La comunità romena si incontra e si racconta attraverso storie quotidiane, punti di vista, fatti di cronaca, appuntamenti e novità, per non dimenticare le radici e per vivere meglio la distanza da casa.
Informazioni utili per i romeni che vivono in Italia, per conoscere le opportunità che la realtà circostante offre e divenire cittadini attivi.

Bun găsit pe site! Benvenuto!

Comentează articolele publicate!

domenica 21 luglio 2013

La partecipazione del sassofonista romeno Nicolas Simion a Trieste Loves Jazz 2013 e Venice Jazz Festival 2013‏

COMUNICATO STAMPA

La partecipazione del sassofonista romeno Nicolas Simion a Trieste Loves Jazz 2013 e Venice Jazz Festival 2013

Nel periodo 23-25 luglio 2013 l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia sostiene la partecipazione del sassofonista romeno Nicolas Simion insieme al The Backyard Jazz Orhestra a due dei più importanti festival di jazz in Italia: Trieste Loves Jazz 2013 (martedì, 23 luglio 2013, ore 21:00, in Piazza Verdi a Trieste) e Venice Jazz Festival 2013 (mercoledì, 24 luglio 2013, ore 19:30, in Campo Bella Vienna – Rialto a Venezia e giovedì, 25 luglio 2013, ore 21:15, nei Giardini del Palazzo Municipale di Fiesso D'Artico – Venezia).
The Backyard Jazz Orchestra – è un progetto sostenuto dall’Istituto Goethe in collaborazione con Stefan Schultze e Peter Ehwald con lo scopo di presentare il ricco patrimonio musicale dei Balcani in una formula di jazz contemporaneo. L’orchestra è composta, sia da alcuni dei più famosi musicisti della regione, sia da quelli nuovi appena entranti sul palcoscenico del jazz internazionale.
Dell’orchestra fanno parte: Peter Ehwald, sassofono e clarinetto (Germania); Stefan Schultze, pianoforte (Germania); Martin Lubenov, fisarmonica (Bulgaria); Theresia Philipp, sassofono e flauto (Germania); Nicolas Simion, sassofono e clarinetto (Romania); Darko Sedak-Benčic, tromba (Croazia); Branko Ilievski, trombone (Macedonia); Gordan Spasovski, tastiere (Macedonia); Daniel Schröteler, percussioni (Germania); Elena Hristova, voce (Macedonia); Ermal Rodi, sassofono e flauto (Albania); Christian Altehülshorst, tromba (Germania); Nemanja Zlatarev, trombone (Serbia); Filip Gavranovic, chitarra (Austria); Fedor Ruskuc, basso (Serbia).
Nicolas Simion è uno dei pochi musicisti romeni della sua generazione a esser rimasto fedele al jazz romeno e a essersi fatto strada nel panorama europeo del jazz contemporaneo portando avanti le idee e l’esperienza della "generazione d'oro" del jazz autoctono (creatasi negli anni ’50-’60 con Jancy Körössy, Richard Oschanitzky, Marius Popp, Dan Mândrilă, Ştefan Berindei, Johnny Răducanu, Eugen Gondi, Aura Urziceanu e molti altri), consapevole che solo una sintesi del folklore romeno, della musica classica (soprattutto del ’900) e del jazz gli avrebbe conferito un’identità artistica, destinata a essere al contempo romena e universale. Etno jazz, folk jazz o world music... non importa tanto l’etichetta, quanto il contenuto e il messaggio di quest’arte sonora. La sua musica sa di romeno, senza che ci sia nulla di forzato; la tavolozza coloristica dei brani da lui composti, adattati o arrangiati, nonché la sua intera creazione incisa su oltre 30 CD sono la prova di oltre 30 anni di duro lavoro. Ne menzioniamo solo 3 CD del 2011: "Balkan Jazz" con la WDR Big Band (composizioni scritte da Nicolas Simion e arrangiate da Bill Dobbins); "Classic meets Jazz" con l'Orchestra d'archi della Filarmonica di Braşov e Nicolas Simion Group; "Magia Drops" Trio feat. Florian Weber (p) e Fausto Beccalossi (acc.) Nicolas Simion attualmente vive e lavora a Colonia (Germania).

La partecipazione di Nicolas Simion a Trieste Loves Jazz 2013 e Venice Jazz Festival 2013 gode del sostegno finanziario dell’Istituto Culturale Romeno.

Per ulteriori informazioni:
Trieste Loves Jazz - http://triestelovesjazz.com/2013/programma-2013/
Venice Jazz Festival - http://www.venetojazz.com/venezia-jazz-festival-2013/#.UeUhGb5H6M8

Responsabile progetto: MIHAI STAN
Tel. +39.041.5242309
Mail mihai.stan@icr.ro
ISTITUTO ROMENO DI CULTURA E RICERCA UMANISTICA DI VENEZIA

‘’SacrifICE”, un eveniment artistic de excepție deschis la Veneţia de maestrul Mihai Țopescu/‘’SacrifICE”, un evento artistico d’eccezione presentato a Venezia dal maestro Mihai Țopescu‏

COMUNICAT DE PRESĂ
‘’SacrifICE”, un eveniment artistic de excepție
deschis la Veneţia de maestrul Mihai Țopescu

Institutului Român de Cultură şi Cercetare Umanistică de la Veneţia are plăcerea de a vă invita la expoziţia „SacrifICE”, aparţinând maestrului Mihai Ţopescu în Mica Galerie a Institutului.

Expoziția “SacrifICE” are la bază un performance creat de artist în cadrul expoziției de la Palatele Brâncovenești, vernisată în luna aprilie a anului curent. Proiectul explorează tema sacrificiului de sine în scopul creației printr-un video care captează procesul de topire până la dispariție al autoportretului din gheață al artistului. Ritualul simbolic de transformare se împlinește prin crearea unei ediții limitate de 50 de fiole în care a fost îmbuteliată apa obţinută în cadrul performance-ului inițial, care vor însoţi lucrarea video de la Veneţia, alături de alte materiale ilustrative. Ediția este însoțită de un certificat de autenticitate.

Pentru realizarea acestui proiect s-au implicat nume importante ale artei contemporane românești și internaționale, precum Luminiţa Sabău, curator și inițiator al proiectului “Premiul European de Artă”, Victor Kornis, designer sau criticul de artă Cătălin Davidescu.

Mihai Ţopescu este absolvent al Institutului de Arte Plastice „Ion Andreescu” din Cluj, secţia sticlă, promoţia 1981, clasa prof. Cornel Ailincăi şi Mircea Spătaru. În anul 1985, Mihai Ţopescu a urmat un curs de specializare în cadrul Academiei Kunst Baden din Viena. Este membru al UAP Târgu Jiu şi Arad, iar din anul 2000 este membru al Centro Studio-Vetro Murano din Veneţia. Artistul a participat la expoziţii de grup şi personale în ţară (Bucureşti, Arad, Craiova, Târgu Jiu, Bacău) şi străinătate, în Danemarca (Ebeltoft), Cehia (Novy-Bor), Japonia (Kanazawa), Belgia (Bruxelles) Germania (Köln), Olanda (Tubbergen) şi a fost distins cu numeroase premii naţionale şi internaţionale.

Evenimentul este organizat în colaborare cu Uniunea Artiștilor Plastici din România, Filiala Gorj şi beneficiază de patronajul Primăriei orașului Veneția. Expoziţia, realizată cu sprijinul financiar al Institutului Cultural Român, va putea fi vizitată în Mica Galerie a IRCCU Veneţia din Cannaregio 2211, până pe data de 15 august 2013, de marţi până duminică, în intervalul orar 10-12 şi 15-20. Intrarea este liberă.

Pentru mai multe detalii:
http://www.icr.ro/venetia/evenimente-4/sacrifice-un-eveniment-artistic-de-exceptie-deschis-la-venetia-de-maestrul-mihai-topescu.html
Alexandru Damian, coordonator proiecte arte vizuale
Tel. +39.041.524.2309
INSTITUTUL ROMÂN DE CULTURĂ ŞI CERCETARE UMANISTICĂ
Palazzo Correr - Cannaregio 2214 (Campo Santa Fosca)
30121 Veneţia, ITALIA

---------------------------------------------------------
COMUNICATO STAMPA
”SacrifICE”, un evento artistico d’eccezione
presentato a Venezia dal maestro Mihai Țopescu

L’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia ha il piacere di invitarvi alla mostra “SacrifICE” del maestro Mihai Ţopescu nella Piccola Galleria dell’Istituto.

La mostra “SacrifICE” ha alla base un performance creato dall’artista per la mostra dei Palazzi di Brâncoveanu, inaugurata nell’aprile di questo anno. Il progetto esplora il tema del proprio sacrificio col fine di creare tramite un video che capta il processo di scioglimento fino alla scomparsa dell’autoritratto fatto di ghiaccio dell’artista. Il rituale simbolico di trasformazione viene compiuto con la creazione di un’edizione limitata di 50 fiale contenenti l’acqua risultata nell’ambito del performance iniziale, che completeranno l’opera video e gli altri materiali illustrativi. L’edizione è accompagnata da un certificato di autenticità.
Il progetto ha vede coinvolti importanti nomi dell’arte contemporanea romena ed internazionale quali Luminiţa Sabău, curatore ed iniziatore del “Premio Europeo d’Arte”, Victor Kornis, designer ed il critico d’arte Cătălin Davidescu.

Mihai Ţopescu è laureato dell’Istituto di Belle Arti “Ion Andreescu” di Cluj, sezione vetro, promozione 1981, classe prof. Cornel Ailincăi e Mircea Spătaru. Nel 1985 Mihai Ţopescu ha conseguito un corso di specializzazione nell’ambito dell’Accademia Kunst Baden di Vienna. E’ membro dell’Unione degli Artisti di Romania filiali Târgu Jiu e Arad, e dal 2000 è membro del Centro Studio-Vetro Murano di Venezia. L’artista ha partecipato a mostre di gruppo e personali in Romania (Bucarest, Arad, Craiova, Târgu Jiu, Bacău) e all’estero, in Danimarca (Ebeltoft), Rep. Ceca (Novy-Bor), Giappone (Kanazawa), Belgio (Bruxelles), Germania (Köln), Olanda (Tubbergen) ed è stato distinto con numerosi premi nazionali ed intenazionali.

L’evento è organizzato in collaborazione con l’Unione degli Artisti di Romania, Filiale Gorj e gode del patrocinio del Comune di Venezia. La mostra, realizzata con il sostegno finanziario dell’Istituto Culturale Romeno, potrà essere visitata presso la Piccola Galleria dell’Istituto Romeno di Venezia, Cannaregio 2211, fino al 15 agosto 2013, da martedì fino a domenica, nell’intervallo orario 10-12 e 15-20. L’entrata è libera.

Per ulteriori dettagli:
http://www.icr.ro/venezia/eventi/sacrifice-un-evento-artistico-d-eccezione-presentato-a-venezia-dal-maestro-mihai-topescu.html
Alexandru Damian, coordinatore progetti arti visive
Tel. +39.041.524.2309
ISTITUTO ROMENO DI CULTURA E RICERCA UMANISTICA
Palazzo Correr - Cannaregio 2214 (Campo Santa Fosca)
30121 Venezia, ITALIA

-------------------------------------------------------------------
Sacrifice
Sacrifice
Il video „Il Sacrificio” ha l’origine nella performance fattasi dall’artista. Una testa da saggio, belle e
trasparente, si dissolve. La forma versata nel ghiaccio sparisce pian piano,di una maniera quasi impercettibile.

Il volto con la barba ha dei contemplativi e sereni tratti di un filosofo antico. I tratti facciali si dissolvono, si sciolgono e si trasformano in un filino d’acqua catturato in vassoio. Panta rhei: tutto
fluisce. Sarebbe tentante credere che si trattasse di una metafora riferente ad Eraclito. Invece, nulla
possa essere così lontano da una simile verità. Infatti, ciò che si vede è l’autoritratto dell’artista Mihai
Topescu, di cui l’argomento è appunto la trasformazione. Il video “Il Sacrificio” presenta una trasformazione tramite i mezzi del sacrificio simbolico fino all’abbandono in sé del soggetto. Questa arte che non è soltanto un commento, bensì qualcosa più profondamente esistenziale, dando vita alla costante variazione e al continuo divenire. Ciò che esprime e in fei dei conti conditio humana – un aspetto da molto esplorato de Topescu.

