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venerdì 29 luglio 2011

Cultura italiana nel mondo - Italia/Romania - a Roma "I colori delle avanguardie in Romania "1910 -1950" mostra in collaborazione con Ambasciate d'Italia in Romania e rumena in Italia

" I colori delle Avanguardie. Arte in Romania 1910 - 1950": dal 3 settembre al 15 ottobre 2011 il Complesso del Vittoriano ospita una mostra che, attraverso 74 olii di 24 artisti provenienti da importanti musei della Romania, vuole ripercorrere la produzione dei grandi Maestri delle Avanguardie romene nel periodo che va dal 1910 al 1950.

"Anziché indulgere in una selezione pedante e purista che estrapolasse le opere dell'avanguardia dal loro contesto storico, quello variegato e ricco dell'arte romena della prima metà del XX secolo, questa mostra comprende un fenomeno storico e culturale straordinariamente denso e complesso, quello della coabitazione, della tensione, della discordia e delle influenze reciproche tra modernismo, avanguardismo e tradizionalismo nel periodo tra le due guerre mondiali." (Erwin Kessler).

La rassegna, a cura di Erwin Kessler, promossa dall'Ambasciata di Romania in Italia, dall'Istituto Culturale Romeno e dall'Accademia di Romania in Roma, è organizzata e realizzata da Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia.
(27/07/2011-ITL/ITNET)

Fonte: Italian Network

Sorteggio Cup Winners’ Cup, dall’urna il “gemellaggio” Noci – Targu Jiu

- Scritto il 26 luglio 2011 -
Alle 11,52 di oggi, martedì 26 luglio, l’urna della European Handball Federation designata al sorteggio del Round 3 della Cup Winners’ Cup ha decretato l’avversaria della Pallamano Intini Noci al suo debutto europeo: sarà la formazione rumena dell’Energia Lignitul Pandurii Targu-Jiu a testare l’esordio continentale della compagine pugliese del presidente Stefano Cammisa e del direttore generale Martino Conforti. L’andata si giocherà in Puglia il 26 o il 27 novembre. La gara di ritorno, invece, è in programma in Romania una settimana dopo (il 3 o il 4 dicembre).
Il sorteggio di Vienna ha così riservato al Noci la quarta testa di serie del tabellone (dietro solo alle due tedesche, Gummersbach e Flensburg-Handewitt, e alla spagnola Cai Aragon), ma soprattutto una piacevolissima coincidenza: la città di Targu-Jiu (municipio del centro-nord della Romania di poco meno di 100 mila abitanti) era già nota alla comunità nocese per un gemellaggio istituzionale tra le scuole dei rispettivi territori svoltosi nella primavera del 2010. L’avventura europea della Intini Noci, insomma, potrebbe essere occasione per rinverdire una “amicizia” tra le regioni della Murgia italiana e della Oltenia rumena.
Se per la Pallamano Noci si tratterà del debutto assoluto in Europa, per il Targu-Jiu quello di novembre sarà l’esordio in Cup Winners’ Cup dopo due partecipazioni alla Ehf Cup (2006/2007 e 2010/2011, con due eliminazioni al Round 2).
Grande successo anche per l’iniziativa del club pugliese che ha raccontato in diretta l’evolversi del sorteggio delle tre competizioni continentali sia sul proprio portale ufficiale www.pallamanonoci.it che sulla neonata Official Community, inaugurata solo pochi giorni fa dall’agenzia di comunicazione barese Solcom, sulla omonima pagina fan di Facebook.
Ufficio Stampa Pallamano Intini Noci

Canicattì, Una rete per unire le culture: vince la squadra romena e la fratellanza

     29 luglio 2011    

Grandi sorrisi, abbracci tra i partecipanti e la sensazione di sentirsi tutti vincitori. Si è concluso così il primo torneo “Una rete per unire le culture” promosso da Arci Samarcanda e Sinistra Attiva con l’intento di creare un momento di autentica integrazione tra le comunità presenti nella nostra città. L’evento è stato ospitato presso l’Oratorio Salesiano di Canicattì che ha messo a disposizione il proprio service audio-video. A confrontarsi quattro squadre: Sicilia, Romania, Attiva-Arci e Arci-Maghreb. Ad aggiudicarsi la coppa messa in palio dall’Arci e da Sinistra Attiva è la squadra rumena, che ha vinto la prima partita, contro la rappresentativa Sicilia, con il risultato di 7-1 e la finale, contro Attiva-Arci, con il risultato di 3-0. Terzo posto per Arci-Maghreb, che nella finalina ha battuto la rappresentativa “Sicilia” per 4-1. A condurre impeccabilmente le gare è stato il prof. Basilio Foti, che ha sposato in pieno l’iniziativa condividendone pienamente i principi e le finalità. Prima della partita le due squadre hanno osservato un minuto di silenzio per commemorare le ottanta vittime dell’incidente aereo avvenuto nel Sud del Marocco.
Nell’intervallo tra le partite un emozionante momento culturale. Daniel Balteanu ha presentato e declamato in lingua originale e nella traduzione italiana la poesia “Che alma triste” di Mihai Eminescu, il più grande poeta rumeno. A seguire l’ascolto di musica etnica e la proiezione di un video girato a Lampedusa e realizzato dall’Arci Samarcanda di Canicattì. Numerosi gli interventi dei partecipanti, moderati da Alberto Petix di Sinistra Attiva. Hassan Mamri ha ricordato che a Canicattì sono presenti ben quaranta diverse nazionalità, che esiste già una seconda generazione di figli di cittadini stranieri nati e cresciuti a Canicattì che si sentono, ormai, cittadini italiani ma soprattutto cittadini del mondo. Hassan ha sottolineato che Canicattì è una città molto aperta ma ha anche auspicato, insieme al Presidente dell’Arci Samarcanda Salvatore Facciponti, l’organizzazione di nuovi momenti di aggregazione culturale come il Torneo appena concluso, che peraltro si pone in continuità con l’impegno di Arci Samarcanda sul territorio di Canicattì.

Goian a Mediagol:"Che dispiacere andar via"

Intervista fatta il 25 luglio alle 19.30

Da qualche ora Dorin Goian non è più un giocatore del Palermo. Il difensore romeno è stato ceduto a titolo definitivo in Scozia, ai Rangers. Goian ha affidato le sue prime considerazioni da ex giocatore rosanero in esclusiva ai microfoni di Mediagol.it. “Intanto sono contento perché comunque per me questa che inizia adesso è una tappa nuova della mia vita dato che ho praticamente cambiato tutto, paese e modo di vita, sono entusiasta per questo e spero di fare bene”. Poi il rammarico per il trasferimento dall’Italia. “Sinceramente prevale in me anche molto dispiacere per essere andato via da Palermo – ha poi ammesso il neo centrale dei Glasgow - lì mi sono trovato davvero bene, ho trovato una squadra bellissima, i compagni di squadra tutti bravi ragazzi, professionisti esemplari, grandi calciatori e persone speciali. Per me è stato un grande piacere stare a Palermo in questi due anni e potete dunque capire bene quanto mi dispiace che sia finita”.

Fonte: MediaGol

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Esclusiva - Addio Goian al Palermo

Città di Castello, offese razziste a un sacerdote per tutta la notte: «Tornatene in Romania»

Lo sfogo di don Adrian Barsan durante l'omelia: «Perché succede questo?»
La parrocchia di San Pio X a Città di Castello
Un sacerdote rumeno, Adrian Barsan, vicario della parrocchia di San Pio X di Città di Castello sarebbe stato oggetto di cori razzisti. La notizia è riportata da La Nazione.

L’omelia E’ stato lo stesso padre Barsan domenica a lamentarsene durante l’omelia. «Per la prima volta dopo anni di servizio in questa comunità – sono le parole riportate dal quotidiano – ho desiderato di lasciarvi. La notte scorsa per 4 ore non sono riuscito a dormire: sotto la finestra della mia camera da letto un gruppo di giovani, guidati da un 40enne, forse in preda all’alcol, mi hanno svegliato e rivolto parole pesanti, insulti razziali, ingiurie». Gli avrebbero detto: «Tornatene in Romania, sei venuto a rubare gli spiccioli alle nostre vecchiette». Dal pulpito, don Adrian ha spiegato di aver raccontato tutto perché «al di là di come la si possa pensare, se i nostri giovani arrivano a fare una cosa del genere, bisogna chiederci perché». Alcuni fedeli, dopo la messa, sono andati a dimostrare la propria solidarietà al sacerdote.

Fonte:  Umbria24

Operaio romeno muore schiacciato da una pianta

Chieti (Adnkronos) - Nel terrotorio della riserva bosco di S. Antonio

Chieti, 26 lug. - (Adnkronos) - Nuovo incidente mortale sul lavoro oggi in Abruzzo si e' verificato nel pomeriggio nel bosco di Sant'Antonio ai confini del territorio del Comune di Palena(Chieti). Un operaio romeno, Stefan Borcau, di 45 anni, e' morto travolto da un albero durante alcuni lavori di disboscamento. L'uomo e' stato colpito alla testa ed al torace ed e' rimasto schiacciato dal peso della pianta. Protamente scattati i soccorsi sul posto sono intervenuti il servizio di elisoccorso del 118 e l'ambulanza ma non c'e' stato nulla da fare perche' l'operaio e' morto durante il trasporto presso il vicino ospedale di Castel di Sangro (L'Aquila). Sull'incidente la magistratura ha aperto un'inchiesta affidata al Corpo Forestale.

Fonte: Adnkronos Ign

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Esce illeso da un incidente sulla statale 162, ma viene investito. La vittima un operaio romeno

Dopo l’incidente era uscito quasi illeso dalla sua auto ma, mentre in strada stava chiedendo aiuto, è stato travolto e ucciso. Tragica fatalità poco dopo la mezzanotte sulla strada statale 162.
A perdere la vita un piastrellista romeno, Ionut Chisca, che avrebbe compiuto ventinove anni tra qualche giorno. L’operaio abitava a Mugnano di Napoli. Stava viaggiano sulla sua ”Fiat Bravo” insieme a due connazionali quando ha perso il controllo della sua vettura andando a scontrarsi prima contro il guard-rail centrale e, poi, sul margine destro della carreggiata. Abbandonato l’abitacolo attraverso il finestrino Chisca si è spostato sulla carreggiata per cercare soccorsi. A questo punto è giunta una Lancia Y guidata da un ventenne napoletano che, però, probabilmente a causa dell’oscurità, non si è accorto della presenza dell’uomo e, senza avere neppure l’opportunità di frenare, lo ha travolto.

