La comunità romena in Italia

La comunità romena si incontra e si racconta attraverso storie quotidiane, punti di vista, fatti di cronaca, appuntamenti e novità, per non dimenticare le radici e per vivere meglio la distanza da casa.
Informazioni utili per i romeni che vivono in Italia, per conoscere le opportunità che la realtà circostante offre e divenire cittadini attivi.

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giovedì 26 febbraio 2015

Expoziţie de pictură şi sculptură de Ionuţ Iancut şi Aurel Roşu în nouă Galerie IRCCU Veneţia



Comunicat de presa

Luni, 02 martie 2015 18:00 - Duminică, 22 martie 2015

 Luni, 2 martie a.c., la orele 18:00, în Noua Galerie a Institutului Român de Cultură și Cercetare Umanistică de la Veneţia va avea loc vernisajul expoziţiei de pictură şi sculptură a artiştilor vizuali Ion Iancuţ şi Aurel Roşu, curator Prof. univ.dr. Aurel Chiriac, directorul Muzeului Ţării Crişurilor din Oradea.

Ion Iancuţ este pictor, sculptor şi desenator, o personalitate marcantă a artei plastice româneşti contemporane. Absolvent al Institutului de Arte Plastice “Nicolae Grigorescu” din Bucureşti, Ion Iancuţ are o bogată activitate expoziţională, atât în ţară (la Sinaia, Focşani, Iaşi, Timişoara, Bucureşti), cât şi în Europa şi Asia (Italia, Olanda, Suedia, Germania, Bulgaria, Cehoslovacia, Japonia), unde a participat cu expoziţii personale sau alături de alţi artişti plastici reprezentativi din România.

 “Elementul antropomorf este omniprezent în opera lui Ion Iancuţ (…). Sculpturile şi lucrările grafice ale lui Iancuţ sunt, până la capăt, plastice antropomorfizări ale tragicului. Fiinţa umană îşi exersează existenţa tragică în raport cu limitările care i-au fost hărăzite (…). Fără a fi pur conceptuală, deşi niciodată nu se depărtează de idee, această antropomorfizare a tragicului îl individualizează pe Ion Iancuţ nu doar în peisajul plasticii româneşti contemporane, ci şi în acel al plasticii europene. Rar ideea şi măiestria tehnică s-au întâlnit cu atâta folos în ultimii zeci de ani” (Aurel Chiriac).

 Aurel Roşu este un artist plastic contemporan cu recunoaştere în ţară şi străinătate, preşedinte a Uniunii Artiştilor Plastici din România – Filiala Bihor şi şef al Secţiei de artă a Muzeului Ţării Crişurilor, unde şi-a început activitatea din 1990. „Aurel Roşu mizează pe vizualizarea unor semne‒simbol cu circulaţie universală, în general, pe care le concentrează întotdeauna în prim‒plan, pentru a fi percepute cu limpezime din punct de vedere imagistic. Artistul apelează la tehnici mixte (acril, tempera, creion, baiţ – pictură, grafică; baiţ, metal, bronz, lemn‒sculptură) armonizate pictural cu multă sensibilitate şi acurateţe; totodată plasticianul se bizuie pe mesaje ideatice care conturează o fiinţă ce nu şi-a negat niciodată dimensiunea religioasă, respectînd-o cu sfinţenie, dar n-a pus în umbră nici sentimentele care ţin de acele momente ale copilăriei şi tinereţii ce se întipăresc pentru totdeauna în memorie, tocmai prin sensibilităţile declanşate sub semnul clipei” (Aurel Chiriac).

 Expoziţia, organizată de Institutul Român de Cultură și Cercetare Umanistică de la Veneţia, în colaborare cu Muzeul Ţării Crişurilor din Oradea, va fi deschisă până în data de 22 martie 2015, între orele 10.00‒13.00 și 16.00‒19.00, în spaţiile Noii Galerii a Institutului Român de la Veneţia, Cannaregio 2215 – 30121 Veneţia.

Evenimentul beneficiază de sprijinul financiar al Institutului Cultural Român și al Muzeului Ţării Crişurilor din Oradea.

Intrarea este liberă.

