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lunedì 31 ottobre 2011

Alexandra Stan, miss Saxobeat al Fellini

Milano

La sexy popstar romena, divenuta celebre con la hit Mr. Saxobeat, ospite della discoteca di Pogliano Milanese sabato 5 novembre

Sabato 5 novembre la Discoteca Fellini di Pogliano Milanese presenta la regina della dance europea: Alexandra Stan, autrice delle hit Saxobeat e Get Back. Nata il 10 giugno 1989 a Costanza, in Romania, nel 2009 pubblica Show me the way e Energye Lollipop, conosciuta come Lollipop (Param Pam Pam), ma il successo arriva nel 2010 con il singolo Mr. Saxobeat. La canzone ha raggiunto la posizione più alta della Romanian Top 100 il 12 dicembre 2010, diventando il suo primo singolo alla posizione numero uno. Successivamente pubblica Get Back e 1.000.000, anticipazioni dell'album di debutto Saxobeats, uscito nell'estate 2011.
di Francesca Lovatelli Caetani
28/10/2011

Fonte: Libero News

I Carpazi di Liliana Lazar luogo di odio e superstizioni

Il Premio Nobel elogia «Terra di uomini liberi» in uscita da Tropea

Q uel che è meraviglioso nella letteratura è la sua capacità, generazione dopo generazione, di rinnovare i temi, in altri termini di servirsi del vecchio per fare il nuovo. Ci vuole audacia oggi per scrivere un romanzo del genere fantastico. Ci vuole audacia, o scienza. Qualità che dimostra di avere una giovane rumena, Liliana Lazar, con una delle opere più originali degli ultimi anni, Terra di uomini liberi (in uscita giovedì per Marco Tropea editore, traduzione di Silvia Fornasiero, pp. 176, 16). Un romanzo davvero bello, che ahimè non ha ricevuto in Francia tutta l' attenzione che meritava, sebbene abbia attirato quella di alcuni critici accorti che l' hanno paragonato ai fratelli Grimm o a George Sand. È sempre un po' triste constatare come, nelle leggi di selezione della letteratura, la dimensione dell' editore sia a tal punto determinante, e come - in questo e in altri business - i piccoli siano mangiati dai grossi. Resta il libro, così come è pubblicato. Un giorno, dopo un anno, dopo dieci anni, il libro ricompare, vive una nuova vita. È quanto accaduto a Johan Bojer, l' autore norvegese di Le Caméléon , e a Isidore Ducasse, conte di Lautréamont, autore dei Canti di Maldoror , che nemmeno avevano visto la luce. Ma non aspettate. Prendete fin da ora il libro di Liliana Lazar, entrate nel suo mondo. Sarete trascinati da un' onda che non potrete controllare, che vi porterà in Romania, ai piedi dei Carpazi, in una natura selvaggia e penetrata dalla più antica civiltà rurale, quella degli «uomini liberi» che costruirono il piccolo villaggio di Slobozia, dove è nata e cresciuta la scrittrice. Cosa racconta Liliana Lazar? Ci parla della famiglia Luca: di Ania, una donna forte, vestita di nero fin dalla morte del marito brutale e alcolizzato, di Eugenia, la figlia, e soprattutto di Victor, il figlio, un povero di spirito che ha ucciso il padre per liberare madre e sorella da un tiranno domestico. Slobozia è un luogo di odio e di superstizioni nella Romania dominata da un altro tiranno, Ceausescu, e dalla sua famiglia di assassini e delatori. È inoltre un luogo di religione, una religione arcaica e radicata nei cuori, al tempo stesso istintiva e ipocrita. Victor l' assassino è innanzitutto vittima, poi eroe di questo mondo primitivo e, se riesce a sfuggire alle trappole che gli vengono tese, è perché sa essere astuto come un animale e anche perché protetto dalla misteriosa «Fossa dei leoni», un lago maledetto che sembra ingoiare le sue vittime e i suoi persecutori. Questo per quanto riguarda la trama. Si pensa al Jean Giono di Un re senza distrazioni , ai grandi romanzieri della natura come Jim Harrison o Scott Momaday, o al russo Pavel Ivanovich Melnikov di Nelle foreste . È dunque un romanzo del genere fantastico: la foresta è uno dei posti dove si prolunga la forza di vita preesistente a qualsiasi società umana; meglio, dove l' essere umano può talvolta farsi molto vicino alle leggi della natura. Ma è anche un romanzo classico, che parla del bene e del male, e ha una visione interiore su uno degli eventi storici meno noti al lettore occidentale, il passaggio dall' era arcaica alla modernità in un Paese stretto dal terrore di un tiranno folle e dall' eredità delle credenze medievali: il mondo della Transilvania e dei Carpazi, da dove ha avuto origine buona parte dei miti e delle leggende sulla licantropia della cultura occidentale - per questo citavo l' autore dei Canti di Maldoror . Probabilmente, non è del tutto un caso se questo immaginario oscuro e tragicomico si esprime attraverso la scrittura di una giovane romanziera emigrata dalla sua Romania natale. Da lei ci aspettiamo che abbia molti segreti da farci condividere: su Slobozia, sulle profondità della «Fossa dei leoni», o su altri enigmi del suo Paese d' adozione, la Francia, esprimendosi nella nostra bella lingua comune. (traduzione di Daniela Maggioni )
Le Clezio Jean Marie
11 ottobre 2011

Fonte: Corriere della Sera

Riconoscimento della personalità giuridica dell'ente Diocesi Ortodossa Romena d'Italia in Roma

Comunicato

Con decreto del Presidente della Repubblica in data 12 settembre 2011, registrato alla Corte dei conti il 23 settembre 2011, registro n. 18, foglio n. 266, viene riconosciuta la personalita' giuridica dell'ente «Diocesi Ortodossa Romena d'Italia», con sede in Roma, ed approvato lo statuto datato 6 ottobre 2009, repertorio n. 33128, a rogito notaio Giuseppe Feroli, composto di 81 articoli.
GU n. 242 del 17-10-2011
Fonte: Gazzetta Ufficiale

Leggi anche:
Anche la Diocesi Ortodossa Romena d’Italia ora è personalità giuridica


Immigrazione – Lavoro – Acli/Enaip: Progetto “Medit” – Amb. Rusu: “Positiva collaborazione fra due paesi”. Bian (Pres. Anofm): “Far incontrare offerta/domanda per rientro lavoratori rumeni”

“La collaborazione fra Italia e Romania è stata sempre positiva e produttiva: con il progetto “Medit” aggiungiamo un nuovo tassello ad una storia decennale e destinata a continuare nei prossimi anni”. Con queste parole dell’Ambasciatore di Romania a Roma, Razvan Rusu, si è aperta stamani presso l’Accademia di Romania la presentazione del progetto “Medit – Modello di cooperazione transnazionale per il rientro dei lavoratori romeni in patria” promosso e gestito dall’Agenzia Nazionale per l’Impiego della Romania insieme all’Ente Nazionale Acli Istruzione Professionale, in collaborazione con le sedi regionali di Enaip Veneto, Piemonte, Lazio e Puglia.

“I lavoratori rumeni all’estero, secondo la logica del progetto, rappresentano uno dei potenziali bacini da cui attingere per far fronte a queste carenze e squilibri strutturali. Chiaramente l’attrattività del mercato del lavoro rumeno, dei servizi di varia natura e le opportunità di sviluppo e crescita sono in questo momento limitati. È però intenzione del Governo rumeno valutare ed identificare misure e servizi di politiche attive del lavoro e altre strategie di carattere macro e microeconomiche che siano in grado di rendere il ritorno in patria un’opzione interessante per la diaspora rumena presente in Italia e in altre parti d’Europa” ha concluso l’Ambasciatore.

A presentare il progetto è stato il Presidente dellAgenzia nazionale per l’Impiego in Romania, Silviu Bian: “Le finalità del progetto sono quelle di esaminare le caratteristiche e promuovere il ritorno produttivo dei rumeni che lavorano all’estero, in particolare dall’Italia, allo scopo di inserirli nel mercato del lavoro rumeno, valorizzando l’esperienza acquisita nei processi di mobilità e contribuire ad una maggiore qualificazione del mercato del lavoro e promuovere lo sviluppo dell’economia rumena in generale.

“Con quest’ ottica strategica a medio e lungo termine, il progetto mira a costruire un servizio transazionale di incrocio domanda e offerta di lavoro fra i rumeni attualmente in Italia e i posti di lavoro disponibili in Romania. Il progetto sperimenterà quindi un modello di servizio transazionale fra i servizi pubblici per l’impiego rumeni e quelli delle quattro regioni italiane firmatarie di un accordo di cooperazione per poi diventare un modello trasferibile anche ad altri Paesi di mobilità della diaspora rumena.

“Nello sviluppo del modello di servizio transnazionale – ha proseguito Bian - verrà realizzato dall’Agenzia Nazionale per l’impiego di Romania un nuovo portale di informazioni e servizi di mediazione che sarà il perno funzionale di una rete che vede coinvolti gli attori regionali delle 4 Regioni che hanno sottoscritto l’accordo di collaborazione, le istituzioni rumene di riferimento e una rete di attori sociali in ruoli diversi ma con obiettivi comuni”.

“Tale sistema a rete risponde all’esigenza di assicurare un servizio transazionale, basato su una architettura condivisa, che utilizza il portale MEDIT come punto cardine del servizio. Gli obiettivi principali del servizio, che si distingue da altri strumenti europei per la mobilità internazionale per il focus sul target dei lavoratori migranti, possono essere così sintetizzati: massimizzare la diffusione delle informazioni per migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro della diaspora rumena nelle 4 Regioni e in generale in Italia e le vacancy disponibili in Romania come politica attiva del lavoro; creare un sistema pubblico di supporto all’incontro domanda-offerta transnazionale basato sulla condivisione delle offerte di lavoro e dei CV dei lavoratori rumeni attualmente in Italia; sviluppare a livello transnazionale alcuni servizi innovativi e di matching lavorativo nel rispetto delle normative nazionali e comunitarie; adottare un approccio virtuale (via web) e fisico (assistenza agli operatori della rete) che consenta al sistema di funzionare sia in autonomia dai candidati che attraverso il supporto dei servizi coinvolti per un maggior equilibrio costi-benefici”.

