La comunità romena si incontra e si racconta attraverso storie quotidiane, punti di vista, fatti di cronaca, appuntamenti e novità, per non dimenticare le radici e per vivere meglio la distanza da casa.
Informazioni utili per i romeni che vivono in Italia, per conoscere le opportunità che la realtà circostante offre e divenire cittadini attivi.

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domenica 31 gennaio 2010

Invito all'inaugurazione della mostra celebrativa in onore dell’80º anniversario del maestro Constantin Udroiu‏


Mercoledì, 3 febbraio 2010, ore 18,00

Sala Esposizioni, Accademia di Romania

Inaugurazione della mostra celebrativa in onore dell’80º anniversario del maestro Constantin Udroiu

Gran maestro dell’arte bizantina, Constantin Udroiu è uno dei più fertili artisti della diaspora romena e che ha mantenuto nella sua opera un luogo centrale all’icona bizantina e alla propria romenità per quanto la sua biografia sia stata duramente segnata dal regime comunista. Tra le sue mostre personali (più di 200) le più significative sono state a Parigi, Lutry, Avignon, Amsterdam, Bordeaux, Carpentras, Atena, Barcelona, Lisbona, e, dopo la caduta del regime comunista in Romania, a Bucarest, Targoviste e Cluj. Constantin Udroiu è membro nel senato dell’Accademia Internazionale d’Arte Moderna di Roma.

La mostra è aperta al pubblico dal 3 al 14 febbraio 2010.

Accademia di Romania

Alcool Sos Est Ovest - invito tavolo di collaborazione internazionale‏


La scrivente Fondazione è lieta di invitarVi al prossimo incontro del tavolo permanente di lavoro e collaborazione internazionale "ALCOOL: SOS EST-OVEST".

L’alcolismo è un fenomeno molto diffuso nei paesi settentrionali e centro-orientali dell’Europa. Per tale ragione saranno presenti ai tavoli i Presidenti o loro delegati delle diverse associazioni dei Paesi dell'Est presenti sul territorio nazionale.
Hanno aderito formalmente al tavolo permanente di lavoro :
1) Centro Alcologico di Riferimento della Regione Lazio
2) Agenzia Comunale per le tossicodipendenze (Presidente Massimo Canu)
3) FARI, Federazione delle Ass.ni dei Romeni in Italia
4) FIRI, Forum degli Intellettuali Romeni in Italia
5) IRFI , Italia Romania Futuro Insieme,
6) Associazione Romania chiama Parma

L'APPUNTAMENTO è PER LUNEDI 8 febbraio ORE 10,30 presso la sede legale della FISPA in via Domenico Lupatelli 62-E a Roma.
Per confermare la partecipazione contattare il coordinatore del Tavolo dr.ssa Azzimonti al numero 349.4050195.

Dr.ssa Iris Azzimonti
0655263316 3494050195
psicologa-psicoterapeuta FISPA
www.fispa.too.it

e89 Gazeta Culturala‏





e89 Gazeta Culturala - ianuarie 2010 nr.6


e89 Gazeta Culturala - decembrie 2009 nr.5


Redactia e89 Gazeta Culturala

Omaggio a Horatiu Radulescu e ai compositori spettrali, Maurizio Barbetti e Francesco Cuoghi in concerto‏


Domenica, 31 gennaio 2010, ore 18,00

Accademia di Romania, Sala Conferenze

Horatiu Radulescu Itinéraire

Omaggio a Horatiu Radulescu (1942-2008) e ai compositori ‘spettrali’

Maurizio Barbetti (viola)

Francesco Cuoghi (chitarra & live electronics)

Programma

Horatiu Radulescu

Subsconscious wave op. 58 (1985)

per solo guitar & taped digital sound

Tristan Murail

C’est un jardin secret, ma soeur, ma fiancée, une source scellée,

une fontaine close (1976) per viola sola

Claude Vivier

Et je reverrai cette ville étrange (1981)

versione per viola, chitarra e elettronica

Costin Miereanu

Quatrième voyage d’hiver per chitarra elettrica e nastro (1985/86)

Horatiu Radulescu

Frenetico il Longing di Amare op. 56 (1984-87) 20’

for viola, guitar and sound icon on tape

Accademia di Romania

Barbara Palombelli intervista Mihaileanu


REGISTI
Dopo il successo ottenuto al Festival di Roma, il 2 febbraio alle ore 22, presso l'Auditorium Parco della Musica, Radu Mihaileanu sarà protagonista di un incontro con pubblico e stampa dopo la proiezione del suo film Le concert. Il regista rumeno sarà intervistato da Barbara Palombelli. L'evento è a cura della Fondazione Cinema per Roma in collaborazione con Bim, che distribuirà questa commedia sentimentale dal 5 febbraio.
I biglietti, al costo di 6 euro, sono in vendita presso la biglietteria dell'Auditorium Parco della Musica (dalle ore 11 alle ore 20).

Fonte: Cinecittà News.

"Nessuno e' straniero", 6 incontri ai Castelli Romani


Ariccia
Scritto da Daniele Ricca

"Nessuno e' straniero", 6 incontri per affrontare tematiche legate alle culture delle etnie piu' rappresentate nei Castelli Romani

"Nessuno è straniero". Questo è il messaggio e il filo conduttore che lega il ciclo di 6 incontri che si terrà a partire dal 2 febbraio, ore 16, ad Ariccia presso la Casa delle Associazioni (via Strada Nuova 2) proposto dall'Associazione "Gialuma" Onlus e patrocinato e finanziato dalla Provincia di Roma e dal Comune di Ariccia. Gli incontri, rivolti in particolare agli studenti delle scuole superiori e ai giovani ma anche a tutti i cittadini interessati, affronterà le tematiche della cultura delle diverse etnie più rappresentate nel nostro territorio dei Castelli Romani.
"L'idea nasce - spiegano dall'associazione Gialuma - da un presupposto: conoscere significa comprendere. E' infatti a tutti noto, dai numerosi fatti di cronaca nera accaduti nel nostro Paese, che nell'ultimo periodo assistiamo ad una preoccupante diffusione di sentimenti xenofobi nonché al radicamento di una cultura indiscriminata di "respingimenti" nei confronti degli immigrati.
Riteniamo che la conoscenza delle diverse realtà etniche è il presupposto culturale che permette di trasformare l'atteggiamento di diffidenza, paura, pregiudizio, rifiuto, marginalizzazione nei confronti delle popolazioni immigrate, in atteggiamento di accoglienza-integrazione.
Essendo di fatto la realtà sociale già in parte modificata dalla presenza di una forte componente migratoria, il conoscere permette anche di comprendere che la serenità e la sicurezza quotidiana dei luoghi in cui viviamo, dipende molto dalla conoscenza delle motivazioni che hanno determinato il fenomeno migratorio e dalla capacità di accoglienza e solidarietà che la società riesce a sviluppare in chiave di integrazione multiculturale".
Il programma del primo incontro di mercoledì 2 febbraio prevede la presentazione del corso e la trattazione del tema: Le migrazioni tra mito e realtà; seguirà l'esperienza dell'ambulatorio immigrati STP: riflessioni sulla popolazione immigrata irregolare nel nostro territorio. Negli incontri che seguiranno, sempre dalle 16 presso la Casa delle Associazione, verranno presentate le culture di Romania (venerdì 16 febbraio), Moldavia (lunedì 1 marzo), Albania (lunedì 15 marzo), Ucraina (lunedì 29 marzo) ed India (lunedì 12 aprile) a partire dalla presentazione del Paese con le sue caratteristiche territoriali, economiche e sociali, proseguendo con le usanze e festività. Verranno poi presentati i bambini, le donne ed i giovani, le loro condizioni di vita messe a confronto con la realtà italiana e una spiegazione del percorso che queste persone fanno fino a scegliere di migrare. Seguirà una discussione e chiuderà l'incontro la degustazione di un dolce tipico del Paese analizzato.
La partecipazione è gratuita e aperta ai primi 50 iscritti che invieranno una e-mail di richiesta a: gialuma.onlus@libero.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . È visitabile anche il sito www.gialuma.it.

Fonte: ControLuce

Intervista a Radu Dobre, Console Generale della Romania a Trieste


Avvenimenti e iniziative
30 gennaio 2010

In occasione dell’incontro organizzato dalla Filca Cisl de Veneto sul tema della tutela dei lavoratori romeni abbiamo potuto intervistare Radu Dobre, Console Generale della Romania a Trieste. Eccone il testo.

Quali sono i motivi che hanno determinato la decisione del governo romeno di aprire una sede consolare a Trieste ?

Come ben sa, il numero dei cittadini rumeni in Italia è cresciuto in modo esponenziale negli ultimi anni. In questo contesto, il Governo romeno, che ovviamente ci tiene molto che i cittadini romeni abbiano accesso rapido e facile ai servizi consolari di qualità, ha deciso, in collaborazione con le autorità italiane, di estendere la rete consolare del paese in Italia. Si tratta di un’ impresa notevole visto che solo fino a tre anni fa, la nostra rete consolare in Italia era composta dalle due grandi sezioni consolari a Roma e Milano, cosiddette “tradizionali”, che funzionano presso l’Ambasciata romena a Roma e presso il Consolato Generale Romeno a Milano. Successivamente sono stati aperti altri tre consolati generali, per “coprire” in modo equilibrato il territorio, tenendo conto della dimensione della comunità romena che vive in Italia. L’inaugurazione del Consolato Generale della Romania a Torino, nel mese di dicembre del 2007, è stata seguita a meno di due anni, nel 2009 dall’apertura di altri due nuovi Consolati Generali, a Bologna e Trieste.

Per quanto riguarda il Consolato Generale della Romania a Trieste, c’è da dire che abbiamo competenze su due Regioni del Nord Est, ovvero il Veneto ed il Friuli Venezia Giulia, dove vivono e lavorano un alto numero di cittadini romeni. Le ultime stime disponibili parlano di circa 140 - 170.000 persone. La scelta di aprire a Trieste un nuovo Consolato Generale è legata inoltre anche al ruolo di punta di questa città nel panorama economico, commerciale e culturale italiano. Infine, ma non per ultimo, Trieste rappresenta uno snodo importante sulla strada che i romeni usano per rientrare in patria oppure per viaggiare dalla Romania verso l’Italia, ma anche verso il sud della Francia e la Spagna.

Quali sono gli effetti della crisi internazionale sull’economia e sul lavoro nel Suo Paese?

L’economia della Romania è strettamente legata alle economie occidentali e quindi ovviamente non è scappata dagli effetti della crisi internazionale, come del resto neanche gli altri paesi occidentali. In questo modo, l’anno scorso, dopo anni di crescita “spettacolare” dell’economia, abbiamo registrato una diminuzione del Pil. Purtroppo, gli effetti della crisi continueranno ad affliggere la Romania anche nella prima parte dell’anno in corso, ma la buona notizia è che, secondo le ultime stime ed analisi del mercato, la ripresa non si farà attendere e così nella seconda parte dell’anno potremo parlare di nuovo di crescita economica. La Banca Europea per la Ricostruzione e Sviluppo (BERS) stima per esempio che la Romania registrerà una crescita economica di almeno un punto percentuale nel 2010.
Il settore edile è quello più colpito dall’attuale crisi, Come del resto anche in altri paesi. Ma anche altri settori, come per esempio quello tessile, dei costruttori di automobili o di attrezzature professionali per il settore edile o il settore dei prodotti di largo consumo.

