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venerdì 23 maggio 2008

Asti, pirata in manette: ucciso romeno in bici


giovedì 22 maggio 2008
Asti - I carabinieri e gli agenti della polizia municipale di Asti hanno arrestato nelle prime ore della mattinata Giorgio Zabotto, 29 anni, residente a Castell’Alfero con l’accusa di omicidio colposo e omissione di soccorso. Sarebbe stato lui, a bordo della propria Seat Ibiza, a investire e uccidere questa notte alle 4 il rumeno Nicolai Bulgar, 41 anni, che viaggiava su una bicicletta. L’incidente è avvenuto a Quarto, frazione della città che si trova sulla statale per Alessandria.
Fonte: ilGiornale.

mercoledì 21 maggio 2008

Cdm vara norme sicurezza, reato immigrazione clandestina


mercoledì, 21 maggio 2008
di Antonella Cinelli

NAPOLI (Reuters) - Il Consiglio dei ministri ha approvato oggi il pacchetto sicurezza, contenente norme di contrasto alla criminalità mafiosa, alla delinquenza comune e all'immigrazione clandestina, che diverrà un reato punibile con il carcere.
Il pacchetto si sviluppa in un decreto legge, un disegno di legge e tre decreti legislativi -- questi ultimi rispettivamente su richiesta d'asilo, ricongiungimenti familiari e libera circolazione dei cittadini -- e avrà piena attuazione "entro due mesi", ha assicurato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, durante una conferenza stampa al Palazzo Reale di Napoli, dove oggi in via straordinaria si è svolto il Consiglio.
A completare il pacchetto, anche una "dichiarazione di stato di emergenza" che ha l'obiettivo di "fare fronte con rapidità", dice un comunicato del governo, alla presenza di campi nomadi e accampamenti di immigrati in Campania, Lazio e Lombardia.
"Entro due mesi l'intero sistema sarà operativo", ha detto Berlusconi, affiancato dal ministro dell'Interno Roberto Maroni e da quello della Giustizia Angelino Alfano, firmatari del provvedimento.
Il reato di immigrazione clandestina, che prevede il carcere da sei mesi a quattro anni, viene inserito nel disegno di legge -- che avrà una corsia preferenziale in Parlamento -- dopo le polemiche scatenate negli ultimi giorni a livello europeo e in seno alla stessa maggioranza.
"Abbiamo offerto con questi trenta articoli un sistema di regole che è un punto di equilibrio straordinario tra la necessità di assicurare una vita serena ai cittadini italiani e la tutela dei diritti di tutti", ha commentato il Guardasigilli. "Riguardo agli extracomunitari, vi sono norme civili, compatibili con il sistema europeo", ha detto il ministro, sottolineando che viene stabilito che il clandestino che commette un reato sarà punibile con una pena di un terzo superiore rispetto a quanto previsto normalmente dal codice.
COSA C'E' NEL DECRETO
In dettaglio, come elencato dal ministro Maroni nel corso della conferenza stampa, sono inserite nel decreto legge norme per rendere più facili le espulsioni, nuovi poteri ai sindaci -- che potranno emettere ordinanze "contigibili e urgenti" consentendo alla polizia locale la repressione di reati urbani -- e pene più severe per chi guida in strato di ebbrezza o sotto effetto di sostanze stupefacenti.
In particolare, il provvedimento mira a combattere l'immigrazione clandestina "ampliando i casi di espulsione su ordine del giudice, in caso di condanna penale e prevedendo analoga misura per i cittadini comunitari", si legge in una sintesi del dl, distribuita ai giornalisti dal ministero dell'Interno.
Sempre nel decreto, sono previsti, inoltre, la confisca degli appartamenti affittati a stranieri irregolari; il rafforzamento della collaborazione tra forze dell'ordine e vigili urbani; l'aumento da 5 a 6 anni della pena massima per l'omicidio "commesso in violazione delle norme sulla circolazione stradale e sugli infortuni sul lavoro"; l'ampliamento dei casi giudicabili per direttissima; misure più efficaci per la lotta alla criminalità di stampo mafioso e il divieto di patteggiamento in appello per i reati di mafia; la semplificazione delle procedure di distruzione delle merci contraffatte.
IL DDL
