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martedì 30 aprile 2013

Nuova uscita editoriale - "Antologia dell'aforisma romeno contemporaneo"

Esce il nuovo libro "Antologia dell'aforisma romeno contemporaneo", traduzione a cura di Alina Breje in collaborazione con Fabrizio Caramagna pubblicato da Genesi Editrice, collana Aforisticamente. Curatore del libro Fabrizio Caramagna. Il libro che contiene piú di 1000 aforismi è la prima antologia dell'aforistica romena apparsa in Italia.

Gli autori inclusi in questa antologia sono venti: Grigore Vieru, Valeriu Butulescu, Vasile Ghica, Victor Martin, Marcel Muresanu, Nicolae Petrescu-Redi, Tudor Vasiliu, Theodor Codreanu, Mihai Iosif Pauliuc, Iosif. M. Cristian, Mircea Oprea, Constantin Stoica, Ionut Caragea, Goran Mrakić, Corneliu Vadim Tudor, Sorin Cerin, Gheorghe Gricurcu, Elis Rapeanu, Efim Tarlapan, Vasile Ponea.

“Come scrive lo scrittore di aforismi serbo Aleksandar Cotric, “il lavoro dell’antologista di aforismi è uno dei più ingrati perché deve estrarre tonnellata di roccia per trovare poche pagliuzze d’oro e qualche pietra preziosa”. Dopo oltre un anno di lavoro, condotto da me e da Alina Breje, su centinaia e centinaia di fonti e documenti, il risultato è questa antologia dell’aforisma romeno contemporaneo che si può definire un “unicum” non solo nel panorama italiano, ma anche in quello romeno. Il lavoro è stato reso ancora più “ingrato” dal fatto che in Romania non ci sono associazioni aforistiche né premi letterari né studi sull’aforisma . (Fabrizio Caramagna)

Antologia dell'aforisma romeno contemporaneo
Antologia dell’aforisma romeno contemporaneo

“L’Antologia dell’aforisma romeno contemporaneo” ha il patrocinio culturale della Accademia di Romania in Roma e della Associazione Italiana per l’Aforisma

Alina Breje

Esce in libreria "La rumena" di Francesco Sassu

Novità editoriale
Mercoledì 24 Aprile 2013

La Casa Editrice Europa Edizioni comunica l’uscita del libro “LA RUMENA” di Francesco Sassu, da oggi acquistabile nelle librerie e online.
Dopo l’esperienza autobiografica de “Il Ragazzo di Predda Niedda”, pubblicato da La Riflessione, Francesco Sassu si cimenta con la scrittura di un libro d’invenzione, un’opera non inquadrabile in un preciso genere letterario che sta al confine tra il romanzo d’ambiente e il poliziesco. Il libro verrà presentato il 3 maggio a Cagliari (Villa Satta ore 18), il 9 maggio a Ploaghe (Biblioteca Comunale ore 18) e il 10 maggio a Sassari (Circolo Intregu ore 18). La Rumena sarà presente al XXVI° Salone Internazionale del Libro di Torino (16-20 maggio 2013).

Il romanzo è ambientato in gran parte a Cagliari e ha per protagonisti una famiglia cagliaritana borghese e una ragazza rumena di nome Ania Radescu. E’ una storia misteriosa quella di Ania Radescu: dalla città natale di Sibiu si trasferirà prima a Bucarest, poi ad Ancona e a Roma ed infine
a Cagliari per motivi ignoti ai più. Il suo inserimento nella nuova vita cagliaritana la costringerà a fare i conti con le sue origini e col suo passato.
La vita segreta di Ania è sconosciuta al protagonista Giovanni, come lo è maggiormente ai suoi familiari che preoccupati di alcuni eventi vogliono saperne qualcosa di più e avviano perciò indagini segrete. Partendo da una storia privata, il romanzo LA RUMENA si imbatte necessariamente in una serie di problemi tipici del nostro tempo e di una società multietnica e primi tra tutti il pregiudizio, il sospetto e in termini più ampi gli aspetti legati all’integrazione degli immigrati nelle nostre comunità.
La Rumena esce nelle librerie proponendo una storia intrigante perché si affaccia sull’ignoto, ma al contempo calda e familiare perché descrive con vicinanza il contesto di vita di una famiglia di una classica città di provincia italiana nella sua quotidianità, e lo fa con realismo: ne descrive i percorsi usuali, la routine, i punti saldi e talvolta anche i luoghi comuni.
L’autore Francesco Sassu nasce a Sassari nel 1944 e vi risiede fino ai venticinque anni. Nel 1969 si trasferisce a Cagliari dove lavora come formatore. Nel 2006 cura, insieme a Pier Sergio Caltabiano, il volume “Il Valore della competenza” edito da Franco Angeli.
Il suo primo libro di narrativa “Il Ragazzo di Predda Niedda” viene pubblicato nel 2010 da La Riflessione.

Fonte: Casteddu Online

Figli migranti. I minori romeni e le loro famiglie in Italia

Giovanni G. Valtolina (a cura di)
Franco Angeli 2012

L’esperienza migratoria di numerose famiglie romene, con almeno un figlio minorenne, residenti a Milano, Torino e Roma. Al centro della ricerca sono i minori romeni, migranti insieme alla loro famiglia, spesso molto vulnerabili, che necessitano di essere supportati nel percorso di integrazione nel nostro paese e nella definizione della propria identità.

Presentazione del volume

Il termine "sfida" può ben rappresentare la specificità di alcuni compiti di sviluppo che si impongono simultaneamente - e con la medesima urgenza - al minore straniero, figlio di genitori migranti. A una particolare serie di "sfide evolutive" sono dunque chiamati i figli di chi emigra, sfide il cui esito permetterà di giungere a forme più o meno adeguate di adattamento e di integrazione.
Il volume raccoglie i risultati di una ricerca finanziata dall'Unione Europea ( Children's rights in action. Improving children's rights in migration across Europe. The Romanian case ) che ha coinvolto numerose famiglie romene, con almeno un figlio minorenne, che hanno lasciato il loro paese per venire in Italia, residenti nelle aree metropolitane di Milano, Torino e Roma. L'esperienza migratoria di queste famiglie è stata analizzata secondo una prospettiva temporale che ha posto al centro i figli, tenendo conto di tre dimensioni: il passato, concernente il contesto di vita della famiglia nel paese d'origine e le motivazioni che hanno portato alla scelta di una migrazione familiare; il presente, ovvero l'integrazione della famiglia nella società italiana, con particolare attenzione alle risorse e ai rischi per il benessere dei figli; il futuro, quindi le speranze, i timori e le prospettive evolutive, con particolare riferimento alla circolarità che caratterizza spesso la migrazione romena. Destinatari principali del progetto sono i minori romeni, migranti insieme alla loro famiglia, spesso molto vulnerabili, che necessitano di essere supportati nel percorso di integrazione nel nostro paese e nella definizione della propria identità, per evitare il rischio di essere discriminati o emarginati per la loro appartenenza etnica.

Fonte: Roma-Intercultura

Ofelia Prodan: la giovane poesia romena

Autore: Irina Turcanu
Lun, 15/04/2013

«Confesso di essere una disadattata. Per me, la realtà è come un guscio d’uovo che mi sostiene, ma dentro vivo isolata. Non esiste, però, un isolamento perfetto e spesso giungono gli shock esterni ai quali si aggiungono tensioni interiori». Spiega così Ofelia Prodan il processo creativo che la spinge a scrivere poesia. Tante poesie. Quattro volumi in un solo anno. E un successo di pubblico davvero notevole.

Ho avuto modo di incontrare Ofelia personalmente, durante MigrAmore, un evento letterario promosso dall’A.D.R.I. (l’Associazione delle Donne Romene in Italia) e svoltosi a Milano. Era appena arrivata dalla Romania, stanca e in attesa di un altro volo, verso la Sardegna. Ho colto la stanchezza solo quando me l’ha confessata, perché mentre recitava i propri versi, in romeno, nonostante la platea italiana ma ugualmente rapita, aveva un’aria fresca ed energica. Ho dato voce, poi, su richiesta, alle traduzioni in italiano. E sono rimasta affascinata dalla poesia della Prodan, alla stessa stregua del pubblico presente.

Scrive versi taglienti, Ofelia, ricchi di riflessioni, sorprendenti, alcuni, addirittura, ti costringono a fermarti, rileggere, ripensare… Ritrovarti nelle rughe di espressione di un qualche personaggio. «Nella nostra società ai folli è proibito di essere folli. Sono stigmatizzati. Essi devono pensare bene, normalmente, benché nessuno sappia definire questo normalmente. Il piccolo Rapan, di cui parlo, è il pazzo che si crede il nuovo Messia, insegnando il diritto alla follia. Non scordiamoci che nell’antichità, i folli erano visti come una specie di santi. Essi hanno accesso a mondi che noi intuiamo appena. Agli scrittori accade qualcosa di simile. In apparenza, conducono una vita normale. Ma dentro di loro esiste un mondo completamente diverso da quello esteriore, un mondo che cresce gradualmente, come un embrione, fino a quando, inevitabilmente, richiede il diritto alla vita».

Ha iniziato a scrivere per gioco, ha continuato a giocare e gioca anche ora. E gioca abilmente con le parole, con i significati, con le immagini, con i personaggi, creando nuovi mondi, forse folli, e nuove prospettive, forse folli anche queste. Ma anche reazioni ad ancestrali timori superstiziosi, come nella poesia Il gatto nero, dove racconta: «In una splendida sera d’autunno camminavo saltellando contenta con un grappolo d’uva gigante nella mano sinistra. di tanto in tanto lanciavo un acino in bocca. era così dolce e aromatico che mi scioglievo dal piacere. ne stavo proprio centellinavo uno quando vidi un gatto nero con gli occhi gialli spaventosi pronto a tagliarmi la strada. guardavo negli occhi il gatto e sentivo come mi assaliva la paura. e se mi tagliasse la strada? se dovessi avere grande sfortuna? e se mi dovessi beccare un accidenti? il gatto mi guardava negli occhi con una zampina in aria, preparandosi a tagliarmi la strada. ero quasi paralizzato, quando all’improvviso mi colse una cruenta disperazione e feci un passo minaccioso verso il gatto, poi ancora uno e un altro ancora, fino a tagliargli io la strada».

Ofelia Prodan (Urziceni, 1976) ha esordito con il volume Elefantul din patul meu (Edizioni Vinea) e ha ricevuto il premio per l’esordio dell’Associazione degli Scrittori di Bucarest e della rivista Luceafarul. Ha pubblicato: Cartea unica (Edizioni Brumar); Invincibili (Edizioni Vinea); Ruleta cu nebun (Edizioni Vinea); In trei zile lumea va fi divorata (Edizioni Paralela 45); Ulise si jocul de sah/Ulysses and the game of chess (Edizioni Charmides). Ha partecipato a letture pubbliche in Romania, Spagna, Germania e Italia e i suoi componimenti sono apparsi in riviste spagnole, francesi e belghe. È membro dell’Unione Scrittori Romeni.

