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giovedì 23 agosto 2012

"Il cuore a un italiano", e un 53enne romeno rimane senza il trapianto

L'uomo è stato operato martedì con successo all'ospedale di Udine dopo essere stato colpito da un infarto. Prima un cardiochirurgo di Padova aveva firmato per il trasferimento in Romania

23/08/2012

L'unica "colpa" è di essere di nazionalità romena. Un cardiochirurgo dell'ospedale di Padova, adducendo che una norma della Nord Italia Transplant indicherebbe che per i trapianti di cuore la precedenza andrebbe data ai cittadini italiani, si sarebbe rifiutato di operare un 53enne straniero, marinaio imbarcato su una nave di un armatore italiano. La storia viene riportata da Il Gazzettino, secondo cui l'uomo era stato colpito da un infarto devastante ed era tenuto in vita solo da una macchina della circolazione extracorporea all'ospedale di Mestre. Necessario, anzi vitale, il trapianto di cuore. Nessun trasferimento a Padova per l'operazione, quindi.

Il medico avrebbe infatti firmato il 12 agosto scorso il nulla osta per il trasferimento in Romania. Un "viaggio" virtualmente impossibile, o comunque molto rischioso per il malato. Tanto che i sanitari dell'ospedale di Mestre hanno deciso di rivolgersi all'ospedale di Udine, per ottenere un nuovo consulto. Risultato: il 53enne martedì è stato operato con successo nell'ospedale friulano, per poi tornare davvero in Romania. Ma sulle proprie gambe.

La Direzione medica dell'ospedale dell'Angelo ha scritto una lettera indignata alla Direzione sanitaria dell'Azienda ospedaliera di Padova. Prima delle norme, questo è il concetto espresso, viene la salute del malato. Il marittimo romeno, tra l'altro, va considerato a tutti gli effetti un cittadino europeo, regolarmente pagato dalla sua compagnia di navigazione italiana anche per poter ottenere assistenza sanitaria negli istituti sanitari del Belpaese.

Fonte: VeneziaToday

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