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domenica 26 maggio 2013

Trovata dai carabinieri la minore romena scomparsa

In stato di fermo un connazionale. Le indagini sono in corso 

venerdì 10 maggio 2013

Si era allontanata volontariamente dalla propria abitazione la mattina del 13 aprile scorso e, da allora, i carabinieri erano sulle sue tracce. La quindicenne, D. A. H., che si era allontanata dall’abitazione familiare a Passo Corese portando con se solo 20 euro in contanti, aveva subito dei maltrattamenti da parte della madre, perché, dichiarò il genitore, aveva un rendimento scolastico insufficiente. L’intervento dei Carabinieri di Monterotondo e dell’assistente sociale, conseguente ai maltrattamenti denunciati, avevano poi determinato un provvedimento di affidamento esclusivo della stessa minore al padre.

Ciò nonostante la minore si era allontanata senza lasciare dietro di sé alcun indizio, e senza spiegare il gesto. Ma l'attenzione dei carabinieri, anche per alcune segnalazioni, si è spostata subito a Roma dove, verosimilmente, la giovane poteva aver trovato rifugio tra la nutrita cerchia dei propri connazionali. Della scomparsa si sono occupati gli organi di informazione locali e nazionali, ed in particolare, le ricerche, sono state attivate anche dalla trasmissione televisiva “Chi l’ha visto”, di Raitre.

E l'ultima trasmissione ha determinato immediate segnalazioni di avvistamento della ragazza, tutte proprio nella Capitale dove ieri sera è stata rintracciata dai Carabinieri di Cinecittà in un campo nomadi di via Ubaldo Comandini. La ragazza, che si trova in buono stato di salute, dopo essere stata ristorata e accudita dai primi Carabinieri intervenuti, è stata affidata a personale investigativo della Stazione CC di Passo Corese affinché si provvedesse alla ricostruzione di quanto accaduto nei giorni intercorsi tra l’allontanamento ed il ritrovamento.

La giovane ha raccontato che, dopo alcuni giorni in cui aveva vagato tra la stazione ferroviaria di Roma Termini ed alcuni parchi della Capitale, era giunta presso il campo nomadi dove è stata ritrovata. La quindicenne, a suo dire, è stata da subito limitata della propria libertà di movimento dagli stessi componenti del campo nomadi che ben conoscevano la sua condizione di “ricercata”, dove, secondo un asserito antico rito rom, avrebbe potuto continuare a usufruire di vitto ed alloggio solo se si fosse congiunta in matrimonio con uno degli uomini di quell’enclave.

È così che, di fronte alla necessità di aver garantito un luogo dove permanere e dove assolvere alle esigenze primarie di vita, la ragazza è stata indotta a congiungersi in matrimonio con un rumeno, già coniugato. Questi, ritenendosi una sorta di coniuge di fatto, ha poi preteso ed ottenuto ripetuti rapporti sessuali con la giovane che, come ha raccontato ai carabinieri, non aveva realmente mai compiuto gesti di ribellione proprio per la situazione di bisogno di fronte alla quale riteneva di non avere nessuna alternativa.

Queste dichiarazioni hanno consentito i militari di individuare la scorsa notte il responsabile, catturato nel mentre tentava la fuga dal campo nomadi e che è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto poiché ritenuto responsabile dei reati di violenza sessuale e sequestro di persona. Posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria capitolina, è stato rinchiuso presso la Casa Circondariale di Regina Coeli. La minore, così come disposto dalla Procura dei Minori di Roma, è stata temporaneamente affidata ad una congiunta.

Fonte: Il Giornale di Rieti

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