Fonte: Sul Romanzo

L'assurdo narrato dall'erede rumeno di Borges e Kakfa

10.04.2013

IL LIBRO. «Nostalgia», storie indecifrabili
Mircea Cartarescu: la letteratura come indagine delle mostruosità

Mircea Cartarescu

Mircea Cartarescu, 56 anni, di Bucarest, è considerato il maggior scrittore della letteratura rumena odierna. La sua presenza all'ultimo Salone del libro di Torino ha permesso di conoscerlo meglio. La raccolta di racconti Nostalgia (Voland, 430 pagine, 18 euro) presenta cinque storie — L'uomo della roulette, Il mendebile, I gemelli, REM, L'architetto — unite da contiguità stilistiche, che per l'autore formano un unico romanzo. Addentrarsi nella lettura è come porsi in un labirinto alla Borges o Kafka (non a caso sono i suoi ispiratori) dove la visionarietà dell'autore sconfina nell'assurdo e alimenta una profonda inquietudine sul significato dei testi. L'autore ammonisce a «non decifrare perché non c'è cifra, non decriptare perché non c'è cripta, ma indovinare, secondo l'arte della mantica». In L'uomo della roulette il protagonista è un poveraccio che finisce nelle bische dei giocatori di roulette russa e cerca di «scampare-campare», con la doppia sfida di uscire indenne dal colpo di revolver e di guadagnarsi da vivere riscuotendo le puntate. Sei pallottole nelle sei camere di scoppio del caricatore è l'apice impossibile della sua carriera. La sorpresa del finale cede subito all'amarezza di un inatteso epilogo, che induce nel lettore l'annunciata preoccupazione interpretativa. Il mendebile, neologismo per psicolabile, debole di mente (mendebilul in rumeno) è uno squarcio sull'infanzia con una banda di ragazzini sconvolta dall'arrivo di un piccolo saggio che racconta storie capaci di ipnotizzare i presenti. Il suo carisma lo porta a essere oggetto di scherno e a finire nella rete delle bassezze del gruppo. Di nuovo si pone il problema interpretativo: si allude a una figura reale, oppure alla condizione di escluso dell'intellettuale? Quest'ultima è la chiave preferita dai critici per spiegare un po' tutte le storie allucinate di Cartarescu, che ha subito per gran parte della sua vita la dittatura di Ceausescu. Allora «la censura si realizzava a più livelli e in ciascuno toglievano qualcosa dal tuo libro, come se gli stessi controllori, avendo paura del regime, dovessero dimostrare qualcosa; tutto veniva mutilato». Molta parte della sua opera, aperta al surreale, all'onirico e ai temi freudiani, andrebbe dunque letta in questa direzione, anche se l'autore ha sempre difeso gelosamente una sorta di diritto dell'assurdo a non giustificarsi. Un'iperbole incredibile è anche nel racconto finale, L'architetto, dove un uomo installa nella sua automobile Dacia la novità del secolo, un clacson che suona melodie immortali: consuma tutta la vita dentro l'auto a perfezionarlo, fino a trasformarsi in un tutt'uno con la macchina e assumere dimensioni gigantesche quanto il cosmo per l'idea folle di melocrazia, l'assoluto governato dalla sua musica. È una riflessione sulla degenerazione alienante dell'egoismo, ancora con uno sfondo difficile di ulteriori significati. «Tutta la letteratura è teratologia», sostiene Cartarescu, ossia fa i conti con le mostruosità create dalla fantasia umana.

Stefano Vicentini

Fontee: L'Arena

Alexandra Dinu a dat lovitura în Italia. Serialul în care joaca rolul principal e lider de audienţă

Thursday, 25 April 2013
Autor: Anca Simionescu

“Rosso San Valentino”, mini seria tv care cuprinde sase parti a cate 100 de minute fiecare, a avut premiera marti seara, la ora 21:10, pe Rai 1, si a adunat in fata micilor ecrane aproximativ 5 milioane de telespectatori. Serialul a castigat apriga batalie pentru rating, reusind sa devanseze talk-show-ul politic “Ballaro” de pe Rai Tre (4,9 milioane de persoane) si filmul de pe Canale 5 (3,335 milioane de persoane).

“Sunt foarte fericita! Reactia publicului si a presei imediat dupa primul episod a fost uluitoare! Lupta a fost grea, mai ales ca in Italia acum contextul politic este nesigur si toata lumea se uita la emisiuni de profil. Mai mult, pe alt canal de televiziune se difuza un meci de fotbal”, declara Alexandra Dinu.

Filmarile pentru seria tv “Rosso San Valentino” s-au desfasurat anul trecut, timp de șapte luni, in locatii precum Civitavecchia, Roma si Genova. In acest serial, Alexandra Dinu joaca rolul principal.

“O interpretez pe Laura, o tanara femeie care lucreaza la o fabrica de parfumuri in Franta si care se intoarce in Italia pentru a avea grija de tatal ei, grav bolnav. Dupa moartea acestuia, Laura decide sa ramana in Italia si sa creeze parfumul Rosso san Valentino, in memoria lui. In jurul acestei decizii se contureaza o poveste de dragoste aproape imposibila, cu un barbat aflat aproape de casatorie. Serialul se bucura de o distributie impresionanta, rolul principal masculin fiind jucat de celebrul Luca Bastianello.

Regizor este Fabrizio Costa, un nume mare in cinematografia italiana”, povesteste Alexandra. Cifrele de audienta sunt cu atat mai remarcabile cu cat productii americane consacrate precum “Mad Men”, “The Walking Dead”, “Dexter”, “The Killing” sau “Gossip Girl” se lauda cu varfuri de 2,9-3 milioane de telespectatori pe episod, cifre raportate la intreaga populatie a Statelor Unite.

Serialul “Rosso san Valentino” este difuzat in zilele de marti si miercuri, de la ora 21:10, pe Rai 1. Serialul poate fi urmarit si in Romania, ora de incepere fiind 22:10.

Sursa: EVZ.ro

L'Amleto rumeno di Roberto Bacci

Lunedì 22 Aprile 2013
Davide Raitano

L'Amleto di Roberto Bacci (photo: Nicu Cherciu)

“Amleto. Essere un altro Amleto” è stato presentato al Teatro Era di Pontedera come debutto della nuova messa in scena di Roberto Bacci.
Lo spettacolo era già stato rappresentato nel novembre del 2009 al Teatro India di Roma. Bacci ne è il regista, come allora. Cambia la compagnia (oggi il Teatro nazionale rumeno di Cluj-Napoca; ieri era la Compagnia Laboratorio di Pontedera) e anche la lingua.

Al nostro ingresso in sala, sei schermitori, duellanti con il volto coperto da una maschera, impugnano una spada, abbigliati alla maniera dei combattenti di Kendo, arte marziale giapponese.
Delimitati da tre pannelli lignei, con il loro movimento circolare, cingono una struttura ferrea mobile e praticabile di oltre tre metri, posta al centro del palcoscenico. La struttura è l'unico elemento di un'essenziale scenografia metaforica che descrive di volta in volta lo spazio e i tempi dell’azione, e su cui, sin dall'inizio, i performer combattano e si arrampicano.

Oltre al regno di Danimarca, contesto in cui si svolge l'intera vicenda shakespeariana, si ha la sensazione di trovarsi all'interno di un'arena di gladiatori, e il pubblico si trova catapultato immediatamente in un'altra dimensione. Forse un mondo parallelo, dove l'opera del Bardo muta forma, stile e soprattutto lingua: si parla in rumeno, e la comprensione è affidata a sopratitoli in italiano.

Amleto (Cristian Grosu) diventa qui prigioniero di un destino, il proprio, da cui non può scappare. Unico personaggio abbigliato alla maniera contemporanea, tutto di nero, è spinto dagli altri, simbolo delle forze cieche che lo obbligano ad agire, a ricordare e a rivivere la sua storia come una vera e propria maledizione. Nessuno di questi, all'infuori del protagonista, risulta essere connotato da una precisa introspezione psicologica. Tutti paiono in balia di tutti, così come di un vento generato da forze oscure, come Moire pronte a tessere il fato di ogni uomo che si pongono dinanzi al nostro cammino rendendoci maschere indefinite, svuotati di un reale potere sulla nostra esistenza.

È proprio sulle reazioni di Amleto nei confronti di queste forze che si struttura l'intero spettacolo, o almeno questo è quanto si evince dal foglio di sala, considerata la struttura poco limpida dell'intera messinscena.
La sua condizione è quella di un viaggiatore che ripercorre, forse inconsapevolmente, un luogo e un tempo che ha già vissuto. I duellanti subiscono una metamorfosi, come se venissero attraversati per caso dai personaggi del dramma. Non ci sono ruoli assegnati. La recitazione trova la sua ragione non tanto nelle parole dei personaggi, quanto nella grande partitura coreografica a cui questi si sottopongono. Basta una corona o un mantello perché uno degli schermitori diventi il re o lo zio di Amleto, per poi ritornare ad essere se stesso calandosi la maschera sul volto.
Amleto è circondato da Re, Regine, Spettri, Ofelie, Orazi e Poloni che si moltiplicano attorno a lui: “Ho vissuto con figure uscite da me stesso, eppure così piene di carne e sangue”.
Ne è un esempio il celebre monologo della pazzia di Ofelia, recitato in proscenio da una delle due attrici della compagnia, mentre, dietro di lei, l’altra si appropria della narrazione fisica del personaggio.

Tra gli attori emerge Cristian Grosu, abile nell'interpretare un Amleto che non si abbandona a dilemmi esistenziali, mostrando una considerevole e matura tecnica fisica e attorale.
Però, in generale, alcune scelte registiche, tra cui il fenomeno dello scambio di personalità che grava sui personaggi a seconda dei vari eventi, non permettono un andamento fluido della rappresentazione, forse per la volontà di voler troppo spiegare, insistendo su meccanismi che alla fine diventano ripetitivi. Lo spettacolo, pertanto, si mostra non ancora ben strutturato e poco aderente alle descrizioni del foglio di sala, da cui si comprendono certo molti più elementi.
Necessita probabilmente di ulteriori modifiche, che permettano di rendere più cristallina la struttura dell'assenza di ruoli unici assegnati, fenomeno non immediato, capace di gettare lo spettatore in un caos interpretativo non indifferente.
“Io mi perdo. Che si spenga il giorno. Che venga la notte”.

AMLETO. Essere, un altro Amleto
di William Shakespeare
traduzione in rumeno: Maria Rotar
regia: Roberto Bacci
con: Cristian Grosu, Cătălin Codreanu, Eva Crişan/Patricia Brad, Cătălin Herlo, Radu Lărgeanu, Miron Maxim, Irina Wintze
drammaturgia: Roberto Bacci e Stefano Geraci
scene e costumi: Marcio Medina
musiche: Ares Tavolazzi
scherma: Peter Habala
assistenti alla regia: Savino Paparella, Maria Rotar
assistente per le scene e i costumi: Valentin Codoiu
luci: Jenel Moldovan
direzione tecnica: Doru Bodrea
durata: 1h 30'
applausi del pubblico: 2' 36''

Visto a Pontedera (PI), Teatro Era, il 13 aprile 2013
Prima nazionale

Fonte: KLP Teatro

Le danze della Femminile: travolgente finale con la Polka rumena

Cultura

Casale Monferrato | 15/04/2013 — Arie e danze antiche e popolari sono state il tema proposto dall’Orchestra Femminile Italiana (diretta da Roberto Giuffrè) venerdì scorso per il concerto della sua stagione, che si avvale degli sfarzosi saloni dell’Accademia Filarmonica (nella foto).

