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domenica 22 luglio 2012

'Lungo la via incantata' di William Blacker

Ciao a tutti. Ultimamente ho letto un libro bellissimo sulla Romania che si intitola 'Lungo la via incantata' di William Blacker, edizione Adelphi 2012.

Non è un romanzo ma un resoconto di numerosi viaggi che l'autore ha compiuto in Romania dalla fine del comunismo ad oggi. Parla soprattutto della Transilvania e della regione del Maramures con qualche accenno alla Moldavia. L'ho consigliato a tutti gli amici romeni e lo consiglio anche a voi; io in Romania non sono mai stato ma questo libro mi ha fatto venire voglia di andarci.

Angelo. (angelomercuri2006@libero.it)


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William Blacker

Lungo la via incantata
Viaggi in Transilvania

Traduzione di Mariagrazia Gini

La collana dei casi
2012, pp. 335
Letteratura inglese, Letteratura di viaggi, Ritratti

Risvolto

Non è strano che Patrick Leigh Fermor dicesse di tenere questo libro «vicinissimo al cuore». All'inizio degli anni Trenta Leigh Fermor aveva infatti attraversato, diretto a Costantinopoli, la Transilvania, ricavandone la materia forse più calda per il suo grande libro di viaggi, Tra i boschi e l'acqua. Per William Blacker, tuttavia, quella stessa regione dell'attuale Romania sembra essere non la meta di un viaggio, quanto piuttosto uno stato della mente, o degli occhi. Blacker la visita quasi per caso poco dopo la caduta del Muro e, incantato da tutto ciò che vede, decide di stabilirsi nel suo distretto più remoto, il Maramureş, adeguandosi a uno stile di vita immutato da secoli. Ma il demone del­l'irrequietezza lo attrae presto più a sud, dove le montagne digradano nelle colline della Terra dei Sassoni. Qui Blacker trova un mondo completamente diverso, e assai più movimentato. I lindi e inappuntabili sassoni sono in gran parte emigrati in Germania, e nelle loro case si è insediato il popolo degli zingari, la cui capacità di inventare storie, per poi impersonarle, colpisce almeno quanto l'in­capacità di districarsene. Da qui in poi – da quando cioè nella vita di Blacker entrano Natalia e Marishka, due sorelle diversissime, e ugualmente indimenticabili – quella che era cominciata come una serena elegia su un'Europa scomparsa si trasforma in una rapsodia zigana: a volte languida, a volte scatenata, ma alla quale in ogni caso è impossibile non abbandonarsi. Il risultato è un libro che viene istintivo defi­nire «straordinario, diverso da ogni altro, una storia a sé». Come cioè Tom Maschler anni fa definì il manoscritto di un altro erede diretto di Leigh Fermor, uno sconosciuto ragazzo inglese che alla fine di un lungo viaggio aveva deciso di reinventarsi una terra quasi inesplorata: la Patagonia.

Adelphi Edizioni

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