La comunità romena in Italia

La comunità romena si incontra e si racconta attraverso storie quotidiane, punti di vista, fatti di cronaca, appuntamenti e novità, per non dimenticare le radici e per vivere meglio la distanza da casa.
Informazioni utili per i romeni che vivono in Italia, per conoscere le opportunità che la realtà circostante offre e divenire cittadini attivi.

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mercoledì 19 aprile 2017

Elias, rumeno, canta per Napoli: "'Sta città m'ha 'mparato a vulè bbene"

Elias è un ragazzo rumeno, napoletano d’adozione. Elias era un ospite della nostra terra, oggi si può dire che ne è un cittadino vero, un partenopeo mancato. Il suo sogno è cantare, ed è di questo che vive. Dopo canzoni strimpellate ed improvvisate, a mo’ di artista di strada, ieri è uscito il suo primo, vero singolo. Come si chiama? Neanche a dirlo: “Napule dint”o core“.
“Sono rumeno ma Napoli mi ha accolto come un figlio. Canto con una chitarra per raccontare il mio amore per questa terra e finalmente ho realizzato un sogno. Questa terra rende suoi figli tutti quelli che l’amano, senza distinzioni di razza, paese, lingua e religione. Questo è il mio amore per te, Napoli nel cuore”, scrive sulla sua pagina Facebook.
La canzone, quasi interamente in napoletano, è accompagnata dalla voce del rapper di Scampia, Mikone.

A Vasto la celebrazione pasquale della Chiesa Ortodossa romena

Sabato sera (Sabato Santo), la Chiesa Ortodossa Romena di Vasto ha celebrato la liturgia pasquale. Seguendo il rito religioso e la tradizione, il sacerdote ha annunciato a mezzanotte: “Cristo è risorto” in romeno "Cristos a inviat") e intonato l’inno della Resurrezione.Poco prima di mezzanotte, i fedeli si sono riuniti per partecipare ad una cerimonia particolarmente suggestiva, amplificata dalla luce fioca delle candele che tutti tengono in mano. A mezzanotte in punto il sacerdote (preotul) ha annunciato la Resurrezione di Cristo e cantato a voce alta il “Cristo è risorto”. Il saluto che i romeni ci si scambiano dal primo giorno di Pasqua fino all’Ascensione è un’espressione di giubilo: “Cristos a înviat!“ (Cristo è risorto) – “E adevărat că a înviat “ (E’ vero che è risorto).  Le candele dei fedeli si sono accese con il Fuoco Santo distribuito dal sacerdote. "Prendete la luce e portatela a casa, nelle vostre case, alle vostre famiglie. E che questa luce vi dia la forza di superare tutto e vi aiuti ad realizzare i vostri sogni. E poi pregate, pregate sempre, senza mai smettere e senza mai stancarvi, che solo cosi troverete la forza per affrontare la vita, visto il periodo difficile per tutti". – spiega il parroco della chiesa ortodossa Iulian Stoica. Dopo lo scambio degli auguri i fedeli con le candele accese in mano tornano di corsa a casa. La tradizione vuole che la candela sia portata a casa ancora accesa, impresa a volte molto difficile a causa del vento costante. Con il Fuoco Santo delle candele si fa per tre volte il segno della croce sulla trave sopra la porta principale della casa in segno d’auspico di buona fortuna. Poi tutti si riuniscono attorno alla tavola a mangiare la tradizionale pasca e rompere le uova rosse.
Per gli ortodossi, in particolar modo per i romeni, l’uovo colorato di rosso è simbolo di rigenerazione e di purificazione. La leggenda narra che le pietre che hanno colpito Gesù, durante la flagellazione, si siano trasformate in uova rosse e che anche le uova portate da Maria al figlio morente si siano colorate di rosso. Il piatto centrale sarà la tradizionale e gustosissima pasca. Un piatto che viene preparato solo per l’occasione, una volta l’anno.
La celebrazione della Pasqua dura 2 giorni - domenica e il seguente lunedì. I cristiani vanno in chiesa anche per farsi benedire il cibo: la torta Pasquale, i dolci e le uova dipinte. La mattina di Pasqua ci si siede a tavola con i familiari, il pasto del mattino inizia con le parole: "Cristo è risorto" ("Hristos a înviat") e rispondendo "Veramente Egli è risorto" ("Adevarat a înviat). Nel menù di Pasqua, oltre alle classiche uova colorate ed ai dolci tradizionali, sono inclusi anche i tipici piatti a base di carne di agnello ed i vini. I bambini organizzano un vero mini-torneo per “battere” le uova dipinte, cercando di rimanere con il proprio guscio intatto. La restante parte delle festività gli ortodossi ricevono ospiti e visitano parenti ed amici oppure, se il tempo lo permette, organizzano delle gite per le prime scampagnate primaverili.
Cerimonia guidata da padre Stoica.
Pubblicato da Any Gheorghe.