L’operaio, scaraventato a oltre cento metri dal punto dell’ impatto, è finito sulla carreggiata opposta dove è stato investito da altri veicoli che in quel momento stavano sopraggiungendo. Sul posto sono intervenute pattuglie della Sezione Polizia Stradale di Napoli che hanno effettuato i rilievi e ricostruito la dinamica dell’accaduto. Dai test effettuati sul conducente della lancia Y è emerso che il giovane non aveva assunto alcolici.

Fonte: Il Gazzettino Vesuviano

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Genova, carcere di Marassi: scoperta distilleria in cella
Bors eggiatore sull'autobus. Al capolinea lo attendono i carabinieri

giovedì 28 luglio 2011

Don Elvis ad Avezzano il 29 luglio e il 27 agosto

DON ELVIS IS BACK”
Anche quest’estate non poteva mancare nelle piazze marsicane le strepitose performances di DON ELVIS, reduce tra l’altro, del nuovo progetto artistico del videoclip “RIDE RIDE RIDE” ( “Corri, corri, corri “) brano prettamente in inglese ma facilmente da tradurre inciso presso lo studio di registrazione FONORECORD di Emiliano Bucci con un organico locale d’eccezione : Enrico Cianciusi ( batteria ) , Walter Cianciusi e Dario Parente ( chitarre ) , Alessandro Porrini al basso, Emiliano Bucci ( tastiere ) , Daniela Di Brizio , Valeria Tuzii e Valentina Sharifa Guidobaldi ( backup vocalist ). Un country western ambientato nella “natura selvaggia” per gli amanti della musica americana che fa tornare alla mente il sound di Lynn Anderson . Le riprese , la regia e la realizzazione del clip sono state affidate alla professionalità del noto giornalista e operatore di Antenna2 , Giampietro Nonni mentre la coreografia è stata curata dalla ballerina nonché speaker di radio monte velino Valentina Sharifa Guidobaldi . Un lavoro minuzioso, all’avanguardia degno di apprezzamenti e riconoscimenti che colloca il nostro, ormai, concittadino sacerdote artista tra i big dell’industria artistica . Lo staff di DON ELVIS annuncia anche la diffusione del cd “DON ELVIS” ,uscito l’anno scorso e presente sul mercato, sui maggiori siti internet di distribuzione musicale internazionale, dall’Amazon all’ iTunes . Un altro riconoscimento accordato all’artista che riesce a conciliare brillantemente l’attività canora con gli impegni sacerdotali .

Il 29 luglio, come ogni anno , Don Elvis, insieme al suo gruppo, Francesco Marianetti ( tastiere e voce ), Enrico Cianciusi alla batteria, con il suo “braccio destro” Stefano Volpe ( batteria 2 ), Piero Di Giovancesare ( chitarra ritmica ), Fabio Di Giovancesare al basso, Mario Bisegna ( lead guitar ), Simona Lombardi, Daniela Di Brizio e Valentina Sharifa Guidobaldi ( voci ) sosterrà ad Avezzano presso il locale Les Folies in via Gramsci il suo primo esplosivo show. Ingaggiato dal gestore per due serate ( il 29 luglio e il 27 agosto ), anche quest’anno è previsto il tutto esaurito . Gli amanti del suo genere , i fedeli, i fans ma anche i curiosi potranno vederlo e sentirlo live ! Appuntamenti da non perdere !!!

PER INFO: www.antoniupetrescu.com

lunedì 25 luglio 2011

Fanfara Ciocarlia la Festivalul "Vincoli sonori"


Miercuri 27 iulie de la orele ore 21.30 la Certosa Reale din via Pastrengo la Collegno va avea loc concertul susţinut de Fanfara Ciocârlia, o formaţie alcătuită din 12 instrumentişti rrom din satul Zece Prăjini, judeţul Iaşi.

Orchestra este câştigătoarea premiului BBC Planet Award 2006.

Concertul de la Collegno va avea loc în cadrul Festivalului Vincoli sonori care se desfăşoară între 22 iulie şi 1 august pe scene din Collegno şi Pinerolo.
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mercoledì 27 luglio 2011

ore 21.30

Certosa Reale – via Pastrengo - Collegno

ingresso 10 euro

VINCOLI SONORI FESTIVAL

presenta

FANFARA CIOCARLIA (Romania)
In una delle sue rare apparizioni in Italia il festival Vincoli Sonori ha il piacere di ospitare la band vincitrice del BBC Planet Award 2006.

La Fanfara Ciocarlia è la leggendaria gypsy brass band di Zece Prajini, un villaggio rumeno a maggioranza Rom. E’ composta da dodici musicisti di grande talento, che possono indifferentemente animare le feste dei villaggi, dove pare abbiano suonato senza sosta per oltre trenta ore, oppure le grandi platee dei festival internazionali. Il loro repertorio è trasmesso di generazione in generazione dalla notte dei tempi, e si caratterizza per le influenze bulgare, turche, macedoni e serbe. C'è una simbiosi meravigliosa fra i musicisti più anziani e i più giovani. Ci sono gli anziani che partendo dalle loro tradizioni danno il via alle feste e ci sono i giovani che strizzano l'occhio alla musica internazionale di Bollywood e Hollywood e attendono il loro momento.

Protagonista del film del 2002 “Iag Bari – Brass On Fire” di Ralph Marschallek, nel quale si mette in risalto proprio la vita dei musicisti di Zece Prajini, la Fanfara Ciocarlia è anche nota per la versione di “Born To Be Wild”, inserita nella colonna sonora del film “Borat”.

Attualmente è impegnata nel tour mondiale di “Balkan Brass Battle”, una produzione che la vede duellare a suon di ottoni con la mitica Boban & Marko Markovic Orkestar.

Sferaculture
via Fiochetto, 15 10152 Torino
Italyphone +39 011 521 78 47 - mob. +39 346 683 04 50
http://www.sferaculture.com/

Inscrieri USAMV Cluj-Napoca la Extensia Viterbo




Universitatea de Stiinte Agricole si Medicina Veterinara Cluj-Napoca anunta deschiderea inscrierilor pentru anul universitar 2011-2012 la Extensia Viterbo.

Aceasta extensie a Universitatii functioneaza cu trei Facultati: Facultatea de Agricultura (Sectia Agricultura), Facultatea de Zootehnie si Biotehnologii (Sectia de Zootehnie) si Facultatea de Horticultura (Sectia de Horticultura).

In baza acordului semnat intre USAMV Cluj-Napoca si Universitatea Tuscia din Viterbo diplomele sunt recunoscute bilateral.

Orele de curs se vor desfasura in limba romana, in sistemul Invatamant la Distanta (ID), iar durata studiilor este aceeasi la si cea de la zi (4 ani).

Documentele necesare inscrierii si alte informatii utile gasiti la adresa web a USAMV Cluj-Napoca: www.usamvcluj.ro

Pentru mai multe informatii va rugam sa ne contactati la:
Via San Giovanni Decollato 1, 01100 Viterbo
Tel.: +39 0761333754 sau 3403086706, persoana de contact: Adela Moise
Email: viterbo@usamvcluj.ro

sabato 23 luglio 2011

Sarbatoarea comunitatii romanesti‏ - Riano, duminica 24 iulie ore 19

Asociatia de promotie socio-culturala SPIRIT ROMANESC Roma este onorata sa va invite la Sarbatoarea comunitatii romanesti

“DRAGU-MII CU NEAMUL MEU” II° editie

duminica 24 iulie 2011 ore 19
Riano - Largo Monte Chiara

Va asteptam numerosi!
"Spirit Romanesc, Roma"
http://www.spirit-romanesc.net/
_________________
L’Associazione di promozione culturale e sociale SPIRIT ROMANESC Roma è lieta di invitarLa alla

FESTA DELLA COMUNITA’ ROMENA

“DRAGU-MII CU NEAMUL MEU”
Domenica 24 luglio 2011 ore 19,00
Riano - Largo Monte Chiara

Vi aspettiamo numerosi!
Il team dell'Associazione "Spirit Romanesc, Roma"
http://www.spirit-romanesc.net/

"Oasi di sabbia” di Valeriu Butulescu

"Nella misura in cui ci sono ancora case editrici che stanno tentando di offrire cose belle, originali e di qualità e cercano di suscitare l'interesse del pubblico per i valori spirituali di altre nazioni, vi segnalo l'uscita del libro di aforismi intitolato "Oasi di sabbia” pubblicato dalla casa editrice Genesi di Torino.Traduzione realizzata da Alina Breje e curatore libro Fabrizio Caramagna.

Valeriu Butulescu è nato a Preajba, Gorj, Romania il 9 febbraio 1953.

E’ poeta, drammaturgo, romanziere, traduttore, autore di aforismi, giornalista e politico rumeno ed è considerato dai critici letterari uno dei più importanti scrittori contemporanei della Romania e uno dei più importanti autori di aforismi del mondo.

Questo nuovo volume con più di 800 aforismi raccoglie i migliori aforismi di Valeriu Butulescu lavorando sull'opera omnia dell'autore rumeno intitolata Fragmentarium.

Gli aforismi di Valeriu Butulescu si muovono in un mondo tutto loro, hanno un potere creativo che oltrepassa con la sua essenza il tempo e hanno una struttura enigmatica che comprende una realtà al di là di esse:”Ogni anno oltrepassiamo senza saperlo il giorno della nostra morte”. L’ironia raffinata e sottile è l'espressione più alta della sua individualità, ti fa riflettere sul senso profondo che si nasconde nelle sue parole piene di sostanza, che esprimono vasti concetti e che hanno una grande ricchezza di significati: ”Coloro che strisciano non inciampano mai”. Ogni frase è una costante interrogazione sull’esistenza fatta con acuta lucidità riflessiva nello sforzo costante di scoprire l'essenza dietro le apparenze e ha la capacità introspettiva di arrivare sinteticamente dentro: ”A quale scopo siamo usciti fuori dalla caverna, se dobbiamo camminare con gli occhi chiusi?”. I frammenti di pensieri portano il segno di una grande tensione esistenziale, ogni lettera diventa il simbolo più puro dell’anima: “Mi sento inutile, come l'ala di un angelo attraverso il vuoto del cielo”.

