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domenica 15 aprile 2012

Non è stato un incidente: nuove ipotesi sulla morte nell’autodemolizione

Non è stato un incidente sul lavoro a uccidere Gheoghita Remus Feghiu, il 37enne rumeno trovato cadavere, lunedì scorso, in un’autodemolizione a Rivara.
L’autopsia svolta nei giorni scorsi ha fatto emergere una serie di contradizioni, rispetto alla prima ricostruzione, che fanno emergere uno scenario inquietante.

Gli inquirenti stanno ora valutando il nuovo quadro che si è venuto a creare e l’ipotesi più plausibile è che il finto incidente possa celare un omicidio.

La prima incongruenza riguarda l’ora del decesso: i compagni di lavoro di Feghiu avevano raccontato che l’uomo era rimasto schiacciato, attorno alle 9 di lunedì mattina, dalla carcassa di un’auto che si era improvvisamente sganciata dal carrello che la stava trasportando. Ma la morte sarebbe avvenuta ben prima, nelle prime ore della giornata se non addirittura domenica. L’operaio, quindi, sicuramente era già morto quando il suo corpo è stato travolto dalla massa di metallo.

L’esame autoptico, svolto da Mario Apostol, medico legale dell’Asl To4, ha evidenziato altre incongruenze, compatibili con i dubbi che, fin dal rinvenimento del cadavere, erano insorti nei Carabinieri della Stazione di Rivara e della Compagni di Venaria che, proprio per non trascurare alcuna traccia, avevano atteso diverse ore prima di consentire lo spostamento della salma.

Buio pesto, però, sull’eventuale movente, qualora si trattasse di un delitto, anche perché di Feghiu si sa molto poco: lavorava presso la “Eli”, la ditta dove è stato trovato il cadavere, da pochi giorni e non ha parenti in zona. L’unica congiunta in Italia è una sorella che vive a Milano.

La Procura di Ivrea non ha concesso il nulla osta per i funerali, che si potranno svolgere solo quando sarà fatta chiarezza su quanto avvenuto.
di Federico Bona
Rivara - 02/04/2012
Fonte: Localport

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