Fonte: Zona Locale Vasto
 

Una nuova "casa" per gli ortodossi rumeni di Abano

Ad Abano Terme, da alcune settimane è attiva la prima chiesa ortodossa rumena costruita ex novo in provincia di Padova. La "casa" di una comunità giovane e in forte crescita. Tanto che ora si pensa alla costruzione di un piccolo centro parrocchiale. Ecco le parole del parroco, padre Costel Calanciuc. Da qualche mese transitando lungo la circonvallazione di Abano Terme salta all’occhio una chiesa di legno che – bisogna ammetterlo – si integra molto bene con lo sfondo dei colli Euganei che le fa da quinta. Si tratta della nuova casa della parrocchia ortodossa rumena della cittadina aponense e ha la particolarità di essere il primo edificio del suo genere a essere innalzato nella nostra provincia. Le altre chiese ortodosse rumene, a Loreggia, Limena, Mestrino, Este e tre a Padova, sono infatti ospitate in ex chiese cattoliche o in ambienti in precedenza del tutto estranei al culto. Era, quest’ultimo, il caso anche della parrocchia di Abano, voluta da Siluan Span, vescovo dell’eparchia (cioè della diocesi) ortodossa rumena d'Italia nel giugno del 2014. Divenuta il riferimento di un gran numero di fedeli provenienti anche dai comuni limitrofi, ben presto la comunità avvertì forte il desiderio di spazi più ampi, magari dotati di un parcheggio tale per cui “messa” non dovesse più fare rima con “multa”. «Volevamo soprattutto una chiesa vera, un luogo che fin dal principio fosse consacrato a Dio» spiega il parroco, padre Costel Calanciuc. Quell’auspicio è divenuto realtà in tempi sorprendentemente brevi. Acquistato un terreno dal comune nel febbraio del 2016 ed eseguiti subito alcuni interventi, posata la prima pietra o, meglio, il primo tronco nel giorno d’Ognissanti, il 24 dicembre i lavori erano sostanzialmente conclusi, tanto che il 25 fu possibile celebrare la prima messa. «Impresa e legno sono venuti dalla Romania – prosegue padre Calanciuc – ma non si sarebbe mai potuto procedere così speditamente se non fosse stato per la sollecitudine di decine e decine di volontari». I fedeli, infatti, non solo si sono accollati buona parte delle spese per terreno e materiali ma hanno anche messo a disposizione braccia e sudore. «Dal punto vista economico possiamo contare solo sulle nostre forze. Non riceviamo nessun contributo, in attesa che anche la nostra chiesa venga ammessa tra i beneficiari dell’8 per mille, come chiedono i sei-settecento mila rumeni ortodossi residenti in Italia». Nei prossimi mesi l’interno della chiesa verrà decorato con numerose icone e completato negli arredi. Si vorrebbe costruire anche un centro parrocchiale che, per quanto piccolo, possa soddisfare le esigenze quotidiane di una comunità che, grazie alla nuova chiesa, si è ulteriormente ingrandita. «A messa vedo il cinquanta per cento di persone in più, segno che c’era davvero voglia di partecipare alla funzione in una chiesa “normale”. La nostra comunità sta crescendo nella generosità e nei rapporti umani. I fedeli sono per lo più giovani famiglie con figli, con uno zoccolo duro di un centinaio di nuclei, ci servono spazi per il catechismo ma anche solo per ritrovarci in convivialità». Padre Calanciuc racconta che nelle scorse settimane la nuova chiesa è stata visitata dall’abate di monte Rua: «Abbiamo parlato a lungo ed è stato bello vedere quanto la nostra fede sia vicina».
Piero Cioffredi

