La comunità romena si incontra e si racconta attraverso storie quotidiane, punti di vista, fatti di cronaca, appuntamenti e novità, per non dimenticare le radici e per vivere meglio la distanza da casa.
Informazioni utili per i romeni che vivono in Italia, per conoscere le opportunità che la realtà circostante offre e divenire cittadini attivi.

Bun găsit pe site! Benvenuto!

Comentează articolele publicate!

giovedì 29 settembre 2011

Il Valtorto cambia faccia(ta), invito alla festa di inaugurazione


Iniziativa del progetto RigenerArte, realizzato dall'Ufficio per le Politiche Giovanili del Comune di Ravenna, nell'ambito di Giovani Energie in Comune, promosso dal Dipartimento della Gioventù - Presidenza del Consiglio dei Ministri e dall'Anci - Associazione Nazionale Comuni Italiani.

IL VALTORTO CAMBIA FACCIA(TA)

Inaugurazione opera di Mirko Dadich

buffet / Simona Ciobanu

Proiezione Video / nastynasty©

a seguire

Live concert:
Elettrobaaz

con
Franco Naddei elettronica, Max Ferraresi loop dj e visual
N.E.O. Project

ENTRATA LIBERA

COMPOST CREATIVO
C/o Centro Culturale Valtorto
Via Faentina 216, Fornace Zarattini, RA
ph +39 339 3722877, mob +39 347 0743593
compostc@gmail.com
www.tetraparts.it/compostc.php

lunedì 26 settembre 2011

"Nulla dies sine linea": due poeti, due incontri: George Bacovia‏ e Mario Luzi

Accademia di Romania

Incontro con lo scrittore Dan Lungu presso l'Univ. La Sapienza‏


Roma · Giovedì 29 Settembre 2011 · ore 11.00

Università La Sapienza

Aula c3, II piano, via Salaria, 133

Dottorato in Sociologia e scienze sociali

Master in Immigrati e rifugiati

presentazione di

Compagne di Viaggio
Racconti di donne ai tempi del comunismo

a cura di Radu Pavel Gheo e Dan Lungu

INTERVENGONO
Dan LUNGU
Maria Immacolata MACIOTI
Enrico PUGLIESE
Sandro TETI

Accademia di Romania

Da Chisinau a Venezia: la rivista “Clipa”, pubblicazione culturale della giovane generazione della Repubblica Moldova‏

L’ISTITUTO ROMENO DI CULTURA E RICERCA UMANISTICA DI VENEZIA
in collaborazione con
ATENEO VENETO

organizza la presentazione della

„RIVISTA CLIPA”

Mercoledì, 28 settembre 2011, ore 17.00

Ateneo Veneto – Sala Tommaseo

Interveranno:
Eugenia Bulat – direttore fondatore ed onorifico; Iulia Iordăchescu– direttore e coordinatore progetto; Aurelia Cojocaru – poettessa e pubblicista; Mihaela Iordăchescu – pubblicista e curatrice formato elettronico della rivista; Dan Nicu – storico e pubblicista

Da Chisinau a Venezia: la rivista “Clipa”, pubblicazione culturale della giovane generazione della Repubblica Moldova

Presso il prestigioso Ateneo Veneto di Venezia avrà luogo il 28 settembre la presentazione della rivista „Clipa”, pubblicazione culturale della giovane generazione della Repubblica Moldova finanziata dall’Istituto Culturale Romeno di Bucarest.

La pubblicazione è stata fondata nell’autunno del 1995, in seguito allo sciopero generale degli allievi, studenti e professori, dimostrazione avviata per difendere la lingua romena e la storia dei romeni, il primo grande sciopero dopo il 1989.
L’esistenza ben definita del circolo letterario “Clipa siderală”, iniziato nell’autunno del 1991 presso il Liceo Accademico Romeno-Inglese “Mircea Eliade” e gli interventi dei giovani nella Grande Piazza del Raduno Nazionale di Chisinau hanno delineato la convinzione che il nuovo movimento ha bisogno di una pubblicazione speciale, diversa da quelle esistenti, una “cattedra” letterario-pubblicistica che possa far conoscere il talento e l’intelligenza del giovane formato ed educato nel sistema preuniversitario di Bessarabia, tornato ai valori nazionali.

La rivista è stata inaugurata il 5 ottobre 1995 con il titolo iniziale di “Cetatea dăinuirii”. Dal 1996, invece, ha preso il nome del circolo la cui germinazione intellettuale l’ha resa possibile (“Clipa siderală”). Dall’inizio del 2007, la rivista ha cambiato il nome in “Clipa”/Attimo. Registrata alla Camera di Stato del Ministero della Giustizia della Repubblica Moldova come pubblicazione indipendente e non-profit, disponibile esclusivamente per il servizio dei giovani, la rivista è stata, dall’inizio, riparata dalle ingerenze politiche.

Nell’autunno del 1999, “Clipa siderală” ha lanciato il concorso nazionale di creazione letteraria “Iulia Hasdeu”, arrivato all’undicesima edizione. I galà dei laureati del concorso si svolge tradizionalmente a inizio ottobre presso la sede della biblioteca pubblica “Onisifor Ghibu”, del Centro di Cultura e dell’Arte “Ginta Latină” o nella Sala Grande dell’Unione degli Scrittori di Chisinau.

La presentazione della rivista presso l’Ateneo Veneto di Venezia fa parte della strategia culturale dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia che si propone di sostenere sia i progetti culturali di qualità proposti dalla comunità romena in Italia, sia le attività degli uomini di cultura originari dalla Repubblica Moldova che vivono nella penisola.

Gli invitati dell’evento a Venezia sono Eugenia Bulat, direttore fondatore e direttore onorifico della rivista, Iulia Iordăchescu, direttore e coordinatore del progetto, Aurelia Cojocaru, poetessa, giornalista, studentessa presso l’Università di Berlino, Mihaela Iordăchescu, giornalista, autrice e curatrice della rivista nel formato elettronico, studentessa presso l’Accademia degli Studi Economici di Chisinau e Dan Nicu, storico, giornalista, laureato presso la Scuola Nazionale di Scienze Politiche e Amministrative di Bucarest.

L’evento è organizzato con il sostegno finanziario dell’Istituto Culturale Romeno di Bucarest.

Coordinatore del progetto: MIHAI STAN
Tel. +39.041.5242309
Mail mihai.stan@icr.ro
ISTITUTO ROMENO DI CULTURA E RICERCA UMANISTICA DI VENEZIA

sabato 24 settembre 2011

Roma e provincia, stranieri 27 mila edili

Roma e provincia, stranieri 27 mila ediliMETROPOLI
Domenica a piazza Vittorio una festa per gli addetti del settore: i migranti potranno avere informazioni legali e l'elenco delle norme per la tutela. Dai film alle foto per raccontare badanti, tate e colf. Sono il 49% del totale. I sindacati: "Più sicurezza, troppi incidenti sul lavoro"
di ANNA RITA CILLIS

Un operaio edile su due è un immigrato: nei cantieri di Roma e provincia su 55mila addetti - dati rilevati da ottobre 2009 a giugno 2010 - circa 27 mila sono stranieri, ovvero il 49,5 per cento. Una forza lavoro "dalla quale oggi non si può prescindere", spiega Roberto Cellini, segretario generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio. Ed è a loro che è dedicata la "Festa interculturale per la sicurezza in edilizia" organizzata per il terzo anno consecutivo a piazza Vittorio domenica prossima. Evento per il quale scendono in campo la Asl RmA, i sindacati, l'Inail, le amministrazioni locali, le associazioni di categoria e Sant'Egidio. "Quest'anno per la prima volta - spiega Cellini - saranno allestiti anche gli stand dei sindacati dove i migranti potranno ottenere informazioni legali e l'elenco dei diritti sui luoghi di lavoro".

Lo scorso anno la manifestazione fu un "successo" ricordano gli organizzatori. Oltre settemila persone raggiunsero l'agorà più multietnica della Capitale per partecipare alla festa nata per accogliere le famiglie dei lavoratori migranti: un'occasione per divertirsi tutti insieme e fare il punto sulle condizioni degli stranieri impegnati nel campo dell'edilizia nella capitale. Domenica, da mezzogiorno alle sei del pomeriggio, oltre alla musica, agli spettacoli dal vivo, agli stand di cucina etnica, "saranno realizzate delle dimostrazioni su come lavorare in sicurezza, su come operare un intervento di primo soccorso - prosegue il segretario Cellini - ma anche su come si monta e si smonta un ponteggio e si utilizza l'imbracatura anticaduta".

La sicurezza nei cantieri resta uno dei grandi temi da affrontare, il più delicato. Ora più che mai, come sottolinea la Fillea Cgil romana: "Sono drasticamente diminuite le ispezioni e questo significa meno controlli e dunque meno tutela. Perciò aumentano più incidenti". E proprio sui dati degli incidenti Roberto Cellini spiega: "Spesso vengono male interpretati perché, ad esempio, non è vero che sono diminuiti nel 2009 come in molti hanno sottolineato. Ci sono stati meno incidenti perché sono diminuiti gli addetti ai lavori". Nel 2009 ci sono stati circa 3300 incidenti, l'anno precedente 3733 "ma lo scorso anno i lavoratori edili erano 55mila, nel 2008 erano 61mila".

E gli infortuni riguardano nel 20-30 per cento dei casi proprio operai stranieri, ma secondo il segretario romano della Fillea Cgil si tratta di numeri "approssimativi visto che molti, dopo essersi fatti male vanno sì al pronto soccorso ma non denunciano l'infortunio sul lavoro". Lo scorso anno a Roma cinque migranti hanno perso la vita mentre erano in cantiere. Nel 2008 gli operai deceduti furono sempre cinque. E in tutto il Lazio nel 2008 gli infortuni di lavoratori stranieri nel settore delle costruzioni sono stati 1.034 di cui 838 nella provincia di Roma, sei quelli mortali. "La conoscenza dei propri diritti come dei doveri - conclude Roberto Cellini - nel caso dei migranti si traduce in emergenza sociale". Chi va alla festa quest'anno avrà anche un vademecum sul problema: la guida illustrata "Sicurezza sui cantieri edili".
(22 settembre 2010)

Fonte: La Repubblica

Leggi anche:
Viterbo - Festa interculturale per la sicurezza in edilizia

Invito alla presentazione del volume "Julius Evola, Lettere a Mircea Eliade 1930-1954." a c. di Claudio Mutti, Controcorrente, Napoli 2011‏

Presentazione del Volume

Julius Evola, Lettere a Mircea Eliade 1930-1954,
a cura di Claudio Mutti, Controcorrente, Napoli 2011.
Quaderni di testi evoliani n. 46

Fondazione Julius Evola
Scuola Romana di Filosofia politica

ROMA, Domenica 25 Settembre 2011, ORE 16,30
SALA CONFERENZE DELL’ACCADEMIA DI ROMANIA
Piazza José di San Martin n. 1

Il dibattito sarà moderato dal dott. Gianfranco de Turris, Segretario della Fondazione Evola.
RELATORI:
prof. Francesco Saverio Festa, docente di Storia della filosofia politica, Univ. di Salerno.
prof. Roberto Scagno, docente di Lingua e Letteratura romena dell’Univ. di Padova.
INTERVERRANNO :
prof. Giovanni Casadio, docente di Storia delle religioni dell’Univ. di Salerno e prefatore del volume.
dott. Pietro Golia, edizioni Controcorrente.

