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lunedì 29 dicembre 2014

Giovane madre porta i sapori romeni in Borgo dellaVittoria

Culture gastronomiche a confronto in pieno centro storico grazie a un nuovo negozio per i tanti immigrati dall’Est

 PESCIA. C'è la branza de burduf (formaggio di pecora), il cascaval (caciocavallo) e l'urda (formaggio di latte di pecora). E ancora i mititei (salsicce di manzo aromatizzate e cotte alla griglia), le sarmale (involtini di polpette di carne trita avvolte in foglie di cavolo) e il cozonac (il panettone ripieno di noci, che ha la forma di un plumcake). Sono solo alcune delle specialità tipiche della tradizione gastronomica romena, da qualche settimana in vendita anche a Pescia, in Borgo della Vittoria.

 Il negozio reca l'insegna “Oltenia”, che è il nome della regione della Romania da cui proviene la sua titolare, Adela Flori Stefan: «All'inizio mi sarebbe piaciuto aprire un ristorante con le specialità della mia terra – racconta – ma sono diventata mamma da poco e sarebbe stato troppo impegnativo conciliare le due attività. Così ho ripiegato su un negozio di alimentari».

 Un piccolo emporio, dove è possibile trovare tutte le specialità della cucina romena: dalle conserve, agli insaccati, dai vini ai dolci: «È un modo per far sentire più a casa i tanti romeni che vivono a Pescia – spiega Adela – anche se mi piacerebbe arricchire la mia clientela con le persone del posto».

 Aperto da poco, all'alimentari Oltenia vanno a comprare solo connazionali: «A dire il vero entra anche qualche italiano – sottolinea Adela – ma si tratta di persone che hanno avuto badanti romene o che sono state in vacanza in Romania e hanno avuto modo di conoscere la nostra cucina».

 Ma perché i pesciatini non mangiano cibo romeno? «Sono diffidenti – secondo Adela – molte persone pensano che la nostra merce non sia sottoposta a sufficienti controlli e per questo motivo non sia sicura. In realtà non è così. E poi c'è anche un po' di chiusura nei confronti si sapori molto diversi da quelli che normalmente trovano nelle loro tavole. Ebbene, io invito a provare. Magari non saranno di loro gradimento e allora possono tornare alle vecchie abitudini, ma può capitare di trovare qualcosa di prelibato anche se prodotto e coltivato molto lontano da qui e allora perché non concedere al palato una nuova esperienza?».

 La cucina romena è molto semplice, ma saporita. I piatti, quasi tutti a base di carne, verdure o pesce risultano abbastanza facili nella preparazione. Nel negozio di Adela è possibile trovare anche cibi prodotti dalle multinazionali che tutti conosciamo, come ad esempio la Coca Cola company, ma che normalmente non troviamo sugli scaffali dei supermercati perché vengono prodotti all'estero o per altri mercati, un esempio per tutti la Fanta all'uva, chiamata anche Fanta grape soda.

 Fonte:Il Tireno

La comunità romena di Sanremo conta oltre 800 persone: intervista a Padre Claudiu, prete ortodosso

Padre Mihai Attila Claudiu, prete ortodosso a Sanremo, ci ha aperto le porte della comunità romena per darci l'occasione di comprenderla meglio e di chiarirci qualche dubbio.

 La Romania, terra di Dracula, di zingari e di briganti. Questo è un luogo comune su cui la nostra ignoranza si fa particolarmente acuta. I giudizi che diamo su un popolo senza nemmeno conoscerlo, se non per alcuni fatti di cronaca, fornisce un metro di misura della nostra civiltà.

 Eppure, nonostante questi pregiudizi, abbiamo messo in casa dei nostri anziani malati e soli, spesso proprio una badante romena. Quel lavoro in campagna per cui non abbiamo trovato nessuno disponibile perchè di livello troppo basso, alla fine lo abbiamo dato ad un romeno.

 Il muretto in casa che ci si è rotto e va rifatto, lo affidiamo niente di meno che ad un muratore romeno. Non sempre è così, ma nella maggior parte dei casi la paura contro l'uomo nero e lo zingaro si assottiglia molto se possiamo vedere in lui un risparmio economico. Il fatto che il popolo romeno sia latino quanto il nostro spesso non tocca l'interesse di nessuno.

 Il fatto che le tradizioni, gli usi e i costumi dei romeni abbiano molto in comune con i nostri, è qualcosa che spesso fa comodo non sapere.

 La storia rappresenta le radici di un popolo e talvolta sarebbe utile ricordare, per esempio, che quando l'Impero Romano crollò in Italia, esso continuò ancora a lungo nel paese che oggi è la Romania. La vita si sa, come dicevano gli stoici, è una ruota che gira.

 Padre Mihai Attila Claudiu, prete ortodosso a Sanremo, ci ha aperto le porte della comunità romena per darci l'occasione di comprenderla meglio e di chiarirci qualche dubbio.

 Quanti membri ci sono nella vostra comunità? Siete uniti? Che cosa vi lega? A Sanremo ci sono circa 800 romeni iscritti, ma nella Parrocchia, che comprende la zona dal confine a Albenga, il numero si aggira attorno alle 2500 persone. Essendo una comunità nazionale abbiamo un buon rapporto di vicinanza fra di noi e soprattutto le persone per bene, che per fortuna rappresentano la maggioranza, provano ad avere una vita in comunità piuttosto che a vivere da singoli. Ci lega la spiritualità cristiana e il modo di essere vicini. Ovunque vadano i romeni la prima cosa che fanno è una chiesa. Poi aggiungono altre cose...

 Quali feste nazionali avete portato qui, quali avete dimenticato e quali custodite da festeggiare solamente nel vostro Paese? Come e quando festeggiate il Natale? Le feste nazionali sono state un po' abbandonate, ad eccezione per il 1 dicembre che rappresenta la festa ufficiale della nostra nazione. Invece la Pasqua, le feste della parrocchia e ovviamente il Natale vengono molto ben vissute e preparate con cura. Il Natale si festeggia il 25 dicembre perchè la Chiesa Ortodossa Romena usa il calendario gregoriano, nuovo. Anche le famiglie romene si radunano attorno all'abete, intonano canti natalizi denominati "colinde" e preparano piatti tipici a base di maiale. Nei quaranta giorni che precedono il Natale osserviamo una sorta di quaresima in cui è necessario essere confessati, fare la comunione ed effettuare un relativo digiuno.

 Quali sono i riti e le usanze tipiche dei vostri matrimoni? Quali riti e preparativi utilizzate per prepararvi al matrimonio? Un matrimonio cristiano ortodosso chiede una certa preparazione molto simile a quello cattolico. Il nostro matrimonio prevede inoltre il rito dell'incoronazione al momento dello scambio degli anelli. Questo rito bizzantino, osservato da circa un millennio, mette in evidenza l'unione in Cristo della copia. Segue poi una festa di circa 3 giorni che a volte, a seconda delle regioni, può durare di più.

 Siete superstiziosi? Qual'è il vostro corrispondente del gatto nero? Potrei dire che assomigliamo molto a voi in questo. In fin dei conti abbiamo la stessa radice...

 I vostri piatti tipici, continuano ad essere tipici anche qui o li avete fatti diventare piatti delle grandi occasioni? Cosa cucinate durante le feste che ritenete importanti per la vostra comunità? Vi piace la cucina ligure? Il popolo romeno ha accolto in un modo quasi totale la cucina ligure. La troviamo molto buona e soprattutto sana. Però durante le grandi feste preferiamo riaprire sempre la porta verso le abitudini di casa nostra. Non mancano sulle nostre tavole: la minestra tipica choamata Ciorba, il tipico involtino di carne che si chiama sarmalute e infine i cozonac ossia i dolci tipici.

 Quanto e come comunicate con la vostra famiglia di origine che è rimasta a casa? Usate internet, videochiamate con skype oppure scrivete ancora delle lettere? Oggi scriviamo meno lettere. Internet e la telefonia portano avanti la comunicazione fra i romeni venuti e rimasti a casa. Non essendo la lontananza eccessiva, (circa 2000 km ossia 25-30 ore in macchina) le visite sono abbastanza frequenti. Durante le feste o d'estate le persone vanno a casa a trovare i loro cari. Possiamo dire che le famiglie tengono molto al vedersi il più possibile.

 Vi manca qualcosa per sentirvi parte della comunità di questa provincia? Se si lo considerate un pro o un contro? Anche se la comunità locale inizialmente non si presenta come la più amica, l'integrazione procede molto bene. Da quando la Chiesa Ortodossa Romena ha iniziato la sua attività in questo territorio le cose sono sicuramente migliorate. Oggi viviamo in una buona realtà in cui le tante amicizie fra la comunità locale e quella romena testimoniano un buon rapporto fra di noi e sopratutto fra le autorità civili e religiose. L'integrazione secondo me è già avvenuta e la presenza della comunità romena, sia a Sanremo che in Italia, ha portato un reale progresso. Qualche nostro connazionale non si comporta esattamente come prevede un mondo civile; siamo coscienti del fatto che in questo modo disonorino il resto della comunità che lavora e vive onestamente. Per ciascuno di noi è un vanto essere romeni, cristiani e persone per bene in un mondo che sempre di più diventa un paese.

 La cooperazione fra popoli pare a volte essere un'utopia data dal fatto che troppo spesso lavoriamo affinchè alcune differenze rimangano tali. I fatti di cronaca che sentiamo in televisione e che ci sconvolgono al punto di avere paura ad uscire di casa, riguardano tutti i popoli, compreso quello italiano. Fare di tutta l'erba un fascio non porta da nessuna parte, ma cercare di conoscersi e comprendersi sicuramente crea unità, forza e sicurezza.

 Fonte:Sanremo News

mercoledì 24 dicembre 2014

Mesajul lui Klaus Iohannis de Craciun!

Președintele României, Klaus Iohannis, a transmis marți, pe pagina sa de pe un site de socializare, un mesaj de Crăciun.

În mesajul de Crăciun postat pe pagina sa de Facebook, Klaus Iohannis își îndreaptă gândurile spre copiii ai căror părinți sunt departe de țară.

”Dragii mei, Crăciunul este o sărbătoare a familiei și a copiilor. În România se află, însă, cei mai mulți copii despărțiți de părinți din Uniunea Europeană. Siliți de greutăți să părăsească țara și să muncească în străinătate, mulți părinți își văd copiii o dată sau de două ori pe an. Alteori, îi văd odată la câțiva ani.

 Singurătatea, abandonul, frica de ziua de mâine, absența dragostei îi transformă pe copiii rămași acasă în cetățeni care cu greu vor ști să-și găsească un drum în societate. Cum să fie generoși și cum să dăruiască dragoste în jurul lor când nimeni nu i-a învățat căldura sufletească a unui cămin?

Românii care au stat la cozi interminabile, pe ploaie și frig, ca să mă voteze, au făcut acest lucru și cu gândul la copiii lor. Au sperat că vor avea, în sfârșit, o șansă să se întoarcă acasă și să trăiască o viață de familie firească.

