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domenica 10 marzo 2013

Protesta romena contro la Mostra "Csango" a Bologna‏

Comunità romano-cattolica romena;
bambini romeni vestiti con abiti popolari/Bacau
La redazione del sito CulturaRomena è solidale con il comunicato presentato dall'Associazione Dumitru Martinas di Bacău (Romania); presenteremo prossimamente sul nostro sito gli studi che fanno riferimento alla populazione romano-cattolica denominata improprio ceangăi "csango"che vive nella regione Moldavia.

L'associazione Romano-Cattolica Dumitru Mărtinaș di Bacău (Romania) esprime il suo profondo disaccordo in merito alla recente mostra fotogafica Csàngò, organizata a Bologna che rappresenta una forma di manipolazione dell' opinione del pubblico.

L'associazione Romano-Cattolica "Dumitru Mărtinaş" di Bacău (Romania) è venuta a conoscenza dell'organizzazione nel periodo 26.01.2013-26.02.2013 all'interno di un fabbricato appartenente al comune della città di Bologna (Italia) di una mostra fotografica (autore: Stefano Rizzoli) dedicata ai "ceangai" della Moldavia. In occasione della presentazione della mostra, gli organizzatori hanno parlato di una "antica minorità magiara, di religione cattolica, che rischia di essere sradicata da una Romania ortodossa moderna".

Inoltre, a parere degli organizzatori, "i ceangai si sono stabiliti in Moldavia ai tempi del medioevo, in seguito alla conquista ungherese", conservando persino " un'antica lingua magiara". La fabulazione va ben oltre, affermando che il territorio dove vivono oggi in i ceangai "perseguitati, ha sempre rappresentato una porta dell'oriente verso l'Europa". In modo altrettanto bizzarro viene fatta passare persino l'idea che " dalla Moldavia passa la grande steppa euroasiatica che lega la Cina alle pianure dell'Ungheria, spazio geografico abitato da popoli e culture diverse".

L’associazione Romano-Cattolica della Moldavia vuole far luce sul fatto che sia le foto che le informazioni diffuse all’interno di questa manifestazione non riflettono la situazione reale della minorità romano-cattolica della Moldavia, impropriamente chiamati „ceangai”. Inanzitutto non possiamo essere d’accordo con l’uso del termine „ceangau-csango” come nome etnico riferito ai cattolici della Moldavia. E nello stesso tempo non possiamo accettare il messaggio trasmesso da Stefano Marzoli attraverso le foto esposte.

Paradossalmente, lui associa „la povertà e miseria” in cui vivono i „ceangai” a una pretesa assimilazione forzata, discriminazione culturale, etnica, sociale, religiosa praticata dallo stato romeno che „non accorda loro gli stessi diritti degli etnici romeni di confessione ortodossa”. Purtroppo un tale approccio e presentazione della situazione della comunità cattolica della Moldavia è stata già fatta numerose volte in precendenza, mettendo in atto a quanto pare un vero piano di discreditazione dello stato romeno riguardo al problema delle minorità. Ricordiamo qui soltanto le opinioni recentemente espresse dallo stesso Vicepresidente del Parlamento Europeo, Tőkés László, che, riferendosi alla situazione dei „ceangai” della Romania ha persino parlato dell’esistenza di un „genocidio culturale” contro questa „minorità”, sottolineando che l’identità linquistica e culturale della stessa potrebbe sparire e che „in seguito alla politica di assimilazione praticata per decenni, la perdita della lingua materna ha acquisito proporzioni tragiche: i magiari ceangai non possono usare liberamente la propria lingua né in chiesa né a scuola, il risultato dell’oppresione essendo l’assimilazione benevola”.