Leggere questo libro è come guardare dentro se stessi , ci allontaniamo dai rumori del mondo per restare ad ascoltare il suono delle parole che il nostro cuore ci sussurra, ma che la vita di tutti i giorni non ci lascia sentire. ”Se la morte è sonno, o Signore, lasciaci almeno il potere di sognare”.

articolo scritto da Alina Breje
alinabreje@yahoo.it

Pinerolo e Collegno: torna Vincoli sonori

Piemonte Jul 21, 2011

Pinerolo e Collegno ospitano per la sedicesima volta, dal 22 luglio al 1 agosto, la rassegna musicale Vincoli sonori, dedicata alla musica zingara e gitana, e folk in generale.

Si parte il 22 luglio, in piazza San Donato a Pinerolo, con la cantante yiddish Noemi Waysfeld e il gruppo banda Tam Tam, per poi continuare il 23 sempre a Pinerolo con il gruppo romeno Bruskoi Prala, che mescola melodie occitane e tzigane e i folk rock francese Baba yaga.

Dal 24 luglio ci si sposta alla Certosa Reale di Collegno, con il gruppo fusion La Cherga, e poi a seguire i piemontesi Abnoba il 25 luglio, i balcanini Deladap il 26, la band zingara romena Fanfara Ciocarlia il 27, i macedoni Kocani Orkestar il 1 agosto.

I concerti a Pinerolo iniziano alle 21 e sono gratuiti, quelli a Collegno iniziano alle 21 e 30 e costano dagli 8 ai 10 euro. Per informazioni e prenotazioni visitare il sito http://www.sferaculture.com/vincolisonori

Elena Romanello

Fonte: Il Nord

Treviso, ecco il rumeno Vlad Moldoveanu

La Benetton ha ingaggiato l'ala ex American University, figlio della presidentessa della Federazione rumena

TREVISO, 23 luglio – Dopo Gal Mekel, la Benetton ha ufficializzato l'ingaggio di un altro straniero classe 1988. Si tratta dell'ala rumena Vlad Moldoveanu, 2.05 reduce da un'esperienza negli Stati Uniti, tra George Mason e American University, con cui lo scorso anno ha chiuso a 20.4 punti e 6.4 rimbalzi di media. Moldoveanu è figlio d'arte, entrambi i genitori hanno giocato nella nazionale rumena, e la madre è presidentessa della Federazione. Moldoveanu, che a breve parteciperà alle Universiadi in Cina, ha detto: «Poter giocare in un club così conosciuto, prestigioso e rispettato, è fantastico. Per me si tratta di una grande opportunità. Sono uno che generalmente aiuta i compagni e in campo cerca di sacrificarsi per la squadra. Il mio idolo è Dirk Nowitzki, penso ci siano delle somiglianze tra il mio gioco e il suo».

DJORDJEVIC – Sasha Djordjevic (foto), descrive così il nuovo acquisto della sua squadra: «Sono molto contento di averlo nel roster. Si tratta di un giocatore di valore, dal grande talento offensivo, che può davvero far bene nel nostro campionato e crescere ancora. Ha grandi motivazioni, molta voglia di iniziare con questa squadra. Stiamo studiando per lui un programma d’allenamento atletico specifico perché secondo noi ha ancora grossi margini di miglioramento. Dovrà lavorare sodo e impegnarsi».

Fonte: Corriere dello Sport

Volley - Bergamo, la carica della Nucu: "Vogliamo la Champions"

Sport
Bergamo - Muri granitici e invalicabili, attacchi implacabili, inesauribile coraggio, grande trascinatrice. Questa è stata Iuliana Nucu in rossoblù. Questa sarà ancora Iuliana Nucu nella stagione 2011-2012 con la maglia della Norda Foppapedretti. La centrale rumena difenderà il titolo di Campione d’Italia e andrà all’assalto della Champions League, “l’unico trofeo che ancora non ho vinto...”. Le calde settimane estive sono l’occasione per ripensare a quello che è stato prima di tuffarsi in quello che sarà. Il momento di rivivere il suo primo anno a Bergamo. “E’ andata benissimo. L’inizio è stato particolare per tutti, ma poi ci siamo uniti e il gruppo si è dimostrato davvero bellissimo: tutti andavano dalla stessa parte, un gruppo vincente! E’ stata la conferma che mi trovavo in una società vincente, abituata a fare grandi cose. E lo scudetto e il modo in cui l’abbiamo vinto è stata l’ennesima dimostrazione di come sia questa Società. Non ho mai avuto dubbi di aver fatto la scelta giusta venendo a Bergamo e sono stata felice ogni momento di essere stata scelta da questa Società”. Che cosa ti è piaciuto di più? “E’ stato il più bel gruppo in cui ho giocato. Ci siamo strette una all’altra nei momenti difficili e importanti e abbiamo fatto qualcosa di grande”. Inevitabile dunque che tu scegliessi di restare. “Resto perché ho voglia ancora di vincere! Resto a Bergamo con la speranza di fare bene come lo scorso anno e di ricambiare la fiducia che questo gruppo mi ha dato. Sono già in palestra per prepararmi a tornare...”. Pronta a rituffarsi anche nell’avventura europea che ti porterà ad affrontare la squadra che ti ha visto crescere. “La Champions a Constanta sarà un’emozione unica. Sarà la prima volta che giocherò nella mia città da avversaria. Chissà che il pubblico non tifi per Bergamo...”.

LA SCHEDA

Nata a Constanta, in Romania, il 4 ottobre 1980, alta 186 centimetri, Iuliana Nucu inizia la sua carriera nella squadra del suo paese natale, il Club Sportiv Volei 2004 Tomis Constanta, nel massimo campionato rumeno. Nel 1999 passa tra le file del CSU Metal GalaÅ£i, la più titolata squadra rumena, anche a livello internazionale: questo cunnubio durerà 4 stagioni.

Nella stagione 2003-04 approda in Italia tra le file dell'Asystel Novara, in serie A1, con la quale resterà legata per tre anni. In questo arco di tempo vince due Supercoppa italiana, una Coppa Italia e una Top Teams Cup. Nel dicembre del 2004 in una partita di Champions League contro l'Azerrail Baku si infortuna gravemente al Tendine di Achille e mesi dopo anche alla spalla. In seguito a questi due infortuni ritornerà in campo in occasione della Supercoppa italiana, nell'ottobre 2005. Nella stagione 2006-07 viene ceduta al Sassuolo Volley in serie A2, dove, oltre a vincere la Coppa Italia di categoria, conquista prontamente la promozione in serie A1. Nelle stagioni successive resta legata al club emiliano fino al 2009, per poi trasferirsi alla Robur Tiboni Volley Urbino.

Nella stagione 2010-11 viene ingaggiata dal Volley Bergamo, con il quale vince il campionato.

LA CHAMPIONS LEAGUE. Con l’assegnazione della Final Four alla Federazione dell’Azerbaijan, cambia la formula che aveva contraddistinto le ultime edizioni della CEV Champions League. Non più due fasi di Play Off dopo i gironi della Main Phase per qualificare le tre squadre che avrebbero raggiunto la società organizzatrice dell’evento finale, ma Ottavi e Quarti di Finale. Agli Ottavi si qualificheranno le prime tre classificate dei cinque gironi iniziali più la miglior quarta. Le sedici formazioni verranno sorteggiate per le sfide a eliminazione diretta con formula di andata e ritorno. Le otto vincenti proseguiranno nel tabellone dando battaglia nei Quarti e, infin e, le quattro qualificate si daranno appuntamento alla Final Four del 24 e 25 marzo.

I Gironi
Pool A
FRA - RC CANNES
GER - SCHWERINER SC
TUR - Eczacibasi VitrA ISTANBUL
ITA - MC-Carnaghi VILLA CORTESE

Pool B
TUR - FenerbahceAcibadem ISTANBUL
AZE - Rabita BAKU
FRA - ASPTT MULHOUSE
GER - DRESDNER SC

Pool C
SUI - Voléro ZÜRICH
RUS - Dinamo KAZAN
CZE - VK Modranska PROSTEJOV
POL - Atom Trefl SOPOT
Pool D
ROU - 2004 Tomis CONSTANTA
ITA - Norda Foppapedretti BERGAMO
TUR - VakifGunesTTelekom ISTANBUL
AZE - Azerrail BAKU

Pool E

ITA - Scavolini PESARO
POL - Bank BPS Fakro MUSZYNA
SRB - Crvena Zvezda BEOGRAD
RUS - Dinamo MOSCOW

Il calendario del Pool D (le date dei primi cinque turni possono subire modifiche)
30/11/2011 ROU - 2004 Tomis CONSTANTA vs AZE - Azerrail BAKU
30/11/2011 ITA - Norda Foppapedretti BERGAMO vs TUR - VakifGunesTTelekom ISTANBUL
07/12/2011 TUR - VakifGunesTTelekom ISTANBUL vs ROU - 2004 Tomis CONSTANTA
07/12/2011 AZE - Azerrail BAKU vs ITA - Norda Foppapedretti BERGAMO
14/12/2011 ROU - 2004 Tomis CONSTANTA vs ITA - Norda Foppapedretti BERGAMO
14/12/2011 AZE - Azerrail BAKU vs TUR - VakifGunesTTelekom ISTANBUL
21/12/2011 TUR - VakifGunesTTelekom ISTANBUL vs AZE - Azerrail BAKU
21/12/2011 ITA - Norda Foppapedretti BERGAMO vs ROU - 2004 Tomis CONSTANTA
11/01/2012 ITA - Norda Foppapedretti BERGAMO vs AZE - Azerrail BAKU
11/01/2012 ROU - 2004 Tomis CONSTANTA vs TUR - VakifGunesTTelekom ISTANBUL
17/01/2012 TUR - VakifGunesTTelekom ISTANBUL vs ITA - Norda Foppapedretti BERGAMO
17/01/2012 AZE - Azerrail BAKU vs ROU - 2004 Tomis CONSTANTA

MONDIALI JUNIORES. Iniziano oggi in Perù i Campionati Mondiali Juniores. Un appuntamento colorato da un pizzico di rossoblù. Nella Nazionale italiana ci saranno infatti Valentina Diouf e Sara Alberti (la prima neo acquisto della Norda Foppapedretti per il prossimo campionato di A1, la seconda frutto del Settore Giovanile del Volley Bergamo) a difendere i colori azzurri nel girone che le metterà di fronte a Brasile (oggi alle 23.25 italiane), Cuba (domani alle 18.30) e Serbia (domenica alle 16.30). Le prime due classificate di ciascun raggruppamento proseguiranno la corsa per il titolo mondiale.
22 luglio 2011

Fonte: MilanoOggiNotizie

Napoli, Dumitru ritorna "a casa"

Data: 20/07/2011
L’italo-rumeno va in prestito all’Empoli con il quale gli azzurri detengono la sua comproprietà.