Arie e danze di ispirazione antica come dalle musiche di Respighi e Grieg, o di origine popolare dell’Europa orientale come dalla creatività di Bela Bartok. Brani scritti per orchestra d’archi; essi hanno ottenuto efficacia dalla felice direzione di Roberto Giuffrè, che ha saputo sfruttare l’alternarsi delle varie gradazioni e intenzioni, grazie anche alla validità delle esecutrici, apprezzate nei “soli” strumentali del violino, della viola e del violoncello, ma anche nella compattezza d’insieme, nella qualità del suono e nelle sfumature esecutive.

Con la Terza Suite di Antiche Arie e Danze di Ottorino Respighi si rivivono sonorità fresche e ispirate, che nella versione per archi di brani del XVI° e XVII° secolo (ottenuti con smaglianti colori e attraenti armonizzazioni) sanno avvicinarsi allo spirito degli strumenti antichi.

Sapori arcaici nella melodia dell’”Italiana” iniziale, nelle canzoni del balletto “Arie di corte”, nella cullante “Siciliana” e nella “Passacaglia” conclusiva. Un collegamento tra il barocco e il tardo romanticismo si ha con la Holberg Suite op. 40 di Edvard Grieg. Dedicata a L. Holberg, drammaturgo nordico, nel bicentenario della nascita, in essa Grieg segue la struttura della “suite” barocca (contemporanea allo scrittore), raggruppando un insieme di danze, però non rinunciando a qualche riferimento volto al folklore nordico. Il Preludio (Allegro vivace) è seguito da due danze (Sarabanda e Gavotta con Musetta); il gusto settecentesco è apparso marcatamente nella serenità dell’Aria, seguita da un veloce Rigaudon in cui sono emerse parti solistiche sostenute dai pizzicati.

E ad un pubblico che aveva già dimostrato la sua attenzione e soddisfazione con gli applausi calorosi veniva offerto un finale dai colori più accesi, ricchi di sfaccettature, di ritmi impetuosi e di toccanti melodie. Con le “Danze popolari rumene” di Bela Bartok è stato presentato lo spirito del folklore balcanico in una sensibile proposta artistica; in un crescendo che attraverso la Danza col bastone, la Danza della fascia, la Danza sul porto,la Danza del corno è arrivato ad un travolgente finale con la Polca rumena e due Danze veloci (bissate a grande richiesta).

Mario Patrucco

Fonte: Il Monferrato

Amitie e l’Associazione Gaudeamus per la cultura moldava e rumena

aprile 15, 2013

Associazione Gaudeamus, Centro interculturale Massimo Zonarelli

Sabato 6 aprile al Centro Interculturale Zonarelli, AMITIE ha incontrato gli studenti moldavi e rumeni dell’Associazione Gaudeamus, associazione nata proprio dall’esigenza di riunire gli studenti universitari provenienti da questi due Paesi, ma anche aperta a tutti coloro i quali credono nello scambio culturale e nel dialogo come fonte di arricchimento reciproco.

Tra i partecipanti all’incontro di sabato anche il presidente dell’associazione, Vladislav Diacenco, che studia economia a Bologna. Il motto dell associazione è “Insieme, moldavi e rumeni per cambiare la mentalità”. E in linea con questa idea è stato pensato l’incontro con AMITIE e la proiezione di “This is my story. Or ours?”. Gli studenti hanno potuto esprimere le loro idee e le loro opinioni a partire dalle loro storie!

Ci siamo lasciati con l’impegno di diffondere AMITIE, i suoi valori di rispondere ai 10 quesiti e di rivederci numerosi al Festival AMITIE.

Grazie all’Associazione Gaudeamus che ha promosso l’incontro e grazie al Centro Interculturale Zonarelli che lo ha ospitato!

Fonte: Amitie-Community

lunedì 29 aprile 2013

Corsi di lingua, cultura e civiltà romena – a.s. 2013/14

Torino, 12 aprile 2013
Prot. n. 3417
Ai Dirigenti Scolastici delle scuole di ogni ordine e grado statali e paritarie di TORINO E PROVINCIA
all‘Ambito Territoriale per la Provincia di Torino
ai docenti Referenti per l’Intercultura

Oggetto: corsi di lingua, cultura e civiltà romena – a.s. 2013/14.

Si informano i Dirigenti delle scuole di Torino e provincia che, nell’ambito dell’Accordo culturale tra Italia e Romania, il Ministero dell’Educazione, della Ricerca, della Gioventù e dello Sport della Romania – Istituto della lingua romena – ha annunciato la possibilità di richiedere la prosecuzione o la nuova istituzione di corsi di lingua, cultura e civiltà romena per l’a.s. 2013/2014.
I corsi potranno essere rivolti ad alunni sia di nazionalità romena/moldava sia di altre nazionalità compresa quella italiana interessati a conoscere la lingua e la cultura romena e potranno svolgersi nelle sedi scolastiche che li richiedono, in orario aggiuntivo a quello curricolare, per una media di due ore settimanali consecutive da 50 minuti ciascuna. I docenti madrelingua saranno nominati e pagati dal Ministero romeno, il quale metterà altresì a disposizione materiali didattici per gli allievi.
Al termine dell’anno scolastico, gli allievi riceveranno un’attestazione della frequenza e del profitto riconosciuta dal Ministero della Romania. Ciascun corso potrà essere attivato in presenza di almeno 15 iscritti, provenienti anche da classi diverse ma appartenenti ad un medesimo ordine di scuola. Si invitano i Dirigenti Scolastici a presentare la richiesta di prosecuzione o di nuova istituzione dei corsi compilando l’apposito form al seguente indirizzo Internet:
http://linguestraniere.istruzionepiemonte.it  
entro e non oltre venerdì 3 maggio 2013.
Si raccomanda l’importanza di informare fin da ora le famiglie degli allievi e di acquisire l’adesione di quelle interessate a far frequentare il corso ai propri figli nel prossimo anno scolastico.
Qualora le richieste fossero superiori al numero di corsi che verranno concessi dal Ministero della Romania, avranno la priorità le scuole ove i corsi si sono già svolti positivamente nell’anno in corso e/o nei precedenti, nonché quelle con un numero più elevato di alunni interessati a partecipare.
Si ringrazia per la consueta disponibilità e collaborazione.

IL DIRIGENTE
TECLA RIVERSO

Fonte: Ufficio Scolastico Regionale Piemonte


Leggi anche:
USR Lazio: I Progetto di insegnamento della lingua, cultura e civiltà romena - Nuove attivazioni e prosecuzione dei Corsi 2013/14 -Scadenza 10 maggio 2013. Ufficio III

USR Lombardia: Dei corsi di Lingua, Cultura e Civiltà Romena sono offerti dal governo romeno presso le scuole italiane per l’ a.s. 2013-2014.I dirigenti scolastici che vogliano riattivarli o ospitarli presso il proprio istituto devono farne richiesta all’USRL entro il 13 maggio, come da circolare Nuovi corsi Lingua Cultura Civilta Romena. Si allega la Presentazione lccr in Italia

Istituto Giulio Torino

Chiude con successo il corso di formazione di volontari dell'Aos, nuove immissioni

L'Associazione AOS - Associaz. Oncologica Senigalliese, grazie alla preziosa azione di supporto svolta come collaboratrice insieme alla omologa Partner rumena "Stanful Nectarie" di Bucarest ha consentito l'avvio e la crescita- seppur graduale- su tutto il territorio rumeno (oltre la Capitale anche ad altre medie città come Cluj, Iasi, ecc.) sotto la direzione del patronato di medicina integrativa (Patmedin)- di una efficace esperienza di assistenza domiciliare per malati oncologici, portando in alto il nome di Senigallia anche negli ambienti medico-ospedalieri ed autorità politiche rumene.
Il partenariato relativo al Know How del Modello di Assistenza AOS, finanziato dalla CEE per il triennio 2010/2013 nell'ambito del Programma Operativo Sviluppo Risorse Umane (POSDRU), ha comportato anche scambi ed accordi curati dal Presidente AOS Dott. Paolo Quagliarini nonchè numerose visite a Bucarest di istruzione tecnica e cura del Dott. Menichetti Tito, Primario di Oncologia Ospedale di Senigallia ed altri nostri esperti.

Si è voluto dedicare un esclusivo incontro con i patners Rumeni, all’interno del Corso di formazione per Volontari organizzato dall’AOS, per mettere a confronto l’attività del volontariato svolto in entrambi i Paesi.

Sono stati passati in rassegna, con reciproca soddisfazione, i notevoli risultati conseguiti grazie alla collaborazione degli esperti dell'AOS con la parte rumena, rappresentata dalle Dott.sse Casandra Virlan - Esperta in monitoraggio del Progetto ed Anca Luca - Esperta Comunicazione nonchè della psicologa dott.ssa Adina Moraru che hanno portato i saluti del Presidente Dott. Sergiu Stan (impossibilitato) ed il caloroso ringraziamento anche dei malati e delle Autorità sanitarie rumene.

Nessuno avrebbe scommesso tre anni fa che in così breve tempo, la Romania , paese con una difficile storia politica pregressa, ridotte possibilità di intervento socio-sanitario e caratterizzato da un contesto socio-culturale molto chiuso, potesse con grande impulso realizzare un così grande cambiamento. Tutto ciò è stato possibile anche grazie al tutoraggio dell'AOS di Senigallia, insieme all’intervento sul territorio del Patronato Rumeno capace di garantire servizi di assistenza ( anche psicologica individuale e di Gruppo) diretta ai malati, in gran parte del territorio nazionale ma di essere riusciti a coinvolgere anche le strutture sanitarie, le scuole, artisti,ecc. in una diffusa campagna di sensibilizzazione culturale e di prevenzione: educazione stili di vita sana, distribuzione materiale informativo cartaceo e multimediale, campagna su mass media per screening di massa, ecc.

Intanto è terminato il Corso di Formazione dei Volontari con l'attenta e fruttuosa partecipazione di una quarantina di aspiranti, cui farà seguito colloqui di selezione ed un periodo di tirocinio, per una eventuale immissione nell'equipe socio-infermieristica domiciliare.

Il Corso , articolato su 8 Lezioni, è stato tenuto dagli Oncologi Dott.Tito Menichetti, dott.Massimo Marcellini, Dott.Danilo Massidda, dalla PsicoOncologa Dott.ssa Rossana Franceschini, con la partecipazione di altri esperti in altre discipline connesse e con il contributo prezioso degli infermieri e volontari dell’equipe AOS.