Università: Seminario su fascismo italiano e Guardia di Ferro rumena

L'evento oggi, giovedì 26 febbraio alle ore 16:00 al Polo Scienze Sociali - Edificio D5, secondo piano, aula Spreafico

 Il seminario del professor Traian Sandu dell'Università Sorbonne nouvelle di Parigi, si terrà oggi, giovedì 26 febbraio alle ore 16:00 nell'aula Spreafico del Dipartimento di Scienze politiche e sociali, sul tema "Il fascismo italiano: influenze e confluenze". Spunti e riflessioni sul caso della Guardia di Ferro (rumena).

 La presentazione a cura del prof. Marco Tarchi professore ordinario presso la Facoltà di Scienze Politiche Cesare Alfieri dell'Università di Firenze dove attualmente insegna Scienza Politica, Comunicazione politica e Teoria politica e della dottoressa Sorina Cristina Soare docente in Sistemi politici comparati del corso di laurea in Relazioni internazionali e studi europei.

 26/02/2015 9.08 Università di Firenze

Fonte:MET

sabato 21 febbraio 2015

Ladispoli, Istituto Corrado Melone: la TV romena a scuola

Il primo marzo 2015 andrà in onda sulla rete “Digi 24”, canale televisivo di informazioni 24 ore di 24 in lingua romena, un servizio realizzato da una troupe presso l’Istituto Comprensivo “Corrado Melone”. Il primo marzo, oltre ad essere la festa della primavera in Romania (martisor), è anche l’anniversario della nascita della rete televisiva “Digi 24” che ha voluto realizzare nella “Melone” un servizio sulle modalità di svolgimento del corso di lingua, cultura e civiltà romena. Hanno scelto di presentare, nelle loro edizioni speciali, la realtà scolastica di Ladispoli come modello di integrazione dei ragazzi romeni in una scuola di qualità e aperta alla diversità.

 Infatti, alla “Melone” il corso è facoltativo per i ragazzi della secondaria di primo grado, ma è curricolare per le classi di infanzia e primaria. Infatti, il Collegio Docenti ha deciso di “approfittare” dell’intelligenza e delle spese sopportate del governo romeno (che paga docenti che insegnino all’estero nei Paesi dove sono presenti forti comunità romeni) per offrire anche ai bambini italiani la possibilità di accrescere le proprie conoscenze culturali, imparando ad amare ed apprezzare gratuitamente lingua e cultura di un altro Paese europeo: la Romania.

Nonostante la globalizzazione planetaria, che sta uniformando tutte le “culture” a quella americana, più che a quella del luogo dove si sia andati a vivere, è molto importante che si conservi il ricordo delle proprie origini ed il patrimonio di conoscenze del Paese dei propri padri. Infatti, ormai è obsoleto fare distinzioni fra ragazzi italiani o romeni o francesi o tedeschi: questi giovani europei sono e si sentono senza frontiere (e come persone di pace dobbiamo aiutarli in questo), ma quel che va sottolineato è che a tutti i ragazzi (non solo quelli europei) piace la stessa musica, lo stesso cibo, gli stessi attori, gli stessi vestiti, gli stessi gadget… in questo sta la loro vera e completa integrazione. I nostri giovani, di qualunque Paese d’origine siano, non hanno nulla di differente uno dall’altro (forse, a volte, sarebbe da aggiungere “purtroppo”).

 Se questa “uniformità” eliminerà, come ha fatto sinora, il pericolo di stupide e orrende guerre alimentate dalla non conoscenza, dall’ignoranza e da false frontiere, ben venga l’uniformità. Ma cultura è anche e soprattutto diversità e questo è il motivo per cui occorre salvaguardare le proprie origini, ovviamente senza demonizzare la nuova cultura imperante proveniente da oltreoceano, ma sottolineando come sia importante conoscere la cultura d’origine, quella del luogo dove si vive ed anche tutte le altre con cui si viene a contatto, affinché nulla di ciò che c’è di buono in esse vada perduto. Il corso di Lingua, Cultura e Civiltà Romena, che si svolge in tutti e tre gli ordini di studi della “Melone” ha proprio questi obiettivi.