L´Empoli FC comunica che è stato raggiunto l´accordo con la società S.S.C. Napoli per il prestito, nella stagione 2011-12, dell´atleta Nicolao Manuel Dumitru Cardoso che raggiungerà la squadra azzurra stasera allo stadio Corsini di Fucecchio in occasione della partita amichevole fra Fucecchio e Empoli con inizio alle ore 20.30, per poi, al termine della stessa, aggregarsi alla nuova squadra nel ritiro di Montecatini Terme.
Soddisfazione è emersa dalle parole del ds toscano Pino Vitale per il felice esito della trattativa: "Abbiamo preso Dumitru perchè siamo convinti che possa aiutare noi a fare un campionato eccezionale, e noi aiutare lui a riprendere la nazionale under21".

Sulla stessa lunghezza d'onda anche il presidente Corsi: "Siamo felicissimi di riavere Nicolao e che il Napoli sia contento del ragazzo: sappiamo che in ritiro a Dimaro in allenamento ha mostrato grandissime doti. Siamo contenti di poter valorizzare il calciatore per il Napoli e di averlo con noi la prossima stagione".

Fonte: Il Mediano

La chiesa di San Paolo a Ibla ceduta alla Diocesi ortodossa d’ Italia

Un segno della Chiesa Universale

Scritto da Silvio Biazzo
Martedì 19 Luglio 2011

Ragusa – Un segno della chiesa ecumenica nello storico quartiere barocco di Ibla : oggi martedì 19 luglio, alle 9.30 al Vescovado, è stato siglato un protocollo d’intesa che ha come obiettivo la cessione alla Diocesi ortodossa d’Italia della chiesetta di San Paolo a Ibla.
Ciò consentirà la celebrazione di momenti di culto con il rito ortodosso romeno, favorendo la partecipazione ai sacramenti e alla vita religiosa della popolosa comunità romena che vive e opera nella nostra Diocesi.
Il protocollo d’intesa è stato siglato tra il parroco della chiesa del Purgatorio, padre Giorgio Scrofani, e il vescovo della Diocesi ortodossa d’Italia, monsignor Span Siluan: subito dopo la firma dell’accordo, è stato effettuato un sopralluogo nella chiesetta di San Paolo, di recente sottoposta a lavori di restauro.

“La comunità di rito ortodosso è ora nelle condizioni – ha commentato il vescovo monsignor Paolo Urso – di poter svolgere il proprio culto in un luogo adeguato”.

La chiesa di San Paolo sorge a Ibla nell’omonimo quartiere. Secondo le più accreditate fonti storiche, risale al 1690, ma, in seguito al terremoto, fu parzialmente riedificata nel 1747. All'interno, si caratterizza per la presenza di tre altari. Il prospetto è arricchito da un piccolo portale con rosette scolpite, un finestrone con cornice a losanghe, un piccolo campanile e una fontana a testa di leone, in calcare, incassata nel muro.

La Chiesa ortodossa rumena è una chiesa ortodossa autocefala. Ne fanno parte la maggior parte dei rumeni. Tra tutte le chiese ortodosse quella rumena è seconda solo alla Chiesa ortodossa russa per numero di fedeli. Dal 12 settembre 2007 il patriarca della chiesa ortodossa rumena è Daniel Ciobotea , è il sesto patriarca ortodosso rumeno.

La presenza di rumeni di rito ortodosso in Italia si è molto accresciuta dopo l'ingresso della Romania nell' Unione Europea. All'inizio del 2008 i cittadini rumeni nella nostra penisola hanno toccato quota un milione (790.902 presenze ufficiali, cui vanno aggiunte almeno 200 000 presenze senza fissa dimora), diventando così la comunità ortodossa più numerosa d'Italia].

Il 19 febbraio 2008 l'assemblea diocesana della metropolia della chiesa ortodossa romena per l'Europa occidentale e meridionale ha creato una diocesi per l' Italia composta dalle 70 parrocchie sparse nella penisola. Primo vescovo è il mons. Siluan Span (nato nel 1970), che è stato intronizzato a Lucca, attualmente residente nella diocesi ortodossa romena a Roma.

La diocesi è strutturata in 10 « decanati ». Sul territorio nazionale, dal Nord al Sud, si contano circa 150 parrocchie, fra cui quelle nei territori di Milano, Lodi, Padova, Veneziiia, Alcamo e molte altre. Sotto la sua giurisdizione vi sono diversi monasteri, fra cui il Monastero greco ortodosso di San Giovanni Therestis a Bivongi Il clero è composto da un centinaio di preti e 11 diaconi.

Fonte: Il Giornale di Ragusa

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Citeste si:
Mitropolia de Milano şi românii preacuvioşi

Mezzo milione di immigrati nel Lazio

Sono l'11,8% del totale nazionale e crescono più velocemente che nel resto del Paese. I dati del rapporto "Il Lazio nel Mondo"

Roma – 19 luglio 2011 – Aumentano gli immigrati nel Lazio, più che nel resto Paese. Sono più giovani e fanno più figli degli italiani e la loro crescita, testimoniano i dati, non ha portato a una crescita dell’illegalità.

Lo dice il rapporto “Il Lazio nel mondo. Immigrazione ed emigrazione”, realizzato dal Centro Studi Idos della Caritas/Migrantes in collaborazione con la Regione Lazio e presentato oggi a Roma. Cliccando qui si può scaricare la versione integrale, quella che segue è una sintesi dei dati relativi all’immigrazione.

A fine 2009, rileva lo studio, sono stati registrati 497.940 stranieri residenti, l'11,8% del totale nazionale ma le presenze regolari effettive sono 565.000, includendo altre 70mila persone in ritardo nel soddisfare le condizioni richieste per la registrazione della residenza o in attesa di completamento dell'iter.

Nel Lazio l’incremento annuale di immigrati, alla fine del 2009, è stato del 10,6%, quasi due punti percentuali in più rispetto alla media nazionale. Si colloca oltre la media nazionale anche l’incidenza degli immigrati sui residenti (8,8% vs 7,0%).Dalla ricerca è emerso che la maggioranza degli immigrati non sogna un altro paese ma pensa di restare in Italia, confidando che il futuro sia migliore.

Gli immigrati da Roma si stabilizzano verso le altre province e verso altre parti del Paese

Una caratteristica dell’area romano-laziale è quella di operare in maniera duplice, perché attira nuovi arrivi, in parte trattenendoli e in parte ripartendoli in altre zone d’Italia, per cui il compito delle politiche migratorie si presenta duplice e include l’accoglienza temporanea accanto all’inserimento stabile.

Altro dato da tenere in considerazione, da tempo è in atto una tendenza centrifuga che da Roma sta portando gli immigrati a stabilizzarsi nei comuni limitrofi, ma anche verso le altre province laziali, come attesta il fatto che nella provincia di Roma nel periodo 2002-2009 la presenza è cresciuta in misura più contenuta (+86,7%) rispetto alle altre (Frosinone +221,6%, Rieti +276,8%, Latina +278,2% e Rieti +300%).

D’altronde, dalla Capitale ci si allontana per ragioni economiche (essendo più caro il costo della vita e specialmente delle abitazioni) e di qualità di vita (più soddisfacente nei piccoli centri), mentre alla capitale si fa continuo riferimento per ragioni burocratiche, culturali, lavorative e religiose.

I romeni al primo posto

La maggior parte degli immigrati arriva nel Lazio dal continente europeo (62%), con la prevalenza dei cittadini comunitari (48,3%) sui non comunitari. Il 10,8% è composto da africani, mentre il 17,8% è costituito da asiatici.

I romeni (179.469 in tutta la regione) sono la prima collettività in ciascuna delle cinque Province laziali. Gli albanesi (22.344) si collocano al 2° posto in tre province (Frosinone, Rieti, Viterbo), così come lo sono gli indiani a Latina e i filippini a Roma (rispettivamente 11.708 e 29.746 in tutta la Regione). A concorrere per il terzo e il quarto posto nel Lazio sono, a seconda dei contesti provinciali, i marocchini (10.774), gli ucraini (17.142), i macedoni (6.783) e polacchi (23.826): questi ultimi, come anche i filippini, sono maggiormente concentrati nella Provincia di Roma. I filippini sono la seconda collettività, seppure sei volte di meno rispetto ai romeni.

Nel Lazio quasi i due terzi degli immigrati sono di fede cristiana. I musulmani sono il 16,1% (la metà rispetto all’incidenza nazionale, attestata sul 31,9%), gli induisti il 2,5%, i buddhisti il 4,2% e i fedeli di altre religioni sono rappresentati in misura minore.

Gli immigrati più giovani degli italiani. Le donne immigrate fanno più figli

Gli immigrati, a livello regionale, hanno un’età media di 33,1 anni, più bassa rispetto alla generalità della popolazione residente (età media di 43,1 anni). Il numero medio di figli è più alto per le donne straniere rispetto alle italiane, seppure non nella misura rilevata in altre Regioni.

