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domenica 18 marzo 2012

Altran: un delitto che deve far riflettere

L’assessore Morsolin invita a non strumentalizzare il fatto in chiave xenofoba. Il centrodestra chiede più controlli

Hanno poco più di 50 anni in due, vittima e assassino. E questa circostanza, assieme al luogo del ritrovamento del cadavere, notato da un passante a una manciata di metri dalla scuola elementare, in pieno centro, non può che destare allarme nelle istituzioni, disorientate davanti a un simile efferato delitto. «Sono sgomenta – esordisce il sindaco Silvia Altran – di fronte a un evento di un’inaudita gravità, che sconvolge la comunità rumena il cui console, proprio la scorsa settimana, ho incontrato a Trieste». Quella rumena, sottolinea la prima cittadina, è del resto «una collettività numerosa che opera sul territorio, frequenta la chiesa, si prodiga nell’assistenza degli anziani». Diventa dunque «prioritario, una volta che la polizia avrà svolto le indagini, chiarire le dinamiche». «Cercheremo – commenta il sindaco – di capire cosa possiamo fattivamente svolgere, poiché ogni cittadino ha diritto alla sicurezza. Per quanto mi consta, la comunità rumena è ben inserita a Monfalcone. Ogni atto di violenza, comunque, desta preoccupazione poiché non siamo abituati a vivere situazioni di questo tipo, tant’è che per riferire di un fatto di eguale ferocia avvenuto in città si deve andare indietro negli anni». «Faremo il possibile – conclude – per tentare di comprendere, anche attraverso i rappresentati della comunità rumena cosa sia avvenuto: non è accettabile in alcun modo che un ragazzo muoia a vent’anni».

Secondo l’assessore alle Politiche sociali, Cristiana Morsolin, sarebbe «fuorviante e nocivo per la nostra città accostare criminalità a stranieri», anzi «è necessario per tutti assumere un atteggiamento di responsabilità, per affrontare questo delitto senza dietrologie.Non vorrei che si facesse una facile associazione tra stranieri e delitto, poiché sarebbe certamente sbagliato: non si tratta di una questione che attiene a tensioni sociali. Per questo, spero che la tragedia non sia occasione per innescare polemiche inutili: è morto un ragazzo di vent’anni in un modo terribile». Cordoglio alla famiglia da parte di Anna Maria Cisint (Rinnoviamo Monfalcone), che reputa «triste che un ragazzo che ancora sogna di vivere non ci sia più». «Purtroppo – continua – i fatti di sangue diventano sempre più frequenti in città e la percezione di sicurezza è sempre meno diffusa: anche se alla fine dovesse trattarsi di una lite per futili motivi, quanti di noi vanno in giro con un coltello in tasca? I controlli sui flussi e sulle permanenze, non solo qui, ma in tutt’Italia, vanno fatti. Certe persone delinquono nel nostro Paese perché sanno che non c’è certezza nella pena, a causa di una politica lassista che consente ogni cosa». A sottolineare l’importanza del lavoro delle forze dell’ordine è Suzana Kulier (Pdl), la quale auspica un rafforzamento delle pattuglie sul territorio: «Simili fatti – sostiene – dimostrano che non si deve calare l’attenzione su tali questioni. Spendere soldi sulla sicurezza è importante, perché Monfalcone non deve diventare come le grandi città dove i fatti di cronaca nera nemmeno si contano più». Anche Federico Razzini (Lega Nord) esprime cordoglio alla familgia del ragazzo, ma sostiene che adesso «si deve associare la più seria preoccupazione per il continuo peggiorare del degrado e del clima di violenza in città».
di Tiziana Carpinelli
07 marzo 2012
Fonte: Il Piccolo

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