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venerdì 3 febbraio 2012

Omicidio della ballerina, l'ex amante ha pagato per ucciderla

Porto Potenza

Sandro Carelli, 57 anni, il mandante. Il figlio Valentino e due suoi amici gli esecutori. Hanno confessato

di Lorena Cellini

Omicidio di Porto Potenza, ecco i quattro fermati

Macerata, 29 gennaio 2012 - PORTO POTENZA si sveglia con il mostro in casa. Sono tutti del posto i quattro fermati, tra questi padre e figlio, per l’omicidio di Andrea Christina Marin, ballerina 24 enne rumena trovata cadavere sulla spiaggia del Lido Bello giovedì mattina. Hanno confessato, torchiati dai carabinieri nella caserma di Porto Potenza, ammesso che l’hanno ammazzata come un cane, a bastonate. Ad organizzare l’agguato Sandro Carelli, 58 anni, che con la giovane aveva una relazione che la ragazza voleva interrompere, poi suo figlio Valentino, di 23 anni, e due suoi amici, Sebastian Capparucci 25enne (figlio del noto ortopedico dell’ospedale di Civitanova) e Silvio Giordanà di 23 anni, l’unico con precedenti, mentre gli altri sono incensurati. Tutti accusati di omicidio in concorso con l’aggravante dei futili motivi e dell’occultamento di cadavere. E’ il cinquantottenne il committente dell’omicidio, scatenato da motivi passionali. Ma non avrebbe partecipato alla spedizione. Al suo avvocato, Francesca Pettinelli, ha riferito che lui non era sul luogo del delitto dove ha invece spedito il figlio e gli amici promettendo a tutti una ricompensa, circa 1.500 euro a testa. Tanto valeva la vita della giovane. E loro la attendono nascosti sul pianerottolo al dodicesimo piano del palazzo Lido Bello, davanti all’appartamento della rumena. Rompono il neon e le scale piombano nel buio. Sono le 4.30 circa. Lei rientra dopo la serata al night in cui lavorava, il Play di Porto Recanati, esce dall’ascensore e le saltano addosso. Le infilano un sacchetto di plastica sulla testa e la colpiscono con due bastoni (uno di legno occultato poi in spiaggia e ritrovato dai carabinieri, l’altro di ferro). La massacrano di botte, ma è ancora viva quando viene portata dentro l’ascensore, calata al piano terra e poi trascinata fino alla spiaggia dove la finiscono e tentano poi di sotterrare il cadavere nella sabbia.

QUI, POCHE ORE DOPO, alle 7.30, la trova un anziano, Alberto Zorzi, coinquilino del settimo piano, che la mattina esce con il suo cane Asso. Sarà la bestiola a fiutare il corpo senza vita e con il cranio fracassato. Le indagini si indirizzano subito sul mondo del night. Il titolare racconta ai carabinieri che i quattro erano nel suo locale la sera e che avevano parlato con la ragazza. E il portiere del Lido Bello, Giacomo Corvatta, conferma di avere visto il 58enne con la giovane. Che nel condominio abitava da una ventina di giorni, ma era in Italia da quattro anni e in precedenza aveva vissuto a Macerata. Da due anni durava la relazione con Carelli ma lei voleva troncare e probabilmente c’era qualcun altro nella sua vita, realtà che il 58enne non accetta. La accompagnava spesso al night, era invaghito di lei che però non voleva più saperne. Lui reagisce in maniera feroce, dice che la ragazza gli aveva anche estorto del denaro, vuole vendicarsi e organizza l’agguato.

CI METTE in mezzo il figlio e i suoi amici che dal night vanno al Lido Bello dove lei arriva accompagnata dalla navetta del night. Ai carabinieri diranno poi che la cosa è sfuggita loro di mano, ma non mostrano pentimento durante il martellamento degli inquirenti. Le versioni dei quattro coincidono e nell’interrogatorio emergono l’orrore e i particolari agghiaccianti. Non scaricano le responsabilità, non cercano di accusarsi reciprocamente. In caserma entrano all’alba e escono alle undici, in manette. I più giovani si coprono la testa con giacconi e cappucci. Sandro Carelli, no. Sono stati rinchiusi a Montacuto. Grande la soddisfazione dei carabinieri e del colonnello Leonardo Bertini, comandante del Reparto Operativo di Macerata, per aver chiuso le indagini in 24 ore. Oggi si terrà l’autopsia sul cadavere, disposta dal pm Stefania Ciccioli. La difesa di Valentino Carelli e di Capparucci è affidata all’avvocato Aldo Cingolani, quella di Giordanà a Donato Attanasio.

Fonte: Il Resto del Carlino

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