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giovedì 2 maggio 2013

Incontro con la pittura rumena al IX Municipio


L'Associazione "La Brèche" con il patrocinio del IX Municipio di Roma presenta: dall'Accademia di Romania: Marius Burhan e la sua poetica.
3-10 Maggio 2013 - Vernissage 3 Maggio ore 18:00 presso la sede
dell'Associazione in Via Virginia, 22 - 00181 Roma

Nato nel 1977 in Romania, Marius Burhan vive e lavora a Bucharest. Laureato presso l’Accademia di Belle Arti di Timisoara e specializzato successivamente presso quella di Bucharest, si trova attualmente in Italia con una borsa di studio messa a disposizione dal suo paese attraverso l’Accademia di Romania a Roma.

Marius Burhan segue nel suo approccio all’arte la relazione tra lo spazio e gli oggetti tangibili. Lavora in ambienti tradizionali e in spazi tridimensionali che mostrano una certa coerenza, in termini di volume e caratteristiche spaziali. Questo gli permette di liberare dalla sostanza il risultato finale, stabilendo così un primato della forma. Impiega una tecnica di stratificazione unico, il colore bianco e supporti in vari materiali..... Nelle sue creazioni, si sforza di mantenere un approccio costruttivo e un equilibrio espressivo tra le due forze opposte e quindi produrre un risultato finale che non è solo armonioso ma anche piacevole alla sensibilità estetica di nature più esigenti. Nel suo approccio attuale la forma si afferma come il fattore dominante nel dialogo spaziale in cui l'oggetto fisico raffigurato può essere ricevuta dai sensi. Le sue opere sono costituite da elementi che possono essere riorganizzati e interpretati in molti modi e, quindi, per creare nuove immagini, forme da forme.....

Scrive di lui Claudia Mandi (museografa).... Nei dipinti di Marius Burhan a Roma, le cariatidi sono scese dall’Acropoli. Hanno in qualche modo rintracciato lo stesso percorso che avevano fatto anche 2000 anni fa. Le cariatidi sono i personaggi femminili che reggono l’architrave dei templi antichi grechi, che stanno in silenzio, muti, stupiti, indifferenti, in attesa, ed hanno una pazienza sovrumana con la quale sono riusciti ad aprire le mura. Ed aprendo le mura, noi, gli esseri umani, abbiamo sentito la voce dell’eternità.

Il sole e la pioggia hanno soffiato su di loro, il vento del mare e le ali degli uccelli, ma esse sono rimaste immobili. Sono le schiave del cielo che spalleggiano. Le cariatidi del tempio greco vengono a contraddire il profluvio di energia e di colore specifici di Marius Burhan. Però le cariatidi dipinte da Marius Burhan si assumono il rischio dell’umanizzazione, sono vive, pulsano, vivono. Da elemento di architettura diventano statue animate multicolorate, vibranti e convertite alle rappresentazioni della pittura contemporanea. Cosicché noi, gli spettatori, pur sapendo che oggi non esistono più le cariatidi, siamo comunque affascinati da esse. Io le ho conosciute a Roma, nel laboratorio di Marius Burhan, e mi hanno conquistato con la loro bellezza. (www.mariusburhan.ro )

Fonte: Associazione La Brèche

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