C’è da dire che la disoccupazione è cresciuta a causa della crisi. Almeno in una prima fase. Nonostante tutto, la buona notizia confermata anche dalle ultime analisi di mercato, è che una buona parte della forza lavoro disponibile sarà assorbita dal mercato attraverso alcuni progetti ambiziosi nel settore delle infrastrutture, che partiranno durante l’anno in corso, ma anche grazie ad alcune nuove norme del Governo romeno.

Ritiene che, dopo gli anni del boom, l’emigrazione di cittadini romeni verso l’Italia sia destinata ancora a crescere oppure a rallentare?

Allora, per rispondere alla sua domanda, io non userei il termine “migrazioni” in quanto il fenomeno è legato alla mobilità della forza lavoro nello spazio comunitario. Soprattutto dall’ingresso a pieno titolo della Romania nell’Unione Europea. In secondo luogo, non potrei fare delle stime o previsioni perché sarebbe piuttosto rischioso e non avrebbe inoltre nessun fondamento reale. Inoltre, l’accesso dei cittadini rumeni sul mercato del lavoro in Italia dipende anche del rapporto domanda - offerta. Nello stesso tempo, vorrei sottolineare che le ultime stime attestano aumenti salariali e miglioramento dell’ambiente lavorativo anche sul mercato della Romania.

Come valuta i rapporti tra gli immigrati romeni e le comunità italiane dove essi vivono?

I romeni e gli italiani hanno il vantaggio di avere una cultura comune, ma anche una storia che li unisce da secoli, a partire dall’Impero Romano. Poi, anche sul piano linguistico ci assomigliamo poiché il romeno e l’italiano hanno le stesse radici latine. In questo contesto quindi, i romeni che arrivano in Italia non hanno difficoltà di adattamento, come del resto anche i cittadini italiani che vivono in Romania. Il tasso di integrazione dei cittadini romeni nelle comunità che li ospita è molto alto nella maggioranza dei casi. Certamente, ci possono essere anche delle eccezioni, però a mio avviso si tratta di casi isolati che purtroppo ricevono paradossalmente una copertura mediatica eccessiva, dando magari messaggi pubblici che non corrispondono alla realtà. In realtà i romeni che vivono qui hanno nella maggior parte dei casi buoni rapporti con le comunità che li ospita e questo fatto lo si nota in moltissime città e regioni, dove per esempio adesso i romeni lavorano persino nei municipi perché alcuni consiglieri comunali provenienti dalla Romania, ma che vivono qui da anni, hanno conquistato la fiducia sia degli elettori romeni che di quelli italiani che li hanno eletti. Un esempio in questo senso è la città di Padova.

Infine, vorrei sottolineare il ruolo e l’attività delle associazioni romene che funzionano sul territorio e che contribuiscono senza dubbio all’integrazione dei nostri connazionali nelle comunità locali dove essi vivono. Il Consolato generale della Romania a Trieste collabora costantemente con le associazioni, che secondo noi, hanno un ruolo importantissimo in questo contesto

Nell’incontro di Mestre con la Federazione Sindacale delle Costruzioni (Filca) Cisl si è parlato di collaborazione tra sindacato e Consolato. Lei pensa che potrà dare buoni frutti per i lavoratori romeni in Veneto e le loro famiglie?

Partiamo dall’inizio. Il Consolato Generale della Romania a Trieste ha iniziato la collaborazione con Filca.CISL fin dalla sua apertura. Vorrei ringraziare in questo senso il dottor Salvatore Federico, Segretario Generale Filca Cisl in Veneto, e tutti i suoi collaboratori non solo per aver organizzato l’evento che lei ha menzionato prima ma anche per la disponibilità e lo spirito costruttivo e aperto dimostrato fin’adesso nei rapporti con il Consolato.

La riunione organizzata sabato rappresenta la prima azione concreta della collaborazione tra Filca Cisl e il Consolato Generale della Romania a Trieste. Nel corso dell’evento, sono stati presentati argomenti senz’altro utili e interessanti per i membri del sindacato che provengono dalla Romania. Penso per esempio al trasferimento di alcuni diritti da o in Romania (pensioni, assicurazioni sociali e di salute, contributi statali per i minori), la legislazione italiana e romena sugli infortuni sul lavoro e così via.

Alla riunione abbiamo invitato anche uno dei due rappresentanti in Italia del Ministero Romeno del lavoro, della famiglia e del welfare, per poter presentare il quadro generale ma anche per rispondere puntualmente alle domande specifiche dei cittadini romeni.

Allora, visto il successo dell’evento sia tra i lavoratori romeni che tra i leaders sindacali di tutte le provincie venete, assieme al management regionale Filca Cisl, vorremo andar avanti su questo filone e continuare questo progetto comune organizzando anche altri eventi simili nel corso di quest’anno magari anche nelle realtà aziendali dove lavorano numerosi romeni (cantieri, grandi aziende, ecc). Stiamo inoltre valutando la possibilità di avviare nel corso dell’anno anche altri progetti di collaborazione, ma su questo ne possiamo parlare forse quando avremo elementi più concreti..

traduzione G.Preda

Fonte: Cisl Veneto

Cisterna, scooter esce fuori strada: morto 22enne

Sabato 30 Gennaio 2010
Incidente mortale ieri, nella tarda serata, sulla Monti Lepini, nel territorio del Comune di Cisterna. Andrei Botuc, un 22enne di nazionalità rumena residente a Cisterna, a bordo di un ciclomotore stava percorrendo la strada che collega Cisterna a Cori quando ha perso il controllo del mezzo ed è uscito fuori strada finendo in una cunetta. Il ragazzo è stato subito soccorso ma è deceduto un'ora dopo l'arrivo del 118. Sulla dinamica stanno indagando gli agenti della polizia stradale di Latina.

Fonte: Latina 24 Ore.

Mutu, nuova positività. Della Valle: ''E' stato ingenuo''


Fiorentina

L'attaccante romeno, sospeso dal tribunale nazionale antidoping, positivo alla sibutramina anche dopo la gara con la Lazio di coppa Italia. Non chiederà le controanalisi. Il presidente viola: ''La buona fede non è in discussione''. Corvino: ''E' inciampato in una situazione senza volerlo''

FIRENZE - Nuova positività per Adrian Mutu. L'attaccante romeno, sospeso dal tribunale nazionale antidoping, è risultato positivo alla sibutramina, uno stimolante che annulla gli effetti della fame, non solo dopo il controllo antidoping del Coni ed effettuato il 10 gennaio al termine di Fiorentina-Bari, ma anche dopo quello seguente alla gara di coppa Italia con la Lazio del 20 gennaio nella quale ha realizzato una doppietta. La richiesta di stop è stata avanzata ieri dalla procura antidoping del Coni. Mutu non chiederà le controanalisi.

''ADRIAN INGENUO'' - La Fiorentina si stringe attorno al suo campione. ''Mutu è stato sicuramente ingenuo - ha detto il presidente Andrea Della Valle - e per questo sono un po' arrabbiato con lui, ma la sua buona fede non è in discussione. Il ragazzo è distrutto, ha capito la leggerezza commessa, ma siamo fiduciosi''.

MERITA CREDIBILITA' - "Ad Adrian ho detto che questa sua emergenza deve essere vissuta come le tante altre che abbiamo passato quest'anno - le parole del ds Corvino -. E' inciampato in una situazione senza volerlo. E per questo vogliamo fare chiarezza e aiutarlo, perché merita credibilità". La Fiorentina, impegnata a febbraio negli ottavi di Champions League, è pronta a tornare sul mercato. L'obiettivo è Tommaso Rocchi della Lazio, Lotito però non sembra volersi privare del giocatatore.

LA MADRE: COLPA MIA - Intervistata dalla rete Telesport, Rodica Mutu, madre del calciatore, rivela di essere quasi certamente la responsabile della positività del figlio. La donna afferma di aver dimenticato a casa dell'attaccante le sue pillole, assicurando che il ragazzo non assume pasticche dimagranti e che probabilmente le ha prese per errore leggendo che si trattava di un semplice prodotto naturale.

CHIVU SOLIDALE - La vicenda ha colpito anche Cristian Chivu: il difensore dell'Inter è stato interpellato dal quotidiano "Gazeta sporturilor". "Mutu è stato sempre ossessionato dalla propria linea. So che prendeva pillole per andare spesso in bagno, probabilmente ora ha preso quella sbagliata. Io faccio vedere al medico persino il foglio illustrativo del gel per i capelli. Ma sono convinto che per Adrian non è stata una cosa voluta: chiedo clemenza come nel caso Cannavaro". (29 gennaio 2010)

La Cei risponde a Berlusconi: ''Italiani e stranieri delinquono allo stesso modo''


Le nostre statistiche dimostrano che le percentuali sono uguali se non identiche''
La Cei risponde a Berlusconi: ''Italiani e stranieri delinquono allo stesso modo''

Città del Vaticano - (Adnkronos) - Il segretario generale della Conferenza episcopale, mons. Mariano Crociata: ''La considerazione di fondo sugli immigrati resta la dignità di ogni persona umana che non può essere oggetto di giudizio e pregiudizio, come ha ricordato il Pontefice''. Finocchiaro: ''Altro che immigrati...Meno premier, meno crimini''. Ma poi si scusa. Mafia, dal Governo un piano in 10 punti per batterla

Città del Vaticano, 29 gen. - (Adnkronos) - "Le nostre statistiche dimostrano che le percentuali di criminalità fra italiani e stranieri sono uguali se non identiche. La considerazione di fondo sugli immigrati resta la dignità di ogni persona umana che non può essere oggetto di giudizio e pregiudizio, come ha ricordato il Pontefice". Così il segretario generale della Cei, mons. Mariano Crociata, replica a quanto affermato ieri dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi secondo il quale c'è uno stretto rapporto fra crescita dei crimini e presenza degli immigrati.

Fonte: Adnkronos IGN.

Allunaggio di un immigrato innamorato di Mihai M. Butcovan


Il libro dell'autore rumeno, capace di scrivere in un italiano sorprendente. La storia della sconfitta dei sentimenti davanti alle differenze sociali. Di Enrico Carrea
di Enrico Carrea
27 GENNAIO 2010

Notevole questo romanzo scritto direttamente in italiano dal romeno Mihai Butcovan, poeta e notista politico di eccellente valore.

Attraverso piccoli capitoletti sospesi tra la prosa e la poesia seguiamo l'impossibile storia d'amore tra il protagonista, immigrato romeno, e una ragazza brianzola con famiglia padana e leghista purosangue. Come si può intuire, la storia finirà male ma ciò che colpisce di più, in questo romanzo, è il quasi stupefacente uso della lingua italiana da parte di un autore che italiano non è.

Butcovan riesce a pennellare i suoi personaggi con poche parole, direi con tecnica impressionistica, usando in maniera sopraffina la tonalità dell'ironia, tant'è che leggiamo le sue pagine con un mezzo sorriso accennato sulle labbra. Così, l'autore ci descrive le varie situazioni in cui si trova un immigrato, con leggerezza (splendido il capitolo del consolato romeno) anche se le ultime pagine sono percorse da una forte vena di indignazione morale.

Leggetelo, o miei ventiquattro lettori e mezzo che mi seguite, e di certo non ve ne pentirete rimanendo anche sorpresi e stupiti dall'uso eccellente che dell'italiano fa quest'autore venuto dall'est.