Voi face tot ce îmi stă în putință pentru ca familiile să se reunească pe parcursul mandatului meu și să vindece rănile lăsate de despărțirea îndelungată.

 De Crăciun, creștinii se adună în jurul bradului, cântă colinde și mănâncă bunătăți, cinstind nașterea Pruncului Isus în ieslea din Betleem.

 Gândurile mele se îndreaptă în aceste zile de sărbătoare către toți copiii ai căror părinți sunt departe, către toți părinții care duc dorul copiilor lor, către toate familiile de români din țară și din străinătate.

Vă urez tuturor Crăciun binecuvântat, încredere în viitor și speranță în viața tuturor copiilor României!”, se arată în mesajul de Crăciun al președintelui Klaus Iohannis.

 Fonte:Libertatea

martedì 23 dicembre 2014

Sărbători fericite! / Buone feste!


Dolci di Natale nel mondo: il Cozonac rumeno

Dolce tipico delle festività, il Cozonac fa parte della tradizione dell’est Europa ed è il corrispettivo del nostro panettone.

 Il ‘Cozonac‘ è il tipico dolce delle feste rumene. Lo si trova quindi sulle tavole della Romania a Natale, ma anche a Pasqua. Dolce in comune con la pasticceria albanese e bulgara, il Cozonac è il corrispettivo del nostro panettone, anche se di forma diversa.

 Ingredienti: 480 g farina (una miscela di farine al 50% di manitoba 0 e al 50% di 00 dolci); 110 g burro; 175 g latte; 8 g di lievito di birra; 75 g zucchero; 2 uova; 1/2 cucchiaino di essenza naturale di vaniglia; 1 cucchiaio di rhum per pasticceria; un pizzico di sale.

 Per il ripieno: 125 g noci sgusciate; 10 g cacao amaro; 10 g di cioccolato fondente; 75 g zucchero; 50 gr latte.

 Procedimento
ImpastoIn una ciotola mettete le farine e al centro mettete il lievito sciolto con un po’ di latte, lo zucchero,il burro fuso, il rum, le uova sbattute ed un pizzico di sale.








Iniziate a mescolare e nel frattempo aggiungete il latte tiepido fino a raccogliere tutta la farina e lavorate il tutto per bene, aggiungete l’olio e continuate ad amalgamare gli ingredienti fino a far diventare l’imposto morbido ed omogeneo.


Lasciate riposare per almeno due ore.












 Nel frattempo preparate il ripieno: prendete un pentolino e fate sciogliere lo zucchero, il latte, il cacao e le noci macinate. Spegnete il fuoco quando il ripieno risulterà fluido e cremoso.














Prendete l’impasto e dividetelo in più panetti, stendeteli, mettete il ripieno e poi adagiateli in uno stampo da plumcake quanti strati volete voi, per esempio due o tre strati. Richiudeteli e lasciateli riposare per almeno un’altra ora.




Infornate a 175° per 50 minuti. Sfornate e fate raffreddare e poi servitelo a fette.







Fonte:Il Journal

domenica 21 dicembre 2014

Concert de colinde - 21 decembrie 2014, ora 20.00 - Basilica Santa Cecilia, Roma










Concert de colinde - 21 decembrie 2014, ora 20.00 - Basilica Santa Cecilia, Roma










“Natale insieme – Crãciun împreunã”, canzoni e tradizioni natalizie della Romania e dell’Italia

Domenica 21 dicembre 2014 nella Sala della Comunità di Sant'Egidio in via dell'Archeologia. Un evento in un quartiere dove vanno consolidati il rispetto e la convivenza

 Domenica 21 dicembre 2014, dalle 15 alle 19, a Tor Bella Monaca nella Sala in via dell’Archeologia 74, ospite della Comunità di Sant’Egidio, avrà luogo Natale insieme – Crãciun împreunã – canzoni e tradizioni natalizie della Romania e dell’Italia.

 “E’ un’occasione propizia – ci dice Miruna Cajevaneanu presidente dell’associazione Europaeus – per cogliere le sorprendenti analogie tra il Natale della tradizione italiana e quello romeno, tradizioni preziose anche dal punto di vista antropologico, come il ballo della capra e dell’orso, e il ballo delle maschere, che saranno presentate dal gruppo Plai Miortic”. L’evento è proposto dall’Associazione Europaeus, insieme alla Comunità di Sant’Egidio del VI Municipio, al gruppo folkloristico Plai Mioritic e all’Associazione Alpha e Omega.

 Giunto alla seconda edizione, dopo l’esordio nel 2012 all’Accademia di Romania e alla quale partecipò il gruppo di zampognari Bandancia di Terracina, la manifestazione sceglie un territorio dove la presenza di cittadini romeni è molto forte e dove c’è necessità di dialogo e rispetto. “Una serata anche all’insegna della solidarietà – aggiunge Miruna Cajvaneanu – e il pubblico potrà fare donazioni alla Comunità di Sant’Egidio nel quartiere; contribuirà così all’organizzazione del pranzo di Natale per i bisognosi; l’offerta è libera ma … è così bello essere generosi!

” Natale Insieme"- Invitato speciale della serata è Steluta Floristean, nota solista di musica tradizionale romena della Bucovina. Accanto a lei, il gruppo folkloristico Plai Mioritic con canti e balli di Natale. La comunità di Sant’Egidio presenterà un atteso Presepe vivente con i personaggi tradizionali interpretati dai bambini che frequentano la Scuola della Pace di Tor Bella Monaca; poi sarà il turno dei membri del gruppo THE CHANGE, vincitori nel 2013 del premio della Giuria Popolare al concorso PLAY MUSIC STOP VIOLENCE organizzato all’Auditorium di Roma.

 La giovane Ariadna Ghiuta presenterà due canzoni tradizionali natalizie; infine il gruppo ARPEGGIO seguito da una suite di balli tradizionali romeni. Il gruppo Plai Miortic presenterà inoltre una mostra – racconto dal vivo dei costumi e oggetti della tradizione romena di Natale: La Stella, Il Ballo delle Maschere, L’Aratro, Il Gioco della Capra, il Gioco dell’Orso e tante altre sorprese.

 Il Gruppo Plai Mioritic, composto da 12 ballerini di età compresa tra 14 e 50 anni, si è esibito in vari spettacoli a Roma, Viterbo, Palestrina, Cave, Osimo, Sulmona, Rocca di Papa. E’ stato invitato alla “Festa dei popoli”, manifestazione storica interculturale, che si svolge ogni anno in piazza San Giovanni in Laterano a Roma.

 La Scuola della Pace di Tor Bella Monaca è un doposcuola gratuito, spazio di amicizia e di educazione alla pace per i bambini delle scuole elementari del quartiere, realizzato dai Giovani per la Pace. Domenica 21 dicembre i bambini della Scuola della Pace animeranno un Presepe Vivente come segno di speranza e di un tempo di pace di cui vogliono essere costruttori e che è tanto atteso nella nostra città.

  Fonte:Abitare a Roma

giovedì 18 dicembre 2014

Echipa Institutului Român de Cultură și Cercetare Umanistică de la Veneția vă urează Sărbători Fericite! / L'équipe dell'Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia Vi augura Buone Feste!...


Echipa Institutului Român de Cultură și Cercetare Umanistică de la Veneția vă urează Sărbători Fericite!

 L'équipe dell'Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia Vi augura Buone Feste!...

Mercantino di natale,presente anche l'associazione romena

Tra i vari stand organizzati per le festivita
 Un'esperienza commerciale importante per diffondere prodotti tipici artigianali e culinari

 (Velletri-Attualità)-Non solo tradizioni e specifità dei Castelli Romani ,ma anche integrazione e apertura verso culture diverse e sempre più presenti nel nostro tessuto sociale.Con questi obiettivi quest'anno è presente per la prima volta .tra le bancarelle natalizie del centro di Velletri ,anche uno stand dell'Associazione romena.

Fondata nel 2012 su iniziativa dell'allora Consigliere delegato all'immigrazione Fabio Taddei e di alcuni amici della comunità romena,l'organizzazione conta oggi alcune centinaia di iscritti e si propone di favorire l'integrazione di tutti i cittadini romeni residenti in città.Presente,al banco del mercatino di Natale ,anche Florentina Florea ,Segretaria dell'Associazione .
Per i clienti ,una particolare occasione per prendere contatto con prodotti caratteristici ,artigianali e culinari ,provenienti dal Paese dell'Est Europeo. (Lorenzo Mattia Nespoli)

 Fonte:Castelli News

Giornata internazionale del migrante

Oggi, 18 dicembre si celebra la Giornata Internazionale del Migrante, istituita dalle Nazioni Unite nel 2000, a 10 anni dall’adozione della Convenzione per la protezione dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie, avvenuta per l’appunto il 18 dicembre 1990

 Fu una tragedia dell’immigrazione, verificatasi nel 1972, a spingere la comunità internazionale ad avviare un confronto che avrebbe portato all’adozione di questo strumento giuridico, per tutelare quanti hanno lasciato il loro Paese d’origine per costruirsi altrove un futuro migliore. Un camion che ufficialmente doveva trasportare macchine da cucire ebbe un incidente all’interno del tunnel del Monte Bianco, morirono ventotto lavoratori originari del Mali che, nascosti nel rimorchio, cercavano di raggiungere la Francia.

 Le migrazioni, genti o interi popoli che lasciano la loro terra in cerca di maggiori opportunità altrove, hanno sempre fatto parte della storia dell’umanità. Nella preistoria, nel medioevo, nell’età moderna, i flussi migratori sono una costante del genere umano, in ogni parte del mondo.

 Oggi, complice da una parte il progresso di alcune aree del pianeta e dall’altra l’intensificarsi di nuove guerre, disastri naturali e violazioni dei diritti umani nei sud del mondo, il fenomeno migratorio interessa maggiormente la direttrice sud-nord. Le società del nuovo millennio sono sempre più multietniche e globalizzate. Nella sola Europa vivono 65 milioni di immigrati, l’8,8% della popolazione.

 Chi osteggia questo fenomeno punta sulla diffusione di un sentimento di paura e disprezzo nei confronti dell’immigrato e le politiche interne ai paesi europei riflettono spesso tale sentimento. I decreti di espulsione verso i Rom in Francia, il respingimento degli immigrati provenienti dal Nord Africa in Spagna e la segnalazione dei clandestini bisognosi di cure mediche in Italia, vanno senz’altro in questa direzione.

 La Giornata Internazionale dei Migranti, istituita dalle Nazioni Unite, mira, al contrario, a richiamare i singoli governi al rispetto dei diritti fondamentali degli immigrati, così come al riconoscimento del reale contributo di questi ultimi allo sviluppo economico dei paesi destinatari.