Rinfresco

Accademia di Romania

martedì 20 settembre 2011

Un convegno internazionale italo-­romeno a Torino "La Romania e i diritti umani"

A vent’anni da una tragedia misconosciuta

Dopo la caduta di Nicolae Ceausescu, il “nuovo corso” democratico della politica romena –  manovrato dai comunisti ex sodali del Conducator, e in particolare da Ion Iliescu – fu mediatamente rifiutato dal popolo romeno, che vi riconobbe subito, e subito denunciò, la maschera ripulita della precedente dittatura. E fu il massacro di centinaia di civili inermi. Su ordine dei nuovi padroni della Romania, i minatori diedero sfogo a ripetuti ed efferati episodi di terrore e di sangue, le tristemente note mineriade, una delle pagine più oscure e meno conosciute della storia romena degli ultimi due decenni. C’era da mettere a tacere il grido di libertà d’un intero popolo, che invece fu segnato a fuoco, ancora una volta nella storia.
A vent’anni esatti dai gravi incidenti della mineriada di Valea Jiului – 24 settembre 1991 – un convegno che approfondisce il tema e lo espande, toccando argomenti di fondamentale importanza per la comprensione della realtà politica e culturale romena di ieri e di oggi. Dalla fine dei Ceausescu al ruolo geopolitico della Romania, dall’immigrazione italiana nel Paese danubiano al processo  contro Corneliu Zelea Codreanu, il Capitano della Guardia di Ferro, ai crimini del regime comunista di Ana Pauker: una panoramica essenziale su alcuni tra i più significativi avvenimenti romeni del Novecento.
L’evento è organizzato da Luca Bistolfi, giornalista indipendente e studioso di Romania, e da Bruno Labate, presidente e fondatore dell’associazione PoesiAttiva.
«Questo incontro – dice Bistolfi – è una sorta di“puntatapilota”, di laboratorio preparativo. Infatti a partire dall’anno prossimo intendo organizzare un convegno annuale della durata di due-­‐tre giorni, con ospiti provenienti anche da altri Paesi, quali ad esempio la Francia, in cui la pubblicistica sulla Romania è assai più vasta che non in Italia». Lo scopo di queste iniziative è molteplice, continua Bistolfi, «da una parte sensibilizzare gli italiani e i mezzi di comunicazione nei confronti di un Paese fratello con una storia millenaria tragica e meravigliosa; dall’altra costruire una rete internazionale di studiosi il più possibile indipendenti, che abbia al centro la Romania.
Ritengo che la storia e la collocazione geopolitica dello Stato danubiano sia di fondamentale   importanza per l’Europa e, più estesamente, per l’Eurasia.
L’impostazione che ho voluto imprimere all’evento è in netta controtendenza rispetto a quanto  prodotto, soprattutto da parte accademica, sulla Romania. Bisogna farla finita sia con i luoghi comuni, sia soprattutto con le menzogne e le falsificazioni storiche e culturali». Bruno Labate: «Il convegno ha lo scopo di focalizzare l’attenzione su alcuni crimini e su molte contraffazioni che hanno caratterizzato la storia romena del Novecento. Tratteremo episodi molto noti e alcuni assai di meno, ma di pari importanza e gravità. È davvero un evento unico, con relatori di primo livello».

Torino, sabato 24 settembre 2011
Ore 9,30-­18

Centro Congressi Regione Piemonte
Corso Stati Uniti, 23 – Torino

Programma

9,30 – Apertura lavori
Bruno Labate (PoesiAttiva), don Fredo Olivero (Pastorale Migranti Torino), Giampiero Leo (consigliere Regione Piemonte)

10,00 –UNA GRANDE MENZOGNA:LA RIVOLUZIONE DEL DICEMBRE 1989
Grigore Cartianu
Giornalista di «Adevarul», autore di Sfarsitul Ceausestilor. Sa mori impuscat ca un animal salbatic (La fine dei Ceausescu: morite ammazzati come un animale selvatico) e Crimele revolutiei (I crimini della rivoluzione)
L’intervento sarà tradotto con traduzione consecutiva

11,00 –L’ULTIMO GIRONE: L’ESPERIMENTO PITESTI
Dario Fertilio
giornalista del «Corriere della Sera», scrittore, autore di Musica per lupi, saggio-­‐romanzo
storico sull’Esperimento Pitesti

12,00 – Dibattito

13,00 – Buffet aperto a tutti

15,00 –LA FUNZIONE GEOPOLITICA DELLA ROMANIA
Claudio Mutti
Romenista, saggista, traduttore, redattore della rivista Eurasia, membro del Consiglio direttivo dell'IsAG (Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze ausiliarie), fondatore e direttore delle  Edizioni all’Insegna del Veltro

16,00 –LA GUARDIA DI FERRO E IL PROCESSO CONTRO CORNELIU ZELEA CODREANU
Luca Bistolfi
Giornalista e saggista, studioso di Romania, redattore della rivista in rete EaST Journal

17,00 – Dibattito e chiusura dei lavori
Durante l’incontro sarà proiettato un filmato contenente una testimonianza di un sopravvissuto al carcere di Pitesti

Per informazioni: 389.0539569

Romania, valori si traditii europene 2011, Milano 24-25 septembrie

lunedì 19 settembre 2011

Invito all’incontro con Valeriu Butulescu, Oasi di Sabbia Aforismi, venerdì 23 settembre Torino

Invito all’incontro con
Valeriu Butulescu

OASI DI SABBIA

Aforismi

venerdì 23 settembre 2011

ore 17,30

Fabrizio Caramagna, curatore

Alina Breje, traduttrice

presentano l’autore

Sandro Gros-Pietro
conduce l’incontro

Parco Rignon
Biblioteca Civica Villa Amoretti
Corso Orbassano, 200
Torino

Valeriu Butulescu nasce a Preajba, Gorj, in Romania il 9 febbraio 1953.
Poeta, drammaturgo, romanziere, traduttore, autore di aforismi, giornalista e politico rumeno, è tra le personalità più importanti della cultura romena. Ha ricevuto numerosi prestigiosi riconoscimenti e la sua opera è conosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Ha pubblicato oltre 50 volumi di opere teatrali, poesie, aforismi, saggi e traduzioni e le sue opere sono state tradotte in oltre 40 paesi.

Questi pensieri non appartengono a me.
Dio li ha dettati, il Diavolo ne ha fatto la correzione.
Sono un granello di sabbia.
Ma senza di me, il deserto sarebbe più vuoto.
La poesia è nata nella notte in cui l’uomo ha iniziato a contemplare la luna, consapevole del fatto che non era commestibile.
Ogni anno oltrepassiamo senza saperlo il giorno della nostra morte.
Guerra moderna. Muoiono più giornalisti che soldati.

Per informazioni:
Genesi Editrice s.a.s. – Via Nuoro, 3 – Torino
tel. e fax 0113092572 e-mail: genesi@genesi.org

Quando si parla di aforisma e di aforisti, si citano sempre i soliti nomi: La Rochefoucauld, Oscar Wilde, Karl Kraus, Elias Canetti, E.M. Cioran e qui in Italia Ennio Flaiano e si ignorano tutta una serie di autori della letteratura aforistica contemporanea che scrivono aforismi di grandissima qualità. Con questa nuova edizione – che ha l’ambizione di raccogliere i migliori aforismi di Valeriu Butulescu lavorando sull’opera omnia dell’autore rumeno, intitolata Fragmentarium – il pubblico italiano ha finalmente modo di conoscere l’opera di uno dei più grandi interpreti dell’aforistica contemporanea in Romania e non solo. Gli aforismi di Valeriu Butulescu sono scettici e ironici, paradossali e tuttavia veritieri, poetici e graffianti, seri e faceti. Come annotava molto bene il critico Cornel Moraru, Valeriu Butulescu fa il moralista, senza moralizzare né impartire falsi e noiosi insegnamenti di saggezza. E il critico Alex Stefanescu scrive che “Valeriu Butulescu è uno scrittore di talento e di grande profondità che trasforma l’aforisma in un mezzo di espressione non restrittivo. La riflessione filosofica, l’osservazione del moralista, il lirismo in tutte le sue varianti – da quello visionario a quello galante – l’umorismo di idee trovano formulazioni lampeggianti e memorabili nei suoi scritti. Da poche parole, l’autore crea istantaneamente una tensione semantica e a volte – negli aforismi più ispirati – questa tensione produce una sorta di scintilla elettrica, trionfo dellla sua intelligenza e sensibilità”. In questa continua tensione semantica, in questo rifiuto di ergersi a tribuno di verità assiomatiche, (“Quando scrivo mi contraddico spesso. Ammetto di farlo con una certa convinzione”) credo che ci sia uno dei segreti della modernità della scrittura aforistica di Valeriu Butulescu.
Fabrizio Caramagna

Inscrieri USAMV Cluj-Napoca, Extensia Viterbo


Universitatea de Stiinte Agricole si Medicina Veterinara Cluj-Napoca anunta continuarea inscrierilor si-n luna septembrie pentru anul universitar 2011-2012 la Extensia Viterbo.

Aceasta extensie a Universitatii functioneaza cu trei Facultati: Facultatea de Agricultura (Sectia Agricultura), Facultatea de Zootehnie si Biotehnologii (Sectia de Zootehnie) si Facultatea de Horticultura (Sectia de Horticultura).

In baza acordului semnat intre USAMV Cluj-Napoca si Universitatea Tuscia din Viterbo diplomele sunt recunoscute bilateral.

Orele de curs se vor desfasura in limba romana, in sistemul Invatamant la Distanta (ID), iar durata studiilor este aceeasi la si cea de la zi.

