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martedì 4 dicembre 2012

ProCult Festival, la nuova onda del cinema romeno


Adrian Grigor, presidente e fondatore ProCult Festival

Gemellaggio con MedFilmFestival. Giovane e ambiziosa, la IV-a edizione del festival del cinema romeno ProCult festival si è svolta tra 22 e 25 novembre all’Accademia di Romania. La novità di quest’anno: alle tre categorie esistenti – cortometraggio, documentario e lungometraggio – è stata aggiunta l’animazione. “ProCult si propone di far vedere la parte positiva della Romania, – spiega Adrian Ioan Grigor, presidente e fondatore del festival. – Diventare un punto di riferimento per lo scambio culturale e artistico tra i due paesi, promotore di opere d’arte, dell’immagine metaforica del nostro paese”. Nato per gioco, dall’idea di fare un festival di corti, insieme a un regista di teatro di Cluj, “fare qualcosa di pulito, di innocente, di bello. All’inizio sono stati proiettati 6 cortometraggi, nel secondo anno pochi film in più, fino al coraggio di unirsi nel 2011 al MedFilmFestival, con un salto sostanziale di qualità, quantità e visibilità”. Con l’invito della Romania in qualità di paese ospite d’onore al MedFilmFestival, ProCult guadagna un posto di prestigio accanto ai festival consacrati. Un concorso con esperienza quello mediterraneo, un maestro per il novizio proveniente dall’est, l’anno scorso ha dato spazio con generosità alle pellicole romene e ha conferito il premio alla carriera al grande regista Sergiu Nicolaescu. “I fondi limitati del presente non ci hanno permesso di portare in gara tutti i film che meritavano, tanti produttori non cedono i diritti gratis, ma siamo soddisfatti dei risultati”.

Cornel Baicu presenta il festival

L’Accademia di Romania ha ospitato e finanziato, insieme agli sponsor, la manifestazione: “Abbiamo presentato le opere dei giovani autori della nuova onda romena”, dice il direttore di programmi, Cornel Baicu. “Con la libertà che cinematografia romena ha ottenuto dopo la rivoluzione, si trasmette un messaggio che io chiamo l’igiene politico-sociale, che si preoccupa del passato recente e quello lontano del paese passando per il periodo di transizione”. ProCult Film Festival è conosciuto nell’ambiente cinematografico romeno inizialmente attraverso il passa parola, ultimamente è pubblicizzato anche sui mass-media. Tanti realizzatori hanno espresso il desiderio di essere presenti, ma a causa della crisi economica non è stato possibile invitarli. Sarra Tsorakidis, Cristina Tilica e Lucian Georgescu, registi venuti dalla Romania, hanno presentato le loro pellicole, partecipando ai dibattiti con il pubblico.

Gli organizzatori hanno avuto difficoltà per il tempo relativamente limitato che hanno avuto per organizzare la manifestazione. Risposte tardive delle produzioni, film sottotitolati in inglese tradotti in italiano dall’attrice Ina Sava, trasformazione del formato da DVD in AV, il tutto con un’equipe di sole quattro persone, con pochi mezzi, ma che ha ottenuto grande successo come spiega l’attrice Teodora Madasa, responsabile comunicazione e ufficio stampa del festival: “I risultati sono stati inaspettati, siamo contenti che il pubblico sia stato soddisfatto e abbia apprezzato il nostro lavoro”.

“Il teatro si può fare solo nella lingua madre”, diceva l’artista Silviu Purcarete. Ci chiediamo, che chance ha un attore venuto dalla Romania di realizzarsi in Italia? “Minime, perché è inghiottito dalla vita sociale”, risponde Ina Sava, a Roma dal 2007. Qui ha avuto dei progetti con delle piccole compagnie di spettacolo, con la fortuna di interpretare un personaggio romeno, ma non ha potuto inseguire a lungo il suo sogno perché ha un impegno fisso come impiegata. “Dopo 8 ore di lavoro il teatro non ha più spazio nella mia vita, mentre leggo un testo teatrale mi concentro alle scadenze che ho nell’ufficio. L’Italia cambia la vita agli attori che hanno una certa sensibilità, vivono agli estremi, hanno bisogno di stimoli e provocazioni, quello che una società occidentale non offre, anzi, ti robotizza. Se un artista non rompe la routine dei lavori che è costretto a fare per mantenersi, rimarrà una persona frustrata e incompresa per tutta la vita. Azione difficile da intraprendere, perché si può rimanere liberi, ma senza un tetto, un lavoro”.

Lucian Georgescu, ospite d’onore e vincitore del premio Metamorfoze per il miglior lungometraggio

La premiazione. Il pubblico numeroso presente in sala, romeni, italiani e rappresentanti di altre culture ha avuto il compito di scegliere il film migliore. Molti spettatori hanno votato le pellicole che gli hanno trasmesso emozioni famigliari, il piacere di essere trasportati per un momento nella terra natale, di ritrovarsi nelle situazioni di vita che qui non hanno più, di ridere della mentalità che una volta gli apparteneva e che adesso guardano da lontano. Perché vedendo questi personaggi, si rendono conto di essere cambiati durante la permanenza in Italia, capiscono cosa hanno lasciato lì e cosa si sono portati dietro. Il premio del pubblico è stato accordato, quasi all’unanimità, alla tragi-commedia di Horatiu Malaele, Le nozze mute (Nunta muta), un’opera molto originale, con un cast di grande valore. Il premio Metamorfoze per il miglior lungometraggio è andato al film The phantom father, scritto, diretto e prodotto da Lucian Georgescu, l’ospite d’onore del festival. Bad Habits, il miglior film d’animazione di Oana Georghiu, ha ricevuto la menzione Le luci (Lumini). Tra i vari corti è stato scelto come vincitore Gobbel, di Raluca David. All’autrice del documentario Naufragiat de Romania, la produttrice tv Cristina Tilica, è andato il premio Transparenze: “La menzione e la mia presenza al festival significano molto per me e per la Televisione Romena che rappresento. I documentari sono un mezzo importante per far conoscere la realtà romena al pubblico italiano”.

Raisa Ambros
(28 novembre 2012)

Fonte: Più Culture

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