpe in un invaso idrico del Consorzio di Bonifica in Val di Sangro quando improvvisamente è scivolato nella vasca.
Il corpo è stato recuperato soltanto nella mattinata di ieri in quanto si è dovuto procedere allo svuotamento dell’invaso. Sul posto i Vigili del Fuoco di Lanciano che hanno operato con l’ausilio del Gruppo Sommozzatori di Roseto. la disperazione della moglie, la signora mariana, che non vedendo rientrare il marito ha lanciato l’allarme intorno alle 21,00. L’Uomo, sposato e padre di due figli di 8 e 4 anni, aveva telefonato alla moglie poco prima che avvenisse la tragedia, per comunicarle che da li a poco avrebbe fatto rientro a casa.

Subito dopo l’allarme sono scattate le ricerche con l’arrivo dei vigili del fuoco e i carabinieri della compagnia di Ortona. A rinvenire l’auto del rumeno nei pressi del laghetto la moglie accompagnata da un amico di famiglia. Ai bordi della vasca idrica sono stati ritrovati anche la canna da pesca, il borsello ed ima ciabatte, ma dell’uomo non c’era nessuna traccia. Si è deciso così di allertare i sommozzatori e svuotare per ore l’invaso, anche in considerazione del pericolo causato dalla presenza di alghe e melma sul fondale. Mugurel da circa 7 anni viveva a Santa Maria Imbaro e si era ben integrato in paese dove svolgeva lavori agricoli per la raccolta di orto-frutta. Sul posto anche il sindaco Mariella Di Nunzio la quale sottolinea come la famiglia si fosse ben inserita bel contesto sociale con i figli che frequentano le scuole locali.

Fonte: Rete8

Centenario dell'entrata in guerra della Romania

“Oggi la Nazione italiana esulta, con ragione per Centrata in guerra dela Romania, che viene a portare l'aiuto delle sue forze fresche e valide e delle sue considerevoli energie morali, affliate da una lunga e adeguata preparazione, nella lotta in Europa” con queste parole iniziava l’articolo di fondo del quotidiano “La Stampa” del 28 Agosto 1916. Il giorno precedente 27 Agosto ( 14 Agosto secondo il calendario giuliano) il Consiglio della Corona aveva decreto la guerra al fianco delle potenze alleate.

Se la Romania entrò formalmente in guerra solo nel 1916, è bene ricordare come tanti romeni già vestivano dal 1914 la divisa, era quelli della Transilvania appratenti al Imperial Regio Esercito molti di loro morirono anche sul fronte italiano, altri furono fatti prigionieri e impiegati, con grandi risultati nei lavori agricoli , alti ancora nel 1917/1918 decisero di prendere nuovamente le armi e combattere non più nell’esercito imperial regio ma nella Legione Romena d’Italia che , inquadrata nell’esercito italiano prese parte alle fasi finali del primo conflitto mondiale.

A tutti i soldati romeni che hanno combatto a partire dal 1916 o ai tanti transilvani in guerra fin dal 1914 va oggi il nostro ricordo. Un ricordo tanto più importante in quanto , al pari dell’Italia, anche la Romania al termine della Grande Guerra poteva veder compiuto il proprio disegno unitario.

Dott Marco Baratto
Coordinatore Gruppo di Lavoro Italo Romeno per il Centenario della Grande Guerra e l'Unità Nazionale della Romania

domenica 21 agosto 2016

Approfondire la cultura romena in Italia

Il 31 Agosto si celebra in Romania la giornata della lingua nazionale, tale occasione permette una riflessione sulla necessità di conoscere questo Nazione e questo popolo e il suo rapporto con la lingua italiana.

Lo studio dell’italiano in Romania è molto diffuso, prova ne sono gli oltre 10.000 alunni romeni ripartiti su 120 istituzioni scolastiche, tra cui licei e ginnasi, che hanno studiato l’italiano nell’ultimo anno scolastico, i quattro licei bilingue romeno - italiani e i sette lettorati d’italiano nelle più importanti università della Romania, mentre in altre l’italiano viene insegnato come lingua opzionale’.

Oltre a questo ricordiamo che la comunità italiana in Romania è considerata dalla Costituzione come "minoranza nazionale" e può godere del diritto a nominare un parlamentare presso la Camera dei Deputati.

Questo dato permette di comprendere l’importanza delle relazioni culturali tra Italia e Romania e dell’interesse verso il “bel Paese” da parte del popolo romeno. A tale proposito sarebbe interessante che anche in Italia, stante la grande presenza di romeni nel nostro Paese, si valuti la possibilità di inserire nei piani d’offerta formativa delle varie scuole la lingua romena come lingua opzionale o supplementare accanto ai classici tedesco, francese e inglese e in tramite un accordo specifico tra i Ministeri della Pubblica Istruzione dei due paesi si possa costituire licei bilingue italo romeno nelle principali città italiane, partendo da Milano dove esistono già strutture Tedesche, Francesi e Svizzere.

Questo servirebbe ad intensificare la reciproca conoscenza oltre essere un tangibile segno di riconoscenza per l’interesse per la lingua e la cultura italiana coltivata dal popolo romeno.

