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martedì 20 marzo 2012

Abbiamo ritrovato la rumena Toma Lenuta Anisoara

Siamo riusciti con l'aiuto di un nostro lettore particolarmente affezionato a ritrovare la signora Anisoara, che questo pomeriggio ci ha già telefonato e dopo che le abbiamo spiegato il motivo per cui l'avevamo cercata, non riusciva a capire attraverso quale misteriosa strada fossimo riusciti a ritrovarla.

Vogliamo ripercorrere i vari passaggi di questa storia per capire quanta importanza possa avere la rete per risolvere problemi se vogliamo modesti, ma che per una donna emigrata e lontana dal proprio paese e dai propri cari potevano significare moltissimo.

Sono stati gli operatori della "Casa dei Giovani" di Padre Salvatore Lo Bue a ritrovare un paio di settimane fa in corso Umberto, proprio davanti la loro sede, questo pacchetto.

Ce ne aveva parlato, incontrandoci per caso, padre Salvatore Lo Bue, e naturalmente gli avevamo dato la nostra disponibilità a fare qualcosa con Teleone o il sito Bnews per cercare di rintracciare chi aveva smarrito quelle memorie.

Quando ci fu dato questo pacchetto naturalmente lo aprimmo per cercare di trovare qualche dettaglio che ci potesse aiutare per trovare l'identità di chi lo aveva smarrito, magari una foto recente in cui si riconoscesse un luogo, una piazza.

E dobbiamo ammettere che più guardavamo quelle decine, forse addirittura un centinaio di foto, più cresceva quella convinzione che dovevamo fare assolutamente qualcosa per riconsegnarle alla donna che le aveva smarrite.

Erano le foto di una vita, erano le foto di una famiglia, erano le foto della storia di una donna, prima da bambina poi da adolescente, poi da mamma, quasi sempre in circostanze liete.

Guardandole, lo confessiamo, ci è parso di profanare in qualche modo l'intimità e la vita privata di qualcuno che non conoscevamo e che, anche se le aveva smarrite, aveva comunque diritto alla privacy.

Ci è parso che quei ricordi della propia famiglia e del proprio paese per quella donna dovessero essere la ricchezza più importante che si trovava a possedere lontano dalla propria terra. Per questo abbiamo scritto l'appello di ieri.

E' stato Mimmo Aiello, dipendente dell'Ospedale Civico di Palermo, nostro affezionato lettore che ci ha chiamato oggi per avere qualche delucidazione e se possibile qualche elemento in più.
Ma anche lui è stato preso da quella voglia prepotente di fare qualcosa per restituire alla signora le immagini dei suoi familiari, della sua terra, della sua vita: ha telefonato ad Emergency, ha fatto vedere il nostro articolo.

A Emergency conoscevano la donna; era andata presso il loro ambulatorio di Palermo per una visita internistica , ed avevano anche il suo numero di telefono.

L'hanno chiamato e le hanno detto di chiamare il nostro numero, chè avrebbe avuto una bella sorpresa.

Poco fa la signora Anisoara ci ha chiamati, non stava nei panni dall'emozione e dalla contentezza, ma non riusciva a capacitarsi su come avessimo fatto ad individuarla e a rintracciarla. Le abbiamo spiegato.

Sì, aveva lavorato a Bagheria come badante per due settimane, ora era tornata a lavorare a Palermo e quelle foto smarrite le aveva cercato per mari e per monti senza trovarle.

Verrà a Bagheria domani e le restituiremo quelle foto, piccola miniera di ricordi, che le serviranno forse per sentirsi meno sola, o, come accade a tutti noi, quando vogliamo lasciarci catturare dalla nostaglìa e dai ricordi.
Scritto da Angelo Gargano,
Mercoledì 07 Marzo 2012

Fonte: Bagheria News

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