Insistiamo con l’occasione sul fatto che non possiamo accettare i continui tentativi di magiarizzazione forzata del cattolici della Moldavia da parte di gruppi ristretti di associazioni e fondazioni finanziate dallo stato ungherese. Specifichiamo che in Moldavia, in base agli ultimi censimenti, oltre 95% degli abitanti cattolici si sono dichiarati romeni, respingendo il nome di „ceangau”. L’ identità romena dei cattolici della Moldavia è stata del resto rilevata con molta chiarezza nelle conclusioni della ricerca sociologica intrappresa nell’anno 2002 dal Centro di Sociologia Urbana e Regionale CURS, dell’Università di Bucarest.

La loro lingua materna è stata e rimane la lingua romena. Il dialetto ungherese che una parte di loro usano in parallelo con quello romeno transilvano è la conseguenza del processo di magiarizzazione a cui sono stati sottoposti i loro avi in Transilvania, prima di stabilirsi in Moldavia.

Insistiamo inoltre sul fatto che la storia, la lingua, la cultura popolare degli abitanti cattolici della Moldavia rilevano la loro appartenenza al popolo romeno, e la non conoscenza di tutti questi punti di riferimento identitari porta alla distorsione dell’identità di questi cittadini romeni e europei in egual misura.

Ribadiamo il fatto che non possiamo parlare di una minorità etnica dei „ceangai” della Moldavia, ma tutt’al più di una „minorità religiosa” dei romano-cattolici della Moldavia.

Chiediamo al Ministero degli Esteri della Romania di diffondere un punto di vista ufficiale riguardo a questo evento culturale che imbratta anche l’immagine dello stato romeno e inoltre, attraverso l’Ambasciata Romena in Italia o lstituto Culturale Romeno, di organizzare una manifestazione culturale che presenti la situazione reale della comunità cattolica in Moldavia.

A nome dell’Associazione dei Romano-Cattolici della Moldavia, firma Il Presidente Gheorghe Bejan 

Traduzione a cura della redazione del sito CulturaRomena.it

Presentiamo il comunicato stampa che tratta la mostra fotografica di Stefano Marzoli organizzata a Bologna.

Csàngò – mostra fotografica di Stefano Marzoli

Dal 26/01 al 26/02/2013 Vernissage 26/01/2013 ore 18.00
LA SPORA – Via San Leonardo, 4/a BOLOGNA Csàngò
Mostra fotografica di Stefano Marzoli Un’antica minoranza ungherese, di religione cattolica, rischia l‘estinzione nella moderna Romania ortodossa. Sono gli Csángó, eredi della conquista magiara della Moldavia romena nel Medioevo.

Gli Csángó hanno conservato una lingua che, pur influenzata da tratti slavi e romeni, si presenta come un ungherese arcaico. Una minoranza perseguitata, come spesso accade, più volte sull’orlo della scomparsa. Il territorio abitato oggi dai Csángó è sempre stato la porta d’Oriente per gli Europei. Qui passa la grande steppa eurasiatica che collega la Cina alla pianura ungherese attraverso popoli e culture diverse. E’ il primo capitolo di The Oblivio Project, un progetto fotografico a lungo termine nato dall’esigenza di raccontare per immagini la condizione delle minoranze etniche che sul territorio europeo affrontano il rischio dell’estinzione culturale. Decine di popoli che, sparsi a macchia di leopardo sulla cartina geografica del vecchio continente condividono una stessa lingua, cultura, tradizioni da centinaia di anni, sono oggi in pericolo. La memoria di intere comunità rischia di cadere nell’oblìo per sempre. Assimilazione forzata, povertà, emigrazione in paesi più ricchi e persecuzione politica sono alla base di un processo di perdita della propria identità che costringe queste genti ad abbandonarsi alla cultura dominante.

The Oblivio Project vuole scoprire e documentare attraverso il mezzo fotografico queste popolazioni nascoste nelle pieghe della storia d’Europa. INFO
www.oblivioproject.com
info@oblivioproject.com dal 26/01 al 26/02/2013
SPORA – Via San Leonardo, 4 (Quartiere San Vitale) BOLOGNA; Vernissage 26/01/2013 ore 18.00

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