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domenica 26 febbraio 2012

Sulla situazione in Romania, dopo le manifestazioni di gennaio

Politica
Intervista a Iulia Petcu, Segretario dell’Organizzazione Donne Social Democratiche del PSD (Partito Social Democratico romeno) e responsabile ufficio stampa del PSD di Roma

di Federico Carabetta - 10/02/2012

Dopo le manifestazioni del 22 e 29 gennaio rispettivamente davanti l’ambasciata e il consolato di Romania con i numerosi lavoratori romeni della Capitale esternanti tutto il loro malessere per quanto accade nel loro Paese di origine, abbiamo voluto approfondire lo stato dei fatti in Romania e le cause all’origine delle manifestazioni di piazza che agitano il popolo amico in patria e mobilitano anche le sue operose propaggini nella nostra Città. Abbiamo perciò intervistato Iulia Petcu Segretario dell’Organizzazione Donne Social Democratiche di Roma, divisione del PSD (Partito Social Democratico romeno) e responsabile ufficio stampa del PSD di Roma.

Julia, abbiamo avvertito il rifiuto e la preoccupazione dei tuoi connazionali per le condizioni di vita al limite dell’indigenza di molti tuoi compatrioti e della volontà di molti tra loro che non vogliono più assistere passivamente allo stato di cose. Vuoi chiarire ai nostri lettori qual è attualmente la situazione?
Le manifestazioni di piazza sono cessate in gran parte e non si parla più di migliaia di indignati: tuttora però molta gente continua a reclamare pubblicamente le dimissioni del presidente. La caduta del governo Boc non è bastata. Perché è stata un'intera classe politica che attraverso tagli e provvedimenti sbagliati ha portato il popolo alla disperazione e quindi al rifiuto della classe politica in generale.
Le fasce più colpite dai provvedimenti per venir a capo della crisi finanziaria sono i pensionati e le famiglie con redditi bassi e quindi il quadro generale resta preoccupante.
Inoltre l’istituzione di un nuovo governo appare una manovra disperata del potere, volta ad appianare i conflitti interni ed esterni.

Il nuovo ministro del governo PDL è Mihai Razvan Ungureanu,responsabile del SIE (Servizio Informazioni Esterne) che però prima di candidarsi avrebbe dovuto dimettersi dall'attuale carica.
Le sue mancate dimissioni rappresentano l'infrazione dell'articolo della Legge 51/1991 sulla sicurezza nazionale che proibisce ai suoi responsabili di occupare qualsiasi carica politica a prescindere dal partito.
L'Avvocato del Popolo,Gheorghe Iancu, ha confermato la notizia in diretta sul canale televisivo Antenna 3, chiedendo le dimissioni di Ungureanu.
Il nuovo ministro ha perciò rinunciato alla carica di direttore SIE l'8 febbraio.
Non si tratta della strumentalizazzione in chiave politica delle proteste ,sia ben chiaro. Le opposizioni (L'Unione Social Liberale presieduta da Victor Ponta,leader del Partito Social Democratico e Crin Antonescu,presidente dei Nazional-Liberali) hanno chiesto le elezioni anticipate a giugno, in modo che il popolo possa esprimere attraverso il voto democratico la sua volontà.

Julia, quali sono le richieste all’eventuale nuovo governo?
L'USL ha ben 15 punti chiari anticrisi, fra cui:
-Dibattito sul Trattato di governanza bugetaria e fiscale e dell'ACTA;
-L'adesione allo spazio Schengen,la lotta contro la politicizazzione e la corruzione all'interno del PDL;
-La lotta contro la corruzione e un controllo più rigoroso della spesa pubblica;
-L'anullamento del progetto che permette le candidature dei funzionari pubblici;
-Trasparenza e controlli del Fondo di riserva del premier;
-L'aumento dello stipendio e della pensione base ai livelli iniziali prima dei tagli,l'imposto limite di un eventuale deficit fino al 3%;
-Controlli sull'energia;
-Protezione dell'ambiente e preservazione del patrimonio naturale;
-La diminuzione delle tasse sui prodotti agricoli e la promozione dei prodotti naturali,non modificati geneticamente;
-L'aumento della tassa sui redditi elevati dal 1% al 10%;
-La creazione di nuovi posti di lavoro e la protezione dei diritti degli impiegati;
-Stipendio base di 850 RON come misura di aumento fondi supplementari al bugeto;
-Le compagnie di stato non dovranno essere privatizzate a bassi prezzi e alte comissioni; c'è bisogno di un'autentico management privato e di soldi per la ritecnologizazzione;
-La legge elettorale sostenuta unanimamente da tutti i partiti. I collegi non possono più essere definiti dal governo senza previa consulta .E' prevista inoltre una legge che riduca il numero dei parlamentari limitandoli a 312.
La sanità ha bisogno di nuovi fondi e nuove strutture e la giustizia di nuove riforme.
Non entrano in calcolo nuove restrizioni altrimenti correremmo il rischio di provocare una vera e propria rivoluzione cavalcando l'onda dell'89. Sono eventi storici che allora ci portarono la salvezza spianando la strada verso la democrazia, ma pagando il prezzo delle vite sacrificate di tanti giovani.Vogliamo evitare le violenze e difendere i nostri valori e diritti democratici in via pacifica.
C'è un'unica via di salvezza per la crisi attuale, una crisi non solo finanziaria, ma anche sociale e morale. L'unico regime politico adatto a difendere i diritti cittadini e ad apportare sani rimedi è la social democrazia, l'oposizione. Sono convinta che il prossimo governo sarà uno di sinistra,nonostante l'attuale prolonghi la sua agonia.I romeni hanno bisogno di un vero e proprio cambiamento, all'interno e oltre i confini nazionali. Un cambiamento in grado di assicurare una vita e delle prospettive future migliori.

Fonte: Abitare a Roma

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