Fonte: Mente Locale

«Il Male, accanto a me» L'Olocausto di Schlesak


Il giorno della memoria

Lo scrittore rumeno autore de «Il farmacista di Auschwitz» parla dell’Olocausto. Visto da vicino. «Ogni celebrazione comunitaria in cui si ricorda un grande morto ha in sé una potenza di resurrezione»

Dieter Schlesak

Dieter Schlesak è poeta e scrittore potente. È nato in Transilvania, oggi regione della Romania, ha subìto la dittatura comunista di Ceausescu, da cui è fuggito, e vissuto da vicino l’orrore dell’Olocausto. Alla comprensione e alla memoria della Shoah ha dedicato una vita intera. Il farmacista di Auschwitz, (Garzanti) l’ultimo suo libro, di cui sotto, in questo brano scritto per noi, cita più passi, è un ponderoso lavoro di ricostruzione, anche attraverso migliaia di documenti, della figura di Victor Capesius: un uomo che lo stesso Schlesak conobbe e frequentò quando era piccino, un vicino di casa, apparentemente caro e amorevole. Un vicino di casa che a un certo punto si trasformerà in uno dei più crudeli carnefici di Hitler. Oggi Schlesak vive con la moglie in Toscana, ad Agliano, tra i boschi che sovrastano Camaiore.

Mai più. Il Giorno della Memoria 2010, la liberazione di Auschwitz, il 27 di gennaio 1945. Su questo giorno i testimoni oculari raccontano. Adam Salmen: «Spaventosa sporcizia ovunque. Nell’ospedale delle SS gli uomini di guardia sono scappati in tutta fretta. Sui tavoli abbiamo trovato piatti semipieni con zuppa congelata». «Zuppa che abbiamo inghiottito, boccali pieni di birra, trasformatasi in ghiaccio giallastro. Ora in tutte le baracche c’erano letti su cui giacevano dei morti, rigidi e duri come bastoni. A nessuno è venuto in mente di portarli via. Il terreno era troppo gelato. Impossibile scavare delle fosse. Molte salme furono accatastate l’una sull’altra in una trincea, ma già dopo i primi giorni il mucchio dei cadaveri oltrepassava in modo impressionante il bordo della trincea, una cosa spaventosa a vedersi dalla nostra finestra».

Diario di Adam Salmen, 27 gennaio 1945: «Verso le 9 del mattino il primo soldato sovietico, membro di un gruppo di ricognitori della 100a Divisione Fanteria ha raggiunto l’area dell’ospedale (...) Sono spuntati quattro cavalieri: giovani dell’Armata Rossa, circospetti, le canne dei mitra puntate sul lager, per proteggersi. Arrivati alla recinzione di filo spinato alcune timide parole, sguardi timorosi ai mucchi di cadaveri, a noi. Spessi berretti di pelliccia e sotto sani (…) volti infantili, contadineschi. Un saldo sostegno per noi con le guance incavate nel nulla, nella morte: tripudio, spiriti vitali che si ridestano». Marianne Adam: «Gli sventurati prigionieri, finalmente sfuggiti all’inferno dei campi di concentramento, stavano intanto dilagando lungo le strade d’Europa. Cercavano la loro patria. Non avevano più famiglie; i genitori erano stati uccisi. Non riuscivano più a trovare i figli, le mogli, i mariti. Persino una volta tornati a casa erano guardati di traverso». Baila: «…Oioi, è un dulure, che non tace mai. E l’ho qui, nel mio petto, qui dentro, il grosso dulure, il sentimento, vorrei poter piangere, sempre piangere, ma non posso neanche questo, posso ancora vivere solo così… e posso solo aspettare la morte… non sono finita nella camera a gas, il buon Dio questo non l’ha voluto: io dovevo sopravvivere, dovevo tornare, ma per cosa? Qui nel quarantasei non c’era più una ebrea, la nostra casa distrutta, ciò che avevo avuto, sparito. E i miei figli — la ragazza e il maschietto, dei bambini così buoni — non li ho più visti e nessuno ha saputo dirmi dove sono finiti, dove sono morti, i piccoli, essi hanno chiamato per l’ultima volta la loro mamma, e la mamma non c’era, era da un’altra parte, oioi». (Dal mio libro Il farmacista di Auschwitz Garzanti, ottobre 2009).

In questa sorta di mia biografia, nel mio libro su Auschwitz in cui io parlo di criminali delle SS, che erano membri della mia famiglia, non sono solo loro a non darmi pace e a tormentare la mia memoria, ma anche gli amici, i conoscenti ebrei che sono stati là e mi hanno raccontato di quell’inferno vissuto. Quell’orrore impensabile per il quale la lingua umana non trova parole, e la nostra percezione non ha paragoni e la nostra fantasia è troppo limitata… Sì, sono legato a questo crimine attraverso la mia famiglia e gli amici della mia famiglia. Tra di loro c’è anche il Dottor Victor Capesius, quello da tutti conosciuto come il farmacista di Auschwitz. E poi cinque miei zii, anche loro arruolati nelle SS, che servivano nelle necropoli dello sterminio nazista, Auschwitz, Buchenwald, Neuengamme e Dachau. Io stesso, nato del 1934, avevo la stessa cultura sociale tipica della famiglia tedesca di Transilvania e se fossi nato soltanto otto anni prima, anche io, forse, sarei stato destinato a diventare un criminale coinvolto nel genocidio. Per tutta la mia vita di scrittore ho sentito sempre questa vicinanza, questi ricordi, questa «familiarità» del male e col male. E mi sono domandato come è stato possibile che questa gente, questi familiari, questo farmacista, questi zii «buoni», questa gente «normale» come me, come noi tutti, abbiano potuto fare queste cose!? Me lo sono chiesto e continuo a chiedermelo. Perché anche oggi, dopo tante interviste e discussioni con loro, dopo ricerche che durano ormai da quasi trenta anni, non ho trovato una risposta soddisfacente. Una pazzia collettiva? Una seduzione o un’infezione di matrice ideologica? Ma i crimini, di uccidere donne, vecchi e bambini, fino a 15.000 ogni giorno con il gas, come spiegarli?

Davanti a tale atroce follia le irripetibili e terribili risposte del farmacista Capesius che semplicemente asseriva: «Ma era legale», era richiesto dallo Stato: «Befehl ist Befehl!», diceva, «il dovere resta il dovere». E anche Roland, mio zio, ufficiale delle SS, mi spiegava: «Non ero io quello, quando dovevo uccidere era come un brutto sogno. Insopportabile. Ma io non potevo disertare, e come fare? Era la mia gente, erano quelli delle SS che avevano bisogno di me!!». Questo Dr. Capesius, nelle camere a gas mandava anche i propri conoscenti ebrei, fino a poco prima colleghi e concittadini transilvani. E morivano soli, nudi nel buio totale con i loro ultimi gridi impensabile: 2000 persone insieme in una grande sala di gas. Il giorno della memoria, sì memoria, che fa parte di un altro mondo, non quello fisico, distruttibile, e così importante, come diceva anche Claude Lanzmann nel suo noto film «Shoah», questo giorno della memoria è importante per non lasciare le vittime, neanche ora, sole nel buio, nella morte senza Dio. Siamo con loro? La nostra anima è con loro? Il ricordo in un senso molto profondo e una Anamnesis, anche nel senso della bibbia. La forza di qualsiasi celebrazione umana comunitaria in cui si fa memoria di un grande morto, così come per me tutti i morti dell’Olocausto sono grandi morti, possiede già in sé una certa potenza di resurrezione.

Dieter Schlesak
27 gennaio 2010

Fonte: Corriere Fiorentino.

O fetiţă a încercat să se sinucidă din cauza jignirilor colegilor


DISCRIMINARE

Poveste din Italia: Paula a sărit în gol pentru că „duhnea a româncă“
de Raluca ION 28 IANUARIE 2010

De fapt, nu o cheamă Paula. Părinţii ne-au rugat să nu-i dăm numele adevărat, să o botezăm altfel, pentru ca nimeni din ţară să nu o recunoască şi să nu ştie prin ce trece ea acum.

Fetiţa de 13 ani a sărit de la etaj chiar când trebuia să plece la şcoală /// Foto: Ovidiu Micsik

Miercurea trecută, mama a urcat dis-de-dimineaţă la etajul al doilea al casei lor noi din Solesino, Padova, şi a trezit-o pe Paula să meargă la şcoala. S-a dus apoi în camera alăturată, în care dormea fratele cel mic, l-a trezit şi pe el, iar rutina dimineţilor lor a continuat neabătută. Când a fost gata, băieţelul de 10 ani a coborât cu ghiozdanul în spate, fără Paula. Au strigat-o. N-a răspuns. Mama a urcat repede la etajul al doilea şi a găsit camera Paulei goală. Apoi a văzut în altă încăpere un geam deschis: "L-oi fi uitat aşa peste noapte", şi-a spus şi s-a dus să îl închidă. Şi a văzut-o pe fetiţa ei de 13 ani, întinsă în faţa casei, a sunat la Salvare şi la carabinieri. Când şi-a revenit, Paula le-a spus că nu mai vrea să se întoarcă la şcoală, că nu mai vrea să-şi vadă colegii de clasă, care-i spun că "duhneşte a româncă", şi că nu mai vrea să dea ochii cu profesoara de muzică şi cu cea de matematică.

Fetiţa era gimnastă în România

De o săptămână, Paula e în spital, cu o fractură urâtă la picior. A fost operată, dar medicii trebuie să-i mai facă nişte radiografii, înainte să-şi dea seama dacă pot să-i pună piciorul în ghips şi să o trimită acasă. "Fetiţa i-a zis soţiei mele că colegii se poartă urât cu ea, o resping, îi zic că duhneşte a româncă şi râd de ea că nu are haine de firmă. Dar maică-sa a zis că aşa sunt copiii, se mai ceartă, se mai împacă", povesteşte tatăl Paulei.

De cinci ani stau în Italia. Paula a mai învăţat acolo la trei alte şcoli, dar n-a avut niciodată probleme cu profesorii sau colegii. "Învaţă foarte bine, învăţa bine şi în România, italienii au testat-o şi au spus că e foarte avansată. Închipuiţi-vă că la trei săptămâni după ce am venit aici a început să vorbească italiana, deşi acasă nu ştia o boabă. Când am ajuns la Solesino, au pus-o în clasa cu copii cu medii bune, în A, nu în B. În toate şcolile s-a împrietenit cu colegii, ea e foarte sociabilă", spune tatăl Paulei, care lucrează în Italia ca şofer. Paula a mai avut probleme la şcoală şi cu două profesoare. "La şcoala de dinainte studia flautul, iar aici fac altceva. Profesoara îi pune întrebări doar din ce nu ştie şi îi dă note mici. Iar la matematică nu o ascultă niciodată, de câte ori e rândul ei să vorbească o sare, toate notele le are din lucrări", continuă tatăl. Însă nu se gândea că fata lui suferă atât de mult încât să se arunce de la etaj. "Cu o seară înainte a fost cu o colegă din clasa paralelă B în oraş, cu cei de la B se înţelege bine, colegii de clasă o jignesc. Cine ştie ce o fi fost în mintea ei, avea şi verificare în ziua aia", încearcă să găsească o explicaţie bărbatul.