Fonte: La Difesa del Popolo

La Consulta provinciale degli stranieri di Parma risponde a Di Maio: "La Comunità rumena è una realtà attiva e un luogo di aggregazione positivo"

La Consulta provinciale degli stranieri: “La Comunità rumena è una realtà sana”

 
"Negli ultimi giorni il dibattito politico nazionale si è concentrato su uno scontro inerente alla presenza della comunità rumena in Italia e il suo rapporto con la criminalità nel nostro Paese.
Ribadiamo con forza e chiarezza la neutralità politica della nostra azione sociale come Consulta, e cercheremo di spiegare perché certe uscite, danneggiano, non solo le nuove comunità ma la convivenza e il rapporto tra queste ultime e quelle autoctone.
La sicurezza oggi è uno dei problemi principali del nostro paese, ed è fuor di dubbio che alcuni degli elementi contrapposti alla legge, sono parte della comunità rumena in Italia, ma sparare numeri e percentuali senza una attenta analisi aderente alla realtà, aumenta ulteriormente la confusione e l’ esasperazione nei confronti di migliaia di persone che vivono una quotidianità normale e con tanti sacrifici guardano al futuro dei loro figli. Poi per cultura siamo convinti, che le responsabilità accertate siano della persona nella sua particolarità giuridica e non come membro di una comunità.
Ma al di là della polemica intorno alla frase dell’on. Di Maio quella che ci preme di più come Consulta, è il fatto che tantissimi cittadini di origine rumena ormai sono parte integrante della nostra società e soprattutto del nostro territorio. E infatti dalla nostra esperienza nel volontariato che abbiamo visto come la comunità rumena di Parma, la prima per numero, è una delle più attive. Realtà come associazione “Romania chiama Parma” o la diocesi della chiesa ortodossa rumena di Parma sono luoghi di aggregazione e socialità non solo per i loro membri ma anche per tanti italiani incuriositi dalle particolarità di questa cultura. Il nostro territorio ha anche la fortuna di conoscere un intenso rapporto nel campo istituzionale tra il Comune di Cluj-Napoca e la Provincia di Parma dove i temi di collaborazione passano attraverso il radicamento della stessa comunità.
Il nostro auspicio rimane quello di un futuro sereno e collaborativo, dove con realismo e senso di responsabilità, dobbiamo accettare le nuove sfide, e trasformale in nuove opportunità per tutti noi."
Consulta Provinciale degli Stranieri Parma