 In occasione della Giornata Internazionale del Migrante, è interessante navigare nel sito www.parlezvousglobal.org, uno spazio sociale e didattico in 5 lingue dedicato alle scuole secondarie europee ed africane attivo grazie al progetto di educazione alla cittadinanza mondiale “Parlez-vous global?”

 I paesi direttamente coinvolti sono: l’Italia, la Francia, l’Austria, la Romania, il Benin, il Burkina Faso e il Senegal. Tutto questo nel quadro del progetto “Parlez-vous global?”, finanziato dall’Unione Europea e realizzato dalle Ong CISV, ACRA, APDD – Agenda 21, COOPI, COSPE, Stretta di Mano, Sudwind, UNMFREO.

 Il progetto iniziato nel 2013, si propone di formare 12.000 insegnanti e 3.500 futuri insegnanti (studenti universitari) sulle sfide globali del Millennio. I docenti, seguendo corsi gratuiti tenuti dalle Ong, approfondiscono il tema della xenofobia, dello sviluppo sostenibile e della multiculturalità; inoltre, apprenderanno gli strumenti per educare alla cittadinanza mondiale nella scuola, adoperando tecniche legate al citizen journalism; infine, acquisiranno degli strumenti per valutare l’apprendimento degli studenti, elaborati da esperti internazionali.

 Una parte degli insegnanti viene accompagnata e sostenuta dalle Ong anche nel lavoro nelle scuole: non solo per costruire il piano formativo e i moduli didattici, ma anche per realizzare i laboratori e per applicare il format di valutazione delle competenze. In particolare, alcuni gruppi di insegnanti avranno la possibilità di effettuare un viaggio studio in un altro paese partner del progetto: per esempio, docenti europei potranno effettuare scambi con docenti africani e viceversa. Gli studenti si incontreranno invece a livello nazionale.

 Fonte:Valle Sabia News

martedì 16 dicembre 2014

Scene di vita quotidiana rumena. Raccontate a Milano da Serban Savu

Galleria Monica De Cardenas, Milano - fino al 28 febbraio 2015. Raccontare con freddezza fotografica la Romania postcomunista. Ispirandosi alla pittura di Tiziano. L’esordio italiano di Serban Savu.

 L’amore per l’arte italiana di Serban Savu (Sighisoara, 1978; vive a Cluj), colpito, durante un soggiorno a Venezia, dai dipinti di Tiziano, è oggi ricambiata con l’esposizione a lui dedicata dalla Galleria Monica De Cardenas, la prima in Italia. Il fascino dell’arte classica e rinascimentale non solo gli rivelò un modo di esprimersi, ma gli fece comprendere che quel linguaggio lo aveva sempre posseduto. Le tele prodotte sono veri e propri frammenti, come fotografati, della vita quotidiana della Romania postcomunista. Nel linguaggio realistico (fotografico, appunto) s’insinuano simbologie classiche inserite a volte con ironia, ma mai in modo dissacrante.

 Il punto di vista è distante, svela la freddezza di un osservatore che si attiene alla realtà. Il titolo, Sometimes my Eyes are the Eyes of a Stranger, suggerisce un processo produttivo quasi meccanico, da turista di piccoli attimi di bellezza, ma distaccato e non interpretativo. Ma il suggerimento, a sua volta, riflette il paradosso, perché quelle che sembrano fotografie di reportage, altro non sono che tele composte.
(Lodovico Lindemann)

 Milano // fino al 28 febbraio 2015
 Serban Savu – Sometimes my Eyes are the Eyes of a Stranger

 MONICA DE CARDENAS
 Via Viganò 4 02 29010068
info@monicadecardenas.com
 www.monicadecardenas.com

 Fonte: Artribune

lunedì 15 dicembre 2014

Luigi Ferdinando Marsigli şi Principatele Române în epoca lui Constantin Brâncoveanu conferinţă la Institutul Român de Cultură şi Cercetare Umanistică de la Veneţia / Luigi Ferdinando Marsigli e i Principati Romeni nell’età di Costantino Brâncoveanu conferenza presso l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia


Comunicat de presă

Institutul Român de Cultură şi Cercetare Umanistică de la Veneţia, cu ocazia comemorării a trei sute de ani de la moartea domnitorului Ţării Româneşti, Constantin Brâncoveanu (1688–1714), are plăcerea de a invita publicul italian, mai ales cel interesat de cultura, istoria şi patrimoniul cultural al Europei Central‒Răsăritene, să cunoască mai bine o personalitate care, la sfârşitul secolului al XVII-lea şi începutul secolului al XVIII-lea, s-a aflat în prim-planul evenimentelor politice, diplomatice şi militare ce au marcat istoria Sud‒Estului european. Institutul propune, astfel, o conferinţă care va prezenta figura principelui Constantin Brâncoveanu şi diplomaţia română a epocii prin prisma scrierilor eruditului nobil bolognez Luigi Ferdinando Marsigli, ofiţer al armatei habsburgice angajat, în răstimpul 1684‒1688, pe frontul ungar şi transilvănean împotriva trupelor Imperiului Otoman. Conferinţa susţinută de Prof. Andrea Gardi (Universitatea din Udine), se intitulează «Luigi Ferdinando Marsigli şi Principatele Române în epoca lui Constantin Brâncoveanu» şi se va desfăşura joi, 18 decembrie 2014, la orele 17,30, în sala „Marian Papahagi” a Institutului Român de Cultură şi Cercetare Umanistică de la Veneţia.

 Andrea Gardi, conferenţiar universitar doctor titular la Universitatea din Udine, specializat în istorie premodernă şi modernă, unul dintre cercetătorii italieni cu studii şi publicaţii solide privitoare la Istoria Europei Răsăritene din veacurile XVII‒XVIII, va prezenta comunicarea sus-menţionată, întemeiată pe informaţii noi care provin din fondul Marsigli conservat la Biblioteca Universitară din Bologna. Curiozitate naturală a lui Luigi Ferdinando Marsigli, abordarea sa tipică cercetătorului responsabil, dotat cu un habsburgice angajat, în răstimpul 1684‒1688, pe frontul ungar şi transilvănean împotriva trupelor Imperiului Otoman. Conferinţa susţinută de Prof. Andrea Gardi (Universitatea din Udine), se intitulează «Luigi Ferdinando Marsigli şi Principatele Române în epoca lui Constantin Brâncoveanu» şi se va desfăşura joi, 18 decembrie 2014, la orele 17,30, în sala „Marian Papahagi” a Institutului Român de Cultură şi Cercetare Umanistică de la Veneţia. Andrea Gardi, conferenţiar universitar doctor titular la Universitatea din Udine, specializat în istorie premodernă şi modernă, unul dintre cercetătorii italieni cu studii şi publicaţii solide privitoare la Istoria Europei Răsăritene din veacurile XVII‒XVIII, va prezenta comunicarea sus-menţionată, întemeiată pe informaţii noi care provin din fondul Marsigli conservat la Biblioteca Universitară din Bologna.

Curiozitate naturală a lui Luigi Ferdinando Marsigli, abordarea sa tipică cercetătorului responsabil, dotat cu un acut simţ critic, bazându-se pe izvoare şi pe cunoaşterea directă a evenimentelor descrise în scrierile sale, l-au determinat pe acesta să-l contacteze pe Constantin Cantacuzino, unchi al domnitorului Constantin Brâncoveanu, mare dregător şi consilier de încredere pentru afacerile de politică externă. Atât Marsigli, cât şi Cantacuzino nutreau un interes comun pentru trecut, ambii încercau să perceapă şi să înţeleagă evoluţia evenimentelor politice şi militare din cea de-a doua jumătate a secolului al XVII-lea pe temeiul învăţămintelor istoriei, începând cu Antichitatea clasică şi mergând până la faptele memorabile ale monarhilor şi condotierilor Renaşterii târzii.

Evenimentul este organizat de Institutul Român de Cultură şi Cercetare Umanistică de la Veneţia. Intrarea este liberă.

 Pentru informaţii suplimentare: INSTITUTUL ROMÂN DE CULTURĂ ŞI CERCETARE UMANISTICĂ
Palazzo Correr ‒ Cannaregio 2214 (Campo Santa Fosca)
30121 Veneţia (VE), ITALIA
Tel. +39.041.524.2309
www.icr.ro/veneţia/

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Comunicato stampa

 Luigi Ferdinando Marsigli e i Principati Romeni nell’età di Costantino Brâncoveanu conferenza presso l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia

 L’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, in occasione del tricentenario della morte del principe di Valacchia Costantino Brâncoveanu (1688–1714), è lieto di offrire al pubblico italiano, e soprattutto a chi è interessato alla cultura, alla storia e al patrimonio culturale dell’Europa Centro–Orientale, l’opportunità di conoscere meglio una delle personalità che, a cavallo tra Seicento e Settecento, si rese protagonista delle vicende politiche, diplomatiche e militari che segnarono la storia del Sud–Est europeo. L’Istituto propone, dunque, una conferenza che ci presenterà la figura del principe Costantino Brâncoveanu e la diplomazia romena dell’epoca attraverso gli occhi dell’erudito nobile bolognese Luigi Ferdinando Marsigli, ufficiale nell’esercito degli Asburgo impegnato, tra il 1684 e il 1688, sul fronte ungherese e transilvano contro le truppe dell’Impero Ottomano. La conferenza tenuta dal Prof. Andrea Gardi (Università degli Studi di Udine) è intitolata «Luigi Ferdinando Marsigli e i Principati Romeni nell’età di Costantino Brâncoveanu» si svolgerà giovedì 18 dicembre 2014, alle ore 17,30, nella Sala “Marian Papahagi” dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia.

  Il relatore, professore associato di Storia moderna presso l’Ateneo friulano, uno tra i maggiori esperti italiani di Storia dell’Europa Orientale in Età moderna, farà ampio uso, nella sua relazione, di cospicue e interessanti informazioni tratte dalle fonti manoscritte del fondo Marsigli, conservato presso la Biblioteca Universitaria di Bologna. La naturale curiosità di Luigi Ferdinando Marsigli, il suo approccio di studioso responsabile, dotato di un acuto senso critico, che fondava sulle fonti e sulla diretta conoscenza dei fatti gli eventi narrati nei suoi scritti, spinse il nostro bolognese a mettersi in contatto con il dotto Costantino Cantacuzeno, zio del principe Costantino Brâncoveanu, dignitario di corte e fidato consigliere per gli affari di politica estera.

Il Marsigli e il Cantacuzeno erano accomunati dal loro interesse per il passato, entrambi cercavano di leggere e capire l’evoluzione degli eventi politici e militari dell’ultimo Seicento facendo tesoro degli insegnamenti della storia, a partire dall’Antichità classica per giungere fino alle memorabili imprese dei monarchi e dei condottieri del tardo Rinascimento.