Dopo la laurea all’Università dell’arte e Disegno di Cluj (Romania), l’artista si è dedicato all’artei del
vetro, specialmente per mezzo dei metodi non-tradizionali, adoperando un approccio più vicino alla
tecnica della scultura: spargendo e limando ciò che stavo per pensare dai blocchi massici. Ulteriormente ha esplorato la simbiosi del vetro col metallo, poi anche col legno, creando sculture dominate dal senso di monumentalità con dei tratti tectonici. Più tardi, verso la metà egli anni 90, si è allontanato dalla pesantezza materiale e sta lavorando di nuovo col vetro, di cui la trasparenza figurativa traspone delle forme e dei sentimenti in una sfera spirituale in cui la diafana corporeità del vetro perde subitamente il peso.

Il video dell’artista riprende il processo della de materialità, la concentrazione minimalista e non-corporalità e le porta più avanti. Sorprende così il processo della fusione della scultura di ghiaccio sul supporto digitale – accelerato e inquadrato. Con questa concessione a favore del ritmo veloce e moderno della percezione,Topescu sta per diventare un bambino dei nostri giorni.

Pantha rhei – troppo frettoloso!. Siamo testimoni dello sperdersi in una realtà velocissima. Eppure,
qualcosa di concreto ancor resta: il video viene accompagnato da una edizione limitata di 50 recipienti contenenti acqua disciolta dall’originario happening. Però, possa avere vera e lunga durata in una simile forma, ovvero sta andando verso un successivo stato di metamorfosi, totalmente qualcosa di nuovo? Sembra offrire la possibilità del ritardare il momento trasformazione oppure proprio dominarlo e, quindi, per partecipare così a ciò che si verifica ad essere un processo spirituale. “Il Sacrificio” mostra – come in Eraclito – il processuale e il contraddittorio, pure indissolubilmente tra di loro legati, il rapporto fra l’esserci,. il divenire e il perdersi.

Luminita Sabau

Italia e Romania sempre più unite

Economia
Nasce la Camera di Commercio romena in Italia
Intervista al presidente Eugen Terteleac

Miriam Carraretto
Mercoledì 10 Luglio 2013

12 miliardi di euro. A tanto ammonta l'interscambio commerciale complessivo tra Italia e Romania. In particolare, stando ai dati più recenti dell'Istituto Romeno di Statistica, solo nel primo semestre del 2012 Bucarest ha esportato verso Roma un valore di 2,77 miliardi di euro, in diminuzione rispetto al primo semestre del 2011 (-6,4%), ma pur sempre significativo. Le importazioni dal nostro Paese, invece, nello stesso periodo hanno raggiunto un valore di 3,08 miliardi di euro. Le società romene in Italia oggi sono circa 70mila, soprattutto ditte individuali impegnate nell'edilizia. Una su cinque si trova in Lombardia. Gli italiani in Romania sfiorano ormai le 35mila unità.

Il Paese oggi è il secondo più popoloso dell'est Europa, con i suoi 19 milioni di abitanti. Con un Pil pro-capite di 5.800 euro (la media Ue è di 24.500), è la 48esima economia del mondo. Una struttura economica ancora in fase evolutiva quella romena, duramente colpita dalla crisi ma in grado di reagire, soprattutto grazie allo slancio dato dal settore dei servizi, che fa sentire sempre più il suo peso a scapito di industria e agricoltura. E un'economia molto appetitosa per il nostro Paese.

È proprio alla luce delle interessanti opportunità di investimento, reciproche, che a Roma in questi giorni ha preso vita la Rappresentanza in Italia della Camera di Commercio e dell’Industria della Romania, per lo sviluppo dei rapporti bilaterali tra i due Paesi. Guidata da Eugen Terteleac, già presidente dell'Associazione Romeni in Italia, è patrocinata dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero dell’Economia di Bucarest.

Presidente Terteleac, da dove nasce l'esigenza di una struttura camerale per i rapporti Italia-Romania?

La aspettavamo da dieci anni, dal lontano 2003, quando costituimmo l'Associazione Romeni in Italia. Già allora scrivemmo nello statuto questo progetto. In quegli anni il numero di imprenditori romeni in Italia era molto basso, quindi non avrebbe avuto senso lanciarla. In questi anni abbiamo lavorato sodo e passo dopo passo ci siamo avvicinati al traguardo di oggi. I tempi erano finalmente maturi.

Quali obiettivi si prefigge?

Lo scopo è tutelare gli imprenditori romeni che operano in Italia, rappresentarne gli interessi e promuovere lo sviluppo delle relazioni e degli scambi commerciali ed economici tra i due Paesi, soprattutto alla luce della situazione di crisi, in cui le nostre imprese, a differenza di quelle italiane, non hanno strutture di supporto o tutela. Noi vorremmo dare loro questo, in collaborazione con altre strutture camerali italiane.

Concretamente di cosa si occuperà?

Vorremo cominciare da quei servizi di cui le imprese italiane già usufruiscono, come l'assistenza commerciale, fiscale e legale fino alla consulenza per i rapporti con le banche o gli investitori esteri. In più, intendiamo stimolare una collaborazione tecnica ed economica tra imprenditori e professionisti italiani e romeni. In Italia oggi la forza lavoro romena rappresenta il 2% del Pil, ma quello che vogliamo fare è anche favorire l’inclusione delle risorse umane e finanziarie. La Camera di Commercio romena, assieme all'Associazione Romeni in Italia, farà da ponte tra gli imprenditori dei due Paesi e promuoverà le opportunità di investimento per i romeni in Italia e per gli italiani in Romania.

Come si sono comportate le imprese romene in Italia durante la crisi?

Secondo i dati del Rapporto annuale sull'imprenditoria straniera in Italia elaborato dal Centro Studi della Cna, in termini numerici negli ultimi cinque anni le imprese estere in Italia sono cresciute del 40%, anche se oggi subiscono una certa flessione. Ciò significa che, durante gli anni di crisi, gli imprenditori stranieri e su tutti quelli romeni sono riusciti a crescere. Ritengo che questo possa essere un importante fattore da studiare per l'imprenditoria italiana. Chi riesce ad aprire un'impresa quando gli altri chiudono avrà una marcia in più, o no? Spesso gli stranieri riescono meglio semplicemente perché la differenza di potenziale genera movimento, energia imprenditoriale.

Qualche esempio virtuoso?

La ButanGas, tra le prime aziende italiane con titolare romeno, creata nel 1948, oggi è uno dei leader nazionali del settore GPL e ha una presenza capillare su tutto il territorio. La Bitdefender, produttrice di software di sicurezza, che serve 6 milioni di utenti in 90 Paesi del mondo, ha stipulato un contratto di partnership per la distribuzione dei suoi prodotti con Blufile. Solo per citare le più grandi.

Gli imprenditori italiani sono stati tra i primi investitori ad intravedere le opportunità offerte dalla Romania nel periodo immediatamente successivo alla rivoluzione del 1989, quando il Paese si è aperto al libero mercato...

È così. I primi investimenti italiani in Romania sono arrivati in prevalenza dal Veneto e si sono concentrati sui cosiddetti settori labour intensive: l'idea era delocalizzare parte delle produzioni e sviluppare tipologie di lavorazione per conto terzi di materie prime o semilavorati provenienti dall'Italia. Poi il contesto economico è gradualmente cambiato e le nuove opportunità che via via si sono venute a creare nel Paese hanno attratto imprenditori provenienti da tutte le Regioni italiane, oltre che dal resto dell'Europa. Nel 2007, quando è entrata nell'Unione Europea, è arrivata un'ulteriore svolta. Questo evento è stato essenziale anche per la presenza imprenditoriale italiana: si è passati da una pura e semplice delocalizzazione ad una vera e propria internazionalizzazione, con investimenti più strutturati e finalizzati anche all'inserimento nel mercato locale.

Come si sono evoluti i rapporti?

Gli italiani hanno iniziato via via a costituire joint ventures e a stipulare contratti con produttori locali per la fornitura e l'assemblaggio di parti meccaniche e beni strumentali, fino ad arrivare ad investimenti diretti di alcuni grandi gruppi italiani per la produzione di beni e lo sviluppo delle infrastrutture. Parallelamente si sono sviluppati anche investimenti nel settore dei servizi. Oggi, gli imprenditori italiani non vanno più tanto a produrre in Romania perché il costo del lavoro è più basso, ma sono diventate parte importante del tessuto economico locale, hanno costruito legami economici e affettivi forti con il territorio, si sentono romeni a tutti gli effetti. Oltre a piccole e medie imprese ci sono anche aziende italiane di medie e grandi dimensioni che hanno trasferito lì considerevoli investimenti finanziari e tecnologici.

In quali settori sono maggiormente coinvolte le imprese italiane?

Al primo posto c'è il commercio, sia all'ingrosso che al dettaglio, con il 24,93% del totale. Molto importanti sono anche l'industria estrattiva e manifatturiera. Nei settori manifatturieri tradizionali che hanno vissuto un boom di investimenti negli anni '90, c'è una presenza significativa di produttori di articoli di abbigliamento, pelletteria, lavorazione del legno, industria alimentare e fabbricazione di mobili. A Timis si è persino creato un vero e proprio modello distrettuale italiano con circa 3mila aziende italiane e miste attive, prevalentemente del Nord-Est.

Nonostante la corruzione piuttosto endemica, sono tante le opportunità di investimento in Romania...

In questo momento il consiglio per le imprese italiane è di investire in macchinari e apparecchiature, prodotti dell'agricoltura, della pesca e della silvicoltura, articoli di abbigliamento, soprattutto pelle e pelliccia. E ancora, nei prodotti alimentari, nella lavorazione metalmeccanica, nelle materie plastiche, nello sviluppo delle infrastrutture e dei trasporti, nell'energia, soprattutto nelle rinnovabili.

E i vantaggi in termini competitivi non mancano...

La Romania possiede un grande potenziale di sviluppo. Le sue risorse naturali sono molto ingenti: gas naturali, petrolio grezzo, minerali, carbone, persino tre giacimenti di oro e argento. Il mercato è tra i più grandi dell'est Europa e la popolazione è fortemente predisposta al consumo. Inoltre, bisogna considerare la posizione strategica al centro dell'Europa sud-orientale, la disponibilità di una forza lavoro istruita e a un costo ancora competitivo e i cospicui fondi strutturali messi a disposizione dall'Ue, che vanno assolutamente sfruttati al meglio.

Fonte: L'Indro

Frosinone. Camera di Commercio: delegazione romena ospite di Aspin

ECONOMIA - FROSINONE
11 luglio 2013

Una delegazione di funzionari delle Camere di Commercio Romene ospite dell’azienda Aspin nell’ambito di uno Study Tour

Frosinone - Una delegazione di Camere di Commercio della Romania è stata ospite, nella sede dell’Ente camerale di Frosinone, di Aspin, Azienda speciale per l’Internazionalizzazione. A fare gli onori di casa sono stati il Segretario generale della Camera di Commercio di Frosinone, Federico Sisti, la direttrice di Aspin Maria Paniccia e lo staff della stessa Azienda. Lo study tour in Italia, di cui si è resa protagonista la delegazione di funzionari delle Camere di Commercio rumene, è servito ai funzionari rumeni per conoscere il funzionamento e le attività svolte da alcune realtà camerali d’Italia. Tra quelle che hanno aderito allo scambio di esperienze anche la Camera di Commercio di Frosinone tramite Aspin. Il segretario generale Sisti, dopo aver presentato il territorio della Ciociaria, si è soffermato a spiegare nello specifico le attività svolte dall’Ente camerale. A sua volta la direttrice di Aspin Paniccia ha parlato dell’internazionalizzazione e delle iniziative promosse da Aspin volto ad affermare le aziende locali sui mercati esteri. La giornata di studio e di scambio di esperienze a Frosinone dei funzionari delle Camere di Commercio rumene rientrava nell’iniziativa di Mondimpresa che, su indicazione dell’Unione Italiana delle Camere di Commercio (Unioncamere), ha partecipato su richiesta della Camera di Commercio di Timisoara (Romania) all’avviso di Fondo Sociale Europeo della Romania. In tale ottica Mondimpresa è partner nel progetto presentato dalla Camera di Commercio di Timisoara intitolato “SIAS – Schema Innovativo de Adaptabilitate si Specializare”. Compito di Mondoimpresa era quello di organizzare in Italia uno study tour per i funzionari delle Camere di Commercio rumene, aderenti all’iniziativa, presso Enti camerali italiani cui ha aderito anche Frosinone tramite Aspin.