Fonte: Quotidiano online di Parma

giovedì 13 aprile 2017

Processione del Venerdì Santo per le vie del capoluogo

Venerdì Santo 14 aprile anche la Città di Viterbo vivrà ormai la tradizionale Processione del Cristo Morto per le vie del capoluogo della Tuscia presieduta dal vescovo di Viterbo monsignor Lino Fumagalli con la presenza delle autorità cittadine. Un momento di intensa preghiera e riflessione nel giorno in cui la Chiesa commemora la morte di Nostro Signore Gesù Cristo.
La Processione si snoderà a partire dalle ore 21.30 dalla chiesa di Santa Maria Nuova e percorrendo via Annio giungerà a Piazza del Comune per arrivare alla Chiesa Cattedrale passando per via San Lorenzo. Quest'anno la data della Pasqua coincide con quella Ortodossa. E' una occasione bella per ripetere con la Parrocchia Ortodossa Romena ''San Gerarca Callinico di Cernica'' un gesto di comunione e di fraternità nell'unica fede.
Anche la comunità Ortodossa Romena avrà quella sera una particolare e significativa liturgia. Insieme si è concordato un momento di incontro a piazza del Plebiscito, dove il Vescovo di Viterbo Mons. Lino Fumagalli e il parroco della parrocchia ortodossa Romena, Padre Vasile, e tutti i fedeli ortodossi e cattolici condivideranno un breve momento di preghiera.
La processione verrà animata dalla ''Banda Parrocchiale Santa Maria dell'Edera e Santa Maria del Paradiso'' che, insieme al parroco don Egidio, ringraziamo di cuore per la generosa disponibilità.
In un contesto non facile di divisioni e contrapposizioni, la comunità cristiana vuole essere un segno di unità e di speranza per il mondo intero.
 All’arrivo della processione in Cattedrale sarà rappresentata la scena della Crocifissione con oltre cento figuranti in costume curata dalla Parrocchia dei Santi Valentino e Ilario.
Anche le scenografie e i testi sono stati rivisitati e saranno interpretati con le voci di Stefano Nazzaro speeker della Rai, Chiara Palumbo e Paolo Manganiello registi e operatori teatrali.
Quest’anno la rappresentazione della Crocifissione vedrà la partecipazione di una rappresentanza delle chiarine del gruppo sbandieratori e musici del Pilastro e una rappresentanza dei tamburini del gruppo Musici del centro storico.
L'iniziativa è condivisa anche dalla Parrocchia di Santa Barbara e ha il contributo economico del Comune di Viterbo. Un ringraziamento particolare a Confartigianato imprese Viterbo, We-Com, Fondazione Caffeina, Cattolica Assicurazione.

Presiederà il vescovo Fumagalli

Fonte: Viterbo News 24

“Parole che feriscono molte famiglie”