În primele zile după ce a încercat să se sinucidă, doar copiii din cealaltă clasă au vizitat-o la spital şi i-au trimis bileţele drăgăstoase, abia ieri sau alaltăieri au venit şi colegii ei de clasă, în grup organizat, aduşi probabil de un profesor. "Cel mai mult a suferit că niciunul din clasă nu a venit să o vadă", spune tatăl. Paula, care a făcut cinci ani de gimnastică la Deva, s-a lăsat de sport în Italia, că n-a găsit acolo nici o şcoală pe măsura ei. Visează însă să ajungă, când se va face mare, profesoară de sport. În Italia, pentru că acolo-i acum casa ei: "De câte ori venim în România şi ea şi fratele ei spun că vor să se întoarcă mai repede acasă, în Italia". Numai că şi-ar dori nişte colegi mai prietenoşi, iar părinţii vor vorbi sâmbătă cu conducerea şcolii să o mute într-o altă clasă.

INFO PLUS

Şi alţi copii români, jigniţi în Italia

Adrian Teodorescu, preşedintele organizaţiei Alleanza Romena, este cel căruia părinţii Paulei i-au cerut să-i ajute să-şi mute fetiţa în altă clasă. Dacă cei din conducerea şcolii nu vor face nimic pentru ca Paula să nu mai fie discriminată, Adrian Teodorescu spune că se va adresa procuraturii. "Cazul fetiţei nu este unul singular şi alţi copii români din Italia sunt jigniţi de colegi, dar fiecare găseşte propria lui modalitate de apărare. Ea a fost mai sensibilă". Paula era singura străină din clasă, iar în şcoală mai învaţă o singură fetiţă din România.

INFO PLUS

Prezenţa şi contribuţia românilor în Italia

• imigranţii români din Peninsulă se cifrează la cel puţin 800.000, potrivit datelor Guvernului de la Roma, estimări neoficiale trecând adesea de un milion
• 1,2% din PIB-ul Italiei este adus de munca românilor, potrivit MAE român
• la începutul lui 2009, 2.723 de concetăţeni de-ai noştri erau arestaţi sau condamnaţi în Italia, reprezentând doar 0,27% din totalul imigranţilor români, dar încarcerarea lor costă statul italian 400.000 euro pe zi
• circa 70.000 de copii români au fost înscrişi în şcoli italiene în anul şcolar 2006/2007
• în septembrie 2009, copiii români erau cei mai mulţi elevi-imigranţi din Italia, reprezentând 16,5% din totalul de 690.000 de şcolari străini din Italia
• în vara lui 2009, deputata Alessandra Mussolini susţinea că între 1.700 şi 2.000 de copii români s-ar afla în Italia neînsoţiţi de părinţi, fiind expuşi riscului de a cădea victime ale crimei organizate (Bogdan Munteanu)

Sursa: Gandul.

Veneto/ Padova, ragazzina romena tenta suicidio: la offendevano

Padova, 27 gen. (Apcom) - "Tu puzzi da romena": una frase che ha ferito nel profondo una ragazzina di nazionalità romena e residente nell'Alta Padovana. Una serie di insulti e umiliazioni inflitte alla giovane dai compagni di classe sin dall'inizio dell'anno scolastico, he ha portato la studentessa a tentare il suicidio gettandosi dalla finestra del primo piano della sua abitazione.
A sollevare il caso è il presidente dell'associazione Alleanza Romena che riferisce la grave frase pronunciata da qualcuno nei confronti della ragazzina. Il fatto è stato segnalato alla dirigenza scolastica dell'istituto frequentato dalla giovane. Il tentato suicidio risalirebbe ad una settimana fa: la ragazza si trova ancora ricoverata all'ospedale. Sempre secondo il presidente dell'associazione, alla base del gesto disperato ci sarebbero proprio atti d'intolleranza, insulti ed episodi di discriminazione subiti finora dalla studentessa proprio a scuola.
Fonte: L'Unità.

Leggi anche:
«Puzzi di romena», tenta il suicidioIl papà: «Isolata dalla classe»

Con l’auto nel canale, ventenne salvata da cittadino rumeno


San Donà. Ragazza di 20 anni finisce con la sua Smart nel canale, il romeno Valentin Oita Ionel, 37 anni, si tuffa nell’acqua gelida e la salva. Il sindaco Zaccariotto: "Grazie a nome della città"

Valentin Oita IonelSAN DONA’. Auto nel canale, salvata per miracolo una ventenne di San Donà. Viola Veronese, che gestisce il nuovo negozio di camicie «Stendford» in via Battisti, deve la sua vita ad un cittadino rumeno che si è gettato nelle acque limacciose del canale di Isiata dove era finita a bordo della sua auto Smart. Lui, il rumeno, le ha salvato la vita, mentre altri automobilisti guardavano la scena senza sapere cosa fare. Ora è ricoverata in rianimazione all’o spedale di San Donà, dove lotta tra la vita e la morte.

L’incidente stradale è avvenuto venerdì alle 13 lungo la strada che collega la frazione a San Donà. La ragazza è partita dal negozio di via Battisti per tornare a casa come tutti i giorni. Forse è stata colta da malore e ha perso il controllo dell’auto, una Smart. Quel giorno doveva affrontare un processo importante che la stava affliggendo da tempo. La piccola utilitaria è piombata nel canale di via Isiata, finendo quasi subito immersa sott’acqua. I primi automobilisti che hanno visto il volo spettacolare della Smart si sono fermati cercando di capire cosa fosse accaduto.

In bicicletta è arrivato anche il rumeno Valentin Oita Ionel, 37 anni, residente a San Donà in via Baron. L’uomo stava facendo un giro in cerca di lavoro dopo che è rimasto disoccupato. Ha visto la scena e si è fermato anche lui. Molti lo hanno guardato con distacco vedendolo arrivare e chiedere insistentemente cosa stesse succedendo.

Ma è stato lui ad accorgersi che in quell’auto sommersa c’era una persona ancora viva che aveva bisogno di aiuto. Ha visto un ciuffo di capelli affiorare a pelo d’acqua. Mentre gli altri si interrogavano su cosa fare, il rumeno si è tolto i vestiti e si è gettato in acqua. Ha estratto la ragazza che gridava disperata per il dolore, un arto fratturato, quasi annegata. L’ha trascinata lungo la riva, rianimata, coperta con i suoi vestiti in attesa dei soccorsi. Infine, sfinito e intorpidito dal freddo è svenuto.

La ragazza è stata trasportata in autoambulanza all’ospedale di San Donà. La mamma della giovane, la signora Carolina, non vedendola arrivare a casa, ha preso l’auto per andare in negozio. Ad Isiata ha visto che quella ragazza in autoambulanza era la figlia, ora sospesa tra la vita e la morte in un letto di rianimazione.
(26 gennaio 2010)
Fonte: La Nuova

Da Avatar a Dracula


26 gennaio 2010

Visto il successo straordinario del film di Cameron, si avvicendano senza soluzione di continuità le ipotesi sui prossimi ruoli di Sam Worthington, l'attore protagonista di Avatar. Una delle ipotesi più recenti, e probabilmente plausibili, lo vorrebbe destinato a vestire i panni del vampiro per eccellenza nel film Dracula: Year Zero di Alex Proyas (Il Corvo).
La pellicola non seguirà la storia del romanzo di Stoker, ma si configurerà come un vero proprio prequel, che racconterà la vita di Vlad Tepes (detto "l'impalatore"), il leggendario regnante Rumeno celebre per la sua crudeltà, nonchè ispiratore "storico" del personaggio di Dracula. La pellicola promette atmosfere epiche, battaglie e un protagonista tormentato che cede al male per nobili motivi.

Fonte: Film Review.

«Io, fortunata sono qui per amore ma ci sono donne molestate soltanto perché vengono dall’Est»

di ANTONELLA INCISO

In Italia per amore. Può essere racchiusa in questa frase la scelta di vita di Gabriela Jantoniu, 38 enne pittrice rumena, in Basilicata dal 1996. In Romania, la signora Gabriela dopo essersi laureata come odontotecnico all’Università di Iasi, lavorava come speaker in una televisione. Poi, l’incontro con il primo marito che la convince a trasferirsi in Italia, e dopo il fallimento dell’unione, il «colpo di fulmine» con il secondo marito, Salvatore Laurino, anch’egli pittore, con cui oggi vive felicemente, dopo essersi sposata nel 2007 con il rito ortodosso.

Signora Gabriela, lei è in Italia da diversi anni e ha scelto di vivere qui per amore. Giusto? «Sì. Io sono venuta in Italia perché mi sono innamorata di un ragazzo italiano. Quell'unione, però, non ha funzionato. Dopo il divorzio non credevo più a niente. Ero spaventata e l'ultima cosa che cercavo era l'amore. Invece... Salvatore è un pittore come me, un giorno vidi un suo quadro e iniziai ad incuriosirmi. Lo stesso accadde a lui con un mio quadro. Poi, sono fuggita a Roma in un convento in attesa di ritornare in Romania dalla mia famiglia, con mia figlia. Salvatore, però, mi ha raggiunto con un quadro bellissimo in mano e mi ha chiesto di stare insieme. Così è iniziata la nostra storia. Da allora non ci siamo più lasciati».

Molti italiani si innamorano di donne rumene e viceversa molte donne rumene cercano gli italiani. Nel suo caso, quali sono le cose che hanno colpito suo marito? «L'anima, l'umiltà, le affinità culturali. comunque, gli uomini italiani e il popolo italiano sono adorabili, hanno un cuore grande, sono romantici e questo può piacere tantissimo a qualsiasi donna».

Venite, comunque, da mondi diversi, tanto che lui per sposarsi ha accettato di diventare ortodosso? «Essendo latini non abbiamo grandi differenze. Anche dal punto di vista religioso non ci sono molte differenze. Per questo lui ha accettato di diventare ortodosso».

E la sua famiglia l’ha accettata? «Si subito e con piacere. I genitori hanno accolto me e mia figlia con persone di casa. I nostri rapporti sono ottimi».

Tutto perfetto, quindi? «Le nostre divergenze sono legate alla professione. Entrambi siamo pittori e quindi discutiamo animatamente delle nostre opere. In particolare, è lui che mi critica e mi vuole insegnare sempre qualcosa in più».

Lei è una mediatrice culturale. La sua storia d'amore è una storia a lieto fine. Ma spesso si crede che le donne dell'est vengano in Italia soprattutto per trovare un compagno più che un lavoro. Lei cosa ne pensa? «La verità è che spesso le donne dell'est vengono in Italia per il lavoro, ma dopo aver sperimentato la quotidianità e le differenze economiche rispetto al loro paese, decidono di trovarsi anche un compagno. Va anche detto, però, che non sempre questo compagno viene trovato per amore ma solo per una questione economica. C'è, però, anche un rovescio della medaglia. Quello delle donne rumene che vengono importunate o addirittura molestate dagli uomini solo per il fatto di essere dell'Est. E' capitato molte volte e ho dovuto ascoltare i racconti di donne che si chiedevano come mai fosse capitato questo a loro. Però, ci sono parecchi matrimoni a Potenza nati tra le donne dell'Est ed italiani che funzionano e sono riusciti».
26 Gennaio 2010
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

Ivrea: giovane muore mentre fa la sauna


Pubblicato il 26 Gennaio 2010 da elena21.