“Il portale MEDIT, insieme agli operatori che ne rappresentano l’estensione umana, si pone quindi come nodo “aggregatore” rispetto ai vari attori coinvolti sui territori italiano e rumeno” ha concluso Bian.
di Maria Ferrante
domenica 30 ottobre 2011

Fonte: Italian Network

Fiamingo fuori dal Mondiale ma a consolarla c’è Dotto

La più giovane della spedizione azzurra cede per una stoccata alla vicecampionessa olimpica. «Non sono stata fredda nel momento clou»

CATANIA - Il Mondiale di Rossella Fiamingo (Foto Bizzi) si ferma ai sedicesimi di finale. La spadista di Catania è stata battuta dalla romena Ana Branza, vicecampionessa olimpica a Pechino 2008, una delle avversarie più ostiche che le potessero capitare nel tabellone dei 32. Ottima la prova della ventenne siciliana che ha perso il suo assalto per 15-14 dopo essere stata a un soffio dalla vittoria quando si trovava sul 14-13 a suo favore nella terza manche e a 13" dalla fine. La fretta e l’inesperienza hanno tradito la giovane promessa della spada azzurra che invece di aspettare l’avversaria ha cercato di sorprenderla rimediando la stoccata del 14 pari. «Una ingenuità che di solito non le appartiene - ha detto il suo maestro Gianni Sperlinga - , per questo la sconfitta lascia un po’ di amaro». Tutto dell’atleta il futuro in una specialità in cui conta molto l’esperienza. «E’ la più giovane della spedizione azzurra - insiste Sperlinga - avrà modo di rifarsi. Sabato poi c’è la gara a squadre che dà punti per la qualificazione olimpica».
A bordo pedana Luca Dotto, nuotatore laureatosi vicecampione del mondo nei 50 sl a Shanghai e fidanzato con Rossella, ha assistito tesissimo all’assalto. Quando la Fiamingo è uscita dalla pedana in lacrime Luca l’ha portata lontano per consolarla. «Mi dispiace tanto - ha detto Dotto - Rossella ci teneva a fare bene nella sua città, davanti al suo pubblico».
Quando si è calmata l’azzurra ha raccontato il suo stato d’animo. «La gente mi stava aiutando, stavo tirando bene - ha detto l’atleta della Forestale - ma purtroppo nel momento clou ho perso la freddezza necessaria».
Fuori tutte le azzurre della spada, Nathalie Moellhausen, Mara Navarria e Bianca Del Carretto. In pedana i fiorettisti.

Fonte: Corriere dello Sport

Sanremo, una piccola Bucarest

Sanremo - In una Sanremo sempre più ”straniera” (ormai il 10% della popolazione parla un’altra lingua), la comunità romena è quella più rappresentata, come accade nel resto d’Italia: sono più di 800, ormai, i cittadini provenienti dalla Romania che sono diventati stabilmente sanremesi, mentre tra Ventimiglia e Albenga sono 3 mila.

Nel video del Secolo XIX, la festa della comunità romena di Sanremo

E lavorano praticamente tutti, grazie alla solidarietà e all’aiuto di chi è arrivato in Riviera prima di loro. Come Marian Alupei, che nella città dei fiori è arrivata ben 9 anni fa e da tempo si occupa di accogliere i connazionali che mettono per la prima volta piede a Sanremo e dintorni. «Io mi sono trovata subito bene in questa città, ho sempre conosciuto persone che mi hanno accolta e aiutata, e ora faccio lo stesso con chi, come me, arriva qui dal mio Paese per lavorare». Mariana è un po’ l’anima della comunità romena, per tanti anni è stata colf in una famiglia, adesso in un’altra. Come lei, la maggior parte delle donne romene è a servizio nelle case dei sanremesi, ma non solo. Molte donne a lavorano nel settore sanitario - medici, infermiere, operatrici socio-sanitarie - e lo stesso gli uomini, anche se il numero più elevato è impiegato in edilizia, o nella cura dei giardini. E ancora nel turismo. Mariana, ad esempio, ha due figlie, la più grande è barista, la piccola è ancora in Romania, studia in attesa di raggiungere la madre.

Ma Mariana non è l’unico punto di riferimento. Ieri, nei giardini delle Carmelitane, in corso Cavallotti, la comunità romena si è ritrovata per fare festa, in occasione della celebrazione liturgica della parrocchia ortodossa romena dei santi Cirillo e Metodio. L’evento è stato intitolato “Non dimenticate di essere romeni”, e non è l’unico appuntamento che offre alla comunità un momento di unione e divertimento, all’insegna della musica e della gastronomia tipiche. «Tre, quattro volte all’anno cerchiamo di organizzare occasioni come questa». A parlare è il pope della parrocchia ortodossa, Claudiu Attila Mihai, attorno al quale si stringono bambini, giovani, adulti. «La nostra è una comunità molto unita - spiega pope Claudiu - e in questi quattro anni dal mio arrivo a Sanremo ne ho avuto molte dimostrazioni. Oggi (ieri ndr) sono arrivati a centinaia per la festa, è un giorno importante perché ci permette di stare assieme: non è facile trovare il giorno adatto per organizzare un simile evento, perché tutti lavorano molto, anche alla domenica». Lo sguardo di Claudiu si posa benevolo e orgoglioso sui suoi fedeli, ben consapevole dell’importanza della sua missione. «Anche in Romania la chiesa è il primo punto di riferimento e di incontro, è terreno neutro, mentre c’è sempre meno fiducia nella politica». Il pope è altrettanto consapevole che non tutti gli italiani hanno lo spirito dell’accoglienza, e spesso collegano i romeni a episodi di criminalità. «Tutti possono sbagliare, anche i romeni, ma non si può giudicare un popolo dagli errori di una persona, e io sono fiero del mio popolo». Alle sue spalle, i visi sorridenti di bambini, genitori e nonni che ballano al ritmo della musica della loro terra, raccontano la vera Romania, quella di gente onesta che lavora sodo. E che si sente a casa propria anche in Italia, come deve essere.
17 ottobre 2011
Paolo Isaia
videoservizio di Roberto Pecoraro
Fonte: Il Secolo XIX

Leggi anche:
Miracolo a Sanremo: perfetta l'integrazione tra italiani e romeni

Cornelia Anghelescu, stilista romena del made in Italy

Si è formata a Milano e ha un brand tutto suo. "Il mondo della moda? È aperto a tutti i giovani che hanno talento e voglia di farcela!"

Roma – 14 ottobre 2011 - Cornelia Anghelescu è una stilista romena di 24 anni, arrivata a Milano nel 2005 grazie a una borsa di studio che le ha permesso di imparare i segreti della moda. Un anno fa ha lanciato il suo brand, "Wankel" e il mese scorso ha presentato la sua seconda collezione.

Traguardi importanti per un giovane talento della moda. : "Quando ho visto le lacrime negli occhi di mia madre, ho capito che ero sulla buona strada”, racconta a Gazetaromaneasca.com. Il segreto del suo successo? “Tutto quello che sto creando è 100% made in Italy!”

Il 20 settembre, ad applaudire a Milano le creazioni della collezione "Kaleido Primavera Estate 2012", indossate anche da modelle romene, sono venuti in centinaia, tra operatori del settore e semplici amanti della moda. “Abiti lunghi che scendono morbidi, pantaloni svasati e originali tute intere ispirati alle fantasie degli anni ’70. Poi, la seconda serie di abiti, ispirati all’american movie degli anni ’50. Tutti i prodotti sono perfetti per ogni occasione”, dice la giovane stilista.

Una scelta possibile anche perché Cornelia Anghelescu usa una vasta scala di tessuti, dalla seta alla lana, poi al lino e al jersey.Ogni prodotto “è attentamente studiato e curato nei minimi dettagli, anche all'interno, pieghe e cuciture, bottoni, gioielli, tra cui cristalli Swarovski” . La “firma” della giovane stilista è costituita dalle stampe caleidoscopiche che ritroviamo su diversi modelli della collezione.

Anghelescu ha studiato presso l'Accademia di Belle Arti di Brera e l’ Istituto Marangoni. Anche se c’è la crisi, è fiduciosa: “le signore sono sempre disposte a spendere per un bel vestito, di qualità”.

La stilista è convinta che ogni giovane può farsi strada nella moda milanese, anche se straniero: “Tutti vogliono sapere chi è dietro questo marchio, che non suona come un nome romeno. Invece io sono fiera di quello che ho fatto. Vedo le lacrime negli occhi di mia madre, lei è fiera di me. E’ vero, ho lavorato molto, giorno e notte. Però, posso affermare ora che il mondo della moda è accessibile per tutti i giovani che hanno talento e voglia di farcela!”.

Fonte: Stranieri in Italia

“Vogliamo la luna” regala nuovi spazi per gli orfani

Questo 2011 è stato un anno di traguardi eccezionali per una delle principali associazioni umanitarie dell’Appennino .

CASTELNOVO MONTI. Questo 2011 è stato un anno di traguardi eccezionali per una delle principali associazioni umanitarie dell’Appennino. Parliamo della castelnovese «Vogliamo la Luna», che è riuscita nel corso dell’estate a completare il progetto «Raggio di Sole», una luce, una speranza per tanti bambini rumeni, tra quelli che la vita ha messo a più dura prova. Si tratta di una struttura di accoglienza e cura, che è stata realizzata nel corso degli anni grazie alla solidarietà partita dall’Appennino.

L’associazione è nata nel 1997 con il nome di «Bambini in emergenza», in collaborazione con Mino Damato. L’associazione ha poi cambiato la propria denominazione ma ha sempre continuato ad occuparsi di infanzia in difficoltà.

E’ recente la conclusione ed inaugurazione ad Husi, una cittadina posta nella regione storica della Moldavia rumena, del secondo stralcio di una casa di accoglienza per bambini e ragazzi orfani, malati di Aids e spesso con gravi handicap fisici e mentali. A raccontare la storia di questa struttura è l’attuale presidente dell’associazione, Walter Romagnani (recentemente succeduto a Gianni Grisanti): «Siamo davvero molto contenti, perché questa nuova struttura è un punto di avanguardia assoluta in Romania per l’accoglienza di bambini e ragazzi in gravi condizioni. Il lavoro della nostra associazione ad Husi iniziò in collaborazione con Mino Damato, che vogliamo ricordare con grande affetto e riconoscenza a poco più di un anno dalla prematura scomparsa: un grande amico per molti di noi. Fu proprio lui a raccontarci la storia di questo piccolo orfanotrofio, gestito dalle Suore Missionarie Francescane di Assisi». Questa fu la nascita del progetto “Raggio di Sole”, e nel 2008 fu inaugurato un edificio completamente nuovo sul terreno acquistato, primo stralcio del progetto. Ora, nel mese di agosto 2011, abbiamo inaugurato il secondo stralcio del progetto, con l’edificio completamente nuovo sulla sede di quello crollato nel 2009».

Attualmente il primo edificio ospita gli alloggi per 12 orfani, per alcune suore e per i volontari che si recano ad Husi a prestare servizio. Nella parte appena terminata trovano spazio i locali tecnici, le cucine, e nuovi alloggi per aumentare il numero di orfani che possano essere ospitati. Il progetto ha visto un impegno economico complessivo, sui due stralci, di più di 500 mila euro.
18 ottobre 2011

Fonte: Gazzetta di Reggio

Terzo anno di vita per la Fondazione Omnia, il presidente De Angelis: “Un bilancio più che positivo”

VITERBO – Paolo de Angelis, presidente della Fondazione Omnia, ha fatto dell'integrazione sociale il suo status di famiglia: con una moglie romena e due figli ucraini. Ed è proprio sulla forma mentis di voler promuovere iniziative di significato e di interesse sociale, culturale, morale e solidaristico che si basa l'attività della Fondazione.