 Se un tempo i ragazzi stranieri erano visti un po’ come estranei e magari restavano un po’ in disparte, oggi non è più così; spesso i migliori della scuola sono di origine non italiana e spesso si tratta di romeni: questo è un chiaro sintomo di integrazione compiuta: non è facile primeggiare se non ci si sente accettati o se la scuola discrimina. Quella stupidità degli adulti, che ancora usano i pregiudizi per distinguere gli uomini, non esiste invece fra i giovani che si distinguono solo per gli interessi di ciascuno che, come abbiamo già notato, sono ormai gli stessi per tutti.

 Nell’ottica di scambio e reciproca conoscenza, qualche giorno fa la “Melone” e la “Ladispoli 1” hanno anche ospitato un gruppo di 15 docenti romeni (provenienti da quattro regioni della Romania: Timis, Maramures, Caras Severin e Neamt, coordinatori di classe in 8 scuole partner), accompagnati da una docente dell’Istituto dell’Approccio Centrato sulla Persona di Roma (IACP) che organizza e realizza i corsi di formazione sul metodo “Gordon” e dalla prof.ssa di LCCR Angela Nicoara. Il gruppo di 15 professori romeni sono coinvolti nel progetto europeo Leonardo da Vinci (LLP-LdV/PM) incluso nel programma europeo Lifelong Learning Programme intitolato “Profesor format &; elev motivat- progres scolar si profesional asigurat”.

 Alla “Melone” i docenti romeni sono stati inizialmente accolti nelle classi della 2B primaria, dove gli allievi della hanno presentato un cartellone con la presentazione della favola romena “L’orso ingannato dalla volpe” di Ion Creanga, raccontandola in italiano e in romeno (così come fanno normalmente durante le ore del corso LCCR con l’insegnante Angela Nicoara) poi si sono cimentati nel realizzare il simbolo della primavera romena: il marzolino. Trasferiti nelle sezioni dell’Infanzia, la sorpresa è arrivata dal gruppo di bambini della D che con molta allegria hanno interpretato due canzoni romene e l’inno nazionale italiano.

 Fonte:Terzo Binario

La bellezza non ha frontiere: le foto di Mihaela Noroc


L'artista rumena ha ritratto donne di 37 Paesi differenti per dimostrare che nella vita tutte le persone sono affascinanti «basta essere se stessi».

 Mihaela Noroc è una fotografa rumena che ha abbandonato il suo lavoro e ha iniziato una nuova vita.
Come raccontato dal sito boredpanda.com, nel 2013 ho preso il suo zaino, la sua macchina fotografica e ha iniziato a viaggiare in tutto il mondo fotografando centinaia di donne al naturale (senza trucco per intenderci) immerse nei loro usi, costumi e tradizioni .
 Il suo progetto (The atlas of beauty) vuole mostrare la 'diversità' delle persone attraverso i ritratti di donne.

 Viaggiando con un budget molto basso, Mihaela Noroc ha visitato 37 Paesi. «BASTA ESSERE SE STESSI». «Posso dire che la bellezza è ovunque», ha affermato l'artista. «E non è una questione di cosmetici. Bisogna essere se stessi». La bellezza è «negli occhi di chi guarda e chi guarda è sempre qualcun altro».




Fonte:Lettera 43

Dal sogno all’incubo: lunedì 23 febbraio a Palazzo Trentini


19/02/2015
Un incontro e uno spettacolo per raccontare l’altro lato della migrazione

Lunedì 23 febbraio ore 17.30 nella Sala Aurora di Palazzo Trentini in Via Manci 27 a Trento, il Forum trentino per la pace e i diritti umani propone un confronto con la città per riflettere e dialogare sulle difficoltà di essere migranti nelle nostre città.
L’incontro è organizzato con la compagnia ariaTeatro che mercoledì 25 febbraio al teatro San Marco di Trento proporrà lo spettacolo Kebab scritto dalla romena Gianina Carbunariu.
Parlare di migrazione non è mai facile: una sola parola contiene migliaia di storie, spesso difficili e sempre diverse, segnate da addii, partenze, disagi, separazioni, sogni a volte disattesi.
Secondo l’ultimo rapporto «L’immigrazione in Trentino» presentato da Cinformi il 12 febbraio scorso, gli immigrati in Provincia di Trento sono 50.833 (il 10% della popolazione totale) e la comunità più rappresentata è quella romena che da sola costituisce il 20% del totale (circa 10.000 persone).