Il Presidente, Dott. Quagliarini, nel ringraziare i partecipanti, ha rimarcato l'esigenza di potenziare l'equipe socio- sanitaria anche con nuove immissioni di volontari per rispondere in maniera sempre più qualificata ai bisogni di assistenza e vicinanza dei malati oncologici, auspicando anche forme di solidarietà e di sostegno da parte della cittadinanza ( adesione alla sottoscrizione del 5 per mille, contributi volontari,ecc.) in grado di coprire le crescenti spese organizzative dell'AOS in concomitanza con l'aumento del volume di attività e con la stretta finanziaria degli Enti di Sanità Pubblica".

da Alberto Bruschi
portavoce AOS

Fonte: Vivere Senigallia

Diritti e i doveri dei cittadini europei di fronte alle elezioni comunali di Brescia

Incontro pubblica
Sabato 18 maggio 2013 ore 16.30, Casa delle Associazioni, Via Cimabue 16 - Brescia

Il Circolo Europei per l'Italia fedele alla sua idea di essere un generatore di passione politica continua a lavorare per promuovere i diritti dei tutti i cittadini europei residenti nel pieno rispetto dei doveri e della carta costituzionale italiana.

Spinti da questo entusiasmo il giorno 18 maggio alle ore 16.30 , presso la Casa delle Associazioni di via Cimabue 16, a Brescia, il Circolo Europei per l'Italia organizza un incontro pubblico sulla proposta di legge presentata alla Camera dei Deputati nel 2012 e che riguarda l'iscrizione automatica dei cittadini comunitari sulle liste elettorali aggiunte nei comuni di residenza.>Invece di allargare il diritto di voto ad altri cittadini stranieri noi proponiamo di rendere effettivo il voto amministrativo a chi questo diritto c'è l'ha già e in questa maniera snellire anche la burocrazia alla quale sono costretti oggi gli uffici elettorali dei comuni italiani.

A Brescia il nostro circolo invita i Candidati Sindaco alle prossime elezioni amministrative a partecipare a un dibattito pubblico su questo importante argomento vista anche la massiccia presenza di cittadini comunitari che oggi risiedono a Brescia e che hanno diritto di voto per le amministrative di maggio 2013

Su questo tema chiediamo alle forze politiche di promuovere delle serie politiche attive per la creazione di una
cittadinanza europea effettiva a partire dal diritto di voto amministrativo che, seppur previsto dalla legge rimane troppo spesso una lettera morta

L'anno scorso si sono già espressi a favore della nostra proposta di legge nomi illustri come il presidente , oggi
emerito ,della Camera dei Deputati, importanti deputati e senatori della Repubblica ma anche sindaci di grandi città italiane come Flavio Tosi e Piero Fassino.

Relatori:

Marian Mocanu - Presidente del Circolo "Europei per l'Italia"
Marco Baratto - Membro del Consiglio Direttivo del Circolo
Ovidiu Morosan - Coordinatore per Brescia del Circolo "Europei per l'Italia"
Giuseppe Fossati - Vicepresidente Circolo Europei per l’Italia
Ileana Fofuca – Coordinatore del Circolo Europei per l’Italia
Diego Garassino – Responsabile della Comunicazione del Circolo Europei per l’Italia
Candidati Sindaco alle elezioni comunali di Brescia 2013 e referenti politici locali e regionali.

Circolo Europei per l’Italia
www.europeiperlitalia.it
info@europeiperlitalia.it
Tel: 347 41 66 068

Tarca (Lista civica), con Marino per rappresentare comunità rumena a Roma

(AGENPARL) - Roma, 23 apr - Valerica Tarca sarà candidata nella Lista Civica per Ignazio Marino per l’elezione del consiglio comunale di Roma che si svolgerà il 26 e 27 maggio 2013. Cittadina italiana di origine rumena, laureata in economia e commercio, di professione assicuratrice, è da sempre impegnata nella lotta per i diritti dei più deboli e della comunità romena:

“Sono molto contenta di essere stata candidata nella Lista Civica per Ignazio Marino e condivido pienamente l’idea di Ignazio Marino di trasformare la Capitale in un luogo accogliente, efficiente e trasparente, dialogando con tutte le comunità di cittadini stranieri residenti a Roma, tra le quali la comunità rumena è la più numerosa. Da rappresentante della comunità rumena posso affermare che quando si tratta del benessere della nostra Roma noi ci siamo, con il nostro impegno civile e politico.

Il candidato Sindaco Ignazio Marino ha dichiarato inoltre di essere molto contento di questa candidatura sicuro che si arriverà ad un grande risultato elettorale se tutti i rumeni iscritti alle liste elettorali voteranno per la loro candidata Valerica Tarca e per Ignazio Marino sindaco.

Fonte: AgenParl


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Il voto ai comunitari: solo 3.500 su 80mila i romeni iscritti nelle liste elettorali di Roma

Dreptul de vot al cetăţenilor români în cadrul alegerilor administrative comunale din Sicilia

Catania, 19 aprilie 2013

Dreptul de vot al cetăţenilor români în cadrul alegerilor administrative comunale din Sicilia

În vederea desfăşurării alegerilor administrative comunale din Sicilia, din luna iunie 2013, Asociaţia SI.RO. Onlus (l’Associazione Siculo – Romena e con il resto del mondo Onlus) îşi informează membrii şi cetăţenii români interesaţi despre faptul că toţi cetăţenii străini comunitari care au obţinut rezidenţa în Sicilia şi care doresc să participe la alegerile privind reînnoirea administraţiei comunale, în vederea exercitării dreptului de vot, trebuie să înainteze o cerere de înscriere pe listele electorale ale comunelor de reşedinţă până la data de 30 aprilie 2013.

De asemenea, informăm asupra faptului că inclusiv persoanele de cetăţenie italiană, rezidente în ţările comunitare, deţin drept de vot în cadrul alegerilor administrative din Sicilia.

Asociaţia SI.RO. Onlus depune eforturi pentru a informa cetăţenii români, dar şi pe cei de alte naţionalităţi, aflaţi pe teritoriul Siciliei, despre faptul că stă în puterea lor să participe la viaţa socială a ţării şi a provinciei care îi găzduieşte.

Prof. Giovanni FALSONE
Preşedinte
SI.RO. Onlus
Associazione Siculo – Romena e con il resto del mondo Onlus

Asociaţia SI.RO. SICULO ROMENA E CON IL RESTO DEL MONDO, organizaţie non-guvernamentală şi non-profit (ONG / it. ONLUS), a luat fiinţă în data de 7 noiembrie 2006. Asociaţia a fost constituită în scopul de a oferi asistenţă imigranţilor proveniţi din România şi “din restul lumii”, aşa cum o arată însăşi denumirea Asociaţiei.

Preşedintele Asociaţiei, prof. Giovanni Falsone, este iniţiatorul şi promotorul acestui proiect. Ideea de a înfiinţa o asociaţie pentru ajutorarea românilor şi a cetăţenilor străini aflaţi pe teritoriul Siciliei i-a venit profesorului Falsone după ce a cunoscut în Italia mulţi români aflaţi în dificultate. “Prof. Falsone este mai român decât noi toţi”, potrivit exprimării unuia dintre membrii noştri de naţionalitate română.

Pentru mai multe informaţii, persoana de contact este:

Georgeta DAVID
Reprezentant în relaţia cu mass-media în România
Tel.: + 40747 533 887
E-mail: siro_06@yahoo.it
Web: www.siro-onlus.ro
Blog: www.asociatiasiro.wordpress.com

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Catania, 19 aprilie 2013

Dreptul de vot al cetatenilor romani in cadrul alegerilor administrative comunale din Sicilia

In vederea desfasurarii alegerilor administrative comunale din Sicilia, din luna iunie 2013, Asociatia SI.RO. Onlus (l’Associazione Siculo – Romena e con il resto del mondo Onlus) isi informeaza membrii si cetatenii romani interesati despre faptul ca toti cetatenii straini comunitari care au obtinut rezidenta in Sicilia si care doresc sa participe la alegerile privind reinnoirea administratiei comunale, in vederea exercitarii dreptului de vot, trebuie sa inainteze o cerere de inscriere pe listele electorale ale comunelor de resedinta pana la data de 30 aprilie 2013.

De asemenea, informam asupra faptului ca inclusiv persoanele de cetatenie italiana, rezidente in tarile comunitare, detin drept de vot in cadrul alegerilor administrative din Sicilia.

Asociatia SI.RO. Onlus depune eforturi pentru a informa cetatenii romani, dar si pe cei de alte nationalitati, aflati pe teritoriul Siciliei, despre faptul ca sta in puterea lor sa participe la viata sociala a tarii si a provinciei care ii gazduieste.

Prof. Giovanni FALSONE
Presedinte
SI.RO. Onlus
Associazione Siculo – Romena e con il resto del mondo Onlus

Asociatia SI.RO. SICULO ROMENA E CON IL RESTO DEL MONDO, organizatie non-guvernamentala si non-profit (ONG / it. ONLUS), a luat fiinta in data de 7 noiembrie 2006. Asociatia a fost constituita in scopul de a oferi asistenta imigrantilor proveniti din Romania si “din restul lumii”, asa cum o arata insasi denumirea Asociatiei.

Presedintele Asociatiei, prof. Giovanni Falsone, este initiatorul si promotorul acestui proiect. Ideea de a infiinta o asociatie pentru ajutorarea romanilor si a cetatenilor straini aflati pe teritoriul Siciliei i-a venit profesorului Falsone dupa ce a cunoscut in Italia multi romani aflati in dificultate. “Prof. Falsone este mai roman decat noi toti”, potrivit exprimarii unuia dintre membrii nostri de nationalitate romana.

Pentru mai multe informatii, persoana de contact este:

Georgeta DAVID
Reprezentant in relatia cu mass-media in Romania
Tel.: + 40747 533 887
E-mail: siro_06@yahoo.it
Web: www.siro-onlus.ro
Blog: www.asociatiasiro.wordpress.com

Perugia, stampa estera: “Spiegare la situazione politica italiana? E’ complicato”

Cronisti affermati nei loro paesi d’origine, cercano quotidianamente di raccontare l’Italia ai propri concittadini. Si tratta di Alina Harja, volto della tv rumena, Jean Claude Mbede, conduttore del tg alla Crtv camerunense e Hu Lanbo, direttrice del mensile Cina in Italia, riuniti allo stesso tavolo in occasione del festival del giornalismo di Perugia per raccontare i loro progetti editoriali, rivolti all’integrazione e alla conoscenza del proprio popolo. “Anche noi abbiamo avuto un Grillo rumeno – spiega Alina – ma non è andato oltre l’11%”. Sono tanti gli elementi di difficoltà che questi giornalisti incontrano nello spiegare la realtà italiana: “Spesso ai nostri lettori risulta incomprensibile”, oltre agli ostacoli burocratici e finanziari per tenere aperte le testate bilingue che hanno realizzato di Francesca Martelli



25 aprile 2013

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Amministrative 2013 a Rosolini: istanze per comunitari

Siracusa e provincia - Rosolini

Rosolini, 22 aprile 2013 – L’ufficio elettorale comunale comunica che in occasione delle prossime elezioni amministrative che si svolgeranno il 9 e 10 giugno 2013, i cittadini comunitari residenti nel Comune di Rosolini possono esercitare il diritto di voto per l’elezione del Sindaco e del Consiglio Comunale, presentando apposita domanda.

