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giovedì 5 luglio 2012

Viterbo. A Mammagialla un altro tentativo di suicidio

02-07-2012

Il Garante del Lazio lancia l’allarme: ''Il sovraffollamento e caldo rendono la situazione esplosiva''. E le condizioni del carcere viterbese diventano sempre più critiche a causa del trasferimento di numerosi reclusi dalle carceri terremotate dell'Emilia

Venerdì scorso, 29 Giugno, poco dopo le 15.00, si è verificato un altro tentativo di suicidio nel carcere viterbese di Mammagialla. Giovanni Dragonescu, 56enne di nazionalità romena, ha tentato infatti di recidersi le vene ai polsi, poi si è inferto alcuni colpi di con una lama al collo che gli hanno lesionato la carotide e la trachea, dopo aver ricevuto una notizia dai familiari che lo avrebbe sconvolto.

A salvargli la vita stati i medici in servizio nel carcere, che sono riusciti a tamponargli la forte emorragia, in attesa che arrivasse l’ambulanza del 118 che lo ha trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle. Circa mezz’ora dopo il gesto di autolesionismo, il detenuto era sala operatoria per essere sottoposto a un delicato intervento di chirurgia vascolare.
L’uomo stava scontando una condanna per reati comuni. Il fine pena era fissato per i primi mesi del 2013, ma grazie ai benefici di legge ottenuti sarebbe stato scarcerato entro al fine dell’anno. Secondo quanto si è appreso, Dragonescu è stato sempre un detenuto modello, tanto da non essere mai incorso in sanzioni disciplinari.

''E’ il secondo tentativo di suicidio in una settimana a Mammagialla – commenta il Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Morraoni -, questa volta il gesto di un uomo disperato non è finito in tragedia per la prontezza e la professionalità del personale in servizio nel carcere - ha aggiunto -, ma resta il fatto che a Viterbo, come del resto in tutte le carceri del Lazio, si vive una situazione difficilissima''.
Secondo gli ultimi dati, a Viterbo ci sono 762 detenuti a fronte di una capienza di 444 posti. Per far fronte all’arrivo dei detenuti sfollati dalla carceri terremotate dell’Emilia è stato necessario anche riaprire una sezione da tempo in disuso.
''Tutto - ha concluso Marroni - contribuisce ad aggravare una situazione estremamente delicata all’interno delle carceri. Uno dei momenti più difficili da passare è proprio l’estate, quando il caldo, il sovraffollamento e la riduzione delle attività trattamentali e di svago, rendono insopportabili le celle. In questa situazione basta davvero poco per alterare i fragili equilibri psichici e per spingere le persone emotivamente più deboli a tentate gesti disperati''.

Sull’episodio è intervenuto anche il senatore Pd Roberto Di Giovan Paolo, presidente del Forum per la sanità penitenziaria.

''L'ennesimo suicidio in carcere, questa volta a Teramo, e il tentato suicidio a Viterbo – ha detto-, dimostrano che bisogna accelerare sul fronte della messa alla prova e dell'attivazione di pene non detentive, inserite nella legge delega in materia di depenalizzazione. Se tali misure fossero approvate già nelle prossime settimane, avrebbero un effetto positivo sulla vivibilità di molte carceri''.
Secondo Di Giovan Paolo ''bisogna pensare a interventi che abbiano un effetto duraturo e strutturale sulle carceri. Provvedimenti tampone oramai non servono più''.
Fonte: UnoNotizie

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