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venerdì 6 settembre 2013

Sacerdoti dalla Romania contro il calo di vocazioni

30/08/2013

Nel Seminario di Biella studiano solo 5 aspiranti sacerdoti

La Diocesi “importa” un altro parroco da Bucarest: lavorerà a Vaglio

Emanuela Bertolone

Biella

Non sono solo più le badanti e le collaboratrici domestiche rumene a trovare lavoro nel Biellese: ora anche i sacerdoti, che in Romania non hanno una parrocchia dove poter predicare, riescono a trovare un luogo per poter svolgere la loro missione. E' infatti arrivato da poche settimane il secondo prete rumeno in provincia. Si chiama Ciprian Barticel, ha 35 anni (è stato ordinato a 25), viene da Craiova, una città di 250 mila abitanti a 250 km da Bucarest, ed ora si trova nella parrocchia di Biella Vaglio.

Anche a Pavignano ha da qualche anno un parroco, don Nicola Petre, di origine rumena, ed entrambi sono arrivati sotto esplicita richiesta del vescovo Gabriele Mana.

«Ho imparato l'italiano a Roma dove ho studiato, e conoscendo don Nicola ho deciso di venire nella vostra diocesi - dice don Ciprian -. Fino al primo ottobre sarò il suo sostituto nelle parrocchie di Pavignano, Vaglio e Colma, dopodichè il vescovo Mana mi dirà in quale parrocchia sarò destinato. Resterò comunque nel Biellese per i prossimi tre anni come stabilito dai nostri vescovi, poi andrò dove mi ordineranno».

«I seminari nella capitale rumena sono molto affollati ed è già accaduto che alcuni seminaristi di Bucarest venissero a studiare alcuni anni nel nostro istituto che, al contrario, è semivuoto - spiega don Pier Giuseppe Bona, direttore del seminario di Biella -. Ecco perchè molti di loro ormai conoscono la nostra città, i paesi della nostra provincia e sono contenti di poter tornare a vivere qui». E' stato proprio monsignor Mana, durante la sua recente visita nei paesi dell'est, a comunicare al vescovo della capitale rumena la situazione in cui si trovano le chiese della provincia: ci sono molte parrocchie ma alcune di queste sono senza un parroco che abbia il tempo per seguire la collettività, i ragazzi e le attività dell'oratorio. Da qui la scelta di mandare un secondo sacerdote nel Biellese, senza escludere la possibilità che in futuro ne vengano indirizzati altri.

Fonte: LA STAMPA

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