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mercoledì 9 maggio 2012

‘Porno Bloc’ al Salone del Libro

Il testo dell'opera di Lorenzo Mazzoni e Marco Belli presentato in edizione bilingue

Dopo il successo del 2009 nella versione cartacea, esce in versione ebook con Lite-editions “Porno Bloc. Rotocalco morboso dalla Romania post-comunista” di Lorenzo Mazzoni e Marco Belli. La postfazione è di Mihai Mircea Butcovan che è anche il traduttore della versione in lingua romena. Il testo verrà presentato al Salone del libro di Torino 2012 in edizione bilingue. Nella ricorrenza del venticinquennale il Salone annovera due paesi ospiti: Spagna e Romania. Due paesi collocati agli estremi geografici dell’orizzonte culturale latino europeo.

Il fotografo Marco Belli e lo scrittore Lorenzo Mazzoni descrivono la Romania di oggi attraverso una lucida provocazione che governa l’intero romanzo. Una sorprendente e originale storia sullo Stato carpatico, garantita non solo dal riferimento poco letterario del titolo: porno non abbisogna di apparati filologici; bloc in romeno indica un edificio di numerosi appartamenti, tutti squallidamente uguali, quegli anonimi casermoni del socialismo reale, descritti dagli autori nel testo e nelle fotografie.

Il loro viaggio si è svolto soprattutto a Bucarest, la Parigi dell’est (com’era chiamata negli anni ’30) e diversamente da altri viaggiatori-turisti della nostra epoca, attratti da volgari safari fotografici nei Paesi dell’ex blocco sovietico, e in particolare nella vampiresca «Republica Populara Romîna» d’antan, Belli e Mazzoni sono due studiosi e ricercatori dalla solida preparazione accademica che conoscono profondamente il Paese. Lo scrittore e poeta romeno Mihai Mircea Butcovan nella sua postfazione al romanzo, osserva: «Non piacerà questo libro a molti romeni che storceranno il naso. Lo leggano come un libro di fantascienza e, come i lettori di fantascienza, facciano i collegamenti che vogliono con la realtà. Ed i lettori italiani non usino questo testo per denigrare ulteriormente un Paese e il suo popolo. Abbiano il coraggio di non strumentalizzare un’avvincente fantastoria, movente di fantasia ma non di morbosità».

In una Bucarest estiva, calda e caotica, Boris, un oscuro personaggio in balia dei propri vizi e delle proprie debolezze, deve partecipare a una ‘misteriosa conferenza’. Durante i suoi allucinati pellegrinaggi metropolitani incontra Zoia, una ragazza sensuale e misteriosa, e inizia con lei un gioco di erotismo, perversione e follia. Fra bambini di strada, bloc di periferia, locali notturni e un’umanità in disfacimento, Boris muove i suoi incerti passi fino al tragico, sorprendente finale. Un libro dove fotografia e testo si rincorrono e si intrecciano, creando uno strano e morboso rotocalco contemporaneo su una realtà, quella della capitale romena, inedita e fascinosa.

Il 10 maggio alle ore 21 al Salone del libro off di Torino, in via Anselmo 22, quartiere San Salvario, Roberto Coaloa(Sole 24 ore) presenta il nuovo libro di Lorenzo Mazzoni e Marco Belli “Io guardo Sofia. Mosaico horror gastronomico dai Balcani”, edito da Linea Bn e Lite editions 2012.

Sofia. In una calda mattina di luglio viene ritrovato in un parco il cadavere di un giovane mago a cui, con un bisturi, è stato asportato un pezzo di avambraccio. L’omicidio viene attribuito al Macellaio, un serial killer che sta terrorizzando la capitale bulgara. Ahmed …Belikci, ispettore della polizia, viene incaricato di risolvere il caso. Ahmed, uomo nichilista e violento, passa il proprio tempo con Eléna, una strana ricercatrice universitaria, con Rutse (Tre Braccia), il capo di un clan mafioso che gestisce un bordello in un quartiere periferico della città, con il grosso Lazar Petrov, un buttafuori che rimpiange la perdita del proprio amante, e Vasil Peev, uno scrittore di favole “ideologiche”, molto in voga prima del 1989, che il nuovo corso storico ha ridotto a un disoccupato innamorato di una prostituta. Mentre la vita a Sofia va avanti fra scandali, feste e affari sporchi, il Macellaio continua a mietere vittime. La città vive nel terrore. La polizia brancola nel buio…

Il regista Enzo G. Castellari osserva nella prefazione: “Gli autori hanno soggiornato lungamente nella capitale bulgara, hanno studiato la città prendendo appunti e facendo foto, sono tornati in Italia e hanno montato un set casalingo, con modelle e modelli non professionisti, dove hanno ricostruito interni di abitazioni, scene di omicidi, vita quotidiana di un bordello.
Il risultato è sorprendente. Il ritmo del testo, accompagnato dagli scatti, inseriti in momenti specifici della storia scritta, rende l’idea di un romanzo cinematografico. C’è un montaggio che ricorda il cinema d’azione degli anni ’70, un linguaggio letterario e un linguaggio d’immagine che riportano al cinema fatto in casa, al cinema e all’arte del creare qualcosa di piacevole e intelligente con pochi mezzi e tante idee”.

“Io guardo Sofia- scrive Castellari- è un hard boiled grottesco e senza fronzoli. C’è il sangue, c’è un’indagine, ci sono le sparatorie, c’è il sesso macabro. I rimandi sono ai migliori Segretissimo, a Stefano Di Marino, agli americani Elmore Leonard e Bret Easton Ellis, all’inglese James Hadley Chase, per passare dal cinema di Lucio Fulci, Ruggero Deodato, Eli Roth e Joe D’Amato.
Sono tanti e nessuno i riferimenti di questo romanzo, perché gli autori prendono insegnamenti importanti dal pulp, dall’horror, dal poliziesco e dal reportage e li utilizzano per la buona realizzazione della storia, ma li fanno loro. Creano un proprio stile. Uno stile di ottima narrativa (visiva) popolare. Un libro per tutti e che tutti possono capire, senza intellettualismi inutili.

Io guardo Sofia- conclude il regista- è una storia originale che si legge e si guarda senza mai riuscire a staccare gli occhi dalle pagine, come il miglior cinema. Di questo romanzo fotografico, volutamente B-book, si può dire quello che è valido per i migliori B-movie: B sta per Beautiful”

Fonte: Estense

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