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domenica 26 febbraio 2012

Laterza. Sistemano una famiglia rumena: è polemica

Un dramma in meno, che ha consentito ad una famiglia residente a Laterza di abitare, sia pure temporaneamente una casa dignitosa. Un normale episodio di assistenza sociale che rivela però uno spaccato vivissimo del concetto di accoglienza e solidarietà nell’anno 2012. L’assessore alle politiche sociali Franco Frigiola del Comune di Laterza scatena involontariamente un dibattito perché la famiglia è rumena e i laertini, come tantissimi italiani, gli chiedono perché non destinare a loro quella stessa assistenza.Allora assessore perché tanto dibattito?
Perché ho spalancato una porta di dialogo eccezionale. La situazione della famiglia era ed è gravissima, anche dal punto di vista sanitario. La mamma è ricoverata, il padre è in cura e devo ringraziare i volontari che mi hanno aiutato con i primi lavori di pulizia e sistemazione del nuovo alloggio. Parlo di persone come Katia, Ferdinando che hanno accolto i bambini, di Enza, Rocco, Giovanni e del Centro Aiuto alla vita. Così come devo dire che Ma come ne siete venuti a conoscenza?
Beh, parlando con i cittadini ci hanno detto delle condizioni veramente difficili in cui viveva questa gente, in una cantina di 10metri quadri, senza servizi, con la mamma di due figli di nuovo in attesa e in condizioni di salute precarie.
E quindi siete intervenuti…
Non siamo un assessorato immobile, abbiamo scaricato fisicamente quanto serviva, la manovalanza serve quando è una giusta causa. Ma va detto che l’intervento predisposto è una sistemazione temporanea per tamponare un’emergenza. Cosa avremmo dovuto fare, far continuare a stare la famiglia in quelle condizioni? La famiglia poi darà un contributo, perché non facciamo mero assistenzialismo. L’obiettivo è l’integrazione. Quindi faranno un percorso di inclusione sociale, troveranno un lavoro, pagheranno il fitto fino ad avere l’autonomia di trovare una casa per conto loro e far cessare l’intervento dell’Assessorato. E’ la nostra politica.
Quindi la nazionalità c’entra poco…
L’azione di recupero sociale oggi è stata con i rumeni, ieri è stata per un anziano laertino che non aveva alloggio e viveva in una cantina, senza riscaldamento. Ora l’anziano vive autonomamente come lui stesso richiedeva e paga il fitto. Ogni giorno si può risolvere un caso, perché presi tutti insieme, e sono tantissimi, non saremmo capaci di risolvere nulla, affogheremmo in una emergenza continua.
di Nicola NATALE
dall'articolo apparso sul Quotidiano dell'11 Febbraio 2012

Fonte: GinosaNews

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