Quanto al ddl -- che come detto da Berlusconi e sottolineato da Maroni avrà corsia preferenziale in parlamento e sarà dunque anch'esso operativo entro due mesi, quasi con gli stessi tempi del dl -- oltre al reato di immigrazione clandestina, esso prevede aggravanti per i reati commessi contro anziani e disabili; stop ai matrimoni di convenienza, con l'ottenimento della cittadinanza solo due anni dopo le nozze; pene fino a tre anni per utilizzo di minori ai fini di accattonaggio, con perdita della patria potestà nel caso si tratti dei genitori.
E inoltre, misure antigraffitari, norme più severe sulle agenzie di money transfer e confisca più facile dei beni mafiosi.
Oltre a questo disegno di legge, il ministro Maroni ha parlato anche di un altro ddl -- "un fuori sacco", l'ha definito -- per l'adesione dell'Italia alla banca dati europea del Dna. Un tema di cui già si era occupato il governo Prodi il cui pacchetto sicurezza, firmato dall'allora ministro dell'Interno Giuliano Amato, viene ripreso in parte da quello varato oggi dal nuovo esecutivo, come ammesso nei giorni scorsi dallo stesso neo-responsabile del Viminale.
I DECRETI LEGISLATIVI
I tre decreti legislativi, ha spiegato infine Maroni, sono stati varati in quanto "esisteva una delega aperta su ricongiungimenti familiari da parte di extracomunitari, status di rifugiato e libera circolazione dei cittadini comunitari".
Sui ricongiungimenti, il governo prevede maggiori restrizioni, fino all'esame del dna. Quanto alla libera circolazione, ha sottolineato il responsabile leghista dell'Interno, i cittadini comunitari dovranno avere un reddito per sé e le loro famiglie "che non obblighi lo stato a metterli a carico del sistema di protezione sociale".
Inoltre, la residenza non verrà più conferita automaticamente dai comuni -- finora bastava l'autocertificazione -- ma solo dopo accertamenti da parte dei sindaci che verificheranno se ci sono i requisiti economici e non. Laddove questi non sussistano, essa potrà essere negata e questo sarà "uno dei motivi imperativi di ordine pubblico che consentiranno l'allontanamento del cittadino comunitario", ha detto Maroni in conferenza stampa.
"Tutto questo in piena sintonia con i dettami comunitari", ha ribadito.
GOVERNO OMBRA: MOLTE NORME GIA' IN DDL AMATO. NO A REATO IMMIGRAZIONE CLANDESTINA
"Gran parte delle questioni poste in questo pacchetto erano già contenute, al limite del dettaglio, nel pacchetto sicurezza proposto dal (l'ex) ministro Giuliano Amato", ha detto oggi in una conferenza stampa a Roma Marco Minniti, "ministro" dell'Interno nel governo ombra del Pd e già numero due del Viminale proprio con Amato.
L'esponente del Pd, che alla vigilia del Consiglio dei ministri ha incontrato il ministro Maroni, ha fatto la lista delle nuove norme "ereditate" in realtà dal pacchetto Amato, mai approvato dal Parlamento per via della crisi del governo di centrosinistra. Si va dai nuovi poteri attribuiti ai sindaci all'abolizione del patteggiamento per i reati di mafia, dalla banca dati del Dna alla distruzione delle merci contraffatte, fino alle norme contro lo sfruttamento dei minori.
Sugli altri punti del nuovo pacchetto sicurezza, però, Minniti ha espresso il dissenso dell'opposizione di centrosinistra, in particolare sul ddl che prevede il reato di immigrazione clandestina.
"Appare più come una bandiera politica che come un provvedimento in cui si crede davvero", ha detto il ministro ombra.
Per Minniti si istituisce un "reato generico e cieco" che rischia di essere "inefficace e controducente", perché mette insieme "chi è in Italia e ha casa e lavoro ma non è regolarizzato... con quei clandestini che non hanno lavoro e sono in rapporto con la criminalità". Secondo le stime del Pd, rischierebbero l'incriminazione 650mila immigrati che lavorano, tra cui 300mila badanti.
Minniti ha detto che il Pd darà battaglia in Parlamento su questo punto, affermando che c'è il rischio di "provocare il collasso del sistema giudiziario e di far esplodere immediatamente il sistema carcerario". (ha collaborato Massimiliano Di Giorgio)
Fonte: Reuters