Tragedia alla pi­scina La Serra di Ivrea, dove una giovane rumena è morta mentre faceva la sauna. Si chiamava Moni­ca Gabriela Muresan e aveva 32 anni, di naziona­lità rumena, ma da molti anni in Italia con regolare permesso di soggiorno e residente in Salerano. Co­me molte altre volte la Muresan si era recata nel­la nota piscina eporediese per una sana attività spor­tiva, accompagnata dagli amici. Domenica sera, pe­rò, qualcosa è andato stor­to. Nulla poteva fare pen­sare a un epilogo così drammatico: pare infatti che la giovane non avesse mai accusato problemi di salute tali da far presagire una fine simile. Eppure dopo pochi minuti che si trovava nella sauna, av­volta da quelli che do­vrebbero essere vapori be­nefici, i suoi amici l’han­no vista accasciarsi sotto i loro occhi. Le è stato pre­stato immediato soccorso; mentre un’ambulanza partiva dall’ospedale vici­no è decollato anche l’eli­soccorso da Torino. Pur­troppo quando i medici sono arrivati sul posto per lei non c’era più niente da fare: la Muresan era morta nel giro di pochi istanti. La tragedia è avvenuta in­torno alle 21 di ieri sera, quando l’impianto sporti­vo è molto frequentato.
Ogni attività è stata inter­rotta sia per facilitare i soccorsi sia per l’interven­to del nucleo investigati­vo dell’Arma dei carabi­nieri. Spetterà loro far lu­ce sulla vicenda. Tra le ipotesi al vaglio degli in­quirenti, che al momento considererebbero il deces­so dovuto a cause natura­li, quelle di un arresto cardiaco in seguito a un malore o a una congestio­ne. Solo l’esame autopti­co, che verrà effettuato in questi giorni, potrà fornire ulteriori dettagli per chia­rire le cause di morte di Monica Gabriela Mure­san.
[ v. g . ]
Fonte: CronacaQui.

Romeno bruciato vivo. Sfilano dieci testimoni


OMICIDIO A CAVAION. Seconda udienza del processo all'imprenditore accusato del delitto. Era stato indotto a stipulare una polizza vita perché gli avevano detto che altrimenti avrebbe perso il posto di lavoro
26/01/2010
I fiori deposti dove fu bruciato il romeno

«Ma se parlo, mi metteranno sui giornali?». Era il pomeriggio del 9 giugno 2008. Caterina Nervo era stata portata in caserma dai carabinieri di Caprino perchè sospettata di essere la responsabile insieme al convivente Valerio Tancredi Volpe dell'omicidio di Adrian Cosmin, bruciato vivo dopo essere stato narcotizzato nella casa della coppia. Una volta capito di essere incastrata, ha chiesto agli inquirenti se sarebbe mai finita su giornali se avesse confessato.
È uno dei particolari emersi durante la seconda udienza, celebratasi ieri, nel processo per l'omicidio del romeno, avvenuto in località Montean di Cavaion il 6 giugno 2008. Cosmin fu ucciso per incassare la polizza vita di 900mila euro stipulata dalla coppia di Vigasio pochi giorni prima che lui morisse. «Gli avevano detto che era obbligatorio farla altrimenti avrebbe perso il lavoro», ha rivelato ieri in aula il padre di Adrian, Ioan Cosmin.
La corte d'assise ha ascoltato una decina di testimoni e, alla fine, ha rinviato il processo all'8 febbraio. Sul banco degli imputati, siede Valerio Tancredi Volpe, 36 anni, in carcere dal 9 giugno 2008 con l'accusa di omicidio aggravato dalla premeditazione, dai futili e abbietti motivi e dall'aver agito con crudeltà. Il pugliese deve rispondere anche di tentato omicidio di un altro romeno Adrian Sorin Sabau e di falso atto pubblico per aver firmato un'altra polizza vita fasulla a nome dell'ex socio, Massimiliano Rimondi. La moglie, Caterina Nervo, 33 anni, agli arresti domiciliari nella casa di Fiorenzuola D'Arda nel Piacentino, ha risolto già i suoi conti con la giustizia in primo grado con la condanna a vent'anni, letta il 24 settembre dal gup Monica Sarti. L'udienza di ieri doveva partire dalla sua deposizione ma la donna, madre di un bimbo nato 8 mesi prima dell'omicidio, si è avvalsa della facoltà di non rispondere.
Il suo interrogatorio, reso con la forma dell'incidente probatorio il 12 maggio 2009, però, è già inserito nel fascicolo processuale anche se i difensori di Nervo, gli avvocati Michele Cianci e Giovanni Chincarini, ritengono quel verbale inutilizzabile nel processo per questioni procedurali. Sono rimasti in aula fino alla conclusione dell'udienza, avvenuta alle 17.15, i genitori di Adrian Cosmin, assistiti dagli avvocati di parte civile Paola Malavolta e Marta Pasquato. L'avvocato Claudio Bonardi assiste Rimondi. Il racconto di Adrian Sorin Sabau, 33 anni, ha rappresentato il momento clou dell'udienza di ieri. La sera del 29 maggio 2008, una settimana prima dell'omicidio, fu chiamato dal Volpe.
L'autista, ex dipendente dell'imputato, avanzava soldi dall'imprenditore che gli aveva garantito di pagarlo quella sera. Dovevano, però, andare a trovare un'altra persona che a sua volta doveva dei soldi a Volpe. È iniziato così un tour in auto prima in montagna a Cerna poi a Montean di Cavaion dove una settimana dopo sarebbe andata a fuoco la Rover di Cosmin. Proprio lì, Sabau una volta giratosi verso il sedile posteriore dove stava seduto il Volpe, si è accorto che indossava un paio di guanti in lattice blu. «Ho preso paura», ha detto ieri il Sabau, «mai avrei pensato che volesse uccidermi. Pensavo che volesse portarmi via l'auto».
Alla fine, è riuscito a fuggire, lasciando il Volpe all'autogrill di Affi dove c'era la moglie che durante tutta la serata, aveva seguito i due in auto con il bimbo sul seggiolino. GP.CH.

Fonte: L'Arena.

mercoledì 27 gennaio 2010

"Festeggiando il Carnevale, pranzo italo-romeno


Avremo il piacere di passare dei piacevoli momenti insieme all'insegna della buona tavola e festeggiare il periodo gioioso del Carnevale. Non mancheranno momenti che avranno al centro la cultura romena, con l'intervento del coro "Sargetia" dell'Associazione Ovidio che saprà trasportare tutti i presenti in un'atmosfera senza tempo. Ed ancora musica, canti e balli a cura del gruppo "Pro Art" e tante tante altre sorprese!

data: domenica 7 febbraio 2010 ore 12,30
luogo: salone delle feste della parrocchia Assunzione di Maria Vergine, piazza Parrocchia 2, Riva presso Chieri (centro del paese nella piazza del municipio)

Menu: antipasti vari (tipici romeni)
pasta al forno
brasato di vitello con patate al forno
sarmale
dolci
acqua vino e bevande
costo: 16 euro (9 euro per i bambini fino ad 10 anni)
E' necessario prenotare entro domenica 31 gennaio ai numeri:
3487103799 - 3290225722 - 3809055191 - 3288423555 - 0119423206

Vi aspettiamo numerosi!

Associazione culturale e sociale
italo-romena OVIDIO-Onlus
via degli olmi 1 - 10023 Chieri (To) – Italia
cell. +393487103799 tel-fax +300119423206
www.ovidio-torino.com
ovidio@ovidio-torino.com

Il concerto (Le concert) un film di Radu Mihaileanu


uscita 5 febbraio
durata 120 minuti
www.ilconcerto-ilfilm.it

All'epoca di Brežnev, Andreï Filipov è il più grande direttore d'orchestra dell'Unione Sovietica e dirige la celebre Orchestra del Bolshoi. Ma viene licenziato all'apice della gloria quando si rifiuta di separarsi dai suoi musicisti ebrei, tra cui il suo migliore amico Sacha. Trent'anni dopo lavora ancora al Bolshoi, ma… come uomo delle pulizie.

Una sera Andreï si trattiene fino a tardi per tirare a lustro l'ufficio del direttore e trova casualmente un fax indirizzato alla direzione del Bolshoi: è del Théâtre du Châtelet che invita l'orchestra ufficiale a suonare a Parigi… All'improvviso, Andreï ha un'idea folle: riunire i suoi vecchi amici musicisti, che come lui vivono facendo umili lavori, e portarli a Parigi, spacciandoli per l'orchestra del Bolshoi. È l'occasione tanto attesa da tutti di potersi finalmente prendere una rivalsa…

Intervista con Radu Mihaileanu










La 2-a edizione del progetto culturale “Il volto della Romania”


Se è svolta, venerdì 22 gennaio, presso le Ciminiere di Catania la 2-a edizione del progetto culturale “Il volto della Romania”, dedicato all’arte medioevale e il ricordo della Rivoluzione rumena di vent’anni fa. Al convegno, organizzato dall’Associazione Sociale Culturale rumena-italiana CONCORDIA con il sostegno della Provincia Regionale di Catania, sono stati presenti il Vice Presidente della Provincia di Catania Nello Catalano e il Capo gruppo del PDL al Consiglio Comunale di Catania Nuccio Condorelli.

E’ stato letto il messaggio dell’Ambasciatore della Romania in Italia Razvan Rusu, contenente gli auguri agli organizzatori per l’importante evento sul piano della conoscenza reciproca degli italiani e dei rumeni, nonché ringraziamenti all’Amministrazione della Provincia di Catania e all’Università per il sostegno del progetto.

Il progetto “Il volto della Romania” ha come obiettivo la presentazione della Romania, la sua storia e civiltà in manifestazioni tematiche. La prima edizione, dicembre 2008, è stata dedicata all’arte popolare rumena con una mostra di abiti tradizionali e ceramica popolare. La seconda edizione si è articolata in due parti. Prima, dedicata all’arte medioevale rumena e al contesto storico, metendo in rilievo l’importanza di un patrimonio artistico e culturale di cospicua rilevanza con il quale la Romania si presenta nell’Europa unita. La seconda parte è stata dedicata alla rievocazione della Rivoluzione rumena del 1989 con riflessioni sullo svolgimento degli eventi e sulle conseguenze che hanno prodotto.

E’ stata distribuita una brochure con gli interventi del convegno e un CD dedicato all’arte medioevale rumena, prodotti dall’Associazione.
Un momento del tutto particolare è stato l’intervento di Mimmo Azzia, Presidente di Sicilia Mondo. Infatti l’Associazione CONCORDIA guarda con l’interesse l’esperienza di Sicilia Mondo. Sono stati fatti dichiarazioni dai due presidenti, Vasile Mutu eMimmo Azzia, per una collaborazione più intensa nella promozione di progetti comuni. L’Associazione CONCORDIA vuole essere non solo uno strumento dell’integrazione dei rumeni, ma anche promotrice della conoscenza reciproca degli italiani e dei rumeni.

Concordia
Associazione sociale culturale rumena-italiana
Sede legale: C.so Italia, 265, 95018 Riposto(CT), Sede Sociale: Via S. M. di Betlem 18, Catania
E-mail: info@concordia-ct.it

Comunicato Stampa

Filca Veneto: collaborazione con il Consolato di Romania


Hanno trovato un primo momento di confronto ufficiale i costanti contatti che la Filca Cisl del Veneto ha aperto da tempo con le autorità romene in Italia. Presso la sede Cisl del Veneto di Mestre si è svolto infatti l’incontro tra il dott. Radu Dobre, Console Generale di Romania presso la nuova sede consolare di Trieste ed i dirigenti del sindacato delle costruzioni.

