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domenica 22 aprile 2012

La disperazione di una famiglia romena, senza lavoro, spostata da Aosta a Montjovet: «da 18 mesi non trovo nulla»

E' una storia come tante, di un lavoro che non c'è e di uno sfratto incombente. E' la storia di Gianni Breana, 43 anni e di sua moglie Gabriela, quaranta, entrambi romeni e da cinque anni trasferitisi in Valle d'Aosta con i loro due figli, Silvio di dieci anni e Andrada di nove. Da sei mesi infatti vivono a carico del Comune in una dependance dell'hotel "Au Coin Vert" di corso Ivrea e ora, scaduto il periodo messo a disposizione dall'Amministrazione comunale per le famiglie più disagiate, devono abbandonare immediatamente questo alloggio, che altro non è che una cucina al piano terra e una camera con passaggio esterno al primo piano. «Da un momento all'altro possono arrivare gli agenti e mettermi fuori - racconta Gianni - ma dove vado se non ho un euro in tasca». E racconta di quel viaggio da Piatra Neamt, città sul confine con la Moldavia, verso l'Italia alla ricerca di un lavoro per una vita migliore, un lavoro che fortunatamente tutti e due i coniugi avevano presto trovato: badante lei e lavori saltuari per lui, con due stipendi che permettevano in ogni modo una casa in affitto in via Conte Crotti e magari, con qualche sacrificio, a mettere due soldi da parte per quando «non si sa mai».
Sembrava un sogno per la famiglia Breana, un sogno che però, come per tanti altri purtroppo è svanito con il lavoro, così come la casa in affitto che si è dovuta abbandonare: «io sono fermo ormai da diciotto mesi ed anche mia moglie, da novembre, è a casa - aggiunge Gianni in un buon italiano, mentre Gabriela in silenzio impacchetta le poche cose - sono in giro tutto il giorno alla ricerca di un lavoro ma è solo un girare a vuoto, perché tutti mi dicono di no, di non aver bisogno. Per me un qualsiasi lavoro andrebbe bene, dal muratore al giardiniere... tutto». Poi, dopo un lungo silenzio, anche l'amara constatazione che «tra breve anche i seicento euro al mese che mia moglie prende per la disoccupazione e con i quali tiriamo avanti non arriveranno più...».
Ma grazie a dio in questi giorni non è arrivata nemmeno la Polizia locale per eseguire lo sfratto dal "Coin Vert", spostato di una settimana ma «con la cucina chiusa e inutilizzabile da parte mia» precisa ancora Gianni Breana, con la disponibilità però del Comune a trasferirli in un alloggio a Montjovet, un trasloco effettuato lunedì 16 aprile: «ci spostiamo con grandi sacrifici, dal momento che i nostri figli frequentano le scuole elementari ad Aosta - conclude Gianni Breana - spero che qualcuno mi offra un lavoro per poter ritornare in città, trovare una casa in affitto e rendere la vita meno disagiata ai miei due figli».
Martedì 17 Aprile 2012
da Roberto Guscelli
Fonte: 12VDA

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