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martedì 20 marzo 2012

Cittadini comunitari senza copertura sanitaria. Allarme del Naga

MILANO. Dal 31 dicembre 2007 rumeni e bulgari sono cittadini europei e, in quanto comunitari, hanno diritto all’assistenza sanitaria solo se in possesso di alcuni requisiti ovvero se lavoratori o se titolari di tessera TEAM (Tessera Europea di Assicurazione Malattia – la tessera rilasciata dal proprio paese di origine e che ha validità europea). Non tutti i rumeni o bulgari presenti sul territorio nazionale hanno però questa tessera, a causa delle gravi carenze del sistema sanitario nei loro paesi d’origine. Questi neocomunitari si ritrovano quindi a essere privi di copertura sanitaria qualora siano disoccupati, lavorino in nero in Italia o siano familiari a carico.
Per risolvere questo problema la gran parte delle regioni italiane ha sostituito il codice STP (quello che viene fornito agli Stranieri Temporaneamente Presenti, cioè ai migranti senza permesso di soggiorno) con il codice ENI (Europei Non Iscritti) che ha le stesse caratteristiche e dà diritto alle stesse prestazioni previste dal codice STP e dal Testo Unico sull’Immigrazione.
“La Regione Lombardia ha emanato una circolare che stabilisce che i cittadini comunitari hanno sì diritto alle prestazioni indicate dalla legge” dichiarano i volontari del Naga, “ma non ha definito quale codice possa essere attribuito a questi pazienti al posto dell’STP. La normativa vigente in Lombardia ha dunque solo un valore formale e riconosce il diritto alla salute solo sulla carta“.
Casa per la Pace, Comunità Sant’Angelo, Centro Internazionale Helder Camara e Naga hanno seguito nei mesi di novembre e dicembre 2011 oltre 200 pazienti (adulti e bambini), con gli obiettivi di stimare l’entità del fenomeno della mancata assistenza sanitaria a cittadini comunitari rumeni e bulgari a Milano, stimare la gravità del fenomeno (patologie implicate) e verificare nella pratica il comportamento delle istituzioni sanitarie milanesi.

“I risultati di questa indagine ci permettono di confermare che nei fatti i cittadini rumeni e bulgari sprovvisti di tessera TEAM e residenti in Lombardia, anche se affetti da patologie importanti ma non urgenti, possono essere curati solo dalle associazioni di volontariato e hanno paradossalmente meno diritti dei cittadini non comunitari irregolarmente presenti“.
“Per questo motivo, – chiudono i volontari – lanciamo oggi un appello contenente le nostre proposte per la risoluzione del problema, che presenteremo all’Assessorato alla Sanità della Regione Lombardia, chiedendo che venga aperta un’interrogazione al Consiglio Regionale“. Le sottoscrizioni possono essere inviate da singoli cittadini, enti e associazioni a naga@naga.it.
7 marzo 2012

Fonte: VolontariatOggi

Leggi anche:
Lombardia, figli di una sanità minore
Comunitari Senza Copertura Sanitaria
Lombardia: i cittadini comunitari di serie B: rumeni e bulgari esclusi dalla copertura sanitaria

1 commento:

LAURA ha detto...

ESTE CORECT CA O PERSOANA CE A LUCRAT ANI BUNI DIN VIATA SACRIFICINDUSE CU COPII MICI PURTATI LA CRESE TININD CU DINTII DE LOCUL SAU DE MUNCA
SE TREZESTE CA RAMINE FARA LOC DE MUNCA DIN DIVERSE MOTIVE(COPII CU VOINTA DA STUDIARE SOT FARA SERVICI )MAMA CE-SI PUNE INIMA-N DINTI SI PLEACA IN ITALIA LA LUCRU SA CISTIGE MAI MULT ACCEPTIND LUCRU LA NEGRU PENTRU A PUTEA TRIMITE ACASA LA FAMILIE (INCHIZIND OCHII LA TOATE NEPLACERILE SUPORTIND TOT MARGINATIONE,DISINTERES,UMILIARI)SI LA URMA NU SE UITA NICI UN MEDIC LA TINE
ASTA SE-NTIMPLA SI LA NOI IN TARA
AI LUCRAT ATITIA ANI SI ESTE EGAL ZERO NU ESTE BINE LA ACEST ASPECT NU SE GINDESTE NIMENI
ASTA INSEAMNA CA ESTI BUN NUMA CIT TIMP LUCREZI
IN PLUS SE AJUNGE LA VIRSTA DE PESTE 40 ANI NU TE ANGAJEAZA NIMENI
MACAR LA ACEST ASPECT SAR PUTEA REFLECTA UN PIC

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