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lunedì 11 novembre 2013

Alessandro “il Grande”. Sangue rumeno non mente

Quando la vita si coniuga con lo sport – 1.

 Alessandro Bertola

15 Ottobre 2013

Dalla Romania mamma Valentina è venuta, e si è accasata in Valtellina sposando un cittadino italiano di Delebio: il Bortolo. A modo suo originale artista tutto fare: dai lavori nei boschi e nel (suo) Campo, riparatore di qualsiasi marchingegno elettrico... il Bortolo. Quando raccontavo a mio padre che ero stato “a trovare il Bortolo”, se lo ricordava sempre rammentandomelo con una battuta: quel matt che l'andava 'n giir senza la purtera de la machina che 'l ma menàa 'ngiù anca mi 'na völta de Tàida. Correvano gli anni '80 del secolo scorso... I figli, Alessandro e Daniela, sono arrivati molto dopo. Ora Alessandro è grande (ha compiuto18 anni) e si è diplomato ...in cosa, dopo glielo chiedo. Oltre a fargli le scuse, perché Vale me lo avrà detto dieci volte...

Alessandro è grande, anche fisicamente, e fa parte della Nazionale italiana di biketrial.

– Dunque? Innanzitutto, e scusami, diplomato in...?

Mi sono appena diplomato come perito meccanico a Sondrio!

– Andrai avanti a studiare o ti butterai a lavorare nel settore bici (Mamma Valentina mi ha detto qualcosa in proposito e io ti consiglio questa scelta...)?

Non credo che andrò avanti, almeno per ora. Mi piacerebbe trovare un lavoro attinente a ciò che faccio in bici, ma di questi tempi credo di potermi accontentare di un semplice lavoro in qualche stabilimento.

– Alesandro (come ti ...pronuncia la mamma), capisco se ti fosse venuta la passione di riparare le bici e basta (sapendo dell'inventiva del papà...), ma diventare un biker... dalle belle speranze...

Haha, sì diciamo che ho preso prima la passione per la bici da trial e solo dopo mi sono ingegnato per mettere a posto il mio mezzo; più per necessità che per altro.

– Ogni tanto la mamma si lamenta un po' delle tue lunghe trasferte sportive... ma secondo me è ben contenta di accompagnarti in giro per il mondo col papà...

Sì, certo, senza dubbio! A me fa piacere che i miei genitori mi sostengano in quello che faccio, solamente ora vorrei cercare di essere più indipendente anche da loro, per potermi muovere come voglio io.

– Quando osservo la tua bici, mi viene sempre in mente una scena di un film di Fantozzi... che perde il sellino...

Haha! Questa scena non l’ho in mente, però diciamo che questa bici non ha bisogno del sellino, proprio per permettere questi movimenti così estremi… anche il telaio è particolare e tutti i componenti alla stessa maniera sono creati appositamente per questo sport.

– Una bici professionale di biketrial, quanto può costare?

Una bicicletta come la mia potrebbe arrivare a costare quasi 2 mila euro, ma le biciclette entry level molto meno, sui 4-500 euro.

– Quanto può durare?

Dipende da quanto la si usa, come la si usa e come la si mantiene! Comunque a me dura circa un anno poi, un po’ per sicurezza e un po’ perché non è più performante, la cambio.

– Meno male che papà Bortolo ti ha insegnato qualche trucco per ripararla, allora?

Certo lui mi ha aiutato molto quando ancora non conoscevo bene la meccanica e mi ha dato sicuramente le basi per fare quello che so fare ora… Anche adesso, alcune soluzioni cui non avrei mai pensato per riparare la bicicletta me le suggerisce lui!

– Dunque! Genitori del grande Alessandro, è uno sport abbastanza costoso...

Sì è abbastanza costoso ma non è nemmeno fuori dalla portata da una famiglia con un reddito medio... A differenza dello sport “cugino”, con le moto per esempio si spende cinque volte meno!

– Siete tanti ragazzi in Waltellina (Valtellina e Valchiavenna) a praticare questo sport?

Probabilmente in tanti ad avere la bici, che pratichiamo a livello di gare siamo in due: io e un ragazzo di Grosio, Oscar Varenna.

– Quante sono le discipline sportive riconosciute dal C.O.N.I. …in bicicletta?

Sono, per il fuoristrada, cioè il mio settore: bici trial, cross country downhill.

– Tutte maschili?

No, no, esistono le categorie femminili.

– I campioni internazionali e locali (oltre a te, naturalmente) più famosi nella tua disciplina sportiva?

Paolo Patrizi, Francesco Policante...

– Il tuo “idolo biker”?

Benito Ros.

– Si può passare al professionismo come nel ciclismo su strada?

È abbastanza difficile in questo sport, siccome è ancora “piccolo” e con pochi sponsor non è ancora possibile praticarlo professionalmente.

– Dal volantino pubblicitario che sto guardando, vedo che fate anche spettacoli ed esibizioni oltre che a gare; ma all'interno di strutture che hanno già tutto predisposto (come quelli che fanno le capriole con le moto) o qualsiasi torrente o montagnetta o circuito adattato alla bisogna è sufficiente?

Sì, è sufficiente avere una qualsiasi struttura o ostacolo per praticare questo sport, io ancora non sono attrezzato con strutture montabili per farlo, ma spero di riuscire a farlo presto.

– Chiudiamo l'intervista con una preoccupazione da genitori: ci si fa male spesso e quali sono gli incidenti più frequenti? E tu hai mai avuti incidenti gravi?

È uno sport piuttosto rischioso, anche se poi migliorando si impara subito a cadere senza farsi male. A parte questo, consiglio a chi comincia di prendere le dovute precauzioni (casco, guanti, paratibie e paraschiena) perché agli inizi se non si ha bene coscienza di quello che si fa ci si potrebbe fare male… Io solo una volta ho avuto un incidente piuttosto grave ma dovuto a un errore di valutazione dell'ostacolo che si muoveva; io consiglio sempre prudenza e attenzione nel valutare le proprie possibilità riguardo a un certo tipo di salto.

Sii “grande”, Alesandro!

Alfredo Mazzoni
(da 'l Gazetin, settembre 2013)

Fonte: TellusFolio

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