Documentele necesare inscrierii sunt:
- fisa de inscriere (completata electronic) – se descarca de pe pagina http://www.usamvcluj.ro/files/admitere/fisa%20inscrier%20licenta.pdf
- carte de identitate – in original si copie
- diploma de bacalaureat si foaie matricola, in original sau copii legalizate
- certificat de nastere in copie legalizata
- adeverinta medicala tip MS 18.1.1. eliberata de la medicul de familie
- 3 fotografii tip ¾
- Dosar plic
- Chitanta pentru achitarea in contul RO06TREZ216504601x007223, (deschis la TREZORERIA CLUJ, Str.Regele Ferdinant nr.8, C.F.4288381, Cod SWIFT TREZROBU) a sumei de 90 RON, reprezentand taxa de inscriere.

Alte informatii utile gasiti la adresa web a USAMV Cluj-Napoca: www.usamvcluj.ro

Pentru mai multe detalii va rugam sa ne contactati la:
Via San Giovanni Decollato 1, 01100 Viterbo
Tel.: +39 0761333754 sau 3403086706, persoana de contact: Adela Moise
Email: viterbo@usamvcluj.ro

domenica 18 settembre 2011

A Sanremo lunedì 19 settembre incontro di preghiera nella Chiesa ortodossa romena

Sanremo - Il tema sarà: "In una terra ospitale educhiamo all'accoglienza"

La Commissione per l'Ecumenismo e il Dialogo, la Chiesa Ortodossa Russa, la Chiesa Ortodossa Romena, la Chiesa Evangelica Luterana la Chiesa Evangelica Valdese e la Comunità Anglicana, in occasione della 6° giornata per la salvaguardia del Creato, invitano a partecipare ad un incontro di preghiera e riflessione.
L'appuntamento è fissato per lunedì 19 settembre alle ore 21,00 nella chiesa Ortodossa Romena (C.so Cavallotti - ex chiesa Carmelitane) e avrà come tema: "In una terra ospitale educhiamo all'accoglienza".

di Manuela Consonni

Fonte: Riviera24

Romania, avanguardie sconosciute

12/09/2011 - Al Vittoriano una vetrina (sciatta) di artisti e movimentiRoma

E’ curioso, forse a causa della cortina di ferro (o dell’embargo di quanto non rientrava nell’ortodossia sovietica del realismo socialista) il silenzio confuso, un po’ ingiustificato e provinciale, che è sceso su tutto quello che è capitato in Romania, tra il fiorire delle avanguardie storiche e la fine del secondo dopoguerra. Un solo esempio, quasi una scommessa: chi saprebbe vincersi un premio, rispondendo sicuro che Victor Brauner, il pittore surrealista caro a Breton e celebre per le sue figure geometrico-sessuali, in stile Tanguy, non era parigino, come molti pensano e nemmeno tedesco, come spesso si legge, ma invece proprio rumeno? Curiosa, questa prolungata, significativa ignoranza caparbia, su quell’universo pur fervente.
E dire che la Romania nel campo dell’arte ha regalato al mondo degli innovatori autentici e ribelli, magari fuggiti di patria troppo presto, come Tzara e Brancusi, o come il «nouveau realiste» Daniel Spoerri, oppure un fotografo originale e colto quale Brassai. Innovatori veri che, senza retorica, han fatto parte rilevante della cultura del Moderno. Ed è difficile pensare il nostro '900 senza Tzara, o Brancusi o Jonesco, ma anche senza Marcel Jancu (o Janco) che ha collaborato intensamente al fiorire del movimento Dada, protagonista delle geniali serate al Cabaret Voltaire di Zurigo, insieme a un emigrato che non voleva mettersi troppo in luce, come Vladimir Ilijc Ulianov, meglio conosciuto come Lenin, che giocava a scacchi con il poeta Tzara. Tutto questo, ahimè, non si scopre né si può sospettare, vedendo la purtroppo diseguale rassegna, come sempre un po' trasandata, al Vittoriano, che però ha il merito, almeno, di sottolineare questa lacuna vistosa, che andrebbe colmata con più acribia.
Stupisce per esempio, che in mostra ed in catalogo, la divertente tela di Baltazar, dedicata ad un gruppo di signorine dall’aria condiscendente, che ricorda un poco il nostro Bonzagni, abbia titolo di I vagabondi o che il saggio critico principale contenga alcune imprecisioni allarmanti, sostenendo che il modernismo equivalga a un’arte conservatrice compromessa («miscuglio di modernismi moderati»: bell'ossimoro davvero) che alle durezze «tedesche» della Nuova Oggettività, che qui si fa sentire non poco (basta pensare ai ritratti di Eder) si possa giungere «scivolando armoniosamente», e che il decisivo apporto del dadaismo si possa prendere così sottogamba («aurora dadaista nata nei lunatici incontri del Cabaret Voltaire»).

Detto questo, una passeggiata tra pittori troppo sconosciuti, salvo ai maniaci della curiosità, come Radulescu, Max Herman Maxy, Elena Popeea (che ricorda un po’ Pascin), il materico fiammaggiante Theodulesco-Sion, il quasi informale Phoebus, o il naif-bizantino Michailescuy, che ricorda un poco il nostro Tullio Garbari, è comunque stimolante. Curioso per esempio che questo paese, che avverte la scossa dei Fauves, le innovazioni di Cézanne, l'influenza di Kupka (su Mattis-Teutsch) o di Derain, abbia poi tutto un nucleo di artisti paesani che assomiglia in modo incredibile ai nostri secessionisti sardi. Ma anche qui, peccato che di alcuni rivoltosi si mostrino solo le opere tarde di stanco, deviante «richiamo all'ordine», e di un importante rivoluzionario come Jancu, che è stato pure autorevole architetto, unicamente spompati cascami di umiliante ripiego.

I COLORI DELLE AVANGUARDIE
ROMA. COMPLESSO DEL VITTORIANO
FINO AL 15 OTTOBRE

Di Marco Vallora

Fonte: La Stampa

Boxe: Addio imbattibilità, Erittu perde il titolo

Il sardo cede in casa al romeno Ilie la sua corona intercontinentale Ibf/Usba dei massimi leggeri. Decisione contestata dell'arbitro che sancisce l'abbandono

CAGLIARI - Un gancio destro al mento ha messo fine all'imbattibilità di Salvatore Erittu (21-1-0) e consegna al romeno Julian Ilie (18-4-2) il titolo intercontinentale Ibf/Usba dei massimi leggeri.

A SORPRESA - Epilogo inatteso quello del match clou della serata organizzata ad Arzachena dal Boxing Professional Team. Il pugile portotorrese si era preparato bene all'incontro che poteva schiudergli le porte della semifinale mondiale, ma è incappato in un avversario molto potente che ha osato il tutto per tutto nelle prime due riprese.

IL MATCH - Nella prima, il "cobra" Ilie ha scosso l'avversario col destro, per due volte, per fortuna senza doppiare o insistere. A metà del secondo round, che Erittu aveva anche iniziato benino, Ilie è riuscito ad accorciare la distanza col più alto avversario e portare una combinazione che si è conclusa con un gancio destro al mento. E' stato il colpo che ha spedito al tappeto Erittu. Si è rialzato ed è stato contato, ma Ilie era ormai una furia e lo ha di nuovo attaccato.

LA DECISIONNE TECNICA - L'arbitro francese Vincent Dupas ha ritenuto che il pugile italiano non avesse più capacità di reazione e ha interrotto il match tra le proteste del pubblico. Il match sarà trasmesso in differita martedì alle 21 su Sportitalia 2.

(17 settembre 2011)

Fonte: Repubblica

Trofeo Soland alla rumena Cadantu

Contro la Duque Marino finisce 6-4, 6-3 davanti a 1000 spettatori.

Per la prima volta in 12 edizioni il nome di una tennista rumena si inserisce nell’albo d’oro degli Internazionali femminili Regione Piemonte, 2° trofeo Soland. A prevalere sui campi del circolo Tennis Biella (Itf con montepremi di 100 mila dollari) è stata Alexandra Cadantu, a segno con il punteggio di 6-4, 6-3 sulla colombiana Mariana Duque-Marino.

Davanti ad un migliaio di spettatori alla 21enne di Bucarest è servita un’ora e 37 minuti per avere la meglio sulla rivale. Che non sarà giornata la colombiana lo intuisce fin dalle prime battute quando una sequela di errori le costano immediatamente il break. Sul 3-0 prova a scuotersi: per la prima volta trova due accelerazioni vincenti, ottiene il contro break, ma è solo un fuoco di paglia. Un altro paio di break non cambiano la storia del set, che si chiude dopo 51 minuti, con Duque-Marino capace di sparare 19 vincenti, ma anche di commettere ben 16 errori gratuiti.

La seconda frazione è segnata fin dal quarto gioco quando la colombiana perde un servizio in cui si trova avanti per 40-0 e nel quale aveva dato saggio delle sue doti. A quel punto scatta una sequenza di 5 giochi in cui entrambe le rivali perdono la battuta. Cadantu si ritrova a servire sul 5-3, vola 40-15, le viene annullato un match point con un diritto al fulmicotone di Duque-Marino: il canto del cigno della tennista di Bogotà, che lascia Biella con scalpi importanti (oltre a Kanepi anche l’altra top 100 Mayr), ma che ha ceduto sul più bello.
11 settembre 2011
Nella foto CERETTI, la vincitrice Cadantu

Fonte: Il Biellese

Cesena, arriva Matei

Il Cesena ha trovato l'accordo con Florentin Matei.

La giovane promessa rumena classe 1993 gioca in attacco come il suo connazionale Adrian Mutu. Matei si è svincolato a parametro zero dalla Unirei Urziceni e firmerà un contratto di cinque anni con la società di Campedelli.

Il nuovo giocatore del Cesena era seguito da molte società europee ma pare che sia stato proprio Mutu a convincerlo ad accettare la corte del club romagnolo.
11 settembre 2011

Fonte: Sportal

Calcio a 5, Olimpiadi conferma il rumeno Magurean

Il nazionale rumeno sarà a disposizione del tecnico Luciano Sciacqua. Secondo posto per Acquaviva e compagni nel “Triangolare della Disfida”.

A poco più di due settimane dall’esordio in campionato, previsto al PalaDolmen sabato 24 settembre contro i calabresi del Mirto C5, Olimpiadi puntella ulteriormente il proprio roster confermando per la seconda stagione consecutiva il rumeno Tiberiu Magurean.