Si sente spesso parlare di questi cittadini non italiani, ma per lo più in concomitanza di eventi tragici che interessano i confini nazionali o europei; in momenti particolarmente critici, come l’accoglienza di rifugiati o esuli provenienti da Paesi in guerra; o dopo atti di criminalità.
Elementi che rischiano di trascurare le loro storie quotidiane segnate da dolore, fatica, coraggio, disillusione che, più o meno, ogni migrante porta con sé.
L’incontro vuole proporre questo punto di vista soffermandosi in particolare sulla migrazione delle donne che possono diventare vittime una seconda volta, e proprio per mano di chi dovrebbe proteggerle o sostenerle, di un viaggio che già di per sé è carico di speranze e aspettative ma anche di disincanti e disillusioni.
L’idea prende spunto dallo spettacolo Kebab della romena Gianina Carbunariu messo in scena mercoledì 25 febbraio al teatro San Marco di Trento dalla compagnia ariaTeatro.

Il testo, pluripremiato, narra una storia semplice e terribile insieme: tre giovani decidono di lasciare il loro paese, la Romania, per seguire i loro sogni nella ricca Irlanda.
Madalina vuole diventare una pop-star, Voicu guadagnare più soldi, Bogdan lavorare nel campo delle arti visive. Ma le loro speranze e la loro voglia di riscatto s’infrangono presto, nella realtà meno facile delle loro aspettative.
Tradotto in sette lingue e già rappresentato a Berlino, Monaco, Parigi e Londra, Kebab è arrivato per la prima volta in Italia lo scorso anno a Pergine, per la regia di Riccardo Bellandi.

All’incontro di lunedì 23 febbraio interverranno:
- Violetta Plotegher, Consigliera provinciale, Assessora regionale e Vicepresidente del Forum trentino per la pace e i diritti umani
- Rose Marie Callà, responsabile area tratta, presso Cinformi Centro informativo per l'immigrazione della Provincia di Trento
- Chiara Benedetti, attrice della Compagnia ariaTeatro, protagonista di Kebab
- Dan Ion, Presidente di ARTA-A Associazione Romeni del Trentino Alto Adige
- Introduce e modera Arianna Bazzanella, Forum trentino per la pace e i diritti umani

L’incontro con la cittadinanza avrà luogo lunedì 23 febbraio ore 17.30 presso la Sala Aurora di Palazzo Trentini in Via Manci 27 a Trento.
Lo spettacolo Kebab sarà in scena mercoledì 25 febbraio ore 21.00 al Teatro San Marco in Via San Bernardino a Trento.
Sarà replicato al Teatro di Pergine sabato 28 febbraio ore 20.45.

Fonte: L'Adigetto

Gruppo folkloristico romeno "De la batrani citire", Milano 22 febbraio

pubblicato il: 20 febbraio 2015

Domenica 22 febbraio ore 14 in Piazza Duomo e Piazza Cordusio a Milano, il Gruppo Folkloristico tradizionale romeno,"DE LA BĂTRÂNI CETIRE", vi invita a fare parte a una parata in costume con esibizioni di danze tradizionali per condividere con tutti le particolarità di questa tradizione che viene tramanda da generazioni!

L'obiettivo principale di questa parata e di portare in giro per l'Italia il messaggio di una cultura che ancora oggi più che mai mantiene la stessa autenticità e l'originalità delle tradizioni culturali romene!

L’impegno di questo gruppo è, infatti, quello di promuovere e conservare attraverso diverse iniziative culturali il patrimonio storico e artistico della tradizione popolare e di realizzare degli eventi e spettacoli in cui i cittadini si sentano protagonisti con l’obiettivo di far conoscere nel mondo la ricchezza e la bellezza della cultura romena.