Fonte: Ciociaria Oggi Notizie

Sassuolo: arriva in prestito Alexe

18 Luglio 2013 SPORT

(ANSA) - ROMA - Il Sassuolo ha ufficializzato sul proprio sito l'arrivo in prestito, con diritto di riscatto, dell'attaccante Marius Alexe. Il romeno 23enne proviene dalla Dinamo Bucarest e vanta 7 presenze in Nazionale. La voce relativa all'attaccante paraguayano Lucas Barrios, ex del Borussia Dortmund e ora ai cinesi del Guangzhou Evergrande di Marcello Lippi, viene definita invece fantasiosa.

Fonte: ANSA

Cappi di Forza Nuova, una lettrice romena: "Il razzimo ci distruggerà"

Una nostra lettrice di nazionalità romena, Dorina, badante a Pescara da ormai 12 anni, commenta la vicenda legata al Ministro Kyenge e ai cappi di Forza Nuova

Una lettrice· 16 luglio 2013

"Vivo in Italia ormai da 14 anni, e da 12 anni faccio la badante a Pescara. Sono molto dispiaciuta per le polemiche dopo che il partito Forza Nuova ha esposto dei cappi e manifesti contro l'immigrazione. Pescara è una città dove si vive bene.

Io sono sempre stata rispettata e ho sempre rispettato le Leggi, pagato le tasse e non ho mai avuto problemi. Mi dispiace che si possa pensare a Pescara come una città che maltratta gli stranieri perchè non è così. Il razzismo però è un problema che certe persone devono superare, perchè può solo creare conflitti e peggiorare la vita di tutti, stranieri e non.

Spero che i giovani e le nuove generazioni vivano più sereni e in un clima di rispetto. So che molti miei connazionali rumeni vengono in Italia e a Pescara per fare i delinquenti, ma per questo non si può classificare un popolo e lo straniero in generale."

Fonte: Il Pescara

Frontale a Cherasco: muore 48enne romeno

Scontro frontale nei pressi di Cherasco

Cuneo - E' un 48enne di nazionalità romena residente ad Alba, I. P., autista presso la Bra Servizi, la vittima del tragico incidente avvenuto stamane a Cherasco sulla Sp 661 Bra-Cherasco. L'uomo ha perso la vita a seguito dell'impatto tra la sua Panda e una Golf guidata da un'altra persona, rimasta seriamente ferita, ma non in pericolo di vita. Inutili i soccorsi prestati al 48enne romeno: è morto poco dopo il terribile impatto.

Fonte: Grandain

Imperia: autopsia sul corpo della romena 39enne, morte sopraggiunta per una emorragia all'utero

CRONACA | martedì 16 luglio 2013

Al momento i medici che hanno condotto l’esame, coordinati dal Dott. Luca Tajana, si sono riservati un nuovo summit (che dovrebbe svolgersi a Pavia) per capire con esattezza le cause del decesso e le eventuali responsabilità.

E’ durata poco meno di tre ore l’autopsia, disposta dal sostituto procuratore Carmen Addesso che ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo, sul corpo di Daniela Cretu, la donna romena di 39 anni, morta per un’emorragia all'utero, poche ore dopo il parto, la settimana scorsa.

La morte è da attribuire, secondo i primi riscontri, ad un arresto cardiaco per una emorragia massiva, dovuta alla rottura dell’utero. Al momento i medici che hanno condotto l’esame, coordinati dal Dott. Luca Tajana, si sono riservati un nuovo summit (che dovrebbe svolgersi a Pavia) per capire con esattezza le cause del decesso e le eventuali responsabilità, anche se l’accaduto non è del tutto anomalo, tenuto contro del terzo figlio della donna ed al parto ‘indotto’.

E’ stato nominato dal Dott. Tajana, un ginecologo di Pavia, il Dott. Bertorello, con il quale verrà fissato un appuntamento per una nuova riunione tra medici per studiare meglio il caso, anche in funzione dei prossimi esami istologici che verranno eseguiti. La donna romena di 39 anni, che viveva ad Imperia da tempo, è morta notte tra giovedì e venerdì scorso alle 3.30, in seguito ad una emorragia che si è presentata poco dopo il parto del suo terzo figlio, un maschietto che sta bene.

La donna, arrivata a termine gravidanza normalmente, è entrata in sala parto nella serata di ieri e, alle 22, ha dato alla luce il piccolo. Poco dopo è emersa l’emorragia ed è stata subito riportata in sala operatoria per la massiva emorragia ‘post partum’ in atto. Dopo l’intervento è stata trasferita nel reparto di rianimazione dove, purtroppo, alle 3.30 ha cessato di vivere.

Carlo Alessi

Fonte: SanremoNews


Leggi anche:
Infermiera partorisce e muore
Imperia, muore di parto a 39 anni

Misterele morții românului aruncat la gunoi în Italia

Monday, 15 July 2013
Autor: Antoaneta Etves, Paul Ciocoiu

Mihai Iştoc ar fi murit acum patru ani, după ce a căzut de pe o schelă. De atunci nu s-a mai ştiut nimic de el. Autorităţile se mişcă greu şi nu au fost în stare să stabilească cine e dispărutul.

Mihai Iștoc este muncitorul care ar fi murit accidental pe un șantier din Italia și ar fi fost aruncat la gunoi de patron. Mii de români muncesc la negru în Italia

La patru ani de la descoperirea unui cadavru într-o pădure de lângă Torino, anchetatorii italieni au făcut un anunţ: este un muncitor român, Mihai Iştoc, susţine cotidianul italian Corriere della Sera. În timp ce ştirea a apărut în presa italiană şi română la sfârşitul săptămânii trecute, la Bucureşti încă nu se ştie exact cine este acest Mihai Iştoc. În baza de date a Poliţiei Române nu apare nicio persoană dispărută cu acest nume, iar autorităţile italiene nu au comunicat părţii române nimic până la apariţia înformaţiei în mass-media, au declarat, pentru EVZ, surse consulare.

E weekend, nu se lucrează

Ca şi în cazul accidentului tragic din Muntenegru, când 18 români şi-au pierdut viaţa - autorităţile române nu s-au mişcat pentru că este weekend. La numărul de telefon de la Consulatul General al României la Torino n-a răspuns nimeni, iar reprezentanţii Biroului de Presă al Ministerul Afacerilor Externe ne-a cerut să facem solicitare, „ca să se intereseze de caz”, precizând că este weekend şi se lucrează cu personal redus. Pe de altă parte, cei de la Biroul de Presă al Poliţiei Române au precizat, pentru EVZ, că nu există niciun român cu numele de Mihai Iştoc dat dispărut, pentru că nu a depus nimeni plângerea la noi în ţară.

Contactat de EVZ, ministrul delegat pentru relaţia cu românii de pretutindeni, Cristian David, a spus că a văzut cazul şi că se încearcă, în această perioadă, o comunicare între partea română şi cea italiană, pentru a vedea exact cine este Mihai Iştoc şi cum s-a stabilit că persoana găsită acum patru ani decedată este românul. „În baza de date sunt mulţi cu acest nume plecaţi în afară. Trebuie văzut cine este exact şi cum s-a stabilit identitatea. Dacă avea familie în România- de ce nu a anunţat Poliţia Română că nu mai ştie nimic de el?”, a explicat David.

Cadavrul găsit la gunoi

Potrivit cotidianului citat, anchetatorii din Italia au fost alertaţi, în iunie 2009, de doi vânători de mistreţi care au descoperit cadavrul unui bărbat într-un depozit ilegal de gunoi dintr-o pădure de lângă Torino. Nu avea acte, iar trupul era gol şi în putrefacţie avansată, ceea ce ar fi îngreunat identificarea. Numai că, după patru ani, presa italiană a anunţat: bărbatul găsit în pădure este un muncitor român, în vârstă de 45 de ani, care lucra ilegal pe un şantier din apropiere de Torino.

„În data de 8 iunie 2009, a căzut de pe o schelă de la mare înălţime şi a murit. Pentru că-l angajaseră la negru şi nu-i oferiseră echipament de siguranţă, patronii au decis să scape de cadavru pentru a evita problemele cu legea şi l-au aruncat pur şi simplu la groapa de gunoi”, informează „Gazeta Românească” din Italia, care mai scrie că soţia românului l-ar fi căutat disperată în tot acest timp şi că Iştoc ar avea doi copii.

Semnele de întrebare

Legat de cadavrul descoperit acum patru ani mai există o serie de lucruri neelucidate:

1. De ce nu a depus nimeni plângere la Poliţia Română că a dispărut?

2. Cum s-a stabilit identitatea lui, dacă românul muncea la negru?

3. De ce prietenul lui, care susţine că în ziua morţii, 8 iunie 2009, l-a văzut fără suflare pe Iştoc, nu a spus nimic? Patronul italian şi un amic de-al acestuia i-au cerut să plece că „se ocupă ei”, potrivit presei italiene. Pe de altă parte, EVZ a aflat că ar fi existat o plângere privind dispariţia lui înregistrată în Italia şi că ADN-ul s-ar fi stabilit după o probă luată de pe un pulover. Cert este că autorităţile române habar nu au cine este Mihai Iştoc.

Sursa: EVZ.ro

--------------------------------------------------------------------------------

IL CADAVERE di un RUMENO TROVATO NEL 2009 nell'ASTIGIANO.
L'interpol segnala scomparsa

Morì in cantiere, lo nascosero in discarica
Senza nome per 4 anni, il Dna riapre il caso

Perse la vita cadendo da un ponteggio.Datori di lavoro accusati di avere occultato cadavere per evitare noie

Morti bianche

Meglio farlo scomparire, il cadavere di quel manovale rumeno precipitato dall'impalcatura di un cantiere dalle parti di Venaria, nel Torinese: se lo avessero visto i carabinieri, le rogne sarebbero state inevitabili. Assunto al nero, e poi quella caduta dovuta alla mancanza di imbracature. Ecco perchè, durante una mattina del giugno 2009, il corpo senza vita di Mihai Istoc, 45 anni, la moglie e i due figli rimasti ad attenderlo in Romania, venne gettato - come fosse un sacco di spazzatura, e non uomo - su un divano lasciato in una discarica abusiva tra i boschi dell’Astigiano dove 10 giorni dopo venne trovato da da due cacciatori di cinghiali. Per quattro anni quello rimase un cadavere senza nome. Un fantasma sconosciuto all'anagrafe. Una storia non differente da altre che si ripetono in tutta Italia: se si muore sul lavoro, e se non c'è contratto, può capitare che il cadavere sparisca per evitare noie giudiziarie.

Mihai Istoc, 45 anni, nella foto consegnata a «Chi l'ha visto»Mihai Istoc, 45 anni, nella foto consegnata a «Chi l'ha visto»
«MORTE BIANCA» - Se in questo caso c'è stato un finale differente, pur sempre amaro, è grazie al test del Dna che ha svelato e ridato dignità a un nome ed un cognome che altrimenti sarebbero stati cancellati. Ma emerge anche il risvolto della brutta storia di una «morte bianca» condannata a restare seppellita se, appunto, i cani non avessero trovato quel corpo senza vita. Nulla sembrava aiutare a riconoscere l'identità del cadavere. Scarnificato, mangiato dai cinghiali. Senza documenti negli indumenti.