Universale classe 1979, “Tibi” cosi chiamato dal gruppo, è arrivato un anno fa, fresco campione di Romania con il City’Us Targu Mures ha concluso la stagione con 10 gol realizzati in Serie A2 al suo primo campionato in Italia, risultando il top scorer della squadra segnando 7 reti negli ultimi 5 turni consecutivi. Il suo curriculum vanta ben 2 scudetti vinti in Romania, con Cip Deva e Targu Mures, una Coppa di Romania, sempre con il club di Targu Mures, ben 40 presenze nella nazionale rumena, condite da 9 gol realizzati, la partecipazione alla Uefa Futsal Cup, ovvero la Champions League del futsal con il Cip Deva ed una precedente esperienza nel calcio a 11 nella Serie B rumena.

Magurean è arrivato in Italia grazie all’intermediazione del ds Francesco Dell’Orco che ha dichiarato: “Tibi è una scommessa della società ma ovviamente anche un mio pallino. Questo è il campionato dove deve dimostrare tutto il suo valore. Rapido, ambidestro, ha qualità tecniche invidiabili che possono fare la differenza in Serie B, non sono mancate le richieste da parte di altre società segno che Tibi ha fatto molto bene nella scorsa stagione, nonostante la retrocessione. Sono contento che lui si sia ambientato qui a Bisceglie e spero che rimanga più a lungo possibile nella nostra squadra perché oltre ad essere un ottimo atleta è anche un ragazzo molto disciplinato”.

Triangolare Della Disfida dai due volti quello disputato da Olimpiadi che sabato scorso, al "PalaDisfida M.Borgia", ha affrontato i padroni di casa del Barletta calcio a 5 e il Fuente Foggia, squadre militanti nel girone D del campionato cadetto. Mister Sciacqua ha dovuto fare a meno dei due nuovi innesti provenienti dal Bisceglie calcio a 5 Giuseppe Russo e Antonio Amoruso e del portiere Daniele D'Addato, schierando una squadra senza molti cambi ed appesantita dai carichi di lavoro intenso in settimana.
Netta sconfitta per 6-0 contro la Fuente Foggia per i ragazzi di mister Sciacqua, che si rifanno nel mini match successivo superando per 2-0 il Barletta C5 grazie alle reti messe a segno da Gigi Palermo e Leonardo Di Leo. Tra le curiosità da segnalare l’esordio nel club barlettano di mister Bizzoca dell’ex Olimpiadi Acocella, giunto in prestito dal sodalizio presieduto da Donato Di Liddo. Per la cronaca il torneo è stato vinto dalla Fuente Foggia che nella terza partita ha avuto la meglio sui padroni di casa biancorossi per 2-0.

Prossimo appuntamento, secondo il calendario delle amichevoli, quello previsto per il sabato 10 settembre quando il PalaDolmen sarà teatro della sfida tra Olimpiadi e Giovinazzo.

Scritto da Gianluca Valente
Mercoledì 07 Settembre 2011
Fonte: BisceglieTv

Il Vescovo della Chiesa Ortodossa Romena a Torino

16-09-2011

La comunità romena torinese, è la più numerosa tra quelle straniere (circa 70.000 persone), e tra i romeni quelli di religione ortodossa sono circa l’87%.
Molti torinesi hanno sicuramente potuto osservare la grande quantità di fedeli che immediatamente prima delle funzioni affollano il sagrato della bella chiesa di Santa Croce in piazza Carlina (piazza Carlo Emanuele II).
Per una curiosa coincidenza (che sicuramente tale non sarà per i credenti di fede ortodossa), proprio questo è l’edificio di proprietà del Comune di Torino (fatto anch’esso insolito), da quasi 40 anni sconsacrato e abbandonato dal culto cattolico, che è stato possibile affidare ad una comunità ecclesiale romena la cui festa patronale si chiama “Esaltazione della Santa Croce.”Un segno dell’attenzione che la Città dedica alle confessioni religiose a prescindere dall’appartenenza ad esse di cittadini italiani o stranieri.
E a Santa Croce, nel giorno della festa patronale, che è il 14 settembre, monsignor Siluan, Vescovo della Diocesi Ortodossa Romena d’ Italia, massima autorità religiosa dell’ortodossia romena nel nostro Paese, pastore di circa 900.000 anime, ha celebrato una funzione religiosa nel corso della quale ha consacrato un nuovo sacerdote ed un diacono.
Alla cerimonia è stato invitato anche il presidente del Consiglio comunale di Torino Giovanni Maria Ferraris.

Nella foto:
-Monsignor Siluan, Vescovo della Diocesi della Ortodossa Romena d'Italia;

Silvio Lavalle

Fonte: PeròTorino

L’Italia riconosce ufficialmente la Chiesa Ortodossa Romena

Riunisce la maggior parte dei fedeli romeni in Italia. Il riconoscimento giuridico dà il via alle agevolazioni fiscali ed è un primo passo verso la stipula di un’intesa (otto per mille compreso)

Roma – 14 settembre 2011 - Lunedì scorso Lo Stato Italiano ha riconosciuto giuridicamente la Diocesi Ortodossa Romena d’Italia, che nella Penisola rappresenta la Chiesa Ortodossa Romena e tra i suoi fedeli annovera la maggior parte dei romeni (oltre un milione) che vivono qui.

La procedura per il riconoscimento è durata quasi due anni e porta con sé una lunga serie di vantaggi. La Chiesa Ortodossa Romena potrà ad esempio acquistare e possedere beni a proprio nome in Italia e godere di diverse agevolazioni fiscali. È inoltre un prima passo verso la stipulazione di un’intesa con lo Stato Italiano che, tra le altre cose, aprirebbe la strada al beneficio dell’otto per mille.

La Diocesi Ortodossa Romena d’Italia è cresciuta di pari passo con l’immigrazione romena, conta 157 parrocchie e aveva chiesto il riconoscimento nell’autunno del 2009. Ieri ha diffuso una nota ufficiale in cui saluta il “coronamento all’impegno e al sacrificio di coloro che hanno posto le basi delle prime comunità ortodosse rumene in Italia e di tutti coloro che ne hanno continuato la missione pastorale, sacerdoti e laici, conducendola fino allo stato odierno”.

“Il riconoscimento della nostra Diocesi – aggiunge - rappresenta, parimenti, il riconoscimento della presenza di oltre un milione di Romeni ortodossi sul territorio italiano, il quale cerca di vivere e testimoniare il proprio credo e la propria tradizione, custodendo la sua identità di fede e di popolo, e allo stesso tempo integrandosi con la realtà in cui gli è dato di vivere”.

Fonte: Stranieri in Italia

Uno spazio per il culto dignitoso a tutte le confessioni religiose

In questi giorni si è finalmente concretizzata la possibilità per la comunità sikh di aprire in territorio cremonese un luogo di culto.

Questo fatto non può che essere salutato con gioia in quanto permette a questa importante e comunità l’esercizio libero del proprio culto e la possibilità di condividere con il territorio il grande portato spirituale di questa confessione. Inoltre è un gesto di civiltà in quanto, è bene ricordarlo, i sikh, oggi conosciuti per la loro presenza indispensabile nell’economia delle nostre aziende agricole contribuirono con il sangue di migliaia di soldati alla liberazione d’Italia, e quindi, è anche grazie a loro se esiste la nostra democrazia.

Tale fatto permette di affrontare un altro problema del territorio cremonese, quello della comunità ortodossa romena; infatti a Cremona vivono circa tremila immigrati romeni a Crema circa cinquecento, settemila in tutta la provincia, proprio per venire in contro alle esigenze di questa comunità così numerosa si potrebbe seriamente riflettere di iniziare a porre la questione della realizzazione di una Chiesa per questa importante comunità. L’esempio e il modello da seguire sarebbe quello dell’amministrazione di centro destra di Verona, guidata dal dottor Flavio Tosi, vale a dire l’alienazione a prezzo di mercato di un bene demaniale al Governo Romeno che poi è stata messa a disposizione della Diocesi Romeno Ortodossa in Italia per l’edificazione di un centro culturale, di una chiesa e di una scuola aperta a tutti e che serva per facilitare le relazioni sociali e positivi scambi di esperienze e di tradizioni.

Il modello veronese potrebbe essere un apripista per la soluzione non solo di spazi per la comunità ortodossa romena, ma per permettere a tutte le confessioni religiose di esercitare in luoghi dedicati il proprio credo e dare piena attuazione all’art 8 della Costituzione che oltre a sancire che “Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge” assicura il diritto alle stesse “di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano”.

Dott Marco Baratto
Associazione Culturale Euromediterranea
Lodi Italia
giovedì 15 settembre 2011

Fonte:AgoraVox

Mio fratello rumeno

Marian è mio fratello rumeno… ok…. non anagraficamente ma è come se lo fosse.

E’ venuto in Italia per cercar lavoro, lasciando i suoi cari e i suoi luoghi natali. Dopo un lungo viaggio è arrivato in quella lingua di terra rossa chiamata Salento.

Non ha lavorato subito con mio padre, ma solo dopo alcune settimane da allora è sempre stato devoto a lui. Devoto è una parola forte, ma penso che sia quella che meglio contraddistingue il legame che lega Marian ai miei genitori.

Marian lavora indefessamente, parla poco ma produce tanto, mangia con i miei genitori, guida la nostra barca, accudisce i nostri animali. Marian si arrampica sugli alberi come una scimmia, si butta in acqua sotto la barca per capire cosa blocca il timone, si inerpica su scale alte per sistemare il soffitto.

Marian è superman, ed è mio fratello rumeno.

E’ il maschio che ogni padre avrebbe voluto avere come sostegno nell’azienda.

Non sono mai stata gelosa del rapporto che ha con i miei genitori, anzi, l’idea che mio padre e mia madre abbiano un sostituto di me e di mia sorella lontane a Roma, che possa mangiare con loro a tavola durante l’inverno mi fa sembrare meno doloroso il distacco per tutti noi i giorni delle nostre partenza.

Casualmente la vita anche a Roma mi ha fatto imbattere in un’altra persona rumena ,“Betta”, la ragazza che domina sporco e disordine a casa nostra.

Per me Betta è veramente Benedetta. La casa dopo il suo passaggio si trasforma. Tutto brilla, profuma, risplende.

Betta ha le chiavi della nostra casa e della nostra fiducia. In oltre un mese in cui gestisce la nostra casa non le ho mai detto nulla, ne di elogio ne di ripresa, perché quando lei sistema casa io sono al lavoro e perché davo per scontato che se non avevo nulla da eccepire significava che tutto andava bene.

Ieri pomeriggio mi è arrivato il seguente messaggio di Betta

“Salve sono Betta, se non vi piace come pulisco o se volete un altre cose lasciatemi scrito grazie e buona serata”.