I minori stranieri sono 86.457. Nel corso del 2009 sono nati in territorio laziale 6.747 bambini figli di stranieri (l’8,7% del totale nazionale), portando la quota delle cosiddette “seconde generazioni” a 55.452, per cui più di uno“straniero” su dieci è nato sul posto.

Nel Lazio gli iscritti di cittadinanza straniera nell’anno scolastico 2009-2010 sono stati 64.780 (7,9% del totale degli iscritti, un dato leggermente superiore alla media nazionale del 7,5%). Tra gli iscritti con cittadinanza straniera 23.148 sono nati in Italia, all’incirca 1 ogni 3 (35,7%), mentre nella scuola primaria circa un bimbo straniero su due (44,1%): ciò lascia presagire quanto, nel futuro, sarà rilevante a scuola l’impatto delle nuove generazioni di “stranieri italiani”.

Il protagonismo imprenditoriale degli immigrati nel Lazio

Il Lazio si classifica al quinto posto in Italia per numero di aziende con titolare straniero. Nel 2003 queste aziende con titolare straniero erano solo 5.488, attualmente sono aumentate di oltre quattro volte (23mila a maggio 2010). Le donne sono protagoniste solo in un quinto dei casi. L’operatività è prevalente nel commercio (44,4%), nelle costruzioni (27,9%) e nei servizi professionali (10,6%).

Il legame con la madrepatria

Le rimesse inviate dagli immigrati verso i loro paesi di origine attraverso i canali formali pongono il Lazio al primo posto in Italia (1,9 miliardi di euro degli oltre 6 miliardi e mezzo registrati a livello nazionale nel 2009), con un maggiore protagonismo delle collettività cinese (861.746 migliaia di euro) e filippina (485.938 migliaia di euro).

Integrazione e sicurezza

L’aumento degli immigrati non equivale a un aumento dell’illegalità. È emblematico il caso dei romeni che, al pari di altre collettività, a fronte di un fortissimo aumento delle presenze (nell’ultimo triennio +142,0%, tanto che attualmente nel Lazio è di cittadinanza romena oltre un terzo della popolazione straniera) hanno registrato un calo delle denunce a loro carico (-13,7%).

Un andamento analogo si registra anche per la collettività moldava, anch’essa in forte crescita (+52,1%), rispetto alla quale il numero delle denunce è diminuito del 24,8%. Tra le altre comunità più numerose, l’incremento delle denunce è stato inferiore a quello dei residenti per gli albanesi (1,2% vs 23,3%) e i cinesi (32,0% vs 68,7%), mentre la tendenza è stata di segno contrario per gli egiziani (aumento delle denunce del 108,1% rispetto all’aumento dei residenti del 40,9%), i marocchini (62,4% vs 32,0%) e i tunisini (41,9% vs 31,8%).

Fonte: StranieriInItalia

Va in bici, travolta da un’auto: badante grave in ospedale

SENIGALLIA Incidente sul lungomare Mameli. Interviene l’eliambulanza

Senigallia (Ancona), 16 luglio 2011 - TRAVOLTA sul lungomare Mameli, è stata trasportata in eliambulanza all’ospedale ai Torrette dove è ricoverata in prognosi riservata, anche se il pericolo di vista è stato scongiurato.

Vittima dell’incidente stradale avvenuto poco prima delle 11 sul lungomare Mameli all’altezza del ristorante ‘Acquapazza’ la badante romena Maria Pintera di 51 anni residente a Cesano, che procedeva in sella alla sua bici elettrica.

La romena stata transitando nel suo senso di marcia, con direzione Senigallia. In base alle prime ricostruzioni dell’incidente effettuate dai carabinieri che hanno eseguito i rilievi, nello stesso senso di marcia della donna procedeva anche una Fiat Punto condotta da F.M., 20 anni, di Serra de’ Conti con altri quattro giovani a bordo. L’intenzione dei ragazzi pare fosse quella di fermarsi per andare in spiaggia. Quindi una volta notato un parcheggio libero ai bordi del lungomare, il conducente della Punto avrebbe iniziato la manovra per accostare. L’ipotesi, secondo i primi accertamenti, è che nella manovra possa non essersi accorto dell’arrivo di Maria Pintera.
La Punto, sempre secondo le prime ipotesi tutte da accertare attraverso i rilievi, avrebbe quindi tagliato la strada alla romena, investendola. Finita a terra dopo essere sbalzata di sella, Maria Pintera ha riportato ferite e lesioni che un equipaggio del 118 ha ritenuto tali da rendere necessario l’intervento dell’Eliambulanza. Una volta in ospedale, la donna è stata sottoposta ad esami ed accertamenti.
SUL LUOGO dell’incidente, oltre ai carabinieri, ha operato anche una pattuglia della Polizia municipale che ha regolato la movimentata viabilità in attesa che venissero ultimati i rilievi, cercando anche di tener lontani i curiosi durante le operazioni di soccorso.

Fonte: Il Resto del Carlino

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giovedì 21 luglio 2011

36° Cantiere Internazionale d'Arte di Montepulciano: concerto di Cipriana Smarandescu al clavicembalo‏

36° Cantiere Internazionale d'Arte di Montepulciano

“Biblioteca diocesana” – sabato 23 luglio ore 17 :00

…La Paix du Parnasse…

(la réunion des Goûts François et Italiens doit faire la perfection de la Musique)

musiche di Fr. Couperin, J.J. Froberger, J.Ph. Rameau, D. Scarlatti, J.S. Bach

Cipriana Smarandescu » clavicembalo

Il titolo « La Paix du parnasse » è tratto da uno dei movimenti della suite « L’Apothéose de Lully », nella quale François Couperin desidera mettere a confronto le caratteristiche di due tra gli stili che governavano la musica barocca. La dolcezza del gusto francese e la brillantezza di quello italiano per Couperin non sono nemiche - al contrario - le muse italiane e francesi tendono a completarsi per raggiungere la perfezione di un Paradiso sonoro chiamato Musica. Nell'intero programma, ciascuno degli stili è rappresentato sia da compositori che appartengono alla rispettiva cultura (Couperin e Rameau per la Francia, Domenico Scarlatti per l’Italia), sia da due compositori tedeschi che rispecchiano i due stili (Froberger per quello francese, Bach per quello italiano).

Una totale simbiosi sonora che prenderà vita su un clavicembalo costruito da Augusto Bonza nel 2000, copia del "Petit clavecin de Bellot le Pére 1729", di cui l'originale è attualmente custodito presso il Musée de l'Archeveche di Chartres in Francia. Il costruttore dichiara che lo strumento è “la riproduzione di uno tra i più interessanti strumenti francesi della prima metà del sec. XVIII. E' l'unico pervenuto dei "petits clavecins de Bellot", già celebrati da Michel Corrette nel suo trattato del 1753. Costituisce un raro esempio di cembalo francese ad un manuale.”

Titlul « La Paix du parnasse » este inspirat de una dintre piesele suitei « L’Apothéose de Lully », suita in care François Couperin doreste sa confrunte caracteristicile a doua dintre stilurile muzicii baroce. Rafinamentul gustului francez si stralucirea celui italian nu sunt insa “dusmani” in conceptia lui Couperin, ci dimpotriva muzele italiene si cele francese tind a se completa reciproc pentru a atinge perfectiunea Paradisului sonor numit Musica. In intregul sau, programul include atat compozitori care apartin direct celor doua culturi (Couperin si Rameau in cazul Frantei, Domenico Scarlatti pentru Italia), cat si doi compozitori germani care sugereaza cele doua tendinte (Froberger pentru cea franceza, Bach pentru cea italiana).

Recitalul a fost conceput tematic la cererea organizatorilor festivalului “Cantiere Internazionale d’Arte” de la Montepulciano si inclus ca partecipare romaneasca (clavecinista Cipriana Smarandescu) la cea de-a 36-a editie a acestuia.

http://www.fondazionecantiere.it/
www.visitmontepulciano.it/cantiereinternazionale2011.html

Delegazione rumena in visita a Borgomanero. Il sindaco di Negreşti Oaş sarà ricevuto venerdì in Municipio

BORGOMANERO – Si svolgerà venerdì 22 luglio nella Sala Consiliare del Municipio di Borgomanero (corso Cavour 16), la cerimonia in occasione del saluto alla delegazione del Comune rumeno di Negreşti Oaş, in visita in città per uno scambio di buone pratiche amministrative nell'ambito di un progetto dell'Unione Europea. Alla conferenza interverranno: Anna Tinivella, sindaco del Comune di Borgomanero; Nicolae Bura, sindaco di Negreşti Oaş; e gli assessori della Giunta Comunale di Borgomanero.
Fonte: Corriere di Novara

Rotaliana, la Croce bianca porta aiuto in Romania

In partenza da Mezzolombardo con materiale per suor Giuseppina

MEZZOLOMBARDO. Nei prossimi giorni la Croce Bianca Rotaliana effettuerà un viaggio umanitario in Romania, esattamente a Butea, piccolo paese della Moldavia rumena, per andare a trovare suor Giuseppina Barolo, delle Suore missionarie della passione di Gesù, che assieme alle sue consorelle rumene gestisce la "Casa degli anziani e degli ammalati", un dispensario e un laboratorio di sartoria voluto dalle suore per dare lavoro alle giovani donne. Ad accompagnare i volontari della Croce Bianca Rotaliana sarà Marco Weber, promotore finanziario e collaboratore di questo giornale, che ha promosso l'iniziativa dopo aver conosciuto suor Giuseppina (originaria del Piemonte) durante un suo viaggio di due anni fa nel paese balcanico.

«Nel 2009 sono andato in ferie in Romania a casa di conoscenti - racconta - e già in quella occasione avevo fatto una colletta tra amici per dare una mano a delle suore che gestiscono un asilo ad Adjudeni, località nella quale ho soggiornato. Durante i miei giorni di permanenza, in un modo del tutto casuale, ho avuto modo di andare a Butea e conoscere suor Giuseppina. Ho visto con i miei occhi quanto lei e le sue consorelle stanno facendo a favore della persone più povere e bisognose. Ho apprezzato il suo spirito battagliero che la aiuta e l'ha aiutata moltissimo nel portare avanti i suoi progetti di solidarietà e aiuto concreto ai più deboli. Ho visto la struttura nella quale sono ospitati una trentina di anziani e ho visto le case famiglia nelle quale vivono, accuditi dalle suore, alcuni bambini e ragazzi dai 3 ai 15 anni con situazioni familiari particolarmente disagiate.

