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giovedì 31 maggio 2012

"Girotondo intorno al mondo. Insieme ai bambini della Romania"

Come parrocchia cattolica romana abbiamo organizzato una serata a favore dei nostri confratelli carmelitani scalzi presenti in Romania (Snagov-Bucarest).
Essi sono arrivati in Romania 11 anni fa. Fra le altre attività, essi stanno aiutando alcune "case-famiglia" con bambini e ragazzi in difficoltà.

La nostra iniziativa a favore di questi bambini si intitola "Girotondo intorno al mondo. Insieme ai bambini della Romania".

Avrà luogo sabato 2 giugno 2012, nel Teatro Avila (Corso d'Italia 37/B - 00198 Roma). Allego alla presente mail il manifesto della serata.
Sarà soprattutto una serata musicale (parteciperanno 3 Cori di bambini e ragazzi romani). Abbiamo anche invitato la "Comunità Greco-Cattolica di Roma Nord".

p. Alessandro Donati,
Vicario parrocchiale di S. Teresa d'Avila (Corso d'Italia 37 - Roma)

Spettacolo "Il marinaio" di F. Pessoa. Teatro senza Frontiere all'Accademia di Romania‏



Accademia di Romania in Roma

Il disagio degli "orfani bianchi" in patria di lavoratori e lavoratrici immigrate in Italia. Incontro con il Vc.Pres. Europarlamento Angelilli e le mamme romene

DONNE - IMMIGRAZIONE
Il 1° giugno a Roma si terrà un workshop alla sede del Parlamento europeo a Roma sugli “orfani bianchi”: centinaia di migliaia di bambini in Europa e nel mondo lontani dalle proprie famiglie che lavorano in Italia. Parteciperanno Angelilli, Rocca, Liscan, Passeri, Terteleac e tante lavoratrici e mamme romene.

A promuovere l'incontro Salvamamme e l’associazione Romeni in Italia, anche in occasione della Giornata del Bambino. All’incontro parteciperanno, tra gli altri, Roberta Angelilli, Vice-Presidente del Parlamento Europeo, Federico Rocca, delegato del Sindaco di Roma Capitale ai rapporti con le Istituzioni Europee ed i cittadini comunitari, Oana Liscan, Ambasciata della Romania in Italia - secondo segretario rapporti con la comunità romena, Grazia Passeri, Presidente di Salvamamme, Eugen Terteleac, dell’associazione Romeni in Italia.

Interverrà il prof. Vincenzo Mastronardi Psichiatra, titolare della Cattedra di Psicopatologia Forense – I Facoltà di Medicina – Università degli Studi di Roma “Sapienza”, dall’avv. Erminia Cozza, presidente del Centro Studi “Salvamamme Family Support” e dal dott. Adrian Ianku, psicologo.

Nel corso del workshop, si dibatterà sul malessere causato dalla separazione dei nuclei familiari: spesso i genitori lasciano il paese di origine in cerca di lavoro, affidando i propri figli a parenti. Questi cosiddetti ‘orfani bianchi’ (bambini, adolescenti e preadolescenti), crescono lontani dai genitori, a volte esposti al rischio di finire in situazioni di degrado, violenza o estrema solitudine.

“Stati, Istituzioni nazionali ed europee, Associazioni devono contribuire a comporre un puzzle di progetti che ricostruiscano un tessuto affettivo e sociale adeguato che può venire a mancare a tanti minori, mettendone a rischio una crescita sana ed equilibrata ”, sottolinea Roberta Angelilli.

“A Roma ci sono migliaia di lavoratrici straniere, moltissime romene, che spesso operano come badanti al fianco dei nostri anziani. Queste donne e queste mamme devono poter essere aiutate fattivamente a mantenere i propri legami familiari nel paese di origine. Per questo, al convegno presenteremo iniziative concrete proprio per essere al fianco delle mamme che, con il proprio lavoro, contribuiscono ogni giorno allo sviluppo della nostra città ed ad assistere chi ha bisogno”, aggiunge Federico Rocca.

“In molti paesi dell’Est Europa è stato registrato un incremento del numero di suicidi o tentati suicidi da parte di giovanissimi e in tanti altri Stati molti casi di gravidanze giovanili, di infezioni da HIV, di incidenti, stradali e non, con esiti di lesioni permanenti, di violenze sessuali, di abuso di sostanze, di coinvolgimenti nella piccola o grande criminalità”, evidenzia Grazia Passeri. “Un primo passo può passare dalla formazione dei genitori ad un vigile rapporto a distanza capace di cogliere i primi segnali e di intervenire in modo rapido per uno sviluppo positivo degli eventi. La neuropsichiatra Silvana Madia avvierà proprio in questa occasione la formazione delle prime famiglie” .(31/05/2012-ITL/ITNET)
Fonte: Italian Network

Concerto AGiMus il 31 maggio

A.Gi.Mus. - Sezione di Roma

Giovedì 31 maggio 2012, ore 19.30

ACCADEMIA DI ROMANIA
Piazzale José de San Martin 1 – Roma

CONCERTO

con
Alessandra Xanto,violino
Fabio Silvestro e Giuseppe Rossi, pianoforte
Anna Heffner, soprano - Pablo Cassiba, tenore

Coro dell'Università di Roma Tor Vergata

Direttore Stefano Cucci

Musiche di
S. Dragoi – J. Brahms

* * *
Presenta Gaia Vazzoler

Ingresso: euro 5

Accademia di Romania in Roma

Premio Postacchini, Gran galà finale: vince la romena Cristina Goicea


Premio Postacchini, Gran galà finaleMusicisti in erba

Foto Gran galà, la serata

Giovani stelle brillano sulle note dei violini

di Angelica Malvatani

Premio Postacchini, Gran galà finale

Fermo, 28 maggio 2012 – SI SPEGNE piano piano la musica del violino e l’emozione resta come sospesa a mezz’aria. Si chiude il sipario sull’edizione numero 19 del Premio violinistico Postacchini e ancora una volta è stato il trionfo dell’arte e della bellezza, di quella cultura in grado di salvare il mondo. Vincitrice assoluta del premio è stata la romena Ioana Cristina Goicea, dallo stile potente e dalla tecnica perfetta. Una giovane di vent’anni, figlia d’arte. La mamma è primo violino dell’orchestra di Budapest, l’aria sicura di chi ha tra le mani un’arte che si può anche tramandare. Per la giovane, oltre ai premi in denaro, anche un violino e un pregiato archetto, augurio di una carriera lunga e luminosa. La premiazione è arrivata alla fine di una serata densa di eventi, condotta come sempre con eleganza da Barbara Capponi, splendente negli abiti scelti per lei dalla boutique Reve, sotto gli occhi attenti e soddisfatti del presidente di Antiqua Marca Firmana Giulio Vinci Gigliucci. Tanti gli ospiti presenti al teatro dell’Aquila, a partire dalla padrona di casa, il sindaco Nella Brambatti, insieme con l’assessore alla cultura Francesco Trasatti. C’erano anche gli assessori comunali Daniele Fortuna e Manuela Marchetti, il presidente del Consiglio comunale Giovanni Lanciotti, l’assessore provinciale alla cultura Giuseppe Buondonno, le consigliere regionali Rosalba Ortenzi e Graziella Ciriaci. Emozionata e coinvolta anche il prefetto Emilia Zarrilli, che ha sottolineato: «Grazie a questo premio e a questi ragazzi, il nome di Fermo arriva in tanti angoli del mondo. Auguriamo loro tutta la fortuna del mondo, perché ci regalano davvero visibilità e tante emozioni».

NEL CORSO della serata, alla quale ha preso parte come testimonial lo scenografo Giancarlo Basili, si sono esibiti i migliori di ogni categoria, giovanissimi talenti di altissimo livello. Il concerto finale è spettato di diritto alla vincitrice della categoria D (22/35 anni), Eun Sol Youn (Corea del Sud), elegantissima, padrona della scena, bravissima protagonista di quasi un’ora di musica accompagnata dall’Orchestra Filarmonica Marchigiana, diretta dal maestro Nicola Marasco. Secondo un italiano, Gabriele Ceci; terza Seayoung Kim (Corea del Sud). Applausi anche per Paolo Tagliamento (Italia), vincitore della categoria B; secondo Roman Filipov (Russia) e terza Ayano Tajima (Giappone). Podio d’onore anche per il bravissimo Alex Zhou, 11 anni, dagli Stati Uniti, un piccolo virtuoso del violino, vincitore della categoria A; al secondo posto Daniel Lozakovitj (Svezia), terza Audrey Voisin (Germania/Francia) tutti di 11 anni.

PER I VINCITORI anche alcuni regali offerti dagli studenti del liceo artistico Preziotti, alla presenza del preside Roberto Capponi, opere che i ragazzi hanno realizzato pensando proprio alla musica e al violino. E ancora: tante le aziende che si sono adoperate perché tutto fosse perfetto, forte anche l’impegno della Camera di Commercio, con il presidente Graziano Di Battista, e della Fondazione Carifermo, della Cassa di Risparmio, rappresentata dal presidente Alberto Palma, e dall’ordine degli avvocati. Carlino d’oro da parte de Il Resto del Carlino di Fermo per la presidente di giuria, la grandissima violinista Mariana Sirbu, Romania, che ha fatto i complimenti per l’organizzazione praticamente perfetta di Antiqua Marca Firmana. Aspettando l’edizione del ventennale, che sarà di sicuro ancora più straordinaria.

Angelica Malvatani

Fonte: Il Resto del Carlino

La prof romena insegna italiano agli stranieri: "Mossa per l'integrazione"

Monza Brianza

Le Acli di Seveso scelgono di affidare a una connazionale dei propri iscritti le lezioni di lingua. Cinquanta gli studenti in aula

Seveso, 26 maggio 2012 - Nelle aule di via De Gasperi, i corsi d’italiano li insegna una romena. L’associazione Acli da anni organizza i corsi serali per stranieri. Quest’anno il maggior numero d’iscritti sono di nazionalità romena, così la dirigenza dell’associazione ha pensato di migliorare l’integrazione proponendo come docente una connazionale. Costanza Ruptureannu è infatti di origini romene ed è affiancata dalle insegnanti storiche del corso serale.