Un operato, quello di Omnia, serio, silenzioso e laborioso che, nell'arco di soli 3 anni, ha messo a segno (è il caso di dirlo) risultati importanti, ma soprattutto, fattivi e concreti.

E' stata presentata, giovedì mattina, il convegno (e non solo) che si terrà venerdì 21 ottobre, presso l'aula magna della Fondazione Omnia, dal titolo: “Aspetti normativi e fiscali nel mondo sportivo no profit”. All'incontro parteciperanno, come relatori, importanti professionisti del settore: Michele Barbone, membro della giunta Coni; Arturo Betunio, direttore centrale normativa Agenzia delle Entrate; Massimo Calistri, funzionario ufficio Enc-Onlus e direzione centrale normativa Agenzia delle Entrate; Stefano Carrara, responsabile ufficio direzione centrale normativa; Francesco Dionisi, funzionario ufficio Enc-Onlus; Giampaolo Duregon, presidente nazionale Anif; Laura Rubini, esperta di legislazione fiscale delle società sportive Odcec Viterbo; Alberto Succi, docente di diritto societario e tributario dello Sport.

La Fondazione Omnia è presente da qualche anno sul territorio viterbese. Una realtà discreta, ma indubbiamente, avviata e rilevante.

Nel 2009 iniziò la collaborazione con il mondo romeno; un progetto presto certificato che ha riscosso importanti consensi. Il 18 ottobre il presidente della Fondazione, il dott. Paolo de Angelis, ha incontrato il vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani, il commissario dell'Agricoltura Daniel Ciolos e il commissario europeo all'Istruzione, Cultura, Multilinguismo e Gioventù Androulla Vassiliou. Per l'occasione è stato presentato il Progetto di Integrazione e Cooperazione Europea promosso dalla Fondazione Omnia, dal Centro Universitario Romeno di Viterbo e dall’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo, che prevede la realizzazione di un campus universitario europeo, a Viterbo,dove studenti romeni e spagnoli potranno conseguire grazie al supporto dell’UniTuscia, il titolo di laurea riconosciuto dalle università di provenienza, inclusa quella di Viterbo. Tale formazione didattica sarà legata ad un centro di ricerca dove si contribuirà allo sviluppo di 3 settori produttivi importanti, non presi in considerazione dalle attuali misure di sostegno della commissione europea: la produzione del miele, castagna e nocciola. E’ previsto anche il potenziamento dei corsi di laurea svolti all’interno del Centro Universitario Romeno, dove attualmente sono attivi tre corsi di laurea in Agricoltura, Zootecnia e Orticoltura.

Omnia ha degli scopi principali: promuovere l'attuazione di iniziative di significativo interesse sociale, culturale, morale, solidaristico rivolte alle singole persone o gruppi e comunità (come “La città dei bambini e dei ragazzi”, il “Concorso fotografico Storie di vita”, l'istituzione del “centro culturale romeno”); promuovere progetti di assistenza sanitaria a favore delle fasce deboli (“Casa di riposo Villa Ilvana” di Montalto di Castro); promuovere la formazione sulle problematiche culturali e professionali, nonché sull'aggiornamento manageriali e professionale (“Centro universitario romeno”, “Scuola Superiore di Formazione”).
giovedì 20 ottobre 2011

Fonte: OnTuscia

Schianto contro un albero. Muore un altro passeggero

Sale a due il bilancio delle vittime.
Domenica l'incidente che ha coinvolto una Bmw con sette romeni a bordo. Tre sono in gravi condizioni.

Viareggio, 20 ottobre 2011 - Sale a due il bilancio delle vittime dell'incidente stradale che domenica scorsa ha coinvolto una Bmw con sette romeni a bordo: l'auto è finita contro un albero lungo il viale dei Tigli a Viareggio.

Nell'incidente era morto sul colpo un diciannovenne, questo pomeriggio è invece deceduto, all'ospedale Cisanello di Pisa dove era stato ricoverato, Georghe Moureau, 30 anni, romeno, che era alla guida dell'auto. Gravi le condizioni anche di altri tre occupanti della Bmw, ricoverati a Cisanello, all'ospedale Versilia e a Firenze.

Fonte: La Nazione

Scooter contro auto, grave giovane rumeno

Un rumeno 24enne è ricoverato in gravi condizioni all'ospedale di Bussolengo dopo essere stato travolto da un'auto mentre attraversava un incrocio con il suo scooter. L'incidente è avvenuto tra Sona e San Giorgio in Salici. Il giovane, residente a Sommacampagna, non avrebbe rispettato la precedenza, venendo centrato da un'Alfa 156 guidata da una donna.

Le condizioni di Nicolau Ciobotaru sono apparse subito molto gravi: lo scooterista è stato rianimato dai sanitari del 118 e dopo essere stato intubato è stato trasportato in ospedale.
24/10/2011

Fonte: TG Verona

O ştire tratată ca fapt divers: Nicu Spătariu, înjunghiat ca un câine în Italia. Cum sunt ucişi românii în Occident

Nicu Spătariu a fost ucis în în stil mafiot, în sudul Italiei. La scurt timp, murea în România baschetbalistul Hardy. Misterul morţii românului n-a interesat pe nimeni.
Nicu stătea de cinci ani în Italia câştigându-şi pâinea din muncă cinstită. El s-a fotografiat cu puţin timp înainte de a se produce drama

Sursa: IULIAN MOFTEESCU

Cu numai 14 zile înainte de uciderea lui Chauncey Hardy într-o discotecă din Giurgiu, în sudul Italiei avea loc o crimă aproape în oglindă. Un muncitor român de 24 de ani a fost înjunghiat în plină stradă după o ceartă legată de o bancnotă falsă. A fost o execuţie în stil mafiot. Doi tipi au coborât dintr-o maşină în timp ce Niculai Spătariu şi soţia sa mergeau pe trotuar, în orăşelul Scalea, de lângă Pescara. L-au culcat la pământ şi l-au străpuns cu lama ca şi cum ai tăia un porc.

Niculai, cu ultimele puteri, în timp ce sângele îi gâlgâia pe gât, i-a spus soţiei: "Fugi, o să te omoare şi pe tine!". Şi femeia a fugit pe străzi, fără nicio ţintă, speriată de moarte.

În România, cazul "Hardy" a fost reflectat în mii de pagini web sau de ziar, la nivel naţional, şi în sute de ore de emisie televizată. Chiar şi în aceste zile EVZ continuă dezvăluirile despre clanul "Butoane", crima ramificându-se în afaceri oneroase, infracţiuni economice şi corupţie politică.

În Italia, despre moartea bietului muncitor român de 24 de ani au scris trei site-uri locale câte o mie de caractere. Finalul tragediei e la fel de abrupt şi impersonal: soţia lui Niculai Spătariu a primit un ajutor de înmormântare de 400 de euro. Mult mai puţin decât costul repatrierii cadavrului.

Lucra la o firmă de reparaţii electrice

Niculai Spătariu era din Rădăşeni, judeţul Suceava, şi muncea de cinci-şase ani în Italia. În comuna natală acesta este un mod de viaţă: imediat după majorat, băieţii iau calea străinătăţii pentru a-i întreţine pe cei rămaşi acasă. Mama lui Niculai, doi fraţi, unchi şi mătuşi, toţi sunt în Italia la muncă.

În urmă cu trei ani, Niculai a cunoscut-o pe Andreea, au dat o fugă în ţară să se căsătorească, după care s-au întors pe malul Mediteranei. "A făcut de toate. În ultima perioadă, era depanator de maşini de spălat, aer condiţionat, aragazuri", a povestit Mariana Spătariu, mama lui Niculai, care are o broboadă de doliu pe cap şi care s-a întors în ţară doar ca să-şi îngroape băiatul.

martedì 25 ottobre 2011

Roma: corso per aiuto-pizzaiolo

Roma, dal 7 novembre al 22 dicembre 2011
Fondazione il Faro
Via Virginia Agnelli, 21

Sono aperte le iscrizioni al corso per aiuto-pizzaiolo rivolto a cittadini neocomunitari e realizzato nell’ambito del Progetto Avvio al lavoro NEOcomunitari (P.A.NE). Al corso seguirà un tirocinio formativo di 50 ore.
Scadenza presentazione domande: 31 ottobre 2011

Possono partecipare 15 cittadini bulgari e rumeni che:
- abbiano un interesse nel mestiere;
- siano in possesso di un documento di identità che attesti la nazionalità;
- possiedano una buona abilità manuale;
- abbiano una adeguata conoscenza della lingua italiana per comprendere le spiegazioni del docente.

Il corso di 150 ore si svolgerà dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle 13,30.
Principali contenuti: le materie prime di maggior utilizzo e le loro proprietà; la conoscenza delle apparecchiature e utensili del mestiere; la manipolazione della materie prime (l’impasto); l’autonomia nella preparazione e produzione dei prodotti della pizzeria e panificazione; esercitazioni pratiche e simulazione di un processo produttivo in azienda; moduli inerenti la sicurezza sul lavoro, l’igiene in ambiente di lavoro e la contrattualistica.
Al termine delle lezioni, i partecipanti svolgeranno un tirocinio formativo di 50 ore.

Per partecipare alle selezioni, è necessario iscriversi presso la Coop. Soc. Magliana 80 in via della Magliana 240/A a Roma tel. 0655590767 il martedì dalle 14,30 alle 18,30, oppure presso la Fondazione Il Faro in via Virginia Agnelli, 21 a Roma tel. 066573025.
Le selezioni si terranno il 4 novembre alle ore 10,00. I risultati saranno comunicati lo stesso giorno alle ore 17,00 presso la Fondazione Il Faro e via SMS.
Per informazioni:
tel. 06 55590767
e-mail: bussolamagliana@tiscali.it

Fonte: Programma Integra

La giornata del dialogo cristiano-islamico

Presentata il 19 ottobre al Centro San Francesco la decima GIORNATA ECUMENICA DEL DIALOGO CRISTIANO-ISLAMICO, in programma il 27 ottobre a livello nazionale e che le Parrocchie cattoliche del Verbano, la Chiesa evangelica-metodista, la Parrocchia ortodossa rumena e la Comunità musulmana del Vco organizzano all’insegna dello slogan DIALOGO, PLURALISMO, DEMOCRAZIA: IL NOSTRO COMUNE ORIZZONTE. In programma sono una serata di condivisione e di preghiera giovedi 27 ottobre dalle 19.30 al Centro d’incontro di Sant’Anna, un torneo sportivo di calcetto tra squadre miste delle comunità cristiane e islamica sabato 29 ottobre al Centro sportivo San Francesco e una serata di approfondimento sui luoghi di culto giovedi 3 novembre alle 21 al Centro d’incontro di San’Anna.

Fonte: Verbania Mille Eventi

Immigrazione, Acli: un romeno su due vuole tornare a casa

Un romeno su due (49%) tra quanti vivono e lavorano in Italia vorrebbe tornare in Patria. La percentuale sale al 71% tra coloro che in Romania hanno lasciato gli affetti. Ma ad ostacolare la prospettiva del rientro c’è la convinzione (oltre l’85%) che trovare lavoro in Romania sia ancora difficilissimo.