“Con il dott. Radu - ci spiega Salvatore Federico, segretario della Federazione di Categoria - che ci ha dato immediata disponibilità a collaborare, abbiamo messo le basi per un comune progetto di lavoro finalizzato a facilitare il pieno inserimento lavorativo e civile dei cittadini romeni occupati nei nostri settori di rappresentanza sindacale, a cominciare da quello delle costruzioni, dove sono numerosissimi. I dati delle Casse Edili del Veneto ci dicono che su 70.000 iscritti nel complesso gli stranieri sono 29.000 di cui 7.000 sono i romeni: in pratica 1 edile su 10 è cittadino romeno.”

Dall’incontro è emerso il reciproco interesse a cooperare su due linee di attività: la formazione professionale per migliore le competenze ed il mestiere degli edili romeni e quindi le loro condizioni di lavoro e l’informazione in materia di diritti sul lavoro, sicurezza, diritti sociali anche tramite la pubblicazione e la distribuzione di stampati e altri materiali di comunicazione in lingua italiana e romena.
“La Filca del Veneto- sottolinea Federico- si sta organizzando per essere sempre più corrispondente e rappresentativa di questa realtà dell’immigrazione. Sono già molti i nostri delegati sindacali stranieri e a Treviso abbiamo anche un operatore sindacale romeno, l’amico Rau Gheorghe Geani”.

Fonte: Cisl Veneto

Resoconto della Preghiera Ecumenica


FROSINONE
 Si è svolta venerdì sera la Celebrazione Ecumenica organizzata in occasione della "Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani" che si concluderà oggi. Dopo i Vespri Ecumenici celebrati mercoledì nella Co-Cattedrale di Veroli cui hanno partecipato Mons. Nino di Stefano, l'Archimandrita Simeon del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli e la Rev. da Daniela Tralli, pastore della Chiesa Evangelica Battista. Una gremita chiesa di San Paolo Apostolo, in Frosinone, ha accolto la processione che, dall'esterno della struttura, ha attraversato la navata centrale sino all'altare. La Celebrazione Ecumenica è stata presieduta dal vescovo cattolico Ambrogio Spreafico e da Mons. Siluan, vescovo ortodosso romeno in Italia. E, nel segno dell'unità, vi hanno partecipato anche la Rev.da Hiltrud Stahlberger – Vogel, pastore della chiesa evangelica valdese di Ferentino, la Rev. da Daniela Tralli, pastore della Chiesa Evangelica Battista di Veroli e padre Ciprian Baltag, parroco della chiesa ortodossa romena di Frosinone, con le rispettive comunità. La preghiera – animata dal coro diocesano – è stata scandita dall'ascolto del capitolo 24 del Vangelo di Luca: dapprima, i vv. 1 – 12 con Mons. Siluan che, nella sua omelia ha voluto sottolineare il significato di cosa vuol dire essere "credenti", ovvero fondare la propria fede sul vedere, toccare, sentire. La Divina Liturgia rappresenta la sintesi di queste tre dimensioni che sono anche la base della testimonianza cristiana. Mons. Spreafico, invece, ha riflettuto sui vv. 13 – 35 richiamando l'attenzione dei presenti sulla difficoltà di vivere guardando oltre le divisioni di tutti i giorni quando, invece, "noi cristiani, testimoni del risorto" dovremmo essere "segno di quell'unità della famiglia umana che Dio ha voluto fin dalle origini del mondo". Poi, la Celebrazione è proseguita con lo scambio della pace, la recita del Credo Niceno – Costantinopolitano e le intercessioni invocate da padre Baltag, dalla Rev.da Stahlberger – Vogel, dalla Rev. da Tralli e da don Giorgio Ferretti con preghiere per la pace, gli stranieri, per le popolazioni colpite dalla guerra e per quella di Haiti sconvolta dal recente sisma. Davvero una bella serata, durante la quale si è potuto "condividere questa nostre fede di cristiani", come sottolineato da Mons. Siluan mediante "la preghiera che unisce nel profondo anche se siamo ancora divisi, perchè unisce al cuore di Dio, ai suoi sentimenti e pensieri, ma soprattutto al suo amore che sana le ferite della divisione", come ha ricordato Mons. Spreafico. Omelia di Mons. Spreafico Care sorelle e cari fratelli, eccellenza carissima Mons. Siluan. Grazie per essere qui con noi questa sera, lei che è pastore dei fedeli della Chiesa ortodossa di Romania che sono in Italia. La saluto con amicizia e con lei saluto tutti i cristiani romeni che sono qui questa sera. Conosco la vostra Chiesa e il vostro patriarca e so della fecondità della vostra vita cristiana dopo lunghi anni di persecuzione e di difficoltà. Grazie anche a voi, pastori i di altre confessioni cristiane. La vostra presenza è segno dell'anelito comune verso l'unità. La preghiera unisce nel profondo anche se siamo ancora divisi, perchè unisce al cuore di Dio, ai suoi sentimenti e pensieri, ma soprattutto al suo amore che sana le ferite della divisione. Noi cristiani, testimoni del risorto, siamo un segno di quell'unità della famiglia umana che Dio ha voluto fin dalle origini del mondo. Ma come vivere e costruire questa unità, quando non riusciamo talvolta neppure ad essere uniti nella vita di ogni giorno, là dove siamo, con i nostri vicini, concittadini, ancora meno con chi ci è estraneo? Non accettiamo anche noi troppo facilmente la divisione, anzi talvolta ne siamo complici o causa, quando prevale lo spirito di rivalsa, la litigiosità, l'inimicizia, il distacco, la violenza delle parole o delle azioni? Di fronte a questo spirito che sembra pervadere la nostra società, si rimane spesso tristi e rassegnati, come i discepoli di Emmaus. Il Signore ci appare allora lontano dai problemi e dalle difficoltà di ogni giorno e finiamo per vivere come se lui non ci fosse. Ma oggi Gesù si avvicina a ciascuno di noi, preso dai suoi pensieri e dalle sue tristezze e ci parla con affetto: "Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti!" Sì, noi talvolta siamo stolti e lenti di cuore, perchè siamo presi da noi stessi, dai nostri piccoli drammi quotidiani e ci dimentichiamo di tutto quanto ascoltiamo nella parola di Dio, di quel Signore sofferente che va verso la croce e che ci aiuta a guardare lontano, verso le gente che soffre più di noi. Finalmente il Signore ci distoglie da quell'abitudine stolta a guardare sempre noi stessi e ci parla di lui e risveglia in noi il desiderio di rimanere con lui: "Resta con noi, perchè si fa sera e il giorno ormai è al tramonto". "Resta con noi", Signore, diciamo questa sera, perché abbiamo bisogno di capire da te come vivere, perchè senza la tua parola e la tua compagnia ci perdiamo dietro noi stessi e ci dividiamo dagli altri. Tu hai voluto che noi fossimo uniti nel tuo nome. Non permettere che i semi della divisone, frutto dello spirito del male, si impadroniscano dei nostri cuori e ci conducano lontano da te. Ma dove incontrarti Signore e dove riconoscerti? Tu ti sei seduto a tavola con quei discepoli delusi e tristi, hai preso il pane e, dopo aver recitato la benedizione, lo hai spezzato e dato loro. In quel momento si aprirono i loro occhi e ti riconobbero. E' l'Eucaristia della domenica che ci unisce e ci fa incontrare con te. Lì noi ti riconosciamo come l'amico e il Signore della nostra vita. Ascoltando la tua parola, il nostro cuore comincia ad ardere, riprende vita, riprende a battere dello stesso amore che tu ci hai insegnato. Così vinciamo quella rassegnazione triste che ci vorrebbe sempre uguali a noi stessi, lamentosi e prepotenti, pronti a chiedere ma poco disposti a dare. Grazie, Signore, perchè non ti tiri indietro davanti alle nostre miserie e difficoltà, ma ci vieni incontro per aiutarci a vivere con te, ad incontrarti ogni domenica, ad ascoltarti nella tua parola. Grazie perchè anche il nostro cuore comincia ad ardere e ci sentiamo più ripieni di speranza e di amore. Come quei discepoli donaci di comunicare la gioia dell’incontro con te a tutti, perchè la tua risurrezione cambi la nostra vita e rinnovi il mondo intero. Donaci di vivere quell'unità per la quale tu hai pregato. Questa sera sentiamo nascere in noi sentimenti nuovi, più umani, più in sintonia con quell'amore che tu Signore ci hai insegnato. Siamo diversi, giovani e grandi, uomini e donne, italiani e stranieri, deboli e più forti, ma sentiamo che la preghiera ci rende più vicini nonostante le nostre diversità, uniti dall'amore del Padre. Forse siamo un pò tutti orfani, perchè facilmente ci perdiamo dietro noi stessi, incapaci di farci guidare e aiutare. Insegnaci a dire "Padre nostro" per vivere come tuoi figli, e tra noi come fratelli, perchè il mondo sia migliore e più umano.

Fonte: Ultimissime

Donna sparita da tre giorni. La figlia: aiutateci a cercarla, parla solo rumeno

PAVIA. Scomparsa nel nulla da tre giorni. E’ la storia di Lucretia Grecu Bodoros, una romena di 67 anni che abita con la figlia Michela in viale Cremona 123. La donna, malata di Parkinson, giovedì scorso aveva raggiunto i familiari a Pavia, la mattina dopo si è allontanata.

Un automobilista l’ha vista verso l’una e un quarto di venerdì scorso sulla tangenziale est tra le uscite di viale Cremona e viale Lodi. La donna romena stava camminando con il suo borsone nero in mano. Poi il buio assoluto.

«Siamo molto preoccupati - spiega la figlia - perchè potrebbe essere successo qualsiasi cosa. Tra l’altro ha lasciato a casa le pastiglie per curare il Parkinson e senza quelle i suoi movimenti diventano sempre più lenti prima di bloccarsi definitivamente. Speriamo non sia successo nulla di grave ma non riesco proprio a capire come abbia potuto trascorrere tre notti fuori casa».

Michela Grecu abita a Pavia da oltre dieci anni con il marito romeno. I due, che hanno un figlio di quattro anni, lavorano e si sono integrati perfettamente in città. Nei giorni scorsi sono ritornati in Romania per andare a prendere la madre di lei che soffre di Parkinson. «Abbiamo preferito che si trasferisse da noi - spiega la donna - così la potevamo curare meglio. E la presenza del nipotino di quattro anni poteva essere uno stimolo positivo. Siamo ritornati a Pavia giovedì pomeriggio verso le 18, dopo un lungo viaggio in auto».

La donna ha trascorso una notte tranquilla e, venerdì mattina, la figlia e il genero sono usciti per andare a lavorare. «Sono rientrata verso mezzogiorno - continua il racconto di Michela Grecu - e mia mamma era scomparsa. La porta era aperta e mancava il suo borsone da viaggio con i vestiti».

Lucretia Grecu indossava un giubbotto bordeaux con un cappuccio, pantaloni e scarpe nere. Oltre al borsone la donna ha preso anche una borsetta e cento euro in contanti.

«Ho chiamato mio fratello - continua il racconto della figlia - e abbiamo subito avvisato i carabinieri e i vigili urbani. Verso l’u na e mezza ci hanno richiamati i vigili dicendo che qualcuno l’a veva vista che camminava sulla tangenziale. Ci siamo precipitati sul posto ma di mia madre non c’era nemmeno l’ombra. L’abbiamo cercata anche durante il fine settimana. Abbiamo visitato tutte le cascine vicino al posto dove l’avevano vista ma non abbiamo trovato altre tracce. Sembrava svanita nel nulla. Domenica abbiamo esteso le ricerche anche a Milano con gli stessi risultati».

