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domenica 18 novembre 2012

Omicidio a Roma, fermata una guardia giurata. 'Ha ucciso un romeno per una squillo contesa'

CRIMINALITA'

Il 25enne freddato in pieno giorno nel quartiere Prati Fiscali, forse per motivi passionali: si era innamorato di una prostituta che aveva però un'altra relazione. Per ore interrogato un vigilantes, l'accusa è omicidio volontario

di FEDERICA ANGELI

Due colpi calibro nove al petto. È stato freddato così, in pieno giorno, sotto un cavalcavia, un ragazzo romeno di 25 anni, nel quartiere Prati Fiscali colpevole di essersi innamorato di una prostituta che però forse aveva un'altra relazione. Un'esecuzione sotto gli occhi di decine di testimoni. A cui è seguita la fuga del killer - "mi sembrava una guardia giurata", dicono alcuni testimoni - fermato in serata dai carabinieri per omicidio volontario.

Mancavano quindici minuti alle quattro del pomeriggio quando in via Val d'Ala, una strada che incrocia via dei Prati Fiscali, sul marciapiede che costeggia una strada trafficatissima, Nicosur Prosu ha incontrato una ragazza, una prostituta anche lei di nazionalità romena, con la quale aveva avuto una relazione. Tornato due giorni fa dalla Romania, il ragazzo sarebbe partito oggi per Latina, dove lavora come muratore in un'impresa edile. I due, subito dopo essersi salutati, a pochi passi dove la ragazza lavora con altre prostitute, una Opel azzurra si è avvicinata.

Come una furia il guidatore, un italiano, è sceso. Ha iniziato a picchiare il romeno fino a farlo cadere a terra. Quindi ha estratto la pistola e ha aperto il fuoco. Tre colpi, di cui due andati a segno. La prostituta è stata trascinata via dall'uomo, suo attuale compagno, pare, in macchina.

Delitto passionale, senza ombra di dubbio. Ma non è ancora chiaro se dietro ci sia il racket della prostituzione e l'omicidio sia maturato come gesto estremo per salvare la donna dalla strada. Oppure se sia stato l'amore comune per la donna a scatenare la gelosia
e dunque la tragica fine.

Subito dopo il delitto via Val d'Ala era pieno di carabinieri. "Erano anni che non vedevamo tante forze dell'ordine tutte insieme ", hanno commentato i residenti del quartiere da dietro le transenne. "Il ragazzo morto è un nomade - ha dichiarato Francesco Tippi, un giovane curioso, arrivato sul posto attratto dalla folla e dalle sirene - forse lo hanno ucciso perché ha rubato. Qui non se ne può più di stranieri che fanno quel che vogliono. La sera c'è il coprifuoco, abbiamo paura ad uscire, scrivetele queste cose".

In verità Nikus, prima di ripartire per la Romania, aveva vissuto in un accampamento della zona ma aveva trovato un lavoro come muratore a Latina e l'unico precedente penale che aveva è per immigrazione clandestina. La rabbia dei residenti per "essere stati abbandonati a noi stessi, senza mai una macchina della polizia in zona" sovrasta la disgrazia accaduta a un giovane dell'est, romeno e non nomade.

Subito dopo l'agguato l'uomo e la ragazza straniera sono sfrecciati via. Il colonnello Giuseppe La Gala, comandante del Gruppo Roma, ha praticamente blindato la città, istituendo posti di blocco in ogni dove per rintracciare il killer della Opel azzurra. E in serata è avvenuta la cattura. I due sono stati fermati per omicidio a Tivoli e sono stati interrogati tutta la notte dal pubblico ministero Patrizia Ciccarese.

"Purtroppo la spavalderia con cui vengono commessi crimini così efferati rischia di non meravigliarci più. Del resto in quel territorio c'è solo un agente di polizia ogni 2.400 abitanti". A denunciarlo è Alessandro Onorato, capogruppo Udc in Campidoglio.

(16 novembre 2012)

Fonte: La Repubblica

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