lunedì 19 maggio 2008

Mostre: Torino, personale della romena Cornelia Badelita


MOSTRE: TORINO, PERSONALE DELLA ROMENA CORNELIA BADELITA
Si aprira' alla "Galleria Porta Palatina" di Torino, il prossimo 22 maggio, la personale "Riscritto" della giovane artista romena Cornelia Petruta Badelita, che si sta imponendo sulla scena artistica subalpina ed italiana. Con "Riscritto", la sua seconda personale, Cornelia Badelita presenta una quindicina di lavori inediti in cui la parola-timbro viene usata per riscrivere il passato in chiave attuale. (AGI)
(19 maggio 2008 ore)
Fonte: la Repubblica

giovedì 15 maggio 2008

Tot mai multi romani vor sa lucreze in strainatate


Publicat: 14 Mai 2008
Din ce in ce mai multi romani isi doresc sa lucreze in strainatate, acestea sunt concluziile raportului privind migratia fortei de munca. Ministrul Muncii se gandeste sa modifice legislatia in domeniu astfel incat sa poata oferi o protectie eficienta muncitorilor romani care pleaca inafara. Daniel Daianu spune ca lipsa fortei de munca penalizeaza dezvoltarea infrastructurii in Romania.
Foto: Monster.com
“Legea din 2000 nu mai este foarte actuala, in multe privinte, si va trebui sa fie modificata“.“Modificarea legii si atributiile noi pe care le putem gandi pentru ambasade si consulate vor trebui aduse la zi, pentru a fi siguri ca am facut ce ne-a stat in putinta, pentru ca romanii sa simta ca au asistenta autoritatilor”, spune Paul Pacuraru.
Ministrul Muncii, Paul Pacuraru, a precizat ca intentioneaza sa modifice si ordonanta de urgenta care face referire la acordarea asistentei juridice, astfel incat toti cetatenii romani aflati in strainatate sa poata beneficia de ajutor in orice moment.
Probleme cu agentiileDe multe ori insa problemele muncitorilor romani incep dinainte sa plece din tara. De cele mai multe ori romanii care vor sa lucreze in strainatate apeleaza la ajutorul unor firme de intermediere, iar acestea se dovedesc neserioase.
Inspectorul de stat Mariana Basuc spune ca in ultima vreme numarul reclamatiilor impotriva unor astfel de agentii a crescut constant. Se reclama in primul rand nerespectarea conditiilor din contract.Acolo unde exista unul, pentru ca sunt si situatii in care firmele evita sa incheie un contract in care sa fie stipulate drepturile si obligatiile pe care le au in relatia cu clientii lor.Mai grav este atunci cand acestia sunt trimisi la munca in strainatate fara a incheia un contract cu angajatorul.Nu rare sunt cazurile in care firmele din afara profita de acest lucru si nu-si mai respecta promisiunile legate de salariu sau de conditiile de munca.
Articol integral BBC

Daniel Daianu: Lipsa fortei de munca penalizeaza dezvoltarea infrastructurii in Romania