Gli studenti iscritti sono circa cinquanta e arrivano anche dai vari comuni limitrofi. La provenienza è da: Romania, Marocco, Niger, Nigeria, Senegal, Ucraina, Russia, Sri Lanka, Pakistan, Bangladesh e Nicaragua. I corsi, tendono a portare gli allievi al livello A2, che evita l’esame richiesto dalla questura per il permesso di soggiorno. All’associazione sevesina servirebbero dei volontari per seguire maggiormente alcuni allievi appena sbarcati in Italia.
di Sonia Ronconi
Fonte: Il Giorno

Anche coniugi rumeni alla Festa degli sposi

Edizione 22 del 30/05/2012 » Valli
Bricherasio, bella tradizione

BRICHERASIO - Per la prima volta, alla Festa degli sposi organizzata come ogni anno dalla parrocchia di S. Maria Assunta di Bricherasio hanno preso parte due coppie di nazionalità rumena: Liviu Prajesteanu e Iulia (20 anni), Eduard Tanasse e Cristina (15). È un bel segno di integrazione.
Ben 62 i coniugi che hanno fatto festa insieme a don Ferdinando Lanfranchini e alla comunità. Ettore Collino-Margherita Bolla, Luigi Ghirardi-Maddalena Martino hanno celebrato addirittura il traguardo dei 65 anni insieme. A seguire, con 55: Pietro Beltramo-Mariuccia Maurino, Alfredo Bosio-Agnese Buttigliero, Marco Collino-Clelia Granero. Aristide Morero-Teresa Piccato, Tommaso Piccione-Ada Fortina, Giovanni Reinaydo-Angela Giachero; con 50: Domenico Boaglio-Pierina Mourglia, Tosco Bugiarelli-Domenica Maurino, Bartolomeo Bunino-Olga Grangetto, Liliano Canova-Ida Maurino, Renato Fornero-Maria Rosa Maurino, Luigi Morero-Franca Morero, Cesare Turina-Bruna Godino; con 45: Michele Ribba-Margherita Pons; con 40: Claudio Merlo-Franca Tonietti, Severino Morero-Elsa Bernardi, Carlo Simionato-Piera Solera; con 35: Piero Bernardi-Marisa Vairolatto, Giangiacomo Boero-Nadia Bragaja, Giovanni Piccato-Domenica Palmeri; con 30: Mario Veronese-Liliana Pizza, Pino Listino-Laura Gerlero, Renato Priori-Luciana Beltramo; con 20: Giuseppe Alfarone-Maria Grazia Oddino, Mauro Morero-Nadia Manavella; con 15: Carlo Morero-Manuela Peirot; con 10: Danilo Morero-Claudia Avalle.

Michele Chiappero

Fonte: L'Eco del Chisone

Cutremur în Italia. Român rănit la Mirandola

Marţi, 29 Mai 2012

CUTREMUR ÎN ITALIA. Un cetăţean român a fost rănit la un picior în cutremurul produs marţi dimineaţă în zona de Nord a Italiei, fiindu-i deja acordate îngrijirile medicale necesare, a precizat, pentru MEDIAFAX, purtătorul de cuvânt al MAE, Ovidiu Dranga.

Domul din localitatea în care a fost rănt un român s-a prăbuşit

CUTREMUR ÎN ITALIA. "În momentul de faţă, urmare a investigaţiilor făcute de consulatul nostru de la Milano, există un cetăţean român rănit în localitatea Mirandola. Numele lui este Popa Laurenţiu Danile, în vârstă de 44 de ani, care a suferit un accident uşor la un picior, el primind deja îngrijirile medicale necesare", a afirmat oficialul MAE.

El a arătat că, din informaţiile deţinute până în prezent de consulatele generale ale României de la Milano, Bologna şi Trieste, acesta este singurul caz al unui român victimă a cutremurului de marţi dimineaţă.
Pe de altă parte, oficialul MAE a arătat că există posibilitatea existenţei unor cetăţeni români sinistraţi în urma seismului, iar în prezent în zonele afectate se află deja echipe consulare trimise de misiunile României de la Bologna şi Trieste care încearcă identificarea unor astfel de cazuri şi să le acorde ajutorul necesar. O a treia echipă consulară de la Milano se va deplasa, de asemenea, în teren.
CUTREMUR PUTERNIC în Italia. Cel puţin 11 persoane au MURIT LIVE TEXT
"Consulatele generale de la Bologna, Trieste şi Milano sunt în permanentă legătură cu autorităţile italiene pentru a afla informaţii despre cetăţenii români. Aceste detalii vor fi actualizate pe măsură ce vom avea informaţii suplimentare", a mai spus Dranga.
Cel puţin 11 persoane au murit marţi dimineaţă într-un cutremur puternic înregistrat în provincia Modena, cu o magnitudine de 5,8 grade potrivit primelor date ale Institutului naţional italian de Geofizică şi Vulcanologie, relatează postul RAI News24 în pagina electronică.
Două dintre cele şase victime sunt din Mirandola, unde o persoană a murit prinsă sub dărâmăturile locuinţei sale, iar alta sub dărâmăturile unui depozit industrial.

MAE informase, vineri, că în taberele special amenajate de autorităţile italiene pentru sinistraţii cutremurului produs în regiunea Emilia Romagna, săptămâna trecută, pe 20 mai, sunt cazaţi în jur de 50 de cetăţeni români.

Sursa: Realitatea

Citeşte şi:
Mărturiile dramatice ale românului rănit în cutremurul din Itali
Cutremur puternic în Italia. Un seism cu magnitudinea de 5,7 grade a avut loc în nordul ţării. Cel puţin 11 morţi. Un român, printre răniţi

Îşi trăiesc viaţa printre ruine. Sute de români dorm în maşini şi abia fac rost de mâncare, după cutremurul din Italia

O.P. 28 Mai 2012

Sute de români sinistraţi după cutremurul produs zilele trecute supăravieţuiesc acum de la o zi la alta după ce au rămas pe drumuri. Mulţi au ajuns să doarmă în maşini şi abia reuşesc să facă rost de hrană şi apă. Alţii, trăiesc în corturi, în tabere pentru evacuaţi.

De o săptămână, de când cutremurul i-a distrus locuinţa, familia Manolache doarme în maşină. Asta şi pentru că tabăra de corturi din Mirandola, instalată pentru evacuaţi, nu mai are niciun loc liber.

În tabăra de corturi, românii sunt cu zecile. Autorităţile italiene le interzic să se întoarcă în casele răvăşite de seism. Mulţi români au copii mici.

Casandra Titieni e de 10 ani în Italia. Are 4 copii, iar din familie, doar soţul lucrează. Cu toţii stau acum într-un cort. Nu mai au nimic, dar nici nu se gândesc să revină în România.
O echipă a Consulatului Român la Bologna a fost trimisă în zonă, să ofere asistenţă sinistraţilor. Alte zeci de români trăiesc însă în corturile instalate în alte localităţi din regiunea devastată de cutremur.

Sursa: Antena3

Morti bianche, servono misure di sistema

L'ennesimo incidente che conferma quanto sia a rischio la vita di coloro che lavorano su impalcature, ponteggi e mezzi meccanici

IL COMMENTO

L'ennesimo incidente che conferma quanto sia a rischio la vita di coloro che lavorano su impalcature, ponteggi e mezzi meccanici

di ENRICO MARRO

ROMA - Ioan Dragota, 57 anni, romeno, operaio edile, è morto nonostante avesse il caschetto in testa. Non è bastato e non poteva bastare a salvargli la vita quando il braccio della gru sulla quale si trovava si è spezzato mentre erano in corso i lavori di manutenzione di un palazzo di via Val di Sangro, ai Prati Fiscali. Un ennesimo incidente che conferma quanto sia a rischio la vita di coloro che lavorano su impalcature, ponteggi e mezzi meccanici. L'inchiesta aperta ieri dalla Procura per omicidio colposo ci auguriamo faccia luce al più presto su eventuali responsabilità. Perché quel maledetto braccio che sosteneva il carrello all'interno del quale lavorava Ioan Dragota si è spezzato come un grissino? Il mezzo era stato sottoposto regolarmente alle prescritte revisioni? Erano state adottate tutte le misure di sicurezza previste dalla legge? Chi manovrava il braccio meccanico aveva le competenze necessarie? Ma anche altre domande richiedono una risposta, pur se non legate direttamente alla dinamica dell'incidente: la vittima sembra che fosse regolarmente assunta, ma i suoi turni di lavoro, come quelli dei colleghi coinvolti nell'incidente, rispettavano gli orari previsti da norme e contratti? Lui e gli altri operai avevano alle spalle le 16 ore minime di formazione previste dal contratto?
Gli ultimi dati sugli infortuni sul lavoro, riguardanti Roma e il Lazio, segnalano un calo, compresi gli incidenti mortali. I dati però vanno letti con attenzione. Prendiamo le ultime elaborazioni Inail che mettono a confronto infortuni e occupazione, riferiti al primo semestre 2011 su tutto il territorio nazionale. Rispetto allo stesso periodo del 2010, gli infortuni sono diminuiti del 4%, quelli mortali dello 0,7%. Nel settore delle costruzioni i morti sul lavoro sono calati del 2,3%, ma gli occupati del 4,3%: quindi le morti bianche, in proporzione, sono aumentate.

Secondo i sindacati, con l'acuirsi della crisi, le gare al massimo ribasso, la pratica sempre più diffusa dei subappalti e l'aumento del lavoro nero, fanno sì che i primi costi ad essere tagliati siano quelli per la prevenzione e la sicurezza. Perché allora non prevedere, per esempio, l'obbligo di provare con una comunicazione on line all'Inail o in sede di Durc (Documento unico di regolarità contributiva) che le ore di formazione previste dal contratto sono state effettuate?

Ma poi servono misure di sistema. Il decreto legislativo 81 del 2008 aveva introdotto l'importante novità della patente a punti per le imprese edili: più incidenti si verificano e più punti si perdono (come l'automobilista che viola il codice della strada) finché si perde la possibilità di svolgere lavori. Ma a quattro anni di distanza questo meccanismo non è ancora operativo, perché il ministero del Lavoro aspetta ancora un avviso comune tra imprese e sindacati che non arriverà mai. Poi c'è il Durc, appunto. Questo strumento può essere rafforzato, prevedendo che ci sia congruità tra i lavoratori in forza a una ditta e l'opera da svolgere. Infine i controlli: si possono fare tutte le riforme di questo mondo, ma se non aumenterà il numero delle ispezioni nei cantieri, i morti non diminuiranno. In questi giorni, passeggiando per le strade di New York, si può leggere un cartello enorme vicino a un cantiere: «Se vedi qualcosa che non va in questi lavori chiama: ti garantiamo l'anonimato».
29 maggio 2012

Fonte: Corriere della Sera

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Il cantiere dell'incidente

Panico a bordo. Evacuato aereo all’ aeroporto di Firenze

di Susi Ciolella
FIRENZE- Attimi di panico a causa di un principio d’incendio, sul volo in partenza dall’aeroporto di Firenze e diretto a Timisoara, in Romania.

Il velivolo, un Saab 2000 turboelica bimotore della compagnia rumena CarpatAir, con 45 persone a bordo, è stato evacuato con gli scivoli d’emergenza. Quattro persone sono rimaste ferite nell’evacuazione riportando contusioni e fratture.

Le operazioni di emergenza sono state coordinate dai vigili del fuoco, dalla polaria e dai sanitari che sono intervenuti con i mezzi e le ambulanze sulla pista dell'aeroporto fiorentino di Peretola.

Non è ancora chiaro se il principio d'incendio si sia sviluppato all'interno del velivolo o a uno dei motori durante la fase di decollo.

