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domenica 1 aprile 2012

Carceri, detenuto si impicca in cella

Un detenuto di nazionalità rumena di 40 anni in attesa di giudizio per reati contro il patrimonio si è impiccato nel bagno della propria stanza con una rudimentale corda ricavata dalle lenzuola. È avvenuto ieri verso le 14 nel Carmelo Magli di Taranto. Il detenuto al momento del suicidio era solo nella stanza. A nulla sono valsi i soccorsi portati con immediatezza dal personale di Polizia Penitenziaria e sanitario che hanno cercato, finanche con la respirazione artificiale, di salvare la vita del detenuto. Il Sappe, sindacato autonomo polizia penitenziaria «è ormai stanco di gridare, purtroppo senza esiti positivi, la grave situazione in cui versa il penitenziario del capoluogo ionico. Ormai – fa presente il segretario Federico Pilagatti – si sono superati tutti i record relativi alla capienza di detenuti per un carcere che ha circa 315 posti, ma ospita oltre 720 detenuti. Le sezioni detentive ormai sono strapiene con celle che nate per ospitare un solo, al massimo due detenuti ne arrivano stabilmente a contenerne 4, con un solo agente che deve attendere alla sicurezza di quasi 90 detenuti, e con un organico carente di almeno 50 unità». La situazione del carcere di Taranto e di quelle pugliesi rappresenta per il sindacato autonomo di polizia penitenziaria – «il fallimento della politica del governo che con tanta enfasi ha lanciato il decreto svuota carceri che doveva dare ossigeno ad una situazione ormai drammatica. Infatti abbiamo notizia che nonostante la legge sia in vigore, tutto è rimasto come prima , anzi peggio, poiché sono aumentate solo le incombenze della polizia penitenziaria che deve far fronte al ulteriori aggravi di lavoro. Il Sappe nei prossimi giorni, qualora cadrà nel vuoto questo ulteriore grido di allarme, porrà in essere a tutela della dignità lavorativa dei poliziotti e degli operatori penitenziari che lavorano a Taranto, nonché dei diritti alla dignità da parte dei detenuti che non possono essere trattati come animali per cui una volta arrestati ci si disinteressa dello loro esistenza, tutta una serie di iniziative, consentite dalle leggi, non escluso il ricorso allo sciopero bianco con la rigida applicazione di leggi e regolamenti. Non è possibile che ormai si debba parlare del pianeta carcere solo in occasione della morte di persone, che ormai non fanno neanche piu’ notizia considerata l’abitudine che ci hanno fatto un po’ tutti a queste tragedie.Ma può essere normale che ci si abitui anche alla morte? Si almeno per quelle che avvengono all’interno delle carceri, ormai a tutti gli effetti enormi discariche umane che non fanno più notizia e che non interessano più nessuno». Solo mercoledì scorso un’altra organizzazione, Osapp, aveva reso nota la morte di una detenuta 40 per infarto e nel contempo denunciato la necessità di rivedere il sistema sanitario nelle carceri.
Taranto
31/03/2012

Fonte: Corriere del Giorno

1 commento:

Anonimo ha detto...

fate subito qualcosa!e giusto pagare ma non con la vita!a Parma non e uscito nessun detenuto con la lege svuota carceri.FATE SUBITO QUALCOSA!!

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