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martedì 8 gennaio 2013

E la comunità romena celebra l'Epifania

07/01/2013 - Strajè-Stranieri

Non solo Natale. Una parte consistente dei fedeli ortodossi ieri ha festeggiato l’Epifania (chiamata anche Teofania).
Si tratta di tutti coloro che seguono il calendario «nuovo» (gregoriano), soprattutto romeni, greci e bulgari.
Le funzioni sono state celebrate ieri mattina sia nella chiesa di San Nectario, in borgo della Posta, che in Santa Maria del Quartiere (piazzale Picelli). In quest’ultima chiesa si sono ritrovati gli ortodossi romeni. La chiesa simbolo dell’Oltretorrente ha così ospitato la funzione solenne presieduta da padre Gavril Ciprian.
Durante la suggestiva celebrazione è stato ricordato il battesimo di Gesù Cristo, alla presenza di numerosi fedeli. La comunità ortodossa romena è presente in città già da qualche tempo e si trova in piena sintonia con quella di San Nectario, presenza storica del mondo ortodosso in città.
Come conferma padre Dimitri Doleanschii «c’è piena comunione tra le chiese, perché non esiste alcuna differenza di tipo canonico o dogmatico».
Le uniche vere differenze sono a livello della struttura gerarchica. «Ogni chiesa ortodossa ha la sua struttura gerarchica – spiegano – con un suo patriarcato specifico. Si tratta però di differenze di tipo amministrativo, che non intaccano i principi in cui entrambe le comunità credono».
Il parroco di San Nectario lascia ai propri fedeli la piena libertà di decidere quale comunità seguire. «I fedeli possono andare in San Nectario o in Santa Maria del Quartiere senza che ci siano problemi – conferma – volendo anche noi sacerdoti possiamo concelebrare delle funzioni. L’intento comune è quello di collaborare».
Sembrano infine sopite le polemiche legate alla decisione della diocesi di affidare la chiesa di Santa Maria del Quartiere alla comunità ortodossa romena alla domenica.
La scelta della Curia nelle scorse settimane aveva infatti creato malumori tra i fedeli e volontari che frequentano la chiesa di piazzale Picelli, i quali – nonostante le rassicurazioni della diocesi – temevano che potesse essere utilizzata anche in altri momenti della settimana, privandola di fatto ai cattolici.

Fonte: Gazzetta di Parma

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