 L’evento è organizzato dall’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia;
 ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Per ulteriori dettagli:ISTITUTO ROMENO DI CULTURA E RICERCA UMANISTICA
Palazzo Correr ‒ Cannaregio 2214 (Campo Santa Fosca)
30121 Venezia (VE), ITALIA
Tel. +39.041.524.2309
www.icr.ro/venezia/

mercoledì 10 dicembre 2014

Diaspore in Italia: il Natale romeno

I regali del Vecchio Nicola, la tradizione del digiuno, i canti tradizionali. La comunità romena in Italia sente molto le festività legate al Natale. Una rassegna Canti, presepi itineranti, Mos Nicolae, colinde, sarmale, “Irod-ul “e “Viflaim-ul”. Le tradizioni del Natale romeno ogni anno risuonano da inizio dicembre fino al 6 gennaio. A renderle ogni anno vive non sono però solo i cittadini che non hanno lasciato la Romania ma anche coloro che per lavoro, studio o per stare con la loro famiglia vivono all'estero.

Un esempio di tradizioni difese e tramandate è quello della diaspora romena in Italia, la più grande nel nostro paese per numero di cittadini, oltre un milione e mezzo, che ogni anno rievocano le usanze tipiche romene portandole nelle piazze e nelle strade dei centri d'Italia. Dall'inizio di dicembre e in particolare dal 6 dicembre, giorno del “Vecchio Nicola” (Mos Nicolae) fino al Natale ortodosso i romeni d'Italia praticano le loro tradizioni, anche grazie all'aiuto delle associazioni in cui si riuniscono, dell'ambasciata romena in Italia e della chiesa ortodossa.

 Per molti, anche bambini - anche se ormai più italiani che romeni per vita vissuta – è Mos Nicolae a rappresentare il giorno dei doni. E' l'equivalente del nostro Babbo Natale che, assieme al Santa Claus anglosassone (termine che deriva dall'olandese Sinterkloos) è legato alla figura storica di San Nicola, vescovo di Myra (oggi Demre, città situata nell'odierna Turchia). Su quest'ultimo si narrano storie e leggende: una di queste, quella secondo cui schiaffeggiò l’eretico Ario durante il Concilio Ecumenico di Nicea nel 325, ne fa derivare la tradizione secondo cui la notte del 5 dicembre ai bambini romeni disobbedienti e pigri Mos Nicolae porterà un’asta come monito, mentre a quelli rispettosi e obbedienti i regali (di solito dolci o giocattoli). Una tradizione che in qualche modo sopravvisse anche al periodo comunista, quando nella Romania atea, Babbo Natale e San Nicola vennero ribattezzati “Babbo Gelo”. E quest'anno in diverse parti d'Italia si è voluto ricordare il Santo, in particolare a Bari, dove San Nicola è anche il patrono.

Nostalgia delle tradizioni

 “Una volta all’anno nei romeni che abitano in Italia cresce una nostalgia che nemmeno le meraviglie di questo Paese riescono a placare: sono le tradizioni collegate alle feste invernali romene – ha confermato l'ambasciatrice Dana Constantinescu, presente a molte delle celebrazioni e degli eventi di dicembre - l’emozione della prima nevicata, l’entusiasmo che riscalda corpo e spirito del poter passeggiare a bassissime temperature, i pupazzi di neve, i canti natalizi che risuonano da ogni parte, in strada, alla tv, le ricette ereditate dalle proprie nonne per le feste, le porzioni esagerate, le visite agli amici. Se per i romeni che abitano nelle regioni del nord Italia, il cui meteo si avvicina di più al clima romeno, le cose sono più facili, per quelli che abitano al centro e al sud, la nostalgia è un nemico temibile. Ecco spiegata la ragione per cui i romeni del Lazio ci tengono ad ogni costo a ricreare queste atmosfere con ogni mezzo, malgrado l’ambiente mediterraneo, così contrastante”.

“Chi non riesce a tornare in Romania in questa occasione ritrova questa magia all’interno delle associazioni di romeni, della chiesa ortodossa e delle scuole italiane che organizzano i corsi LCCR (Corsi lingua, cultura e civiltà romena, ndr), ambienti nei quali le tradizioni degli inverni romeni sono perpetuate da un anno all’altro, da una generazione all’altra – ha aggiunto l'ambasciatrice - e poi la gioia di ricevere un regalo o la minaccia di qualche simbolica punizione per i bambini rappresentano forti motivazioni per il rispetto delle regole e il 'Vecchio Nicola' o la Befana sono quelli che, nell’immaginario dei bimbi, premiano o meno i loro comportamenti. Certo, assieme all’aumentare della prosperità ed agli stimoli del consumismo, il 'Vecchio' diventa sempre più generoso”.

Gli eventi in Italia Parole che rispecchiano il sentore della comunità romena in Italia dove da inizio dicembre si sono susseguiti e si susseguiranno moltissimi eventi natalizi in tutta la Penisola, il concerto dei cantori Corul Symbol, della parrocchia di "Botezul Domnului " di Fonte Nuova che hanno intonato le colinde, oppure il Coro “Sfântul Dionisie Exiguul” della Chiesa ortodossa in Italia (qui in un concerto natalizio nel 2013). E ancora i concerti che si terranno a Roma il 14 e il 21 dicembre , rispettivamente alla chiesa di San Vitale e alla Basilica di Santa Cecilia in Trastevere.

 E nei centri dove la diaspora è più numerosa si svolgeranno anche i tipici presepi viventi itineranti come gli “Irod-ul “e “Viflaim-ul” (nomi carichi di significati per tutti i cristiani, che derivano da Erode e Betlemme) nei quali si narrano le vicende bibliche dell’uccisione dei bambini e della nascita di Gesù Cristo. E poi la veglia di Capodanno e la mattina dopo risuoneranno le “colinde” – i canti natalizi romeni. Cortei di maschere che si muovono al suono di campane e campanelli, di fruste e tamburi, con i cavalli addobbati a festa ed i buoi che portano sulle corna asciugamani ricamati a mano e ciambelle e trascinano aratri, simboli di fertilità e speranza.

Se per i bambini la tradizione viene rispettata con i regali del “Vecchio Nicola”, che si uniscono alle tradizioni del Natale italiano, raddoppiando di fatto i doni, per i grandi invece, il fattore di equilibrio, sia fisico che spirituale, è rappresentato dall’autoimposizione: il digiuno, uno dei cardini della religione ortodossa. Lo ha spiegato la stessa ambasciatrice che ha voluto poi aggiungere che una volta concluso il digiuno, anche la gastronomia rientra a pieno titolo tra le tradizioni più amate: “Le 'sarmale' nazionali, quei saporitissimi involtini di carne e riso in foglie di verza, le salsicce, i particolari insaccati, un vero brand del paese, una specie di 'Made in Romania'. Solo pochi anni fa questi prodotti si potevano trovare solo nei negozi con specialità romene. Ultimamente invece hanno fatto la loro apparizione anche sui ripiani dei supermercati italiani diventando alla portata anche dei consumatori italiani. Allo stesso tempo questo rappresenta un chiaro indicatore della forte presenza dei romeni in tutta la penisola”.

 E uno dei momenti ufficiali che si affiancherà alle tante giornate di festeggiamenti in piazza sarà la Giornata a porte aperte organizzata dall'Ambasciata di Romania a Roma il 18 dicembre “quando romeni ed italiani potranno venire a cantare o ascoltare i canti tradizionali e apprezzare la bellezza dei costumi nazionali romeni”.

 Fonte:Osservatorio Balcani e Caucaso

martedì 9 dicembre 2014

Perugia, mostra del pittore Constantin Udroiu e degli allievi della sua Fucina d’Arte Nikopeia Di Goffredo Palmerini

CAMMINANDO SU UN RAGGIO DI LUCE

Perugia, 12 dicembre 2014 – 8 Gennaio 2015 Sala del Dottorato, Museo Diocesano, Piazza IV Novembre 6

Un tributo al grande eclettico Artista recentemente scomparso l’attesa Mostra di Perugia. Nel 2013 il maestro Constantin Udroiu progettò una mostra di sue opere e dei lavori degli allievi della Scuola d’arte “Nikopeia” che egli aveva creato una ventina di anni fa. La scuola prende il nome da una grande icona dipinta dall’artista che rappresenta la “Madonna Nikopeia”. Nel dicembre 2013 la mostra fu aperta nella Sala delle esposizioni dell’Accademia di Romania in Roma, in attesa di riuscire a portarla a Perugia nei mesi successivi, come “Omaggio all’Umbria”. È quanto viene realizzato ora, dopo la scomparsa del maestro Udroiu, nel rispetto di quanto egli aveva ideato e desiderato portare a termine. L’esposizione “Camminando su un raggio di luce” è stata allestita nella Sala del Dottorato, adiacente al Museo capitolare della Cattedrale di San Lorenzo, in Piazza IV Novembre 6, e verrà inaugurata venerdì 12 dicembre 2014, alle ore 16. Rimarrà aperta fino all’8 gennaio 2015.

 Perugia, Cattedrale di San Lorenzo Perugia, Cattedrale di San Lorenzo La realizzazione dell’evento si deve alla preziosa disponibilità dell’arcivescovo di Perugia, Cardinale Gualtiero Bassetti, e dell’Ambasciatore di Romania presso la Santa Sede, dr. Bogdan Tataru Cazaban, con la collaborazione con la Diocesi Ortodossa Romena d’Italia e con la Parrocchia Ortodossa Romena di Perugia. La Mostra ha il patrocinio dell’Ambasciata di Romania in Italia, dell’Accademia di Romania in Roma, dell’Accademia Internazionale d’Arte Moderna e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Fara in Sabina (Rieti). All’inaugurazione presenzieranno l’Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, Card. Gualtiero Bassetti, il Vescovo della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia, Mons. Siluan Span, e l’Ambasciatore di Romania presso la Santa Sede, dr. Bogdan Tataru Cazaban.

 La Mostra espone le seguenti opere del Maestro Constantin Udroiu: 2 trittici con Cristo e Annunciazione, 6 icone su legno dorato 50×70 con i Misteri del Rosario, 6 icone su legno dorato 50×70 con la Via Crucis, 14 dipinti olio su tela raffiguranti Luoghi di preghiera dell’Umbria e della Romania, 4 dipinti olio su tela 60×80 raffiguranti Sibille, 2 dipinti su vetro. Per questa mostra a Perugia, oltre ai suoi lavori personali, il maestro Udroiu e la sua Scuola avevano preparato le icone che compongono un grande polittico in affresco su pannelli, costituito da: Madonna Nikopeia, 2 arcangeli, S. Costanzo, S. Lorenzo, S. Francesco, S. Chiara, 2 Sibille e 12 Profeti. Il polittico è stato progettato e realizzato perché resti come omaggio e dono all’Umbria.