L’aereo avrebbe dovuto decollare poco prima di mezzogiorno, l'emergenza è scattata appena il comandante ha visto accendersi sul pannello di controllo una spia che segnalava incendio ai motori proprio mentre il velivolo stava rullando verso la pista di decollo. Il comandante ha azionato il pulsante di allarme da cui dipende l'attivazione di un meccanismo di autospegnimento dei motori e delle procedure di evacuazione e di emergenza, scattate a bordo e a terra.

La testimonianza dei passeggeri
"Sono attimi, si descrivono male, è questione di secondi. Se ti dicono di buttarti, ti devi buttare. Hanno aperto il portellone di emergenza e mi sono buttato di botto". A parlare è Corrado, un cinquantenne che era a bordo dell'aereo. L'uomo è caduto a terra, ferendosi a un ginocchio, è stato medicato sul posto e questa sera ha detto che ripartirà per Timisoara con un altro volo che verrà messo a disposizione. "Quando sono uscito dall'aereo - prosegue l'uomo - gli steward ci gridavano di allontanarci e di fare presto".

Alice, una giovane ragazza romena, stava tornando a casa, quando e' scattata l'emergenza si è gettata dal portellone aperto, slogandosi una caviglia. Anche lei è stata medicata sul posto. "C'era un signore davanti a me - dice la ragazza - si è buttato e l'ho visto cadere di faccia. Le persone comunque si sono comportate bene, non ci sono state scene di panico".
L'allarme, ha raccontato Alessandro, un altro passeggero, anche lui gettatosi dall'aereo senza procurarsi ferite, "è stato dato con i microfoni e poi con un passaparola fra le hostess. Quando è successo - dice - io mi ero addormentato, mi sono svegliato appena è stata data l'emergenza. Ero seduto accanto al portellone, ho avuto paura e forse sarei stato io a dover aprire la porta ma è arrivata una hostess. Siamo usciti di corsa, lasciando i bagagli a bordo".

L’aeroporto Amerigo Vespucci di Firenze è rimasto chiuso per un’ora. Alcuni voli in arrivo da Francoforte, Monaco e Londra sono stati dirottati e ci sono stati dei ritardi nelle partenze.

L'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (ANSV) ha reso noto di aver aperto l'inchiesta di sicurezza, di propria competenza, sull'incidente avvenuto a Firenze.

L'Agenzia ha disposto l'invio di un proprio investigatore in aeroporto "per la raccolta di evidenze utili all'attività di indagine".

La CarpatAir nei giorni passati era già apparsa sulle maggiori testate nazionali a causa delle centinaia di voli nazionali e internazionali, che la compagnia rumena opera in code sharing per conto di Alitalia.

L’ Unione Sindacale di Base, proprio su questo tema aveva richiesto un incontro urgente al Presidente del consiglio ed ai responsabili dei dicasteri Lavoro e Trasporti, Ministro Fornero e Passera, denunciando la “delocalizzazione” dei voli da Alitalia a CarpatAir, soprattutto alla luce delle migliaia di dipendenti della ex compagnia di bandiera, ancora in cassa integrazione, che pesano sulle spalle della collettività.

Lunedì, 28 Maggio 2012

Fonte: DazebaNews

Ritrovata la 16enne romena. Era con l'amica a Manfredonia

30 maggio 2012Cronaca

Roxana Pop, la 16enne rumena scomparsa

Roxana, la paura della mamma: temo il racket della prostituzione
Scomparsa da giovedì mattina Ancora nessuna notizia di Roxana

È stata ritrovata mercoledì 30 maggio a Manfredonia (provincia di Foggia, in Puglia) Roxana Pop, la sedicenne romena residente a Rota Imagna, che era scomparsa dallo scorso giovedì. Era in compagnia di una sua amica moldava. La polizia sta interrogando le due ragazze per capire i motivi della fuga da casa.

«Temo che qualcuno la stia trattenendo contro la sua volontà e ho paura che finisca in qualche brutto giro, come il racket della prostituzione». Così Maria Pop, la mamma di Roxana, aveva confessato martedì al nostro giornale la sua grande preoccupazione.

La sedicenne manca da casa da giovedì scorso, giorno in cui ha raggiunto Bergamo per andare a scuola ma, in realtà, senza poi mai presentarsi in classe (frequenta la scuola per parrucchieri). Il giallo della sua scomparsa si era infittito a causa di sms e di strane telefonate di un marocchino che sapeva dove si trovava Roxana e che infine aveva raccontato alla donna di aver visto dei biglietti del treno per la Puglia e di pensare dunque che la ragazza e la sua amica fossero intenzionate ad andarsene.

E infatti Roxana è stata ritrovata in Puglia, fortunatamente sana e salva. Ma per il momento resta ancora il mistero della sua fuga. Da vedere se volontaria o indotta da qualcuno.

Fonte: L'Eco di Bergamo

Cadavere avvolto nel cellophane sulla strada per l’aeroporto

A PONTECAGNANO
Entro martedì l’autopsia su Ibrim Petrica. L’uomo, un 48enne di origine rumena viveva della raccolta del ferro

SALERNO – E’ stato trovato avvolto in un telo sul ciglio della strada per l’aeroporto il rumeno Ibrim Petrica, sul cui cadavere sarà effettuata entro domani, martedì, l’autopsia del medico legale. Il corpo senza vita dell’uomo, 48 anni, è stato trovato domenica mattina da un passante in un terreno non molto lontano da via Calò, la strada che conduce alla torre di controllo dello scalo “Salerno-Costa d'Amalfi” nel territorio di Pontecagnano-Faiano. Il cadavere era sepolto tra gli arbusti ma solo l’esame autoptico potrà fare chiarezza sulle cause che hanno determinato il decesso che risalirebbe a due giorni fa.
LA RACCOLTA DEL FERRO - Il corpo presenta, oltre ad una ferita alla testa, anche un grave trauma toracico, molto probabilmente con alcune costole fratturate. Il 48enne romeno, da quanto si e' appreso da fonti investigative, viveva di espedienti come la raccolta del ferro. Le indagini, coordinate dalla procura della Repubblica di Salerno, sono condotte dai carabinieri della compagnia di Battipaglia.
28 maggio 2012

Fonte: Corriere del Mezzogiorno

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Salerno: trovato cadavere sotterrato di uno straniero nei pressi dell'aeroporto di Pontecagnano

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'Controlliamo i soldi prima del viaggio'. Romena truffata da connazionali

Romeno folgorato mentre ruba rame in una cabina Enel

28 maggio, 2012
Era entrato nella cabina elettrica dell’Enel nell’ex cava Insortello di Soncino, probabilmente per rubare rame ma è rimasto fulminato. Così è stato trovato questa notte intorno alle 2.30 dai carabinieri Stan Romeo, romeno di trentasette anni, residente a Soresina, con ogni probabilità a capo di una banda dedita al furto di rame. A dare l’allarme la fidanzata del romeno, probabilmente avvisata dell’accaduto dai complici dell’uomo fulminato da una scarica di 15 mila Volt mentre cercava di trafugare il rame. Sul posto stamattina anche il sindaco di Soncino, Pedretti giunto per informarsi del’accaduto.Durante la mattinata i carabinieri hanno rinvenuto il furgone cui probabilmente doveva caricare il rame trafugato. I romeni non sapevano che, pur essendo abbandonata, nella cabina elettrica correva ancora energia. Le indagini dei carabinieri di Soncino sono in corso per identificare i complici.

Fonte: CremaOggi

Fabulos: Cel mai mare traficant din Europa, un biet bugetar înglodat în datorii

Joi, 31 Mai 2012Autor: Feri Predescu

Aceasta ar putea fi cea mai mare eroare judiciară a anului. Italienii au cerut arestarea lui Victor Iustin Rădulescu, pentru traficarea a 9 tone de cocaină, valorând 450 milioane de euro. Incredibil, constănţeanul are 56 de ani, trăieşte dintr-un salariu de 1.800 de lei, are un apartament modest şi nici bani să-şi pună dinţii nu are. Rudele şi colegii de serviciu spun că toată povestea este o mare farsă.

Trafic de droguri de mare risc, operaţiuni navale de mare anvergură pentru transbordarea a numai puţin de 9 tone de cocaină, şeful celei mai mari reţele internaţionale de trafic de narcotice, importuri din America Latină în Europa. Sunt acuzaţiile căzute pe capul unui constănţean care a fost săltat de poliţiştii români şi arestat apoi de judecători pentru a fi predat autorităţilor italiene care îl dăduseră în urmărire internaţională. "Cetăţeanul român Rădulescu Iustin (Justin ) Victor de 56 ani este depus în arestul poliţiei, sarcina noastră a fost doar să-l găsim şi să respectăm solicitarea autorităţilor italiene", ne-a declarat purtătorul de cuvânt al IPJ Constanţa Gelu Manolescu.

Mare mafiot! Nici dinţi în gură nu are

Povestea pare desprinsă din filme. Mircea Rădulescu, fratele inculpatului este năucit. "Victor are un salariu de bugetar 1800 de lei, are datorii, o casă modestă, are în întreţinere o soţie bolnavă de inimă, un fiu de 34 ani care a terminat teologia, nu a făcut in viaţa lui niciun rău, nu are bani, nu are maşină, abia plăteşte întreţinerea la apartament, nici dinţi în gură nu are, cine l-o fi scos mare mafiot, habar n-avem. Avem probe că în intervalul 2007-2008 nici nu a ieşit din ţară, am încercat să le spun judecătorilor, e strigător la cer. Singura problemă pe care a avut-o este că se judecă cu o femeie din Spania de la care închiriase o ambarcaţiune pe care trebuia să o plătească în rate dar şalupa nu avea motor şi nu a primit-o niciodată. Ne vom vinde apartamentele şi vom face rost de bani pentru a-i dovedi nevinovăţia."

A fost asociat cu un italian, dar au dat faliment

Pentru poliţişti nu a fost greu să-l găsească pe "marele traficant". S-au dus acasă la el, ieri după amiază, au bătut la uşă, le-a răspuns omul, era obosit de la serviciu, lucrează la Căpitănia Midia, în schimburi. Pentru că i-au văzut soţia bolnavă, l-au invitat la sediul IPJ şi acolo a rămas. Bărbatul şi-a sunat soţia şi a anunţat-o că este reţinut pentru trafic internaţional de droguri.

Apartamentul are uşa deschisă, soţia ne primeşte şi ne invită în casa intunecată, fără gresie, faianţă, fără termopane, cu uşile interioare închise cu sfoară. "Era şocat dar mi-a spus să am grijă de mine şi că e o neînţelegere. Mai apoi când am văzut la toate televiziunile că bărbatul meu este cel mai mare traficant şi că a fost capturat pentru 9 tone de droguri, am căzut jos. Mă gândesc că i-a furat cineva identitatea, s-a folosit de datele lui, nu mai ştiu. În urmă cu câţiva ani a fost asociat cu italian, unul Luigi, într-o mică firmă de shipping din Constanţa dar în 2008 , ăla a dispărut fără să plătească datoriile, firma s-a închis, am auzit că italianul e acum prin Lituania, poate s-o fi folosit de actele lui şi l-a transformat acum pe soţul meu în mare mafiot", se vaită Mihaela Rădulescu.