Le istanze, redatte su modulo predisposto, dovranno essere presentate presso l’Ufficio Elettorale del Comune (plesso via Bellini) entro e non oltre il 30 aprile 2013.

Fonte: OndaIblea

Trasporto aereo: compagnia romena low cost Blue Air sarà messa in vendita

Esteri - Economia

Bucarest, 11 apr 15:30 - (Agenzia Nova) - La più grande compagnia aerea low cost romena, Blue Air, sarà messa in vendita. Secondo fonti della compagnia aerea, ci sono già 5 o 6 investitori interessati all’acquisto della società. “Non e' stato ancora stabilito un prezzo per la compagnia perché non si sa cosa sarà venduto. Intendiamo vendere l'attività di volo ma Blue Air detiene partecipazioni anche in altre società come quella che gestisce l'Aeroporto della città di Bacau (est della Romania)”, hanno detto le fonti all’agenzia stampa “Mediafax”. La società edilizia Romstrade, che possiede anche Blue Air, è ora insolvente dopo che il suo proprietario, Nelu Iordache, si trova da quasi sei mesi in carcere con l'accusa di evasione fiscale. (Rob)

Fonte: Agenzia Nova

È un operaio romeno della Piana la vittima dell’incidente stradale

Due le ipotesi al vaglio della procura che nominerà un medico legale per effettuare l’esame necroscopico: o il giovane si è gettato dal ponte di Sorbano oppure qualcuno l’ha buttato di sotto

Cadavere di un uomo sull'A11

Si chiama Florian Constantin, 25 anni, romeno e residente a Capannori dove lavora come operaio il giovane venuto giù dal ponte dell’autostrada all’altezza di Sorbano giovedì sera poco dopo le 21,30. La polizia stradale di Montecatini che ha effettuato i rilievi ha già fornito al magistrato di turno in procura la prima informativa.

Dai primi accertamenti sembra che Constantin si sia portato sul luogo in sella alla sua bicicletta ritrovata accanto al guard rail. Cos’è accaduto dopo è al vaglio degli inquirenti. L’operaio potrebbe deciso di gettarsi di sotto scavalcando la rete posta ad oltre due metri e mezzo d’altezza e piombando sul parabrezza di un camion che percorreva l’A11 condotto da un autotrasportatore piemontese (il mezzo è stato posto sotto sequestro) che è ancora sotto choc. Oppure, ma l’ipotesi al momento pare essere la meno accreditata, qualcuno potrebbe averlo preso con la forza, dopo averlo stordito precedentemente, e gettato di sotto al viadotto. L’esame autoptico che verrà disposto nelle prossime ore cercherà di chiarire anche questi aspetti.

26 aprile 2013

Fonte: Il Tirreno

domenica 28 aprile 2013

Contro le disciminazioni di genere, una delegazione rumena visita il Consiglio Regionale della Campania

News 16 apr 2013

No a qualsiasi forma di discriminazione.

È stato ribadito durante i lavori della IV Commissione Speciale del Consiglio regionale della Campania a cui ha partecipato una delegazione rumena. Il Presidente del Consiglio regionale, Paolo Romano, ha accolto infatti il Sindaco del Comune Curtea De Arges, Diaconu Nicolae, l’ispettore principale del Comune di Murfatlar, Ciubuc Iuliana Fiorentina, il dirigente del Comune di Bucarest Cristian Ionescu, il presidente dell’Associazione A.vo.g. Romania, Diego Froncillo, che hanno preso parte all’audizione sulle discriminazioni di genere nel mercato del lavoro e nella società – lotta al fenomeno del mobbing. “Il Consiglio regionale della Campania – ha esordito il Presidente Romano – è particolarmente sensibile alle tematiche riguardanti la condizione femminile, anche grazie alla nutrita presenza di consigliere, che ne fa l’Assemblea regionale più rosa d’Italia. Sono certo – ha aggiunto- che il confronto con altre realtà europee sarà utile per migliorare ulteriormente il nostro contributo alla soluzione di problematiche che ci riguardano tutti da vicino”.

La Commissione Regionale per la prevenzione del mobbing sui luoghi di lavoro e contro le discriminazioni sociali, etniche e culturali fornirà il proprio contributo alla delegazione rumena nell’attuazione del progetto dell’Unione Europea previsto dal Fondo sociale europeo per la promozione delle pari opportunità nel mercato del lavoro e nella società. “La Campania è la prima regione in Italia ad avere approvato una legge elettorale – la legge n. 4 del 2009 – che consente la doppia preferenza e che ha portato in Consiglio regionale ben quindici donne elette – ha ricordato Angela Cortese – facendo ‘scuola’ anche sul piano nazionale tanto che, sulla scia di questa legislazione, anche alle prossime elezioni amministrative sarà possibile esprimere la doppia preferenza di genere”. La Consigliere regionale del Pd, già Assessore provinciale di Napoli con delega alle pari opportunità, ha inoltre ricordato che in Italia e particolarmente nel Sud la carenza di opportunità per le donne nel mercato del lavoro e le condizioni di lavoro ancora oggi penalizzanti per le donne, sono problemi drammatici rispetto ai quali il percorso delle istituzioni e della politica è ancora in salita e rispetto ai quali è fondamentale “fare squadra” nelle Regioni, in Italia, in Europa.

Fonte: Stranieri in Campania


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Commissione antimobbing Regione incontrano delegazione rumena

Firmato il Protocollo d’intesa sul distacco in Italia di lavoratori comunitari

Mercoledì 17/04/2013
a cura di: eDotto S.r.l.

Il 9 aprile 2013 è stato siglato un Protocollo d’Intesa tra il ministero del Lavoro e le parti sociali per porre fine all’unica deroga ancora prevista circa l’obbligo di iscrizione dei lavoratori alla Cassa Edile.

Il Protocollo d'Intesa riguarda il distacco temporaneo in Italia di lavoratori dipendenti da imprese straniere comunitarie ed ha lo scopo preciso di evitare che il ricorso al distacco costituisca un modo per eludere la normativa in materia, con evidenti conseguenze in termini di irregolarità retributive e contributive per i lavoratori edili.

A tal fine, dunque, è stato stabilito che anche le imprese comunitarie dovranno iscrivere alla Cassa Edile i dipendenti distaccati in Italia, al pari delle imprese italiane e di quelle extracomunitarie, se nel Paese d'origine non è prevista la copertura analoga a quella prevista per i lavoratori nazionali.

Ai fini della verifica della regolarità contributiva e retributiva, dunque, alla Cassa Edile dovrà essere presentata la documentazione riguardante il distacco stesso contenente, in particolare, il contratto di appalto o subappalto che giustifichi il distacco, il modello A1, copia delle buste paga emesse dall'impresa distaccante, oltre che copia della certificazione attestante gli adempimenti di natura assicurativa, nel caso in cui il lavoratore rimanga iscritto presso l'Ente assicuratore del paese d'origine, e il rispetto delle condizioni contrattuali di settore vigenti in Italia.

Inoltre, il Protocollo stabilisce anche che le Direzioni Territoriali del Lavoro provvederanno ad effettuare le necessarie verifiche presso le Casse Edili competenti circa l'iscrizione dei lavoratori distaccati, mentre le Casse saranno tenute a segnalare alle DTL eventuali anomalie relative alle imprese straniere comunitarie in distacco sul territorio italiano.

Le stesse parti firmatarie del Protocollo si sono impegnate, infine, a promuovere un collegamento diretto per lo scambio di informazioni allo scopo di garantire non solo la regolarità del mercato, ma anche l'adeguamento dei livelli della formazione dei lavoratori distaccati, nonché di programmare i necessari interventi per la sicurezza dei cantieri.

Fonte: AteneoWeb

Romena sola nella Capitale partorisce, mamma romana adotta lei e il bimbo

L'odissea di una giovane dell'Est ignorata per 4 ore in ospedale. Arriva Letizia, l'aiuta e la ospita in casa con il bimbo: «aveva paura glielo togliessereo perché non ha soldi e casa»

di LAURA BOGLIOLO

ROMA - Rannicchiata su una sedia, piange, si dispera. Ha il volto da bambina, occhi chiarissimi affogati in un mare di dolore. È sola, incinta di nove mesi, non parla italiano e crede di essere in un pronto soccorso. Da 4 ore aspetta che un medico la visiti, ma nessuno le si avvicina. Romena, vent'anni, la chiameremo Maria, incontra il suo angelo solo quando Letizia Pietrangeli, 48 anni, impiegata romana, entra nell'ambulatorio di Ginecologia dell'ospedale Umberto I per una visita: «Ho visto quella giovane disperata con il pancione e ho cercato di aiutarla».

SOLA IN ITALIA
Maria è stremata, è arrivata in ospedale dopo un lungo viaggio da una città del Sud. Poi nero sul suo destino: era andata in Italia in vacanza con il compagno che dopo qualche giorno è scomparso. A Maria resta solo qualche euro e un biglietto scritto dall’ex: «Torna in Romania da sola». La giovane prende il treno, a Termini si sente male: inizia la corsa in ospedale dopo aver chiesto aiuto a un tassista. Questa è la storia di Maria, di una giovane che si ritrova da sola, incinta di nove mesi, in una città caotica che per quattro ore la ignora. Ma è anche la storia dell’altra Roma, quella degli occhi di una mamma romana che ruggiscono quando si tratta di difendere la vita di un’altra madre. Letizia, separata, con un figlio, in quella sala d’attesa grida, cerca un medico: «Mi hanno detto - racconta - di andare al pronto soccorso, per la visita a Ginecologia erano necessari la prenotazione e il ticket. Al pronto soccorso un'infermiera credeva che volessimo saltare la fila nell’ambulatorio, ma Maria stava veramente male».

L’ANGELO IN SOCCORSO
Dopo la visita di un medico, la giovane viene subito ricoverata. Maria sdraiata su una barella lascia la mano di Letizia ma i loro sguardi restano impigliati nel mare mosso degli affetti. L'impiegata lascia il numero di cellulare alle infermiere che continuano a chiedere: «Ma lei è una parente?». No, Letizia è solo una sconosciuta con un gran cuore. Dopo qualche giorno arriva la telefonata: «Maria sta per partorire». L’impiegata lascia tutto, corre in ospedale, non vuole che la giovane sia sola. Assiste al parto, la consola e piange con lei quando nasce il piccolo. Ma intanto la legge fa il suo corso. Arriva l’assistente sociale: Maria non ha soldi, casa, lavoro. La giovane è terrorizzata, teme che possano portarle via il bimbo, chiama Letizia che racconta: «Mi si è stretto il cuore ho pensato a quale futuro potessero avere, soli, senza un euro». Letizia firma i documenti per il rilascio dall’ospedale, parla con l’assistente sociale, in pratica adotta Maria e il bimbo: li porta a casa. «Non potevo rimanere indifferente», dice mentre culla il fagottino seduta sul divano. «Ora la cosa più urgente è attivare la procedura per farle assegnare un medico di base», sussurra Letizia. Intanto è scattata l’ora della poppata, Maria prende il biberon: il latte materno non c’è più, scomparso per il trauma.

laura.bogliolo@ilmessaggero.it
Sabato 27 Aprile

Fonte: Il Messaggero

Desio, c'è una casa da affittare «Ma solo a una famiglia rumena»

19 aprile 2013
Case in affitto in Brianza (Foto by Massimiliano Rossin)

Desio - Settanta metri quadri, in un cortile del centro di Desio, a 550 euro al mese. Con una condizione. «Affitto appartamento solo a famiglia rumena». L'annuncio comparso sui cancelli e sui pali di diverse vie della città, soprattutto in zona stazione, ha attirato l'attenzione dei passanti. Il testo è chiaro e per essere ancora più chiaro è scritto sia in italiano che in rumeno. La persona che ha affisso il cartello spiega: «Non sono razzista, voglio solo rumeni perché intendo tutelarmi. Ho affittato l'appartamento ad una famiglia di italiani, che per due anni non mi hanno pagato. Non solo. Hanno distrutto la casa, l'hanno letteralmente devastata, provocandomi danni per almeno 30mila euro».