Sono i risultati di un’indagine realizzata dalle Acli nell’Ambito del progetto “Medit”, presentata questa mattina presso l’Accademia di Romania. Promosso dall’Agenzia nazionale per l’occupazione della Romania (Anofm), insieme con l’Ente di formazione professionale delle Acli (Enaip), Medit è un “modello di cooperazione transnazionale” volto a favorire il “rientro produttivo” dei lavoratori romeni, per reinserirli nel mercato del lavoro valorizzando le esperienze e le competenze acquisite in Italia.

Per il presidente nazionale delle Acli e dell’Enaip, Andrea Olivero: «Siamo di fronte ad un salto di qualità importante nell’intera gestione dei processi migratori, il passaggio dall’idea della migrazione all’idea della mobilità dei lavoratori all’interno dell’Unione europea. Dalla logica della necessità, spesso drammatica, alla logica della libertà e delle opportunità per i lavoratori e le loro famiglie».

Primo lavoro come colf per più di due donne su tre
I Romeni sono il primo gruppo nazionale per numero di presenze in Italia. 968.576 secondo l’ultimo dato Istat, il 21% sul totale degli stranieri. L’indagine quantitativa realizzata dall’Istituto di ricerca delle Acli (Iref) ha coinvolto tramite questionario 1200 lavoratori romeni residenti in Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lazio e Puglia. Per quasi due donne su tre (64%) tra quelle intervistate, la prima esperienza di lavoro all’estero ha coinciso con un’occupazione nel settore del lavoro domestico e dell’assistenza familiare. Al contrario, per gli uomini è stato il settore dell’edilizia a rappresentare il primo sbocco professionale (42%). Quasi due intervistati su tre avevano già un lavoro in Romania prima di venire a cercare fortuna in Italia.

L’occupazione irregolare con condizione transitoria
La percentuale di individui occupati con un regolare contratto è di poco inferiore al 60%. Coloro che dichiarano di lavorare “in nero”, senza contratto, sono il 18%. Una quota che cala nettamente tra le persone che sono in Italia da più tempo (dal 32% di chi è arrivato in Italia dopo il 2009 al 9% di chi è arrivato pima del 2000). Significativa è anche la quota di persone attualmente disoccupate (con o senza cassa integrazione), pari al 19%.

Salari: in media mille euro al mese, 850 euro per le donne
Il reddito medio dichiarato dai lavoratori medi intervistati è di 1.000 euro, con forti differenze però tra uomini e donne. I primi possono vantare un salario medio mensile di 1.250 euro, le secondo di soli 850 euro. Differenze significative si riscontrano anche analizzando i dati per settori economici d’impiego: a fronte dei 750 euro al mese di chi lavora in agricoltura, si hanno i 1.400 euro di chi è impiegato nell’edilizia. Altra variabile significativa è la regione di residenza. Chi lavora nel Meridione è penalizzato rispetto a chi è occupato nelle regioni del Nord: tra Puglia e Friuli Venezia Giulia ci sono 500 euro di differenza.
Il denaro rappresenta un forte incentivo alla permanenza in Italia. Sollecitata ad esprimere il motivo per il quale vive in Italia, la maggior parte degli intervistati (72%) risponde che in Italia guadagna di più. Strettamente collegata a questo elemento è anche l’opinione di coloro che dichiarano che la permanenza in Italia è dovuta alla migliore qualità della vita (52%) e alle migliori condizioni di lavoro (49%).

Il rientro in Romania
Sebbene la prospettiva del rientro in Patria non appaia immediatamente vantaggiosa da un punta di vista economico, una parte rilevante dei lavoratori (49%) esprime tuttavia il desiderio di tornare a vivere in Romania in futuro. Ad abbracciare con maggior forza la prospettiva di rientro sono inoltre le persone che mantengono legami affettivi con il proprio paese d’origine: tra coloro che hanno un partner che vive ancora in Romania, la percentuale sale infatti al 71%. L’intenzione di tornare definitivamente in Romania è alta (71%) soprattutto tra coloro che già oggi tornano frequentemente nel proprio paese.

Ad ostacolare la prospettiva del rientro in Romania incidono comunque diversi fattori. Le richieste economiche per il rientro continuano ad essere abbastanza superiori alle possibilità attualmente presenti sul mercato del lavoro romeno. I lavoratori adulti, nel pieno della propria vita professionale in Italia, sarebbero disposti a tornare per un reddito mensile intorno ai 1500 euro. Gli under 35 si accontenterebbero di uno stipendio di 1.200 euro. I più anziani tornerebbero anche per meno di 1.000 euro.

Oltre l’85% degli intervistati ritiene poi che trovare lavoro in Romania sia ancora difficile, se non difficilissimo. Eppure la percentuale di quanti dichiarano di conoscere bene la reale situazione dell’economia del proprio paese scende al 58%. Sorge il dubbio che queste opinioni possano essere ricondotte, almeno in parte, a un pregiudizio nei confronti del proprio paese d’origine. Il progetto Medit muove proprio dalla necessità di colmare il deficit d’informazione rispetto alle reali opportunità offerte dalla Romania ai lavoratori che mostrano il desiderio di tornare.

La metà dei romeni intervistati manifesta ad esempio un interesse all’ipotesi di aprire un’attività autonoma in Romania, usando le forme di sostegno previste dal Governo. Eppure solo uno su cinque (21%) sa che ci sono uffici che aiutano le persone che decidono di tornare in Romania. Il 58% del campione considera i servizi per il rientro assistito una risorsa importante. La prima informazione richiesta (49%) è quella sui posti di lavoro disponibili. Il progetto messo in campo dall’Agenzia nazionale per l’occupazione della Romania (Anofm), insieme con l’Ente di formazione professionale delle Acli (Enaip) mira appositamente a costruire un modello di servizio congiunto tra i servizi per l’occupazione dei due paesi, sostenuto da una piattaforma tecnologica di comunicazione per lo scambio di dati e informazioni.

Fonte: ConfiniOnline

On line la guida aggiornata sulla cittadinanza

11.10.2011

Nel documento del Dipartimento libertà civili e immigrazione i principi fondamentali, i requisiti necessari, le competenze, le statistiche e le indicazioni per consultare on line lo stato della pratica

La prima pagina del documentoCome orientarmi se voglio richiedere la cittadinanza italiana, sia io un privato direttamente interessato o un legale che assiste il suo cliente? Quali sono i requisiti, dove presento l'istanza, come verifico lo stato del procedimento? A questa e altre domande risponde la nuova guida aggiornata sulla cittadinanza realizzata dal Dipartimentro per le libertà civili e l'immigrazione del ministero dell'Interno.

Si parte da un viaggio nei principi fondamentali su trasmissibilità, acquisto, perdita, ri-acquisizione, doppia cittadinanza per passare ai casi particolari di riconoscimento e alla disciplina della concessione per matrimonio o residenza fino alle modalità per consultare on line lo stato del singolo procedimento attraverso il servizio attivato nel luglio 2010 dal dipartimento.

Infine, oltre alla normativa in materia, i dati statistici sul triennio 2008-2010, dai quali emerge un progressivo aumento delle domande di cittadinanza accolte - 40.223 nel 2010 a fronte delle 39.484 del 2008 - e anche uno spaccato della nostra società. La maggior parte dei procedimenti conclusi positivamente nel 2010, ad esempio, si concentra a Milano a livello provinciale, e in Piemonte a livello regionale, mentre sempre nel 2010 è il Marocco a detenere il record di richieste di cittadinanza italiana accolte sia per matrimonio che per residenza.

Fonte: Ministero dell'Interno

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Sardegna: dalla Regione 47 borse di studio per giovani immigrati che abbiano frequentato sull’isola le scuole di primo e secondo grado

Iniziativa rivolta a giovani non comunitari ed anche a romeni e bulgari, che non abbiano un reddito familiare superiore a 25 mila euro.

Sono 47 le borse di studio per studenti non comunitari, bulgari e romeni messe a disposizione dalla Regione Sardegna che ha indetto un concorso rivolto ai ragazzi che abbiano frequentato nell’isola le scuole pubbliche di primo e secondo grado.
Le borse verranno assegnate a studenti iscritti alle scuole superiori ed all’università nelle lauree triennali di primo livello o quelle a ciclo unico di laurea specialistica. “L’intervento – spiegano dall’Assessorato regionale al lavoro – mira a sostenere il diritto allo studio degli studenti più meritevoli e a favorire il raggiungimento di livelli più elevati di istruzione”.
Grazie ad un finanziamento da 60 mila euro, la Regione ha bandito 20 borse da 600 euro agli alunni delle scuole superiori di primo grado, 18 da 100 euro per i ragazzi delle superiori, 6 assegni da 3 mila euro per gli universitari delle triennali e 3 da 4 mila euro per gli studenti delle specialistiche.
Gli interessati possono presentare la domanda di partecipazione e tutta la documentazione entro le ore 13.00 del 14 novembre (indirizzando la raccomandata a Regione Autonoma della Sardegna, Assessorato del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Servizio politiche sociali, cooperazione, sicurezza sociale. Via XXVIII Febbraio, 5 09131 Cagliari). L’iniziativa è rivolta agli studenti extracomunitari (ma anche ai rumeni e ai bulgari) che non abbiano un reddito familiare superiore a 25 mila euro.
20 ottobre 2011
Fonte: Immigrazione Oggi

Divorzio breve? In Romania si può

17 ottobre 2011
Ecco come velocizzare le procedure di separazione

Il divorzio? Lo famo rumeno. Aumentano in modo esponenziale le coppie che chiudono i loro rapporti non in Italia, viste le lungaggini e la burocrazia che significa cominciare l’iter da queste parti. Il Corriere della Sera ci racconta la vicenda di Gianni e Lucia:

Così è bastato prendere un aereo, direzione Timisoara. Nessuna vacanza, giusto il tempo di mettere insieme la pratica con l’avvocato e di nuovo in aereo verso Bologna. Contenti e potenzialmente divorziati. Massimo tre giorni per avere la residenza che serve per avviare la causa al tribunale civile romeno, judicatoria, che, nel giro di sei mesi, farà avere il certificato di divorzio. Il tutto per la modica somma che oscilla tra i 1.500 ai 1.700 euro. In Italia, invece, per archiviare le nozze ci vogliono almeno tre anni, se il marito e lamoglie sono d’accordo. Altrimenti i tempi si allungano. E le spese, già ragguardevoli, aumentano e possono superare i 6 mila euro. Allora perché non sfruttare le nuove norme europee che consentono di divorziare legalmente in tutti i paesi dell’Unione?

E in Romania lo slogan è: «Venite da noi, più rapidi e più economici. Divorzi low cost e last minute».

