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domenica 30 settembre 2012

Invito Conferenza Finale Pro Child - lunedi' 1 ottobre 2012 c/o Palazzo Valentini/Provincia di Roma‏

L'Associazione Spirit Romanesc Roma

è lieta di invitarLa alla CONFERENZA finale del Progetto

“PRO CHILD” - Nessuno può crescere solo

promozione dei diritti dei bambini ed adolescenti in

Italia e Romania

(realizzato con il contributo della Commissione Europea, Programma Diritti Fondamentali e Cittadinanza)

che si svolgerà nella Sala Conferenze Mons. Luigi di Liegro del Palazzo Valentini - Provincia di Roma

Via IV Novembre,119/A - Roma

LUNEDI' 01 OTTOBRE 2012

dalle ore 14.00 alle 19.00 con ingresso libero

Per maggiori informazioni riguardanti Il Progetto "Pro Child" si prega di visitare il sito www.nessunopuocresceresolo.eu oppure www.nimeninupoatecrestesingur.eu

Roxana Lupu
Responsabile eventi Ass. Spirit Romanesc Roma
Tel: 328/33.43.585
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“L’assenza di mia madre, partita per lavoro in Italia, ha segnato tutta la mia infanzia”

„La sofferenza per l’assenza di mia madre, ha segnato tutta la mia infanzia, anche se lei mi ha assicurato una vita dignitosa, decente” - ha raccontato un’adolescente di 17 anni, che ha trascorso l’infanzia con i nonni, mentre sua madre lavorava in Italia .
L’esperienza della giovane, insieme ad altre testimonianze, è stata raccolta dai mediatori culturali che hanno lavorato all’interno del progetto Pro Child, sviluppatasi in Romania ed Italia. Le conclusioni del suddetto progetto, il cui slogan è “Nessuno può crescere solo”, verranno presentate dall’associazione Spirit Romanesc ONLUS e dai suoi partner il 1° di ottobre p.v., a partire dalle ore 14.00 presso il Palazzo Valentini – Provincia di Roma (Sala conferenze Mons. Luigi di Liegro), in via IV Novembre, n. 119/A.
Il progetto è stato cofinanziato dall’ Unione Europea tramite il Programma Diritti Fondamentali e Cittadinanza, ed il periodo di svolgimento ha una durata di 23 mesi, precisamente dal 10 gennaio 2011 al 10 novembre 2012. Si ringrazia anche L’Associazione Hogar, che ha offerto il suo contributo.
Queste le premesse:
In Romania l’elevato numero di bambini abbandonati dai genitori, così come il numero di quelli a rischio di abbandono, è particolarmente alto. L’abbandono avviene in genere per povertà, per inadeguatezza, per paura del nuovo ruolo di genitore, spesso monoparentale, e con la convinzione che l’orfanotrofio possa offrire una vita migliore al proprio figlio. A ciò si aggiunge il più recente fenomeno degli “orfani bianchi”, minori lasciati soli da genitori che emigrano in cerca di lavoro all’estero nel tentativo di migliorare le condizioni di vita familiari.
In Italia un quarto dell’intera popolazione di migranti è costituto dalla comunità romena che, per la maggior parte, è ben inserita grazie a lavori stabili. Malgrado ciò sono aumentati negli ultimi anni i comportamenti discri¬minatori nei confronti dell’intera comunità romena, rom e non, che risulta essere tra le tre nazionalità maggior¬mente discriminate in Italia.
La Conferenza Pro Child a Roma
Partendo da queste premesse, si può facilmente capire la necessità di questo progetto, cosi’ come l’importanza del supporto della Commissione Europea.
L’obiettivo generale di “Nessuno può crescere solo” è quello di promuovere e supportare il diritto dei bambini e degli adolescenti di crescere all’interno delle proprie famiglie e di essere pienamente integrati nelle loro co¬munità locali. Le aree di intervento sono: Milano (gestita dall’associazione Bambini In Romania – B.I.R.), Roma (Spirit Romanesc Onlus), Brasov e Rimnicu Valcea (Inima Pentru Inima Foundation –I.P.I. “Cuore per Cuore); l’associazione Interculturando è stata la responsabile della formazione e l’associazione Inter Futura – Intercampus – partner sostenitore.