Ho promesso alla suora che avrei fatto il possibile per aiutarla e quando sono ritornato a Mezzolombardo ne ho parlato al presidente della Croce Bianca Rotaliana, Danilo Cardonati, il quale a sua volta ne ha parlato con il direttivo. Hanno entusiasticamente deciso di darmi una mano ed hanno iniziato a raccogliere vestiti, materassi antidecubito, carrozzine per disabili e tutto quello che può essere utile alle suore in Romania». Ora è venuto il momento della partenza. Nei prossimi giorni una ambulanza della Croce Bianca Rotaliana partirà alla volta di Butea carica di quello di cui suor Giuseppina ha bisogno. «Porterò a suor Giuseppina anche dei soldi - precisa Weber - frutto anche stavolta di una colletta fatta tra amici. Se qualcuno volesse contribuire basta mi contatti (347 2350620) oppure consegni i soldi in sede della Croce Bianca Rotaliana precisando che si tratta di soldi per la Romania». La partenza è prevista per metà settimana.
17 luglio 2011
Fonte: Trentino Geolocal

domenica 17 luglio 2011

BRA/ Melodie rumene a Folkestate con Aurel Tamas

IL CANTAUTORE SI ESIBIRA’ Venerdì 22 luglio in piazza Caduti per la Libertà.

“La musica è una rivelazione più profonda di ogni saggezza e filosofia”. Seguendo le ambiziose parole di Ludwig van Beethoven, la città di Bra prosegue i suoi appuntamenti in musica, alla scoperta di note e cultura dal mondo. La “rivelazione” in programma per venerdì 22 luglio, alle 21 sul palco di Folkestate, in piazza Caduti per la Libertà, è quella del cantautore rumeno Aurel Tamas, in un concerto organizzato in collaborazione con la comunità rumena braidese.
Nato nel 1961 in Transilvania, inizia il suo percorso a 10 anni come fisarmonicista. La sua passione per la musica popolare tradizionale, abbinata a spunti moderni e contemporanei, lo porta a creare uno stile originale e molto apprezzato in tutta la Romania. Vincitore di numerosi premi sia in patria sia all’estero, è subito diventato uno dei più amati artisti rumeni. Nel 2009, durante uno spettacolo live si è esibito in duo con il presidente rumeno Traian Basescu.

In caso di maltempo l’evento si svolgerà al Teatro Politeama Boglione di piazza Carlo Alberto. Ingresso libero. Maggiori informazioni all'ufficio turistico comunale al numero telefonico 0172.430185, su web all'indirizzo www.turismoinbra.it o turismo@comune.bra.cn.it, o ancora sul profilo Facebook “Bra – Turismo e manifestazioni”.

Fonte: CuneoCronaca

Le opere di Baban al Museo di Fonte Nuova

Il Museo d'arte contemporanea di Fonte Nuova ospiterà dal prossimo 21 luglio 20 tele ad olio cromato dell'artista romeno Gabriel Baban. Critiche al Comune: "Nessuna iniziativa per i romeni"

di mauro.cifelli - 13/07/2011
Ha esposto in Ucraina, Moldavia, Romania, Belgio e Francia. Dal 21 luglio saranno invece le sale del Museo d'arte contemporanea di via 4 novembre a Fonte Nuova ad ospitare le opere di Gabriel Baban, artista romeno che terrà un'esposizione di 20 opere a olio con tematica di paesaggi e nature morte. L'artista, di estrazione scultore, è anche l'autore di monumenti pubblici in Romania.
CRITICHE AL COMUNE: "E' con vero piacere - si legge nella nota stampa del Museo d'arte contemporanea di Fonte Nuova - che la nostra galleria coglie l'occasione di uno scambio culturale con la Romania che ha numerosi cittadini a Fonte Nuova, la più grande comunità del Lazio, di circa 2.000 unità. Insieme al nostro entusiasmo dobbiamo però registrare con rammarico che alle promesse fatte dal Sindaco Di Buò e dalla sua Giunta nei confronti dei cittadini di provenienza romena non è seguita alcuna iniziativa, né di tipo legislativo né di tipo politico che avesse l'obiettivo di un dialogo concreto con la loro comunità, con la quale condividiamo problemi di convivenza e specialmente di politica sociale, urbanistica, dei lavori pubblici, della sicurezza, della scuola, dell'ambiente, di lavoro, di legalità etc".
IN LINEA CON L'UNESCO: "Tuttavia il Comune in più di due anni dal suo insediamento si è prodigato nell'organizzare feste e manifestazioni pseudo culturali, prive d'investimenti ma ricche di spese improduttive, dalle quali i cittadini romeni sono stati sempre esclusi, col risultato di non apportare un reale beneficio culturale per la città di Fonte Nuova. La nostra galleria in linea con quanto stabilisce l'Unesco è un piccolo museo che si occupa di attività socioculturali e che apporta un reale beneficio di visibilità alla nostra cittadina, un esempio che andrebbe seguito".

Fonte: GuidoniaToday

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Melodia europea e dance. Dall'Est una nuova musica

Successo (anche italiano) per il pop che nasce soprattutto in Romania
La Stan ai vertici, gli Akcent spopolano su YouTube, Andra l'ex bambina prodigio

MILANO - Dracula e la Transilvania. Immigrazione e rom. Quando si parla di Romania si finisce sempre fra il pittoresco e il razzista. Meglio aggiornare le definizioni con una terza coppia: musica e dance. Da qualche mese, infatti, le classifiche e le discoteche europee sono prese d'assalto da un'onda di brani dance che arriva dalla Romania e, più in generale, dall'est. Il fenomeno tocca anche la hit parade italiana. A cavallo di aprile e maggio, il singolo più scaricato da Internet (e oggi ancora al numero 3) è stato «Mr. Saxobeat», un tormentone dance al profumo di sax. La voce è quella della bionda Alexandra Stan, 31enne nata a Costanza, sul Mar Nero. Lei punta sul sexy. Nel videoclip interpreta una galeotta che riesce ad evadere seducendo i secondini e travestendosi da poliziotta. Alexandra non è la prima. Nel 2004 la sua connazionale Haiducii arrivò sul palco di Sanremo come ospite con «Dragostea Din Tei». Quello fu un episodio isolato. Ora si può parlare di pacifica invasione.

Bisognerà quindi tenere d'occhio gli Akcent. Nell'Europa dell'est sono delle star affermate da anni: il leader Adrian Sina è uno dei giudici della versione rumena di «X Factor» e «My Passion», da qualche giorno anche nelle radio italiane, ha superato i 17 milioni di clic su YouTube. Numeri da Lady Gaga. «La gente ama il nostro mix di melodia, beat e testi. Le influenze balcaniche possono essere un elemento in più per il pubblico internazionale», commenta Adrian, produttore e voce del trio. Nato nel 1979 a Maramures, nel nord della Romania, ha iniziato come deejay in discoteca e poi su una radio nazionale. Gli Akcent, fisico palestrato e look da Billionaire, sono nati nel 2001 e l'anno successivo sono subito arrivati al disco di platino in patria. Nel 2005 il primo assaggio di popolarità internazionale con «Kylie», brano che cita «I Should Be So Lucky» della Minogue e che parla di una ragazza che vuole diventare famosa.

Ora i tre provano a fare il grande salto. Adrian analizza così il fenomeno dell'onda rumena: «Da noi non ci sono grandi nomi pop e rock. Non abbiamo artisti come Ramazzotti e la Pausini, ma c'è molta dance che è un modo di esprimere la propria libertà». Sente razzismo attorno alla Romania? «È stato molto brutto sentire quei fatti di cronaca accaduti in Italia, ma noi speriamo di mostrare una faccia diversa del nostro Paese».

Alexandra Stan è bionda ed ecco anche la mora: Andra, ex bimba prodigio (ha vinto una specie di Zecchino d'oro rumeno) che ci prova con «Something New». Per chi preferisce un look da dominatrice lesbo c'è Inna, già arrivata nelle classifiche francesi e inglesi. Il folk di una fisarmonica e il ritmo dance sono la chiave per «Freedom» di Dj Andi feat. Stella. Ce n'è per tutti i gusti, insomma. Vaga somiglianza con il vampiro Robert Pattinson, Catalin Josan è fra i preferiti dalle radio italiane con la melodica e romantica «Don't Wanna Miss You», colonna sonora dello spot di una compagnia telefonica. Lui viene dalla Moldavia, ma il team che lo produce è sempre rumeno.

Tira le fila Tiberiu Dinu, console generale della Romania a Milano: «Non c'è da meravigliarsi. Anche da noi ci sono artisti di talento. Per 50 anni siamo stati fuori dal mondo, ma ora i nostri giovani si fanno conoscere nella musica, dalla classica alla dance». Sono gli effetti della globalizzazione. Qualche settimana fa il quotidiano inglese Independent aveva lanciato l'allarme. «Il giorno in cui la musica è morta», era il titolo scelto per commentare un fatto mai accaduto in 60 anni di classifiche. Non c'era nessun artista inglese in una Top ten dominata dall'r&b americano e dalla dance europea con targa francese, olandese, svedese, italiana (il dj Benny Benassi con Chris Brown). Magra consolazione la presenza di Lauren Bennett come ospite del duo americano LMFAO. Analizza il fenomeno Enzo Mazza, presidente della Fimi, la più grande associazione discografica: «Grazie alle nuove tecnologie un successo può diventare globale più velocemente. La capacità di andare oltre le barriere nazionali è incrementata con l'arrivo dei new media».
Andrea Laffranchi
09 luglio 2011
Fonte: Corriere della Sera

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Silvi: Ferma rapinatore poste, bodyguard romeno premiato

SILVI - Un mese fa aiutò le forze dell'ordine a fermare un malvivente che aveva appena rapinato le poste centrali di Silvi (Teramo).
Oggi l'amministrazione comunale e la locale stazione dei Carabinieri hanno consegnato una targa di riconoscimento per il valoroso gesto a Daniel Petru Bodea, romeno di 32 anni, residente a Silvi, di professione bodyguard.
La targa è stata consegnata dal sindaco Gaetano Vallescura, alla presenza del maresciallo Graziano Leone e dell'appuntato scelto Claudio Ferretti.
Sulla targa è scritto: "Per il suo coraggio e il suo gesto valoroso, vivo e luminoso esempio di impegno civico e integrazione che unisce valori e principi universali".
14 Luglio 2011
Fonte: AbruzzoWeb

«Io, romeno, svento i furti nei supermercati»

Vive a Roma
11 luglio 2011
Michele Anselmi

Sebastian Chesaru

Genova - D’accordo, i romeni d’Italia non sono tutti così. Ma sono anche così. Come Sebastian Chesaru, de Medgidia, cittadina a un’ora di macchina dal Mar Nero. Ha 28 anni, quattro fratellastri, una bella faccia cotta dal sole, il fisico magro e scattante, due mani che paiono tenaglie. La sua storia vale la pena raccontarla.