E poi: «Dopo varie vicissitudini e dopo aver messo di mezzo il tribunale, la famiglia italiana ha lasciato la casa. Ora voglio proteggermi: affitto solo ai rumeni, perché li conosco e so che si comportano bene. A loro conviene seguire le leggi ed essere educati. Non è nel loro interesse non rispettare le regole: vivono in un Paese straniero ed è meglio per loro non avere guai con la giustizia. Gli italiani, invece, se ne fregano. E a volte sono maleducati se non addirittura arroganti».

Fonte: Il Cittadino di Monza e Brianza

Enna, famiglia romena senza luce: adesso spera nel prefetto

19/04/2013 -

La società Fly Energia, erogatrice del servizio di energia elettrica, non ha ancora dato l’ordine di riallacciare la luce dopo averla staccata ai Teleanu che aveva pagato l’ultima bolletta con ritardo

di MARIANGELA VACANTI

ENNA. Usano candele tutte le notti, lavano i vestiti a mano e in acqua fredda, portando l'acqua in casa con le bacinelle. È il nono giorno senza elettricità in casa Teleanu, famiglia romena composta da due adulti e sette minori di cinque, otto, tredici, quindici e diciassette anni. La società Fly Energia, erogatrice del servizio di energia elettrica, non ha ancora dato l’ordine di riallacciare la luce dopo averla staccata alla famiglia che aveva pagato l’ultima bolletta con ritardo, nonostante i fax e le continue telefonate inviati. E dopo la denuncia ai carabinieri, i Teleanu hanno deciso di rivolgersi al prefetto Clara Minerva.
«Al numero di clienti della società, che è a pagamento, non risponde più nessun operatore – racconta mamma Valentina – ci fanno restare in attesa e abbiamo già speso 25 euro, adesso non possiamo più permetterci di fare altre chiamate». I coniugi Valentina e Marian hanno saldato il conto sabato 13, hanno inviato quattro fax e una mail ai contatti indicati nella bolletta, ma la luce non è più arrivata. Ora la parola passa al prefetto al qual viene chiesto di “ordinare l’immediata attivazione dell’energia elettrica e ridare dignità alla famiglie Teleanu”.

Fonte: Giornale di Sicilia

Rapporto UE: Trafficking in human beings, oltre 23mila le vittime di tratta in Europa

Attualità : (19/04/13)

In Europa, nel periodo 2008-2010, sono state identificate 23.632 vittime di tratta, di cui 6.426 in Italia, che si attesta come il paese europeo con il maggior numero di persone sfruttate. Il 69% delle vittime è rappresentato da donne. Le principali cause di sfruttamento sono di tipo sessuale e lavorativo. E riguardano soprattutto rumeni e bulgari. Questi alcuni dei dati contenuti nel primo rapporto sulla tratta degli esseri umani, realizzato dall’Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea.

Il traffico di uomini e donne costituisce un problema rilevante all’interno del contesto europeo, nonostante questo sono solo 6 gli stati membri dell’Ue (Svezia, Finlandia, Lettonia, Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca) ad aver recepito la direttiva 2011/36/Ue per la prevenzione e il contrasto della tratta degli esseri umani, la cui scadenza per il recepimento era stata fissata dalla Commissione Europea al 6 aprile 2013. La mancata adozione della direttiva comporta l’impossibilità di garantire la protezione delle vittime dai trafficanti, in quanto non è possibile mettere in atto provvedimenti di tutela per le vittime.

Le vittime di tratta sono aumentate del 18%, dal 2008 al 2010, e la maggior parte di esse sono donne, circa il 69%, gli uomini invece sono il 17%, mentre i minori vittime di sfruttamento rappresentano il 14% del totale.

Le cause dello sfruttamento sono le prestazioni sessuali (68%) e, in maniera più ridotta, lo sfruttamento lavorativo (25%). Ci sono anche altre forme di traffico come ad esempio il commercio di organi e il reclutamento nella criminalità organizzata, che ricoprono il 14% del totale.

I cittadini di Romania e Bulgaria sono le principali vittime europee di tratta. In costante crescita è il numero di quelle non europee, aumentate del 25%, e provenienti soprattutto da Nigeria, Cina e Vietnam.

Il 75% dei trafficanti sono uomini, e il numero dei sospetti autori di tratta di esseri umani è in calo del 17%, così come risultano diminuite del 13% le condanne per il traffico di esseri umani.

L’Italia è il paese europeo con il maggior numero di persone sfruttate e ridotte in schiavitù - circa 1/5 delle vittime totali - e la maggior parte di esse è di etnia rom. Il numero molto elevato di vittime in Italia può essere imputato a diverse cause: da un lato le organizzazioni criminali come mafia, ‘ndrangheta e camorra sono molto impegnate nel traffico di persone e, dall’altro, non bisogna trascurare il fatto che l’Italia sia un paese di transito per molti migranti, ossia i soggetti maggiormente vulnerabili ed esposti al pericolo della tratta.

L’Unione Europea per combattere questo fenomeno deve rafforzare la cooperazione e il coordinamento tra le autorità di polizia e giudiziarie degli Stati membri. La Strategia contro il traffico di esseri umani 2012-2016, adottata dalla Commissione Europea, è uno degli strumenti finalizzati a rafforzare la lotta al traffico degli esseri umani. In essa sono contenuti i diritti delle vittime di tratta nell’Ue, come ad esempio: assistenza sanitaria e legale, accesso alla giustizia, diritto alla residenza e al risarcimento danni.

La tratta degli esseri umani è il secondo business illegale nel mondo, preceduto dal mercato della droga.

I dati contenuti nel rapporto riguardano non solo i 27 paesi membri, ma anche Croazia, Islanda, Montenegro, Norvegia, Serbia, Svizzera e Turchia. La polizia, le organizzazioni non governative e le autorità che si occupano di immigrazione sono state la principali fonti delle informazioni.

Trafficking in human beings

Fonte: ProgrammaIntegra

Pescara, con la moto contro un palo: perde la vita un giovane centauro

Un 30enne è la vittima dell'incidente a Pescosansonesco, grave l'amico che viaggiava con lui

PESCARA - Un uomo di 30 anni, romeno, Radu Amariei, è morto per le conseguenze di in un incidente stradale a Pescosansonesco.

La moto che stava guidando è uscita di strada finendo contro un palo. È stato trasportato in elisoccorso al pronto soccorso dell'ospedale di Pescara dove è morto qualche minuto dopo.

Successivamente, anche l'uomo che viaggiava in moto con la vittima, e che almeno ad un primo esame sembrava fosse fosse rimasto illeso, ha accusato dei malori, poi peggiorati, che hanno indotto il personale del «118» ad accompagnarlo con urgenza in ospedale. Qui, dopo alcuni esami, l'uomo è stato ricoverato in prognosi riservata. L'incidente con la moto è avvenuto lungo la strada provinciale che collega Corvara a Pescosansonesco. Non si conosce l'esito degli accertamenti sulla dinamica.

Lunedì 22 Aprile

Fonte: Il Messaggero

Con lo scooter a tutta velocità contro un albero muore sul colpo giovane operaio romeno

Ieri sera alle 10.45 si è verificato un incidente mortale a Genzano in via Enrico Berlinguer, un tratto della tangenziale che attraversa il paese in direzione Lanuvio.
Ha perso la vita un giovane ragazzo di 26 anni, romeno, residente a Grottaferrata, operaio edile. Nicolay Feraru, era diretto a Lanuvio a casa della fidanzata, anche lei romena, proveniva da Grottaferrata dove abitava con alcuni connazionali. All'altezza del km 0,500 della tangenziale ha perso il controllo della sua moto, una Mbk 150 ed è finito prima sul marciapiede poi, probabilmente cadendo dal motoveicolo, contro uno dei grossi platani lungo la strada.

L'impatto per il giovane è stato fatale nonostante indossasse anche il casco. Poco dopo sul posto è giunta un'ambulanza del 118 di Genzano e una pattuglia della polizia strdale di Albano. Mentre una volante del commissariato provvedeva a chiudere la strada al transito. La salma dopo tutti gli accertamenti del caso da parte dei sanitari è stata portata presso la camera mortuaria dell'ospedale San Giuseppe di Albano, dove verrà eseguita l'autopsia. I familiari del ragazzo, padre, madre e una sorella, rintracciati grazie al datore di lavoro del giovane, che vivono in Romania, sono stati avvisati della tragedia in nottata.
Venerdì 12 Aprile 2013

Fonte: Il Messaggero

Morto pedone investito da auto a Torino

Vicino a cimitero Sassi. Il guidatore si ferma a dare soccorso

(ANSA) - TORINO, 21 APR - Un romeno di 38 anni, D.V., e' morto nella notte all'ospedale Cto di Torino dopo essere stato investito da un'auto. L'incidente e' avvenuto nella zona del cimitero di Sassi, dove l'uomo aveva attraversato la strada con semaforo lampeggiante. Il conducente della vettura, una Chevrolet Cruze, un giovane neopatentato di 20 anni, si e' fermato a prestare soccorso. Sull'accaduto indaga la polizia municipale che sta cercando testimoni per accertare la dinamica.

Fonte: ANSA

Benevento, contrada Pezzapiana: 59enne romeno trovato morto in un casolare. Giallo sulle cause del decesso

22/04/2013

Un 59enne di nazionalità romena, Viorel Bontas, è stato trovato senza vita all'interno di un casolare in contrada Pezzapiana alle porte di Benevento, dove viveva assieme ad altri connazionali. Ad allertare gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Benevento è stato un suo connazionale, 41enne, che viveva nel casolare con lui. L'uomo è stato trovato dai poliziotti nella sua stanza, a letto, senza vita. Il gruppo di romeni dimora nel fatiscente casolare in condizioni a dir poco fatiscenti, probabile quindi che Bontas è morto per cause naturali anche se l'uomo aveva una vistosa ferita sul collo con tracce di sangue trovate nella sua stanza. Interrogati dalla Polizia, i coinquilini hanno detto che l'uomo si era ferito con un incidente domestico ma era stato regolarmente medicato e dimesso in ospedale: spesso, assieme agli altri coinquilini, si arrangiava facendo il parcheggiatore abusivo nei pressi della zona commerciale di via dei Longobardi. Sarà il medico legale a stabilire le cause del decesso del 59enne e chiarire se si tratta di morte naturale o altro.