George Gabriel Bologan
 Ambasciatore di Romania in Italia

Dallo spazio pubblico ci è pervenuto un messaggio, che al di là delle opinioni personali, offende tanti miei concittadini di buona volontà.
Sono preoccupato quando le parole feriscono molte famiglie miste come sono state anche ad Amatrice o Rigopiano, oppure quando i bambini possono essere messi in uno stato di umiliazione, loro che sono i più deboli e indifesi, che vanno tutelati nella loro dignità e identità nazionale, nonché europea. Le parole possono indurre fiducia, trasmettere emozioni e speranza o far crollare sogni. “Pronunciare una frase significa svolgere un’azione che può distruggere o edificare”, come sosteneva John Austin.
Le parole, anche se in un certo contesto, possono offendere senza che questo sia il fine voluto da parte di chi le pronuncia. La comunità romena è ben integrata, apprezzata per la sua presenza nel tessuto sociale italiano, per il contributo in vari campi. Molti dei miei onesti cittadini sono sui cantieri e i datori di lavoro li apprezzano e vogliono continuare a collaborare con loro, altri portano sollievo e assistenza a tante persone sole e immobilizzate, altri, medici e infermieri fanno arrivare la speranza e il sorriso ai malati, altri che sono ingegneri, insegnanti, ricercatori, studenti, artisti, portano il loro contributo allo sviluppo del paese che hanno scelto per affinità culturale e spirituale. Conosco giovani musicisti con doppia cittadinanza che hanno vinto premi per l’Italia. La memoria storica purtroppo è corta e si vede in tutta l’Europa. Mi fa piacere ricordare che se oggi c’è una numerosa comunità romena in Italia, questo fenomeno può essere letto anche come “il rovescio della medaglia” perché da fine Ottocento e soprattutto durante il periodo tra le due guerre la Romania di oggi era uno dei luoghi che portava fortuna a tanti italiani pagati addirittura in monetine d’oro. Le numerose imprese italiane presenti in Romania, come la comunità romena in Italia, sono un perno per le nostre relazioni ben radicate nella storia comune.
Personalmente ho scelto l’Italia per studiare, spinto dall’amore per la storia, l’arte, l’affinità e il legame particolare che abbiamo con Roma, da cui l’unico popolo e paese al mondo che la porta nel suo nome è la Romania. Qui ho scoperto la profondità del pensiero e del vivere di Don Sturzo, Alcide De Gasperi, Spinelli, Pier Giorgio Frassati, figure a cui mi sono affezionato e chi mi conosce può confermare che non sono affermazioni formali.
Al di là della dialettica politica interna che non mi riguarda, credo che i messaggi positivi possono dare di più, che la collaborazione e la volontà comune possono portare dei risultati. Dobbiamo fidarci l’uno dell’altro e cercare di risolvere insieme i problemi che ci perturbano e di saper distinguere tra chi sta da parte del bene e da parte del male. Il dialogo e la conoscenza aiutano tanto. Ciascuno di noi dipende in qualche modo dall’altro e questa interdipendenza può essere trasformata in un valore, il valore della solidarietà. Possiamo raggiungere obiettivi se ci fidiamo gli uni degli altri. Ciò che ci unisce è molto più profondo da quanto ci può dividere. Cultura, tradizioni, spiritualità, emozioni e speranze sono molto comuni alla sensibilità dei nostri popoli. La Romania insieme all’Italia desidera un’Europa più forte e dinamica, il cui progetto può essere letto in termini di beneficio per gli europei. Sono onorato di essere l’ambasciatore della mia gente, sensibile e con fede in Dio, della cui Pasqua festeggeremo insieme a breve.
Sono onorato di essere rappresentante del mio paese in Italia, terra dell’arte, della bellezza, di Leonardo, Petrarca, Dante, Leopardi (insieme al poeta nazionale romeno Eminescu riconosciuti come gli ultimi romantici), Cavour (di cui uno degli amici era il poeta e ministro degli affari esteri dei Principati Danubiani, Vasile Alecsandri), Giovani XXIII° (fine conoscitore della spiritualità dell’Europa Orientale). E sono anche io uno di quei tantissimi romeni che tifano con emozione per gli “azzurri” nelle gare calcistiche internazionali.
La mia speranza va verso un’Italia e una Romania che possano rappresentare un modello di integrazione e di amicizia fra cittadini europei, in un’Europa che tutti noi vogliamo chiamare la nostra casa, “la nostra Patria comune” come la voleva De Gasperi.
Con questi sentimenti mi rivolgo a tutti gli amici italiani, invitandoli a scoprire la profondità dell’anima del popolo romeno.
Un sentito augurio a tutti di passare con serenità la Santa Pasqua!

 Pubblicato il 12/04/2017

Fonte: La Stampa

Convegno "Traiano Optimus Princeps: l'Impero oltre il Danubio"

Giovedì, 20 aprile 2017, ore 11:00 – 18:00
Accademia di Romania, Sala Conferenze

Da giovedì 20 aprile a domenica 23 aprile a Roma si svolgeranno diverse celebrazioni in occasione del Natale dell’Urbe, organizzate, come di consueto, dal Gruppo Storico Romano. Quest’anno le manifestazioni saranno dedicate alla memoria dell'imperatore Traiano, “princeps Optimus”. Il programma per il Natale di Roma si arricchirà con la ricostruzione della conquista della Dacia nelle due campagne degli anni 101-102 e 105-106, condotte dall’imperatore Marco Ulpio Traiano, fautore di una decisa ripresa del processo di espansione che, dopo aver incluso nei confini dello stato romano l’intera ecumene mediterranea, si spinse ben oltre il Danubio e l’Eufrate portando i confini dell’Impero alla massima estensione della sua storia. Il ricco programma delle manifestazioni è consultabile sul sito dell’Associazione, http://www.natalidiroma.it/programma_1.html

