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venerdì 3 febbraio 2012

Un intenso week end targato ALOE

Sabato 28 gennaio, presso il centro sociale Molini Girola di Fermo ha avuto inizio il Corso di Formazione “Il Senso del partire”, realizzato da ALOE con la collaborazione del CSV, giunto quest’anno alla sua nona edizione e arricchito da una partecipazione di relatori ad alto livello e di respiro nazionale. Una manifestazione a Fermo, teatro dell'Aquila

Il piccolo e suggestivo centro sociale – una vecchia stazioncina del trenino che da Porto san Giorgio arrivava ad Amandola – era stracolmo per una partecipazione davvero affollata: le presenze registrate sono state una cinquantina! Il primo incontro ha dedicato una prima parte ad una presentazione di ognuno dei partecipanti al corso: tutti hanno potuto notare il notevole e qualificato livello dei partecipanti, fra i quali insegnanti, medici, studenti universitari, professionisti, ecc. Prevale nettamente l’elemento giovanile dai 20 ai 35 anni. A differenza degli scorsi anni, dove l’elemento femminile era preponderante, quest’anno la partecipazione è equamente divisa fra ragazzi e ragazze. La seconda parte del programma del pomeriggio ha visto la testimonianza dei volontari di Aloe e delle loro esperienze in Etiopia (Devis Fratini e Devis Benfaremo), in Benin (Alice Ciccolini e Cristian Rossi) e in Colombia (Monica Mezzabotta e Roberta Belleggia). I volontari Aloe hanno insistito soprattutto sulle ragioni che li spingono ad operare sul nostro territorio per far conoscere e ampliare la cultura della solidarietà internazionale.
Alle 19.00 questo primo incontro del corso si è chiuso con un abbondante buffet offerto dall’associazione ospitante. Questo momento conviviale ha anche dato inizio alla seconda parte della KOINONIA ALOE con la partecipazione di due ospiti di eccezione venuti appositamente dalla Calabria: Giuseppe Bellizzi e Francesca Salvador della comunità italo-albanese della eparchia di Lungro. Giuseppe Bellizzi è prete e parroco di Falconara Albanese, in provincia di Cosenza, secondo il rito cattolico greco-bizantino. Secondo questo rito greco-bizantino, il sacerdozio può essere conferito anche ad uomini sposati e questo è il caso dei coniugi Bellizzi. Dopo una breve presentazione di Giuseppe Bellizzi sulla realtà delle comunità italo-albanese della Calabria e della Sicilia che affonda le proprie origini alla fine del XIV secolo e che hanno mantenuto sia la lingua originaria (arbresh) che il rito religioso (Rito greco-bizantino), Francesca Salvador ha presentato il suo libro appena dato alle stampe, Matrimonio e Sacerdozio, libro nel quale viene presentata la loro singolare storia ed esperienza di coppia. E’ stata l’occasione per una bellissima lezione sulla spiritualità di Charles di Foucauld e dei Piccoli Fratelli di Spello dove i due si sono conosciuti. L’assemblea è rimasta affascinata da questa esperienza che mette insieme, in modo naturale, sia il sacramento del matrimonio che quello del sacerdozio. E questo non per qualche trasgressione, ma perché lo permette il diritto canonico delle chiese cattoliche di rito orientale. Il libro è disponibile presso la sede dell’associazione ALOE (per richiederlo aloe@aloemission.org).
Il giorno successivo, domenica 29 gennaio, l’iniziativa ALOE si è spostata a Carassai, dove, insieme alla Parrocchia, al Comune e ad altre associazioni (CSV, ANOLF, MIGRANTES, SKANDERBEG, ecc,) si è dato vita alla Giornata dell’amicizia italo-albanese. Al mattino c’è stata la celebrazione eucaristica secondo il Rito Greco-Bizantino della Chiesa Italo-Albanese, presieduta da padre Giuseppe Bellizzi. Per la comunità di Carassai si è trattato del terzo appuntamento di questo tipo: già negli anni precedenti, a chiusura della settimana per l’unità dei cristiani, si sono avute celebrazioni in Rito Siro-Cattolico e in Rito Greco-Cattolico della Chiesa Romena. La giornata è proseguita con un pranzo italo-albanese presso il salone parrocchiale, dove si sono potute gustare specialità culinarie sia italiane che albanesi. Oltre ogni aspettativa la partecipazione a questo momento conviviale, che ha visto la partecipazione di molte famiglie albanesi presenti sul territorio. L’associazione Skanderbeg di Fermo, ha animato poi il primo pomeriggio con musiche e danze della cultura albanese, sotto la direzione del suo presidente Granit Mucaj. La sala era stata addobbata con bandiere italiane e albanesi e striscioni inneggianti all’amicizia fra queste due comnunità. Una bellissima mostra sulla storia recente dell’Albania, messa a disposizione dall’associazione ANOLF, ha arricchito la giornata di contenuti anche culturali.
Gli organizzatori sono rimasti molto soddisfatti della grande riuscita dell’iniziativa e hanno potuto constatare il grande bisogno di momenti di questo tipo da parte di chi si trova a vivere ormai stabilmente sul nostro territorio pur provenendo da altre nazioni. Lo scorso anno era stata la volta della comunità romena, quest’anno della comunità albanese; in entrambi i casi la stessa domanda di integrazione. Senza alcun dubbio una indicazione per iniziative future sulla stessa lunghezza d’onda, alla ricerca di una comunità dove cittadini italiana di vecchia data o di recente acquisizione, possano trovarsi bene.

Scritto da : Franco Pignotti, direttore ALOE Onlus

Fonte: Informazione.TV

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