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sabato 24 marzo 2012

«Io, romena creo lavoro per gli italiani»

La storia Un marchio di successo per la nostra azienda calzaturiera
Elena Toma disegna scarpe di lusso I negozi Una catena di 15 negozi nel nostro Paese. Ma esporta anche in Usa e Cina

La crisi si sa, a volte capovolge le regole e gli italiani che danno lavoro agli stranieri spesso diventano dipendenti degli immigrati. È capitato a Elena Cristina Toma, 33 anni, romena, capace di inserirsi di prepotenza nel cuore del made in Italy , addirittura nella nicchia di lusso, dando ossigeno a due famiglie di capaci artigiani del milanese che ora lavorano anche per lei. Scarpe da uomo e da donna d' alta moda che Cristina disegna e i «nostri» creano. Roba da 500 euro in su. Con pelli pregiate, stile unico, spesso arricchite da pietre preziose. Scarpe dalle linee semplici, impreziosite con originali accostamenti di colori e giochi di contrasto lucido-opaco. Così da qualche anno il nostro orgoglio calzaturiero si è arricchito di una firma in più: il marchio Toma. Con 15 negozi che espongono il suo prodotto in Italia, uno in America, uno in Germania, uno in Belgio e un rappresentante in Corea e Cina. Per 1.500 paia di scarpe a stagione e un fatturato a tanti zeri. Anche per la gioia dei nostri artigiani che da tre generazioni «confezionano» scarpe con l' entusiasmo e lo stile degli anni ' 50, ' 60. Dodici artigiani che si muovono solo sul prodotto maschile. E, una quindicina, per le scarpe da donna. «Tutto questo lo devo a tante persone che non smetterò mai di ringraziare - dice con un largo sorriso Cristina Toma - in primo luogo Mariuccia Mandelli che, nei sei anni in cui ho lavorato per Krizia, mi ha inserito in prima linea nella preparazione del total look per le sfilate, dalle quali ho imparato tantissimo». E ancora un grazie a molti altri che le sono rimasti nel cuore, come il direttore dell' istituto di moda Burgo, al quale «pagavo immancabilmente in ritardo la retta mensile di 700 mila lire, ma lui era sempre comprensivo». Nativa di Piatra Namt, dopo gli studi di moda in Romania Cristina è venuta a specializzarsi giovanissima a Milano, nel 1998. Aveva lasciato una Patria povera e per nulla aperta al lusso delle tendenze occidentali, in cui era difficile acquistare nelle edicole le riviste internazionali di moda, che a lei stavano a cuore. «E che io continuavo a ordinare pazientemente per posta». Poi il grande salto: mettersi in proprio. A disegnare una linea tutta sua. «Il sogno della mia vita, in alternativa avrei fatto la pittrice». Colta, raffinata, legge Mircea Eliade, guarda film d' autore e, quando non crea, passa qualche ora alla libreria Hoepli, la città in cui vive e lavora. È partita con un fatturato di 30 mila euro che ora è salito «a molte centinaia di migliaia». E rivela alcuni segreti del suo made in Italy: «Fare scarpe è un lavoro di squadra e per costruirne un paio servono oltre 200 operazioni: dal taglio al montaggio fino alla cucitura della suola interamente a mano con taglierino, pinze, chiodi e martello, ago e filo». Per dare anima e corpo alla prossima collezione che, in ogni fase è un nostro prodotto, precisamente di artigiani di Parabiago e di Nerviano, ma con il marchio romeno Toma.
Michele Focarete
4 marzo 2012

Fonte: Corriere della Sera

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