Programma del Convegno, ospitato dall’ Accademia di Romania
Presentatore e moderatore: Avv. Stefano Busolini

Saluti Istituzionali
La Rievocazione quale strumento per la Valorizzazione e Promozione dei siti Archeologici- Giancarlo Carlone (Vicepresidente GSR)
Saeculum Traiani - Mariano Malavolta (Professore di Storia Romana)
Traiano: uomo europeo - Gianmarino Maurilio Colnago (Sindaco di Aicurzio)
Strategia della conquista - Omero Chiovelli (Rev.Legatus XI legio Claudia)
I DACI prima dello scontro contro Traiano-SilvanoMattesini (Scrittore e Rievocatore)
Traiano e le guerre Daciche - Livio Zerbini (Storico e Archeologo italiano)
La Classis Pannonicanella logistica della guerra Dacica-Cristiano Bettini (Ammiraglio della Marina e scrittore)
Un eroe per l’Impero - Andrea Frediani (Scrittore)
i Daci prigionieri a Roma - Pietro Serra (Scrittore e Archeologo)
Dacia: la nascita di una provincia Romana - Anca Cezarina Fulger (Arheologo, Accademia di Romania)

Accademia di Romania di Roma

 

martedì 11 aprile 2017

Laboratorio di Pasqua nella chiesa di San Giuseppe

Bambini rumeni e italiani dipingono insieme le uova di Pasqua

Sabato 8 aprile la parrocchia di San Giuseppe ha ospitato un'iniziativa promossa dall'associazione culturale Vocea Romanilor Vastesi che ha visto i bambini rumeni e italiani dipingere insieme le uova di Pasqua. L'associazione è stata sostenuta in questo evento dai due sacerdoti, Don Gianfranco Travaglini, parroco di San Giuseppe, e Padre Iulian Stoica della Parrocchia Ortodossa di Vasto. 
"È stata un’occasione per dimostrare il valore delle tradizioni nazionali - commenta Irina Ilona Lazar, presidente dell'associazione -. Padre Iulian  Stoica, con pazienza e competenza, ha spiegato ai bambini queste tradizioni e la loro simbologia per la Chiesa Ortodossa. I partecipanti hanno recitato poesie e cantato canzoni in tema pasquale. Preservare e trasmettere queste tradizioni di grande valore spirituale e culturale è uno dei principali obiettivi dell'Associazione e delle  comunità della diaspora rumena".

Fonte: Redazione Zonalocale.it

lunedì 10 aprile 2017

Concerto di Pasqua

 Mercoledì - 12 aprile, 2017, ore 18.30

Accademia di Romania,
Sala Concerti
Piazza Jose de San Martin, 1
Ingresso libero

Maxim Quartet
 ''muzica.ro'' è uno dei progetti del quartetto cioè, la storia artistica ed emotiva dei quattro strumentisti, le quattro identità musicali, legate all’idea di "casa" – luogo dei ricordi, dell'infanzia, dei sogni dell'adolescenza e ora... della maturità, il momento quando la faccia del mondo cambia e i confini culturali si estendono e modificano il loro significato. L’interpretazione e l'improvvisazione, l'elaborazione e anche la trasfigurazione di creazioni musicali rumene in chiave moderna, inconfondibile, tutto completa uno sforzo artistico necessario e vivo in grado di descrivere - e riscrivere - l'identità dello spazio dei quattro musicisti. La teatralità della musica selezionata, la presenza di elementi di movimento e di umore, parla, nella visione artistica dello specifico di un luogo. “Rondo alla Munchhausen” e “Balkan Tango with Walking Bass” di Dan Dediu, “Vazer” di E. Doga,, “Toccata” di P. Constantinescu, “Andante” di T. Olah, “Rapsodia I” di G. Enescu..