Fonte: La Provincia Pavese

Immigrati contagiosi? I dati del Naga dicono di no

Le malattie degli immigrati irregolari sono pericolose per gli italiani? I dati del Naga dicono di no.

Milano, 25/01/2010
I cittadini stranieri irregolari sono affetti da malattie rischiose per gli altri più degli italiani, e di conseguenza ci espongono a rischi di malattia superiori a quelli cui siamo abitualmente esposti? L’indagine, svolta dal NAGA in collaborazione con un gruppo di medici di Medicina Generale di Monza, cerca di rispondere a questa domanda attraverso un confronto.

Nel mese di ottobre 2009 tutte le diagnosi, 974, effettuate ai cittadini stranieri irregolari che sono stati curati presso l’ambulatorio NAGA, sono state confrontate con 981 diagnosi effettuate a pazienti italiani di pari età che si sono rivolti ad ambulatori di Medicina Generale di Monza.

“In ospedale, nelle camere di degenza, o nelle sale d’attesa degli ambulatori medici, quando è presente un immigrato sono stato più volte avvicinato da pazienti italiani che, sottovoce, mi hanno chiesto: Dottore, non sarà pericoloso? Chissà quali malattie avrà! Chissà quali malattie ci trasmetterà!” dichiara Guglielmo Meregalli medico specialista in Pneumologia e in Allergologia e volontario del NAGA. “Da richieste di questo tipo è nata l’idea di svolgere un confronto tra le patologie di “noi” italiani e quelle dei cittadini stranieri irregolari che ogni giorno incontriamo al Naga, un confronto che ha permesso di raccogliere risultati di estremo interesse e che, ancora una volta, sfatano i pregiudizi più diffusi in questi ambiti” prosegue il Dott. Meregalli “dai dati raccolti, infatti, possiamo affermare che complessivamente non ci sono differenze significative circa le patologie riscontrate nei cittadini stranieri irregolari e nei pazienti italiani”.

Su una popolazione tra i 18 ed i 50 anni lo studio del NAGA,ha indagato le seguenti aree: apparato osteomuscolare, respiratorio, gastroenterico, cardiovascolare, genitourinario, problemi ginecologici, malattie metaboliche, malattie psichiche, malattie trasmesse sessualmente, malattie gravi e tubercolosi.

I risultati, su pazienti di età media di 35 anni al Naga, e di 36 presso gli ambulatori di Monza, dimostrano che le malattie ginecologiche, dell’apparto genitourinario, cardiovascolari, metaboliche ed endocrine incidono egualmente nella popolazione immigrata irregolare e in quella italiana. Invece le malattie respiratorie, gastroenteriche e psichiche e le malattie gravi sono meno presenti negli immigrati irregolari rispetto agli italiani; solo i dolori articolari ed ossei e le malattie della pelle, queste ultime meno rilevanti in termini di salute, sono maggiori tra i cittadini stranieri irregolari.

“In conclusione la ricerca svolta permette di confermare la cosiddetta Teoria del Migrante Sano” afferma Il Dott. Stefano Dalla Valle della direzione sanitaria del Naga e coautore della ricerca, “ovvero il fatto che ci troviamo di fronte ad una popolazione sostanzialmente giovane e sana su cui vanno a incidere fattori di rischio comuni in situazioni di povertà.

Le precarie condizioni di vita, di lavoro, la mancanza di informazioni e lo scarso accesso alle strutture sanitarie gravano pesantemente sul benessere dei migranti, portando ad esaurimento il “patrimonio di salute” di cui l’immigrato è portatore” prosegue il Dott. Dalla Valle.
“L’erosione nel nostro Paese di questo patrimonio di salute ci sembra il fattore più rilevante e grave, non il pericolo di diffusione di malattie nei confronti dei cittadini italiani”.

Fonte: Confini OnLine

Italiani all’estero


Oggi torno dal mio quinto viaggio in Romania, e come sempre c’è molta contentezza (torno a casa dalla mia famiglia, che diamine!) e un po’ di malinconia… che non è proprio malinconia, è una sorta di rabbia e impotenza per le cose che vedo e che succedono, in azienda e fuori.

Gente normale, che viene da 45 anni di dittatura, che viene trattata da noi “civilizzati” come servi. O laureati costretti a fare da segretari o magazzinieri. Già, noi italiani all’estero siamo proprio bravi.

Ci lamentiamo che le strade rumene sono sporche e poi buttiamo i mozziconi dai finestrini. Andiamo al ristorante italiano perché non ci fidiamo della cucina rumena, quando basterebbe assaggiarla una volta: ho mangiato un ottima “Ciorba da burta” (cioè minestra con la trippa), basta sapere che ci va un po’ di aceto e di salsa di rafano, altrimenti ha un saporaccio… e che non si deve esagerare col rafano!

Ci lamentiamo che la moquette dell’albergo è sporca e che le stanze fanno schifo ma tanto ci rimaniamo solo 8 ore per dormire. E paghiamo 50 euro notte e colazione per andare a bere il cappuccino al bar italiano e “perché c’e la wireless” che tanto non usiamo.

Ma noi siamo “Grandi nella testa”, come dice mio papà.

Andare in una pensione dignitosa da 10 euro a notte? nooooo troppo difficile.

Pretendiamo di andare in Romania a insegnare tutto, quando dei rumeni non sappiamo niente. Non sappiamo neanche la loro forma di governo ma pretendiamo che imparino l’italiano… e loro lo imparano, mica come noi che dopo anni in Romania sappiamo a malapena dire “Buna Ziua”.

E loro l’inglese lo parlano, tutti, anche il nonnetto all’edicola, e noi invece, che diciamo sorry al posto di excuse me…

D’altronde l’Italia e la patria degli Allevi, che l’umiltà non sanno neanche dove abita.

Fonte: Blog Musica Computer e Dintorni

România, pe locul 2 în Uniunea Europeană în privinţa evaziunii fiscale


România se clasează pe un nedorit loc doi, în Uniunea Europeană, la evaziune fiscală. Aşa rezultă dintr-un studiu efectuat la cererea unei asociaţii cetăţeneşti italiene, pe baza datelor publicate de organele fiscale din statele Uniunii.

Potrivit studiului, în România, peste 42% din veniturile impozabile nu sunt declarate. Ţara noastră este întrecută doar de Italia, unde proporţia veniturilor nedeclarate este de 51%. România este urmată de "Evaziunea fiscală a devenit sportul cel mai popular în rândul italienilor", a comentat preşedintele asociaţiei care a comandat studiul.

Sursa: Antena 3

martedì 26 gennaio 2010

Inter-Sisal: per i bimbi di Romania e Haiti


MILANO - È tutto pronto per la grande asta organizzata da F.C. Internazionale e Sisal Match Point, top gold sponsor nerazzurro e match sponsor di Inter-Milan. Stamane, al centro sportivo "Angelo Moratti", José Mourinho e i calciatori hanno autografato - con certificazione fotografica e video - i 22 stendardi utilizzati domenica sera allo stadio "Giuseppe Meazza".

La vittoria dei nerazzurri è stata anticipata dalla speciale coreografia che ha accompagnato l'annuncio della formazione. Si tratta di stentardi nerazzurri, ideati da Sisal, con numeri e nomi di maglia, 4 metri per 2 di passione vera che - come sempre - ha un fine benefico. Infatti F.C,. Internazionale e Sisal Match Point hanno condiviso il progetto di devolvere il ricavato dell'asta a favore del progetto Inter Campus Romania e dei bambini di Haiti (attraverso organizzazioni già attive sull'isola colpita dal terribile sisma).

Durante l'evento saranno inoltre battuti altri oggetti presenti al "WinterStore", il negozio nerazzurro dove si svolgerà l'asta e che si trova a Milano in piazza San Babila angolo c.so Venezia. La data? Presto l'annuncio ufficiale, certamente entro il 28 febbraio 2010, ma ora è importante prepararsi, raccogliendo il più possibile per aggiudicarsi gli stendardi dei vincitori del derby: aziende, semplici tifosi, Inter Club, collezionisti di oggetti preziosi che già fanno parte della storia del campionato italiano.
Fonte: Inter.it

lunedì 25 gennaio 2010

La7 propone i film 'Ultimo treno' e 'Train de vie'

Rispettivamente domani alle 21.30 e il 27 gennaio alle 18

Roma, 23 gen. (Apcom) - In occasione del decimo anno della 'Giornata della memoria', La7 dedicherà, nel corso della settimana, diversi spazi del suo palinsesto in ricordo di tutte le vittime dell'Olocausto.[...]

Nel Giorno della memoria, invece, mercoledì 27 gennaio, La7 propone, in ricordo della Shoah, un intero pomeriggio: alle 14 va in onda il film per la tv 'Fuga da Sobisor' di Jack Gold che racconta la fuga di centinaia di prigionieri da un campo di concentramento della Polonia orientale. A seguire, il documentario di La7 Doc 'The Sworn To Secrecy - Il segreto dell'Olocausto', che mostrerà immagini e testimonianze ancora poco note al grande pubblico.

Infine, alle 18, sarà la volta di 'Train de vie' diretto e sceneggiato dal regista franco-rumeno Radu Mihaileanu e vincitore nel 1998 del David di Donatello come miglior film straniero. Una pellicola che affida alla favola il compito di raccontare l'Olocausto, coniugando così dramma, avventura e umorismo tipicamente yiddish. Protagonisti, gli abitanti di uno shtetl dell'Est europeo che nel 1941 organizzeranno una straordinaria messa in scena per sfuggire ai nazisti

Fonte: Virgilio Notizie

Criza imigrantilor in Italia: cazul romanilor din Prato. Stefan Stanasel: “Tot mai multi romani cumpara case si cer cetatenia”


Conflictul dintre imigrantii africani si locuitorii orasului Rosarno, in Calabria - regiune din sudul Italiei, pare a fi deschis o cutie a Pandorei. Telejurnalele au transmis imagini cu furia localnicilor dezlantuita asupra imigrantilor, evacuati in autobuze ale politiei sau trimisi direct in spitale. “Sa plece acasa toti strainii!” - este una din replicile care au fost auzite deseori in ultimele saptamani.

Emisiunea saptamanala “Terra!”, de pe Canale 5 - unul din cele mai importante posturi tv din Peninsula, a prezentat cazul a trei orase italiene care se confrunta cu o reactie a localnicilor impotriva imigrantilor: Rosarno, Prato, Milano. Orasul Prato - din regiunea Toscana, a fost prezentat ca fiind o localitate “victima” a invaziei strainilor, in special a imigrantilor chinezi.

Despre situatia de la Prato si viitorul celor circa 150 000 de romani din regiunea Toscana, in actualul moment de criza, am vorbit cu Stefan Stanasel, om de afaceri cu cateva zeci de angajati, reprezentant al comunitatii si consilier onorific al primarului din oras, Roberto Cenni. La sfarsitul discutiei, concluzia a fost ca, la Prato, cel putin, bilantul integrarii romanilor este unul pozitiv.

“Da, am cunostinta de situatia de la Prato. Parerea mea este insa ca anumite relatari din presa si in special in materialul prezentat la emisiunea “Terra!” sunt doar partial adevarate. La Prato traiesc aproape 5000 de romani. Multi lucreaza pe cont propriu, si-au pus pe picioare o afacere: exista peste 250 de societati deschise si gestionate de conationali, fara a socoti pe cele in care romanii sunt asociati. Bineinteles, ceilalti romani lucreaza in sectoare deja cunoscute: asistenta personala sau constructii.”