Romania nu isi permite luxul de a amana investitii majore, pentru care infrastructura este esentiala, insa dezvoltarea acesteia este dificila in lipsa fortei de munca, in contextul emigratiei masive, a declarat, marti, europarlamentarul Daniel Daianu."Din punct de vedere al infrastructurii, Romania e foarte departe. Nu are luxul de a spune: putem sa amanam investitii majore. Tara poate sa piarda in aceasta competitie si aducerea infrastructurii aproape de media europeana e foarte dificila pentru ca avem o lipsa a fortei de munca", a spus, marti, europarlamentarul Daniel Daianu, prezent la un seminar despre economia Romaniei dupa aderarea la Uniunea Europeana, organizat la Bruxelles si transmis de The Money Channel.Directorul general al Petrom, Mariana Gheorghe, a amintit, de asemenea, ca avem o problema cu forta de munca, dar considera ca exista solutii ca sectorul privat sa se descurce cu aceasta problema.
Mariana Gheorghe a dat ca exemplu programele Erste si Petrom, care incearca sa dezvolte parteneriate cu universitatile, si a adagat ca ar trebui create niste modele care sa fie urmate activ de guvern."Migratia nu se afla la nivelul pe care il asteptam, dar am putea asista la o reintoarcere a fortei de munca pentru ca salariile cresc. Trebuie sa gasim modalitatea de a pastra talente. In constructii exista solutii ale guvernului pentru a-i face pe muncitori sa se intoarca", a mai spus directorul Petrom.
Articol integral The Money Channel
Sursa: EurActiv

lunedì 12 maggio 2008

Frattini alla Romania: «No a espulsioni di massa, ma i disonesti torneranno a casa»


12 maggio 2008

No alle espulsioni di massa. «Noi non vogliamo peggiorare i rapporti con la Romania: i romeni onesti saranno accolti nelle nostre case, nelle nostre aziende, quelli disonesti, con l'aiuto dei poliziotti romeni, li dobbiamo prendere e restituire al Paese di provenienza». Franco Frattini, ministro degli Esteri, intervistato da Sky Tg24, per la trasmissione Controcorrente, parla delle misure di sicurezza che il Governo intende mettere in atto. «La linea del Governo romeno è giusta - secondo il titolare della Farnesina - i romeni onesti e che lavorano, sono necessari all'economia dell'Italia, quelli che hanno violato la legge devono essere puniti come sarebbero puniti severamente in Romania».«Le espulsioni di massa non ci possono essere», ha precisato Frattini dopo che Bucarest aveva messo in guardia l'Italia dal varare misure che penalizzassero i romeni. «La linea del governo romeno è giusta, i romeni onesti e che lavorano sono necessari all'economia italiana, quelli che non rispettano la legge devono essere puniti come sarebbero puniti severamente in Romania».
Frattini ha ricordato che la Romania non è ancora parte dell'accordo di Schengen, visto che vi entrerà nel 2011 ed è quindi soggetta a tutte le regole a cui sono soggetti i Paesi non europei.«C'è un obbligo di legge - ha aggiunto Frattini - registrarsi al momento di ingresso in un altro Paese, ancorché europeo, e dire con chiarezza dove si vuole restare e con quali mezzi si intendemantenersi».
Fonte: Il Sole 24 ore

venerdì 9 maggio 2008

Marche: 768mila euro per favorire integrazione


Regioni - Marche
Amagliani: "Prevenire situazioni di emarginazione favorisce livello sicurezza"
Regione, 768 mila euro per favorire integrazione
Fondi per abitazioni, centri accoglienza e sportelli informativi