Costituito nel 2011, il Quartetto Maxim riunisce in una formula innovativa, artisti di primo piano della scena concertistica romena: Horia Maxim (pianoforte), Mihaela Anica (flauto), Fernando Mihalache (fisarmonica) e Sandel Smarandescu (basso). Grazie al repertorio vario e originale e all’insolito mix del suono , sin dal loro concerto di debutto (aprile 2012, nella Sala Radio di Bucarest), il Quartetto Maxim ha si è imposto immediatamente all'attenzione del pubblico con la partecipazione a numerosi eventi culturali nel paese e all'estero. Tra i più importanti ricordiamo i concerti in festival di fama mondiale come "Festspiele Europäische Wochen Passau" (Germania), Festival Internazionale "George Enescu" (tour nazionale) e "The Israel Festival" (Gerusalemme). Con forti radici nel mondo della musica classica, i quattro interpreti spingono amanti della musica a viaggiare sia all'interno che all'esterno dei suoi confini, attraverso la trasfigurazione permanente e il disinvolto di alcune delle creazioni musicali più importanti e popolari - al punto in cui questa nuova visione del suono diventa semplicemente marchio del quartetto. E questo marchio significa il piacere di suonare, il suono inconfondibile e il gusto per la perfezione strumentale. Considerato come uno dei più preziosi pianisti romeni del momento, Maxim Horia svolge un'intensa attività concertistica - sia in Romania che all'estero. Musicista di grande talento, la flautista Mihaela Anica ha acquisito una ricca esperienza artistica in Francia e in Austria, i paesi in cui vive da quindici anni. Fernando Mihalache è uno dei pochi artisti romeni della fisarmonica che è riuscito a entrare nelle sale da concerto, sia in produzioni musicali o di jazz, come anche da camera. Il bassista Sandel Smarandescu ha accumulato negli anni, in cui era un membro di alcuni famosi ensemble orchestrali, come la Filarmonica “George Enescu “,Osaka Symphony Orchestra (Giappone) e Suwon Symphony Orchestra (Corea del Sud), un'esperienza impressionante nella musica sinfonica e da camera.

Accademia di Romania di Roma
www.accadromania.it

Ue: al via da oggi controlli alle frontiere esterne su cittadini comunitari

Bruxelles, 07 apr 13:40 - (Agenzia Nova) - I paesi Ue saranno obbligati da oggi a effettuare controlli sistematici sui data base alle frontiere esterne dell'Ue, anche sui cittadini comunitari. Lo riferisce una nota della Commissione europea. Le nuove regole, adottate il 7 marzo dal Consiglio Ue, sono state proposte da Bruxelles come risposta agli attacchi di novembre 2015 a Parigi, oltre che alla crescente minaccia proveniente dai combattenti stranieri. Secondo quanto spiega la Commissione, le nuove regole assicurano un buon equilibrio tra le attuali sfide della sicurezza e la necessità di evitare un impatto sproporzionato sui movimenti alle frontiere esterne.

Fonte: Agenzia Nova

venerdì 7 aprile 2017

Concurs Literar Te-iubesc-Ti-amo-Ovidio-2017

In occasione del Bimillenario Ovidiano, l’Associazione Socio Culturale Ovidiu di Sulmona in sinergia con: L’Associazione di Promozione Sociale Moldbrixia di Brescia, l’Associazione Asso Moldave di Roma, l’ APC, Agenzia Promozione Culturale di Sulmona, l’Associazione Voci di Donne di Sulmona, il Comitato Metamorphosis - Beyond the Shape di Sulmona, il Comune di Sulmona, la Casa editrice Lupi Editore, ha ideato Il PREMIO LETTERARIO “TE IUBESC – TI AMO” Ovidio 2017.
http://ilblogdijacopolupi.blogspot.it/p/eventi-e-concorsi.html
https://www.youtube.com/watch?v=GZGdu8kj_vE