Fonte: Cultura Romena

L’esempio del capitano rumeno Codreanu, sabato a Lamezia


L’associazione culturale Magna Graecia Front Terina organizza per sabato 21 febbraio alle ore 17:30 presso la segreteria politica di Forza Nuova Lamezia una conferenza dal titolo “ESSERE ESEMPIO” in cui si parlerà del capitano Codreanu e del cz codreanu movimento politico legionario da lui fondato, Guardia di Ferro , del suo modo di vivere all’interno del Cuib la militanza politica, dei suoi insegnamenti e dell’immensa eredità che lo stesso ci ha lasciato sul suo esempio di condotta di vita che forgia il legionario facendolo assurgere ad “uomo nuovo”.Così un comunicato stampa dei promotori dell’iniziativa.

Il relatore di questo evento culturale sarà il professor Vittorio Gigliotti presidente dell’associazione culturale “Cantiere Laboratorio”, profondo conoscitore dell’immensa figura del Capitano. Nessuno di noi infatti mai dimenticherà lo splendido convegno organizzato dallo stesso professore Gigliotti alcuni anni fa e che portò a Lamezia il compianto nipote del Capitano Codreanu ,Nicador,insieme ad una rappresentanza legionaria romena. L’incontro di sabato è aperto a tutti coloro che vorranno partecipare e saperne di più sul Capo di Cuib,sulla Guardia di Ferro e su quelli che erano gli scenari politici in quegli anni in Europa.

Fonte: Lamezia Live

lunedì 16 febbraio 2015

Romeninitalia la Comunità a ajuns la 3.000 de fani pe facebook! / Romeninitalia la Comunità ha raggiunto 3.000 fan su facebook!


Romeninitalia la Comunità a ajuns la 3.000 de fani pe facebook!

Pagina noastră oficială de facebook Romeninitalia la Comunità, lansată mai puțin de un an în urmă, a depășit 3.000 de fani.

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Romeninitalia la Comunità ha raggiunto 3.000 fan su facebook!

La nostra pagina ufficiale di facebook Romeninitalia la Comunità, lanciata meno di un anno fa, ha superato i 3.000 fan.

Grazie a tutti voi che ci sostenete e ci seguite!

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domenica 15 febbraio 2015

Mostra di pittura: “Architetture e volti sacri” di Miruna Budisteanu‏

Comunicato stampa

ACCADEMIA DI ROMANIA IN ROMA

Mercoledì 18 febbraio 2015 ore 18.00, presso la Sala Esposizioni, dell’Accademia di Romania in Roma, avrà luogo l’inaugurazione della mostra ARCHITETTURE E VOLTI SACRI/ARHITECTURI SI CHIPURI SACRE di Miruna Budisteanu.

Intervengono e saranno presenti:
Miruna Budisteanu, Artista
S.E. Sig. Bogdan TATARU-CAZABAN, Ambasciatore di Romania presso la Santa Sede
Prof. Mihai BARBULESCU, Direttore dell’Accademia di Romania in Roma
Daniela CRASNARU, Direttrice dei programmi, Accademia di Romania

La mostra ARCHITETTURE E VOLTI SACRI è il risultato di atteggiamento plasmato e provato nel tempo e nello spazio, un percorso vivido che non finisce qui e ora. In questa mostra l'artista ha deciso di non descrivere né di ribadire gli elementi caratteristici dello stile Brancoveanu. Miruna Budisteanu ha proposto invece di evocare il respiro di questa creazione, per ricostruire lo spirito del rinascimento in chiave innovativa per riportarlo in superficie.
Le opere sono eseguite prevalentemente su velo o multimedia vellum pellicola, la cui materialità e dimensione facilita l'interazione con l'ambiente e la struttura architettonica.
La mostra potrà essere visitata tutti i giorni dal 18 febbraio al 6 marzo 2015 nella Sala Esposizioni dell’Accademia di Romania, Viale delle Belle Arti, 110.
Ingresso libero.

Ufficio stampa,
Accademia di Romania
Roma, febbraio, 2015

Rocca di Papa: ”Il mondo delle favole e della poesia”, nel nome dell’amicizia italo-romena


14 FEBBRAIO 2015
ROCCA DI PAPA/ attualità – Una bella iniziativa di letture, versi e storia con la presenza dei bambini, fulcro vitale dell’integrazione presente e futura

Se l’integrazione è un valore, oggi, presso l’aula consiliare di Rocca di Papa, grazie alla manifestazione organizzata dalla Università Popolare e per merito dell’impegno di Bob H. Salmi ed Eliza Puscoi, in collaborazione con altre realtà del territorio, ha trovato la sua massima espressione di volontà e speranza per il futuro. Alla presenza di numerosi giornalisti, scrittori roccheggiani e romeni, infatti, ha preso vita ”Il mondo delle favole e della poesia”, manifestazione di letture, cultura e storia che ha avuto come protagonisti sopratutto i bambini, con le loro semplici e colorate composizioni.