Numerosi romanii din Prato, asa cum s-a vazut si la concertul de muzica populara de la sfarsitul lunii noiembrie, participa la evenimentele organizate de diferite asociatii, atragand si atentia presei locale. “Colaboram foarte bine cu doua asociatii de romani, “Latinità” si “Miorita”. La concertul din iarna trecuta au venit peste 1500 de romani, a fost un succes pe toata linia”, asigura Stanasel.

In politica
Integrarea romanilor in viata sociala si mai ales politica a orasului a inceput, insa, la ultimele alegeri administrative, cand majoritatea conationalilor a sustinut candidatura actualului primar, Roberto Cenni, dupa cum ne explica Stefan Stanasel: “Dupa 63 de ani de guvernare de stanga, la ultimele alegeri a castigat dreapta, sustinuta si de comunitatea de romani”.

Diferenta dintre cei doi candidati a fost de 800 de voturi, iar la urne s-au prezentat aproape 500 de romani cu resedinta. La anuntarea rezultatelor, langa noul primar se afla Stefan Stanasel, caruia Cenni i-a multumit in mod public pentru sustinere, iar in iulie 2009 l-a numit consilierul sau personal pentru comunitatea de romani.

“Aici radio in limba romana!”
“Cu primaria avem un raport foarte bun si constructiv - asigura noul consilier - saptamana trecuta am primit aviz favorabil din partea cosiliului primariei pentru a obtine un local pe care sa-l transformam intr-un punct de intalnire pentru comunitate, mai precis un centru cultural. Apoi, impreuna cu autoritatile regionale si nu numai, lucram la un proiect media pentru romani: 8 ore de emisie radio exclusiv in limba romana, proiect care va demara in luna august, pe modelul Radio Torino International”. Stanasel este chiar unul din sponsorii noului post de radio.

Parohie noua
Insa cea mai mare realizare a comunitatii de romani din Prato este inaugurarea, la sfarsitul anului trecut, a parohiei ortodoxe Sfanta Mare Mucenita Anastasia Romana, cu hramul pe 22 decembrie. “Vreau sa-i multumesc pe aceasta cale PS Siluan - episcop al Italiei, care ne-a ajutat sa infiintam parohia noastra ortodoxa la Prato, avandu-l ca preot paroh pe parintele Ionica Saghin. De la episcopia catolica, cu care avem relatii foarte bune, ne-a fost pusa la dispozitie, in mod gratuit, o biserica renovata complet, cu o capacitate de 1500 de persoane, pentru oficierea slujbelor”, precizeaza Stanasel.

Romanii cumpara case
Facand o retrospectiva a ultimilor ani, concluzia pare a fi ca toti cei 5000 de romani de la Prato au o convietuire fructuoasa si pozitiva cu gazdele italiene. “Nu au esistat episoade de rasism sau xenofobie. Imi amintesc ca un jurnalist m-a sunat, odata, la miezul noptii sa-mi spuna ca o tiganca romanca a ucis un italian. M-am dus la spital si acolo am aflat ca era vorba despre o tiganca cu cetatenie italiana. I-am amenintat ca le fac cauza pentru daune de imagine. Si-au cerut scuze pentru confuzie, iar de atunci incolo ma suna atunci cand au de scris despre romani”, asigura Stanasel.

El crede ca multi dintre romanii care traiesc in Toscana si chiar in Italia vor decide sa se stabileasca in Peninsula. “Din ceea ce am vazut in ultimii 2- 3 ani, imi dau seama ca tot mai putini sunt cei care vor sa se intoarca. Zeci de romani cumpara casa aici si, in curand, vor cere cetatenia italiana, sunt sigur. Saptamana viitoare avem o intalnire cu reprezentanti ai romanilor si un consortiu lider in constructii; vom discuta exact despre proeicte de case pentru romani. Va fi prezent si primarul Cenni, care va fi un fel de garantie pentru conationalii nostri”.

Basescu invitat la Prato
Primarul Roberto Cenni pare atat de apropiat de comunitatea de romani, incat a decis sa-l invite pe presedintele Basescu la Prato, in cursul acestui an. “Nu pot spune mai multe, dar stiu ca invitatia a fost facuta cabinetului presedintelui, asteptam un raspuns cat de curand”, declara Stanasel. Si, ca orice intreprinzator, nu uita sa faca o urare adresata mediului de afaceri italian, dar care poate fi inteleasa si in sens larg: “Am intrat impreuna in criza, impreuna vom iesi din criza!”

Sursa: HotNews

Sârbii deschid drumul şoferilor români spre Italia


Vecinii noştri au alocat deja fonduri pentru construirea unei autostrăzi care va face legătura între Bucureşti şi Bari (Italia).

Sârbii încep în această primăvară construcţia unui coridor de transport rutier care va lega Belgradul de coasta de sud a Mării Adriatice şi de graniţa cu România. Supranumit “4B” pentru că va lega într-un final patru oraşe al căror nume începe cu această literă: Bari (Italia) - Bar (Muntenegru) - Belgrad (Serbia) - Bucureşti (România), acesta va asigura principala legătură rutieră între ţara noastră şi Italia.

400 de kilometri pe teritoriul sârbesc
Anunţul a fost făcut săptămâna trecută de ministrul sârb al infrastructurii, Milutin Mrkonjic. Conform acestuia, Serbia va începe lucrările în luna martie. “Este vorba despre o şosea care pleacă din Timişoara, prin Vrsac, Belgrad, Cacak, apoi prin Podgoriţa şi Bar, ajungând deci în Muntenegru, de unde se poate asigura o legatură către Bari, în Italia”, a spus ministrul.

Când va fi gata, autostrada de la graniţa României şi până la Bar va număra aproximativ 560 de kilometri, din care 400 pe teritoriul sârbesc, iar 160 de kilometri în Muntenegru.

Potrivit autorităţilor sârbe, pe teritoriul României autostrada ar avea o lungime de circa 100 de kilometri - de la graniţă până la autostrada Arad -Timişoara, parte a Coridorului IV paneuropean.

Noul coridor european a făcut parte din agenda discuţiilor preşedintelui sârb, Boris Tadici, cu ocazia vizitei sale în Italia şi întâlnirii oficiale cu omologul său, în decembrie 2009.

Reprezentanţii Italiei insistă pentru acest proiect, spun oficialii sârbi, deoarece va fi foarte util în transportul mărfurilor şi va aduce o importantă dezvoltare economică zonelor traversate. În ceea ce îi priveşte pe români, aceştia vor avea la dispoziţie inclusiv o rută civilizată pe care să o abordeze dacă vor să-şi petreacă vacanţele pe coasta dalmată a Mării Mediterane, susţin autorităţile sârbe.

„Gata în câţiva ani”
“Coridorul XI este un coridor nou care, pe lângă Coridorul X european, ce trece deja prin Serbia, are o importanţă majoră pentru ţara noastră. De aceea, lucrările au fost planificate să înceapă în primăvara acestui an, iar o bună parte din mijloacele necesare sunt deja prevăzute în bugetul Serbiei”, a declarat Jovica Zarkula, secretar de stat din Ministerul Infrastructurii de la Belgrad.

El a adăugat însă că nu poate avansa în numele Serbiei un termen până la care se vor finalize lucrările, pentru că ele depind, în fapt, de patru ţări. „Proiectul se preconizează să fie finalizat în câţiva ani, timpul efectiv nu depinde numai de Serbia, ci şi de celelalte ţări, ale căror guverne sunt cointeresate şi care vor trebui să asigure fondurile necesare”, a mai spus oficialul.

Potrivit lui, guvernul de la Belgrad consideră proiectul ca fiind unul de maximă importanţă, astfel că şi alocările bugetare vor fi pe măsură. „Proiectul este considerat de maximă prioritate în ceea ce priveşte investiţiile capitale, practic, o parte din lucrările de pe teritoriul Serbiei, respectiv sectorul Belgrad - Ljg, au deja finanţarea asigurată”, a adăugat Jovica Zarkula.

El a dat ca exemplu construirea centurii ocolitoare a oraşului Vrsec, unde au fost alocate 13 milioane de euro încă de anul trecut. Viitoarea autostradă include definitivarea centurii ocolitoare a Belgradului, realizarea unei centuri similare la Vrsec (cel mai apropiat oraş de graniţa cu România), a unui nou pod peste Dunăre în zona Bolec şi un nod rutier la Bubanj.

Cale ferată
Proiectul va dubla autostrada cu o cale ferată, pe exact acelaşi traseu. Până la Belgrad există cale ferată electrificată, iar în ceea ce priveşte porţiunea dinstre capitala Serbiei spre România (Belgrad - Vrsec - graniţa cu România) proiectul a fost finalizat, cel mai apropiat oraş sârb de graniţa ro mâ nea scă defininduse astfel ca un centru regional al Serbiei.

COMUNICARE EXTERNĂ

Luaţi pe nepregătite
Intenţia Serbiei privind construcţia noului coridor este o surpriză pentru autorităţile române. „Nu ştiu nimic despre acest proiect. Este pentru prima dată când aud de el”, ne-a spus Dorina Tiron, şefa Companiei Naţionale de Autostrăzi şi Drumuri Naţionale din România (CNADNR).

Tiron ne-a precizat că, în acest an, compania nu are bugetat pentru cei aproximativ 100 de kilometri de autostradă care ar trebui să facă legătura cu Coridorul IV paneuropean. „Noi avem studiile de fezbilitate trimise la Bruxelles şi aşteptăm finanţare pentru tronsoanele de pe Coridorul IV. În acest an, vrem să organizăm licitaţiile pentru constructori, aşa încât la finele anului să avem încheiate contractele”, ne-a spus directorul general al CNADNR.

Potrivit site- ului companiei, construcţia autostrăzii între Nădlac şi Piteşti se află în diferite faze. În acest an, vor fi finalizate lucrările la centura ocolitoare a municipiului Sibiu şi Arad. De la Nădlac până la Piteşti, autostrada va avea 437 de kilometri, costurile de construcţie fiind estimate la peste 6,3 miliarde euro.

La fel de uimiţi de noul coridor european au fost şi transportatorii români. Augustin Hagiu, preşedintele Federaţiei Operatorilor Români de Transport (FORT), ne-a declarat că iniţiativa este una de lăudat.

„O astfel de rută este foarte benefică şi scuteşte foarte mult din ruta de acum pe relaţia Italia, prin Bulgaria şi Grecia”. Întrebat dacă a mai auzit de acest coridor, preşedintele FORT a răspuns că nu.

Sursa: Evenimentul zilei

Al via da marzo il collegamento Firenze-Bucarest di Blue Air

21/01/2010
Ritorna il volo Firenze-Bucarest. Blue Air lancia a partire dal prossimo 28 marzo il volo dal capoluogo toscano verso la capitale rumena, dopo alcuni anni di assenza. Il collegamento sarà operativo con 5 frequenze settimanali, con partenza da Firenze alle 11 e arrivo a Bucarest alle ore 15. "È un passo importante per la nostra compagnia. Offriremo un collegamento diretto con Bucarest ad una regione come la Toscana che ospita una comunità di romeni consistente, oltre ad un cospicuo numero di imprenditori toscani molto attivi sul territorio romeno - dichiara Davide Strinna, direttore marketing della compagnia -. Firenze inoltre è una destinazione molto richiesta dal pubblico romeno, essendo una delle citta' d'arte e cultura tra le più conosciute in Romania assieme a Roma e Venezia. La Toscana, era chiaramente una assenza importante sulla mappa.

Fonte: TTG News