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domenica 18 novembre 2012

Rumena mira ad eliminare l’Ivie (Imposta sul valore degli immobili situati all’estero), lottando da Rimini contro la discriminazione in Italia

16 Novembre, 2012

Si parla sempre di più di IVIE- la tassa che colpisce chi risulta fiscalmente residente in Italia (italiani e stranieri) e sempre più gente firma la petizione sulla più grande ed efficace comunità online di campagne per il cambiamento Avaaz.org. Ma pocchi sanno che chi ha avviato la campagna che sta pian piano facendo breccia all’interno del sito attivista è proprio una donna rumena, scrittrice e mediatore culturale: Bianca Stan (Bianca Laura Stan Marisaldi). Sembra strano per "un Italia un po razzista", in cui i rumeni vengano visti ..."cosi come fanno vedere in tv". Una rumena ha corraggio di alzare la testa: avvia una petizione, informa il governo della Romania e le televisioni nazionali e arriva fino alla Comunità Europea a denunciare questa tassa.

Una rumena diventata italiana, essendo sposata con un cittadino italiano gia da tanti anni, da Rimini, decide di lottare contro una tassa discriminatoria: IVIE. Abbiamo provato a conttattarla, ma non ha desiderato fare un'intervista. Ci ha dato solo la risposta ricevuta ufficiale dal Ministero degli Affari Esteri rumeno in cui s'informa che a seguito della sua iniziativa, "il Ministero degli Affari Esteri con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, esprime la preoccupazione sul impatto che ha sui cittadini rumeni residenti in Italia il decreto «Salva-Italia»: 'Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici'.

In seguito a questa iniziativa, i Ministeri hanno sottoposto il problemma sia davanti alle autorità italiane, tramite l'Ambasciata d'Italia a Bucarest, ed anche davanti alla Commissione Europea a Bruxelles, per ottenere chiarimenti riguardo la natura del imposta e la sua compatibilità con i principi fondamentali della Communità Europea."

Oggi, in Italia, assistiamo alla scomparsa del vero leader: l'"eroe classsico consapevole della propria vulnerabilità e fragilità", che per i suoi principi, sapendo che rischia la sua vita, tuttavia va e lotta, non si sottrae.
I "leader italiani" che vediamo oggi in tv, sui giornali sono sempre pronti ad assumere dei rischi, ma non sono pronti "anche pronto al sacrificio di sè" (la gran parte), come lo osserva anche la filosofa e docente italiana, residente in Francia, Michela Marzano.

Il Presidente della Repubblica in un suo discorso racconta: "Quando ho giurato da Presidente, l'ho fatto sapendo che il mio dovere e il mio sentimento mi conducevano a riflessioni, prese di posizione e sollecitazioni motivate e inequivoche contro l'antisemitismo in ogni suo travestimento, contro il razzismo, contro ogni violazione del principio di pari dignità ed eguaglianza davanti alla legge. Lo dice l'articolo 2 della Costituzione italiana. Lo dice l'articolo 2 del Trattato sull'Unione europea. Rileggiamolo :
"L'Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini."Si, l'Europa è questo."

Fino a metà degli anni '60 in molti stati degli USA erano in vigore leggi che discriminavano duramente i neri, negando loro i più elementari diritti civili. La lotta dei neri d'America per l'emancipazione, per l'affermazione dalla propria dignità e delle proprie origini fu uno dei grandi episodi della storia degli anni Sessanta. Oggi, nel 2012 ci poniamo la domanda come può cambiare il Paese? E chi lo puo fare?

Lo scrittore Roberto Saviano, nel corso di un intervento alla trasmissione tv Rai "Che Tempo che fa" ha proposto Yvan Sagnet come sindaco del Comune di Castelvolturno. Yvan, studente di Mastergem, camerunense, guidò una protesta dei braccianti agricoli. Per studiare in Italia andò a Nardò, a Lecce, per fare il bracciante e per raccogliere i pomodori. Yvan e gli altri lavoratori si sono ribellati a un obbligo dei caporali a fronte di uno stesso stipendio. "E' la prima grande protesta in Italia di braccianti agricoli stranieri. Grazie a questa protesta il 14 settembre del 2011 è stato istituito in Italia il reato di caporalato", ha detto Roberto Saviano. "Yvan si sta battendo per un'Italia migliore. Castelvolturno è una delle città più africane d'Italia - ha continuato - E' anche una città-laboratorio ed è piena di energia positive. E' stata sciolta nuovamente per motivi di camorra. Serverebbe un sindaco capace di tutelare i diritti di tutti, capace di fermare la criminalità organizzata italiana e straniera. E capace di dare speranza a un territorio che sembra non averne più. Insomma, io credo che servirebbe un sindaco proprio come Yvan Sagnet".

Il peso sociale degli stranieri in Italia è cresciuto enormemente e l'Italia rappresenta al meglio questa sproporzione. Ma con stranieri (diventati anche italiani) in politica cambierebbe la politica italiana?

"C’è da chiedersi se un provvedimento simile è veramente necessario e se per salvare l’economia italiana sia assolutamente necessario spremere contribuenti deboli o possessori di immobili esteri, che quindi in qualche maniera sono già passati sotto un diverso spremiagrumi." (Alex Bizzarri - "Frontiere News")

Nel frattempo l'iniziativa di Bianca Stan continua a raccogliere adesioni, firme da parte di rumeni residenti in Italia, albanesi residenti in Italia, cinesi residenti in Italia, tedeschi residenti in Italia, francesi residenti in Italia, italiani d'Italia con un immobile al'estero. Tutti insieme, italiani e stranieri. Firmate in tanti: http://www.avaaz.org/it/petition/Contro_lImposta_sul_Valore_degli_Immobili_allEstero_NO_IVIE/

Cristian Andreotti

Fonte: PoliticamenteCorretto

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