La Scuola d’arte Fucina Nikopeia è affiliata all’AIAM (Accademia Internazionale di Arte Moderna), Istituto superiore di cultura con sede in Roma. La Scuola d’arte Nikopeia fu stata creata da Constantin Udroiu nel 1993 ad Airola (Benevento), presso il Convento francescano di S. Pasquale, e la sua attività si è svolta in altre località come Matera, S. Giorgio del Sannio, Benevento, Passignano sul Trasimeno, Monterotondo. I corsi sono gratuiti e alla fine, dopo un esame pratico, i corsisti ricevono da parte dell’AIAM e della Scuola Nikopeia un diploma annuale. I partecipanti sono obbligati a realizzare nelle varie tecniche apprese durante i corsi, che svolgono programmi di pittura in tecnica affresco “umido”, pittura delle icone, pittura su vetro, oltre ai principi dell’incisione e della stampa. Il primo corso si è svolto ad Airola presso il Convento francescano di S. Pasquale; il secondo a Matera, nell’agosto 2006, presso la parrocchia Maria SS. dell’Annunciazione nel rione Picciarello; il terzo, solo teorico, nell’agosto 2007, presso la Sala Consiliare del Comune di Passignano sul Trasimeno.

 Dal 2010 la sede della Scuola è a Passo Corese, in un locale comunale messo a disposizione dall’Assessorato alla cultura della Città di Fara in Sabina. Da allora gli allievi della Scuola guidati dal maestro Udroiu hanno esposto annualmente i loro lavori in mostre laboratorio, organizzate presso la Scuola stessa. Nel dicembre 2013, presso l’Accademia di Romania in Roma, è stata presentata provvisoriamente, in attesa di giungere a Perugia, l’esposizione Omaggio all’Umbria, l’ultima che il maestro Udroiu, deceduto a marzo di quest’anno, ha organizzato insieme al gruppo di allievi della Scuola d’arte Fucina Nikopeia.

 La cerimonia per l'80° compleanno (3 febbraio 2010) del Maestro Constantin Udroiu, all'Accademia di Romania in Roma La cerimonia per l’80° compleanno (3 febbraio 2010) del Maestro Constantin Udroiu, all’Accademia di Romania in Roma Costantin Udroiu era nato a Bucarest il 3 febbraio 1930. Intellettuale di spicco della Romania, insegnava all’Università di Bucarest quando, nel 1954, venne arrestato dal regime comunista per dissidenza politica e condannato. Era un testimone vivente dei princìpi di libertà e di democrazia, affermati e pagati a caro prezzo con una condanna a 22 anni di prigione, sofferti con un decennio di dura carcerazione, fino al 1964, quando venne rilasciato a seguito del nuovo clima politico nei Paesi d’oltre cortina, dopo il XX Congresso del PCUS. Giunto in Italia per la sua prima mostra all’estero, nel 1971 a Sassari, inaugurata dall’allora Presidente della Camera Sandro Pertini, restò nel nostro Paese girando in lungo e largo le vie dell’arte bizantina, specie nel Meridione. Intensa la sua frequentazione dell’Europa – Svizzera, Francia, Spagna, Grecia, Olanda, Portogallo – dove ha portato con grande successo la sua produzione artistica ma anche la competenza accademica, partecipando a seminari e convegni promossi da prestigiosi atenei con proprie comunicazioni.

Gran maestro dell’arte bizantina, Constantin Udroiu è stato uno dei più fecondi Artisti della diaspora romena che ha mantenuto nella sua opera un luogo centrale all’icona bizantina e alla propria romenità. Tra le sue mostre personali, oltre 200, moltissime in Italia – la sua 99^ a L’Aquila, al Castello cinquecentesco, memorabile – , le più significative all’estero sono state a Parigi, Lutry, Avignon, Amsterdam, Bordeax, Carpentras, Atene, Barcellona, Lisbona e, dopo la caduta del regime comunista in Romania, a Bucarest, Targoviste e Cluj Napoca. Le sue opere sono esposte nei musei di molte città in Romania, Francia, Portogallo e Italia, e in numerose collezioni pubbliche e private in diversi Paesi del mondo.

 La Romania democratica lo ha risarcito con una rilevante considerazione artistica e personale, manifestata con la presenza dell’Ambasciatore in tutte le mostre che ha tenuto in Italia. Era membro del Senato dell’Accademia Internazionale d’Arte Moderna. Da alcuni anni Constantin Udroiu, era andato da Roma a vivere in Sabina, a Passo Corese (Rieti), dove in collaborazione con il Comune aveva aperto la Scuola Nikopeia, centro di formazione artistica senza scopi di lucro dove il Maestro ha insegnato gratuitamente le tecniche pittoriche ad una sessantina di allievi. Fino alla scomparsa, avvenuta a Roma il 26 marzo 2014.
(Goffredo Palmerini)

 Fonte:La Prima Pagina

domenica 7 dicembre 2014

WebSocialReport‏


13 dicembre 2014
Presentazione del progetto Web Social Report,
finanziato dal Dipartimento Politiche per le Relazioni con i
Rumeni all’estero (denominato MAE – DPRRP)

Il 13 dicembre 2014 a Ciampino presso la sede operativa dell’associazione culturale Make Noise, verranno presentati al territorio i risultati del progetto Web Social Report, realizzato grazie al contributo del Dipartimento Politiche per le Relazioni con i Rumeni all’Estero, in collaborazione con l’associazione culturale Make Noise, partner di Spirit Romensc.

Grazie al Web Social Report, l’associazione Spirit Romensc, si propone di ampliare i servizi rivolti
alla propria utenza, al fine di diventare un referente sempre più riconosciuto a livello locale e
nazionale, in grado di affiancare le istituzioni, con la propria esperienza maturata negli anni, nel
settore dell’assistenza di bambini e adolescenti della seconda generazione in Italia.

L’associazione Spirit Romanesc, insieme all’associazione Make Noise, presenteranno gli strumenti
costruiti nell’ambito del progetto, in particolare: il sito, l’immagine coordinata e il web social report.

“Grazie a questi nuovi strumenti siamo convinti di poter superare il muro della diffidenza e le
barriere psicologiche, agevolando così la richiesta di assistenza e la crescita della rete dei nostri
partner istituzionali e del terzo settore”- sostiene la presidente dell’associazione culturale Spirit
Romanesc, Dana Michalache.

Roma, 1 dicembre 2014

Contatti
Responsabile di progetto
Dana Mihalache - Ass. Spirit Romanesc
e-mail:mihalache_danaioana@yahoo.it - cell. 3470011709
Responsabile associazione partner Make Noise
Veronica Marica – Ass. Make Noise
vero.marica@gmail - cell. 3337478734
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13 decembrie 2014
Prezentarea proiectului “Web Social Report”,
finantat de catre Departamentul Politici pentru Relatia cu Romanii de Pretutindeni

Pe data de 13 decembrie 2014, la sediul Asociatiei culturale “Make Noise” (din localitatea
Ciampino), vor fi presentate rezultatele proiectului Web Social Report, proiect realizat de catre
Asociatia “Spirit Romanesc” in collaborare cu asociatia culturala “Make Noise”.

Acest proiect a fost posibil datorita finantarii Departamentului Politici pentru Relatia cu Romanii de
Pretutindeni.

Asociatia Spirit Romensc, prin implementarea proiectului “Web Social Report”, propune o ampliare
a propriilor servicii catre propria utenta. Obiectivul asociatiei este acela de a deveni un referent din
ce in ce mai recunoscut in Italia, atat la nivel local cat si national, capabil a se alatura institutiilor
nationale datorita experientei acumulate de-a lungul anilor in domeniul serviciilor de asistenta
pentru copii si adolescenti de a doua generatie din Italia.

Asociatia Spirit Romanesc, impreuna cu asociatia Make Noise, vor prezenta cu aceasta ocazie
toate materialele construite in cadrul acestui proiect: pagina web, imaginea cordonata si web
social report-ul.

“Datorita acestor noi modalitati (social media) suntem convinsi ca vom reusi sa depasim
obstacolele precum inhibitiile si barierele psihologice ale persoanelor, favorizand in acest mod atat
cererea de asistenta cat si cresterea retelei de parteneri institutionali si din al treilea sector – sustine
presedintele asociatiei culturale “Spirit Romanesc”, Dana Michalache.

Roma, 1 decembrie 2014

Responsabili proiect:
Project Manager
Dana Mihalache - As. Spirit Romanesc
e-mail: mihalache_danaioana@yahoo.it - tel. 3470011709
Responsabil asociatia Make Noise
Veronica Marica – As. Make Noise
e-mail: vero.marica@gmail.it - tel. 3337478734

sabato 6 dicembre 2014

Guidonia - A Villanova, torna la festa nazionale della Romania


Domenica 7 dicembre alle 11 in piazza San Giuseppe Artigiano, a Villanova, si celebrerà la Festa nazionale della Romania. Una una giornata dedicata alla musica e ai prodotti tipici. L’iniziativa è organizzata da “Aida Supermercati” di Adrian Nichifor e il programma prevede il concerto dell’orchestra nazionale di musica popolare “Lautarii” diretta dal maestro Nicolae Botgros, un artista molto noto in Patria e in Moldavia. Ospiti d’onore saranno i cantanti Sofia Vicoveanca, Mioara Velicu, Ionica Stan, Ion Paladi, George Lupascu e Sebastian Hauca, oltre al corpo di ballo tradizionale romeno “Dor Calator”.

 Per l’occasione in piazza saranno allestiti degli stand gastronomici, mentre la manifestazione si concluderà con una tombola a premi. “Sono contenta per l’organizzazione di questo evento - commenta Leontina Ionescu, interprete del Tribunale di Tivoli e primo consigliere comunale romeno eletto in maggioranza a Marcellina nel 2009 - Sarei felice se partecipassero anche gli italiani per conoscere meglio il popolo romeno che, numeroso, lavora sul territorio”.
L’ingresso è libero.

 Fonte: Tiburno Tv

La traditione romena con Craciun e Collinde a Natalidea

Genova ,6 Dicembre. Oggi, giornata d’inaugurazione di Natalidea, nell’ambito di “Natale nel mondo”, il Consolato Generale Onorario di Romania a Genova e la Chiesa Ortodossa Romena parteciperanno attivamente con un’iniziativa.

 E’ proprio in questa data che in Romania iniziano le feste, con l’arrivo di “Mos Nicolae” (Babbo Nicola) che nella notte tra il 5 ed il 6 dicembre lascia i doni nelle scarpe dei bambini buoni e rami d’albero in quelle dei bimbi disubbidienti.

 Secondo la tradizione romena Mos Nicolae sarebbe il fratello di Moș Craciun, Babbo Natale. A differenza di quest’ultimo, Moș Nicolae non si mostra mai ai bambini che devono aspettarlo addormentati.

 E così, come da tradizione, tanti canti romeni i “colinde” dedicati ai bambini.

 Infatti la sera del 24 dicembre, la vigilia di Natale, i bambini vanno a “colindare” passando di casa in casa, cantano le melodie natalizie. La gente esce dalle case, attirata dai loro canti, e dà loro in cambio dolci, soldi e frutta.

 E questo succederà alle 17.30, con l’esibizione del coro di bambini della Chiesa Ortodossa romena e, a seguire, il coro “dei genitori” con un repertorio di “colinde” classiche.

