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domenica 29 settembre 2013

“Tante associazioni e solidarietà… ma per Helene solo porte chiuse”

Il Sociale

Ha ospitato temporaneamente in casa una senzatetto, romena, alcolista, poi ha cercato un servizio che potesse accoglierla. Ma ha trovato solo cortesi rifiuti e rigidità. La lettera della responsabile comunicazione del Cesvot. “E non ditemi che è colpa dei tagli”

Venerdì, 6 settembre 2013

"Volontariato e servizi sociali cercasi”. E’ il titolo della lettera scritta da Cristiana Guccinelli, responsabile comunicazione del Cesvot (Centro Servizi Volontariato Toscana), a proposito di una storia di solidarietà che l’ha coinvolta personalmente. Ha aiutato una senzatetto ad uscire dall’alcolismo, ospitandola in casa durante le ferie, ma la sua personale battaglia non ha trovato seguito nel mondo dei servizi sociali. Cristiana, da anni nel mondo dell’associazionismo, ha così espresso pubblicamente il suo sconcerto per quello stesso mondo a cui appartiene, così ricco di fondazioni, enti, associazioni, reti e servizi, eppure talvolta incapace di rispondere ai bisogni concreti della strada. Pubblichiamo la lettera per intero. “Cari colleghi e cari lettori, questa volta non scrivo per lavoro ma per condividere con voi un problema e cercare, con voi tutti, una strada, se non una speranza. 1° agosto, caldo e silenzio nella mia città, Pisa. Incontro una signora senza dimora, con evidenti problemi di alcol, sola, senza nessuno e senza niente. Comincio a trascorrere del tempo con lei. Poi le propongo una doccia. La mia famiglia è in vacanza, posso permettermi di essere coraggiosa ed “incosciente”.

E così Helene rinasce: casa, affetto, pasti, compagnia. Del resto sono in vacanza e posso osare tanto. Inizio a cercare un luogo per lei, per curarla e per alloggiarla. Decine e decine di telefonate. Sono da 15 anni la responsabile dell’ufficio stampa del Centro Servizi Volontariato Toscana. Conosco tanti luoghi, persone, esperienze, mi dico, troverò una soluzione per Helene. No, non la trovo come la vorrei. Il tempo mi dirà che non la troverò neanche come non la vorrei. Nel suo peregrinare annebbiato Helene non ha documenti, è romena, ha 45 anni, è alcolista, è senza fissa dimora. Come dicono in tanti, purtroppo e ancora, Helene è una barbona. Allora il miglior risultato che riesco a raggiungere è l’asilo notturno del progetto homeless. Be’, già tanto, anche perché sono ancora in ferie e posso ancora permettermi di farle compagnia durante il giorno: un po’ di spesa, un po’ di cucina, la mia e la sua, e poi, quando vuole, racconti e ricordi di una vita tanto dolorosa da sembrare incredibile. Ma l’asilo scade, l’assistente sociale non chiede al Sert competente di prenderla in carico “tanto per gli stranieri non ci sono posti e poi non ha i documenti… anzi anche all’asilo il tempo scadrà presto e non potrà tornare”. Suona la campanella del mio rientro al lavoro, in un'altra città per giunta, ed insieme si apre ancora una volta, per Helene, il baratro della solitudine e dell’alcol. Eppure un pertugio in lei si era aperto. Ma nessuno ha voluto allungare una mano. “Noi solo uomini alcolisti”;

“Noi solo donne maltrattate”; “Noi ci siamo ma solo se un Sert, un Pronto soccorso o la Polizia ci incarica di farci carico”. Io non ci capisco più niente. Solo nella mia regione ci sono 3.250 associazioni di volontariato e i servizi sociali fra i migliori di Italia. Ma siamo così sicuri che sia vero? Helene è ancora e di nuovo in strada. Helene non vuole più stare in strada. Helene riconosce il suo alcolismo e vuole essere curata. Helene ha gli occhi color del mare e può essere dolcissima. Circondata da affetto e fiducia sono sicura che potrebbe ricostruire il filo del suo passato e, forse, tessere ancora un po' di futuro. Chi mi aiuta? Prego astenersi a tutti coloro che vogliono parlarmi dei tagli al sociale. Li conosco”.

Fonte: Affari Italiani

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