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venerdì 16 agosto 2013

La festa romena saluta l'arrivo della nuova chiesa allo Stadio

22.07.2013

L'APPUNTAMENTO. Seicento persone allo Stadio per gustare cibi e bevande tipiche accompagnate da musica e canti. Codrea: «Il via ai lavori a fine mese Con i soldi raccolti e quelli del ministero degli Esteri del nostro Paese il primo stralcio è coperto»

Chiesa e Centro culturale ancora non ci sono, ma la comunità rumena di Verona, che conta oltre 8 mila persone, ha già iniziato ad animare il terreno in viale Palladio. Ieri infatti, nel pomeriggio e fino a sera, l'area nota come «la Busa», tra lo Stadio e la stazione, che lo scorso marzo è passata definitivamente nelle mani della parrocchia ortodossa di padre Gabriel Codrea, ha ospitato oltre 600 persone, accorse per gustare cibo e bevande tipiche, tra musiche popolari e canti religiosi. I commercianti rumeni hanno donato da bere e mangiare. I fondi raccolti andranno nei nuovi edifici.
In primavera, dopo l'acquisto dell'area di 5.500 metri quadri dal Comune di Verona, il Governo della Romania ha ceduto il pezzo di terra prima alla diocesi e da essa alla parrocchia ortodossa. Il cerchio burocratico si è chiuso, e ora bisogna fare i conti con le risorse economiche. La festa, organizzata la domenica successiva al giorno di Sant'Elia profeta, a cui sarà dedicata la chiesa, è stata infatti allestita proprio per raccogliere una parte dei fondi necessari a realizzare le due strutture che spunteranno nell'area: la chiesa di 1.600 metri quadrati, e il Centro di ulteriori 600. La pulizia dell'area è già stata fatta in passato (da tre anni infatti la comunità romena aveva in gestione lo spazio) riqualificando una zona che era precipitata nel degrado, e nota per i giri di prostituzione. «Abbiamo avviato i primi interventi per il nuovo ingresso da via Palladio», riferisce padre Codrea. «L'ultima settimana di luglio prenderanno il via gli scavi, e con i soldi già raccolti dalla parrocchia più altri in arrivo dal Ministero degli Esteri della Romania, il primo stralcio è coperto». Si tratta della prima parte della chiesa, semi interrata, che arriverà a livello della strada.
Adesso la parrocchia sta scegliendo l'impresa che eseguirà l'urbanizzazione. «Sarà italiana», fa sapere Codrea, «perché quelle rumene non sono sufficientemente strutturate da sostenere un simile intervento». Realizzare la chiesa non sarà infatti facile, e serviranno anche delle vasche contenitrici per che evitare l'acqua, con l'innalzamento del cemento fino a bordo strada, si riversi nella tangenziale.
Conclude Codrea: «Contiamo di finire la prima parte entro l'inverno e di ottenere l'agibilità per Natale. Poi, soldi permettendo, procederemo con la parte superiore e con la realizzazione del Centro in cui fare incontrare badanti e gente della comunità».

Chiara Bazzanella

Fonte: L'Arena

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