 Ai bambini presenti saranno offerti dolci tipici romeni. (nelle foto: il Babbo Natale con la sua casa a Natalidea ed un tipico coro di “colinde” a Iasi in Romania).

 Fonte:Liguria Notizie

Da San Nicola a Natale: le tradizioni care ai romeni in Italia

Concerti, balli, costumi, ricette, santi e tradizioni che vengono dalla Romania saranno di casa anche in Italia e in particolare nel Lazio, dove la comunità romena è molto radicata e presente. A cominciare dalla festa di San Nicola, il “Vecchio Nicola”, che cade il 6 dicembre, che i bambini romeni che vivono in Italia aspettano come e più di Babbo Natale.

Tradizioni che la diaspora romena in Italia, circa 1,5 milioni di persone, porta avanti nel costante lavoro di integrazione con l’aiuto anche dell’ambasciata romena in Italia.

 “Una volta all’anno nei romeni che abitano in Italia cresce una nostalgia che nemmeno le meraviglie di questo Paese riescono a placare: sono le tradizioni collegate alle feste invernali romene – ha spiegato l’Ambasciatore romeno in Italia Dana Constantinescu – Se per i romeni che abitano nelle regioni del Nord, il cui meteo si avvicina di più al clima romeno, le cose sono più facili, per quelli che abitano a Centro e al Sud, la nostalgia è un nemico temibile. Ecco spiegata la ragione per cui i romeni del Lazio ci tengono ad ogni costo a ricreare queste atmosfere con ogni mezzo, malgrado l’ambiente mediterraneo, così contrastante”.

 E in questa direzione vanno gli eventi in calendario nel Lazio organizzate anche grazie alle associazioni di romeni, alla chiesa ortodossa e alle scuole italiane che organizzano i corsi LCCR, “ambienti nei quali le tradizioni degli inverni romeni sono perpetuate da un anno all’altro, da una generazione all’altra”. E per i bambini il “Vecchio Nicola” o la Befana “sono quelli che, nell’immaginario, premiano o meno i loro comportamenti. Certo, assieme all’aumentare della prosperità ed agli stimoli del consumismo, il ‘Vecchio’ diventa sempre più generoso”, ha aggiunto l’Ambasciatore annunciando uno dei tanti eventi realizzati dalla sede diplomatica romena in Italia: una giornata di Porte Aperte presso l’Ambasciata di Romania a Roma il 18 dicembre “quando romeni ed italiani potranno venire a cantare o ascoltare i canti tradizionali e apprezzare la bellezza dei costumi nazionali romeni”.

 Altri eventi con tradizioni natalizie per i romeni che vivono nella Regione Lazio si svolgeranno il 7 dicembre dalle 11:00 nella piazza del mercato a Villanova di Guidonia, il 10 dicembre una decina dei romeni parteciperà all’udienza di Papa Francesco per presentare i costumi nazionali e le tradizioni del Paese, il 14 dicembre, dalle 17:00 alla chiesa di San Vitale (via Nazionale, Roma) si svolgeranno concerti e balli tipici, il 21 dicembre un concerto natalizio alla Basilica di Santa Cecilia in Trastevere e poi spazio alle tradizioni della Vigilia di Natale che saranno rispettate nei centri dove la comunità è più numerosa. Tra queste le piccole scenette di teatro popolare, veri presepi viventi ed itineranti come gli “Irod-ul “e “Viflaim-ul” (nomi che derivano da Erode e Betlemme) nei quali si narrano le vicende bibliche dell’uccisione dei bambini e della nascita di Gesù Cristo. E poi le “colinde” – i canti natalizi romeni – che vengono cantati per Capodanno.

 E a proposito di veglie e pasti delle Feste, una volta concluso il digiuno, cardine della religione ortodossa, lspazio alla gastronomia tradizionale romena: “Le sarmale nazionali, involtini di carne e riso in foglie di verza, le salsicce, i particolari insaccati, un vero brand del Paese, una specie di ‘Made in Romania’. Solo pochi anni fa questi prodotti si potevano trovare solo nei negozi con specialità romene. Ultimamente, invece, hanno fatto la loro apparizione anche sui ripiani dei supermercati italiani diventando alla portata anche dei consumatori italiani. Allo stesso tempo questo rappresenta un chiaro indicatore della forte presenza dei romeni in tutta la penisola”, ha concluso l’ambasciatore Constantinescu.

 Fonte:MeteoWeb

Mos Nicolae sau San Nicola

Mos Nicolae este un personaj de poveste ,batran si sfant totodata ,ca si legendele care ne povestesc despre el.Este numit "Facatorul de Minuni " si se regaseste in toate  traditiile crestine europene, fiind considerat unul dintre cei mai populari sfinti.El  este zugravit ca un batran cu barba alba,imbracat in straie lungi ,care vine in noaptea de 5 spre 6 decembrie si aduce  daruri copiilor care il asteapta  dormind,dar nu oricaror copii ci numai copiilor cuminti , care isi pregatesc din vreme ghetutele si sosetutele curate pentru a le fi umplute de daruri,dulciuri si jucarii. Celor care nu au fost cuminti ,le aduce nuieluse  de mar ,pentru ca asa spune traditia din strabuni ,sa fie  rasplatiti sau pedepsiti dupa faptele lor.Astfel copiii sunt determinati pe parcursul anului sa fie mai putin obraznici ,mai putin nazdravani si lenesi si mult mai silitori  la invatatura pentru a nu se face de rusine.

Sfantul Nicolae s-a nascut in Asia intr-o familie de oameni instariti si devotati crestini. A ramas orfan la 17 ani  si a  fost crescut in spiritul povetei crestine ,de a isi imparti averea celor mai putin avuti,la saraci,fiid recunoscut ca un mare aparator al ortodoxiei.

Se spune ca Nicolae a  ajuns episcop la o varsta frageda si ingrijorat de o posibila ruptura care putea avea loc in sanul Bisericii, i-a dat ereticului Arie o palma. Astfel, potrivit Bisericii, de la palma Sfantului Nicolae a ramas obiceiul ca, pe 6 decembrie, cei neascultatori sa fie loviti cu nuielusa in semn de avertisment.

Tot traditia spune ca nuielusa cu care este lovit neascultatorul trebuie sa fie de mar, iar daca aceasta, pusa in apa, va inflori pana la Craciun, inseamna ca sfantul “a mijlocit” iertarea celui care a fost lovit.

Sfantul Nicolae a stiut, insa, ca dupa mustrare se cere mangaiere. Astfel, el a facut multe daruri saracilor, i-a linistit pe cei intristati si a vindecat, cu putere de la Dumnezeu, pe bolnavi.

Este considerat sfantul saracilor,vaduvelor si copiilor.Cea mai cunoscuta poveste despre el fiind cea in care se povesteste ca auzind de o familie saraca,  care avea trei fete si era disperata ca fetele ii vor ajunge pe drumuri pentru ca nu au zestre sa le marite,le-a daruit trei saculeti cu galbeni.In prima seara a lasat pe fereastra deschisa primul saculet,in noaptea urmatoare pe al doilea ,dar in a treia noapte gasind inchisa fereastra ,cel de-al treilea saculet l-a lasat sa cada in casa pe cosul de la soba,astfel darurile lui facand o mare bucurie acestor fete sarace si familiei lor.

In Italia ,inca de la sfarsitul lunii noiembrie ,copiii incep sa se pregateasca pentru a il primi pe mosul cel bun,San Nicola, care le lasa daruri dulci, multe si frumoase uneori afara la usa,alteori in sosetele atarnate in fata semineelor .Il asteapta cuminti,scriindu-i din timp scrisori in care ii povestesc cat au fost de cuminti si ce daruri isi doresc sa le aduca  in  noaptea de 5 spre 6 decembrie .Isi lasa afara in fata ferestrelor sosetele sau  cizmulitele si ghetutele curatate si lustruite bine de cu seara iar dimineata, cei care au fost cuminti ,le gasesc pline cu daruri.Cei mai putin cuminti ,cu nuieluse .

V-ati pregatit ghetutele ,cizmulitele,sosetutele?Mosul e pe drum!
O noapte minunata , Sarbatori Fericite si La Multi Ani tuturor sarbatoritelor si sarbatoritilor care ii poarta numele !

venerdì 5 dicembre 2014

Poezia lui Tudor Arghezi la “Casa delle parole” din Veneţia / La poesia di Tudor Arghezi alla “Casa delle parole” di Venezia

Comunicat de presa

 Marţi, 9 decembrie 2014, orele 18.30, la Teatrino di Palazzo Grassi din Veneţia, poezia lui Tudor Arghezi va fi prezentată publicului italian în cadrul ciclului de lecturi literare Casa delle parole. Întâlnirea din 9 decembrie se intitulează “Divinităţile” şi este cea de a treia din cadrul ediţiei a noua (octombrie 2014 – iunie 2015) a acestui veritabil festival multilingvistic şi multicultural care, din anul 2013, este găzduit în sala modernă şi elegantă a Palatului amintit.

 Alături de versurile argheziene, recitate în limba română şi în italiană, vor fi prezentate, în limba de origine şi în traducere, texte din spaţii culturale şi lingvistice din întreaga lume, selectate nu în baza unui criteriu cronologic, ci valoric şi tematic. În data de 9 decembrie vor fi prezentate fragmente de: Safo, San Francesco, Dante, Gustave Flaubert, Guy de Maupassant, James G. Frazer, Shaul Tschernichowsky, Nazim Hikmet, Eugenio Montale, Pier Paolo Pasolini, Paul Celan – scriitor germanofon născut în Bucovina, Iosif Brodskij ecc. 

Traducerea în limba italiană a amintitei poezii va fi citită de Silvia Zoico, membră în echipa organizatoare a evenimentului. Silvia Zoico, autoarea volumelor Testa e croce – Cap sau pajură (2006) şi Famelica farfalla – Fluturele famelic (2010) este poetă şi specialistă în traductologie, cu accent pe dificultăţile de traducere a textului poetic.

 Evenimentul este organizat de Asociaţia Casa delle parole, cu sprijinul Fundaţiei François Pinault.

 Pentru detalii suplimentare despre Casa delle Parole accesaţi: http://www.palazzograssi.it/it/eventi-arte/casa-delle-parole-10.

 Intrarea este liberă în limita locurilor disponibile.

Responsabil proiect: AURORA FIRŢA
Tel. +39.041.5242309
Mail aurora.firta@icr.ro
 INSTITUTUL ROMÂN DE CULTURĂ ŞI CERCETARE UMANISTICĂ DE LA VENEŢIA

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Comunicato stampa

 Martedì, 9 dicembre 2014, alle ore 18.30, presso il Teatrino di Palazzo Grassi di Venezia, la poesia di Tudor Arghezi (1880-1967) sarà presentata al pubblico italiano nell’ambito del ciclo di letture letterarie Casa delle parole. L’appuntamento del 9 dicembre s’intitola Le Divinità ed è il terzo della nona edizione (ottobre 2014 – giugno 2015) di questo vero e proprio festival letterario, multilinguistico e multiculturale che, dal 2013, viene ospitato nella moderna ed elegante sala del suddetto Palazzo.