"M-A PUFNIT RÂSUL

Italienii sunt siguri că el e omul

Surse judiciare italiene au declarat pentru EVZ că nu au niciun dubiu asupra identităţii românului: "A fost identificat de investigatorii noştri, Parchetul şi Direcţia Antidrog din Milano, asemenea investigaţii se fac prin cooperare internaţională poliţienească. Cetăţeanul român are deja mandat de reţinere în Italia şi îl vom judeca la Milano". Rădulescu Victor Iustin (Justin) va ajunge în câteva zile în Italia unde va fi preluat de anchetatori.

Colegii de serviciu sunt sideraţi: "Am pufnit în râs când am auzit. E un amărât foarte credincios, mergea toată ziua la biserică, din salariul lui îşi ţine toată familie, fiu-su nici n-are parohie că nu s-a însurat nici la 35 de ani, omul avea numai probleme pe cap şi era şi bolnav. Sigur e o confuzie la mijloc".

Sursa: EVZ.ro

sabato 26 maggio 2012

Invito all’Opera, lirica da tutto il mondo al Cinema. Sempre grande la Violetta della Gheorghiu

Conclusa la rassegna. Tra le interpretazioni migliori quella del soprano rumeno ne La Traviata alla Scala.
23/05/2012
di Michele Salerno
Foto: © Grandi spettacoli

Con “Traviata” si è concluso il ciclo “Invito all’opera al Politeama di Bisceglie”; è stata una lodevole iniziativa di trasmettere opere liriche dai massimi teatri europei.

A mio modesto parere è stato un successo culturale, ma soprattutto umano, ho sentito persone, che non avevano mai visto un’opera al teatro, esprimere il loro entusiasmo.

Rivolgo un ringraziamento alla direzione del Politeama, non dimenticando i promotori di questa iniziativa: l’Università della Terza Età, in primis Giovanni Cassanelli.

Schematicamente faccio un resoconto delle opere che sono state trasmesse. L’inizio avvenne con la tradizionale apertura della stagione lirica alla scala, il giorno di S. Ambrogio, 7 dicembre 2011, con l’opera “Don Giovanni di Mozart”, il 24 gennaio 2012, “Ernani di Verdi” dal teatro comunale di Bologna, il 16 febbraio, dal Royal House Covent Garden di Londra, si trattava del più famoso balletto classico di Tchaikovsky “Il lago dei cigni”. Il 13 marzo 2012, dal grande Teatre del Linceu di Barcellona la “Bohème di Puccini”, Il 27 marzo 2012, “La forza del destino di Verdi” dal comunale di Firenze, il 17 aprile 2012 dal Royal Opera House di Londra, “Rigoletto di Verdi”. Infine l’8 maggio 2012, l’opera più amata di Verdi, “Traviata” dalla scala di Milano.
Le opere che abbiamo visto, 4 erano differite, 2 erano dirette. La “Bohème” era in diretta da Barcellona: Il soprano veneto Fiorenza Cedolins è stata una “Mimì impeccabile”, è da anni che la Cedolins è ammirata in tutto il mondo, il messicano Ramon Vargas è stato un ottimo “Rodolfo”, il basso Carlo Colombara è stato un eccellente “Colline”, ha cantato “Vecchia Zimazza” con eleganza e intensità. Ammirevole è stata la regia di Giancarlo Del Monaco, figlio del grande tenore Mario, questo anno ricorre il trentennale dalla sua morte. Si è notata in un palco la presenza dell’allenatore del Barcellona Guardiola, conoscevo la sua passione per la letteratura ma ignoravo quella per la musica.
L’altra diretta è stata “Rigoletto” da Londra: il baritono Dimitri Platania è stato una sorpresa, un Rigoletto eccellente, vocalmente e dal punto di vista interpretativo; buoni gli altri interpreti tra cui il nostro Vittorio Grigolo, aretino, è stato un buon “Duca di Mantova”. Scende un velo pietoso sulla regia, oltre a scene scabrose, il palazzo del Duca di Mantova sembrava la taverna dei sette peccati, ormai i registi fanno quello che vogliono.

Chiudo con “Traviata” della Scala: voglio omaggiare il soprano rumeno Angela Gheorghiu, è un ventennio che canta in tutto il mondo “Traviata” una delle opere più difficili di Verdi, nell’ambito vocale e interpretativo; ormai la Gheorghiu è la “Violetta” per antonomasia. Posseggo una registrazione del 1994 da Londra con la direzione di Sir George Solti, inferiore però alla Traviata della Scala. Ottima la regia di Liliana Cavani e la gente era soddisfatta di quella scenografia; io sono dell’ avviso di modernizzare ma non esagerare.

Dopo la “Traviata”, ho visto tanta gente commossa, c’erano molti coratini, continuate in questa direzione, mi auguro che questo appello sia ascoltato. Durante tutta la programmazione ho ammirato un pubblico attento con una maturità e senso civico, grazie miei concittadini.

Fonte: BisceglieLive

I ragazzi hanno partecipato alla cerimonia per il conferimento della cittadinanza italiana a Michael Peter Motiu

In Municipio, lezione di educazione civica per gli studenti della scuole medie
Grosseto: Questa mattina il sindaco Emilio Bonifazi ha conferito la cittadinanza italiana a Michael Peter Motiu, un uomo rumeno di 35 anni che da dodici anni risiede a Grosseto.
La breve cerimonia, con il rituale giuramento di fedeltà alla Repubblica italiana e di osservanza della Costituzione e delle leggi dello Stato, si è svolta nella sala del Consiglio comunale alla presenza di alcuni studenti della scuola media Galilei – Da Vinci di Grosseto.
I ragazzi, accompagnati dalle insegnanti e dal dirigente scolastico Paola Brunello, hanno potuto avere, così, una testimonianza diretta di temi studiati in classe, nell'ambito delle lezioni di educazione e cittadinanza solidale.
Al nuovo cittadino italiano, Michael Peter Motiu, e ad ogni alunno è stata donata una copia della Costituzione, tradotta in nove lingue.
Lunedì 21 Maggio 2012

Fonte: Maremma News

Nuova destinazione rumena da Cuf. E' Satu Mare, in Transilvania

20/5/2012

Bisettimanale da giugno con Blue Air

Cuneo avrà presto una nuova destinazione rumena, operata ancora da Blue Air. Il volo sarà bisettimanale (martedì e venerdì) con tariffe minima da 99 euro in andata e 19 in ritorno. Si tratta di Satu Mare, un centro da circa 110.000 abitanti a 44 chilometri dalla più nota Baia Mare, nella zona nord del Paese, molto vicino all'Ungheria (pochi chilometri) e vicino anche all'Ucraina. Si tratta di una zona marginale della Romania, molto prossima alla Transilvania, nota per una economia tradizionalmente molto povera ed una più alta percentuale di rumeni di etnia rom. Dopo molti anni di crisi, la sua posizione strategica le ha consentito una certa ripresa, soprattutto nel settore della logistica e dei trasporti. La pista è da 2500 metri e Blue Air la collega già a Venezia. Sullo scalo opera, con pochi voli, anche Tarom.

(Grazie a Michele Stillavato)

Fonte: La Stampa

Ecco le nuove anticipazioni dal Lago Film Fest

All’evento cinematografico (Revine Lago, dal 20 al 28 luglio), la Iena Angela Rafanelli, i fuoriclasse dell’arte internazionale Blue&Joy, il visual artist Max Hattler
Primissime anticipazioni dell'ottava edizione del Lago Film Fest, l'evento cinematografico che si svolgerà a Revine Lago dal 20 al 28 luglio dove sono pronti per bucare lo schermo: la Iena Angela Rafanelli, i fuoriclasse dell'arte internazionale Blue&Joy con uno show d'arte trasgressivo, irriverente, pop, Max Hattler, tra i più interessanti visual artist contemporanei. E inoltre: il concorso internazionale di cortometraggi, le prime mondiali, il cinema erotico, le produzioni indipendenti del Sud America ed espressioni di videoarte rumena.
Revine Lago - Venti luglio: una data da segnare in agenda per non perdere l'appuntamento con il Lago Film Fest, evento diretto da Viviana Carlet che dal 2005 accende i riflettori sulla Settima arte in provincia di Treviso. Per questa ottava edizione non mancano gli ingredienti di qualità: un'alchimia esclusiva di tendenze, idee, sogni legati al cinema e all'arte internazionali. Una nove giorni di eventi cinematografici e artistici che proprio quest'anno all'interno del Festival Città Impresa a Vicenza è stato riconosciuto come eccellenza culturale dell'intero Nordest.
Il parterre di ospiti si annuncia ricco di sorprese ed ecco le prime anticipazioni: svetta la più smagliante delle Iene, Angela Rafanelli che arriva al Lago direttamente da Italia Uno, e poi Max Hattler, tra i più interessanti visual artist di oggi, chiamato per guidare la giuria del concorso di corti e per regalare al pubblico le emozioni delle sue migliori opere.

Cuore pulsante del Festival sarà il concorso di cortometraggi e di video sperimentali, ben 10 le sezioni che sono un'opportunità unica per il pubblico di scoprire sulle rive del lago e sotto le stelle le migliori opere indipendenti provenienti da ogni continente. Non mancheranno le proiezioni-evento, come quella di Land of Joy, documentario che alza il velo su vizi e virtù del Veneto e la scioccante prima assoluta del nuovo film erotico dell'autore border line e senza scrupoli Werther Germondari. Per concludere lo spregiudicato mockumentary sulla società dell'arte e i suoi fantasmi firmato dalla geniale coppia di artisti italiani Blue&Joy.
Non mancheranno i focus: quello sul cinema sudamericano, dal titolo Soy America, e sulla video arte rumena, un universo di poesia e incubi che approda a Revine Lago direttamente da Bucarest.
24-05-2012

Fonte: Momento-Sera

Herta Müller, “Essere o non essere Ion”

24/5/2012
Sarà in libreria il 25 maggio 2012 Essere o non essere Ion Transeuropa edizioni (€ 10,97) la prima opera che il premio Nobel Herta Müller ha scritto in romeno. Un testo che mescola prosa, poesia e arte visiva, in un caleidoscopio di parole e immagini che unisce una raffinata ricerca stilistica e un’immediatezza giocosa e surreale che parla al bambino che è in tutti i lettori.
Un’opera letteraria e visiva che, utilizzando ritagli di riviste e giornali, fa affiorare in superficie la lingua romena che è sempre stata presente nella scrittura della Müller, seppur tenuta nascosta dentro la sua lingua madre, il tedesco. Herta Müller gioca con le parole, con quella lingua amata e odiata - la lingua della dittatura di Ceauşescu - che l’ha costretta all’esilio. E mentre prende il controllo artistico della lingua usata per interrogarla, mentre la interroga a sua volta, trova un modo nuovo per continuare il suo percorso letterario, per scandagliare i traumi, biografici o storici che siano, attraverso la scrittura, attraverso la scomposizione e ricomposizione delle parole. Per ritrovare forse, nel gioco, un senso.