Queste poche parole ricevute mentre ero in ufficio, sommersa tra una pratica e l’altra, mi hanno emozionato. Ho capito solo allora che la mancanza di feedback da parte mia aveva fatto nascere in lei la paura, che non fossi soddisfatta del suo lavoro.

“No al contario sei perfetta. Per me oramai sei Benedetta Betta. Ci sei mancata ad agosto. Ho comprato il secondo mocio come mi avevi chiesto”

“Grazie 1000 tanti baci” è stata la risposta che mi sono vista comparire sul mio cellulare qualche minuto dopo.

Marian e Betta mi hanno fatto capire che la Romania non è solo prostituzione, bottiglie di birra, storie di Papponi ma la Romania è anche storia di tanta brava gente, di grandi e di piccoli sacrifici, storia di rispetto.
sabato 10 settembre 2011

Fonte: In Lungo e Largo Blog

O româncă, bomba sexy a Italiei

17 septembrie 2011

O româncă este noua bombă sexy a Italiei. Considerată ,,cea mai interesantă apariţie” din Peninsulă, Mădălina Ghenea a făcut senzaţie pe covorul roşu, la Festivalul de Film de la Venezia.

Unul dintre cele mai solicitate modele de lenjerie intimă, Mădălina Ghenea pare să le fi detronat pe Alexandra Mutu sau Ramona Bădescu în topul româncelor care au înnebunit Italia.

Comparată, la 24 ani, cu Eva Mendes, ea s-a remarcat în videoclipul lui Eros Ramazzotti ,,Il Tiempo Tra Di Noi". Românca a fost o perioadă şi iubita cântăreţului, dar a fost cuplată şi cu fotbalişti celebri, precum Marco Borriello, de la AS Roma. Mădălina a studiat baletul la Şcoala de Arte din Slatina, iar la 14 ani a plecat în Italia.

Fonte: Realitatea

La spinta al turismo in Romania

Natura incontaminata, città ricche di arte e di storia, riserve naturali, buone opportunità per gli amanti della caccia e dell'archeologia. La Romania vista dal turista, soprattutto straniero, è come una Ferrari senza motore. Grandi potenzialità, una bella carrozzeria ma nessuna spinta propositiva
Per promuovere il Paese come destinazione turistica Elena Udrea, ministro del Turismo, ha presentato il piano 2011-2015 che prevede grossi investimenti e servizi innovativi per i visitatori. Ma tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare e, dati alla mano, con un calo del 3% degli afflussi di visitatori stranieri nei primi cinque mesi del 2011 rispetto allo stesso periodo del 2010, il settore arranca ancora.

Colpa delle infrastrutture, sia stradali che di accoglienza, e di una strategia che è stata spesso frammentaria e che ha privilegiato a volte zone facilmente sfruttabili per nomi e folklore, come la Transilvania e il conte Dracula, senza investire sull'industria tout court. Adesso ci si augura che i programmi del ministro Udrea, criticata spesso in patria per gli eccessi e l'amore per la moda, non si sciolgano come neve al sole.
Le idee creative del ministro Elena Udrea

Nel giugno di due anni fa, infatti, la ministra aveva fatto le cose in grande portando a Parigi Nadia Comăneci, Ilie Năstase e Gheorge Hagi, grandi sportivi considerati tra i nomi e volti romeni più conosciuti all'estero, per lanciare il nuovo video-clip promozionale del turismo romeno. Da allora ad oggi alcuni passi sono stati fatti, ma la riduzione degli arrivi dall'estero, registrata nei primi cinque mesi dell'anno non lascia ben sperare.

Su un totale di 2,57 milioni di visitatori stranieri che hanno scelto la Romania il 77,8% ha deciso di pernottare in hotel, un dato in crescita dell'11,6% rispetto allo stesso periodo del 2010. È cresciuto anche il numero delle notti che sono state trascorse nelle strutture romene: 4,66 milioni di pernottamenti, in aumento del 4,7% rispetto ai primi cinque mesi dell'anno precedente. La maggior parte dei visitatori stranieri provengono dai Paesi dell'Unione europea (59,9%) e tra questi la fanno da padroni gli ungheresi (36,6%), seguiti dai bulgari (19,6%), da italiani e tedeschi pari merito con l'8,5% e infine gli austriaci (4,2%). Da non sottovalutare, però, il turismo dalla Cina e dagli Stati Uniti.
Open Bus e circuito rosso

Per risollevare questi dati e puntando a raddoppiare la percentuale del turismo straniero sul volume totale dal 25 al 50% in pochi anni, il ministro Udrea ha lanciato nuove iniziative sia a Bucarest che nel resto del Paese: nella capitale, per esempio, da quest'estate è possibile visitare la città a bordo di autobus scoperti, i cosiddetti Open Bus, su due piani. Un itinerario di 50 minuti per scoprire la città e i principali luoghi di interesse. Un'altra iniziativa singolare riguarda il primo treno-albergo della Romania. La “struttura” alberghiera si trova in Maramureş, ha tre vagoni di cui uno è dedicato alla ristorazione e due all'alloggio e ha tutti requisiti di un vero albergo, oltre alla possibilità di raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili dei Carpazi al confine con l'Ucraina.

La novità che ha fatto più scalpore, però, è quella legata al turismo del regime. “Stiamo lavorando su un circuito 'rosso' – ha annunciato poco tempo fa il ministro – che seguirà le tracce del comunismo e della dittatura”. Il cosiddetto circuito includerà il villaggio natio di Nicolae Ceauşescu, Scornicești e la prigione di Doftana dove fu rinchiuso per due anni per attività sovversive tra il 1936 e il 1938. Nel particolare e a dir poco unico tour saranno inclusi anche il balcone dal quale il conducător pronunciò l'ultimo discorso il 21 dicembre 1989 prima della caduta del regime e Târgovişte dove fu giustiziato insieme alla moglie Elena il 25 dicembre dello stesso anno. Anche alcune stanze della residenza ufficiale del dittatore e della moglie saranno aperte al pubblico. “I turisti occidentali sono molto interessati alla storia di Ceauşescu, possiamo farla conoscere nel modo giusto”, ha detto Udrea.
Fisco leggero per il turismo

Novità curiose e proposte allettanti, che però non eliminano il problema di fondo: la mancanza di strutture adeguate e di una rete di trasporti efficiente a partire dalla mancanza di autostrade, fino ai collegamenti interni su rotaia. Sarà per questo che il governo romeno ha approvato un emendamento al sistema fiscale che prevede un nuovo regime di tassazione per quegli edifici che vengono destinati ad attività turistiche. Un'altra decisione presa per incrementare il turismo nelle zone costiere del Mar Nero e prolungare la stagione è il taglio del 50% delle tasse sugli edifici e sui terreni che si trovano sulla fascia costiera e sono utilizzati a scopo turistico per più di sei mesi all'anno. Strategie che insieme al pacchetto di investimenti previsto dal ministro del Turismo dovrebbero poter dotare di motore la Ferrari-Romania: 13,2 milioni di euro saranno investiti in tutto il 2011, 17,5 milioni nel 2012 e 13 milioni nel 2013.
Sibiu, perla medievale

In questo progetto che va a rilento è giusto collocare splendidi gioielli di cultura e architettura che non risentono della crisi e che vivono di turismo da tempo. Uno di questi è Sibiu: l'ex capitale di tutte le città sassoni, ma anche capitale della Cultura europea nel 2007, vede ogni giorno l'arrivo di migliaia di turisti e nel 2011 è stata insignita dalla guida Michelin del titolo di località top del Paese. Il successo di questa cittadina dagli splendidi e curatissimi edifici risiede anche nel progetto di rilancio dell'artigianato locale lanciato nel 2007. Turisti provenienti da tutta Europa possono vivere l'atmosfera del Medioevo nelle botteghe della città, respirando l'antico splendore del centro noto per i lavori di artigianato, una tradizione che nel resto della Romania ha perso forza nel corso del ventesimo secolo.
Daniela Mogavero
6 settembre 2011
Fonte: Osservatorio Balcani e Caucaso

Napolitano: Suntem mulţumiţi că prezenţa comunităţii româneşti în Italia se consolidează

Preşedintele Italiei, Giorgio Napolitano, a declarat joi că este mulţumit că prezenţa comunităţii româneşti în Italia se consolidează, în ciuda tentaţiilor xenofobe, dorind o integrare "cât mai strânsă".

Şeful statului italian, Giorgio Napolitano, a notat fluxul de lucrători români în Italia, care în acest moment a depăşit un milion de persoane şi a subliniat că acest fapt a impus o nouă "optică" a problemelor comune cu care se confruntă nu doar Italia şi România, ci întreaga Europă.

"Noi suntem foarte multumiţi de faptul că prezenţa comunităţii româneşti în Italia se consolidează, în ciuda oricăror alte tentaţii xenofobe. Se consolidează, evident, cu respectarea legilor ţării noastre, cu garanţia pentru imigranţii romani că li se respectă drepturile", a spus preşedintele italian.

Napolitano a subliniat dorinţa Italiei de a se îndrepta către o integrare tot mai strânsă a comunităţilor şi mai ales cu respectarea tradiţiilor proprii ale românilor care trăiesc în Italia, inclusiv a tradiţiilor religioase. Din acest punct de vedere, preşedintele italian a menţionat la rândul său recunoaşterea Bisericii Ortodoxe române în Italia.
15 sep 2011
NewsIn

Sursa: Realitatea

I candidati sindaci Biandronni e Naldini vogliono annullare i diritti dei cittadini europei‏

Secondo i candidati sindaci Giancarlo Biandroni di Santa Sofia e Marcello Naldini di Galeata, bisogna annullare i diritti dei cittadini europei

Le affermazioni dei due esponenti politici di Santa Sofia (FC) e Galeata (FC) sono ampiamente superate da un atteggiamento sicuramente più costruttivo di altri loro colleghi amministratori.

Come Circolo, vogliamo segnalare un nuovo episodio di grave discriminazione nei confronti della comunità rumena, che secondo la stampa è stata promossa dai seguenti candidati sindaci:
- Sig. Giancarlo Biandronni di Santa Sofia (FC), - sostenuto alle primarie da socialisti e uno spezzone dei Ds
- Sig. Marcello Naldini e il segretario provinciale della Lega Nord, Sig.JacoponMorrone di Galeata (FC)
“ Secondo il candidato primo cittadino Giancarlo Biandronni i 46 cittadini comunitari non potevano votare perché non si erano iscritti alle liste elettorali aggiunte che permettono ai cittadini comunitari di votare solo per le elezioni comunali, entro la data fissata dalla legge (all’epoca il limite era fissato al 28 aprile 2009).” – sostiene il Giornale Il Resto del Carlino.
La stessa fonte giornalistica cita Jacopo Morrone che afferma che “ In Italia la certezza del diritto sia più sulla carta che nei fatti. Il marchingegno di dare ai cittadini comunitari il voto all’ultimo minuto è stata una speculazione elettorale sotto gli occhi di tutti, un escamotage del Pd per non perdere i comuni della val
Bidente e non certo per aiutare l’integrazione”.