Fonte: Il Quaderno

Santa Ninfa, Agguato a un romeno: arrestato un pastore

Venerdì 19 Aprile 2013

L'agguato è avvenuto in un ovile dove il romeno si trovava da qualche giorno dopo che Catala no, lo aveva mandato via dal suo podere perché, secondo quanto ha dichiarato agli inquirenti, 'non gli piaceva come lavorava'.

SANTA NINFA (TRAPANI)- Ha confessato ed è stato arrestato con l'accusa di tentato omicidio e detenzione e porto illegale di munizioni e armi clandestine Salvatore Catalano, 38 anni, un pastore di Santa Ninfa che all'alba di ieri ha gravemente ferito, con un fucile cal. 12 caricato a pallini, il romeno Petru Saviuc, di 45 anni. L'agguato è avvenuto in un ovile dove il romeno si trovava da qualche giorno dopo che Catalano, lo aveva mandato via dal suo podere perché, secondo quanto ha dichiarato agli inquirenti, 'non gli piaceva come lavorava'.

I militari dell'Arma, dopo il tentato omicidio, ieri lo hanno rintracciato e hanno recuperato anche il fucile utilizzato per il tentato omicidio nascosto in un canneto vicino alla abitazione di campagna dell'arrestato. Catalano è stato interrogato a lungo alla Procura di Marsala; il pm che si occupa del caso, dopo averlo dichiarato in arresto, gli ha concesso il beneficio dei domiciliari. L'uomo, per la convalida dell'arresto, sarà processato per direttissima nel pomeriggio, a Marsala, da un tribunale collegiale. La vittima, intanto, è sempre ricoverata in gravi condizioni al trauma center Villa Sofia di Palermo; da quanto dicono i medici perderà la vista.

Fonte: LiveSicilia

Uccide "prostituta-amante" durante lite, arrestato nel cosentino

(AGI) - Cosenza, 20 apr. - Si chiama Cosimo De Luca, 42 anni, l'uomo fermato dai carabinieri per l'omicidio di Florentina Boaru, 19 anni, la ragazza romena il cui corpo, flagellato e avvolto in un sacco di plastica, e' stato ritrovato la sera del 16 aprile nel greto del torrente Colognati, a Rossano, sulla costa ionica cosentina. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i due avrebbero avuto una relazione. La ragazza sarebbe stata una prostituta, di cui l'uomo, sposato, si era invaghito. A seguito di una violenta lite, l'uomo, gia' noto alle forze dell'ordine, l'avrebbe uccisa. (AGI) De Luca sarebbe stato incastrato dalle intercettazioni telefoniche. Sarebbe stato lui stesso l'autore della telefonata anonima che ha avvisato i militari della presenza del corpo nel luogo del ritrovamento. Il telefonino usato era di proprieta' di un romeno, al quale era stato rubato qualche giorno prima.
La lite tra De Luca e la vittima si sarebbe originata dal fatto che l'uomo voleva che lei andasse a vivere in un appartamento di Rossano .

Fonte: AGI

'Ndrangheta: figlio boss Mancuso condannato per tentato omicidio

(AGI) - Vibo Valentia, 23 apr. - Tentato omicidio: questo il reato per il quale il gip del Tribunale di Vibo Valentia, Gabriella Lupoli, ha condannato a 5 anni di reclusione Luigi Mancuso, di 19 anni, figlio del boss della 'ndrangheta Giuseppe Mancuso di Limbadi, mentre 4 anni ed 8 mesi sono stati inflitti a Danilo Pannace, di 18 anni. I due imputati, giudicati col rito abbreviato, sono stati ritenuti responsabili del tentato omicidio del romeno Ion Sorin Sheau, aggredito e lasciato in strada con il cranio sfondato ed in un lago di sangue il 10 agosto del 2011 a San Gregorio d'Ippona, in provincia di Vibo.
Mancuso e' stato ritenuto responsabile pure del reato di atti persecutori in quanto non era la prima volta che la comunita' romena di San Gregorio veniva presa di mira. La stessa vittima dell'aggressione aveva dichiarato agli inquirenti di essere stato picchiato da Mancuso e Pannace i quali, dopo essergli saliti con un motorino su un piede, l'avrebbero ripetutamente colpito con calci, pietre ed un mattone, sino a fargli perdere i sensi. Il romeno era stato poi portato in condizioni disperate in ospedale a Catanzaro. Per Mancuso, difeso dagli avvocati Guido Contestabile e Francesco Sabatino, e' stata disposta quale pena accessoria l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, mentre per Pannace, difeso dagli avvocati Francesco Muzzopappa e Francesco Lione, l'interdizione e' di 5 anni.

Fonte: AGI

lunedì 22 aprile 2013

Milano. 25 aprile 2013. Mostra fotografica “Romania. Uno sguardo originario” in occasione della Festa Nazionale della Liberazione

Giovedi 25 aprile 2013. Mostra fotografica

ore 17.00

“ROMANIA. Uno sguardo originario” in occasione della Festa Nazionale della Liberazione

Nello spirito di leale amicizia che caraterizza i rapporti italo-romeni, il Centro Culturale Italo-Romeno di Milano in collaborazione con la Comunità di Studenti dall’Università di Brescia, Associazione Punto Missione hanno il piacere di invitarVI giovedi 25 aprile 2013, dalle ore 17 00, alla mostra fotografica: “Romania: uno sguardo originario”, dedicata alla Festa Nazionale della Liberazione, un giorno molto importante per la storia italiana.

La mostra è composta da 15 pannelli fotografici 35x70 cm, che raccolgono i soggetti più significativi ed espressivi selezionati da una raccolta di più di 30.000 fotografie scattate dagli stessi universitari dell’Associazione nel corso di soggiorni pluriennali in Romania. Il percorso dell’esposizione non è volto a commuovere i fruitori, ma a sollecitare un’apertura dello sguardo rispetto alla realtà romena;

I significati così veicolati sono quelli della conoscenza della cultura, del valore positivo della tradizione e della pienezza della vita romena, con l’intenzione di suggerire un atteggiamento che vada oltre la logica comune del pregiudizio e degli stereotipi mistificati che circolano nella nostra società a proposito del popolo romeno.

L'ideea della mostra nasce dal vissuto degli studenti dell'Università di Brescia, i quali partecipano da anni a progetti di partnership con la Romania, riconosciuti dall’Unione Europea: scambi culturali, Servizio Volontariato Europeo, Scambio Giovani, progetti di campi estivi.

Nella serata verranno proposti alcuni filmati che riguardano le attività di volontariato ed i progetti interculturali che coinvolgono i ragazzi dell' Associazione Punto Missione. I video presenteranno l'operato di Punto Missione in Romania in particolare le esperienze di alcuni ragazzi che hanno svolto in Romania almeno 6 mesi di Servizio Volontariato Europeo. E ancora una panoramica di video e fotografie sulle esperienze di campi estivi (tabere) che ogni anno si svolgono in Romania con una partecipazione di molti ragazzi italiani insieme ai romeni.

Un momento particolare nel programma: In memoriam Margareta Krauss (1946-2009), attrice romena di teatro e film, a quattro anni dalla sua scomparsa a Milano. Stabilita nel 1971 in Italia, ha svolto una ricca carriera artistica nei teatri milanesi.

La serata che gode del Patrocionio del Consolato Generale di Romania a Milano si svolgerà nell'ambito dell'iniziativa Caffe Letterario, come un progetto di scambio interculturale avviato in Biblioteca Romena, che ha già visto il suo primo evento in occasione della Festa Mondiale della Poesia, organizzato il 21 marzo 2013.

Seguirà rinfresco.

L'evento si terrà preso la Biblioteca Romena, VIA TREBBIA, 33, MM GIALLA, FERMATA PORTA ROMANA, CITOFONO 66

Informazioni:
www.Culturaromena.it
infoculturaromena@gmail.com ; cel. 3407638880

Gassman, io romeno dal cuore d'oro

In sala dal 18 aprile Razzabastarda, suo esordio alla regia
16 aprile

Gassman, io romeno dal cuore d'oro

di Francesco Gallo

"Ci sono in Italia sei milioni di migranti di cui un milione e mezzo romeni. Racconto di persone che sbagliano molto, violente, faccio vedere cose che nessuno vuole vedere, ma solo per l'integrazione. Il nostro paese sarà democratico quando i bambini di genitori stranieri saranno italiani". Così Alessandro Gassman parla di Razzabastarda, suo esordio alla regia, nelle sale dal 18 aprile in 50 copie distribuite da Moviemax. Nel film è Roman, un romeno poco di buono che vive in periferia spacciando cocaina, ma che ha a cuore solo il figlio Nicu (Giovanni Anzaldo) che ama in maniera esagerata. Come nella piece teatrale 'Cuba and his Teddy Bear' dello scrittore cubano Reinaldo Podov, già messa in scena da Robert De Niro e portata a teatro dallo stesso Gassman, protagonista è il rumoroso Roman, che ama urlare più che parlare ed è devoto alla Madonna Nera alla quale lo lega soprattutto un voto, quello di poter sognare per il figlio un futuro felice lontano dai guai con la giustizia. Nicu, invece, ha un po' vergogna delle sue origini romene che nasconde alla sua ragazza. Tra i personaggi di questa storia di periferia girata in bianco e nero ci sono poi Geco (Manrico Gammarota), socio d'affari di Roman e una sorta di zio di Nicu, il Talebano (Sergio Meogrossi), tossicodipendente colto e raffinato che affascina il giovane figlio di Roman come d'altronde la bella Dorina (Madalina Ghenea), fidanzata di Dragos (Matteo Taranto), malavitoso romeno nel campo della prostituzione. Infine, in Razzabastarda, anche un cameo di Michele Placido nel ruolo dell'avvocato Silvestri. "Nelle tre stagioni a teatro - spiega Alessandro Gassman, oggi a Roma per presentare questo film sostenuto da Amnesty International - oltre 230.000 persone sono venute a vedere questo spettacolo che era in 3d, a colori e non in bianco e nero. Questo è comunque un piccolo film - aggiunge - fatto in totale libertà. Lo considero, comunque, più che un lavoro iperrealista, un'opera impressionista. Non volevo che fosse un lavoro attaccato alla realtà. Per quanto riguarda le cose che mi accomunano ai personaggi di Razzabastarda, c'é il fatto di essere un sangue misto con una madre di razza ebraica, che dovette cambiare il suo cognome Ambron in Ambrosi durante il fascismo". L'accento romeno, spiega l'attore-regista, "l'ho perfezionato in tre anni di repliche a teatro. Molto poi l'ho appreso da due operai che mi hanno ristrutturato il bagno a casa e anche da alcuni trasportatori romeni della compagnia teatrale che per due anni, seguendo lo spettacolo serale, piangevano ogni volta. I romeni sono molto sensibili". Nel futuro di Alessandro Gassman ancora regie cinematografiche: "Ho due storie pronte, due commedie amare che hanno come protagonisti due anziani. Insomma sono pronto a continuare in questo lavoro di regista che mi piace molto".

