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domenica 11 dicembre 2011

Ortodossi romeni, presenza sempre più viva. Eventi in occasione della consegna della chiesa di S. Fiorenzo a Perugia

Si sono concluse le celebrazioni svolte a Perugia dalla comunità romena in occasione della consegna, per uso liturgico, della chiesa di San Fiorenzo alla parrocchia ortodossa romena guidata da padre Jonut Radu. Ne avevamo dato notizia nel numero precedente. Qui aggiungiamo che tutto si è svolto con grande partecipazione di persone, sia di romeni che di italiani.

Tra i momenti fondamentali: sabato 26, l’inaugurazione di una mostra fotografica sulla vita e la cultura romena - mostra aperta tuttora nella sala del Dottorato delle logge di san Lorenzo -, alla presenza dell’ambasciatore di Romania presso la Santa Sede e del vescovo della diocesi ortodossa romena d’Italia, mons. Siluan Span. Era presente anche il fotografo Corneliu - Tudor Manolache, che ha ricevuto molti complimenti anche dal nostro vescovo mons. Gualtiero Bassetti, che ha rivolto un caloroso saluto alla comunità romena. L’arcivescovo Bassetti era anche presente agli altri due momenti successivi, quello della celebrazione della messa ortodossa al mattino della domenica 27 nella chiesa di San Fiorenzo, presieduta dal Vescovo ortodosso, e la esecuzione dei canti natalizi romeni da parte della corale parrocchiale, formata da giovani romeni lavoratori e studenti, diretti da padre Radu.

Il quale, dopo una illustrazione storica fatta dal prof. Giancarlo Palombini e Georgeta Stoica e di un approfondimento religioso sul loro significato svolto da p. Hrisostom Radasanu, hanno cantato alcune colinde con grande slancio ed entusiasmo.

In queste manifestazioni è stato sempre presente il senso di una svolta nella storia dei rapporti tra Chiese cristiane, non in piena comunione, ma che professano lo stesso Credo e celebrano gli stessi sacramenti, considerati vicendevolmente validi. Mons. Bassetti ha tenuto a dire che non si tratta di gesti formali o diplomatici, ma di azioni veramente cristiane dettate da stima, rispetto e amore reciproco, in vista di una comune ed efficace testimonianza cristiana nel mondo.
2/12/2011

Fonte: La Voce

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