***

«Sì, dentro e fuori:
per la prima volta, parrebbe,
la vita è a posto.
è avviata
è lubrificata sgangherata
è rubata giù in strada
equivocata
è resa bicicletta
ci spiace, non è in prestito.»

Fonte: RaiNews24

Cinque nuvole colorate nel cielo d'Oriente di Florina Ilis

RECENSIONETitolo
Cinque nuvole colorate nel cielo d'Oriente
Autore
Ilis Florina

Cinque nuvole colorate nel cielo d'Oriente di Florina Ilis
Mi aveva affascinata il suo potere, con il suo modo naturale di dominare gli altri soggiogandoli. All’epoca era anche lui una marionetta, come tutti noi, quantunque per come si comportava non desse la sensazione di avere qualcuno alle spalle. Ho capito più tardi che siamo tutti dei burattini protagonisti di uno spettacolo in cui ciascuno recita il proprio ruolo, ma che possiamo diventare uomini neri per le altre marionette impegnate nel nostro stesso spettacolo o in altri addirittura, che si svolgono all’infinito sul grande palcoscenico della vita.

Cinque personaggi per Cinque nuvole colorate nel cielo d’Oriente, il nuovo romanzo della scrittrice rumena Florina Ilis. Cinque personaggi invece della folla di bambini cenciosi e di ragazzini-bene che si erano impadroniti del treno delle vacanze nel bellissimo libro precedente, La crociata dei bambini, Tokyo come sfondo, invece di Bucarest e della Romania, un romanzo quasi schematico come un dramma del teatro Nō invece del grandioso romanzo corale che ci aveva stregato. E dei cinque personaggi, quattro sono due coppie - marito e moglie giapponesi, un rumeno che si trova in Giappone per lavoro e una donna rumena che pure lei lavora in Giappone, come accompagnatrice, o escort che dir si voglia - e uno è un robot di nome Qrin. Soltanto in un paese famoso per lo sviluppo della sua tecnologia un robot poteva diventare il personaggio di un romanzo, il sostituto moderno del Frankestein di Mary Shelley di duecento anni fa, l’anello di collegamento tra l’uomo e una qualche stirpe computerizzata che prenderà il suo posto in futuro, proprio come lo scimpanzé Carlos, nell’ultimo libro di Henning Mankell, era l’anello di congiunzione tra i nostri scimmieschi progenitori e l’uomo. A Qrin mancano i sentimenti per essere uguale agli esseri di carne e ossa (ricordate gli androidi di Bladerunner di Philip Dick?), per il resto… Qrin può anche morire o essere ucciso.
Quattro personaggi parlano ognuno in prima persona nelle prime quattro parti del libro. La voce di Qrin conclude la vicenda parlando, però, in terza persona - ci pare quasi di sentire lo staccato del suono leggermente metallico della sua voce. All’inizio Darie, l’esperto di computer venuto dalla Romania, è convocato dalla polizia per identificare il corpo di una donna trovata morta: è la sua connazionale Lili, con cui Darie ha avuto una relazione? Forse sì, forse no. Lili lavorava per un’agenzia di accompagnatrici, di conseguenza non frequentava soltanto Darie. Anzi, contravvenendo alle norme del suo contratto, aveva un legame quasi esclusivo con Ken, marito di Kiyomi - la coppia giapponese del romanzo. Ma Darie era innamorato di Kiyomi. Se andava a letto con Lili, era perché Ken lo aveva spinto tra le sue braccia per allontanare da sé i sospetti della moglie, senza immaginare che pure lei lo tradiva.

La vicenda segue i diversi intrecci d’amore dietro i quali ci sono le nevrosi dei personaggi, i loro complessi, i legami con la famiglia di origine, le storie delle loro vite. Pensando ancora al teatro Nō, sembra quasi che i quattro protagonisti indossino una maschera (l’unico che non ne ha bisogno è Qrin) e se la scambino, prendendo uno il posto dell’altro. E i loro movimenti sono lenti, come sul palcoscenico, come se fossero impacciati da rigide vesti di scena - la scrittrice indugia nella descrizione degli splendidi kimono indossati da Kiyomi, specialmente su quello, copiato da un antico modello, che porta nell’episodio chiave del romanzo, del gioco di carte in cui si devono completare dei versi di poesie classiche. Così c’è una certa rigidità nell’espressione dei loro sentimenti (ci stiamo avvicinando al tempo dominato dai Qrin che non provano nulla?), un certo qual distacco nell’esaminare le problematiche che inducono ognuno a comportarsi in un modo piuttosto che in un altro - l’infanzia e la giovinezza in Romania per Lili e Darie, l’amore incestuoso di Ken per la madre, la crisi di identità di Kiyomi, figlia di un giapponese e di una inglese.

Chi, come me, ha amato l’esuberante tumulto de La crociata dei bambini, non può non restare un poco raggelato dalla perfezione statica di Cinque nuvole colorate nel cielo d’Oriente. Apprezzando tuttavia l’audacia di cambiare totalmente genere, di presentarci un paesaggio nuovo, con qualcosa di antico e qualcosa di preso in prestito da un’altra cultura.

Florina Ilis - Cinque nuvole colorate nel cielo d’Oriente
Titolo originale: Cincin ori coloraţi pe cerul de rasarit
Traduzione di Mauro Barindi
pagg. 214, Euro 16,00 - Edizioni Atmosphere Libri 2012 (Biblioteca del fuoco)
ISBN 978-88-6564029-6

L'autrice

La biografia di Ilis Florina

21 maggio 2012

Di Marilia Piccone

Fonte: Wuz

Tris d’Assi per il concerto del 3 giugno dell’Associazione musicale “Fonè”

Intervista al medico-pediatra Antonio Marzano
20/05/2012
di Vincenzo Cassano
Antonio Marzano ass. Fonè
Foto: © Vincenzo Cassano

La musica di qualità è ormai sempre più di casa a Bisceglie.
L'Associazione culturale-musicale “Fonè” ha deciso di proseguire il suo encomiabile impegno -ed i suoi sforzi economici- aggiungendo una nuova, preziosa chicca musicale che non mancherà di entusiasmare il vasto pubblico di amanti della musica classica.

Domenica, 3 giugno alle ore 21,00 appuntamento musicale presso la chiesa di Sant'Andrea in via G. La Notte. Ma per saperne di più abbiamo intervistato la colonna portante dell’Associazione musicale “Fonè”, Antonio Marzano.

D. Un nuovo concerto con artisti già noti. Perchè quest' appuntamento per l'Ass. Fonè?
L'appuntamento del 3 giugno nasce da un profondo sentimento di rispetto, di amore e di passione verso la Musica Classica, per la Musica per pianoforte ed orchestra dei grandi geni compositivi. Non di meno anche dal supporto empatico umano e materiale del signor Pietro Corrado, figura rara nel nostro panorama cittadino, che ha percepito fin dal primo momento la bontà,l'onestà,e la nobiltà della mia proposta organizzativa musicale. Sia dal ritorno di pubblico che all'inizio ha partecipato in modo incuriosito e, poi in modo affettuosamente coinvolto e numeroso ai Concerti dell’Asociazione “Fonè”. Una partecipazione che ha smentito tutti coloro i quali e non sono stati pochi, che mi avevano dipinto "Bisceglie" come una Città non idonea per accogliere tali Eventi di particolare Eccezione musicale.
D. Ma ci parli brevemente dei brani che saranno eseguiti e ci tracci un breve profilo dei partecipanti all’evento.

Il programma prevede il Concerto per pianoforte ed orchestra n.2 in fa minore op.21 di CHOPIN,il Valzer Brillante e la Ballata N.1 op 23 di CHOPIN. Nella seconda parte L'Adagio per Archi di S.BARBER, l'ouverture da Le Nozze di Figaro di MOZART, il Valzer Triste di SIBELIUS e le Danze Rumene di BARTOK. Credo che sia del tutto superfluo parlare del Concerto di CHOPIN. Credo che sia opportuno che ognuno di noi riservi nella parte più recondita dell'amigdala cerebrale un piccolo posto per riprendere dopo averlo ascoltato il Concerto di CHOPIN. Sono certo che fa bene alla salute! Il Valzer brillante la Ballata..perle musicali..di gran lunga più efficaci degli anti depressivi...
L'Adagio di BARBER: Una composizione nata da un sentimento di dolore tragico!
Vi conviene avere a portata di mano dei fazzoletti di carta...Mozart: ascolterete il Mozart gioiso, allegro, vitale! Sibelius:il suo brano più famoso..il Valzer Triste..una lunga carezza..Le danze Rumene di BARTOK: in regalo a tutte le signore rumene che vivono a Bisceglie!
Bepi Speranza Direttore dell’Orchestra “La Bottega dell'Armonia”, il grande barlettano Michele Pentrella pianista d’eccezione: un autentico Tris d’Assi !! Sono sicuro che la richiesta precisa di Pietro Corrado di vederli "operare insieme" sarà premiata dall'impegno e dalla professionalità
di tutti gli artisti che hanno condiviso la nostra passione e compreso le nostre "disponibilità".

D. L'associazione “Fonè” ormai è giunta la suo 3° anno di vita ed ha al suo attivo numerosi concerti. Quali sono gli altri traguardi che i prefigge come presidente?

Il mio traguardo in veste di presidente...la Musica non ha traguardi..è come la conoscenza..non ha traguardi. Per l’occasione vorrei ringraziare i miei più stretti collaboratori, coloro che con la loro pazienza e competenza mi sostengono per la scelta concertistica, ovvero la prof.ssa Angela Rosa Graziani, la dottoressa Luciana Salerno, la dottoressa Gioia Romito Lamanuzzi ed il mio caro collega dottor Paolo Lamanuzzi, senza con ciò dimenticare il mio sostegno morale rappresentato da mia moglie Anna Rotunno.

Tornando agli obiettivi della nostra Associazione, è preferibile non iniziare un percorso, qualsiasi esso sia se ti poni un traguardo. E se vuoi iniziare devi avere "qualcosa dentro" che ti sostiene ogni giorno, altrimenti è preferibile la frase di un caro amico che esclamò.".un migh ste ti che nan capisc neind!"

