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domenica 26 maggio 2013

Pasqua, la festa delle feste per la comunità romena ortodossa

Pasqua, la festa delle feste per la comunità romena ortodossa
Uova decorate per la Pasqua Ortodossa

La comunità romena si e riunita sabato sera a Cremona per festeggiare la Santa Mensa Pasquale Ortodossa. Un grande fiume di gente ha invaso la chiesa di via XX Settembre per celebrare la Resurrezione di Dio.

La Pasqua è per i cristiani ortodossi la festa più importante dell’anno liturgico, la Resurrezione del Signore che coincide con il risveglio della natura e invita a un profondo rinnovamento dello spirito.

La data della celebrazione della Pasqua nella Diocesi Ortodossa Romena d'Italia è la stessa in cui si celebra nella Chiesa Ortodossa Romena e in tutta la Chiesa Ortodossa, in genere. Si tratta della prima Domenica dopo l'equinozio di primavera.

Per l'Ortodossia, la Pasqua e' la festa delle feste... Molti ortodossi romeni attendono la festa della Risurrezione osservando con rigore il digiuno: durante la Quaresima (Postua Mare) rinunciano alla carne, al latte e alle uova scegliendo un’alimentazione esclusivamente vegetale. Durante la Settimana Santa, preparano la loro anima pregando e recandosi nelle chiese per confessarsi e fare la comunione.

Una delle più belle tradizioni del mondo cristiano ortodosso è quella delle uova dipinte o decorate a mano, spesso con temi religiosi o etnici. Le uova pasquali vengono dipinte il Giovedì Santo.

Soprattutto nella regione di Suceava, in Romania, si preparano le famose uova decorate (incondoiate). Strati di cera colorati vengono posti sui cusci della uova e lasciano elegantissimi ornamenti: le uova vengono poi donate come omaggio pasquale.

‘Le uova rosse’ non mancano mai dalle nostre tavole e su quest’argomento sono fiorite molte leggende: si dice che le pietre che hanno colpito Gesù, durante la flagellazione, si siano trasformate in uova rosse e che anche le uova portate da Maria al Figlio morente si siano colorate del rosso del sangue di Gesù.

Un’altra leggenda racconta che, mentre i Farisei festeggiavano la morte del Cristo, dicevano con scherno: «quando questo gallo di cui ci nutriamo riprenderà a volare, e le uova sul nostro desco diventeranno rosse, allora risusciterà Gesù». Finite queste parole, le uova diventarono rosse e il gallo comincio a svolazzare.

L’uovo, per noi, è simbolo di rigenerazione e di purificazione.

La tradizione popolare attribuisce alle uova rosse poteri taumaturgici: i bambini, nel giorno di Pasqua, si lavano il viso con acqua, nella quale è stato immerso un uovo tinto di rosso e un soldo d’argento.

Il Venerdì Santo è giorno di digiuno assoluto. Si crede che coloro che lo osservano beneficeranno di buona salute e di fortuna per tutto l’anno.

Si crede anche, che, nel Venerdì Santo, coloro che si immergeranno tre volte nell’acqua fredda godranno di buona salute.

Il Venerdì Santo, se piovoso è di buon augurio per un’annata ricca di raccolto.

Sempre il Venerdì Santo i credenti, specialmente i bambini, passano tre volte sotto un tavolo e portano dei fiori in chiesa. Questo rituale simboleggia le pene che ha subito Gesù nel suo camino verso il Calvario. Sempre in questo giorno non si lavorano i campi, non si cucina, non si lava, non si cuce: si dice che chi si mette a cucire in questo giorno rischia di diventare ceco. In sostanza, in questo giorno, tutto il lavoro è vietato.

La messa del Venerdì Santo si celebra la sera. Tutta l'assemblea canta l'Ufficio funebre del Signore, davanti alla Sacra Sindone (l'icona della sepoltura del Signore, dipinta su un telo grande) posta nel centro della chiesa. Poi, con la Sindone, con il Vangelo e la Croce, si va in processione nel cortile dove si effettuano tre giri.

Nel giorno di Pasqua le donne cucinano e tra le tante portate vi sono la ‘pasca’ ed il ‘cozonac’ che sono i dolci tradizionali. Nello stesso giorno si indossano abiti nuovi come simbolo di purificazione e di rispetto per il grande evento.

Il momento più importante è la Santa Messa di Pasqua: sabato notte, i fedeli si incontrano nelle chiese, dove i sacerdoti, a mezzanotte, celebrano il rito della Luce. Da un braciere, il sacerdote ‘impartisce la Luce’ (simbolo della Risurrezione) ai presenti. I fedeli portano a casa una candela accesa durante la Messa per portare la luce di Dio nelle case. Il canto (troparion) è intonato da tutti: ‘Cristo è risuscitato dai morti, con la morte schiacciando la morte, e a coloro che erano nei sepolcri donando la vita’. Il sacerdote annuncia: «Cristo è risorto!» (Hristos a înviat!)e la comunità risponde «In verità è risorto!» (Adevarat a înviat!)