«È stato facile — spiega Gianni — è bastato mettere una firma, consegnare all’avvocato 1.500 euro e stringergli la mano. Un divorzio classico, da noi, sarebbe stato troppo lungo, soprattutto se si vuole riprogrammare la propria vita». Qualche tempo fa il primato degli italiani che avevano deciso di dire basta al menage coniugale, era una esclusiva della capitale, Bucarest. Adesso anche città meno importanti sono visitate da italiani «turisti del divorzio». Come Arad, ma anche Lipova, Gurahounct, Ineu, tutti centri che ruotano intorno al distretto di Arad, nella regione della Transilvania. «Per potere accedere al nostro Tribunale civile — spiega l’avvocato Claudia Rozina Chereches, del Baroul (Foro) di Arad—bisogna far stipulare alla coppia un contratto di affitto di almeno tre mesi. O, meglio ancora, un contratto a tempo indeterminato, con la clausola che lo si possa sciogliere quando si vuole, con un preavviso di 30 giorni. Il documento verrà quindi registrato e da quel momento si è già residenti, cioè si è in possesso del domicilio temporale. Dopo un mese inizia la pratica alla judicatoria.

Quindi nel giro di sessanta giorni ci sarà la prima udienza, nella quale potrebbe già essere pronunciata la sentenza di divorzio:

C’è poi ancora un’attesa di circa trenta giorni, per avere la sentenza scritta. Ma tutto questo lo faccio io. I clienti devono solo firmarmi una delega a procedere, con una procura speciale. La spesa? Circa seicento euro per l’affitto, cento euro per la procura e dagli 800 ai 1.000 per ilmio onorario. Tutto compreso, anche il titlu esecutorio internazionale che attesta che la sentenza sarà, secondo la normativa comunitarie, valida anche in Italia». Annuisce anche il collega Valentin Ciprian Badescu che rafforza il concetto con alcuni dati: «Negli ultimi due anni, su 150 divorzi di stranieri, 80 erano italiani. E mi riferisco ai distretti che conosco. Se poi lo si fa in un piccolo paese come Lipova, ci si mette ancora meno tempo, come un’offerta speciale». Dall’Italia, con un pizzico di rammarico «per una giustizia italiana sconfitta», parla Gian Ettore Giussani, presidente dell’associazione avvocati matrimonialisti. «Il 30 per cento degli italiani che divorziano all’estero vanno in Romania, ed è un numero in continuo aumento».

Fonte: Giornalettismo

Le guide alla compilazione del Censimento in 19 lingue

Lunedì 24 Ottobre 2011
Spiegano come rispondere domanda per domanda. Disponibili in due versioni, una per il questionario rosso, l’altra per quello verde
    
Roma – 19 ottobre 2011 - Anche tutti gli immigrati regolari sono chiamati a rispondere al 15° Censimento della popolazione e delle abitazioni partito in tutta Italia il 9 ottobre scorso.
Chi non ha molta dimestichezza con l’italiano, può scaricare dai link qui sotto le guide alla compilazione tradotte in diciannove lingue. Contengono tutte le domande del questionario e le spiegazioni su come rispondere a ognuna di esse.
Attenzione: per ogni lingua sono disponibili due guide. Una è dedicata a chi ha ricevuto la versione completa del questionario (rosso), l’altra a chi ha ricevuto la versione ridotta (verde).

Scarica la guida in
Romeno (guida questionario rosso) (guida questionario verde)

Fonte: Stranieri in Italia

Citeste si:
Recensământ 2011: Testul naţional obligatoriu. Cele 100 deîntrebări la care trebuie să răspunzi

Ue: Ade denuncia il nuovo codice civile rumeno per discriminazioni contro le persone Lgbt

Roma, 14 ott - Il gruppo ALDE (Liberal-Democratico) al PE ha depositato al Parlamento europeo una interrogazione orale sul nuovo codice civile rumeno entrato in vigore il primo ottobre, che dedica l'articolo 277 alla "proibizione o equivalenza delle forme di coabitazione con il matrimonio". Tale articolo afferma al punto 1 che "il matrimonio tra persone dello stesso sesso é proibito"; al punto 2 che i "matrimoni conclusi o contratti all'estero, sia da cittadini rumeni che stranieri, non sono riconosciuti in Romania"; al punto 3 che "le unioni civili tra persone dello stesso o di sesso opposto, concluse o contratte all'estero, sia da cittadini rumeni che stranieri, non sono riconosciute in Romania". L'interrogazione del gruppo ALDE denuncia il fatto che tale articolo sia inutile e controproducente, perché cementa una discriminazione basata sull'orientamento sessuale all'interno del codice civile e rischia inoltre di di incitare l'omofobia; contrasta con l'obiettivo della Commissione europea di assicurare che i cittadini europei possano portare con sé il loro status civile quando si spostano da uno stato all'altro; crea una situazione di incertezza giuridica e di contraddizione con le norme europee sulla libera circolazione, nonché con i valori europei di eguaglianza e non discriminazione. Il gruppo ALDE chiede infine alla Commissione di aprire una procedura d'infrazione contro la Romania per violazione delle direttive sulla libera circolazione e per discriminazione basata sull'orientamento sessuale.

L'interrogazione per essere dibattuta in plenaria deve ottenere il sostegno degli altri gruppi politici al PE. Certi Diritti si felicita per l'iniziativa presa dall'on. Renate Weber (liberale rumena), che con la collaborazione del funzionario del gruppo ALDE per la commissione libertà pubbliche nonché responsabile per le questioni europee Ottavio Marzocchi, ha redatto l'interrogazione, invita la Romania a cancellare l'articolo 277 dal Codice Civile e chiede alla Commissione europea di attivarsi nel caso in cui questo non venga fatto.

Fonte: AgenParl

Operaio romeno scomparso: «Voglio stare da solo»

Operaio romeno scomparso
PESCIA. Dopo essere sparito quasi nel nulla per una settimana, un romeno di 26 anni si è rifatto vivo dicendo che, per il momento, preferisce restare per i fatti suoi. Il giovane, Octav Dumitru Gosav, era partito in motorino da Pescia (dove è domiciliato a casa di alcuni connazionali, mentre la residenza abituale è in provincia di Pisa, dove abita anche la fidanzata) alle 6,30 del mattino di martedì della scorsa settimana in direzione di un cantiere edile di Porcari. Lungo il tragitto si è però persa ogni traccia dell'uomo, che non è mai arrivato a destinazione. Nonostante le ricerche delle forze dell'ordine Gosav e il suo ciclomotore non sono mai stati rintracciati. Ai suoi connazionali avrebbe però detto che, con calma, andrà dai carabinieri per riferire sulla vicenda che sta tenendo in apprensione amici e familiari.
18 ottobre 2011

Fonte: Il Tirreno

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Rumeno d'Acate a "Chi l'ha visto" l'uomo manca da casa da dieci giorni

I carabinieri proseguono le indagini

Acate– Approda a “Chi l’ha visto?” la sparizione del bracciante rumeno, che vive a lavora da alcuni anni ad Acate, Danut Maxiniuc (nella foto), che manca da casa da dieci giorni. Sono stati i compagni di lavoro a lanciare l'allarme, visto che martedì 4 ottobre, giorno successivo alla scomparsa, non si è presentato al lavoro.

Pare che l'uomo, 43 anni, che vive a lavora da alcuni anni ad Acate, ma con una moglie e due figli nel suo Paese, la sera precedente si sia allontanato in auto con un compagno di lavoro. Nella stanzetta della casa rurale dove abita, è stato trovato il televisore ancora acceso, due telefoni cellulari e tutti i documenti. Danut Maxiniuc è alto un metro e ottanta centimetri, ha gli occhi verdi e i capelli castani.

I carabinieri della locale stazione, al comando del maresciallo Silvestro Di Giorgio, unitamente ai colleghi della compagnia di Vittoria stanno svolgendo attive indagini. In particolare i militari, che hanno sentito parecchi connazionali dell'uomo, stanno battendo alcune contrade rurali dell'Acatese, nel tentativo di trovare qualche elemento utile o traccia del passaggio del bracciante agricolo.
Scritto da Emanuele Ferrera
Giovedì 13 Ottobre 2011

Fonte: Il Giornale di Ragusa

Maricica un anno dopo, il marito Adrian: «Non perdono, ma credo nella giustizia»

Oggi targa alla stazione Anagnina per l'infermiera morta per un pugno. L'uomo ha perso il lavoro: aiutatemi, sono un fabbro.

ROMA - «Quando mio figlio chiede dov’è la mamma gli dico che è in cielo, che da lassù lo guarda e lo protegge ogni giorno. Lui piange, ma io cerco di sorridere e gli faccio una carezza». È distrutto dal dolore, si è rifugiato per qualche giorno in Romania e non sa se tornerà a Roma. Adrian Hahaianu, 33 anni, ce l’ha messa tutta: ha provato a non farsi vedere dal figlio Alessio, 4 anni, mentre piangeva, stringendo la foto della moglie, Maricica, l’infermiera romena uccisa da un pugno sferrato con violenza l’8 ottobre 2010 alla stazione Anagnina.

Ha fatto venire dalla Romania la mamma per aiutarlo a prendersi cura del piccolo. Ha continuato a fare il fabbro in un’azienda sulla Casilina finché ha potuto. Ma quando ha perso il lavoro, tre mesi fa, è caduto nella disperazione. «Il mio capo mi ha detto che c’è crisi e mi ha licenziato, sono disperato» racconta Adrian che in questi giorni si trova a Ramnicu Sarat, la città dove ha conosciuto Maricica e dove sabato, a un anno dalla morte dell’infermiera, si terrà una messa di commemorazione.

Per ricordare Maricica, oggi alle 16, verrà messa una targa dal X Municipio alla stazione Anagnina, nel punto esatto dove la donna è stata aggredita e dove ieri qualcuno ha lasciato una poesia: «Ricordiamoci di questa morte assurda, diamole un senso, salveremo altre vite». «Contro ogni violenza perché mai più accada» la frase incisa sulla targa per ricordare Maricica ma anche «per riflettere contro un rancore sociale diffuso» spiega il mini sindaco Sandro Medici. «Una targa per dire no alla violenza contro le donne, di qualunque nazionalità siano» dice Ramona Badescu, delegata del sindaco per i rapporti con la comunità romena. La comunità di Sant’Egidio ha organizzato una messa che verrà celebrata dal vescovo Giuseppe Marciante, sarà presente anche l’ambasciatore di Romania Rauzuan Victor Rusu.

Adrian e Alessio non ci saranno, porteranno fiori sulla tomba di Maricica, sepolta in Romania. «Sto pensando di restare qui - dice Adrian - non riesco a trovare lavoro a Roma, non so come fare per dare da mangiare a mio figlio. Vorrei tanto tornare, mia moglie ed io amavamo Roma, era il nostro sogno, ma da quando lei non c’è più la mia vita è distrutta, tutto va male». Il trasferimento dalla casa di Centocelle in una popolare della Borghesiana, il lavoro perso e il pensiero fisso «al sorriso dolce di mia moglie che non vedrò mai più, anche se Maricica è sempre con me, nel mio cuore».

Per Adrian Roma rappresenta ancora «l’unica salvezza» per il figlio, «l’unico modo per dargli un futuro». La coppia si era trasferita nella Capitale otto anni fa. Maricica era infermiera presso la casa di cura Villa Fulvia sulla via Appia Nuova. Poi il suo destino si è incrociato con quello di Alessio Burtone, 20 anni, del quartiere Cinecittà, a pochi passi dalla stazione Anagnina dove è avvenuta l’aggressione. Adrian fa un appello: «Cerco lavoro a Roma, sono fabbro, ma farei ogni altra cosa per consentire a mio figlio di mangiare e continuare a vivere nella Capitale».

