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domenica 29 settembre 2013

«Michele era a terra, lo picchiavano con i manganelli, gridava aiuto»

Michele Ferulli (Ansa)
L'udienza del processo in corte d'assise

Parla il romeno che era insieme a Ferrulli la notte del 30 giugno 2011. Imputati quattro poliziotti

Michele Ferrulli, l'uomo di 51 anni morto il 30 giugno 2011 per arresto cardiaco mentre quattro agenti lo stavano arrestando, sarebbe stato «picchiato» con dei «manganelli» e «gridava aiuto». Lo ha raccontato Emilian Nicolae, un romeno di 53 anni che quella sera era con Ferrulli in via Varsavia, periferia sud-est del capoluogo lombardo, vicino ad un bar. Quella sera, una Volante della polizia intervenne perché da una casa vicina erano arrivate lamentele per schiamazzi in strada. Il romeno giovedì ha testimoniato nel processo in Assise a carico dei quattro poliziotti accusati di omicidio preterintenzionale.

ERA UBRIACO - Il testimone ha, in sostanza, confermato quanto aveva messo a verbale il 3 luglio del 2011 davanti al pm di Milano, Gaetano Ruta. Anche se, inizialmente, ha voluto precisare che «ero un po' ubriaco quella sera, non chiedetemi tanti dettagli soprattutto sugli orari». E, nel corso della sua testimonianza ha risposto con alcuni «non ricordo», tanto che il pm più volte ha dovuto chiedergli di chiarire meglio degli aspetti del suo racconto.

LA COLLUTTAZIONE - Il romeno ha spiegato di aver «visto una lotta tra i poliziotti e Michele che era poi caduto giù a terra con un mucchio di persone sopra, i poliziotti». Ha detto di aver visto anche «colpi dall'alto in basso». E il pm: «A mani nude o con dei bastoni?». Il teste: «Con qualche strumento, qualcosa doveva essere». Poi ha confermato quanto aveva messo a verbale in fase di indagini, quando aveva riferito al pm che Ferrulli era stato «picchiato» facendo uso «di manganelli, mi sembra di ricordare». In quegli istanti, sempre stando alla versione dell'uomo, «Michele ha chiesto aiuto». Il testimone ha poi chiarito, però, di non «essere in grado di riconoscere» e di ricordare il volto dei poliziotti.

26 settembre 2013

Fonte: Corriere della Sera

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