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sabato 26 maggio 2012

Ioana, uccisa da un pirata nell'indifferenza di tutti

Vita e morte sulla strada
di DAVIDE GRITTANI

FOGGIA - Sembrano non avere nomi, queste anime in bilico sul ciglio della strada. Paiono senza identità, quindi senza legami e senza sangue che prima o poi possa rivendicarle. Senza Santi a cui rivolgersi, al punto che - la storia è ormai di dominio pubblico - qualche anno fa gli Ospedali riuniti di Foggia furono costretti a "noleggiare" alcuni locali dell'obitorio dell'ospedale Tatarella di Cerignola, perché quelli in dotazione al Policlinico erano occupati da tre giovani donne di colore e da cinque ragazzi presumibilmente marocchini: corpi che nessuno era andato a reclamare, sangue che nessuno aveva mai rivendicato.
Sembrano senza nome, invece ne hanno uno naturalmente. Sembrano senza madri, invece da qualche parte sono stati messi al mondo. Ed è stata proprio la madre a rivendicare prima il corpo e poi il sangue dell'ultima vittima della strada in Capitanata. Ioana Lazar, 17 anni compiuti lo scorso 6 aprile, romena di Onesti (lo stesso paese in cui è nata il simbolo della libertà e della intraprendenza romena, l'atleta Nadia Comaneci), viveva con sua madre a Stornara. Giovedì scorso era uscita di casa per andare a una festa di alcuni amici, ma non ha fatto più rientro a casa: l'hanno travolta due auto pirata sulla Circonvallazione che incravatta il capoluogo, prima investita e poi schiacciata. Accanto al suo corpo contraccettivi, che messi in relazione all'ora in cui è avvenuto il ritrovamento del corpo - notte inoltrata, su segnalazione di un automobilista - suggerirebbero alcune ipotesi su quella che potrebbe essere stata la vita che conduceva in realtà la ragazza.
Nessuna fuga in avanti però, né da parte degli inquirenti né parte di chi la conosceva bene. Sembrano senza nome, ma è stata la madre a rivendicare una scomparsa troppo misteriosa per essere vera. Ioana non faceva colpi di testa, non dava adito a cattivi pensieri men che meno alla sua adorata madre: che la piange, adesso, cullandola come si può cullare una minorenne andata incontro alla più bestiale delle morti, con l'anima sospesa sul ciglio della strada e una maglietta alla moda a ostentare quel riscatto mai interamente avvenuto.

Nessun dubbio che ci si trovi di fronte a un caso di auto pirata, ma le indagini sono apparse subito in salita sia per la mancanza di testimoni sia per le circostanze in cui è avvenuta la morte della giovanissima romena. Ioana non è che una delle diverse ragazze - troppe, impossibile un bilancio con riferimenti precisi visto che si tratta di un numero in continua evoluzione - arrivate in Puglia per cercare un po' di riscatto e una vita migliore, ma poi finite sulla strada oppure a spacciare per conto di qualche connazionale.
Le istituzioni fanno quel che possono, le individuano, le ripuliscono, quando si rende necessario le proteggono e cercano di (ri)farle donne a tutti gli effetti: fermo restando le ferite interiori, impossibili da suturare.
Esistono molti progetti e sportelli a cui rivolgersi, per l'intanto sempre aperto e operativo quello presso la Provincia di Foggia. Tuttavia è quasi impossibile mettere a fuoco le vite di queste donne, che paiono non avere identità ma che invece, da qualche parte nel mondo, qualcuno non solo ha messo al mondo ma sta anche cercando. Come ha fatto la madre di Ioana, salvo trovarla senza vita.
21 Maggio 2012

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

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