Fa un sospiro, schiarisce la voce quando sente pronunciare il cognome di Burtone. «Non ho niente da dirgli - spiega - non gli parlerò mai e soprattutto mai lo perdonerò per quello che ha fatto. Credo nella giustizia italiana, su questo non ho dubbi, saranno i giudici a decidere». Burtone è in carcere, accusato di omicidio preterintenzionale.

«A breve verrà depositata la perizia medica chiesta dalla I Corte d’Assise per chiarire se fu determinante per la morte dell’infermiera il pugno oppure il comportamento dei medici del Policlinico Casilino, anche se per noi non ci sono dubbi» dice Alessandro Di Giovanni, legale di Adrian. Nessun dubbio neanche sulla violenza irrazionale che ha portato all’aggressione: «La cassiera del bar della stazione dove è nato il diverbio, ha ribadito che Maricica aveva chiesto scusa quattro volte a Burtone». Scuse che non sono riuscite a fermare la rabbia del giovane, esplosa in quel cazzotto che ha distrutto la vita di una famiglia.
Giovedì 13 Ottobre
di Laura Bogliolo

Fonte: Il Messaggero

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Romeno ucciso sulla A1 arrestato il pirata della strada

La polizia stradale ha arrestato per inottemperanza all'obbligo di fermarsi, omicidio colposo e omissione di assistenza il pirata della strada che ieri sera, poco dopo le 19, ha travolto e ucciso il 29enne romeno Victor Varga, residente nel centro nomadi del quartiere partenopeo di Ponticelli, costretto a fermarsi su una corsia di emergenza dell'autostrada A1 per un'avaria all'autocarro che conduceva

La polizia stradale ha arrestato per inottemperanza all'obbligo di fermarsi, omicidio colposo e omissione di assistenza il pirata della strada che ieri sera, poco dopo le 19, ha travolto e ucciso il 29enne romeno Victor Varga, residente nel centro nomadi del quartiere Ponticelli, costretto a fermarsi su una corsia di emergenza dell'autostrada A1 per un'avaria all'autocarro che conduceva tra lo svincolo di Villa Literno e Caserta sud, nel territorio di Marcianise.

Antonio Ventriglia, 34enne, noto alle forze dell'ordine perchè assuntore di stupefacenti e pregiudicato per furto e insolvenza fraudolenta, si era dato alla fuga ma è stato rintracciato in un'abitazione di San Nicola La Strada ed è stata trovata anche la vettura Renault Twingo con la quale avrebbe investito Varga, parcheggiata in una rimessa appartata e coperta con lenzuola.

Sul mezzo sono state rilevate tracce d'impatto inequivocabilmente riconducibili al sinistro e perfettamente compatibili con i residui di carrozzeria rinvenuti in occasione dei rilievi effettuati dalla pattuglia della sottosezione polizia stradale Napoli Nord. Il notevole impatto rilevato sul parabrezza dell'auto porta a ritenere che questa viaggiasse a velocità elevatissima e che abbia letteralmente "imbarcato" il corpo del malcapitato sulla parte anteriore e percorso almeno una trentina di metri tenendolo incastrato tra il parabrezza e il vano motore.

La polizia stradale è arrivata all'identificazione del responsabile anche grazie a segnalazioni anonime che indicavano il tipo di veicolo e le prime cifre della targa.
18 ottobre 2011

Fonte: La Repubblica

Incidente stradale mortale in Versilia

LUCCA - 16/10/2011 - Un diciannovenne romeno e' morto e altri suoi quattro connazionali sono rimasti feriti gravemente la notte scorsa in un incidente stradale avvenuto intorno alle 4 sul viale dei Tigli, tra Viareggio e Torre del Lago (Lucca).

In tutto erano sette le persone che viaggiavano a bordo di una Bmw che, forse a causa dell'alta velocita', e' finita contro un albero. La vittima e' Gabriel Nicom Georghe, residente a Torre del Lago. Residenti in Versilia anche i feriti, tutti muratori, eta' tra i 20 e 25 anni: due di loro sono stati trasferiti in codice rosso all'ospedale di Cisanello (Pisa), un terzo stamani dovrebbero essere portato in elicottero in un ospedale fiorentino, un altro e' ricoverato in prognosi riservata all'ospedale Versilia. Da quanto ricostruito dai carabinieri - intervenuti da Torre del Lago e Viareggio insieme a quattro ambulanze inviate dal 118 e ai vigili del fuoco che hanno estratto dall'auto gli occupanti rimasti incastrati a causa dell'urto - i giovani romeni avevano trascorso la serata in una discoteca sul viale a mare a Viareggio frequentata da molti loro connazionali e stavano facendo ritorno a casa quando e' avvenuto l'incidente. A dare l'allarme e' stato un altro automobilista che seguiva la Bmw.

Fonte: Toscana TV

Aprilia - Schianto sulla Nettunense: perde la vita Andreea Pintilie, una romena di 23 anni

La giovane, molto probabilmente per evitare di investire un cane che stava attraversando la strada, ha sterzato bruscamente, perdendo il controllo dell'auto.

Perde il controllo della guida, probabilmente per schivare un cane, finisce fuori strada e va a schiantarsi contro un platano che costeggiava la strada. Tragico incidente ieri mattina all'alba sulla Nettunense, all'altezza del chilometro 25 in direzione di Aprilia. A perdere la vita una giovane di 24 anni, di origini romene, Andreea Pintilie, che si trovava a bordo di una Volkswagen Golf. Con lei in auto anche il cugino di 21 anni che ha riportato un trauma alla testa.

Secondo i rilievi eseguiti dai carabinieri del Reparto Territoriale, la ragazza stava andando al lavoro (presso il bar Tomei di Campo di Carne) quando ha perso il controllo dell'auto per schivare un cane che si trovava nel centro della carreggiata. L'auto si è poi schiantata contro un platano non lasciando scampo alla giovane. Andreea lascia un bimbo piccolo di un anno e il marito. Il prossimo 25 ottobre avrebbe compiuto 24 anni. Per chiarire le cause dell'incidente è stato disposta l'autopsia. Il corpo della ragazza è stato quindi trasferito presso l'obitorio di Latina.

La giovane, molto probabilmente per evitare di investire un cane che stava attraversando la strada, ha sterzato bruscamente, perdendo il controllo dell'auto. Per lei, purtroppo, non c'è stato nulla da fare: è deceduto sul colpo. Sul posto, per eseguire i rilievi di rito, si sono portati i Carabinieri di Aprilia, i Vigili del Fuoco ed i sanitari del 118. Il corpo della 23enne, al momento, si trova presso l'obitorio della clinica cittadina.
15-10-2011

Fonte: Studio93

E’ di una badante rumena il corpo ripescato a Noventa Padovana

NOVENTA PADOVANA / E’ di una badante rumena di 63 anni il corpo ripescato dai vigili del fuoco nella mattinata di mercoledì. Ana Evghenia, nata a Tirgu Neamt in Romania, è stata identificata solo a tarda sera dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Padova che stanno cercando di ricostruire cosa sia avvenuto. E’ ormai esclusa la pista della morte violenta. Pare che la donna abbia scelto di farla finita dopo essere rimasta senza lavoro per la morte dell’anziana che assisteva fa tempo.
Sono stati i militari dell’Arma della stazione di Noventa Padovana a notare il cadavere che galleggiava tra le due chiuse lungo il Piovego sotto il ponte che collega Noventa a Camin. La donna aveva i piedi e il collo legati da una corda di tapparella. Indossava ancora un giubetto di jeans, le scarpe, un paio di pantaloni marroni e un pile. Con molta probabilità si è immersa nell’acqua gelida nel cuore della notte. Forse 5 ore prima del ritrovamento avvenuto alle 8.30 del mattino. Le ragioni del gesto estremo sarebbero dunque da ricercare nel forte senso di vuoto provato dalla donna per la perdita del lavoro e dell’anziana cui era molto affezionata. Ad avvalorare l’ipotesi del suicidio il fatto che non ci siano segni di violenza sul corpo e che la corda non fosse annodata ma semplicemente attorcigliata ai piedi e al collo, mentre le mani erano completamente libere.
22.10.2011

Fonte: Cronaca Live

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L’assessore Cascino critica il libro “Mamma, vado a vivere in Italia”: “Umiliata la comunità rumena”

Savona. L’assessore allo sport ed al personale della Regione Liguria, Gabriele Cascino dell’Idv, stigmatizza certi brani del libro “Mamma, vado a vivere in Italia”, presentato la settimana scorsa a Savona, promosso dall’assessore provinciale del Pdl Pietro Santi.

“Nel libro vengono tratteggiate le figure di un medico albanese, di un benzinaio senegalese, di un’infermiera professionale somala e di una sua collega, molto apprezzata professionalmente, marocchina, di un operaio edile peruviano, di un attore argentino e di una cameriera brasiliana, tanto per citare le nazionalità di immigrati più numerose in Italia. Quando invece si tratta di tratteggiare la figura di una rappresentante della maggiore comunità di immigrati nel nostro Paese, più di un milione, cioè di quella romena, ecco che gli autori fanno ricorso ad una giovane prostituta che vende il proprio corpo per strada come se tra i membri della comunità romena non esistessero nel Savonese lavoratori integrati al pari dei membri delle altre nazionalità, ma solamente emarginati e delinquenti” afferma Cascino.

“Le donne di strada interessano molto il mondo dell’immigrazione romena – affermano gli autori -. Le donne di strada, ma perché chiamarle in modo così dispregiativo, interessano pure altre nazionalità, aggiungo io, ma si è voluto solamente, con dubbi risultati, scegliere, tra di esse, una romena. Ci siamo imbattuti per caso in una prostituta romena” aggiungono sempre gli autori. Chissà perché, sempre per caso, nessuno degli interessati si è mai imbattuto, od ha voluto farlo, in un muratore romeno, di quelli che ogni mese muoiono nei cantieri della civilissima Italia, od in una badante proveniente da Bucarest, di quelle che imboccano quotidianamente con umiltà i nostri vecchi perché noi non vogliamo più farlo tanto per capirci…”.

