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domenica 17 giugno 2012

La Transilvania: una delle le tre Romanie economiche e sociali

Si riporta un interessante articolo tratto dal libro del prof. Giuseppe Pace: “Italia e Romania. Geografia, Analogie Regionali e di Ecologia Umana”, Sapere Edizioni, 2010, per far conoscere l’ambiente biofisico e sociale di 3 aree omogenee della Romania. Per il lettore si precisa che l’autore recentemente ha insegnato, per il Ministero Affari Esteri, 5 anni in Romania.
1. TRANSILVANIA. La Transilvania è spesso distinta dai geografi romeni in quattro regioni: il massiccio di Bihor, sezione dei Carpazi occidentali romeni (Carpazi Apuseni), gli altipiani e le colline del Somes, la pianura transilvanica, l’altopiano transilvanico o altipiani di Tirnava. Il tozzo massiccio di Bihor (1849 m del monte Curcubata) è costituito da rocce cristalline, cui si affiancano, come nel caso del gruppo Maramures-Caliman, rocce eruttive di origine recente, completamente ricoperto di boschi, forma un fittissimo schermo di foreste tra la grande pianura ungherese, i bacini e le pianure interne della Transilvania, che deve il suo nome al fatto di essere un paese al di là della foresta. Gli altipiani e le colline del Somes, a nord di Bihor, comunicano con la pianura ungherese mediante la valle del Somes

La pianura transilvanica, la zona più fertile e ricca di tutta la Transilvania, si stende tra il corso superiore del Somes e il Mures. A est della città di Cluj ha inizio il grande giacimento di metano la cui estensione corrisponde quasi a quello della pianura. A sud, con gli altipiani di Tirnava, il rilievo diventa più accidentato e in media anche più elevato. In prossimità dei Carpazi meridionali questi altipiani sono interrotti dal solco del medio corso del fiume Olt; il solco si prolunga a ovest, oltre l’ansa dell’ Olt, con la valle inferiore del Mures, tra i monti di Sibiu e il massiccio di Retezat, da una parte, e il Bihor dall’ altra. La Transilvania oltre ad essere area industriale è anche agricola (produzione di frutta, vino, canapa, lino e cereali), di allevamento di cavalli, bovini, caprini, ovini, suini e animali da cortile con prevalenza di oche.

La Transilvania può essere paragonata all’ Italia del nord-ovest perchè area di prima e più massiccia industrializzazione rispetto alle altre due macroregioni romene di Valacchia e di Moldavia. Ad essa si associa anche il Banato con la moderna e industriale città di Timisoara, centro culturale e commerciale con aeroporto internazionale, il secondo della Romania dopo Bucarest. Il Banato in generale e la Regione di Timisoara in particolare è, per analogia, paragonabile alla ricca Lombardia dell’ Italia. Il Banato, da solo, produce un valore del PIL (Prodotto Interno Lordo) quasi quanto le otto regioni della Moldavia. Timisoara ha moltissime aziende del Veneto, tanto che viene scherzosamente definita come VIII Provincia del Veneto, Treviso 2, e negli ultimi anni l’Italia vi ha attivato un suo Consolato e lettori nelle università di Timisoara e Cluj Napoca, mentre a Deva esiste un Liceo straniero sezione bilingue (italiano e rumeno), associati al Colegiul Tehnic Transilvania di Deva nella Regione di Hunedoara, che è una Regione di confine tra Transivania e Banato. Dopo i 5 anni la scuola ha rilasciato all’autore il gradito Diploma di eccellenza e ringrazia per la riconoscenza romena, non richiesta.

Timisoara, ha una storia di primati di progresso tecnologico non indifferente sia rispetto all’Europa per l’illuminazione pubblica ed il tram trainato da cavalli che rispetto all’intera Romania per l’acquedotto pubblico. La Transilvania è parte della Romania da dopo la prima guerra mondiale e i molti Magiari più di 2 milioni secondo le loro Associazioni (meno secondo i dati ufficiali) che la abitano da molto tempo, sono un gruppo alloglotto che ci tiene molto a mantenere la sua identità e fa spesso manifestazioni culturali per ravvivare le proprie peculiarità linguistiche, religiose, folcloriche, artistiche ed editoriali. Si distingue la minoranza Magiara in tre gruppi con differenze che spesso sfuggono agli osservatori superficiali. I loro balli, le loro messe e le altre manifestazioni di vita associativa sono interessanti per lo spessore culturale che è possibile notare se non si hanno i paraocchi di nazionalismi vari. L’Unione Europea si caratterizzerà meglio e in posizione più avanzata se saprà normare adeguatamente la valorizzazione delle diversità culturali esistenti entro i territori utore mentre spiega lo sviluppo sostenibile al Liceo ssb Transilvania di Deva nell’anno sc. 2004/2005 di ogni singolo Stato. Anche l’Italia ha le sue minoranze che deve imparare a tutelare meglio come la Romania con i Magiari e altre minoranze. In Transilvania esistono piccole e medie città, manca la metropli. Hunedoara ad esempio non è piccola, anche se sta diminuendo di abitanti per la crisi del suo polo siderurgico. Oltre al famoso Castello Corvino, esiste una antica chiesa ortodossa dedicata a S. Nicola, di Bari del XV secolo, subito fuori della cappella, più antica, nel castello Corvino.