Ci stiamo chiedendo se i due candidati sindaci avrebbero fatto le stesse affermazioni, anche se avessero vinto le elezioni. Ma ancora di più ci interroghiamo sulla loro conoscenza della legislazione europea e su come avrebbero svolto i loro ipotetici compiti se fossero diventati davvero sindaci, vista l’evidente ignoranza di principi basilari della normativa europea.
Siamo convinti che le leggi di recepimento delle direttive comunitarie (come quella che assicura il diritto di voto alle elezioni amministrative locali per i cittadini dell’UE) siano perfettibili, ma non nel senso di limitare i diritti politici dei nostri concittadini di origine estera.

È per questo, che chiediamo , Come Circolo, che i cittadini comunitari che chiedono la residenza nei comuni italiani, ai sensi del Dlgs 30/2007, siano messi conoscenza anche della possibilità di iscriversi nelle liste elettorali aggiuntive o in alternativa, al termine della procedura per la residenza iscritti automaticamente nelle stesse liste elettorali. Tale procedimento, non solo eviterebbe problemi ma anche assicurerebbe il completamento di tutti i diritti e doveri che nascono e derivano dall’appartenere ad uno Stato dell’UE.
Ci preme ricordare che per la legge europea, i cittadini comunitari residenti in un altro stato appartenente alla UE hanno il diritto di voto attivo e passivo per le elezioni amministrative ed europee nello stato dove hanno trasferito la residenza, perdendo gli stessi diritti negli stati di origine.

I cittadini comunitari per poter votare devono semplicemente iscriversi presso i comuni di residenza, negli appositi elenchi elettorali, entro i 30 giorni precedenti elle elezioni e, in deroga, fino al giorno effettivo delle elezioni. Ricordiamo che prima dell’iscrizione effettiva, le prefetture competenti eseguono accurati controlli per attestare la buona condotta e il totale rispetto delle leggi italiane dei richiedenti.

Per questi motivi, riteniamo le affermazioni dei candidati Giancarlo Biandronni e Marcelllo Naldini non edificanti nei confronti della comunità rumena italiana (in particolare) e di tutti i cittadini europei residenti in Italia. Soprattutto perché, in altre località italiane, i movimenti politici di riferimento si sono aperti e hanno collaborato per assicurare la massima partecipazione ai cittadini comunitari al voto e alla vita politica.
Ad esempio a Salsomaggiore il candidato della Lega Nord ha fatto divulgare volantini il cui testo recitava “Il voto è un vostro diritto, usatelo” a Verona dove, il sindaco Tosi, ha dimostrato di saper coniugare legalità con integrazione verso i comunitari, oppure a Torino dove il nuovo sindaco Fassino ha messo in campo
un programma di sensibilizzazione dei cittadini comunitari verso il voto amministrativo.

Questi tre esempi dimostrano come le affermazioni dei due esponenti politici di Santa Sofia (FC) e Galeata (FC) possono sembrare superate da un atteggiamento sicuramente più costruttivo di altri loro colleghi amministratori (di successo).

I rumeni, e tutti i cittadini comunitari, che hanno votato alle ultime elezioni amministrative di Santa Sofia e Galeata non hanno commesso alcun atto riprovevole e tantomeno un reato. Hanno semplicemente espresso un loro diritto democratico.
Queste dichiarazioni sono l’indice di un clima di palese “rumeno fobia” che ha offeso ed offende sia il milione di rumeni residenti in Italia sia gli stessi italiani che non condividono questa deriva xenofoba e razzista.
Da parte della comunità rumena si è sempre assistito alla più ferma condanna di ogni reato commesso da cittadini rumeni in Italia e la volontà di cooperare per il bene comune di italiani e rumeni, come dimostrato dagli accordi tra i Ministeri dell'Interno rumeno ed italiano.
Mantenere un clima corretto e leale favorisce anche i buoni rapporti tra i due paesi e permette di perseguire l'obbiettivo, fortemente voluto dal Presidente Berlusconi, di fare dell'Italia il primo partner commerciale e culturale della Romania.

Speriamo che le forze politiche prendano le distanze da espressioni come quelle dei due Signori candidati sindaci. Sarebbe opportuno che i mezzi di comunicazione di massa cominciassero a raccontare le comunità europee in Italia per quello che sono, comunità laboriose, integrate e già presenti con rappresentanti propri in molte amministrazioni locali.

Circolo Europei per l’Italia
www.europeiperlitalia.it
Tel: 347 41 66 068

Il Coprodi di Metaponto in Romania per nuovi rapporti economici e commerciali

Approfondire la conoscenza dell'agricoltura di un mercato di nuova espansione e puntare a creare nuovi rapporti economici e commerciali con l'est dell'Europa.
Sono solo alcuni degli obiettivi del viaggio in Romania del consiglio di amministrazione del Coprodi, il Consorzio di Difesa delle Produzioni Agricole con sede a Metaponto.

Il viaggio, organizzato dall'agenzia Gd Viaggi di Nova Siri, è stato occasione per conoscere una realtà agricola molto diversa da quella italiana, una realtà che però è particolarmente legata al nostro paese sia per la presenza, nei campi di tutta Italia, di molti lavoratori rumeni che per l'esportazione, nell'antica Dacia, di prodotti come l'olio d'oliva o gli agrumi, non prodotti nelle vaste pianure balcaniche a causa delle temperature, particolarmente rigide in inverno e molto calde in estate.

Nel corso della quattro giorni i rappresentati del Coprodi, guidati dal presidente Franco Vitelli, hanno avuto la possibilità di visitare diverse aziende agricole romene, tra cui una specializzata nella produzione di piante ornamentali, nei pressi di Bucarest.

Interessante la visita alla cantina Halewood Romania, fondata alla fine dell'Ottocento ai piedi dei Carpazi Meridionali, a circa duecento chilometri dalla capitale rumena, e produttrice di alcuni vini particolarmente pregiati e diffusi in più di quaranta nazioni.
Nel corso della visita i responsabili della cantina hanno illustrato le modalità di preparazione dei vini, dalla conservazione rigorosamente a nove gradi fino all'eliminazione dei sedimenti prima dell'etichettatura e della vendita in tutto il mondo.

Ma sicuramente il momento più importante del viaggio è stata la visita all'Ambasciata d'Italia a Bucarest, ospiti dell'ambasciatore Mario Cospito, originario di Policoro, da più di tre anni rappresentante dell'Italia in terra rumena.

Nell'incontro si è potuto discutere dei ricchi e fecondi rapporti tra Italia e Romania e dei nuovi investimenti che si possono effettuare in un mercato in espansione come quello rumeno, non solo nel campo agricolo ma soprattutto in quello delle assicurazioni e della difesa delle produzioni agricole, il settore di cui si occupa principalmente il Coprodi di Metaponto.

Una visita che soddisfatto il consiglio di amministrazione del Coprodi, regalando tanti stimoli e molti spunti di riflessione per le future attività del consorzio metapontino.
lunedì 12 settembre 2011

Fonte: EmmeNews

Un ciclista contro i pregiudizi Il romeno Anton Duma

Un giro d'Europa in bicicletta per portare a tutti i popoli messaggi di amicizia e di fratellanza. A cimentarsi in questa ambiziosa impresa è un 45enne originario di Bacau, piccola cittadina della Romania

Cernusco, 12 settembre 2011 - Un giro d'Europa in bicicletta per portare a tutti i popoli messaggi di amicizia e di fratellanza. E per dimostrare a tutto l’Occidente che quello romeno è un popolo «più buono di quanto non sembri all’apparenza». A cimentarsi in questa ambiziosa impresa è Anton Duma, 45 anni, originario di Bacau, piccola cittadina della Romania. Che questa settimana ha deciso di fare tappa a Cernusco per salutare sua sorella Cecilia, impiegata in un bar del centro storico, trascorrendo qualche giorno di riposo a casa sua, prima di rimettersi in sella.

Quella iniziata quest’anno è la seconda parte del gran tour di Anton attraverso il continente. Partito lo scorso 2 luglio da Bucarest, ha attraversato durante l’estate Serbia, Ungheria, Croazia e Slovenia. Ora, attraverso l’Italia, ha deciso di spingersi a nord, per arrivare fino in Scandinavia: 47mila i chilometri percorsi fino ad oggi da questo ambasciatore di pace davvero speciale. «Non voglio essere certamente considerato un patriota - spiega - ma sento l’esigenza di girare per le nazioni europee per dimostrare a tutti che il mio popolo, quello romeno, non è così cattivo come viene spesso dipinto.

Se i politici del mio paese non sentono l’esigenza di farlo, ho pensato, allora ci provo io. Anche se la molla principale che mi ha spinto a partire è stato il desiderio di libertà e di conoscere il mondo. E così sono saltato in sella». «Molti mi reputano un po’ folle. Ma quando racconto di quello che sta facendo credo che un po’ provino invidia», dice con fare scherzoso. Per finanziarsi, Duma si avvale di alcune sponsorizzazioni, come quelle che gli garantiscono una radio del suo paese e un portale di noleggio biciclette di Bucarest. Anche se durante le soste nelle diverse città prova a guadagnare qualche soldo eseguendo piccoli lavoretti. Per dormire utilizza una tenda oppure si affida all’ospitalità di amici o delle persone che conosce viaggiando.

«All'inizio io e i miei familiari eravamo preoccupati», dice la sorella Cecilia, cernuschese d’adozione. «Quello che faceva ci sembrava pericoloso. Ben presto però abbiamo capito che alla base della sua scelta c’era un grande bisogno di libertà. E così ora siamo felici di sapere che Anton ha finalmente trovato la sua dimensione».
In sella alla sua fida bicicletta, a zonzo per l’Europa. Anche se, terminata l’impresa, Duma ha già in mente la sua prossima avventura: pedalare verso oriente, alla volta del continente asiatico...

di Lugi Frigoli

Fonte: Il Giorno

In Italia più di un milione di “badanti”

«Da quando sono arrivata in Italia nel 2008 ho lavorato prima ad Alba con una coppia di anziani che mi hanno valorizzata e apprezzata, poi a Reggio Emilia per tre mesi sostituendo un'altra ragazza rumena. Li ho imparato l'italiano perché alla signora piaceva guardare molto la tv, ho imparato anche la cucina italiana. Dopo ho cominciato a conoscere i centri d'ascolto per cercare ospitalità e lavoro.