LA SEGNALAZIONE DELL'INTERPOL - La svolta un anno fa, quando l'Interpol segnalò alle autorità italiane la scomparsa del manovale. Una nota vagliata con attenzione dal procuratore di Asti Giorgio Vitari e dal pm Maria Vittoria Chiavazza che hanno deciso di riaprire quel fascicolo ad un passo dall'archiviazione. Le denunce di sparizione di tutto il Piemonte sono state ricontrollate una ad una dai carabinieri, individuando possibili collegamenti con la scomparsa del muratore uscito di casa a Torino per cercare un lavoro in cantiere. Sveglia puntata al'alba, nella speranza di essere reclutato al «mercato delle braccia» da un «caporale» per una paga non superiore ai trenta, quaranta euro al giorno. Senza orari, dieci, dodici ore filate. Senza regole, tutto al nero. E senza la certezza di essere pagati. Abitudini vigenti in tutto lo Stivale, tanto al Nord quanto al Sud: il «soldo» pattuito viene pagato a fine lavoro per due terzi. Poi il datore scompare, si nega alle telefonate. «Chi insiste, viene allontanato a spinte dai cantieri, minacciato con la pistola, oppure picchiato. E se per caso hai un malore oppure un infortunio - racconta Marco Bazzoni, uno degli animatori di «Articolo 21», associazione che si occupa di diritti del lavoro - devi stare zitto. E pregare che tu non abbia bisogno di un ospedale, perchè altrimenti diventi un problema pesantissimo per i padroncini per cui lavori».

«Mercato delle braccia» a Milano (Fotogramma)«Mercato delle braccia» a Milano (Fotogramma)
LA SPARIZIONE DI MIHAI - Appunto, un problema per chi ti paga: quel che forse era divenuto il povero Mihai, senza vita. L'ultimo a vederlo fu il fratello, che ne denunciò la sparizione. Poi una prima svolta nelle indagini. Il volto del manovale somigliava con quello ricostruito al computer dalla polizia scientifica sulla base delle analisi sulla salma. Il test del Dna ha fornito la conferma. I carabinieri hanno scandagliato tutti i contatti di Istoc, fino a giungere ad un altro manovale romeno.
I due erano amici, e per il pranzo volevano vedersi per consumare un panino assieme. Sotto interrogatorio, è stato lui a dire di aver trovato il connazionale: «L'ho raggiunto al cantiere vicino a quello presso cui lavoravo io. Era morto». Mihai, assunto in nero, cadde da un’impalcatura. Era su un ponteggio, senza cinture di sicurezza e imbracature.

PORTATO VIA SU UN DIVANO - Stando alla testimonianza raccolta dagli inquirenti, il datore di lavoro di Istoc giunse in cantiere accompagnato da un amico, un artigiano. Che al rumeno avrebbero detto di sparire, «ci occupiamo noi di tutto». Sottratti i documenti e il cellulari del morto (mai più trovati, tanto che i due sono stati denunciati per furto, oltre che per omicidio colposo e sottrazione di cadavere) avrebbero architettato la «messinscena», come la definisce Antonio Foti, l'avvocato del testimone. Il cadavere di Mihai Istoc venne caricato su un divano preso dal cantiere - probabilmente per meglio trasportare il corpo privo di vita - e gettato, dopo essere andati via in automobile, in quella discarica nell'Astigiano, a una ventina di chilometri da Venaria. Poi il passaggio di quei cacciatori, l'indagine che riprende. Un nome e un cognome che vengono riassegnati ad un corpo senza nome. «Ma c'è ancora un rischio - osserva amaro Carlo Soricelli, direttore dell'Osservatorio indipendente di Bologna morti sul lavoro -. E cioè che questo povero lavoratore rimanga uno dei tanti morti che spariscono dalle statistiche, solo perchè non assicurate e prive di contratto».

11 luglio 2013
Alessandro Fulloni

Fonte: Corriere della Sera

giovedì 18 luglio 2013

Lansarea revistei "Cealaltă Românie", 21 iulie‏

Duminică, 21 iulie, începând cu ora 10, la Accademia di Romania are loc conferinţa de lansare a revistei Cealaltă Românie, publicaţie lunară de expresie românească finanţată prin DPRRP din cadrul MAE.

Evenimentul este organizat de Asociaţia Părinţilor Români din Italia, iar în deschidere va vorbi profesorul Gabriel Marin de la Royal Military College of Canada din Kingston, Ontario, Canada, pe tema Diaspora românească într-o Europă Unită.

Vă aşteptăm,

Ovidiu PUFU
Terzo Segretario, Affari Politici/ Affari Stampa
Via Nicolò Tartaglia, 36 00197 ROMA
E-mail: ovidiu.pufu@roembit.org
roma.mae.ro

Cavalese, mostra e laboratorio di iconografia di Scuola Romena

Da Mauro Morandini il 17 luglio 2013

La Cooperativa Terre Comuni di Tione di Trento già da anni opera e collabora con diversi partner in Trentino-Alto Adige ed internazionali dalla Romania, nell’ottica dello scambio di esperienze e di idee, del confronto e del dialogo reciproco interculturale.

Proseguendo la nostra attività culturale, nella convinzione che l’animazione della comunità passi dai giovani attraverso l’implementazione di progetti che li vedono protagonisti del proprio presente e artefici del proprio futuro, siamo lieti di presentare, in collaborazione con il Comune di Cavalese, una mostra interamente dedicata all’arte sacra iconografica di scuola romena.

Dodici ragazzi, accompagnati da quattro insegnanti, provenienti dalla Romania, saranno venerdì 19, sabato 20 e domenica 21 Luglio 2013 presso l’atrio del Palafiemme a Cavalese e in Viale Marconi a Pinzolo in Val Rendena, per allestire un’esposizione di icone dipinte a mano. Durante il fine settimana inoltre sarà possibile vedere gli artisti all’opera mentre dipingono su vetro e legno le icone religiose e con la presenza di un interprete che possa agevolare la comunicazione tra il pubblico e gli artisti.

Un ringraziamento particolare all’amministrazione comunale di Cavalese, in particolar modo nella persona del Vice Sindaco Michele Malfer per la sempre gentile sensibilità e disponibilità a portare avanti in collaborazione con Terre Comuni, progetti artistico – culturali che contribuiscono ad arricchire le relazioni culturali tra il Trentino e la Romania.

Fonte: ValleDiFiemme

mercoledì 10 luglio 2013

III-a edizione del Festival teatRomania‏

Cari amici dell'Accademia di Romania,

Vi invitiamo alla terza edizione del festival italo - romeno teatROmania _ emersioni sceniche.

Il Festival i propone un programma molto interessante e si svolgerà tra l‘11 e il 14 luglio 2013 presso la sede dell'Accademia di Romania.

Per maggiori informazioni consultare il sito http://www.teatromania.info/ .


Il programma del Festival

DALL’ 11 AL 14 LUGLIO ROMA_ ACCADEMIA DI ROMANIA

INGRESSO LIBERO a tutti gli spettacoli

Giovedì 11 luglio

giardini dell’Accademia

Ore 20.00: APERICENA e presentazione festival

sala esposizioni

Ore 21.00: DA QUANDO SONO AL MONDO performance-concerto su testi di Emil Cioran

con Umberto Fabi e Paolo Schianchi_produzione Scenari Armonici (Parma) e Emersioni Sceniche

la rotonda

Ore 22.00: HUNGER SONGS performance su testi di Andrei Pleșu

con Gey Pin Ang, Francesca Netto e Nickolaj Nickolov_ produzione Sourcing Within (Singapore/Bulgaria)

Venerdì 12 luglio

la rotonda

Ore 21.30: VERSO UN’ALTRA FIAMMA dall’opera di Panaìt Istrati

con Vlad Scolari, Alice Protto e Federico Branca Bonelli, adattamento e regia di Vlad Scolari_ Produzione Wasabi (Milano).

a seguire emersioni critiche incontro con gli artisti

Sabato 13 luglio

la rotonda

Ore 21.30: DONNE SOLE da Dario Fo & Franca Rame

con Eliza Noemi Judeu, regia Geo Balint, produzione Pouch Theatre Company (Bacău, Romania)

Premio „Ștefan Iordache” al festival internazionale Gala Star, Bacău, 2012

a seguire emersioni critiche incontro con gli artisti

Domenica 14 luglio

Sala esposizioni

Ore 21.00: L’ILLUSIONISTA tratto da Matei Vișniec

con Tazio Torrini, regia di Letteria Giuffrè_ produzione Telluris Associati (Pontedera/Firenze)

la rotonda

Ore 22.00: LA LUCE DEL BUIO tratto da Matei Vișniec

con Dan Mirea, regia di Dan Vasile, produzione Teatrul de Vest Reșița (Romania)

Accademia di Romania in Roma

"Dreaming Apecar", o poveste româno-italiană. Un scurtmetraj de Dario Leone‏ / “Dreaming Apecar”, una storia italo-romena. Un cortometraggio di Dario Leone‏


Comunicat de presă

Dreaming Apecar - o poveste româno-italiană
- Un scurtmetraj de Dario Leone -

Institutul Român de Cultură şi Cercetare Umanistică de la Veneţia a sprijinit în cursul anului 2013 realizarea scurtmetrajului „Dreaming Apecar” care îi are în rolurile principale pe Lorenza Indovina şi Mircea Andreescu, în regia lui Dario Leone (câştigătorul secţiunii de scurtmetraje al premiului Solinas 2010 cu filmul Adina e Dumitra).

„Dreaming Apecar” a fost prezentat în cadrul mai multor festivaluri de excepţie: „Arcipelago” de la Bari, Italia (16-23 martie); Festivalul de la Cannes 2013, Short Film Corner; Cecchi Point din Torino; Festivalul CINESTESIA din Legnano – unde a obţinut Menţiunea specială; AS FILM FESTIVAL 2013 din Roma – de asemenea, câştigător al Menţiunii speciale a juriului; Festivalul cinemAvvenire, Roma (15 iunie 2013).

Scurtmetrajul este o „comedie socială” care descrie schimbările societăţii din Italia zilelor noastre, o Italie afectată de criza economică şi problemele de integrare a emigranţilor – fapt inimaginabil până acum pentru italieni. Acţiunea filmului este plasată la Torino, unde există o comunitate românească foarte numeroasă. Filmul subliniază raportul dintre românii şi italienii din nordul Italiei din punct de vedere uman şi social, şi este o parodie reuşit pusă în scenă de personajele principale (prin inversarea rolurilor care revin de regulă românilor şi italienilor în societatea italiană): o italiancă rămâne fără loc de muncă şi devine angajata unui bătrân român, care nu vorbeşte limba italiană.

Scurtmetrajul (cu o durată de 15 min.) este co-produs în proporţie de 10% de Casa de filme Elefant Films România şi realizat cu sprijinul C.E.R.T.O – Consorţiul Antreprenorilor în Construcţii Români din Torino, Cooperativa Socială Ass.i.s.te din Torino, Institutul Român de Cultură de la Veneţia şi beneficiază de patronajul Consulatului Român din Torino şi a Primăriei oraşului Torino.

De asemenea semnalăm că până pe data de 11 iulie, scurtmetrajul “Dreaming Apecar” va putea fi vizionat on-line pe cotidianul Lastampa.it:
http://www.lastampa.it/2013/06/21/multimedia/cronaca/il-trailer-del-film-dreaming-apecar-onBd8Hw3QCguRk0B1TPCaI/pagina.html

Pentru mai multe detalii:
Alexandru Damian, coordonator proiecte arte vizuale
Tel. +39.041.524.2309
INSTITUTUL ROMÂN DE CULTURĂ ŞI CERCETARE UMANISTICĂ
Palazzo Correr - Cannaregio 2214 (Campo Santa Fosca)
30121 Veneţia, ITALIA

----------------------------------------------------------------------------------------------------

Comunicato stampa

“Dreaming Apecar” - una storia italo-romena
- Un cortometraggio di Dario Leone -

L’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia ha sostenuto nel 2013 la post-produzione del cortometraggio “Dreaming Apecar” che vede nei ruoli principali Lorenza Indovina e Mircea Andreescu, nella regia di Dario Leone (vincitore della sezione di cortometraggi del premio Solinas 2010 con il film Adina e Dumitra).

