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lunedì 16 aprile 2012

“O’ Rom”: gypsy band italo-rumena

A “Sgomberiamoli” brani in anteprima del primo disco
O’Rom, gruppo musicale formato da napoletani e rom, si raccontano rivelandoci che presto uscirà il loro primo disco. Alcuni brani di “Vacanze Romanes” verranno presentati in anteprima nel seminario “Sgomberiamoli! Giornalismo e immigrazione: come evitare stereotipi, pregiudizi, discriminazioni” organizzato il 19 aprile a Napoli da Redattore Sociale e UNAR.
La nascita di O’Rom.La nascita di ‘O Rom, gypsy band italo-rumena, è dovuta a una folgorazione. Nell’autunno del 2008 Carmine Aniello, musicista partenopeo, incontra due rumeni di etnia rom che stanno suonando in strada e gli sembrano “talenti straordinari”. Carmine D’Aniello (voce, chitarra e bouzuki), Carmine Guarracino (chitarra) e Amedeo Della Rocca (percussioni)che già suonavano insieme coinvolgono Ilie Pipica (violino) Ion Tita (fisarmonica) e Ilie Zbanghiu (contrabbasso) nel progetto O’ Rom. Il gruppo produce una miscela di sonorità originale, dove alle suggestioni della musica balcanica e "zingara" si fondono i suoni e le melodie dell'Italia meridionale e del Mediterraneo. Lo stesso nome riassume questo mix, “o rom” in lingua romanes (o romanì) significa l’uomo “zingaro”, mentre l’uomo non rom viene chiamato “o gagò” (o “o gadjo”), ma anche in napoletano la lettera “o”, con l’aggiunta di un apostrofo, diventa un articolo, per cui ‘o rom si traduce lo zingaro (o il rom). O’ Rom raccoglie l’eredità dei “Balcania” gruppo di musica balcanica che a fine anni ’90 ha pubblicato tre dischi con il Manifesto. Carmine Sarracino che suonava con i Balcania oggi dirige O’Rominsieme a Carmine D’Aniello.

Fuggiti dalla Romania per mangiare. “Io vivo da 12 anni in Italia - racconta Ion Tita conosciuto come Bobaru-, siamo venuti qui perché la Romania è povera. Quando c’era Ceausescu tutti avevano il necessario. Quando è caduto, più passavano i mesi, meno si trovava lavoro. Oggi è impossibile vivere nel nostro paese: lo stipendio adesso è tra le 80 e 100 euro e la bolletta della luce costa 150. Un direttore dell’ospedale guadagna 200 euro, un direttore di una banca importante 400 euro al mese, ma la vita è cara come qui”.

Spesso il gruppo suona ai battesimi e ai matrimoni dei rom di Scampia e Secondigliano. Ilie Pipica, Ion Tita e Ilie Zbanghiu abitano nel centro storico di Napoli e riescono a sopravvivere grazie alla musica, ma sono consapevoli che per i rom che abitano nei campi la vita è più dura e talvolta segnata dalla discriminazione.

“Io vivo in centro conmia moglie e mio figlio –spiega Ilie Pipica -. Mi è capitato di essere aiutato da alcuni italiani così come io ho aiutato una famiglia di vicini quando il marito è finito in galera. Ci sono zingari e zingari così come ci sono italiani e italiani. I rom sono discriminati perché sono scuri di pelle e vestiti male, ma i vestiti e la pulizia costano: il detersivo costa, l’acqua costa. Eppure le persone vedono un rom e lo cacciano fuori. Lavoriamo a qualche serata, sui treni e in mezzo alla strada. Siamo stati fortunati perché l’anno scorso e quest’anno abbiamo lavorato al teatro Mercadante con Peppe Barra, un grande artista e una bravissima persona”.

Il disco. Dopo tre anni e mezzo insieme O’ Rom stanno incidendo il primo disco composto da brani della tradizione rom e rumena rielaborati e arrangiati. “Vacanze Romanes” sarà il titolo sarcastico dell’album autoprodotto che uscirà a breve con l’etichetta “Terre in Moto”.

“Abbiamo parafrasato in modo provocatorio il titolo del film “Vacanze Romane” perché tanti credono che i rom scelgano di abitare nei campi mentre il loro desiderio è quello di avere una casa e vivere dignitosamente: i rom che vivono qui non sono nomadi e quando sei stanziato in una zona da oltre 20 anni non vuoi fare campeggio. “Romanes” è la lingua rom, e i testi sono cantati in romanes”- chiarisce Carmine D’Aniello.

Ad ascoltare la musica di O’Rom non si vede l’ora che esca il disco. La fusione innovativa di sonorità mediterranee e balcaniche è trascinate. Il sound suggestivo e ritmico riporta indietro nel tempo, ma è allo stesso tempo moderno perché basato sull’idea della contaminazione tipica della word music contemporanea.

“Là dove ci porta il cuore e la nostra esperienza là andiamo- spiega Carmine Guarracino - La musica rom ha da insegnarci la grande istintività ed è portatrice di una cultura che proviene dall’oriente: le melodie zigane utilizzano “melismi”, toni e semitoni, di origine indiana che non esistono nella nostra cultura musicale e sono pregni di suggestioni. Noi riteniamo che la cultura balcanica e in particolare quella zingara stiano influenzando il modo di suonare in Europa così come hanno fatto i neri d’America all’inizio del secolo con il jazz e il blues. La lotta sociale miscelata agli elementi della cultura africana hanno dato vita a generi che hanno determinato la storia della musica. I rom esprimono con la musica la loro esigenza di vivere e lavorare. Speriamo che il disco dia un’opportunità in più ai nostri colleghi rumeni”.

O’Rom suoneranno in anteprima alcuni brani inediti del disco al seminario “Sgomberiamoli! Giornalismo e immigrazione: come evitare stereotipi, pregiudizi, discriminazioni” organizzato il 19 aprile nella sala dell’antico refettorio di “Oltre il chiostro” a P. zza S. Maria La Nova a Napoli dall’Agenzia giornalistica quotidiana Redattore Sociale e da UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali.
Alessandra del Giudice
Martedì, 10 Aprile 2012

Fonte: Napoli Città Sociale

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