Concludo questo mio intervento -oltre che con un doveroso ringraziamento per il parroco Don Franco di Liddo, per la sua amorevole passione per la musica d'eccellenza e per gli Amici dello Sporting Club di Bisceglie ed in particolare per il Presidente, dr. Franco Di Reda- con un invito in rumeno alla vasta comunità della Romania presente sia a Bisceglie che nelle città vicinori a prendere parte a quest’evento musicale:

"Cu ocazia unui event special và invitan cu tot, ii sa participati la "Dansurile Romane" interpretat de artistul Roman bartok interpret de muzica clasica organizat de pediatrul "Marzano Antonio Marzio" apasionat de accest event, nu side pian acest event va avealoc la ora 20.30 la biserica Sant. Andrea Bisceglie. Intrare gratis. Và asteptani numerosi multumin hult!!"
Fonte: BisceglieLive

Radu non si muove da Roma, la conferma di Becali: "Alla Lazio sta bene"

22.05.2012 di Marco Valerio Bava   
foto di Federico De Luca

La sua stagione non è mai decollata, colpa degli infortuni che lo hanno tormentato. Stefan Radu maledice il suo ginocchio e quell'infiammazione che non gli ha mai lasciato tregua. La Lazio, però, lo aspetta, vuole ripartire da lui, magari spostandolo al centro della difesa, in quel ruolo che occupava da ragazzo nella Dinamo Bucarest. Il futuro di Radu è biancoceleste, non ci sono dubbi e lo conferma anche il suo agente Victor Becali: "Radu sta bene alla Lazio -ha dichiarato a Tuttomercatoweb.com-, è tranquillo e non si muoverà". Un contratto rinnovato appena un anno fa, altre quattro stagioni da vivere insieme. Il matrimonio tra Radu e la Lazio è ancora solidissimo.

Fonte: TuttoMercatoWeb

Ora il Barolo lo fanno i romeni

di Roberto Di Caro
Pochi lo sanno, ma a coltivare le vigne delle Langhe ormai sono decine di migliaia di stagionali e pendolari dell'Est, che arrivano a Cuneo con i voli low cost. Ecco le loro storie

(25 maggio 2012)

Mai messo piede in una vigna prima di arrivare nelle Langhe, Alin Niculae. A Ploiesti dov'è cresciuto, 30 mila abitanti 60 chilometri sopra Bucarest, suo padre ha lavorato tutta la vita nella seconda fabbrica d'armi e missili del blocco comunista: ma caduto il regime la cedono a pezzi e ci montano lavatrici. Alin studia allora da guardia forestale come suo cugino Stoica, bel lavoro e stipendio decente: ma nel '98 lo Stato senza soldi smette di assumere. Campa per un po' di lavoretti, male. Così nel 2001, ventenne, raggiunge la zia Viorica, che fa la badante nella terra del Barolo e del Barbaresco.

Sgarzola la vigna, Alin, cioè dirada le foglie sul tralcio ed elimina i grappoli troppo vicini uno all'altro perché il sole baci gli acini e l'uva cresca come deve. Sistema i tutori perché la pianta cresca diritta. Sparge i trattamenti antiparassitari, anche 12 volte ad annata. E vendemmia: per cinque settimane, "a mano, abbiamo provato a macchina ma la vigna non è adatta", raccoglie uno o due grappoli d'uva alla volta in ceste tra i filari come s'è fatto da sempre su queste colline, che poi finiscono in "bins" da 5 quintali, e di qui alla cantina dei Ceretto, grandi produttori di Barolo, Dolcetto e Arneis Blangé ma anche importatori, ristoratori e mecenati d'arte, una potenza.

Da loro ha cominciato come stagionale dai primi di maggio a metà ottobre, perché fino all'entrata della Romania nella Ue nel 2007 per lavorare in regola inciampavi in una via Crucis di bolli e permessi e nei flussi programmati della Bossi-Fini; assunto come dipendente fisso, lo ha raggiunto Gianina, si sono sposati, il loro figlio si chiama Gabriele. "In italiano, con la e finale", dice Alin, da qualche giorno capo delle vigne del Blangé con 40 sottoposti: "In Romania i miei hanno ancora un piccolo pezzo di terra a granturco e qualche animale, noi ci andiamo un paio di volte l'anno in vacanza. Ma è in Italia che intendiamo restare". Come lui, a sentirli, la stragrande maggioranza dei romeni giunti qua alla spicciolata negli ultimi dieci anni con la trafila di sempre di ogni emigrazione, prima uno poi, come legati a un filo, familiari, amici, compaesani.

Sono 137 mila registrati in Piemonte, 29 mila in provincia di Cuneo, 4.800 solo sulle colline di Langa e Roero. Duemila di loro sparpagliati nelle vigne e cantine dove nasce il "re dei vini", otto-novecento sono badanti, il resto muratori, piastrellisti, imbianchini, ma sempre meno per via dell'edilizia in crisi, e operai in fabbriche meccaniche. Ora che i low cost ti vendono Bucarest e Bacau a meno di cento euro, hanno salvato e fatto rinascere l'aeroporto di Cuneo-Levaldigi: 96 mila passeggeri l'anno, il 43 per cento di tutto il business.
Non fanno comunità chiusa. I macedoni, l'altro gruppo anche più numeroso di loro, sono organizzati in cooperative autonome che lavorano a giornata le vigne dei piccoli e piccolissimi produttori, e da qualche mese hanno anche una loro compagnia di pullman da e per Skopje. Ma tra di loro non trovi un romeno. "Cooperativa? Suona come kolkhoz, brutti ricordi", dice Vasile Carnaru, che lavora nelle vigne dell'Arneis: "E poi i macedoni sono slavi, non latini: per noi, un popolo non amico". Persino le chiese, entrambe ortodosse, sono diverse e fisicamente distinte: per i romeni Santa Caterina ad Alba, per i macedoni San Michele Arcangelo a Neive, cedute in comodato d'uso dalla Curia.

Difficile, ormai, trovare italiani tra i filari. "Quando un amico mi parla di suo nipote gli chiedo: la sa usare la zappa o solo il computer?", racconta Bruno Ceretto, 80 romeni tra fissi e stagionali, 30 sistemati con famiglia e a prezzo simbolico in sette cascine comprate e ristrutturate ad hoc ad Alba, Castellinaldo e in mezzo alle vigne del Barbaresco. "Sono sorretti da grande passione, voglia di imparare e disponibilità. Gli italiani? Eh, qualcuno sì, altri meno: ma se il vino mi fermenta la domenica che cosa faccio, chiamo la Camusso?". Se pochi italiani acculturati imparano a usare la zappa, i romeni procedono dal basso in alto: come Monica, la sorella di Alin, che ha cominciato con le mani nella terra e nel secchio delle pulizie, poi ha studiato enologia e inglese e ora codirige l'accoglienza alla cantina, 6 mila visitatori l'anno da mezzo mondo. E' fidanzata con Dennis Panzeri, chef della Piola di Alba.

Scendiamo in cantina, in mezzo alle file di barrique che tra infinite polemiche di arcaisti e innovatori hanno sostituito le enormi botti centenarie del Barolo d'un tempo, "quello che ti scendeva nello stomaco come un colpo di cannone", diceva Giorgio Bocca: ci trovi ora Ciprian Ilie Onica, 27 anni, dalla Bucovina, quasi al confine con l'Ucraina. Là era elettricista e riparava computer, sua madre era già ad Alba e faceva le pulizie dalla notaia amica di Tizio che conosceva Caio, funziona tutto col passaparola. Ciprian arriva ventenne nel 2003, fresco di nozze con Simona, che ora aspetta un bambino. Edoardo Rubis, il langarolo tuttora suo collega, gli insegna un pezzo alla volta ciò che deve sapere dalla pigiatura dell'uva fino alla tappatura della bottiglia: come mettere il mosto in fermentazione, con la buccia il rosso, senza buccia il bianco, come chiarificare il vino facendone scendere le impurità, come filtrarlo con la farina fossile, aggiungere anidride solforosa, mandarlo nella riempitrice... Quando Rubis andrà in pensione, sarà Ciprian a insegnare a un altro. Probabilmente romeno. Per la cittadinanza italiana s'informerà:"Non ho ancora avuto tempo".

Hanno una vita, non solo un lavoro in vigna. Te la raccontano una ventina di loro quando li incontri tutti insieme nella cascina dove vivono, chiamata San Carlo per via di un piccolo affresco che rappresenta il Borromeo: Aurel, Gheorghe, Silviu, Valentin, Alexandru, dai 26 ai sessant'anni, tra le donne Viorica e due Stoica, la maggior parte dalla provincia meridionale di Prahova, pozzi di petrolio e raffinerie. No, niente feste di soli romeni, qua vivono anche famiglie italiane e alle ricorrenze vengono amici e colleghi langaroli doc. Sì, quasi tutti hanno l'antenna parabolica, con 70 euro l'anno di abbonamento vedi tutte le tv romene statali e private, i tg, le partite della Dinamo Bucarest, dello Steaua e del Petrolul Ploiesti (che alla nascita si chiamava Juventus, sarà per questo che tra le italiane tifano la Vecchia Signora).

Certo, ogni tanto al paese ci tornano, due ore di volo o 40 in pullman da Torino, ma a qualcuno capita come a Elena, 28 anni, "già la prima volta mi trovavano un po' cambiata, mi chiamavano l'italiana, io stessa mi sentivo distante". Nei mesi in cui il lavoro è meno pressante c'è chi va a pesca, chi gioca a calcetto, chi va a sciare a Pratonevoso, due passi da qua. Ma se chiedi a Florin Cojocaru, 26 anni, e al suo gemello Cristian col chiodo delle belle donne, ti snocciolano una sfilza di discoteche di connazionali o che fanno serate di musica romena, dalla tradizionale ai gruppi techno house: una ad Avigliana sul lago, un'ora e mezzo di macchina si fanno per arrivarci, altre quattro fra Torino, Moncalieri e Pianezza.

"Ma è la chiesa il luogo in cui si fa comunità", rivendica padre Catalin Zaharie (preot, non popa, che in romeno è dispregiativo, il prete sciocco delle barzellette). Ha 38 anni e cinque figli, è magazziniere alla Ferrero turno di notte dalle 22 alle 6, ispettore della Chiesa ortodossa romena per l'Italia: parroco di Santa Caterina al Alba, celebra una ventina di battesimi e un paio di matrimoni al mese, ma due soli funerali in due anni. Magari tira acqua al suo mulino, però le messe del sabato e domenica sono piene, e a fine funzione una cinquantina di bimbi gioca o ascolta favole nella sala accanto, o dipinge uova secondo tradizione: "I miei figli sognano in italiano, e in italiano rispondono quando noi parliamo in romeno. Il 95 per cento delle famiglie non andrà più via". Ti racconta che ora nelle vigne sono i più richiesti, ma 12 anni fa i primi cui il padrone disse "taglia qui" distrussero un filare, e quando lui li cacciò gridando "via!" (vigna, in romeno) stavano per far fuori l'intera produzione. Ti porta a mangiare a la Ricca, pizzeria e ristorante di Dan e Mariana Gheban, clienti a metà italiani e romeni come la cucina, polpettine "mititei" o "sarmale", involtini di verza con panna acida, il vino Mihai Viteazul: che non sarà Barolo ma porta il nome del principe Michele il Prode, nel 1600 unificatore di Moldavia, Valacchia, Transilvania, vincitore sugli ottomani, ucciso l'anno appresso.