Gli ortodossi si salutano con questa formula per i successivi quaranta giorni cioè fino all'Ascensione del Signore.
La comunità romena si e riunita sabato sera a Cremona per festeggiare la Santa Mensa Pasquale Ortodossa. Un grande fiume di gente ha invaso la chiesa di via XX Settembre per celebrare la Resurrezione di Dio. La Pasqua è per i cristiani ortodossi la festa più importante dell’anno liturgico, la Resurrezione del Signore che coincide con il risveglio della natura e invita a un profondo rinnovamento dello spirito.

La data della celebrazione della Pasqua nella Diocesi Ortodossa Romena d'Italia è la stessa in cui si celebra nella Chiesa Ortodossa Romena e in tutta la Chiesa Ortodossa, in genere. Si tratta della prima Domenica dopo l'equinozio di primavera.

Per l'Ortodossia, la Pasqua e' la festa delle feste... Molti ortodossi romeni attendono la festa della Risurrezione osservando con rigore il digiuno: durante la Quaresima (Postua Mare) rinunciano alla carne, al latte e alle uova scegliendo un’alimentazione esclusivamente vegetale. Durante la Settimana Santa, preparano la loro anima pregando e recandosi nelle chiese per confessarsi e fare la comunione.

Una delle più belle tradizioni del mondo cristiano ortodosso è quella delle uova dipinte o decorate a mano, spesso con temi religiosi o etnici. Le uova pasquali vengono dipinte il Giovedì Santo.Soprattutto nella regione di Suceava, in Romania, si preparano le famose uova decorate (incondoiate). Strati di cera colorati vengono posti sui cusci della uova e lasciano elegantissimi ornamenti: le uova vengono poi donate come omaggio pasquale.

‘Le uova rosse’ non mancano mai dalle nostre tavole e su quest’argomento sono fiorite molte leggende: si dice che le pietre che hanno colpito Gesù, durante la flagellazione, si siano trasformate in uova rosse e che anche le uova portate da Maria al Figlio morente si siano colorate del rosso del sangue di Gesù. Un’altra leggenda racconta che, mentre i Farisei festeggiavano la morte del Cristo, dicevano con scherno: «quando questo gallo di cui ci nutriamo riprenderà a volare, e le uova sul nostro desco diventeranno rosse, allora risusciterà Gesù». Finite queste parole, le uova diventarono rosse e il gallo comincio a svolazzare.L’uovo, per noi, è simbolo di rigenerazione e di purificazione. La tradizione popolare attribuisce alle uova rosse poteri taumaturgici: i bambini, nel giorno di Pasqua, si lavano il viso con acqua, nella quale è stato immerso un uovo tinto di rosso e un soldo d’argento.

Il Venerdì Santo è giorno di digiuno assoluto. Si crede che coloro che lo osservano beneficeranno di buona salute e di fortuna per tutto l’anno.Si crede anche, che, nel Venerdì Santo, coloro che si immergeranno tre volte nell’acqua fredda godranno di buona salute.Il Venerdì Santo, se piovoso è di buon augurio per un’annata ricca di raccolto.Sempre il Venerdì Santo i credenti, specialmente i bambini, passano tre volte sotto un tavolo e portano dei fiori in chiesa. Questo rituale simboleggia le pene che ha subito Gesù nel suo camino verso il Calvario. Sempre in questo giorno non si lavorano i campi, non si cucina, non si lava, non si cuce: si dice che chi si mette a cucire in questo giorno rischia di diventare ceco. In sostanza, in questo giorno, tutto il lavoro è vietato.

La messa del Venerdì Santo si celebra la sera. Tutta l'assemblea canta l'Ufficio funebre del Signore, davanti alla Sacra Sindone (l'icona della sepoltura del Signore, dipinta su un telo grande) posta nel centro della chiesa. Poi, con la Sindone, con il Vangelo e la Croce, si va in processione nel cortile dove si effettuano tre giri.

Nel giorno di Pasqua le donne cucinano e tra le tante portate vi sono la ‘pasca’ ed il ‘cozonac’ che sono i dolci tradizionali. Nello stesso giorno si indossano abiti nuovi come simbolo di purificazione e di rispetto per il grande evento.Il momento più importante è la Santa Messa di Pasqua: sabato notte, i fedeli si incontrano nelle chiese, dove i sacerdoti, a mezzanotte, celebrano il rito della Luce. Da un braciere, il sacerdote ‘impartisce la Luce’ (simbolo della Risurrezione) ai presenti. I fedeli portano a casa una candela accesa durante la Messa per portare la luce di Dio nelle case. Il canto (troparion) è intonato da tutti: ‘Cristo è risuscitato dai morti, con la morte schiacciando la morte, e a coloro che erano nei sepolcri donando la vita’. Il sacerdote annuncia: «Cristo è risorto!» (Hristos a înviat!) e la comunità risponde «In verità è risorto!» (Adevarat a înviat!) Gli ortodossi si salutano con questa formula per i successivi quaranta giorni cioè fino all'Ascensione del Signore.

08 maggio 2013

Roxana

Fonte: La Provincia di Cremona

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