Finalmente ho trovato, in una frazione chiamata Pantano (Reggio Emilia), una coppia di anziani: lui paralizzato e lei abbastanza autosufficiente. Ho poi preso contatto con un'amica di Torino e così sono arrivata qui nel giugno del 2009».
Amy è una ragazza rumena, al suo Paese faceva l'infermiera: qui invece fa la badante, tecnicamente si chiama Assistente Familiare.
Vuoi per l'invecchiamento della popolazione italiana, vuoi per il conseguente aumento del numero di anziani non più autosufficienti che hanno bisogno di cure domestiche, la richiesta di personale per l'assistenza casalinga è in continuo aumento: si può tranquillamente dire che ormai le badanti sono un pilastro del welfare state del nostro Paese.

Ma come vengono reclutate? Come si arriva ad avere una badante in caso di necessità? Sempre più spesso con il passaparola tra amici e conoscenti, oppure rivolgendosi ad enti caritatevoli come la Caritas, o alle parrocchie, oppure in rari casi attraverso agenzie on-line, siti web o a servizi messi a disposizione da Enti pubblici.
«Ci sono molti siti internet. - dice Raffaella Maioni, responsabile nazionale di Aclicolf, la più grande associazione di categoria che si occupa dei lavoratori domestici - In Italia però abbiamo i centri per l'impiego che dovrebbe avere la funzione di cercare lavoro. Evidentemente però, in questo specifico settore, o non si è investito abbastanza o non nel modo giusto. Penso anche al costume malsano italiano: essere clientelari, cercare amicizie, passaparola valgono di più e gli stranieri si sono abituati a queste forme per cercare lavoro. Naturalmente questo settore è molto delicato e sensibile: andare in un ufficio freddo dove compili una modulistica e non c'è nessuna relazione è ben diverso dall'essere accolti nella parrocchia perché si trovano delle persone che fanno questo lavoro perché ci credono, perché vogliono aiutare, perchè appunto anche la famiglia che fa richiesta della badante ha bisogno di confrontarsi sull'argomento. In questo settore chi opera sa benissimo che il datore di lavoro ha bisogno di maggiore assistenza che non è solo compilare un modulo. Soprattutto se l'assistenza è per una persona non autosufficiente, magari è malato e si acutizza la malattia nascono delle nuove necessità. Il problema è però che non c'è una vera e propria qualifica professionale per questo settore». ... leggi l'articolo intero cliccando sul titolo

Ricatto premier: Visan, 'non vivo piu' per questa storia'

Romena indicata come escort: 'A volte penso meglio farla finita'

MILANO, 16 SET - Ioana Visan appare molto turbata dalle ultime notizie che la indicano come una delle escort reclutate da Giampaolo Tarantini a favore del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

''Non ne posso piu' di questa storia'', racconta al telefono all'ANSA con voce flebile questa ragazza romena di 24 anni, che stando alle inchieste ha ricevuto dal premier l'utilizzo di un appartamento nell'ormai celebre palazzo di via Olgettina a Milano e altri regali costosi.

''Da quando e' cominciata questa storia non vivo piu' - si sfoga - non ho piu' voglia di fare niente: di studiare, di vedere gli amici. Qualche volta penso che sarebbe meglio farla finita...''.

Fonte: ANSA

Cade da otto metri: salvo un artigiano

VIA GAGGIA. Un romeno di ventun anni è scivolato mentre scendeva dal terzo al primo livello di un'impalcatura. Abita a Gardone Valtrompia e stava effettuando lavori per il cappotto alla facciata. Ne avrà per 40 giorni.

Ferito dopo un volo di circa otto metri. Un artigiano romeno di 21 anni si è schiantato al suolo sull'asfalto, nel piazzale antistante i box di un palazzo di tre piani di via Gaggia. Vasile D., che abita a Gardone Valtrompia, può ritenersi «miracolato».

Giunto in codice rosso al Civile con un'ambulanza del 118, alla fine degli accertamenti è stato avviato in traumatologia con prognosi di 40 giorni.
Inizialmente si era temuto il peggio, ma dopo la Tac i medici del Civile hanno scongiurato un'emorragia interna.

Vasile D., che lavora come artigiano in proprio, era impegnato sulla parete nord di una palazzina dove un'impresa sta sistemando il «cappotto» esterno. Un'impalcatura è stata eretta e il giovane artigiano ieri poco prima delle 16 si trovava al terzo livello.

STAVA probabilmente scendendo dal terzo al primo livello, quello sovrastante i garage, quando nell'attraversare una finestra - questo è stato riferito alla polizia, intervenuta con gli agenti della Volante, insieme all'Asl - ha perso aderenza ed è scivolato. Non era agganciato a funi come le norme infortunistiche prevedono se si opera a diversi metri dal suolo.

Sta di fatto che Vasile D. non è riuscito ad aggrapparsi a una barra in acciaio. Invano ha cercato di mettersi in salvo: la presa gli è sfuggita.
L'urlo è stato udito dai colleghi di lavoro prima del tonfo sordo. Un volo di 7 metri e 40 centimetri, ha accertato la polizia. I compagni hanno temuto che il giovane fosse morto sul colpo dopo una simile caduta. Accorsi nel settore dei garage, che rimane un piano sotto il livello dei giardini, hanno notato che respirava e si lamentava.

È stato chiamato il 118, che ha inviato in via Gaggia due mezzi, coordinando i soccorsi dalla centrale in quanto si trattava di un pluritrauma.
Ferito, ma non in pericolo di vita, Vasile ce la farà.
Di Franco Mondini
08/09/2011

Fonte: BresciaOggi

Camionista eroe: muore al volante ma evita una strage

Martedì 13 settembre 2011
Accusa un malore mentre è alla guida e ha la lucidità di accostare in una piazzola

VIAREGGIO - E' stato un gesto da eroe, quello compiuto ieri dal 36enne rumeno Robinson Neagoie: stava viaggiando a bordo del suo camion, nei pressi del casello autostradale di Viareggio, quando all'improvviso ha accusato un malore. Nonostante il dolore, l'uomo ha avuto la lucidità di accostare in una piazzola di sosta ed evitare così di perdere il controllo del mezzo. Una volta fermo, ha subito avvertito il 118, ma quando i soccorsi sono arrivati in suo aiuto lo hanno trovato riverso sul volante, stroncato da quello che sembra essere stato un infarto.

Neagoie lavorava da tre giorni per una ditta di Reggio, la Gmp, ed era al suo primo incarico con questa azienda. La sua lucidità ha impedito che sulla A12, ieri mattina, si consumasse una carneficina: un autotreno di grandi dimensioni, lasciato totalmente senza controllo sull'autostrada nell'ora di punta, avrebbe potuto uccidere diverse persone.

Neagoie abitava a Cento, in provincia di Ferrara, con la moglie, anche lei rumena. Entrambi erano immigrati regolari: si erano trasferiti in regione da tempo, e Robinson aveva lavorato a lungo per una ditta di Sassuolo, per poi passare alla ditta reggiana. Ieri era al suo primo lavoro per la Gmp, ma non è mai arrivato a Livorno, dove era atteso per caricare il rimorchio.

Fonte: Reggionline

Romeno muore folgorato nel cantiere, titolare della ditta denunciato per omicidio colposo

Avezzano. Operaio muore dopo una caduta nel cantiere. L’incidente è avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri in via Lombardia e ha perso la vita un romeno Aureliam Lucian Moldovan, di 40 anni. Sul caso indagano gli agenti del commissariato di Avezzano che hanno eseguito i rilievi. Il titolare della ditta è stato denunciato per omicidio colposo. La dinamica dell’incidente non è stata però ancora ricostruita.

Vicino al cantiere, che si trova poco distante della sede dell’Agenzia delle Entrate di Avezzano, su una parallela di via Liguria, ci sono dei fili dell’alta tensione e non è escluso l’operaio possa essere rimasto folgorato. Secondo la ricostruzione della polizia, l’operaio stava togliendo delle aste lunghe sei metri dal tetto su un’impalcatura quando, probabilmente senza rendersene conto, ha sfiorato i fili dell’alta tensione dove passa l’energia elettrica a 66mila volt ed è rimasto folgorato. Poi è precipitato al suolo da circa sei metri.

Parte del cantiere, per la ristrutturazione di una privata abitazione, è stato sequestrato. Da una prima analisi nel cantiere sembrerebbero mancare le norme di sicurezza, per l’operaio che mercoledì pomeriggio lavorava solo sarebbero potute essere una salvezza. Per questa presunta mancanza gli inquirenti hanno denunciato il titolare della ditta per omicidio colposo.
set 8 2011

Fonte: MarsicaLive

Constantin non ce la fa, è morto il lavavetri investito

Il musicista molto conosciuto in città e sempre gentile con gli automobilisti era stato travolto da un furgone al semaforo una settimana fa
FOGGIA - Costantin Tereaca, il rumeno di 59 anni investito la scorsa settimana nel Villaggio Artigiani, alla periferia di Foggia, non ce l’ha fatta. Il “lavavetri gentiluomo” è morto questo pomeriggio per trauma cranico nel reparto di rianimazione degli Ospedali Riuniti di Foggia, dopo una settimana di coma.

Constantin aveva lasciato la sua Romania circa tre anni fa per inseguire il suo sogno: far fortuna in Italia e mettere da parte un po’ di denaro per poter tornare a suonare e a vivere in maniera dignitosa. Si, perché Tereaca era un musicista e suonava il sassofono. Si era stabilito in viale Fortore, angolo viale degli Artigiani dove lavava i vetri ai passanti e lo faceva con fare gentile, non insisteva mai né reagiva alle risposte scortesi di qualche automobilista. Venerdì scorso un furgone lo aveva travolto in pieno e trascinato per oltre venti metri sull’asfalto.

Constantin era rimasto riverso sulla strada, senza conoscenza, in una pozza di sangue, fino all’arrivo dei soccorritori e della polizia municipale. L’ambulanza del 118 lo aveva sollevato per portarlo agli Ospedali Riuniti di Foggia, in condizioni gravissime e Constantin era stato immediatamente ricoverato in rianimazione. C’è tristezza al Villaggio Artigiani perché il rumeno era benvoluto da tutti. Spesso si soffermava a parlare
con gli avventori di un bar poco distante, amava raccontare la sua storia, fatta di sacrifici, ma soprattutto di pentagrammi, studio e del suo amato sassofono.