Il successo dell’evento, in una sala gremita, ha sancito, come espresso anche dai relatori, la riuscita integrazione tra italiani e romeni a Rocca di Papa, percorso che proprio attraverso i più piccoli potrà trovare in futuro una migliore identità. Una festa nel segno dell’amicizia, dunque, forgiata da oltre duemila anni di storia e di radici comuni, che ha rallegrato i presenti anche con il gradito intermezzo musicale di Carlo Fontani, il giovane artista che con il suo talento ha fatto battere le mani all’intera sala.

Proprio a proposito dell’integrazione, la scrittrice Maria Pia Santangeli ha affermato: ”L’integrazione è un rom5arricchimento reciproco. E quindi dico ai romeni di rimanere sé stessi ed italiani insieme. Girando l’Italia e compiendo le mie ricerche ho imparato a vedere le cose con occhi diversi, acquisendo qualcosa in più. Oggi l’Italia è un po’ tutta uguale, ma fino a qualche anno fa era possibile riscontrare profonde differenze nei territori, come quelle che incontrai qui venendo dalla Toscana fino a qui. I romeni, quindi, conservino la loro anima e la propria identità, anche nella società in cui vivono”.

Hanno partecipato all’organizzazione dell’incontro o sono stati presenti, tra gli altri, Elena Postelnicu, corrispondente Radio Romania a Roma, Anna Giovanetti, la poetessa Azamfiricai Zana, lo scrittore romeno Trifan Laurentiu, la maestra Alessandra Palazzi, l”’Associazione Romena di Velletri”, l’Associazione Pro-Esso (Cittadini attivi di Rocca), Bibirig Maria Irina, Maria Bogdan, Neacsu Alexandru, Nadia Rufini, “Ziarul Emigrantul” e il direttore Cristi Merchea, il cantante e poeta romeno George Lupascu, il Maestro Franco Carfagna, la scultrice Carmen Chirica Pislariu.

rom2Tra le tante letture e i tanti interventi, la scrittrice Rita Gatta ha voluto ricordare il 71° anniversario del bombardamento di Rocca di Papa, leggendo una poesia in dialetto roccheggiano, simbolo della tragicità di quegli eventi ma anche dell’innocenza dei bambini, sintesi di speranza per il futuro e di pace. La stessa pace e la stessa speranza che oggi si è respirata in un manifestazione che ha visto andare a braccetto insieme associazioni italiane e romene, giornalisti, uomini della cultura e piccoli studenti. Un bel modo di festeggiare San Valentino, festa dell’amore, valore e sentimento che in questo caso ha unito due popoli.

Fonte: Il Grillo

Proposta per una targa a Milano in onore di Iancu di Hunedoara‏

Milano ospita una grande comunità romena. Questa realtà è presente ad ogni livello sociale e professionale e contribuisce alla crescita della nostra città. I legami tra la terra di Romania e la Città di Milano affondano le loro origini nel passato ed in una storia comune che ha unito lombardi e romeni . Nella prospettiva di riallacciare le pagine di questa storia comune non si può dimenticare la presenza a Milano di Iancu di Hunedoara, principe della Transilvania, figlio di un nobile romeno di Tara Hategului, che aveva uno stretto legame con la famiglia dei Visconti, cimentando i rapporti con Francesco Sforza con il quale rimase in buoni rapporti per tutta la vita e soggiornando a Milano per diversi anni .

Tale premessa serve a sollecitare le autorità competenti della città perché attraverso un segno, una lapide, o una targa venga ricordata la presenza del nobile romeno Iancu di Hunedoara a Milano magari nei pressi di quel Castello Sforzesco (ad esempio nel parco Sempione) che lo vide ospite e protagonista di una delle tante pagine dell’amicizia italo romena

Dott Marco Baratto

Associazione Culturale Euromediterranea