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domenica 10 novembre 2013

"Riconosce la ladra in aula?" "Sì". E indica un'avvocatessa

ANCONA - Riconosce in quest’aula la donna che le ha rubato la catenina? Alla domanda del giudice, il testimone-vittima di un furto con destrezza non sembra avere dubbi e punta diritto l’indice verso un’avvocatessa che era lì per un altro processo ed era stata “arruolata” dal giudice per fare da controfigura in un confronto all’americana.

Crollano all’improvviso gli indizi nei confronti dell’imputata, Elena B., romena di 32 anni accusata di aver derubato un fabrianese che, incrociandola al mercato della città della carta, s’era lasciato incantare al punto da appartarsi con lei in auto sperando di combinare qualcosa di interessante.

Invece da quell’incontro con la rom, risolto con qualche effusione e nulla più, il fabrianese ne era uscito senza la catenina d’oro che portava al collo, evidentemente sfilata dalla ladra che l’aveva imbambolato. Era il sei ottobre dell’anno scorso, nelle prime ore del pomeriggio, e la sera stessa l’uomo, girando ancora per il mercato di Fabriano, aveva incrociato una ragazza dell’Est che a suo dire aveva le stesse sembianze e la stessa voce della ladra. Così l’uomo, sui sessant’anni, aveva chiamato la polizia per sporgere una denuncia.

Ieri Elena B., 32 anni, residente a Perugia, è comparsa in aula al Tribunale di Ancona per rispondere di furto aggravato. Difesa dall’avvocato Giacomo Manduca, la giovane romena giurava di non aver mai messo le mani al collo di quell’uomo che l’aveva denunciata. La difesa aveva dalla sua parte anche un solido argomento: Elena B. era sottoposta all’epoca ad obbligo di firma a Perugia alle 17 e non avrebbe avuto il tempo materiale di andare e tornare a Fabriano.

Gli ultimi dubbi, per il giudice, sono svaniti quando al testimone è stato chiesto di identificare la ladra: gli sono state mostrate tre donne, l’imputata e due donne che più o meno potevano avere le sue sembianze, e quando s’è trattato di procedere all’identificazione il fabrianese ha indicato l’innocente avvocatessa che s’era prestata al ruolo di controfigura. Lo stesso pubblico ministero a quel punto ha chiesto l’assoluzione della romena, sancita poi dal verdetto del giudice.

Martedì 5 Novembre 2013

Fonte: Corriere Adriatico

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