Il film è stato presentato nell’ambito di vari festival: “Arcipelago” di Bari (16-23 marzo); Festival di Cannes 2013, Short Film Corner; Cecchi Point di Torino; Festival CINESTASIA di Legnano – vincitore della Menzione speciale; AS FILM FESTIVAL 2013 di Roma – vincitore della Menzione speciale della giuria; Festival cinemAvvenire, Roma (15 giugno 2013).

Il cortometraggio è una “commedia sociale” che descrive i cambiamenti della società italiana attuale, un’Italia in crisi economica e con problemi di integrazione degli immigranti – fatto impensabile fino a qualche anno fa per gli italiani. La storia si svolge a Torino, dove la comunità romena è molto numerosa. Il film rileva il rapporto tra romeni e italiani dell’Italia settentrionale dal punto di vista umano e sociale, una parodia ben messa in scena dai personaggi principali (grazie all’inversione dei ruoli che normalmente si ritrovano nella società italiana): una donna italiana rimasta senza un lavoro diventa badante di un anziano romeno che non parla l’italiano.

Il cortometraggio (durata 15 min.) è coprodotto al 10% dalla società romena Elefant Films Romania, ed è stato realizzato con il sostegno di C.E.R.T.O - Consorzio degli Imprenditori Edili Romeni di Torino, della Cooperativa Sociale Ass.i.s.te di Torino, dell'Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia e vanta il patrocinio del Consolato Romeno di Torino e della Città di Torino.
Segnaliamo inoltre che fino al 11 luglio il cortometraggio “Dreaming Apecar” sarà on line sul sito del quotidiano Lastampa.it, il terzo quotidiano on-line più letto in Italia:
http://www.lastampa.it/2013/06/21/multimedia/cronaca/il-trailer-del-film-dreaming-apecar-onBd8Hw3QCguRk0B1TPCaI/pagina.html

Per ulteriori dettagli:
Alexandru Damian, coordinatore arti visive
Tel. +39.041.524.2309
ISTITUTO ROMENO DI CULTURA E RICERCA UMANISTICA
Palazzo Correr - Cannaregio 2214 (Campo Santa Fosca)
30121 Venezia, ITALIA

Delegazione rumena in visita al Gal


09/07/2013 – Trenta studenti romeni specializzandi in marketing turistico accolti nella sede del Gal “Le Città di Castel del Monte”

Comunicato stampa

“Bun venit, prieteni romani”: con questo esordio benaugurale (testualmente “benvenuti amici rumeni”), trenta studenti rumeni specializzandi in marketing turistico e futuri tour operator sono stati accolti in visita nella sede andriese del Gal “Le Città di Castel del Monte”.

La puntata andriese della delegazione è avvenuta nell’ambito del progetto europeo “Strumenti strategici per l’Occupazione nell’industria del Turismo” di cui è partner la Provincia Barletta – Andria – Trani, progetto destinato a facilitare l’integrazione nel mercato del lavoro turistico attraverso strumenti innovativi.

Nel corso dell’incontro ufficiale, svoltosi nella sede del Gal di via Bovio, ai futuri tour operator sono state illustrate le numerose iniziative messe in campo dal gruppo di azione locale per la valorizzazione dei territori rurali di Andria e Corato al fine di condividere strategie e promuovere l’entro terra pugliese e le aree rurali interne della Romania.

Dopo una breve illustrazione delle funzioni del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale ed una panoramica sulle prerogative del Gal “Le Città di Castel del Monte”, del suo territorio e degli eventi realizzati, è stato presentato il “Sistema Turistico Integrato di Castel del Monte”, progetto nato circa un anno fa con l’obiettivo di fare rete tra gli operatori dell’accoglienza che orbitano intorno al maniero federiciano e che ha già visto diversi tavoli di coordinamento e programmazione oltre alla partecipazione ad Agri e Tour, fiera italiana degli agriturismi svoltasi lo scorso autunno in Toscana.

“Questo tipo di progetti, promossi e spiegati ai futuri tour operator esteri” – ha commentato subito dopo la visita il direttore tecnico del Gal, Paolo de Leonardis – “rappresentano buone pratiche da diffondere e una base concreta per proporre itinerari sul nostro territorio e valorizzare il turismo rurale “destagionalizzato” grazie alla condivisione di esperienze con le aziende agrituristiche dell’area, con gli altri gruppi di azione pugliesi e con coloro che dovranno esserne ambasciatori oltre i nostri confini“.

Non è mancata ovviamente una carrellata sulle eccellenze enogastronomiche della zona, primo elemento del binomio “prodotto – territorio” che caratterizza da sempre il turismo made in Italy e attira nello stivale visitatori da tutto il mondo.Agli ospiti non a caso è stata regalata una sacca con una brochure del nostro territorio e una guida realizzata dal gal con informazioni e ricette dedicate all’olio extra vergine d’oliva prodotto da “cultivar Coratina”, prezioso landmark della terra che si estende ai piedi di Castel del Monte.

Gal “Le Città di Castel del Monte”

Fonte: Gal Le Città di Castel del Monte

Violeta Pătrunjel Popescu: „Ideea a fost să oferim şi italienilor, în limba italiană, ceea ce înseamnă România, potenţialul ei cultural şi artistic”

Violeta Popescu
INTERVIU

Violeta Pătrunjel Popescu: „Ideea a fost să oferim şi italienilor, în limba italiană, ceea ce înseamnă România, potenţialul ei cultural şi artistic”/ de Stelian Ţurlea. GALERIE FOTO

vineri
Autor: Stelian Turlea

Violeta Pătrunjel Popescu. Născută la Braşov pe 16 decembrie 1971. Absolventă a Facultăţii de Istorie şi Filosofie din cadrul Universităţii Babeş Bolyai(1996), a Facultăţii de Teologie Ortodoxă – Asistenţă Socială a Universităţii Lucian Blaga din Sibiu (1999) şi a unui Master la Universitatea Bucureşti (2004). A lucrat ca profesor de istorie la Braşov, iar din 1998 până în 2004 în cadrul Episcopiei Ortodoxe a Covasnei şi Harghitei ca muzeograf, profesor şi redactor la mai multe reviste şi anuare de cultură şi istorie: Grai Românesc, revista Angustia, Predania, Infoeurocarpatica etc. Coautoare a monografiei: Românii din Covasna şi Harghita, Editura Grai Românesc, 2002. Din 2004 se stabileşte în Italia. Este fondatoarea asociaţiei Centrul Cultural Italo-Român din Milano, promotoare a unor proiecte de păstrare a identităţii româneşti şi promovare a imaginii culturale româneşti în Italia. La Milano a publicat volumele: Dall'Est all Italia viaggio di un'artista. Il teatro di Maria Stefanache, Editura Arco, Milano 2007, Personalita romene in Italia, Editura Arco, Milano 2008; coordonatoare a Anuarului: Repere culturale româneşti in Peninsulă (Milano, 2012)



- Doamnă Violeta Popescu, după studii de istorie-filosofie şi teologie-asistenţă socială, după un master în studii istorice europene, toate în România, aţi ajuns la Milano să vă ocupaţi de relaţiile româno-italiene. Cum a fost acest drum?

- Spun mereu că aceste studii m-au obligat moral, cunoşti mai mult, te implici mai mult; implicându-te ai ocazia cunoaşterii unor realităţi şi începi să îţi aduci partea ta de contribuţie; istoria este o facultate care îţi dă repere generale, te învaţă să te raportezi la un context istoric iar studiile de teologie, însoţite de sentimentul credinţei, îţi dau un profund sens al vieţii, ca dar al lui Dumnezeu, credinţa te învaţă să preţuieşti viaţa, oamenii de lângă tine, să dai valoare şi sens la ceea ce te înconjoară.

M-am stabilit prin căsătorie la Milano în 2004 şi de la o profundă stare de provizorat pe care am simţit-o la început, am trecut la evaluarea în sens mai pragmatic, a ceea ce aş putea să fac aici într-un alt context, cu alte cerinţe. Nu sunt în măsură să spun că mă ocup de relaţiile româno-italiene, pot spune cel mult că e o onoare şi un privilegiu să te ocupi de Ţara ta, la nivel de imagine, să îi faci cunoscută cultura, valorile, să pui în contact două culturi, lucru pe care îl fac mulţi români în Italia cu sinceritate şi devotament. Sunt generaţii în şirul lung al istoriei noastre care şi-au dat viaţa pentru limbă, credinţă, valori naţionale, încât socotesc că este un fapt minim să te faci purtător al Ţării acolo unde eşti, să contribui cu ceea ce poţi şi în măsura în care poţi face acest lucru.

- Sunteţi fondatoarea Centrului Cultural Italo-Român din Milano. Puteţi prezenta acest Centru celor care nu-l cunosc încă?

- Este o asociaţie de voluntariat cultural fondată în anul 2008, născută din capitalul de solidaritate, prietenie şi încredere fie de partea românească, cât şi cea italiană, care s-a creat în aceşti ani.

În spiritul raporturilor româno-italiene, Centrul Cultural poartă emblema unor proiecte realizate împreună cu asociaţii şi fundaţii italiene şi româneşti şi desigur cu toţi cei interesaţi să aducă o parte de contribuţie la acest frumos capitol care se scrie în fiecare zi. Centrul nu este o asociaţie în sensul clasic, cu înscrişi, legitimaţii. Acţionăm cumva în spiritul promovat de vechea şi istorica Junime de la Iaşi: Intră cine vrea, rămâne cine poate, adică fiecare contribuie cu ceea ce are de oferit în spirit liber şi prietenesc, fără obligaţii. Fiecare îşi exprimă dorinţa de a face ceva din ceea ce cunoaşte, de exemplu o muncă de traducere, susţinerea unei activităţi oarecare etc. Din ceea ce aş putea enumera în aceşti ani sunt: expoziţii ale unor pictori români din Italia sau România, unele dintre ele în spaţiul public italian, cum a fost de curând expoziţia de la Palazzo del Broletto din Pavia, conferinţe pe diferite tematici, prezentări de carte, serate culturale în cadrul unor biblioteci italiene în terioriul lombard la invitaţia unor instituţii locale, suţinerea unor concursuri pentru copii cum este prestigiosul Premiu Internaţional de Poezie de la Triuggio, participarea la diferite conferinţe etc. Desigur, ceea ce reuşim să facem este la o scară modestă şi raportat la resursele financiare şi umane existente. Competiţia este cu noi înşine.

- Centrul cultural din Milano dispune de o bibliotecă. Ne puteţi descrie activitatea ei?

- Ideea realizării unei biblioteci de carte românească a apărut în 2009. Când am dat un mic comunicat de presă despre deschiderea ei, un ziar local milanez a scris un articol referitor la această iniţiativă, cu titlul: Finalmente i romeni hanno aperto una biblioteca. Să nu uităm că Milano este caracteristica unui oraş multicultural, multietnic, comunităţile în general cele din Sud-America, sunt foarte bine organizate aici, există multe institute culturale, biblioteci ale unor ţări care nu au o prezenţă aşa de numeroasă cum este comunitatea românească din Italia, dar sunt mai bine organizate, mai vizibile din acest punct de vedere. La Universităţile din Milano studiază foarte mulţi studenţi români, sunt şi cei care aleg să întocmescă lucrări de licenţă pe teme interdisciplinare, care au ca argument relaţia România-Italia şi vin la Bibliotecă pentru informaţii, materiale. Sunt şi mulţi studenţi italieni interesaţi de cercetare pe zona culturală românească, elevi români de la licee, profesori italieni care au în şcolile în care predau, elevi români, şi doresc să viziteze Biblioteca, să audă ceva despre România, despre istoria şi cultură ei. Apoi sunt grupuri de tineri italieni care merg în România să facă voluntariat şi vor să se informeze despre ţara noastră şi caută un punct de referinţă unde se pot adresa. Să nu uitam de a doua generaţie de copii români născuţi în Italia cărora trebuie să le oferim un suport cultural legat de rădăcinile lor identitare. În cadrul Bibliotecii am expus şi o frumoasă expoziţie de icoane pe sticlă din Transilvania, aparţinând pictoriţei Teodora Roşca de la Cluj, în ideea de a crea o atmosferă specifică. De fapt rolul împrumutului de carte s-a extrapolat înspre necesitatea de informaţie culturală despre România, foarte necesară de altfel. Aşa am început seria scrisorilor, telefoanelor pentru a aduce carte românească la Milano, pentru a găsi spaţiu, organizare logistică, lucru nu simplu de altfel. Pentru întocmirea fondului de carte, am avut deschiderea şi sprijinul bibliotecilor din România, Biblioteca Naţională, al Departamentului pentru Românii de Pretutindeni, Academia di Romania de la Roma, Institutul Român de Cercetare Umanistică de la Veneţia. Următorul pas ar fi constituirea unui fond de carte pe domenii spcializate: sociologie, antropologie, jurnalism, psihologie etc.

