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sabato 31 dicembre 2011

La Cgil :«Quella bambina ha diritto alla sanità»

L’Ufficio Migranti del sindacato interviene sul caso della piccola italo-rumena «Un’altra analoga vicenda la risolse il questore, che vogliamo ringraziare»

Ls Cgil interviene sul caso della bimba di nove (vedi la Nuova del 17 dicembre) che è rimasta senza tutela sanitaria. Poichè alla mamma, una rumena di 30 anni, è scaduta la tessera sanitaria (a causa della perdita del lavoro) automaticamente anche la figlia, nata in Italia, ha perso dalla sera alla mattina il diritto ad avere un pediatra e ad essere curata per la patologia di cui soffre.

«La legge di riferimento dei cittadini comunitari (D.l, 30 e 32 del 2007 e circolari applicative), riconosce il diritto alle cure urgenti per coloro che sono privi della tessera sanitaria, che si ottiene in via generale, nel caso in cui la persona lavori. Ma «il caso della cittadina in questione e della sua bambina - dica la nota dell’Ufficio Migranti Cgil - solleva un annoso problema attinente il diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 nostra stessa Costituzione, e che ogni essere umano dovrebbe vedersi garantito: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. Ma ciò che bisogna considerare in primo luogo è la suprema tutela della salute, in senso lato, dei bambini, tutela sancita anche dai trattati internazionali ratificati dall'Italia, cui una società civile non può derogare».

La Cgil ribadisce il suo impegno nel far si che diritti indispensabili vengano sempre garantiti alle persone, soprattutto se in difficoltà, e per questo rinnova l'invito a rivolgersi all'Ufficio Migranti di Piazza Verdi 5 a Ferrara.

A questo proposito la Cgil ricorda il caso seguito da questo sindacato e pubblicato sulla Nuova Ferrara, relativo all'ottenimento di un permesso di soggiorno per motivi umanitari da parte di un cittadino straniero.

«Il nostro ringraziamento - specifica il comunicato sindacale - va dunque al Questore di Ferrara, che in quella occasione ha saputo dare corretta interpretazione ad una normativa contraddittoria e talvolta schizofrenica, quale è il testo unico dell’Immigrazione, attuando il precetto costituzionale sopra citato e trasformando così in fatti concreti quelle che altrimenti resterebbero solo norme programmatiche e mere dichiarazioni d'intenti».
Un comportamento che rappresenta, crediamo, un importante esempio di civiltà e che deve servire per ravvivare la nostra democrazia nel rispetto dei diritti inviolabili dell'uomo.

Il caso della bimba rimasta senza sanità è stato sollevato dall’associazione “C’è vita e vita”, in particolare dal responsabile Massimo Martinelli, con il quale l’Asl ha preso contatto per rintracciare mamma e figlia e vedere se c’è una scappatoia legale.

La mamma vorrebbe che almeno per la figlia di trovasse una soluzione.
23 dicembre 2011

Fonte: La Nuova Ferrara

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