Pensate. A 17 anni, per guadagnarsi da vivere, si arruola nella Legione Straniera; a 22 rimane ferito in una missione in Bosnia, tre pallottole in corpo; a 24 arriva in Italia, facendo avanti e indietro ogni tre mesi per quattro volte, disponibile ai mestieri più umili; oggi lavora a Roma in un piccolo team anti-taccheggio, ramo supermercati. E non di rado gli capita di beccare alla cassa connazionali lesti di mano coi quali deve parlare in italiano, senza troppo strapazzarli.
Come l’ho conosciuto? Una portafinestra di ferro, forzata dai soliti ignoti, non si apriva più bene. Il garagista mi segnala Sebastian e lui, in meno di un’ora, aggiusta tutto. Poi sistema lo sciacquone che perde, una presa elettrica a rischio, un tubo intasato di calcare. Incuriosito, gli chiedo: «Ma cosa fai per vivere?». Risposta: «Due settimane al mese svento piccoli furti in tre supermercati romani. A sei euro l’ora. Nelle altre due settimane mi arrangio con piccoli lavori di ristrutturazione.

Extra, nel mondo di Sebastian, significa compiti di sicurezza nei locali o nelle feste affollate. Giovedì sera l’hanno ingaggiato, con altri dieci, per l’inaugurazione di un casinò alle porte di Roma. Tra i vip è spuntata anche Alessandra Mussolini, la deputata che dichiarò guerra al film “Francesca” di Bobby Paunescu perché un personaggio, nella finzione, l’apostrofava come «una troia che vuole ammazzare tutti i romeni». Ne nacque una bruciante polemica, nel 2009, sulla quale Sebastian si limita a dire: «Certo, la signora Mussolini non è molto amata dalle mie parti. Ma era solo un film. E criticava anche il razzismo di certi romeni verso gli italiani».
C’è un che di neorealismo in questo giovane uomo dalla vita già satura di accadimenti. La sua fidanzata, Sara, vive ad Aversa, e chissà quando potrà raggiungerlo a Roma. «Per i suoi genitori resto sempre un romeno», sorride. I pregiudizi sono duri a morire, e del resto la cronaca nera troppo spesso parla romeno. Però Sebastian non si atteggia a vittima. Sarà perché, in fondo, è un uomo d’ordine. Cresciuto con i nonni, dopo la separazione dei genitori, allergico al ricordo del dittatore comunista Ceausescu che però «non meritava di morire così», poco indulgente con le leggi italiane, ritenute troppo morbide con chi delinque.
Dell’esperienza nella Legione Straniera non parla volentieri. Ha indossato il mitico képi bianco, col grado di caporal maggiore, dopo un faticoso training psico-fisico in una caserma di Lione. Tiratore scelto, fucile di precisione modificato. Col suo reggimento s’è ritrovato in Sudafrica, Somalia, Afghanistan, infine, nel settembre 2004, in quella maledetta Bosnia. Per lo più «missioni di recupero», non spiega bene di cosa, persone pare di capire, spesso pericolose, pagate da committenti inattesi, incluso un arcivescovo. Gli è capitato anche di uccidere, e non ne va fiero: un giovane kamikaze imbottito di C4 pronto a farsi saltare vicino a un convoglio. Il mestiere del soldato gli ha permesso di guadagnare anche 50-100 mila euro a missione. Ma, appunto, «era una roba da mercenari», sotto falso nome francese, con l’obbligo di mandare a memoria “La Marsigliese”. Otto mesi di ospedale a Londra e tre interventi al piede destro gli hanno fatto passare la voglia della divisa.

In confronto l’Italia è una passeggiata. Solo che è dura. Vive in periferia, dalle parti di Boccea, con altri cinque compatrioti, e ogni fine del mese è una scommessa. Sempre meglio dei primi anni italiani, passati a sudare l’anima nelle serre di Salerno o nei cantieri edili a sud della Capitale, infine come stalliere e giardiniere in una villa di Civita Castellana. L’anti-taccheggio è un buon impiego. Esibisce tessera e distintivo, anche se il suo ruolo consiste nel mimetizzarsi.
«Il mio lavoro è osservare tutti senza farmi riconoscere, fingo d’essere uno che fa la spesa» spiega. L’addestramento militare, però, è servito. Unito alla memoria visiva. «Vedo subito cosa scompare dai carrelli, che siano spaghetti o profumi, pasta per dentiere o sottaceti, pomodori o caramelle. Poi ci sono quelli che scartano le confezioni di cioccolata per mangiarla e bevono le bibite lasciando vuote le bottiglie. Facile riconoscerli: sono nervosi, vanno veloci, sudano, si guardano sempre attorno».
Il catalogo dei ladruncoli è infinito. Il piccolo zingaro Rom che nasconde le pile Duracell nelle scarpe, il giovane alcolizzato che ruba il limoncello, il pensionato che fa scivolare in tasca la busta di parmigiano, la signora che chiude in borsetta trucchi e rossetti. Sebastian li ferma all’uscita, con modi gentili, senza mai toccare nessuno, mostrando di aver visto e capito tutto. Colti sul fatto, di solito pagano e se ne vanno senza conseguenze. «La legge italiana è molto chiara in materia. C’è il rischio che ti accusino di sequestro di persona. Bisogna essere calmi, mai offendere, saper trattare con le persone recalcitranti e con quelle che si mettono a piangere». Sebastian parla proprio così, con proprietà di linguaggio. Dice «recalcitranti»; gli sfugge solo un «abbastanza buonissime» a proposito delle sanzioni contro chi ruba. In Romania per un portafoglio o due galline si va in galera, «in Italia, invece, è facile farla franca». Però il lavoro gli garba. Non gli piace, invece, essere pagato a ore, sogna lo stipendio fisso, in modo da potersi togliere qualche sfizio: una camicia in più, un cellulare nuovo, un personal computer. Essere romeno, anche per lui che in buona misura si sente italiano, non è facile. «Se sull’autobus parlo con mia madre al telefono vedo subito strane facce. Ma che ci posso fare? Non posso mica difendere tutti i romeni: ci sono quelli bravi e onesti e quelli ladri e violenti». Intanto ha ottenuto la carta d’identità italiana. Per il voto si vedrà.

Fonte: Il Secolo XIX

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"În Italia nu am realizat nimic". Povestea românilor emigraţi în Canada după 11 ani de Torino
Eurocriza se extinde: toate drumurile duc la Roma. Cum credeţi că vor fi afectaţi românii din Italia?
Unde se duc romanii migratori cand se duc? Vezi cum a schimbat criza destinatia muncitorilor romani din afara tarii
Românii plecaţi în străinătate, atraşi în ţară de fondurile europene

Verdone: «Io, Romano, mi sento anche un po’ romeno»

L’attore e regista

14 luglio 2011
Michele Anselmi

Verdone

Roma - «Ma è una storia pazzesca! Voi del Secolo XIX avete fatto bene a metterla in prima pagina. A Hollywood ci sarebbe già uno sceneggiatore al lavoro. Da noi… non so. Certi film ci piace più vederli che farli. Siamo pigri, pure un po’ vili. Vince ancora un certo pregiudizio».
Da Cinecittà, dove sta girando “Posti in piedi in Paradiso” con Pierfrancesco Favino, Marco Giallini e Micaela Ramazzotti, Carlo Verdone commenta la storia di Sebastian Chesaru , raccontata lunedì su queste colonne. Romeno di Medgidia, 28 anni, quattro fratellastri, sguardo vivace, fisico scattante, due mani come tenaglie. A 17 anni, per guadagnarsi da vivere, si arruola nella Legione Straniera; a 22 si becca tre pallottole durante una missione in Bosnia; a 24 arriva in Italia, facendo avanti e indietro ogni tre mesi, disponibile ai mestieri più umili. Oggi lavora a Roma in un piccolo team anti-taccheggio, ramo supermercati. In pochi gli sfuggono alla cassa. Italiani, africani, albanesi o romeni, per lui non fa differenza.

«Assolutamente uno spunto da cinema. Sebastian mi pare uno dinamico, audace, onesto, che ne ha viste di tutti i colori e ha sposato la legge. Mi piace la sua storia» conferma Verdone. Pur essendo romano doc, si sente un po’ romeno. «Ne conosco tanti, gente per bene, che lavora sodo per 6 euro all’ora. Poi, certo, ci sono i criminali, i violenti. Di sicuro non si può raccontare l’Italia, al cinema, senza parlare di immigrati. Sul mio set ho albanesi, senegalesi, egiziani, moldavi, romeni, e non fanno solo le comparse mute» confessa l’attore-regista.
Ricorda che in “Io, loro e Lara” l’amante/badante del padre viene da Bucarest, che in “Il mio miglior nemico” la protagonista femminile è Ana Caterina Morariu. E moldava è la giovane infermiera, «preparata e premurosa, piena di tatto e di educazione», che accudì nell’ultimo mese di vita il padre Mario, già molto malato. «Stiamo diventando come Londra o Parigi, anche se lì mi sa che gli immigrati se la passano meglio» ammette Verdone.