- Sunteţi şi promotoarea multor proiecte de păstrare a identităţii şi promovare a imaginii culturale româneşti în Italia. Cu cât succes?

- Nu este un demers uşor să îţi asumi responsabilitatea unor fapte, realităţi. Cultura sau proiectele culturale nu aduc succes în sensul în care poţi cuantifica acest lucru, aduc însă din punctul meu de vedere reflecţie, implicare, creeaza o imagine despre ceea ce suntem aici, formează curente de opinie, reţele de comunicare, dialog şi toţi aceşti paşi mici la un loc consider că sunt importanţi. Cel mai „relevant proiect” în aceşti ani, este faptul că am reuşit să reunim un grup pe latura profesională: intelectuali, profesori, scriitori, poeţi, artişti, studenţi şi să creăm o reţea de persoane implicate în aceste proiecte nu doar din Milano ci şi alte oraşe din Italia, în ideea de a deveni o resursă culturală locală. Ca succes şi rating daca mă pot exprima aşa este portalul www.CulturaRomena.it în limbile italiană şi română lansat în 2008, care oferă de aproape cinci ani articole, informaţii culturale româneşti şi tot ceea ce însemnă interferenţe culturale româno-italiene. Succes însemnă şi cei 300-400 de cititori unici zilnic, peste 1.000 de înscrişi la Newsletter-ul lunar si cred în aceşti ani în jur de trei milioane de vizitatori. Chiar ziare italiene ne indică drept sursă de informaţie, de orientare. Ideea a fost să oferim şi italienilor, în limba italiană, ceea ce înseamnă România, potenţialul ei cultural şi artistic. Totul se face cu muncă voluntară, de la traduceri, la scrierea şi întocmirea unor materiale având colaborarea unor studenţi, profesori, persoane care se oferă să contribuie la această imagine şi cărora le mulţumesc pentru efortul depus, dovedind o sinceră muncă de susţinere a valorilor culturale româneşti. Sunt colaboratori din oraşe diferite ale Italiei, pe care nu îi cunosc nici după câţiva ani de zile, şi care trimit materiale în mod constant pentru publicare.

- Ne puteţi vorbi despre revista „Repere culturale româneşti în Italia”?

- După atâţia ani doar online cu site-ul www.CulturaRomena.it a venit şi ideea întocmirii unui Anuar publicat, a unei reviste care să adune toate aceste frumoase mărturii româno-italiene, cu o incursiune în istorie, în viaţa personalităţilor româneşti şi italiene care au pus început unor frumoase iniţiative; sunt mai multe capitole care prin conţinutul lor dau mesaj despre aceste realităţi pe care le trăim aici, într-o altă ţară. Publicarea Anuarului care reuneşte 30 de autori, realizat de altfel într-un timp record, în trei luni, a avut sprijinul Departamentului pentru Românii de Pretutindeni, şi în acest fel l-am putut distribui gratuit în parohiile româneşti, la şcoli, asociaţii, studenţilor şi oriunde s-a cerut. O prefaţă plină de sensibilitate aparţinând doamnei Micalea Ghiţescu, preşedinte al Fundaţiei Memoria din Bucureşti, însoţeşte această revistă-carte, care are menirea să reînnoade punţile dintre România şi Italia.

- La Editura Redidiva, lansată anul trecut, care şi-a prezentat la recentul Salon Internaţional de Carte de la Torino primele trei volume traduse din literatura română, sunteţi, din câte ştiu, responsabila colecţiei memorie. Ce va presupune aceasta?

- Editura s-a născut firesc ca urmare a acestui potenţial profesional uman reunit în aceşti ani. Amintesc pe Ingrid B Coman, scriitoare şi colaboratoare de mai mulţi ani care a îndrăznit în sens frumos să dea contur acestui proiect, pe Maria Floarea Pop de la Florenţa, o prezenţă activă în cadrul grupului, poetul Viorel Boldiş, Irina Ţurcanu, Simona Rădulescu colaboratoarea noastră de la Bucureşti pe partea de grafică şi tehnoredactare. Colecţia pe care o propun intenţionează să recupereze şi să pună în evidenţă memoria colectivă a comunităţii româneşti din Italia, prin publicarea unor volume care evocă viaţa şi cariera unor personalităţi române din Peninsulă, care au desfăşurat un rol important, cultural şi artistic, în sânul societăţii italiene de ieri şi de azi, argumente care ţin de aspectele comune culturale. O atenţie specială va fi acordată subiectelor legate de istoria comună a celor două ţări, prin publicarea anumitor documente importante sau republicarea unor opere, care pot da un nou impuls în schimburile interculturale între cele două ţări.

În prezent lucrăm la un volum cu tentă documentară despre istoria recentă a României, o abordare a unor personalităţi româneşti care au suferit în închisorile comuniste. E un capitol de istorie românească foarte puţin cunoscut în Italia, nestudiat din lipsă de bibliografie şi care merită mai multă atenţie. Mulţumită colaborării unor entuziaste colege din cadrul Editurii: Lorena Curiman, Mirela Tingire şi Claudia Bolbolceanu încercăm să conturăm un volum care să transmită un mesaj despre suferinţa celor ajunşi în închisorile comuniste, şi pe care doar credinţa în Dumnezeu i-a ţinut în viaţă şi ajutat să îndure chinuri cumplite şi inimaginabile pentru noi azi.

- Cu o activitate atât de intensă în domeniul cultural, probabil sunteţi printre persoanele cele mai îndrituite să ştiţi cum sunt văzute cultura şi mai ales literatura română în Italia. Cum se văd acestea?

- Din ceea ce cunosc, citesc şi văd, cred că reprezentarea culturală românească aici tinde să devină mai vizibilă, mai conturată. Aceeasta nu însemnă că nu sunt multe de făcut. Faptul că depăşim un milion de persoane în Italia, creează şi o aşteptare mai mare a italienilor, cum e şi firesc, din partea României, din partea românilor de aici, din punct de vedere cultural şi artistic. De multe ori chiar italienii sunt cei interesaţi de acest lucru şi vin să sprijine şi să dea spaţiu prezenţei româneşti la diferite evenimente, lucru foarte îmbucurător, care înseamnă şi o schimbare de percepţie. Mă refer la fundaţii muzicale, artistice, literare care sunt interesate să invite artişti, scriitori români în cadrul unor evenimente şi apreciază participarea României. Pot spune că iniţiativele pornite din partea lor mi-au creat de multe ori obligaţia, desigur în sens pozitiv, de implicare şi sprijin. Când cineva de la o asociaţie, fundaţie italiană te cheamă să îţi spună că se organizează un eveniment public, unde participă multe comunităţi străine şi ar fi frumos ca şi românii să prezinte un program, o expoziţie etc. desigur că trăieşti chiar un sentiment de ruşine să spui că nu poţi să contribui şi să fii prezent. Şi sunt multe invitaţii de acest fel. Trăim aici, viaţa noastră este aici, deci ai îndatorirea să te alături unui dialog intercultural de acest fel.

În ultimii ani prin programele de traduceri promovate de Institutul Cultural Român au fost traduşi mulţi autori români, lucru lăudabil care se cere continuat. În Italia sunt apoi două instituţii publice, tradiţionale de referinţă culturală românească: Academia di Romania de la Roma şi Institutul Român de Cultură şi Cercetare Umanistică de la Veneţia, instituite de două personblităţi istorice ale României: Vasile Pârvan si Nicoale Iorga, puncte importante de referinţă, de imagine culturală românească în Italia.

Promotori de imagine sunt desigur şi unele asociaţii româneşti care şi-au propus acest lucru în statutul lor. De altfel, nu este deloc uşor ca după o tăcere impusă de aproape cinci decenii să refaci legăturile culturale, chiar şi tradiţionale aşa cum le ştim cu Italia, ţară care din evul mediu a fost gazda multor studenţi români, unii deveniţi personalităţi de seamă ale istoriei noastre. Îmi place să amintesc cuvintele lui Ramiro Ortiz, personalitate marcantă în istoria relaţiilor culturale italo-române din prima jumătate de secol al XX-lea, care spunea: „Să nu ne mulţumim doar să privim la Columna lui Traian la Roma, ci să muncim mai mult în direcţia acestor raporturi comune”, deci loc de bine, mai bine, este mereu.

- Cum îşi prezervă românii stabiliţi în Italia tradiţiile şi rădăcinile, în cazul în care o mai fac?

- Cred că Biserica – vorbesc de cea Ortodoxă, Romano-Catolică sau Greco Catolică – din sânul comunităţii româneşti din Italia, rămâne liantul cel mai puternic al românilor cu ceea ce însemnă radăcini, familie, limbă, tradiţii, obiceiuri sau genericul ACASĂ. Familia este apoi elementul de bază în transmiterea acestei matrici identitare. Sunt români care ţin la această identitate, poate sunt şi cei care s-au îndepărtat temporar de rădăcini... dar acestea nu se pot şterge. În păstrarea identităţii intervine şi o problemă de conştiinţă, este un fapt de cultură, de educaţie. Dacă aş pune întrebarea: De ce eu ca părinte vorbesc limba română cu copiii mei? răspunsul îl văd firesc: pentru că eu vin cu o moştenire a mea, cu un context în care am crescut şi m-am dezvoltat şi care este spaţiul românesc. Aparţin a ceva, mă exprim cu ceva anume. Este un fapt firesc, aşa cum ne raportăm la părinţii noştri biologici, aşa te raportezi şi la Ţara ta, este un dat ontologic.

- Aţi publicat mai multe cărţi, din câte ştiu aţi colaborat la o monografie despre românii din Covasna şi Harghita, pe când eraţi în ţară, iar aici în Italia aţi publicat un volum foarte apreciat despre personalităţile româneşti din Italia, dar si un volum despre o regizoare mai puţin cunoscută, venită din România. Care domeniu vă e mai aproape de suflet?

- Rămân tributară muncii de documentare, de cercetare care este o parte foarte frumoasă şi de care m-am îndepărtat într-o oarecare măsură. Activitatea mea de mai mulţi ani ca muzeograf în cadrul Centrului Ecleziastic de Documentare Nicolae Colan din Sf. Gheorghe, a avut în vedere istoria sud-estului Transilvaniei; Lucrarea „Românii din Covasna şi Harghita” de care amintiţi, a apărut în 2002 şi este o vastă monografie de aproape o mie de pagini, rod al unei munci documentare care a durat cinci ani, cu cercetători de la importante universităţi din ţară, volum care transmite un mesaj important despre continuitatea românească în acea zonă, zonă care din păcate văd că se află în continuare într-o mare suferinţă în ceea ce priveşte păstrarea identităţii româneşti. Am avut onoarea să mă alatur ca autor, unor nume de importanţi şi dăruiţi cercetători ai zonei, amintesc de Ioan Lăcătuşu şi Vasile Lechinţan şi mulţi alţi cercetători, lingvişti, istorici, sociologi etc. În Italia mi-am mutat atenţia spre alte subiecte, şi mă preocupă desigur ceea ce se cheamă raporturi culturale româno-italiene din trecut şi până azi. Ca subiect de istorie contemporană mi se pare interesant de studiat mai ales valul emigraţiei româneşti din anii '70, -80 în Italia, de fapt tema exilului românesc, a celor constrânşi de lipsa libertăţii de exprimare să fugă din ţară. Îl am ca reper pe artistul Camilian Demetrescu, plecat dintre noi anul trecut la venerabila vârstă de 87 de ani, figură marcantă de artist plastic, filosof dar şi o voce importantă a rezistenţei anticomuniste în Occident.