Petrosani ha un Museo minerario e la sua Facoltà di Ingegneria mineraria è l’unica della Romania. Esiste una comunità italiana a S. Maria Orlea (dove vi è un antico e storico castello, oggi adibito a ristorante e albergo) che rappresenta un ponte di storia recente tra le relazioni italoromene. Sibiu è una città allegra, con aereoporto e collegamenti giornalieri con Monaco di Baviera. Importanti sono i suoi Musei, anche di Etnologia e delle tradizioni popolari. Il centro ha tratti tipici di cittadine europee occidentali anche se ultimamente di Sassoni non ne sono rimasti molti. Anche Alba Iulia è una moderna città ricca di testimonianze storiche, culturali, commerciali e vitivinicole, non confrontabili ad altre aree transilvaniche in particolare e romene in generale.

Nel 1940, nel corso della seconda guerra mondiale, la parte settentrionale della Transilvania fu assegnata all’Ungheria, ma dopo la guerra tornò ad essere territorio romeno. La Transilvania è un elevato altipiano interamente circondato dalle Alpi Transilvaniche (Carpazi meridionali) e attraversato da numerosi fiumi tributari del Danubio. L’economia poggia le basi sia sui pozzi di gas metano che sui minerali di ferro e salgemma, nonché oro nei Monti Apuseni e Metalliferi a Nord del fiume Mures. Anche l’agricoltura cerealicola e l’allevamento del bestiame sono di buon livello di reddito rispetto alle altre aree del Paese.
Un tempo la Transilvania era parte della provincia della Dacia, la regione passò sotto il regno d’Ungheria nel 1003 e nel 1526, dopo la sconfitta dell’Ungheria da parte degli ottomani, la Transilvania divenne un principato sotto la protezione del sultano turco.

 L’Austria, che aveva precedentemente rivendicato la Transilvania, ottenne il possesso della regione nel 1699, in base al trattato di Karlowitz, che poneva termine alla guerra con la Turchia. Nel 1765 la regione fu trasformata in un importante principato austriaco e nel 1849 in un territorio della corona. Venne tuttavia riannessa al regno d’Ungheria nel 1866, subito dopo la nascita della monarchia austroungarica. Nel dicembre del 1918, la Transilvania divenne parte della Romania, ma l’Ungheria continuò a rivendicare la regione per la presenza di molti magiari. Le miniere di rame e oro, una volta fiorenti sui Monti Metalliferi ed Apuseni, oggi sono in crisi come quelle di ferro e di carbone dei monti più a sud Poiana Rusca, con il distretto acciaerifero della città di Hunedoara, che fornì acciaio anche per la Torre Eiffel: come riferisce l’ing. Remus Pitar, collega dello scrivente. Hunedoara o la città dell’acciaio, con il suo combinato siderurgico, da oltre 35.000 metalmeccanici salariati è giunta a meno di 15.000.

Il Museo del carbone di Petrosani, con Direttore l’Ing. Gigi PONCIŞ, che parla anche la lingua italiana, e quello dell’ oro di Brad testimoniano bene la storia mineralogica della Transilvania occidentale. La città di Petrosani, visitata dallo scrivente, appare ricca di storia naturale e sociale con la sua Università mineraria prestigiosa e fondata nel 1948. Il prof. dr. ing. Emil Marica ha illustrato allo scrivente-interessato per la sua ipotesi di galleria appenninica di valico del Matese- le connessioni esistenti con l´Università di Torino per il progetto di gallerie. Anche la Università di Napoli era stata ospitata dalla Università di Petrosani in un Simposio dedicato ai giovani nella U.E. La vicina stażione di sports invernali di Parâng, a 1750 metri di quota, ha costi molto popolari e ha delle buone piste da sci oltre alla Accademia Nażionale di Educażione Fisica e Sport. Nel poligono minerario aurifero di Brad si trovano le testimonianze di un’antica arte mineraria e museo dell’oro a Brad.
di Giuseppe Pace
Pubblicato il 07 giugno 2012 da paolom

Fonte: Il Mezzogiorno

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