La vicenda dell’ex legionario Sebastian gli riporta alla mente la storia di un altro romeno, Adrian. «Due anni fa dovetti rifare i cornicioni di casa. Sulla gru vedo un signore attorno ai sessanta. Aveva modi signorili. Diventammo amici. Alla fine uscì fuori che aveva insegnato storia delle religioni a Bucarest. Bastò nominargli Mircea Eliade, il suo volto si illuminò. Conosceva anche Ernesto De Martino e il mio professore Tullio Tentori. Su Eliade ho dato tre esami, forse è il maggior antropologo del mondo. Adrian me ne parlava con cognizione di causa e proprietà di linguaggio. Ma per tirare a campare rifaceva i cornicioni».
Nondimeno sui romeni resistono molti preconcetti, alcuni pure giustificati. «In generale sento un clima diverso. Un mio amico professore si fida solo di una coppia di romeni per la gestione di una villa. I bagni me li hanno rifatti idraulici romeni, un lavoro di precisione». D’accordo, ma non sono tutti così. Chi non ricorda, per restare a Roma, l’atroce destino di Giovanna Reggiani, nel novembre 2007 rapita, stuprata, abbandonata in un fosso per mano di un giovane romeno? «Se ci mettiamo a fare il conto di ciò che combiniamo noi italiani in materia di cronaca nera mi sa che vinciamo 8 a 2. Io la pianterei con ’sto razzismo: il marcio è dappertutto».
Le luci per la scena da girare sono pronte. Verdone deve chiudere la telefonata. Ma prima una cosa vuole dirla. «Si sapeva che sarebbero arrivati, e in tanti. Sono persone che vengono da regimi tremendi. Per anni sono stati tenuti al gabbio, bastonati, una volta usciti si sono trasformati in cani ringhiosi. Azzannano, uccidono. Nessuna giustificazione, intendiamoci. Ma ripeto: bisogna distinguere. Ho conosciuto romeni e albanesi ai quali presterei casa mia. Poi, d’accordo, non sono tutti come Adrian o Sebastian. Molti altri fanno paura». E con la paura viene la diffidenza, la voglia di armarsi, difendersi. «Capisco. Prova a prendere la macchina, di sera, e girare per le periferie. Le case sono protette da grate e inferriate spesse così, dai primi agli ultimi piani. I romani vivono come “segregati”, sono loro i veri carcerati. Anche le riunioni di condominio si sono trasformate in piccole guerre domestiche».
C’è tempo solo per una domanda su “Posti in piedi in Paradiso”, storia di tre mariti gettati sul lastrico dagli alimenti alle ex-mogli e costretti a vivere sotto uno stesso tetto: «Spero che il pubblico esca soddisfatto e divertito, ma anche un po’ turbato. Prima di iniziare il film mi sono detto: o lo faccio ottimo o lascio. Il “caruccio” non mi interessa più. Devo essere soddisfatto del mio lavoro. Il film è la fotografia di un Paese che non ce la fa. Ci sono pensionati che prendono 520 euro al mese. Come vivono? Di caffelatte e fette biscottate?».

Fonte: Il Secolo XIX

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Laura Glavan

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Tolentino: terzo incontro del progetto 'Kosmopolites'

Anche il terzo incontro del progetto ” Kosmopolites” del Comune di Tolentino è stato di notevole interesse.
L’incontro del 9 luglio è stato dedicato alla cultura della Romania un Paese dell’Est Europa il cui nome deriva dall'aggettivo latino Romanus, romano e dove la lingua ufficiale è una lingua neolatina che appartiene alla famiglia delle lingue romanze; ricordiamo, inoltre, che la Romania dal 1º gennaio 2007 è diventa membro dell'Unione Europea.
La comunità dei romeni a Tolentino è costituita da 261 cittadini, l’8,9% di tutti cittadini stranieri residenti nella nostra città (2.939). La maggioranza dei cittadini romeni che vive a Tolentino è costituita da donne: 230 pari all’88% del totale. La serata è stata introdotta dall’Assessore all’immigrazione Alessandro Bruni e dal Presidente della Consulta Immigrati Beckley che ha messo in evidenza la sensibilità del Comune rispetto ai cittadini stranieri e l’importanza de progetto “Kosmopolites” che ha permesso anche a chi non era mai stato in Argentina, in Macedonia o in Romania di fare una sorta di “viaggio” virtuale durante gi incontri. Alina Pricochel, consigliere comunale aggiunto, ha presentato in modo chiaro ed efficace la cultura della Romania offrendo la possibilità di conoscere un mondo che spesso viene filtrato solo dalla lente del pregiudizio.
Di particolare intensità la testimonianza di due signore rumune che vivono da tempo nella nostra città e che hanno messo in evidenza la dura e cruda realtà di chi è vissuto per anni come “clandestino”, del loro lavoro sottopagato, ma anche della solidarietà ricevuta da Caritas, il Comune, Sermit, Consulta degli Immigrati e Patronato Acli. Dopo la lettura di alcune poesie “Non Sono","Preghiera","Desiderio" scritte e presentate da Ioana Pricochel, presidente dell'Associazione Arcobaleno di Tolentino, e "Lo Straniero" presentata da Simona Ghita, si è passati ad un ricco aperitivo rumeno tradizionale: il pane fatto in casa, polpette di carne, fettine di pollo tipo costoletta alla milanese, l'insalata Boeuff, crostini con giardinieria tradizionale, pasta di fagioli, insalata di melanzane grigliate e gli antipasti sulla base di salumi e formaggio rumeno, un pecorino avvolto in scorza d'abete, la carne di capra affumicata, molto speziata e dei dolci tipici rumeni.
Come ogni buona cena si e preso l'avvio con un bicchierino di "tuica" gelata, la grappa che i rumeni bevono come aperitivo, mentre per concludere la serata si è preso un bicchiere di birra rumena, molto apprezzata e il vino, la cui selezione nazionale è ampia, varia e di eccellente qualità.
La visione di un video ha permesso conoscere "I Grandi della Romania" nell'arte, nella storia, nella letteratura, nella scienza, nello sport, le danze popolari rumene e i costumi tradizionali. L’incontro è stato organizzato dall’Assessorato Immigrazione, Servizio Mediazione Culturale, Consulta degli Immigrati, Associazione Culturale Cometa e Caffè Letterario.
dal Comune di Tolentino
http://www.comune.tolentino.mc.it/
12/07/2011
Fonte: VivereMacerata
 
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Mădălina ha un sogno: "La pole dance alle Olimpiadi"

Ex ginnasta, oggi insegna a Milano come ballare intorno al palo. "Altro che seduzione e nudo, questa è una disciplina sportiva"

Roma – 11 luglio 2011 - Un incidente può far svanire in un secondo i tuoi sogni ma può aprirti, anni dopo, la porta di un successo inaspettato.
È accaduto a Mădălina Felea, in arte Medea Felina, giovane immigrata romena a Milano. A dieci anni, sognava di seguire le orme di Nadia Comăneci, ma un incidente ha fermato per sempre la sua carriera da ginnasta. Da adolescente, si è innamorata della “pole dance”, danza al palo, che ora insegna nella sua scuola di Milano.

La passione per quella che lei considera una vera e propria disciplina artistica, le ha aperto le porte del famoso concorso “Romania’s got talent”, dove è arrivata in finale. Rivelazione dello show, ha fatto conoscere in Italia e in Romania la sua battaglia: far riconoscere la pole dance come nuova disciplina alle Olimpiadi.
Dalla ginnastica alla pole dance

A poco più di cinque anni, la piccola Mădălina ha iniziato a praticare la ginnastica, avendo come allenatori due professionisti romeni. “Sono stati i sei anni più belli della mia vita. Ma tutto è finito in un attimo. Sono caduta in una botola all’età di 11 anni, da un ‘altezza di 3 metri. Ho avuto diversi tagli sulla schiena e una alla testa. Il medico ha consigliato a mia madre che la mia attività sportiva doveva finire”.
A 16 anni, l’evento che paradossalmente le cambiò la vita: in una discoteca, vede due ragazze che ballano al palo e l’immaginazione vola verso la ginnastica. Pensa subito che potrebbe adattare il ballo alla ginnastica: stesse prese, stessi esercizi come alle parallele, il suo attrezzo preferito da quando era piccola. Ma in Romania, la “pole dance” come disciplina non esisteva, tranne che nelle discoteche, con tutt’altro significato.
A 19 anni, Mădălina decide di venire in Italia, per cercare lavoro, come tante altre coetanee. Arrivata a Catania, inizia a lavorare come cameriera. E’ l’inizio di “nove lunghi anni, di difficoltà e problemi”. In Sicilia, Mădălina apre la sua prima scuola di “pole dance”. La scuola fallisce, mai non il sogno di Mădălina, che decide di spostarsi a Milano, dove “non la gente è fredda, non come in Sicilia, ma dove ho avuto più possibilità di fare conoscere la mia disciplina”.
A Milano, nel 2009, Mădălina diventa “Medea Felina”- nome d’arte ispirato “al mondo felino dove trovi agilità, velocità, resistenza,eleganza”. Il successo è alle porte, tante ragazze italiane e non solo, si iscrivono alla sua scuola, “la prima di questo tipo in Italia, a quanto sappia”.

“È uno sport, merita le Olimpiadi”

E nel 2011, la svolta: Medea, acclamata e votata dal pubblico e dalla giuria, nel più noto talent show romeno- “Romania’s got talent”, fa conoscere la sua arte. “All’inizio tutti si aspettavano uno spogliarello. Invece, hanno assistito ad un numero sportivo” dice soddisfatta.
Le ragazze che ballano nei night club, Mădălina le ha conosciute, ma quello che insegna lei, “è tutta un’altra cosa. La seduzione e la nudità fanno parte di un mondo completamente diverso, il mio impegno è di far uscire il lato sportivo praticato e rispettato da tutti coloro che vedono la pole dance come uno sport vero e proprio”.
Proprio per questo, Mădălina ha aperto una raccolta firme, per far riconoscere la pole dance come disciplina alle Olimpiadi. “Nel 2009 ho pensato che questa disciplina merita di essere valutata dal Comitato Olimpico. Per fortuna, ora siamo più ragazze nel mondo unite per raggiungere questo obiettivo. Speriamo bene”.
Miruna Căjvăneanu

Fonte: StranieriInItalia