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domenica 11 agosto 2013

Sassari, detenuto muore d’infarto nel carcere appena aperto

Viorel Nericu, 30 anni, si è sentito male alle sei del mattino di ieri ed è morto subito. Oggi l’autopsia voluta dalla Procura. Sindacati polemici. Il carcere di bancali è stato aperto da appena un mese

di Gianni Bazzoni

SASSARI. C’è il primo morto nel moderno carcere di Bancali, inaugurato solo qualche settimana fa. Ieri all’alba un detenuto romeno di 30 anni, Viorel Neicu, è stato stroncato da un infarto fulminante. Inutili i soccorsi che sono scattati immediatamente, appena il compagno di cella ha dato l’allarme. La procura della Repubblica di Sassari ha aperto una inchiesta e il magistrato di turno ha disposto l’autopsia per accertare le cause del decesso del detenuto. Il corpo di Viorel Neicu è stato trasferito all’istituto di Patologia Forense dove il medico legale oggi eseguirà la perizia necroscopica.

L’episodio si è verificato alle 6 del mattino. Il giovane romeno - che divideva la cella con un connazionale - ha accusato un forte dolore al torace e il compagno, che ha intuito la situazione di difficoltà, ha chiesto aiuto all’agente della polizia penitenziaria di guardia. Il detenuto è stato soccorso: medico e infermiere presenti nell’istituto penitenziario hanno attivato le procedure per la rianimazione, ma non è stato possibile salvare la vita al giovane romeno.

Il direttore del carcere Patrizia Incollu ha confermato l’episodio e ha anche sottolineato che Viorel Neicu non soffriva di alcuna patologia e non era sottoposto ad alcuna terapia. «Si è trattato di un malore improvviso e imprevedibile – ha detto – e dagli effetti devastanti. I soccorsi sono stati rapidissimi, purtroppo non c’è stato niente da fare. Caldo nelle celle? Più o meno come nelle case in questi giorni».

Sull’episodio ha preso posizione Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”: «Dieci giorni fa – ha affermato – per la seconda volta in due settimane, un detenuto romeno aveva tentato di togliersi la vita ed era stato salvato dagli agenti della polizia penitenziaria. Ora un infarto ha stroncato l’esistenza di un altro romeno. Tutto ciò appare sconcertante, considerato che quello di Bancali è un istituto all’avanguardia, appena inaugurato». E Maria Grazia Caligaris pone un interrogativo: «C’è da chiedersi se in caso di un evento imprevedibile esistano le condizioni oggettive per impedire che abbia un finale tragico. La vicinanza degli istituti di pena ai nosocomi, oltre a un efficiente centro clinico, deve essere considerata circostanza imprescindibile per i detenuti e per tutti coloro che lavorano nella struttura».

Triste il ricordo di Cecilia Sechi, il Garante dei detenuti che aveva incontrato Viorel Neicu due giorni fa: «Lavorava – ha detto – stava benissimo, nessun problema. Era sicuro di poter dimostrare la sua innocenza e contava molto sull’appello, che attendeva con ansia. Mi dispiace molto».

Il segretario generale aggiunto del sindacato della polizia penitenziaria Osapp, Domenico Nicotra, ha sottolineato: «E’ evidente come sempre più spesso le criticità di un sistema penitenziario al collasso generano più eventi critici. E per questo è necessario che vengano adottati immediati provvedimenti di natura legislativa».

Il giovane romeno era in carcere dal mese di ottobre del 2012, era stato arrestato dai carabinieri a Sassari (dove gestiva un circolo privato) con l’accusa di sfruttamento della prostituzione, lesioni aggravate ed estorsione.

03 agosto 2013

Fonte: La Nuova Sardegna

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