Subiectul elitei româneşti, al prezenţei culturale şi artistice româneşti l-am făcut cunoscut prin două volume: în 2007 am publicat la Editura dell'Arco „Dall'Est all'Italia viaggio di un artista. Il teatro di Maria Ştefanache şi în 2008 la aceeaşi editură din Milano „Personalità romene in Italia”, ambele cărţi au venit să dezvăluie publicului italian şi un alt aspect al prezenţei româneşti in Italia: contribuţia adusă de personalităţi româneşti consacrate şi apreciate în societatea italiană din punct de vedere cultural şi artistic; ambele publicaţii poartă prefaţa unui important om de cultură italian, profesorul Giorgio Galli, căruia îi sunt datoare că m-a mobilizat într-o oarecare măsură înspre acest subiect. Cu regizoarea Maria Stefanache din Milano am iniţiat în 2008, 2009 un frumos şi sugestiv proiect intitulat „Incontri con Artisti Straordinari dell'Est. Romania” manifestare foarte apreciată. Dacă în 2007 cazul Mailat făcuse atâta vâlvă negativă la adresa noastră, iată că în 2008 un jurnalist de la cotidianul Avvenire dedica aproape o pagină întreagă iniţiativelor noastre culturale de la Milano, scriind despre „La belleza dei romeni” şi cultura ca mijloc important de a face cunoscută o ţară.

- Aţi făcut mult voluntariat. Aceasta este cheia succesului dvs?

- Voluntariatul l-am început încă din vremea studenţiei în Liga Studenţilor la Cluj, în ASCOR (Asociaţia Studenţilor Creştini Ortodocşi) şi apoi în alte multe şi variate asociaţii culturale şi civice în România, dar şi aici în Italia, nici nu ştiu dacă le-aş putea număra. Admir foarte mult italienii pentru care voluntariatul reprezintă o implicare firească în diferite acţiuni sociale, culturale, civice cu obiective definite, fără pretenţia însă de a da soluţii la toate problemele. Ne adunăm împreună, ne reunim dar şi începem să construim ceva, cam aceasta este cheia. Mă definesc un om fericit întrucât am avut bucuria să cunosc în diferite etape ale vieţii, oameni dăruiţi, care au rămas modele şi la care mă raportez mereu.

Sursa: ZF Ziarul De Duminica

Patto con il Torino: riconfermato il prestito del centrocampista romeno Suciu

Sergio Suciu sarà anche nella prossima stagione un calciatore della Juve Stabia. Rinnovato l'accordo con il Torino per il prestito del centrocampista. Questo il comunicato del club gialloblù: «La Juve Stabia comunica di aver raggiunto l'accordo con il Torino per il trasferimento a titolo temporaneo del centrocampista classe '90 Sergiu Suciu. Il centrocampista rumeno, già negli scorsi sei mesi alle dipendenze di mister Braglia, vanta 8 presenze nelle formazioni giovanili della nazionale rumena (Under 19 e Under 21)».

Fonte: Il Mattino

Cassano saluta Anna Tatu, l'angelo tradito dall'Adda

Anna Tatu, annegata nell'Adda

La famiglia, i compagni di scuola, gli amici e i colleghi della banda cittadina hanno dato un ultimo saluto alla quattordicenne annegata nella Bergamasca

di Monica Autunno

Cassano d'Adda, 10 luglio 2013 - Fiori, candele accese e note di clarinetto e tuba per Anna. E un grande lenzuolo bianco con le sue ultime parole, postate su Facebook sabato, a poche ore dalla tragedia, tristemente profetiche: «Ogni giorno può essere l’ultimo». Il torrido sole delle tre di pomeriggio ha accompagnato l’addio ad Anna Tatu, la quattordicenne di origine romena morta domenica pomeriggio nell’Adda a Fara, in un tragico incidente fluviale. E tanti, tanti cassanesi, amici della ragazza, compagni di scuola e insegnanti, conoscenti della famiglia, hanno voluto stringersi attorno ai familiari della giovane scomparsa e a tutta la comunità romena, a Cassano d’Adda numerosissima e molto unita. Unita, in queste ore, nel dolore.

Ritrovo per centinaia di persone alla chiesetta di Sant’Aquilino di via Monte Grappa, da anni ceduta in comodato alla Chiesa Ortodossa, dove il pastore Trajan Stetco ha officiato il rito cantato da tradizione davanti alla bara bianca coperta di fiori. Tante lacrime per Anna. Una maschera di dolore quella della mamma Mihaela, dimessa dall’ospedale dove, la sera della tragedia, aveva dovuto essere ricoverata per lo choc: è stata lei, ieri, a portare acqua e conforto a un giovane parente che, sopraffatto da caldo e tensione, all’improvviso è caduto a terra svenuto.

Il triste appuntamento alle 14, davanti al condominio di via Scarlatti dove abita la nonna della ragazza. Per Anna Tatu una seconda casa da sempre. Qui i familiari hanno allestito la camera ardente dove, nelle ultime 24 ore, si sono avvicendate decine e decine di persone. Poco prima delle tre il trasferimento del feretro candido alla chiesa.

Tanti amici per Anna, e tante lacrime. Il dolore e la rabbia che nelle ore successive al dramma sono volati sui social network: «Non posso credere che non ti rivedrò più». «Ora sei un angelo, veglia sempre su di noi». Così, scritto con le parole dei ragazzi, il lenzuolo bianco a tinte azzurre che ha accolto Anna al suo arrivo in chiesa: «Piccolo Angelo, ora sei volata via, e ci manchi già tanto. È proprio vero che Dio, a volte, si prende le persone migliori». E un ultimo ritratto della giovane morta: «Eri una ragazza stupenda». Ai funerali anche il sindaco Roberto Maviglia con la giunta comunale, e la Polizia locale, a gestire ordine pubblico e traffico in una via particolarmente critica da questo punto di vista.

Nel corso delle esequie anche un’ambulanza, per un pronto intervento in caso di malori. All’uscita dalla chiesina la banda cassanese, dove Anna suonava il clarinetto, e con la quale aveva suonato solo sabato scorso, durante la Notte Bianca. Sono stati gli amici musicisti ad accompagnare Anna e la sua famiglia sino al cimitero di via Mazzini, dove la ragazza riposerà. Un lungo tragitto compiuto a tappe, in un silenzio irreale, e davanti agli occhi tristi di tanti cittadini.

Fonte: Il Giorno


Leggi anche:
Annegata nell'Adda, il dolore: "Non ho fatto in tempo a salvare Anna"

Ciclista morto la notte di sabato sulla Pontina, identificato un 29enne di Sabaudia

Latina (Lt)
7 luglio 2013

In seguito alle prime verifiche disposte dopo l’incidente, si è presentato in mattinata presso gli Uffici della Sezione scrivente il giovane C. S., classe 1984, che sabato notte alla guida di una FIAT grande punto ha investito sulla S.R. 148 un operaio di nazionalità rumena a bordo di un velocipede. Il personale in servizio ha provveduto alla ricostruzione dell’episodio ed alla redazione degli atti urgenti, assumendo informazioni dal giovane che risulta indagato con successiva trasmissione del seguito di informativa al magistrato di turno, Dott.ssa Monsurrò. Naturalmente sono in corso gli accertamenti necessari a chiarire tutti gli aspetti di quanto occorso.

Fonte: Il Punto a Mezzogiorno

Romeno si impicca ad un albero per un debito quasi estinto

Cronache
SANTA CROCE CAMERINA - 09/07/2013
Una penosa storia che ha dell´incredibile

Le motivazioni che hanno portato P.N. a compiere l’insano gesto sembrano, dalle ricostruzioni degli inquirenti, alquanto futili
Federico Dipasquale

Ha dell’incredibile il suicidio di un giovane rumeno di 27 anni, P.N., celibe, che lavorava in una azienda agricola della zona. Il ragazzo è stato trovato impiccato in un albero in una zona periferica della cittadina, vicino alla stazione degli autobus, da un passante che ha dato subito l’allarme. Soccorso però il ventisettenne rumeno non dava più segni di vita. E’ stato poi riconosciuto dal fratello. Le motivazioni che hanno portato P.N. a compiere l’insano gesto sembrano, dalle ricostruzioni degli inquirenti, alquanto futili, sebbene per un ragazzo di 27 anni che vive in un particolare contesto possono essere stati come un peso non indifferente. Il giovane rumeno lavorava con impegno e assiduità in un’azienda agricola condotta da un santacrocese, il quale tempo fa pare gli abbia venduto una vettura per la quale i due avevano concordato un pagamento rateizzato.

Rimanevano ormai poche centinaia di euro a Nicolae per estinguere il suo debito con il suo datore di lavoro. Nel frattempo il giovane veniva in casa accusato regolarmente dai suoi familiari di non contribuire economicamente ai fabbisogni della famiglia in quanto i proventi del lavoro li spendeva ad estinguere il debito e agli svaghi tipici della sua giovane età. Sabato sera aveva trascorso la serata in una discoteca di Scoglitti e pare, secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, non abbia fatto ritorno a casa. Ha voluto, la mattina seguente, incontrare il suo datore di lavoro al quale, probabilmente, potrebbe aver chiesto di riprendersi indietro la vettura acquistata molto tempo prima. Un possibile rifiuto da parte del suo datore di lavoro a riprendersi indietro l’auto può aver innescato l’insensata reazione di P.N. che ha posto fine ai suoi giorni. Una reazione spropositata ad una pressione che da tempo lo tormentava.

Fonte: Corriere di Ragusa

lunedì 8 luglio 2013

‘’SacrifICE”, un eveniment artistic de excepție deschis la Veneţia de maestrul Mihai Țopescu/‘’SacrifICE”, un evento artistico d’eccezione presentato a Venezia dal maestro Mihai Țopescu‏


COMUNICAT DE PRESĂ
‘’SacrifICE”, un eveniment artistic de excepție
deschis la Veneţia de maestrul Mihai Țopescu

Marţi, 16 iulie 2013, la orele 18,30, în Mica Galerie a Institutului Român de Cultură şi Cercetare Umanistică de la Veneţia, va avea loc vernisajul expoziţiei „SacrifICE”, aparţinând maestrului Mihai Ţopescu.

Expoziția “SacrifICE” are la bază un performance creat de artist în cadrul expoziției de la Palatele Brâncovenești, vernisată în luna aprilie a anului curent. Proiectul explorează tema sacrificiului de sine în scopul creației printr-un video care captează procesul de topire până la dispariție al autoportretului din gheață al artistului. Ritualul simbolic de transformare se împlinește prin crearea unei ediții limitate de 50 de fiole în care a fost îmbuteliată apa obţinută în cadrul performance-ului inițial, care vor însoţi lucrarea video de la Veneţia, alături de alte materiale ilustrative. Ediția este însoțită de un certificat de autenticitate.

Pentru realizarea acestui proiect s-au implicat nume importante ale artei contemporane românești și internaționale, precum Luminiţa Sabău, curator și inițiator al proiectului “Premiul European de Artă”, Victor Kornis, designer sau criticul de artă Cătălin Davidescu.

Mihai Ţopescu este absolvent al Institutului de Arte Plastice „Ion Andreescu” din Cluj, secţia sticlă, promoţia 1981, clasa prof. Cornel Ailincăi şi Mircea Spătaru. În anul 1985, Mihai Ţopescu a urmat un curs de specializare în cadrul Academiei Kunst Baden din Viena. Este membru al UAP Târgu Jiu şi Arad, iar din anul 2000 este membru al Centro Studio-Vetro Murano din Veneţia. Artistul a participat la expoziţii de grup şi personale în ţară (Bucureşti, Arad, Craiova, Târgu Jiu, Bacău) şi străinătate, în Danemarca (Ebeltoft), Cehia (Novy-Bor), Japonia (Kanazawa), Belgia (Bruxelles) Germania (Köln), Olanda (Tubbergen) şi a fost distins cu numeroase premii naţionale şi internaţionale:
- Premiul I al Ministerului Industriei Române – Premiu pentru Glass Design (1988) - Medalia de Argint
- Premiul Institutului American Interfaith, Philadelphia, S.U.A. (1992)
- Premiul I, Premiu Naţional pentru Glass Design – sticlă, România (1993)
- Premiul Artelor Focului oferit de UAP (2003 şi 2004)
- Premiul Naţional de Sculptură „Constantin Brâncuşi”, Târgu-Jiu, România
- Premiul Academiei Internaţionale „Mihai Eminescu” pentru artă (2009).