 Accanto ai versi argheziani, recitati prima in romeno, poi in italiano, saranno presentate nella lingua di origine e in traduzione, opere provenienti da vari spazi culturali di tutto il mondo, selezionate in base non ad un criterio cronologico, ma tematico. A questo appuntamento verranno presentati, insieme ai versi del poeta romeno brani di: Saffo, San Francesco, Dante, Gustave Flaubert, Guy de Maupassant, James G. Frazer, Shaul Tschernichowsky, Nazim Hikmet, Eugenio Montale, Pier Paolo Pasolini, Paul Celan – scrittore di lingua tedesca nato in Bucovina, Iosif Brodskij ecc.

La traduzione in italiano della poesia di Arghezi sarà letta dalla dottoressa Silvia Zoico, membro del gruppo organizzatore dell’evento. Silvia Zoico, autrice dei volumi Testa e croce (2006) e Famelica farfalla (2010) è poetessa e specialista in traduttologia, con accento sulle difficoltà di traduzione del testo poetico.

 L’evento è organizzato dall’Associazione Casa delle parole, con l’appoggio della Fondazione François Pinault.

Per ulteriori dettagli sulla Casa delle parole si veda il sito: http://www.palazzograssi.it/it/eventi-arte/casa-delle-parole-10.

 L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti.

Responsabile progetto: AURORA FIRŢA
Tel. +39.041.5242309
Mail aurora.firta@icr.ro
INSTITUTO ROMENO DI CULTURA E RICERCA UMANISTICA DI VENEZIA

„Românii și Marele Război” – expoziție foto-documentară la Trieste dedicată Zilei Naționale a României și aniversării centenarului Primului Război Mondial /„I Romeni e la Grande Guerra” – mostra foto-documentaria a Trieste dedicata alla Festa Nazionale della Romania e al 100° Anniversario della Grande Guerra

Comunicat de presa

 Cu ocazia Zilei Naționale a României, marți, 9 decembrie 2014, ora 18:30, în Sala del Gibileo a Comunității Greco-Orientale din Trieste va avea loc inaugurarea expoziției foto-documentare cu titlul „Românii și Marele Război”. Evenimentul este organizat de Institutul Român de Cultură și Cercetare Umanistică de la Veneția, Consulatul General al României la Trieste, Muzeul Național de Istorie a României, Arhivele Naționale ale României și Universitatea Babeș–Bolyai din Cluj-Napoca, și beneficiază de patronajul Ambasadei României în Italia, Regiunii Autonome Friuli Venezia Giulia, al Provinciei Trieste și al Primăriei orașului Trieste.

 În urma colaborării dintre Institutul Român de Cultură și Cercetare Umanistică de la Veneția și Muzeul Național de Istorie a României, Arhivele Naționale ale României și Universitatea Babeș-Bolyai din Cluj-Napoca, a rezultat expoziţia „Românii și Marele Război” ce reunește peste 40 de panouri foto-documentare menite să prezinte publicului implicarea românilor și a României în Primului Război Mondial, pe baza documentelor de arhivă, a fotografiilor, ilustrațiilor contemporane și a documentelor de presă.

 Expoziţia beneficiază de sprijinul financiar al Institutului Cultural Român şi va fi deschisă publicului în perioada 9 – 22 decembrie 2014, în Sala del Gibileo a Comunității Greco-Orientale din Trieste (Riva III Novembre 9). Participarea la vernisajul expoziției se face pe bază de invitație, iar confirmările sunt așteptate la nr. de telefon: 040412536 sau la e-mail:trieste@mae.

 Organizatori: Institutul Cultural Român, Institutul Român de Cultură și Cercetare Umanistică de la Veneția, Consulatul General al României la Trieste, Muzeul Național de Istorie a României, Arhivele Naționale ale României și Universitatea Babeș–Bolyai din Cluj-Napoca

 Cu patronajul: Ambasada României în Italia, Regiunea Autonomă Friuli Venezia Giulia, Provincia Trieste și Primăria orașului Trieste

 Responsabil proiect: MIHAI STAN
Tel. +39.041.5242309
Mail mihai.stan@icr.ro
INSTITUTUL ROMÂN DE CULTURĂ ȘI CERCETARE UMANISTICĂ DE LA VENEȚIA

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Comunicato stampa

 „I Romeni e la Grande Guerra” – mostra foto-documentaria a Trieste dedicata alla Festa Nazionale della Romania e al 100° Anniversario della Grande Guerra

 In occasione della Festa Nazionale della Romania, martedì, 9 dicembre 2014, ore 18:30, presso la Sala del Giubileo della Comunità Greco-Orientale di Trieste avrà luogo l’inaugurazione della mostra foto-documentaria dal titolo „I Romeni e la Grande Guerra”. L’evento è organizzato dall’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, dal Consolato Generale di Romania di Trieste, dal Museo Nazionale di Storia della Romania, dall’Archivio Nazionale della Romania e dall’Università Babeș–Bolyai di Cluj-Napoca, si avvale del patrocinio dell’Ambasciata di Romania in Italia, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Provincia di Trieste e del Comune di Trieste.

 In seguito alla collaborazione tra l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia e il Museo Nazionale di Storia della Romania, l’Archivio Nazionale della Romania e l’Università Babeș-Bolyai din Cluj-Napoca, è risultata la mostra „I Romeni e la Grande Guerra” che riunisce oltre 40 panelli foto-documentari che rispecchiano la partecipazione dei romeni e della Romania alla Grande Guerra, in base ai documenti d’archivio, alle fotografie, alle illustrazioni coeve e alle rassegne stampa d’epoca. La mostra gode del sostegno finanziario dell’Istituto Culturale Romeno di Bucarest e rimarrà avvale del patrocinio dell’Ambasciata di Romania in Italia, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Provincia di Trieste e del Comune di Trieste. In seguito alla collaborazione tra l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia e il Museo Nazionale di Storia della Romania, l’Archivio Nazionale della Romania e l’Università Babeș-Bolyai din Cluj-Napoca, è risultata la mostra „I Romeni e la Grande Guerra” che riunisce oltre 40 panelli foto-documentari che rispecchiano la partecipazione dei romeni e della Romania alla Grande Guerra, in base ai documenti d’archivio, alle fotografie, alle illustrazioni coeve e alle rassegne stampa d’epoca.

 La mostra gode del sostegno finanziario dell’Istituto Culturale Romeno di Bucarest e rimarrà aperta al pubblico nel periodo 9 – 22 dicembre 2014, presso la Sala del Giubileo della Comunità Greco-Orientale di Trieste (Riva III Novembre 9). L’ingresso all’inaugurazione della mostra sarà su invito. Per informazioni e prenotazioni: 040412536 o trieste@mae.ro.

Organizzatori: Istituto Culturale Romeno di Bucarest, Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, Consolato Generale di Romania di Trieste, Museo Nazionale di Storia della Romania, Archivio Nazionale della Romania e Università Babeș–Bolyai di Cluj-Napoca

 Con il patrocinio di: Ambasciata di Romania in Italia, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Provincia di Trieste e Comune di Trieste

 Responsabile progetto: MIHAI STAN
Tel. +39.041.5242309
Mail mihai.stan@icr.ro
 ISTITUTO ROMENO DI CULTURA E RICERCA UMANISTICA DI VENEZIA

martedì 2 dicembre 2014

Colloqui Diossiani quinta edizione e Concerto di Canti di Natale‏ a Roma il 4 dicembre

Cari amici dell’accademia

Siamo liati di invitarvi alla

Colloqui Dionissiani quinta edizione

Colocviile Dionisiene ediția a V - a

Anno omaggiale, dei Santi Sacramenti dell’Eucaristia e della Confessione

Anul Omagial Euharistic al Sfintei Spovedanii și al Sfintei Împărtășanii

Relatori/ Conferențiari /
Sua Eccellenza Mons. Siluan, Vescovo della Diocesi Ortodossa Romena d'Italia;
Preasfințitul Părinte Episcop Siluan al Episcopiei Ortodoxe Române a Italiei;
P. Dott Constantin Totolici, Decano del Decanato Emilia Romagna - Diocesi Ortodossa Romena d'Italia ;
P. Dr. Constantin Totolici, Protopop al Protopopiatului Emilia Romagna - Episcopia Ortodoxă Română a Italiei;
Don Isidor Iacovici, Cappellano dei migranti romeni di rito latino a Roma;
P. Isidor Iacovici, Capelanul migranților români de rit latin la Roma
P. Gabriel Buboi, Rettore del Collegio Pontificio Pio Romeno;
P. Gabriel Buboi, Rectorul Colegiului Pontifical Pio Romeno;
Prof. Giorgio Barone Adesi, Prof. di Diritto canonico all'Università di Studi "Magna Graecia" di Catanzaro;
Prof. Giorgio Barone Adesi, Profesor drept canonic, Universitatea de Studii "Magna Græcia", Catanzaro

Program /Programma
13:15 – 18:00

Primirea invitaților;/Ricevimento invitati;

Evocarea anului omagial al Sfintei Spovedanii și al Sfintei Împărtășanii;/L'evocazione dell'Anno omaggiale 2014, dei Santi Sacramenti dell’Eucaristia e della Confessione;

Preasfințitul Părinte Episcop Siluan al Episcopiei Ortodoxe Române a Italiei;/Sua Eccellenza Mons. Siluan, Vescovo della Diocesi Ortodossa Romena d'Italia;

Foloasele Sfintei Împărtășanii în lumina teologiei energiilor necreate a Sfântului Ierarh Grigorie Palama;/I benefici della Santa Eucaristia, nella luce della teologia delle energie non create, del San Gerarca Gregorio Palama;

P. Dr. Constantin Totolici, Protopop al Protopopiatului Emilia Romagna - Episcopia Ortodoxă Română a Italiei.

P. Dott Constantin Totolici, Decano del Decanato Emilia Romagna - Diocesi Ortodossa Romena d'Italia;

Întrebări și răspunsuri;/Domande e risposte;

Pauză cafea / Break caffè;

Locul Sfintei Spovedanii în pastorala Bisericii Catolice, pentru credincioșii români catolici din diaspora;/Il luogo della Santa Confessione nella pastorale della Chiesa Cattolica, per i fedeli romeni cattolici della diaspora;

P. Isidor Iacovici, Capelanul migranților români de rit latin la Roma/Don Isidor Iacovici, Cappellano dei migranti romeni di rito latino a Roma;

Întrebări și răspunsuri;/Domande e risposte;

Aspecte canonice privitoare la Sfintele Taine ale împărtășaniei și spovedaniei;/Aspetti canonici sui Santi Sacramenti dell’Eucaristia e della Confessione;