Dieci anni di conservatorio, poi era arrivato a Foggia per portare qualche soldo in famiglia, alla moglie e al figlio, anch’egli musicista, ma che è rimasto in Romania. Negli ultimi giorni Constantin era stato più volte redarguito dai passanti, perché sembrava non curarsi delle automobili che transitavano in viale degli artigiani. Attendeva in mezzo alla strada, senza spostarsi, sempre sorridente e col suo inconfondibile cappellino. Alto, magro, abbigliamento sempre dignitoso, Constantin è stato travolto proprio mentre imbracciava l’attrezzatura per lavare i vetri. Il suo bastone tergicristalli si è spezzato ed è finito sotto le ruote del furgone, il suo zaino strappato. Il conducente del mezzo si è immediatamente fermato per prestare soccorso: dice di non averlo visto al momento dell’impatto.
di Piero Russo
15 settembre 2011

Fonte: La Repubblica

Carcere Pescara, bombola di gas esplode in cella. Due detenuti ricoverati in prognosi riservata

Due romeni feriti per l'esplosione di una bombola di gas. A causa delle loro condizioni di salute, in nottata sono stati trasferiti uno all'ospedale San'Eugenio di Roma e l'altro al centro grandi ustionati di Padova

di Laura Venuti

Franco Pettinelli il direttore del carcere di Pescara dove si è verificato il grave incidente
PESCARA. Colpa di una bombola che è esplosa, o forse ha solo preso fuoco. Come sia andato l'incidente di ieri sera nel carcere di San Donato non è ancora chiaro. Quel che è certo è che due detenuti romeni sono rimasti feriti gravemente e ora sono ricoverati in prognosi riservata con ustioni importanti.
Il più grave ha ustioni sul 60% del corpo e nella notte è stato trasferito al centro grandi ustionati di Padova. L'altro è ricoverato all'ospedale Civile di Pescara. L'incidente è avvenuto ieri sera nel carcere di San Donato intorno alle 20. Gli agenti della polizia penitenziaria stanno ancora lavorando per ricostruire la dinamica di quello che è accaduto.

Per il momento c'è solo una prima e sommaria ricostruzione secondo la quale i due detenuti sarebbero rimasti feriti mentre erano in cella ad armeggiare con le bombole del gas.

I detenuti, infatti, secondo il regolamento, sono autorizzati a tenere una bombola a testa per riscaldare le bevande. Capita però spesso, spiegano persone che conoscono l'ambiente, che all'interno della stessa cella si utilizzino più bombole insieme per cucinare. L'ipotesi quindi è che proprio durante una di queste manovre per unire diverse bombole si sia provocato uno scoppio o una fiammata che ha investito i due detenuti.

«Non abbiamo ancora chiarito cos'è successo», spiega il direttore del carcere Franco Pettinelli, «ma dalle prime informazioni che mi sono arrivate posso dire che è stato un incidente».

I due detenuti feriti sono stati immediatamente soccorsi d

alla polizia penitenziaria e dal personale sanitario del carcere e fatti trasportare in ospedale dalle ambulanze del 118.

All'arrivo in ospedale le condizioni di uno dei due, Ioan Ciobanu, romeno di 59 anni, sono sembrate subito gravissime. L'uomo non era cosciente e, secondo un primo esame, ha ustioni sul 60% del corpo probabilmente perchè al momento dell'incidente era il più vicino alle bombole.

I sanitari del 118 in nottata hanno organizzato per lui un trasporto in ambulanza con medico autista e infermiere. L'uomo è stato così portato al Centro grandi ustionati di Padova. In prognosi riservata anche l'altro detenuto ferito, Nelu Ciuraru di 40 anni, che presenta ustioni sul 20-25% del corpo. Dopo essere stato ricoverato nel reparto di Chirurgia generale del civile è stato trasferito all'ospedale San'Eugenio di Roma.

17 settembre 2011

Fonte: Il Centro

Un rumeno si impicca in cella. E’ l’ennesima tragedia in carcere

Suicidio in cella. Narcis Adrian Manole, un rumeno di 27 anni, è stato trovato cadavere ieri, intorno alle 22, da uno degli agenti della polizia penitenziaria. Impiccato. Era ristretto nel carcere di Petrusa, ad Agrigento. Vani sono stati i tentativi di rianimarlo. Il ragazzo si trovava lì dal primo di settembre, non ha retto alla durezza del regime di detenzione. L’accusa era di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Manole avrebbe tentato di colpire un muratore, nel corso di una lite, per poi scagliarsi contro i carabinieri. Sarebbe dovuto comparire in Tribunale per il processo l’8 ottobre prossimo.

La salma del giovane è stata portata all’obitorio dell’ospedale San Giovanni di Dio dove verrà sottoposta ad ispezione cadaverica. Un gruppo di connazionali del rumeno, appresa la notizia, ha inscenato una protesta contro le forze dell’ordine e il regime carcerario. “Non siamo ancora in grado di stabilire quali le cause che abbiano portato Manole al suicidio”, dice il direttore del carcere di Petrusa, Giuseppe Russo.
“Siamo rammaricati per l’accaduto, in altri casi siamo riusciti ad evitare il peggio – continua il direttore – ma questa volta non è andata bene. Il ragazzo è stato prontamente soccorso ma era ormai troppo tardi per rianimarlo”.

Quando nel 1997 venne inaugurato, fu presentato come una struttura moderna, che poteva accogliere fino al 220 detenuti, con celle singole per criminali altamente pericolosi, completo di docce, cucine e lavanderie, è con un reparto femminile capace di accogliere fino a 30 donne.
Oggi, il carcere Petrusa di Agrigento è quasi arrivato alla soglia record dei 500 ospiti forzati, con una capienza di meno della metà. “É innegabile – aggiunge Russo – che il carcere sia sovraffollato ma non è necessariamente questa la causa di un suicidio. I motivi risiedono soprattutto nella personale elaborazione della privazione della libertà. Io non mi occupo di politica penitenziale ma il problema del sovraffollamento delle carceri attanaglia tutto il sistema nazionale. In questo momento, almeno da noi, non credo ci siano delle soluzioni immediate”.
di Davide Maniscalco
mercoledì 7 settembre 2011

Fonte: LiveSicilia

Il razzismo etnico e sociale dei media italiani

Molti avranno notato, seguendo i telegiornali nazionali, che ogni qualvolta accade un fatto di cronaca, specialmente cronaca nera, se il colpevole (ma anche la vittima) è straniero, ne viene indicata la nazionalità, quando invece per i nobili italici si dice “L'uomo” o “la donna”. Questo naturalmente senza formalmente accusare l'individuo in quanto straniero, ma che nella mente di chi legge il televideo o ascolta la notizia fa passare un messaggio ben diverso. In pratica, se il titolo recita: “Rumeno investe e uccide passante”, il cervello di molti si sintonizzerà sul “Rumeno” generando un pensiero subdolamente xenofobo.

Certo, anche negli Usa si fa, distinguendo persino il colore della pelle (orrore), ma quello che succede da noi è peculiare, in quanto riguarda l'immigrazione che è un fenomeno tutto sommato recente (il grosso degli immigrati risale da 20 anni a questa parte), specialmente per quanto riguarda gli abitanti dell'ex blocco sovietico o fuggitivi dalle zone delle nuove guerre. Se poi l'immigrato è irregolare la cosa assume una valenza ancora maggiore. “Rumeno”, “marocchino” o altri sono indicati come se si dicesse “dobermann” e “pastore tedesco”, instillando la paura dello straniero nelle menti più limitate che poi sono le stesse che danno voti a certe frange delle politica.

NON SOLO GLI IMMIGRATI - Questo fenomeno, se non è tipicamente italiano e accade anche altrove, nel Bel Paese si colora di un tinta particolarmente inquietante: perché ad essere stigmatizzati non sono solo slavi, albanesi e africani, ma anche i nostrani “disoccupati” o, più elegantemente, “senza lavoro”, specialmente se sopra i 30 anni. Quando avviene un omicidio magari in famiglia, spesso si sentono frasi del tipo: “L'uomo, un disoccupato (leggi: “un marziano”), ha ucciso...”. Questo modo di definire i protagonisti di un fatto di cronaca, è indice di un metodo per plasmare le menti affinché, chi non è allineato con lo standard di perbenismo (il proverbiale “onesto cittadino che paga le tasse”) che viene imposto, venga comunque lentamente ma inesorabilmente visto come un corpo estraneo dalla massa che lo esclude in quanto diverso. Il 40enne disoccupato diventa una razza a parte: è quasi un disadattato, quasi un malato mentale che fa paura perché non conduce una vita che tranquillizza chi abita vicino a lui. La sua condizione è un colpa. Non parliamo poi se la persona in questione è un artista senza lavoro fisso o fissa dimora: anatema!

In conclusione, i nostri media fanno spesso una selezione di tutti coloro che non rispondono ad uno standard definito, per cui quando accade un fattaccio, ecco che spunta la caratterizzzione etnica ("albanese", piuttosto che il camionista "ucraino") o sociale (il "disoccupato"). È la macchina della normalizzazione che ci plasma col suo rullo.
10-09-2011
Bertrando Goio

Fonte: NeT1News

Mafia italiană a spălat bani în România, la groapa de gunoi de la Glina

Mafia italiană a spălat bani în România. Magistraţii bucureşteni au pus sechestru pe mai multe bunuri care aparţin Cosa Nostra, în urma unei hotărâri pronunţate de Tribunalul Civil şi Penal din Palermo. Cererea este făcută în dosarul unuia dintre capii temutei grupări, Massimo Ciancimino.

Tribunalul Bucureşti a pus sechestru pe o parte din bunurile clanului Cosa Nostra, deţinute în firmele din România. Decizia vine la solicitarea autorităţilor italiene. Astfel, a fost pus sechestru pe bunurile firmei Ecorec SA, din Popeşti-Leordeni, care se ocupă de groapa de gunoi de la Glina.

Bunurile confiscate reprezintă 6 autoturisme, dar şi mai multe maşini agricole. Instanţa a stabilit însă că nu poate pune sechestru şi pe bunurile celorlalte firme controlate de Massimo Ciancimino, Agenda 21 şi Alzalea.
Temutul Ciancimino coordona din Italia spălările de bani derulate de Mafie în România şi cerea informaţii despre marile proiecte derulate în ţara noastră.
Sâmbătă, 10 Septembrie 2011

Sursa: Realitatea