“Oggi tutta la mia comprensione va alla comunità romena ed ai suoi rappresentanti che giustamente si sentono offesi da questo libro di cui al lettore medio rimarrà il ricordo di una prostituta a rappresentarli mentre rimarranno nelle menti lavoratori integrati come campioni di altre nazionalità immigrate quali albanesi, marocchini, senegalesi ed altri. Peccato perché dando al volume un taglio del genere, involontariamente si è arrivati a dividere artificialmente gli immigrati tra di loro tra nazionalità buone e cattive, facendo passare in secondo piano il vero scopo dell’opera cioè quello di convincere gli autoctoni del fatto che accanto a chi viene in Italia a delinquere esiste la stragrande parte degli immigrati che quotidianamente lavora duramente ed in maniera onesta per contribuire al nostro benessere. Sicuramente un’occasione mal sfruttata forse a causa di volervi infilare a tutti i costi una dispensatrice di sesso a pagamento a favore degli italici utilizzatori finali. Mi rattrista molto però assistere alla mercificazione della donna romena descritta al pari di una donna- oggetto che si può comprare come se fosse una bustina di te posta sullo scaffale di un supermercato. Io continuo a ritenere che, come c’è qualche romeno pericoloso che delinque anche in Liguria, la gran parte di questa nazionalità, che tra l’altro è comunitaria, rappresenta la nazionalità straniera più numerosa in Regione e vota alle elezioni amministrative, sia composta da donne e uomini onesti e tranquilli che chiedono rispetto e basta. Mi sento in dovere, e sono sicuro lo farà anche tutta l’Italia dei Valori ligure, di garantirglielo al di la dei facili stereotipi” conclude l’assessore regionale ligure.
Articolo n° 197618 del 13/10/2011

Fonte: IVG

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Cascino (IdV) replica a Vaccarezza
Europei per l'Italia polemizza con "Find the Cure": "Ritirare il libro dal mercato"

Muore il simbolo della democrazia rumena. Ion Diaconescu, attivista anti-comunista, si è spento a 94 anni

12 ottobre 2011

Ion Diaconescu, l’attivista anti-comunista che ha aiutato la Romania ad introdurre la democrazia, è morto all’età di 94 anni. La sua morte è stata annunciata dal Primo Ministro Victor Ciorbea; le cause sono ancora incerte, ma l’uomo da tempo soffriva di problemi cardiaci.

IL PASSATO - Diaconescu è stato incarcerato per 17 anni dal regime comunista a causa del suo credo politico. L’uomo è entrato in politica nel 1930 come membro dell’organizzazione giovanile del Partito Contadino. Il suo arresto è arrivato nel 1947 dopo che i comunisti hanno preso il potere in Romania, riuscendo a sopravvivere alla prigionia mentre decide di migliaia di conterranei morivano nei gulag. L’uomo è stato liberato grazie ad un’amnistia dei prigionieri politici nel 1964, riuscendo a ristabilire il Partito Contadino con la caduta del regime, verificatasi in Romania nel 1989. Diaconescu è stato anche presidente della Camera dei Deputati dal 1996 al 2000, arrivando poi alla Convenzione Democratica, una coalizione di governo segnata da lotte politiche intestine. L’uomo agiva cercando consensi, era profondamente rispettato anche dagli avversari e ricordato con affetto. L’ex presidente rumeno Ion Iliescu e l’attuale presidente Traian Basescu lo hanno voluto commemorare, ricordandolo come “un simbolo della lotta al comunismo”. L’ex presidente Emil Constantinescu ha dichiarato che Diaconescu era “un simbolo della resistenza al comunismo in Romania e nell’Europa dell’Est, un simbolo di onore e onestà” a livello politico.

IL TRIBUTO - Il Parlamento locale ha rispettato un minuto di silenzio per il politico deceduto, ammirato e ricordato com un uomo guidato solo da principi, senza interessi personali. Una delle dissidenti tra i politici rumeni attuali, Doina Cornea, ha infatti dichiarato che “i politici di oggi pensano esclusivamente ai propri interessi, per questo la Romania striscia sulle ginocchia“. Come accaduto a Diaconescu, anche la Cornea è stata messa agli arresti domiciliari per volontà del dittatore Nicolae Ceausescu dopo aver criticato il regime comunista. La dissidente ricorda che “Ion Diaconescu aveva capito che la fede e i principi sono tesori nazionali, non ha mai tradito questi valori neanche in 17 anni di prigionia comunista“. Le spoglie di Diaconescu verranno seppellite a Bucarest.

Fonte: Giornalettismo

Citeste si:
A murit fostul lider PNTCD Ion Diaconescu

România, cel mai sărac stat din UE. 18 % dintre români trăiesc sub pragul sărăciei

Oficial, România este cea mai săracă ţară din UE. O arată datele unui studiu realizat de Institul de Cercetare a Calităţii Vieţii. Doar Bulgaria şi Polonia ne mai detronează, cu anumite regiuni extrem de sărace. În România,18 % din populaţie obţine mai puţin de 40 % din venitul mediu la nivel naţional.

Şi înainte de criza din 2009, dar şi în prezent, ţara noastră are cel mai ridicat grad de sărăcie, dintre ţările uniunii europene. Şi în alte ţări din UE situaţia economică este similară cu a ţării noastre, dar deţin ponderi mult mai scăzute - 2% în R.Cehă, 4 % în Suedia sau Irlanda.

Pe lista celor mai sărace 20 de regiuni din Europa, România se înscrie cu şase zone, ce acoperă aproape toată ţara , mai puţin zona Bucureşti-Ilfov. La fel de săraci ca noi mai sunt bulgarii, cu anumite regiuni din ţară. Urmăm noi, cu regiunea de Nord-Est . Şi în Sud-Vestul ţării e sărăcie.

Regiunea Sud-Est a României se află pe locul opt şi este mai săracă decât multe regiuni din Polonia. În ciuda crizei financiare, multe regiuni sărace din Polonia sau Spania, au ieşit din sărăcie folosind fondurile europene. Nu la fel s-a întâmplat însă în România, Portugalia sau Bulgaria, care se menţin încă pe lista ţărilor cu cei mai numeroşi săraci din Europa.

Măsurile de austeritate au scăzut puterea de cumpărare a românilor - cu peste 9% într-un an. Salariul mediu net pe economie a scăzut, ajungand la 1.493 de lei .

Citeşte şi "Sărăcia îi face pe români să-şi vândă organele"

Anul trecut, aproape jumătate din populaţia care a realizat venituri, a câştigat mai puţin de o mie de lei lunar. Dacă în Marea Britanie un angajat ce trăieşte în sărăcie câştigă 967 euro, un un angajat român sărac câştigă 159 euro, realizând cel mai mic salariu minim din ţările UE. în Bulgaria 233 şi în Polonia 326.

Populaţia săracă nu-şi poate permite schimbarea locuinţei sau achiziţionarea unei noi locuinţe. Din cele 7,4 milioane de gospodării din România, 44% sunt în rural iar dintre acestea, 88% nu au baie proprie. La oraş, oamenii săraci stau, în cea mai mare parte în apartamente cu două camere dotate cu obiectele casnice de strictă necesitate .Doar 36% dintre locuinţe au un computer şi 29%, autoturisme.
D.D. | 13 Oct 2011

Sursa: Antena3

domenica 23 ottobre 2011

Cisl: sindacalisti romeni in Brianza per studiare il settore del legno

Economia
Romania chiama Italia: 26 sindacalisti del F.S.L.I.L., sindacato rumeno del settore legno, saranno ospiti della Filca e della Cisl Brianza da lunedì 24 ottobre.

La loro presenza è resa possibile grazie a un progetto europeo sul ruolo del sindacato nello sviluppo del dialogo sociale, che vede come partner anche il Ministero della Famiglia e della protezione sociale in Romania. Obiettivo del soggiorno: studiare le «eccellenze» nel settore del legno in Brianza, per quanto riguarda sia la formazione professionale, che le imprese.

Si parte lunedì mattina alle 10 con un incontro presso Afol, per conoscere in dettaglio i programmi formativi teorico-pratici dell’Istituto Terragni di Meda. Nel pomeriggio la delegazione prosegue con la visita ad imprese del territorio, tra cui la Molteni di Giussano, azienda leader nel design di arredo.

I sindacalisti proseguiranno poi per Milano, dove martedì incontreranno i rappresentanti sindacali europei e nazionali del settore legno, e torneranno per chiudere il loro programma con la visita di altre imprese brianzole mercoledì.

«È per noi motivo di particolare soddisfazione ospitare questa delegazione - spiega Armando Busnelli, segretario generale della Filca Cisl, il sindacato del legno e dell’edilizia - soprattutto in una fase come questa, nella quale molte imprese del nostro territorio che hanno fatto del design nel campo dell’arredamento d’interni il loro successo, stanno pensando all’opportunità di creare profitto delocalizzando fasi di produzione in paesi dell’Est Europa dove la manodopera arriva a costare anche il 40 % in meno rispetto alla nostra.

L’interesse che c’è attorno sia alla qualità formativa delle scuole d’arredamento, sia alle imprese del mobile arredo del nostro territorio, rende ancora più urgente la creazione di un marchio DOC del mobile brianzolo. C’è bisogno di un nuovo patto che metta insieme tutte queste forze: dalle fabbriche grandi o piccole che vendono soprattutto all’estero, agli artigiani che come indotto sostengono sussidiariamente le necessità di quelle più strutturate, in collaborazione con i commercianti, le istituzioni comunali, provinciali e regionali, e con le scuole di arredamento: dal Terragni a quella di Lissone e di Cantù, che devono diventare luoghi di apprendimento e di cultura in sinergia con le fabbriche».

Fonte: Filca Cisl Brianza

Firenze: seminario “Il trattamento dei cittadini dell'Unione europea e dei loro famigliari”

Firenze, 25 novembre 2011 dalle ore 9,30 alle 13,30 e dalle 14,30 alle 18,30
Polo delle Scienze Sociali dell'Università degli Studi di Firenze, Edificio D-4, Aula 1.02

Il seminario, rivolto agli avvocati e agli operatori interessati, è promosso dall'Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione - Sezione Toscana con la collaborazione della Fondazione per la Formazione Forense dell'Ordine degli Avvocati di Firenze col patrocinio del Dipartimento di diritto pubblico “Andrea Orsi Battaglini”, Università degli studi di Firenze col sostegno di Magistratura Democratica Toscana.

Programma
Coordina: Giulia Perin, Avv. del Foro di Padova

La tutela dei cittadini dell'Unione europea e dei loro famigliari alla luce della giurisprudenza della Corte di giustizia
(Girolamo Strozzi, Professore di Diritto dell'Unione europea, Facoltà di Giurisprudenza, Università di Firenze)

L'ingresso e il soggiorno dei cittadini dell'Unione europea: la normativa e la giurisprudenza dell'Unione europea.
(Adelina Adinolfi, Professore Ordinario di Diritto dell'Unione europea, Facoltà di Giurisprudenza, Università di Firenze)

L'espulsione dei cittadini dell'Unione europea e dei loro famigliari e il loro trattamento nel diritto interno.
(Chiara Favilli, Professore associato di Diritto dell'Unione europea e di Diritto internazionale, Facoltà di Giurisprudenza, Università LUMSA di Roma e Palermo)

Gli orientamenti della pubblica amministrazione italiana. (Daniela Lucchi, Dirigente Prefettura di Firenze, Area 4 Diritti civili Cittadinanza Immigrazione e Diritto d'asilo)

L'impugnazione dei provvedimenti amministrativi e la prassi giudiziaria italiana:
- il giudizio
(Andrea Proto Pisani, Professore Ordinario di Diritto processuale civile, Facoltà di Giurisprudenza, Università di Firenze)
- la giurisprudenza di merito e di legittimità
(Maria Acierno, Magistrato dell'Ufficio del massimario della Corte di cassazione)
La conformità della normativa e della prassi italiana agli obblighi posti dall’Unione europea: il punto di vista di un giudice.
(Alessandro Nencini, Consigliere della Corte d'appello di Firenze) e di un avvocato (Simonetta Furlan, Avv. del Foro di Firenze)

Per informazioni: www.asgi.it

Fonte: Programma Integra

Invito al Laboratorio dell'immigrazione‏ di Roma

Abbiamo il piacere di invitarvi all'incontro del "Laboratorio dell'immigrazione" che si terrà il giorno 25 ottobre 2011 dalle ore 17:00 alle ore 19:00 presso la Sala Carroccio del Comune di Roma (Campidoglio).