Fu una delle rare volte in cui la Romania provò a giocare un ruolo da protagonista nella storia. La psicologia dei romeni si è costruita, nei secoli, anche su un senso di non appartenenza. "Popolo con un fondo di misticismo, non ci chiudiamo in ghetti, tendiamo a integrarci con gli altri ma siamo individualisti", dice padre Catalin: in Langa e Roero vanno a offrirsi singolarmente ai produttori, mentre sono falliti i tentativi di costituire loro associazioni. Più cruda è Mihaela Stan, da Kluj-Napoca, baby sitter, poi in casa di riposo, ora moglie del capo della Polizia locale di Montà d'Alba, uno che ha imparato il romeno e tre volte l'anno tiene corsi all'Accademia di Polizia di Bucarest su come rifarsi un'immagine al servizio dei cttadini: "Scriveva Cioran, nostro grande e controverso pensatore, che nessuno di noi è entusiasta della propria sorte di essere romeno. Ci siamo sempre sentiti ai margini della storia, e in fondo ce ne vergogniamo. Ostentiamo per difesa i nostri difetti, e poco ci piace leggerli sui volti altrui. Il riscatto lo cerchiamo per via individuale: i più dando il meglio di sé, qualcuno, inutile negarlo, agendo senza legge né scrupoli".

A Montà i romeni stabili sono il 7 per cento della popolazione più l'onda degli stagionali. Lavorano nelle vigne del Nebbiolo e dell'Arneis, nelle ditte di miele, nella meccanica Iride di Franco Arduino che al pari di Ceretto li ospita in cascina. Mai dato o avuto problemi seri. Integrazione, si chiama.

Fonte: L'Espresso

Statistiche demografiche Italia‏

Pubblicate le statistiche demografiche degli 8.092 comuni d'Italia. Un utile strumento per l'analisi dell'evoluzione demografica del nostro paese.
Su Tuttitalia.it sono state pubblicate le statistiche demografiche Italia su dati ISTAT aggregati anche a livello provinciale, regionale e nazionale.

Per ogni comune è riportato l'andamento della popolazione con i grafici del movimento naturale e dei flussi migratori.

Un approfondimento particolare è stato fatto con la popolazione straniera residente in Italia. E' riportata, infatti, la distribuzione in Italia dei cittadini stranieri per cittadinanza e per area geografica di residenza.

Inoltre, ci sono delle pagine dedicate per ogni comunità straniera residente in Italia: Romeni, Albanesi, Marocchini, Cinesi, ...

Il grafico con la piramide delle età rappresenta la distribuzione della popolazione residente per età, sesso e stato civile (single, sposati, divorziati e vedovi), mentre la distribuzione della popolazione per età scolastica mostra il dettaglio della popolazione per i cicli scolastici iniziali: asilo nido, scuola dell'infanzia, primaria e secondarie di I e II grado.

Infine è possibile incorporare i grafici Italia nel proprio sito web, grazie ad uno strumento che facilita il copia e incolla del codice necessario.

Andamento
popolazione
Piramide
delle età
Distribuzione
per età scolastica
Percentuale
stranieri

Statistiche Italia
www.tuttitalia.it/statistiche/
Homepage Italia:
www.tuttitalia.it/italia/

Per maggiori informazioni
visita il sito www.tuttitalia.it
invia un'email a info@tuttitalia.it
telefona al numero 0962 1876353

Guida ai Comuni, alle Province ed alle Regioni d'Italia

Maschio Gaspardo, primo produttore di macchine agricole in Romania

24 mag 2012 | Agrimeccanica

Oltre 2 mila visitatori hanno partecipato all’iniziativa 'In campo 2012' nello stabilimento produttivo di Chisineu Cris

Maschio Gaspardo, primato produttivo in Romania

Maschio Gaspardo Romania del Gruppo padovano Maschio Gaspardo è il primo produttore di macchine agricole della Romania.

L’azienda, guidata da Mirco Maschio figlio del fondatore e presidente del Gruppo, Egidio Maschio, ha chiuso il 2011 con un fatturato di 18 milioni di euro, di cui 8 ml dal mercato interno e 10 ml di export, in crescita del 38% rispetto ai 13 milioni nel 2010 e nel primo trimestre del 2012 ha già confermato lo straordinario trend con oltre 6 milioni di ricavi.

Maschio Gaspardo Romania, situata a Chisineu Cris, nella regione rumena di Arad, è nata nel 2003 e ha un organico a pieno regime di circa 180 dipendenti. Il sito produttivo è dedicato alla produzione di macchine passive trainate, adatte a tutte le lavorazioni tipiche dell’est europa, macchine progettate per le grandi estensioni ed in particolare alle lavorazioni in profondità e alla bonifica di terreni poco fertili e non lavorati da diversi anni.
L’azienda è inoltre specializzata nella costruzione di macchine extra large fino ai 24 metri di larghezza.
In novembre lo stabilimento è stato ampliato di 3.000 mq per accogliere il modernissimo impianto automatico di verniciatura a polvere e liquida, l’unico in Romania, e le nuove macchine con tecnologie all’avanguardia per la produzione, come i robots di saldatura e per il taglio della lamiera con la tecnologia laser e le macchine per le lavorazioni meccaniche.
Le nuove tecnologie adottate in Romania hanno contribuito notevolmente a raggiungere il primato, attraverso l’innalzamento della qualità e dell’efficienza produttiva della fabbrica che è alla base del forte sviluppo commerciale in Romania e nei paesi dell’Est Europa.

Sabato 19 maggio il management del Gruppo ha voluto celebrare il primato della controllata rumena insieme ai dipendenti locali, i clienti e i dealer, con l’iniziativa 'In campo 2012', che ha visto a Chisineu Cris la partecipazione di oltre 2 mila persone.

Tra i presenti il Console generale d’Italia a Timisoara, Roberto Sperandio e il presidente di Confindustria Romania Territoriale Timis, Gilberto Tiveron.

"Siamo molto orgogliosi di essere il primo costruttore di attrezzature agricole in Romania - ha commentato l’amministratore delegato, Mirco Maschio –. Gli investimenti realizzati dal Gruppo per il miglioramento della capacità produttiva e della qualità dei prodotti insieme al costante impegno di tutti i miei collaboratori ci hanno premesso di raggiungere questo importante traguardo. In queste aree la meccanizzazione dell’agricoltura ha ancora ampi margini di crescita e questo ci permette di abbracciare una prospettiva di sviluppo straordinaria”.
Il presidente Egidio Maschio e il vice presidente Giorgio Maschio hanno commentato: "La controllata rumena è un presidio cruciale per lo sviluppo internazionale del Gruppo. In tutte le nostre aziende nel mondo portiamo il nostro modello di business basato sull’impegno e sul lavoro nel rispetto dei diritti di tutti i dipendenti. Maschio Gaspardo si considera una famiglia di famiglie che ha sempre costruito il proprio successo sull’unità del gruppo”.

"Maschio Gaspardo Romania rappresenta un valido esempio di integrazione tra Italia e Romania - ha aggiunto il padovano Gilberto Tiveron, presidente di Confindustria Romania Territoriale, Timis 150 aziende italiane iscritte (180 a livello nazionale) –. Qui, il Gruppo padovano oltre a portare il valore industriale, ha creduto nel capitale umano autoctono nel rispetto della cultura del territorio e questo dovrebbe essere un esempio per tutte le aziende italiane che vogliono investire in questo paese".

"In questa area del paese la comunità italiana è molto presente - ha concluso Roberto Sperandio, Console italiano ad Arad – e ha saputo trasmettere a queste persone il nostro sistema imprenditoriale basato su una struttura famigliare e sull’impegno comune, valori su cui la Maschio Gaspardo è riuscita ha costruire il proprio sviluppo".

Fonte: AgroNotizie

San Damiano, nasce sull’ambulanza Denisa Maria, bimba rumena di 3 chili e 270 grammi

CRONACA | mercoledì 23 maggio 2012

Eccezionale parto alle 9,53, sul mezzo del 118 diretto al Cardinal Massaia di Asti, la neo-mamma, partita da Canale, ha dato alla luce la bimba in frazione San Grato

Il Cardinal Massaia (Foto Ernesto Cosenza)

Si è fatta sentire subito, con un bel pianto prolungato: Denisa Maria, neonata rumena di 3 chili e 270 grammi, è nata questa mattina in ambulanza. Il mezzo di soccorso del 118, proveniente dalla sede della Croce Rossa di Villafranca, era diretto all’ospedale Cardinal Massaia di Asti, dove la mamma di Denisa Maria aveva partorito, 18 mesi prima, un maschietto.

Questa volta, però, non ha fatto in tempo a raggiungere l’ospedale. La chiamata al 118 è giunta alle 9,17: la partoriente, partita da Canale, dove risiede, era a bordo di un’auto condotta da una parente (anche lei incinta) e lamentava forti e ripetute contrazioni.
Le due donne hanno atteso a San Damiano l’ambulanza, giunta 12 minuti dopo la richiesta di aiuto.
La futura mamma è stata fatta salire sul mezzo di soccorso, immediatamente ripartito, e sottoposta a visita. Arrivata in frazione San Grato, l’ambulanza si è nuovamente fermata per consentire a Denisa Maria di venire alla luce alle 9,53.
L’eccezionale parto ha visto impegnato il medico Francesco Fiorillo (al suo terzo parto assistito sulla medicalizzata negli ultimi sei anni), l’infermiera Simona Mansone e la soccorritrice Claudia Riviello. Alla guida del mezzo l’autista Luciano Conte.
Ad accogliere per primi al Massaia neonata e mamma, il personale del Pronto Soccorso e la pediatra: sono state accertate le buone condizioni di salute di entrambe, poi trasferite in Ostetricia.

Fonte: ATNews

Trapani, incidente sul lavoro: muore 38enne romeno

24 maggio 2012 Pubblicato da Dario Lo Cascio

Saimir Avdyli, fabbro di 38 anni, è morto oggi a Custonaci, in provincia di Trapani, mentre lavorava nella sua officina. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, l’uomo stava lavorando con una fiamma ossidrica, ma la bombola alla quale era collegata è improvvisamente esplosa, uccidendolo sul colpo. L’incidente è avvenuto intorno alle 15:30.

Avdyli, romeno di nascita, risiedeva in Sicilia da anni, ed era sposato con un’italiana.

Fonte: StrettoWeb

Cade dal capannone, un volo di 6 metri: miracolato, "solo" la frattura ad un femore

LecceCade dal capannone, un volo di 6 metri: miracolato, "solo" la frattura ad un femore

Crisan Ionel, 43enne, operaio di origine rumena, ha seriamente rischiato la vita. Dipendente di una ditta di Maglie, stava togliendo lastre di eternit dal tetto di una vetreria, quando improvvisamente è caduto. E' al "Vito Fazzi"
22/05/2012
CASTRIGNANO DE' GRECI - Nonostante un volo da ben 6 metri d'altezza, Crisan Ionel, 43enne, operaio di origine rumena, si può quasi definire un miracolato: se l'è cavata "solo" con la frattura di un femore ed è al momento ricoverato presso l'ospedale "Vito Fazzi" di Lecce.