Evenimentul este organizat în colaborare cu Uniunea Artiștilor Plastici din România, Filiala Gorj şi beneficiază de patronajul Primăriei orașului Veneția. Expoziţia, realizată cu sprijinul financiar al Institutului Cultural Român, va putea fi vizitată în Mica Galerie a IRCCU Veneţia din Cannaregio 2211, până pe data de 15 august 2013, de marţi până duminică, în intervalul orar 10-12 şi 15-20. Intrarea este liberă.

Pentru mai multe detalii:
Alexandru Damian, coordonator proiecte arte vizuale
Tel. +39.041.524.2309
INSTITUTUL ROMÂN DE CULTURĂ ŞI CERCETARE UMANISTICĂ
Palazzo Correr - Cannaregio 2214 (Campo Santa Fosca)
30121 Veneţia, ITALIA

---------------------------------------

COMUNICATO STAMPA
‘’SacrifICE”, un evento artistico d’eccezione
presentato a Venezia dal maestro Mihai Țopescu

Martedì, 16 luglio 2013, ore 18.30, nella Piccola Galleria dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, avrà luogo l’inaugurazione della mostra “SacrifICE” del maestro Mihai Ţopescu.

La mostra “SacrifICE” ha alla base un performance creato dall’artista per la mostra dei Palazzi di Brâncoveanu, inaugurata nell’aprile di questo anno. Il progetto esplora il tema del proprio sacrificio col fine di creare tramite un video che capta il processo di scioglimento fino alla scomparsa del autoritratto fatto di ghiaccio dell’artista. Il rituale simbolico di trasformazione viene compiuto con la creazione di un’edizione limitata di 50 fiale contenenti l’acqua risultata nell’ambito del performance iniziale, che completeranno l’opera video e gli altri materiali illustrativi. L’edizione è accompagnata da un certificato di autenticità.
Nella realizzazione del progetto vede coinvolti importanti nomi dell’arte contemporanea romena ed intenazionale quali Luminiţa Sabău, curatore ed iniziatore del “Premio Europeo d’Arte”, Victor Kornis, designer ed il critico d’arte Cătălin Davidescu.

Mihai Ţopescu è laureato dell’Istituto di Belle Arti “Ion Andreescu” di Cluj, sezione vetro, promozione 1981, classe prof. Cornel Ailincăi e Mircea Spătaru. Nel 1985 Mihai Ţopescu ha conseguito un corso di specializzazione nell’ambito dell’Accademia Kunst Baden di Vienna. E’ membro dell’Unione degli Artisti di Romania filiali Târgu Jiu e Arad, e dal 2000 è membro del Centro Studio-Vetro Murano di Venezia. L’artista ha partecipato a mostre di gruppo e personali in Romania (Bucarest, Arad, Craiova, Târgu Jiu, Bacău) e all’estero, in Danimarca (Ebeltoft), Rep. Ceca (Novy-Bor), Giappone (Kanazawa), Belgio (Bruxelles), Germania (Köln), Olanda (Tubbergen) ed è stato distinto con numerosi premi nazionali ed intenazionali:
- I° premio del Ministero dell’Industria Romeno – Premio per Glass Design (1988), Medaglia d’Argento
- Premio dell’Istituto Americano Interfaith, Philadelphia, Stati Uniti (1992);
- I° premio, Premio Nazionale per Glass Design – vetro, Romania (1993),
- Premio delle Arti del Fuoco offerto dall’Unione degli Artisti di Romania (2003 e 2004);
- Premio Nazionale di Scultura „Constantin Brâncuşi”, Târgu-Jiu, Romania;
- Premio dell’Accademia Internazionale „Mihai Eminescu” per l’arte (2009).

L’evento è organizzato in collaborazione con l’Unione degli Artisti di Romania, Filiale Gorj e gode del patrocinio del Comune di Venezia. La mostra, realizzata con il sostegno finanziario dell’Istituto Culturale Romeno, potrà essere visitata presso la Piccola Galleria dell’Istituto Romeno di Venezia, Cannaregio 2211, fino al 15 agosto 2013, da martedì fino a domenica, nell’intervallo orario 10-12 e 15-20. L’entrata è libera.

Per ulteriori dettagli:
Alexandru Damian, coordinatore progetti arti visive
Tel. +39.041.524.2309
ISTITUTO ROMENO DI CULTURA E RICERCA UMANISTICA
Palazzo Correr - Cannaregio 2214 (Campo Santa Fosca)
30121 Venezia, ITALIA

Concerto Orchestra Giovanile Romena il 18 luglio al Parco della Musica

Inserito da Danilo · 5 luglio 2013

Presso Auditorium Parco della Musica Dal 18/07/2013 Al 18/07/2013

Costo15

Giovedì 18 luglio alle ore 21:00 presso la prestigiosa sala S. Cecilia dell'Accademia Nazionale di "Santa Cecilia" si svolgerà il concerto dell'Orchestra Nazionale Giovanile Romena organizzato con il patrocinio del Ministero Romeno degli Affari Esteri tramite l'Ambasciata della Romania in Italia e l'Ambasciata Romena presso la S. Sede, il Ministero Romeno per i Beni Culturali e l'Istituto Romeno di Cultura di Bucarest.

Il concerto rappresenta un evento eccezionale, nel panorama musicale romano, poiché è la prima volta che i giovani musicisti visitano la Capitale italiana e si esibiscono sul palcoscenico del Parco della Musica.

Il direttore Cristian Mandeal proporrà per l'occasione un programma singolare che comprende gli spettacolari Quadri di un'esposizione di Modest Musorgskij, la Rapsodia Romena di George Enescu, scritta su trascinanti danze e temi folkloristici nazionali e la strabiliante Burleske per pianoforte ed orchestra di Richard Strauss.

L'Orchestra Giovanile Romena riunisce i migliori giovani musicisti dell'eccellenza musicale Romena, ed ha già ricevuto numerosi consensi sia dal pubblico che dalla stampa nazionale ed internazionale, dimostrando in più occasioni la sua versatilità nel repertorio proposto e l'incredibile preparazione. Tra i più importanti palcoscenici si ricordano: l'Auditorium CMD di Strasburgo, il Palais de Behague di Parigi, il Komzerthaus di Berlino nell'ambito dell"Eurovision - Young Musicians", accompagnando illustri solisti come: Peter Sadlo, Valentin Gheorghiu, Mihaela Martin, David Garrett, sotto la guida dei direttori: Christian Badea, Horia Andreescu, Amaury du Closel, Markus Theinert, Stefan Geiger. Inoltre nel prossimo mese di settembre, nell'ambito del Festival e Concorso Internazionale "George Enescu", suoneranno a Bucarest diretti dal maestro Lawrence Foster, accompagnando il celeberrimo violinista Pinchas Zukerman.

Il direttore Cristian Mandeal, discepolo di Herbert von Karajan e Sergiu Celibidache, ha collaborato con i più importanti complessi orchestrali internazionali: Staatskapelle Dresda e Berlino, Munchener Philharmoniker, Hessisches Rundfunk Orchester-Frankfurt, Santa Cecilia e RAI di Torino, Hallé Orchestra - Manchester, Dresden Philharmonic, CBSO e Royal Philharmonic Orchestra - Liverpool, Czech Philharmonic, Portuguese Symphony Orchestra, Orchestre Nationale de Belgique, Israel Philharmonic, Orchestra Filarmonica di Tokyo.

La solista, Oxana Corjos, annoverata tra i più importanti pianisti della sua generazione, è soprattutto apprezzata per le sue interpretazioni di: Bach, Mozart, Rachmaninoff, Ravel e particolarmente nota per i due concerti per pianoforte di Brahms.

Il concerto a Roma è solo il primo momento della mini tournée in Italia dell'Orchestra Giovanile Romena che sarà subito seguito da una seconda rappresentazione Venerdì 19 luglio, stavolta nel magico scenario del magnifico palcoscenico del Festival di Ravello, dove accompagnerà il famoso pianista Barry Douglas con un programma che include il primo Concerto per pianoforte ed orchestra di P.I. Caijkovskij.

media partner della serata: RADIO CEMAT

Alexandra Solea, Comunication&PR
Cell: 346 5858903
mail: alexandra_solea@yahoo.com

Danilo Bughetti, General Manager
Cell: 340 5330329
mail: danilo.bughetti@gmail.com

Fonte: RomaToday

Festival di Pesaro, ancora un premio per il cinema romeno

Una scena del film "Matei Copil Miner" di Alexandra Gulea
Nicola Falcinella
3 luglio 2013

Lo scorso 30 giugno si è conclusa la 49esima edizione della Mostra internazionale del nuovo cinema di Pesaro. Ha vinto il film romeno "Matei copil miner" ("Matei bambino di miniera"), delicata opera prima della figlia d’arte Alexandra Gulea

Non fa quasi più notizia un film romeno che vince ai festival. Stavolta è toccato a “Matei copil miner - Matei Child Miner”, delicata opera prima della figlia d’arte Alexandra Gulea, che ha vinto il premio Lino Miccicchè della 49° Mostra intenazionale del nuovo cinema di Pesaro. Come un anno fa “Djeca – Buon anno Sarajevo” di Aida Begić, il film della Gulea si è aggiudicato sia il trofeo ufficiale sia il premio della giuria giovani. Una menzione è andata invece a “La chupilca del diablo” del giovanissimo cileno Ignacio Rodriguez a coronamento della retrospettiva dedicata al nuovo cinema del Cile, uno dei più interessanti del momento.

La Romania che sforna talenti in continuazione ha proposto il passaggio dal documentario alla finzione di una regista con uno stile personale e molto diverso da quello che caratterizza la nuova scuola romena. “Matei copil miner”, presentato in prima mondiale al Festival di Rotterdam, è la storia semplice di un undicenne, Matei (interpretato dall’intenso Alexandru Czulu, che riesce a dare tutte le variazioni un un personaggio vivace e sensibile), che vive con il nonno perché i genitori lavorano in Italia. La vita in una città mineraria semi abbandonata perché l’estrazione è terminata, gli impianti sono in disuso e non ci sono molte prospettive per gli abitanti. È l’inizio dell’inverno, il ragazzo aiuta il nonno a rivestire i tronchi degli alberi da frutto in vista del gelo imminente. Il loro rapporto è molto stretto e Matei, che litiga spesso con i compagni di scuola che lo deridono, ha nel nonno l’unica figura di riferimento.

Attende con ansia la telefonata della madre, ma poi, quando chiama, non ci vuole parlare. Oltre alle scorribande libere nella natura, le sue passioni sono la chitarra e gli insetti, che osserva e raccoglie. Dopo essere stato espulso da scuola per un equivoco, ha un litigio con il nonno e decide di usare tutti i risparmi e prendere un treno per Bucarest. Nella capitale va subito a visitare il museo di storia naturale e trova il luogo dei sogni e delle scoperte, nonché un uomo che per una volta sembra ascoltarlo. Tornato alla cittadina, trova il nonno morente. Condotto in un istituto fino all’arrivo della madre e del fratello minore che però parla quasi solo italiano. A quel punto Matei si accorge che ciò che più aveva desiderato non corrisponde più alle aspettative: si accorge di essere in qualche modo diventato grande e trova il coraggio di scegliere.

Un racconto di formazione seguendo le stagioni, con grande importanza alle immagini della natura. Un racconto piano, fatto di sfumature e piccole cose, con le musiche che ogni tanto irrompono portando un tono quasi giocoso. Non lunghe sequenze con la macchina a mano e grandi dilemmi morali come la nuova scuola romena insegna, ma una confezione più classica, con inquadrature per lo più fisse e ben fotografate.

Fonte: Osservatorio Balcani e Caucaso