Forum delle Comunità straniere “FORUM”
Associazione Culturale Italo Iraniana “ALEFBA”
Associazione di Amicizia Italo Armena “ZATIK”

Forum delle Comunità straniere

18-ius-soli‏

venerdì 21 ottobre 2011

Aniversam un an de DiGi Mobil in Italia‏

Cu ocazia aniversarii a un an de la lansarea serviciilor de telefonie mobila DIGI Mobil in Italia, lansam concursul: “ Tinere talente! DIGI Mobil este alaturi de tine si te premiaza”.

Competitia se adreseaza tinerilor artisti romani care au emigrat pe teritorul Italiei.
Obiectivul general este acela de a sustine si promova tinerele talente romanesti.

Vino sa sarbatorim impreuna , duminica 23 octombrie, incepand cu orele 15.00
la Discoteca Legend 54 in viale Enrico Fermi 98 (via Sbarbaro MM Afori) Milano.

Toti tinerii romani talentati interesati sa participe la concurs sunt invitati sa ne transmita curriculum insotit de o fotografie si un material artistic pe adresa irina.tirdea@digimobil.it.

Pentru orice informatie ne puteti contacta la numerele de telefon: 02/48490114, 3733/401484.

Va asteptam cat mai talentati!

giovedì 20 ottobre 2011

Invitatie la evenimentul organizat cu prilejul inaugurarii Consulatului Romaniei la Catania‏

Cu prilejul inaugurării Consulatului României la Catania, Asociaţia SI.RO. (Siculo-Romena e con il resto del mondo Onlus) are plăcerea de a vă invita sâmbătă, 22 octombrie 2011, la orele 1700, la Centrul Expoziţional “Le Ciminiere” din Catania, sala C1, unde va avea loc întâlnirea cu Ministrul Afacerilor Externe al României, domnul Teodor Baconschi, Preşedintele Comisiei parlamentare pentru comunităţile de români din afara graniţelor ţării, domnul deputat William Brînză, Secretarul de Stat al Departamentului pentru Românii de Pretutindeni, domnul Eugen Tomac, membri ai corpului diplomatic din cadrul Ambasadei României la Roma şi corpul consular care îşi va desfăşura activitatea la Catania. La întâlnire vor participa şi reprezentanţii SI.RO. Onlus din provinciile siciliene. Vor fi prezenţi artiştii români Benone Sinulescu şi Elisabeta Turcu, care vor înveseli atmosfera serii cu un repertoriu de cântece cunoscute.
Cu acest prilej, voluntarii SI.RO. Onlus vor oferi invitaţilor specialităţi tipic româneşti.
Vă aşteptăm să ne fiţi alături în cadrul acestui eveniment care reprezintă realizarea unui deziderat important pentru românii din Sicilia.

Preşedinte,
Prof. Giovanni FALSONE

RSVP: Georgeta DAVID, tel. 0040-747-533887

Associazione Siculo-Romena e con il resto del mondo - SI.RO. Onlus
Associazione di volontariato
Sede legale: Via Nazionale n.147 Aci Castello
Sede operativa: Via Messina n. 340/342 Catania
C.F./P.IVA 04435980877
siro_06@yahoo.it www.siro-olus.org
Tel.: 095 7124408, Cell: 330693268

6° Premio Internazionale Arte Laguna

6° Premio Internazionale Arte Laguna, organizzato dall'Associazione Culturale MoCA e che vede la partecipazione anche dell'Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia

Il Premio Arte Laguna è dedicato all'arte visuale contemporanea, non vi sono limiti di età e gli artisti possono scegliere liberamente il tema delle opere. L'ammontare totale dei premi è di 170.000 Euro, inoltre vengono offerte molteplici opportunità: residenze d'arte, mostre collettive e personali e partecipazioni a festival internazionali.

IL PREMIO ARTE LAGUNA IN BREVE:

Le opere premiate rimarranno di proprietà degli artisti

Sezioni: pittura, scultura, arte fotografica, video arte e performance, virtual art
Chiusura iscrizioni: 11 Novembre 2011
Quota di iscrizione: 50 € un'opera, 90 € due opere
Esposizione Collettiva: Venezia
Finalisti: 110 Artisti
Premi Speciali: Residenze d'Arte, Mostre Personali, Festival Internazionali, Esposizioni Collettive
Curatore del Premio: Igor Zanti - Critico d'arte
Giurati: Alessio Antoniolli - Direttore Gasworks di Londra; Chiara Barbieri - Direttore pubblicazioni, Collezione Peggy Guggenheim; Gabriella Belli - Direttrice MART di Trento e Rovereto; Ilaria Bonacossa - Curatrice Indipendente; Soledad Gutierrez - Curatrice MACBA Barcellona; Kanchi Metha - Curatrice Padiglione Indiano Biennale di Praga; Ludovico Pratesi - Direttore Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro; Maria Savarese - Curatrice Indipendente; Ralf Schmitt - Direttore Preview Berlin; Alma Zevi - Critico d'Arte

Iscrizione : http://www.premioartelaguna.it/index.php/iscrizione-2011.html
Info:
Premio Arte Laguna
info@premioartelaguna.it
www.premioartelaguna.it

Anna Zancan
tel.+39 041 5937242

Premio letterario “Fiori di Cactus” l'elaborazione della sofferenza attraverso la poesia e la scrittura‏

ISCRIVETEVI AL PREMIO LETTERARIO “FIORI DI CACTUS” l'elaborazione della sofferenza attraverso la poesia e la scrittura

Evento promosso da VIRGINIA IORGA O.N.L.U.S.

Il Premio si articola nelle seguenti sezioni:

POESIA
Sez A - L’elaborazione della sofferenza attraverso la poesia
Sez B - Tema Libero

PROSA
Sez A - L’elaborazione della sofferenza attraverso la scrittura
Sez B - Tema Libero

Inviare fino a due elaborati in quattro copie, di cui una con i dati completi di nome e cognome, e-mail , indirizzo e un numero telefonico dell’autore.
Si può partecipare ad entrambe le sezioni.

Saranno premiati i primi tre di ogni sezione con trofei, coppe e targhe.
Inoltre sono previsti Premi Speciali:
“Premio speciale della critica”
“Premio speciale della giuria”

Il contributo per parziale rimborso spese è di euro 15 (quindici) per ogni sezione da versare tramite bollettino postale sul C/C n° 71882450 intestato a: ASSOCIAZIONE VIRGINIA IORGA ONLUS- causale: PREMIO LETTERARIO FIORI DI CACTUS - l'importo è detraibile fiscalmente

Gli autori dovranno inviare il materiale entro e non oltre il 5 Marzo 2012 all’indirizzo: Marzia Carocci Via Luca Signorelli 6/2 50142 Firenze. (farà fede il timbro postale)

La premiazione si svolgerà in Firenze il 13 Maggio 2012 ; il luogo del’evento vi verrà comunicato con relativo invito.

I dati personali saranno tutelati a norma della legge 675/96 sulla Privacy

La partecipazione al premio implica l’accettazione ed il rispetto di tutte le clausola del bando. Il giudizio della giuria, sarà insindacabile.

In occasione della premiazione verranno documentate le fasi della manifestazione a cura di OVERTHESKY.IT e ALZA LA VOCE (direttore Maurizio Martini) che si avvarrà dell'Ufficio Stampa COM DI COM Comunicazione di Comunità per promuovere l'Evento sul Territorio.

Per ulteriori informazioni scrivere a: premio.letterario@fioridicactus.org

Maurizio Martini
Presidente VIRGINIA IORGA O.N.L.U.S.
(+39) 366 80 88 666
giornalista@martinimaurizio.it

"Non solo la Parola che serva a celebrare l'Autore in quanto tale.
Ma la Parola che aiuti a guarire e affrontare volontariamente la sofferenza con l'obiettivo di espandere la conoscenza".

Concurs fotografic la Viterbo‏

Centrul Universitar Cultural Român din Viterbo împreună cu Fundaţia Omnia onlus, partener în activităţile centrului vă invită să participaţi la prima ediţie a concursului fotografic „Storie di vita”, care va avea loc în luna octombrie a acestui an.

Vă aşteptăm cu fotografii legate de istorii de viaţă şi aspecte ale integrării.

Participarea este gratuită, iar informaţii suplimentare găsiţi la adresa www.fondazioneomnia.eu

Dr. Adela Moise

Il Rotary per l’orfanotrofio di Hateg (Romania)

Iniziativa condivisa di collaborazione tra rotariani italiani e rumeni tramite l’ausilio del Comitato Inter Paese Italia Romania, guidato da Marco Baratto (RC Adda Lodigiano) e del Comitato Inter Paese Romania Italia sotto il coordinamento di Costin Tancu (RC Sibiu)

I Rotary Clubs del gruppo Romagna Nord (RC Ravenna , RC Ravenna Galla Placidia, RC Faenza, RC Imola,RC Lugo) apparenti al Distretto 20070 sotto l’impulso del Rotary Ravenna con l’appoggio del Comitato Interpaese Italia Romania del Rotary, guidato da Marco Baratto, hanno stabilito un contatto con il RC di Hateg per un progetto comune: la ristrutturazione del locale orfanotrofio. Si tratta di una struttura che accoglie attualmente 30 bambini di un età compresa tra i 7 e i 14 anni; il problema maggiore è rappresentato dalla ristutturazione (docce, letti, cucina, arredi vari) , e dal vestiario (abiti e scarpe) per i ragazzi. La struttura è di proprietà della Provincia dell’Hunedoara e i rotariani di Hateg hanno ottenuto l’approvazione da parte della Direzione Provinciale dell'Hunedoara per l'Infanzia ad intervenire presso l'orfanotrofio della loro città. A conferma della maggiore trasparenza sarà il RC di Hateg insieme al Consiglio Provinciale, tramite la Direzione per la Protezione dell'infanzia, ad avere la responsabilità amministrativa del progetto.

Il progetto prevede una spesa di € 7.500 che saranno coperti dal RC di Hateg e dai Rotary Club del gruppo Romagna Nord. Il contributo italiano è stato consegnato nei giorni scorsi ai rotariani romeni

A Maggio 2012 è previsto un viaggio in Romania, aperto ai soci dei club, per verificare il risultato del progetto ed avere un incontro con la realtà della Romania.

Marco Baratto