L'uomo, impiegato presso la ditta "Ecosud" di Maglie, per cause in fase d'accertamento, questa mattina, poco dopo le 9, è precipitato malamente da un capannone, mentre era al lavoro per rimuovere, insieme ad altri operai, alcuni pannelli in eternit dal tetto del capannone della vetreria "Casaluci" di Castrignano de' Greci, sulla via per Corigliano d'Otranto.

Subito soccorso, l'operaio è stato condotto in ospedale, a Lecce, da un'ambulanza del 118, in codice rosso. I medici, svolti tutti gli accertamenti, hanno escluso, fortunatamente, conseguenze più gravi. Sul posto, per avviare le indagini, ricostruire l'esatta dinamica, sono giunti i carabinieri della stazione di Corigliano e gli ispettori dello Spesal. Secondo i primi accertamenti, l'incidente potrebbe essere stato causato dal cedimento di un pannello, che avrebbe fatto perdere l'equilibrio all'operaio.

Fonte: Lecce Prima

Ioana, uccisa da un pirata nell'indifferenza di tutti

Vita e morte sulla strada
di DAVIDE GRITTANI

FOGGIA - Sembrano non avere nomi, queste anime in bilico sul ciglio della strada. Paiono senza identità, quindi senza legami e senza sangue che prima o poi possa rivendicarle. Senza Santi a cui rivolgersi, al punto che - la storia è ormai di dominio pubblico - qualche anno fa gli Ospedali riuniti di Foggia furono costretti a "noleggiare" alcuni locali dell'obitorio dell'ospedale Tatarella di Cerignola, perché quelli in dotazione al Policlinico erano occupati da tre giovani donne di colore e da cinque ragazzi presumibilmente marocchini: corpi che nessuno era andato a reclamare, sangue che nessuno aveva mai rivendicato.
Sembrano senza nome, invece ne hanno uno naturalmente. Sembrano senza madri, invece da qualche parte sono stati messi al mondo. Ed è stata proprio la madre a rivendicare prima il corpo e poi il sangue dell'ultima vittima della strada in Capitanata. Ioana Lazar, 17 anni compiuti lo scorso 6 aprile, romena di Onesti (lo stesso paese in cui è nata il simbolo della libertà e della intraprendenza romena, l'atleta Nadia Comaneci), viveva con sua madre a Stornara. Giovedì scorso era uscita di casa per andare a una festa di alcuni amici, ma non ha fatto più rientro a casa: l'hanno travolta due auto pirata sulla Circonvallazione che incravatta il capoluogo, prima investita e poi schiacciata. Accanto al suo corpo contraccettivi, che messi in relazione all'ora in cui è avvenuto il ritrovamento del corpo - notte inoltrata, su segnalazione di un automobilista - suggerirebbero alcune ipotesi su quella che potrebbe essere stata la vita che conduceva in realtà la ragazza.
Nessuna fuga in avanti però, né da parte degli inquirenti né parte di chi la conosceva bene. Sembrano senza nome, ma è stata la madre a rivendicare una scomparsa troppo misteriosa per essere vera. Ioana non faceva colpi di testa, non dava adito a cattivi pensieri men che meno alla sua adorata madre: che la piange, adesso, cullandola come si può cullare una minorenne andata incontro alla più bestiale delle morti, con l'anima sospesa sul ciglio della strada e una maglietta alla moda a ostentare quel riscatto mai interamente avvenuto.

Nessun dubbio che ci si trovi di fronte a un caso di auto pirata, ma le indagini sono apparse subito in salita sia per la mancanza di testimoni sia per le circostanze in cui è avvenuta la morte della giovanissima romena. Ioana non è che una delle diverse ragazze - troppe, impossibile un bilancio con riferimenti precisi visto che si tratta di un numero in continua evoluzione - arrivate in Puglia per cercare un po' di riscatto e una vita migliore, ma poi finite sulla strada oppure a spacciare per conto di qualche connazionale.
Le istituzioni fanno quel che possono, le individuano, le ripuliscono, quando si rende necessario le proteggono e cercano di (ri)farle donne a tutti gli effetti: fermo restando le ferite interiori, impossibili da suturare.
Esistono molti progetti e sportelli a cui rivolgersi, per l'intanto sempre aperto e operativo quello presso la Provincia di Foggia. Tuttavia è quasi impossibile mettere a fuoco le vite di queste donne, che paiono non avere identità ma che invece, da qualche parte nel mondo, qualcuno non solo ha messo al mondo ma sta anche cercando. Come ha fatto la madre di Ioana, salvo trovarla senza vita.
21 Maggio 2012

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

Moto contro auto. Morto il centauro, ferito il conducente

Roma
Scontro frontale moto contro auto a Monterotondo, su via di San Martino.
Morto il centauro. Si tratta di un ragazzo romeno di 28 anni, S.G.A. Inutili i soccorsi dell'ambulanza del 118 accorsa sul posto ieri notte. I sanitari, giunti sul luogo dell'incidente, hanno solo potuto constatare il decesso. In base alle prime ricostruzioni fatte dai carabinieri di Monterotondo, il ragazzo avrebbe perso il controllo della moto che sarebbe piombata a forte velocità, frontalmente, su una Peugeot 308 che proveniva in senso opposto, da Mentana. L'impatto, violentissimo, ha fatto girare l'automobile su se stessa. Al volante un ragazzo dell'84, anche lui di Monterotondo. Il giovane conducente è stato immediatamente portato al pronto soccorso dell'ospedale SS Gonfalone di Monterotondo dove è stato medicato alla mano per via di alcune escoriazioni. Per lui sette giorni di prognosi. Il corpo della vittima è stata, invece, portata all'obitorio del Verano e rimarrà a disposizione dell'autorità giudiziaria. Ancora una volta quel tratto di strada ha fatto una vittima nonostante la presenza di 3 semafori.
21/05/2012

Fonte: Il Tempo

Turista fotografa lo scippo e fa arrestare ladro a Palermo

(AGI) - Palermo, 22 mag. - Una turista ha fotografato uno scippo e ha fatto arrestare un ladro a Palermo. Ignazio Cusimano, 33 anni, e' stato arrestato dai carabinieri con l'accusa di aver scippato una collana d'oro a una turista rumena nei pressi di corso Vittorio Emanuele. Uno dei compagni di viaggio della vittima e' riuscito scattare una fotografia al malfattore, e i militari lo hanno riconosciuto perche' lo avevano gia' arrestato qualche mese fa per uun altro reato.
Cusimano e' stato poi rintracciato vicino alla sua abitazione con indosso gli abiti raffigurati nella fotografia. Dopo l'udienza di convalida, l'uomo e' stato sottoposto agli arresti domiciliari.

Fonte: AGI

Abusi su pazienti: ginecologo condannato a 5 anni

Confermata la detenzione per il medico forlivese al centro dello scandalo scoppiato nel 2009 grazie alla denuncia di una paziente
25/05/2012
FORLI' - Condannato a 5 anni il ginecologo forlivese Ugo Tumidei, accusato di violenza sessuale nei confronti di una paziente. La vicenda risale al 27 luglio del 2009, quando una romena di 20 anni si era recata in una casa di cura convenzionata di Forlì per una visita ginecologica. La giovane aveva poi denunciato che il medico, dopo averla fatta spogliare, le aveva rivolto domande troppo intime, seguite da pesanti apprezzamenti e tentativi di rapporti sessuali. Partì un'indagine che portò all'arresto del medico eseguito dalla Squadra mobile. In pochi giorni altre pazienti raccontarono agli inquirenti di aver subito in passato, durante visite, avance e palpeggiamenti fuori luogo.
Fonte: Romagna Noi

Italia, centinaia di cittadini europei rinchiusi nel Cie di Roma

23 maggio 2012
Anomala la presenza di centinaia di cittadini europei di nazionalità rumena nel Centro di Identificazione e di Espulsione (Cie) di Ponte Galeria, alle porte di Roma. La denuncia, contenuta nel rapporto “Le sbarre più alte”, arriva dalla Ong Medici per i Diritti Umani in seguito alla visita condotta nella struttura il 22 febbraio scorso. Infatti, secondo l’organizzazione umanitaria “è da considerarsi degno d’attenzione il dato secondo il quale la prima nazionalità rappresentata nel centro sia quella rumena, quindi di cittadini appartenenti all’Unione Europea e in quanto tali titolari di libertà di circolazione, soggiorno e stabilimento nel territorio europeo”. La legislazione Europea, difatti, esclude l’espulsione dei cittadini comunitari se non nel caso di minaccia grave e reale per la società. “Trattandosi di ipotesi eccezionali e circoscritte – continua il rapporto – un numero così alto di trattenimenti di cittadini rumeni suscita dubbi circa possibili abusi dello strumento normativo.

Altro dato preoccupante è l’altissima presenza nel Cie di donne vittime dello sfruttamento a scopi sessuali (circa l’80 percento). Tra loro, pochissime denunciano la propria condizione potendo, così, usufruire del permesso di soggiorno per protezione sociale. Secondo il rapporto “ciò si verifica anche a causa dei condizionamenti ambientali all’interno del centro ove spesso le vittime si trovano a subire una situazione di convivenza e di controllo da parte di persone responsabili o coinvolte nel loro sfruttamento. Le stesse operatrici sono state inoltre testimoni di casi di donne che dopo aver denunciato la propria condizione di sfruttamento presso commissariati e stazioni di pubblica sicurezza sono state successivamente tradotte nel Cie”.

Infine, l’Ong Medici per i Diritti Umani conclude il rapporto sottolineando le inefficienze del Cie, il cui scopo sarebbe quello di identificare e rimpatriare i migranti. Infatti, nonostante i tempi del trattenimento siano di massimo sei mesi, nel Settembre 2010 il 56 percento dei detenuti era rinchiuso all’interno del centro da più di nove. Questo dato rappresenta secondo l’Ong “non solo un peggioramento delle condizioni di vita dei trattenuti ma anche un ulteriore vulnus ai loro diritti”.

Fonte: E-Il Mensile

Uccise e gettò figlia in cassonetto a Enna: 8 anni a romena

Sicilia
(AGI) - Enna, 21 mag. - E' stata condannata a 8 anni la romena Joana Marin, accusata di aver ucciso e gettato in un cassonetto la figlia appena partorita in casa dei coniugi presso cui lavorava come badante. I datori di lavoro, Giovanni Scevole e Rachela Pirrera, sono stati condannati rispettivamente a un anno e nove mesi e a un anno e otto mesi, per concorso in occultamento di cadavere. La sentenza e' stata emessa dal Gup del Tribunale di Enna, David Salvucci, a conclusione del processo con rito abbreviato, a sette anni di distanza dai fatti.
Fonte: AGI