Fonte: ANSA

Serata rumena con Dj Lassaria & Caitlyn

Inserito da Carmen

Super fantastico divertimento il 27 aprile con Dj Geo e Dj Emil Lassaria & Caitlyn, a Fashion Club sito in via Francesca Pennisi, 12 a San Prospero (PR)

Fonte: ParmaToday

Scomparsa da Passo Corese quindicenne di nazionalità romena

Da alcuni giorni i carabinieri del comando provinciale di Rieti sono impegnati nelle ricerche della minore di nazionalità romena Husarciuc Diana Andreea, di 15 anni, residente a Fara Sabina.

Da quanto denunciato dai genitori ai carabinieri della stazione di Passo Corese, tutto lascia pensare che la minore si sia allontanata volontariamente dalla propria abitazione la mattina del 13 aprile 2013.

Non si esclude che la ragazza, da poco trasferitasi a Passo Corese, frazione di Fara Sabina proveniente da Monterotondo, dove frequenta gli studi, possa aver trovato ospitalità presso suoi conoscenti. Alcune segnalazioni in corso di verifica avrebbero indicato la presenza della minore a Roma.

Chiunque dovesse aver notizie utili al suo ritrovamento può contattare la centrale operativa del comando provinciale carabinieri di Rieti tramite il numero d’emergenza 112.

Sabato 20 Aprile 2013

Fonte: RietInVetrina

domenica 21 aprile 2013

Invito a "The Valle Giulia Dialogues"

22 Aprile 2013, ore 18.00

Accademia di Danimarca, Via Omero 18

THE VALLE GIULIA DIALOGUES

Interventi di:

Christian Wiesner (Istituto Austriaco), Sheep without sheperds: how to get rid of your churchly duties. Residential obligation after the Council of Trent

Radu Cucuteanu (Accademia di Romania), Challenging the rules of Celibacy. Catholic missionaries in Moldavia after the Council of Trent

vallegiuliadialogues.blogspot.it  

lunedì 15 aprile 2013

Dal 18 al 21 aprile a Pozzuoli c'è "A Corto di Donne". Alle Stufe di Nerone e a Palazzo Toledo. Ingresso Gratuito

Prende il via la VI edizione di "A Corto di Donne"
Concorso internazionale di cortometraggi al femminile.
Quaranta opere selezionate di registe di tutto il mondo.
A Pozzuoli, Napoli, dal 18 al 21 aprile.

Quaranta film, selezionati tra i circa 500 lavori iscritti da 52 paesi di tutto il mondo, saranno presentati in concorso nella sesta edizione di “A Corto di Donne”, rassegna di cortometraggi al femminile, in programma a Pozzuoli, Napoli, dal 18 al 21 aprile.

Nata per promuovere i nuovi talenti del cinema al femminile e contribuire al rilancio di un territorio dalle straordinarie potenzialità turistiche, ambientali e culturali, la rassegna sarà ospitata in due luoghi simbolo della Terra del Mito: le Terme Stufe di Nerone, situate nel cuore dei Campi Flegrei, a ridosso dei laghi di Averno e Lucrino, e la rinnovata Biblioteca Civica di Palazzo Toledo, sede del Polo Culturale di Pozzuoli.

A giudicare le 40 opere in concorso, provenienti dall’Italia, dall’Europa (Bielorussia, Francia, Germania, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Romania, Russia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia), dall’Asia (Iran, Singapore), dal Nordamerica (Canada) e dal Sudamerica (Argentina, Cile), e ad assegnare il premio al miglior cortometraggio per ciascuna categoria, saranno apposite giurie formate da esponenti di prestigio del mondo dell’arte, dello spettacolo e della cultura. Il regista e sceneggiatore Nicola Barile, il direttore della Scuola Italiana di Comix Mario Punzo e la saggista e docente di storia del cinema Matilde Tortora per l’animazione. L’attrice Marta Bifano, il giornalista Ettore De Lorenzo e la regista e sceneggiatrice Barbara Rossi Prudente per la sezione documentari. Il regista e direttore della fotografia Daniele Ciprì, la casting director Marita D’Elia e la giornalista e critica cinematografica Angela Prudenzi per la fiction. Infine, per la videoarte, le filmmaker Alessandra Cianelli ed Emma Cianchi e il critico d’arte e storico del cinema Mario Franco.

Novità della sesta edizione è la giuria giovani, composta da studenti degli istituti superiori flegrei, che premieranno i migliori cortometraggi per ciascuna categoria.

Sarà inoltre attribuito, dalla direzione di “A Corto di Donne”, un premio speciale al miglior cortometraggio italiano, individuato tra tutti i lavori selezionati in concorso per la fase finale della rassegna.

Ospite d’onore e madrina della sesta edizione sarà il Maestro di bisso Chiara Vigo, sarda di Sant'Antioco, unica custode dell'antica sapienza per la lavorazione della fibra secreta dalla Pinna Nobilis (il più grande bivalve del Mediterraneo) da cui deriva il bisso o “seta del mare”.

Un omaggio al ruolo delle donne nelle lotte di emancipazione condotte dalla Resistenza in poi sarà reso nella serata inaugurale del festival, con lo spettacolo teatrale “Maestre di vita”, a cura delle attrici Mariella Fabbris ed Elena Ruzza.

Il tema della violenza sulle donne sarà il filo rosso della sesta edizione, attraverso un reading di brani letterari sulla drammatica realtà del femminicidio e la proiezione fuori concorso del corto di animazione “Forbici”, di Maria Di Razza.

Tra gli appuntamenti più attesi della rassegna, i Dialoghi di cinema in programma nella mattinata di domenica 21 aprile, presso la Biblioteca di Palazzo Toledo, un confronto pubblico con la partecipazione delle registe ospiti della manifestazione, quasi tutte presenti a Pozzuoli, dei giurati, degli studenti e degli altri addetti ai lavori che condivideranno riflessioni e punti di vista sul cinema.

Il festival, organizzato dal Comune di Pozzuoli, dall’associazione culturale “Quicampiflegrei” e dal Coordinamento Donne Area Flegrea, si avvale della direzione artistica di Giuseppe Borrone e Adele Pandolfi, e della direzione organizzativa di Rossana Maccario e Aldo Mobilio.

Patrocinano la manifestazione l’Azienda Autonoma di Cura, Soggiorno e Turismo di Pozzuoli, l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, il Centro Archivio Donne - Università degli Studi di Napoli L’Orientale e Pari e Dispari - Sportello Pari Opportunità del Comune di Napoli presso l’Università Suor Orsola Benincasa.

“A Corto di Donne” è un evento organizzato senza scopo di lucro per la promozione e la valorizzazione del talento femminile espresso attraverso il linguaggio del cinema.

L’ingresso alle proiezioni è gratuito.

Il programma completo è disponibile sul sito www.acortodidonne.it

Per ulteriori informazioni (+39) 347.6675785
Ufficio stampa: (+39)393.5861941

Acquisto della cittadinanza italiana - Roma, 16 aprile 2013 - ore 15:00‏

Convegno

Acquisto della cittadinanza italiana per i figli di cittadini stranieri nati in Italia
Proposte di modifica della legge N. 91/92 e d’integrazione della Circolare n. 22 del 7 novembre 2007

Roma, 16 aprile 2013 - ore 15:00
Accademia Alfonsiana, Via Merulana, 31

I numerosi progetti di legge presentati in Parlamento, l’intenso dibattito che da anni anima non soltanto il mondo politico ma la stessa società civile testimoniano senza dubbio la percezione dell’inadeguatezza della legge 5 febbraio 1992 n. 91 sulla cittadinanza italiana soprattutto in riferimento al desiderio sempre più diffuso di cittadinanza da parte delle c.d. seconde generazioni, intendendo con questa espressione i giovani stranieri figli di immigrati ma non essi stessi immigrati, in quanto nati o comunque vissuti in Italia nell’intero periodo della loro formazione linguistica e culturale in età evolutiva.

Il convegno è promosso da:
Centro Studi eMigrazione - Roma (CSER),
Consolato Generale del Perù in Roma,
Associazione di Promozione sociale Alexandra e
Associazione Onlus Insieme per l’Athos

Interventi di:

• Prof. Paolo MOROZZO DELLA ROCCA, Ordinario di diritto privato presso l’Università di Urbino, condirettore della rivista di studi giuridici "Gli stranieri".

• Dott.ssa Eugenia SERRAO, Giudice della Prima Sezione Civile del Tribunale di Roma.

• Avv. Giandomenico CATALANO, Avvocato del foro di Roma, vice presidente dell'Associazione Nazionale Forense (ANF) Sede di Roma.

• Mons. Giancarlo PEREGO, Direttore Generale della Fondazione Migrantes.

• Un RAPPRESENTANTE del Ministero dell’Interno.

Il Convegno rappresenterà non solo l’occasione per riassumere lo stato del dibattito in corso sulle prospettive di riforma della legge 91/92 ma, soprattutto, nell’auspicato confronto con il Ministero dell’Interno, il luogo per l’individuazione di quelle soluzioni che possano ulteriormente agevolare risposte positive alla domanda di cittadinanza italiana dei minori stranieri nati in Italia.

Per info: Cell. 3296749780 - alexandraaps@libero.it

Roma Intercultura

Festa romena con i bambini protagonisti

CASTELLAMONTE. I bambini figli di immigrati romeni, molti dei quali già nati in Italia, sono stati i protagonisti dell’annuale “Festa della Primavera con la Romania nel cuore”, svoltasi sabato scorso presso la biblioteca civica di Castellamonte, intitolata all’ex sindaco Carlo Trabucco.

E proprio ai più piccoli è stato riservato il privilegio di sventolare, con legittimo orgoglio, la bandiera giallo, rosso e blu, simbolo della loro nazione. L’iniziativa, organizzata dall’assessore alla Cultura, Nella Falletti, in collaborazione con l’associazione culturale “La Romania nel mondo”, ha visto una grande partecipazione di rappresentanti della comunità romena che a Castellamonte è diventata, con la presenza di ben 675 residenti (circa l’8% dell’intera popolazione della città della ceramica), una realtà importante e un modello, per certi versi, d’integrazione tra diverse nazionalità.

Guidati dalla promotrice dell’evento, Vali Ionescu, le relatrici hanno fatto un viaggio virtuale nel mondo delle tradizioni presentando i lavori del laboratorio creativo “Martisor”, simbolo della primavera, e illustrando alcune figure di donne che si sono imposte all’attenzione mondiale, come la famossissima ginnasta Nadia Comaneci, o la pittrice Alexandra Nechita.

Visto che di festa si trattava, non poteva mancare l’assaggio di alcuni dolci tipi del Paese balcanico molto apprezzati dai presenti. (d.r.)

12 aprile 2013

Fonte: La Sentinella del Canavese