Firma questa petizione

https://firmiamo.it/approfondire-la-cultura-romena-in-italia#petition

Dott Marco Baratto

George Lepadatu alla B&A Sport di Orte

Ottimo colpo di mercato per la società

11/08/2016

ORTE - Ottimo colpo di mercato della B&A Sport Orte, arriva George Lepadatu, direttamente dal Kaos Futsal dove ha vinto il campionato nazionale Under 21. Cresciuto nella Virtus Romanina, ha vestito maglie importanti come quella della Rappresentativa Regionale, vincendo il titolo, e quella della Romania, suo paese natale. Questo ragazzo a disposizione di mister Arnaudi e Di Vittorio, è un acquisto importante per la B&A Sport Orte, che ha fortemente voluto questo giovane talentuoso giocatore.

Fonte: Viterbo News 24

Vicenza C5, preso il rumeno Dan

Calcio a 5
18 luglio 2016
Andrei Claudiu Dan

Dopo il portiere Ruzza svelato il secondo rinforzo di mercato

Colpo in attacco per il Vicenza C5. La società biancorossa ha annunciato l’ingaggio di Andrei Claudiu Dan. Il pivot, 27 anni, ha scelto Vicenza per un rilancio personale e per ritrovare la maglia della nazionale rumena, di cui ha fatto parte per anni. Uomo da assist e gol, tanto da essere andato a segno più volte in A1 nelle scorse stagioni vissute e vestite con le maglie prima di Venezia, poi della Marca e infine di Rieti, Dan ha anche esordito da Pro nel calcio professionistico, esordendo in Serie B con la maglia del Vicenza, prima dell’approdo al Futsal, ai tempi della Primavera.

Giocatore di stazza, già con tanta esperienza e con i piedi buoni, Andrei Dan predilige il gioco offensivo, ma si adatterà volentieri ai dettami tattici di mister Candeo. Ripercorrendo la carriera sportiva del ragazzo nato a Timisoara (Romania) e trasferitosi in Italia all’età di 12 anni, Dan ha iniziato a tirare i primi calci nel settore giovanile del Cittadella per poi passare al Vicenza Calcio fino alla Primavera e all’esordio fra i professionisti. Poi, lasciato il mondo del calcio a 11, ha esordito nel futsal in serie C2 con un gruppo di amici nell’allora Galvanauto Motta, segnando una caterva di gol in pochi mesi. Da lì la chiamata uno scalino più su, all’Atletico Arzignano in C1 dove vince da protagonista (35 gol) il Trofeo Veneto e raggiunge terzo posto e playoff nella serie C1 più forte di sempre (dietro al Giuriato e all’ex Grifo).

Seguono il Pordenone in B e poi il doppio salto in serie A1, agli ordini di Pagana al Franco Gomme Venezia: primi mesi di pazienza e impegno e poi l’exploit nel girone di ritorno con il bottino di reti in doppia cifra che gli vale la chiamata della Marca. Annata seguente fra i big trevigiani della Marca appunto tra A1 e Uefa Futsal Cup, poi scudetto e coppa vinti a Malta in una fruttuosa esperienza all’estero che gli è valso l’ingaggio al Real Rieti, ancora in A1, per una sola stagione. Storia recente in Basilicata vissuta tra il Borussia Policoro in B e un team di C1 nella seconda parte della stagione scorsa (con promozione in B), una breve parentesi prima di ritornare oggi dunque in serie B stavolta con la casacca del Vicenza C5. Da ricordare infine le numerose presenze collezionate in nazionale romena e la partecipazione a vari eventi internazionali.

Prime parole da biancorosso per lui, un ragazzo nato nel 1989 che negli ultimi anni ha fatto e disfatto tante valigie e borsoni per seguire la sua carriera sportiva. “Sono contento di essere tornato a Vicenza, la mia casa in Italia, e questo fattore ha avuto un peso importante nella mia scelta. Posso dire che ho ricavato un’ottima impressione della società e dei dirigenti, poi conosco molto bene i giocatori confermati e fra questi in particolare Kokorovic, un amico”. Una serie B come trampolino di (ri)lancio? “Sicuramente ho tanta voglia di rimettermi in gioco, aiutare la squadra della nostra città e magari di mettermi in mostra e a disposizione anche pensando alla selezione nazionale del mio paese. Le mie caratteristiche? Sono un pivot a cui piace prima di tutto fare assist, dovrò sicuramente adattare il mio gioco a quello del Vicenza C5, ma mi farò trovare pronto!”.

Fonte: Sport Quotidiano

Trapani Calcio: Dalla Roma arriva in prestito il rumeno Mihai Balasa

Domenica 17 Luglio 2016
Difensore classe 1995, nelle ultime due stagioni ha giocato nel Crotone

Mihai Balasa, difensore, classe 1995, è un calciatore del Trapani, arriva dalla Roma con la formula del prestito con diritto di opzione e contro opzione, nell'ulima stazione ha giocato nel Crotone in prestito guadagnando la promozione in serie A.

Rumeno ha iniziato la sua carriera nelle giovanili del Viittorul Costanza, giocando anche in prima squadra nella stagione 2012/13. Passato nel 2013 alla Roma disputa il campionato Primavera e viene anche convocato in prima squadra.
Nel 2014 viene ceduto in prestito al Crotone, squadra con la quale resta per due stagioni, totalizzando in tutto 24 presenze nella stagione 2014/15 e 29 presenze, coronate anche da due reti, nella scorsa stagione, festeggiando la promozione della squadra calabrese nella massima serie.

Fonte: SportdelGolfo.com