Ancona, 8 mag. - (Adnkronos) - La Giunta regionale ha approvato il Piano annuale regionale degli interventi a sostegno dei diritti degli immigrati. L'obiettivo del provvedimento, che prevede un investimento di 768.880 euro, di cui 428.335 euro regionali e 340.545 euro statali, e' quello di assicurare ai soggetti che non appartengono all'Unione europea un inserimento non conflittuale nella societa' marchigiana e l'accesso ai servizi. ''Sostenere l'integrazione degli immigrati regolarmente soggiornanti -spiega in una nota l'assessore regionale ai Servizi sociali, Marco Amagliani- costruire relazioni positive con i cittadini italiani, tutelare le differenze, assicurare pari opportunita' di accesso ai servizi, prevenire situazioni di emarginazione significa governare in modo responsabile il territorio. Le Marche sono tra le prime regioni in Italia in termini di integrazione riuscita e questa pratica contribuisce in modo determinante ad aumentare nelle nostre citta' e nei nostri paesi il livello di sicurezza, tema molto sentito dai cittadini, al centro del dibattito anche nella ultima campagna elettorale''. Le risorse stanziate andranno a finanziare cinque aree di intervento: integrazione, intercultura e scuola; accesso all'abitazione; centri di prima e seconda accoglienza; centri di servizio e sportelli informativi per immigrati, associazionismo; progetti sperimentali e pilota. ''L'immigrazione straniera nelle Marche -aggiunge Amagliani- costituisce ormai un dato strutturale imprescindibile per le politiche sociali, visto il rilevante radicamento assunto non solo nei numeri crescenti delle presenze, ma soprattutto nelle forme. Si e' passati da un'immigrazione composta prevalentemente da individui a una caratterizzata dalla forte presenza di nuclei familiari, con effetti visibili sia nell'ambito scolastico sia nell'accesso ai servizi sociali e sanitari''. In quest'ultimo decennio, le Marche hanno visto un sensibile aumento della popolazione immigrata. I 15.199 stranieri non comunitari del 1995 sono diventati 99.285 nel 2006 (Istat). Secondo il 'Dossier Caritas 2007', la provincia con un maggior numero di soggiornanti stranieri non comunitari e' Ancona (29.509). Seguono Macerata (25.004), Ascoli Piceno (20.624) e Pesaro Urbino (17.575). Per quanto riguarda invece le provenienze, gli immigrati stranieri nelle Marche sono per il 56% cittadini europei, in particolare dell'area centro-orientale (50,1%). I cittadini albanesi sono il gruppo piu' numeroso, con il 16,6% di presenze. Seguono i cittadini del Marocco (11,3%) e della Tunisia (8,6%), poi gli immigrati che arrivano dall'Asia (13,3%) e dall'America (7,9%). I lavoratori extracomunitari si collocano maggiormente nell'industria (37.333), nei servizi (20.186), nel commercio (4.386), nella pesca e nell'agricoltura (2.921).
Fonte: Adnkronos Ign.