Al centro del progetto ci sono bam¬bini e adolescenti romeni, rom e non, abbandonati in Ro¬mania o a rischio di abbandono o di trascuratezza in Ro¬mania e in Italia. Primo obiettivo del progetto è quello di accrescere la consapevolezza sui diritti e sui bisogni dei minori vittime di abbandono e di trascuratezza, così come sulle possibili risposte. Si è intervenuto sia a favore dei beneficiari e delle loro famiglie, sia nelle scuole e sul territorio con un’attività di informazione e sensibilizza¬zione rivolta a genitori, studenti e più in generale all’opi¬nione pubblica e alle comunità locali, anche allo scopo di contrastare l’intolleranza, in particolare nei confronti di famiglie immigrate. Ulteriore contributo all’aumento di consapevolezza e competenze sono stati gli scambi di esperienze tra coloro che lavorano sia nell’ambito della protezione di bambini e adolescenti abbandonati o tra¬scurati, sia nell’ambito dell’inclusione sociale.
Le attività sono state numerose: il primo passo è stato quello di mettere le basi di un’implementazione solida ed efficace, seguita dalla campagna di visibilità e di sensibilizzazione. Uno dei punti forza del progetto è stato la mobilita¬zione di un importante numero di volontari, selezionati e formati, che hanno testimoniato i valori della solidarietà e dell’auto-aiuto (attività realizzate a Milano e Valcea). In aggiunta ad attività di sensibilizzazione rivolte ai giovani realizzate da giovani appositamente formati, si sono svolte attività di formazione per mediatori sociali di comunità con l’intento di favorire la promozione dei diritti dell’infanzia, ma anche l’individuazione di casi estremamente vulnerabili che richiedevano l’attivazione di interventi specifici (Roma e Brasov). I mediatori, tramite i workshop (laboratori) condotti da loro stessi, hanno messo in pratica le conoscenze acquisite durante il corso di “Mediatori sociali di comunità”. Sono stati organizzati 134 laboratori, ai quali hanno partecipato più di 2700 persone, di cui almeno 2000 rumeni che vivono in Italia. La coordinatrice dei workshop, la dott.ssa Mihaela Ionica, nel suo report finale, scrive: “non è stato facile coinvolgere la comunità rumena, ma posso affermare che alla fine ci hanno ringraziato e ci hanno offerto supporto nel nostro intento di far coinvolgere più persone possibile. Siamo stati impressionati che sono venute anche persone di nazionalità diverse ed operatori italiani che lavorano nel campo del sociale“.
Commento di un padre partecipante al workshop:
- „ La mia bambina è rimasta in Romania, insieme a mia moglie. Anche se parlo con lei per telefono ogni settimana, quando sono tornato a casa, dopo un anno di assenza, eravamo come due stranieri. Non riuscivamo a capirci.”
Nel periodo maggio-dicembre 2011, l’equipe di ricerca dell’associazione Spirit Romanesc, ha lavorato insieme all’equipe dell’associazione IPI per condividere l’approccio teoretico e metodologico della ricerca, con lo scopo di elaborare uno studio comparativo con la Romania. A Roma, in seguito ad un’attenta mappatura per l’identificazione delle zone d’intervento, condotta da Simonetta Bormioli (sociologo), sono state evidenziate le richieste ed i fabbisogni delle famiglie vulnerabili di rumeni (rom e non) e sono state identificate 150 famiglie a rischio di abbandono o di trascuratezza. Per quanto riguarda il risultato della ricerca, parlando elusivamente dei bambini lasciati per un periodo insieme ai nonni, , vicini o altre persone di fiducia, nel momento del ricongiungimento familiare, difficilmente riescono a ristabilire un equilibrio familiare. Uno dei nostri obbiettivi è stato anche quello di ricostruire un rapporto familiare tra il genitore ed il bambino, e per poter fare questo, un team costituito da uno psicologo (Concetta Ricciardi), uno psico-terapeuta (Fabio Grimmaldi) ed un assistente familiare (Pamela David), hanno offerto supporto psicologico ed hanno accompagnato queste famiglie sulla strada per il recupero di un rapporto familiare sano.

Roxana Lupu
Responsabile Comunicazione
Tel: 328/33.43.585

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