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martedì 17 luglio 2012

Comunitari, la Pro Recco contesta il limite imposto

Due soli stranieri in vasca. Barreca: «La legge prevede il libero mercato». Ma c'è malumore in società 07/07/2012 - Italo Vallebella*

Se si è all'inizio di un braccio di ferro molto duro oppure, alla fine, ci si accontenterà di quel (poco) che si è ottenuto, è presto per dirlo.
Di certo ancora una volta la Pro Recco è da una parte e la Federazione assieme alle altre squadre del massimo campionato dall'altra.
Il motivo? I giocatori comunitari. La Pro Recco spinge per il mercato libero («Come è previsto anche dalla legislazione italiana», fanno notare nell’entourage biancoceleste), le altre, invece, vorrebbero che i comunitari fossero considerati stranieri e che al massimo se ne possa tesserare due per il campionato. Ieri doveva essere il giorno della verità. In un certo senso lo è stato perché, seppur non ufficialmente, il consiglio federale si è espresso. Ed eccola via intermedia: cinque italiani sempre in vasca e, al massimo, due stranieri (comunitari o no, non fa differenza) da poter cambiare anche di partita in partita. Tutti contenti? Non proprio.
Per prima la Pro Recco. «La legge prevede la libera circolazione dei lavoratori nel territorio europeo – aveva detto qualche giorno fa il neo amministratore delegato Angelo Barreca -. Anche nel caso di semplici rimborsi spese. Ci auguriamo che questo aspetto venga recepito dalla Federnuoto».
Invece così non è stato.
La Federnuoto fa notare che questa è il massimo dell'apertura concessa anche per la contrarietà delle altre società di A1. Ma dalla Pro Recco filtra ugualmente malumore.
Il presidente onorario Gabriele Volpi e Angelo Barreca ieri - come giovedì - sono stati a lungo in riunione assieme ad alcuni dirigenti dello Spezia.
Si è parlato di calcio e di pallanuoto. Contattarli è stato pressoché impossibile. Ma il malumore è filtrato. Così le voci si sono rincorse. Si è parlato di ricorso alla magistratura ordinaria, di interventi del Coni (secondo la Pro Recco a proprio favore, secondo la Federnuoto, invece, di parere opposto) e anche addirittura di interpellanze parlamentari (in primis Livia Turco) sulla scelta di non aprire ai comunitari.
Recco contro tutti, dunque? Di certo il fastidio delle altre società nei confronti di quella biancoceleste è molto più che una sensazione. Ma l'ennesima battaglia sembra aver lasciato il segno sulla famiglia Volpi. C'è chi sussurra di una certa stanchezza del presidente onorario. La squadra, anzi le squadre perché c'è anche quella femminile, non sembrano essere in pericolo. Ma il fatto che Volpi si senta come Don Chisciotte contro i mulini a vento (anche per la questione della ex area Iml a Recco) è praticamente una verità. (*da Il Secolo XIX per gentile concessione dell'autore)

Nella foto Gabriele Volpi e Angelo Barreca

Fonte: WaterpoloItaly

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