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domenica 22 aprile 2012

Gravi danni a cuore e bronco. Salvata dal trauma center al Maggiore

In casi simili la mortalità è dell'80%
Era arrivata con il cuore perforato, la rottura di bronco e trachea, un'emorragia cerebrale e il midollo spinale compromesso. In un caso del genere, con lesione cardiaca, l'80% delle persone muore prima di entrare in ospedale. Ora, dopo quattro mesi, tre interventi di grande complessità, una donna romena di 36 anni coinvolta in un grave incidente stradale a Bologna ha quasi completamente recuperato. Le rimarranno alcuni problemi respiratori, ma parla, è autonoma e sta concludendo la fase di riabilitazione. A salvarla è stato il team del dipartimento di Emergenza del trauma center dell'ospedale Maggiore di Bologna, diretto da Giovanni Gordini: 27 medici, 35 infermieri e dieci tra fisioterapisti, tecnici di radiologia e di laboratorio e operatori di supporto. All'alba del 4 gennaio, alla guida della propria auto e senza cintura di sicurezza, la donna, ad un incrocio, viene travolta da un'altra vettura, nella periferia est di Bologna, via Benedetto Marcello. Entra immediatamente in coma. In sei minuti, i soccorsi e l'estrazione dalle lamiere. Appena portata al Maggiore, un arresto cardiaco. Rianimata con massaggio esterno, ventilazione e adrenalina, i medici la stabilizzano, per accorgersi che è necessario 'ripararè subito l'atrio del cuore: l'intervento riesce e c'è il ricovero in Rianimazione. Poi la scelta, meditata, di attendere dieci giorni, monitorandola costantemente, prima di intervenire di nuovo. Il 14 gennaio, al rachide cervicale, per le lesioni alle vertebre. Il 15, pneumologo e chirurgo toracico le posizionano una protesi al bronco. Di lì, la riabilitazione con il trasferimento al centro di Montecatone. Un risultato «ai confini dell'impossibile», per il direttore sanitario dell'Ausl Massimo Annicchiarico.
17 aprile 2012

Fonte: Corriere di Bologna

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