mercoledì 7 maggio 2008

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sabato 3 maggio 2008

Nasce a Lucca la prima diocesi Ortodossa romena d'Italia


Società e Ambiente: Religione
del 02/05/2008

LUCCA - La città ospiterà un evento ecumenico di importanza internazionale. Giovedì 8 maggio, presso la chiesa di Sant'Anastasio, si svolgerà l’intronizzazione di monsignor Siluan Span come vescovo della diocesi Ortodossa romena d’Italia. Si tratta di una nuova diocesi, che quindi verrà inaugurata a Lucca, e che non avrà una sede territoriale (il neo-vescovo Siluan Span risiederà nei pressi di Roma).
La città è stata scelta dalle gerarchie Ortodosse romene proprio per l’ottima relazione esistente tra i cristiani delle diverse tradizioni. Questo avvenimento dà ancora più significato alla scelta fatta dal vescovo Castellani appena un anno fa di consegnare in uso proprio la Chiesa di S. Anastasio alla comunità Ortodossa romena di Lucca, guidata da P. Liviu Marina.
"Nel dialogo fecondo che da anni si è instaurato tra cattolici ed ortodossi a Lucca, e tra questi e le chiese riformate - afferma Italo Castellani, arcivescovo di Lucca - la nascita di una diocesi Ortodossa romena d’Italia non può che riempirci di gioia. Ringrazio in particolare mons. Josif, Metropolita Ortodosso romeno di Parigi, che ha scelto Lucca per l’intronizzazione di mons. Siluan Span. Questo avvenimento si inserisce nel solco di quell’ecumenismo che deve portare tutti all’accoglienza reciproca, nel nome della fratellanza in Cristo e nella ricerca della pace. Sono certo che questo ulteriore segno di fraternità possa rientrare quindi anche nella collaborazione per lo sviluppo sociale dei numerosissimi fratelli e sorelle romeni che operano sul nostro territorio e in tutta Italia>>.
Presenze e Programma
L’evento vedrà confluire a Lucca metropoliti e vescovi ortodossi dalla Romania, il metropolita ortodosso romeno di Parigi Josif, oltre a molti parroci e delegazioni delle parrocchie romene italiane ed estere. Saranno presenti anche diversi vescovi cattolici, rappresentanti dei vertici del Pontificio Consiglio per l’ecumenismo e vescovi di diverse città italiane. Il programma della giornata di giovedì 8 maggio, presso la chiesa di S. Anastasio, prevede alle 10 la divina liturgia e alle 12 il rito di intronizzazione della diocesi Ortodossa romena in Italia. Alle ore 21 nella chiesa di S. Anastasio il coro Bizantion di Issi offrirà un concerto di canti della Liturgia Bizantina Ortodossa, questo concerto è occasione preziosa per apprezzare la spiritualità ortodossa espressa dal canto.
Fonte: Lo Schermo Lucca.

venerdì 2 maggio 2008

Comuni: 10 mil di € per le iscrizioni dei cittadini Ue


Serviranno a pagare e a formare il personale dell’anagrafe. E (si spera) a ridurre le file

Roma – 2 maggio 2008 - Le regole sulla circolazione e il soggiorno in Italia dei cittadini europei entrate in vigore lo scorso anno hanno fatto crescere in maniera esponenziale il lavoro degli sportelli comunali. Il decreto legislativo 30/2007 prevede infatti che può rimanere in Italia per più di tre mesi chi lavora, studia o comunque ha i mezzi per mantenersi. In tutti questi casi è richiesta però l’iscrizione all’anagrafe, che ha sostituito la vecchia carta di soggiorno per cittadini Ue, e quindi centinaia di migliaia di comunitari, per lo più romeni e polacchi, si riversano nei Comuni per regolarizzare la loro posizione. Dall’altro lato degli sportelli c’è però un organico sottodimensionato, a volte non aggiornato sulla nuova procedura. In molti uffici si fanno dunque file interminabili o si procede per appuntamenti, con tempi lunghissimi.Le cose, forse, miglioreranno, visto che l’ultima finanziaria ha stanziato 10 milioni di euro che dovrebbero dare una mano ai Comuni su entrambi i fronti. Lunedì scorso il ministro dell’Interno ha firmato un decreto che ripartisce il contributo: 4 milioni serviranno a finanziare la formazione del personale, 6 a pagare il lavoro in più dovuto alle nuove competenze sui comunitari. I fondi non arriveranno a pioggia, ma in proporzione all’impegno dei vari uffici. Entro il 31 maggio, come spiega una circolare del Viminale, ogni Comune dovrà quindi far sapere al ministero quanto personale ha formato e quanti cittadini comunitari hanno già chiesto ai suoi sportelli l’iscrizione anagrafica o l’attestazione di soggiorno permanente.
Scarica
Ministero dell’Interno: "Monitoraggio relativo all’applicazione, da parte dei comuni, del decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30, sul diritto dei soggiorno dei cittadini dell’Unione europea. Ripartizione dei contributi di cui all’art. 2, c. 11, della legge 24 dicembre 2007, n. 24 (legge finanziaria 2008)."
di Elvio Pasca
Fonte: Stranieri in Italia.