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giovedì 18 marzo 2010

Più che una chiesa per i romeni ortodossi

Non è solo che non ci stanno più, in quella chiesetta che avrà sì e no un'ottantina di posti a sedere. E' anche che una parrocchia degna di questo nome ha bisogno, oltre che di una chiesa adeguata, anche di locali per la catechesi, di un patronato, magari di un asilo... Né si pensi che solo i cattolici hanno queste esigenze.

Si capisce allora perché la comunità romeno ortodossa veneziana, che riunisce solitamente oltre 200 persone per la messa domenicale, più di 3000 il giorno di Pasqua, oltre 600 a Natale, che l'anno scorso ha celebrato 181 battesimi e conta in totale 16 mila fedeli (11 mila romeni e 5 mila moldavi di lingua romena), si capisce perché abbia in progetto di costruire una nuova chiesa e le relative opere parrocchiali per soddisfare al meglio le proprie esigenze.

La richiesta presentata al Comune alcuni anni fa è stata di recente accolta: hanno così avuto in comodato per 50 anni (rinnovabile) un terreno di 6.000 mq in via Scaramuzza a Zelarino, nei pressi del distributore di benzina. Sarà realizzata non solo la nuova chiesa, di 35 metri per 15, ma anche l'abitazione dei preti, l'abitazione per le tre o quattro monache che arriveranno, un oratorio con una grande sala polifunzionale che possa ospitare incontri, spettacoli o semplicemente accogliere ragazzi per giocare, persino un asilo nido.

«Tante persone della nostra comunità lavorano. E quando i bambini finiscono la scuola rimangono da soli a casa per tutto il pomeriggio. E' per questo che abbiamo pensato a delle attività pomeridiane con le monache che sorveglieranno i ragazzi e li aiuteranno a preparare le lezioni», spiega p. Avram Matei, il parroco della comunità che attualmente si riunisce presso la chiesa di S. Lucia, in via Monte Piana a Mestre. Come si vede non sono preoccupazioni molto diverse da quelle che hanno avuto i fondatori dei primi nostri oratori. E la comunità romena non può non avere a cuore i giovani, visto che si calcola che siano un migliaio i bambini e i ragazzi giunti dal paese d'origine insieme con i propri genitori.

Il progettista romeno è atteso dopo Pasqua per vedere il terreno e preparare un preventivo. Sarà affiancato da un professionista italiano per le pratiche necessarie e perché ci vuole qualcuno che conosca la normativa del nostro paese. L'inizio dei lavori è previsto per l'autunno o, al più tardi, per l'inizio del 2011. Il completamento della chiesa è atteso per la fine del prossimo anno; seguiranno gli altri locali. Per la prima fase di lavori si prevede una spesa che supererà il milione di euro.

Chi la coprirà? «Ricorreremo all'autassazione della nostra gente. Non sarà facile, ma non ci perdiamo d'animo», spiega p. Avram. «Attendiamo anche degli aiuti dallo Stato romeno e dal nostro Patriarcato, che solitamente aiutano la costruzione delle nuove chiese: la prima domenica di Quaresima si fa sempre una colletta per queste necessità». La chiesa sarà costruita seguendo i canoni ortodossi, con alcune specificità della cultura romena. «Non sarà molto diversa dalle chiese cattoliche, senza però il campanile», anticipa p. Avram. «Sarà in stile “moldavo”, perché ricorderà i monasteri di quella regione».

Fonte: GW Online

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