Prof. Giorgio Barone Adesi, Profesor drept canonic, Universitatea de Studii "Magna Græcia", Catanzaro;/Prof. Giorgio Barone Adesi, Prof. di Diritto canonico all'Università di Studi "Magna Graecia" di Catanzaro;

Întrebări și răspunsuri;/Domande e risposte;

Locul Sfintei Împărtășanii în pastorala Biserici Române Unite cu Roma, Greco – Catolică, din diaspora;/ Il luogo della Santa Eucaristia nella pastorale della Chiesa Romena Unita con Roma Greco - Cattolica, della diaspora;

P. Gabriel Buboi, Rectorul Colegiului Pontifical Pio Romeno;/ P. Gabriel Buboi, Rettore del Collegio Pontificio Pio Romeno;

Întrebări și răspunsuri;/Domande e risposte;

Închiderea Colocviului / Chiusura Colloquio

Pauză cafea /Break caffè;

18:00 – 19:55

Concertul de colinde / Concerto di canti di Natale

Program / Programma

Introducerea concertului de colinde: Sensul și importanța colindului în spațiu românesc, Daniela Ispas, Referent cultural Academia Română din Roma

Introduzione sul concerto di canti di Natale; Il Senso e l'importanza del canto di Natale nello spazio romeno - alcuni punti di riferimento storici,Sig.ra Daniela Ispas, Referente culturale presso l'Accademia di Romania in Roma

Corul polifonic Sfântul Roman Melodul al Episcopiei Ortodoxe Române a Italiei
Coro polifonico San Romano il Melode della Diocesi Ortodossa Romena d'Italia

Buna dimineata la Mos Ajun / Buon giorno alla Vigilia (di Natale)
Trei pastori / Tre pastori
La poarta la Stefan Voda / Alla porta del Re Stefano
Sus la poarta Raiului / Su, alla porta del Paradiso
De la Rasarit apare / Dall’Oriente apare
Mare minune se arata / Grande meraviglia si vede
Plugusorul / Il piccolo aratro

Corul Colegiului Pontifical Pio Romeno - Roma
Coro del Pontificio Collegio Pio Romeno – Roma

La poarta la Tarigrad / Alla porta di Costantinopoli
Praznic luminos / Festa luminosa
Coroana de trandafiri / Corona di rose
Maica Sfânta / Santa Madre

Corul psaltic Sfântul Dionisie Exiguul al Episcopiei Ortodoxe Române a Italiei
Coro bizantino San Dionigi il Piccolo della Diocesi Ortodossa Romena d'Italia

Gateste-te Betleeme /Preparati Bethleem
Stihirile Înintepraznuirii / Stichi della Vigilia
Trei crai de la rasarit / Tre maghi dall’oriente
Veniti acum cu bucurie / Venite adesso con gioia
Câtu ne-am d-umblatu / Quanto abbiamo da camminare

19:15 – 20:00 Agapă/Rinfresco.

Accademia di Romania in Roma

domenica 30 novembre 2014

La multi ani Romania!


"Cata vreme vom trai de pe urma meritelor altor romani, ale marilor romani, nu vom face din Romania o tara de care sa fim mandri. Fiecare roman ar trebui, dimpotriva, sa-si puna problema meritelor sale personale, a succeselor lui, a efortului lui. Mandria de a fi roman e ceva care trebuie luat nu ca punct de plecare, ci ca scop de atins!"(Andrei Plesu)

 Romania poate sa nu ne placa tuturor.Din diverse motive.Politice ,economice ,sociale.Dar cu tot respectul,cati dintre noi am renunta cu adevarat si definitiv la cetatenia romana?Sunt sigura ca multi dintre voi sunteti mandri ca sunteti romani chiar daca aveti o multime de nemultumiri.Si nu ati renunta la a fi roman pentru nici-o alta cetatenie.Si asa este bine.Sa fim orgoliosi,sa fim mandri ca suntem romani.Avem obligatia sa fim mandri.Ne obliga istoria.Ne obliga stramosii nostri.Bunicii nostri.Parintii nostri .Toti cei care pe parcursul mileniilor ne-au lasat prin mica sau imensa lor contributie toata istoria scrisa sau nescrisa a acestui popor.A acestui pamant romanesc numit Romania.Suntem geniali cand vrem.Suntem sentimentali.Suntem romani.Si trebuie sa ne mandrim cu asta.Nu putem face ,nu putem fi altfel .

 Ma gandesc ca trebuie sa fim mandrii ca suntem romani pentru ca bunicii si strabunicii nostri ne privesc de undeva de sus si asteapta sa vada daca sacrificiul lor in razboaie si in crezul lor in Romania Mare a avut vreo importanta pentru noi,generatiile de astazi. Sa fim mandri pentru frumusetile istorice ,culturale,artistice,naturale.De la nord la sud,din est pana in vest, Romania este fantastica!

 Sa fim mandri pentru ca Romania are istoria ,clima ,relieful si frumusetile naturale unice in lume. Poate parea banal ,dar indiferent unde suntem in lume doar simpla fluturare a drapelului romanesc si intonarea imnului romanesc ne umple de emotie .Trebuie sa fim mandri de asta! Sa fim mandri ca indiferent din ce regiune a tarii suntem avem eroi nationali cu care ne putem mandri.Istoria e mandra de asta si ii cinsteste! Sa fim mandri ca totusi indiferent de problemele personale prin care trecem inca mai putem sa intindem o mana de ajutor atunci cand alte persoane sau alte state se afla in dificultate. Sa iubim Romania pentru ca ne pune la picioare si muntele si marea.Si campia si dealul.Si toate anotimpurile. Trebuie sa fim mandri de Romania pentru ca totusi in esenta a fi roman inseamna sa fim frumosi,geniali,generosi,ospitalieri.Romania vrea sa fim asa! Sa fim mandri pentru ca in modul cel mai simplu spus asta ne este patria mama.A fost ,este si va fi.Pentru totdeauna!

Sa ne iubim tara pentru bucataria traditionala recunoscuta in lume.Pentru artistii ei si pentru cinematografie.Pentru cultura si arta.Pentru poetii,scriitorii,pictorii si muzicienii ei unici in lume.Pentru intreg patrimoniul cultural daruit noua generatiilor de astazi. Sunt sigura ca fiecare roman iubim in sufletele noastre Romania.Nu putem face altfel.Si impreuna ,oriunde ne-am afla in lume ,putem face in asa fel incat  sa stie ca ne mandrim ca suntem romani si avem si de ce!Si Romania are de ce sa fie mandra de noi! Trebuie sa fim mandri ca suntem romani pentru idealurile care au unit romanii de-alungul istoriei milenare! Sa fim mandri pentru ca totusi acest popor a aut demnitate in istorie si a demonstrat lumii ca stie sa stea drept si sa nu se plece in fata nimanui! Sa fim mandri pentru tricolorul nostru.Pentru demnitatea si libertatea care ne tine totusi uniti in aceste vremuri nu tocmai usoare niciunde in lume.

Trebuie sa ne purtam mandria cu respect pentru tara asta pentru ca aici ne-am nascut.Aici am primit darul libertatii si al identitatii. Trebuie sa ne mandrim pentru intreaga noastra istorie.Ea ne-a facut ceea ce suntem .Trebuie doar sa ne straduim in prezent sa fim la inaltimea acestei tari ca sa putem sa ne scriem un viitor extraordinar! Trebuie sa fim mandri de Romania pentru ca totusi inafara granitelor foarte multi straini iubesc Romania.Si sunt mandri ca au avut posibilitatea sa o viziteze si sa ne cunoasca ca natiune. Sa fim mandri pentru ca avem libertate,ne putem alege religia si idealurile. Sa fim mandri ca tara noastra a iluminat omenirea cu geniile pe care le-a dat in diverse domenii:stiinta,fizica,chimie,matematica,aeronautica,medicina,etc.

Sa fim mandri pentru tara si istoria noastra pentru ca Romania de astazi este posibila datorita sacrificiului inaintasilor nostri care au crezut in Romania Mare,Unita!Ganditi-va la asta!Noi ,cei din generatiile prezentului am fi fost in stare sa facem asta? Daca nu ar fi fost o tara unita astazi unii am fi fost munteni,moldoveni,altii ardeleni si nicidecum romani cu totii! Sa fim mandri ca am avut privilegiul sa ne nastem in tara asta..Poate nu stim sa explicam ceea ce simtim dar cu siguranta suntem mandrii in inima noastra ca suntem romani! Asa ca Astazi ,de 1 Decembrie,si intotdeauna, sa spunem :Romania te iubim oriunde ne-am afla!
LA MULTI ANI ROMANIA!

 Cristina Mihailescu

sabato 29 novembre 2014

Fondazione Migrantes presenta "Roma è anche tua" della rumena Anca Martinas

IMMIGRAZIONE - INTEGRAZIONE –
(2014-11-28)

La Fondazione Migrantes presenta giovedi' 4 dicembre il volume "Roma era anche Tua" di Anca Martinas, Tau Editrice

Ci sono stati e sempre ci saranno mille e più modi di raccontare Roma, la "Città Eterna". In queste pagine l'Autrice lo fa attraverso l'incontro con una serie di persone in difficoltà per i motivi più vari. Ed è così che la ricchezza della dimensione umana, nelle sue molteplici possibili storie, accompagna le bellezze della Città Eterna.

"Sono 25 storie su persone 'periferiche' – si legge nella Prefazione – che si possono incontrare in diversi luoghi centrali dell'Urbe. Sono vicende di persone vere avvicinate negli ultimi anni dall'Autrice. Anca Martinas parla con loro come forse pochi fanno, con uno sguardo amico e personale. Gli interlocutori sono immigrati o semplicemente persone disagiate che non 'danno fastidio' ma che possono 'disturbare' con la loro semplice presenza".

Il volume è il nono della collana "Testimonianze ed Esperienze" edita da TAU per la Fondazione Migrantes. I precedenti volumi hanno raccontato, fra l'altro, la storia dell'emigrazione italiana in Brasile, Australia, a Londra, la testimonianza di un poeta rom e le lettere di bambini ucraini figli di 'badanti' nelle nostre famiglie.

Anca Martinas è nata nel 1970 nella città di Roman, in Romania. Laureata in Teologia e Assistenza Sociale all'Università di Bucarest, ha proseguito gli studi in Comunicazioni Sociali alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. Stabilita nella Città Eterna dal 2004, lavora come redattrice e speaker alla sezione romena della Radio Vaticana.
Roma era anche tua segue altri tre libri in italiano: i due romanzi Dalla Romania senza amore (2009); Piacere, Timidus, vengo dall'antichità (2013) e Vladimir Ghika. Il principe mendicante di amore per Cristo (2013).

Instancabile viandante nella città dei sette colli di cui è irrimediabilmente innamorata, l'autrice conserva tuttavia un vivo e dolce ricordo della terra natìa, con la convinzione che il suo percorso da Roman a Roma sia, oltre che una grazia, una vocazione a vivere una romanità partecipata, nel rispetto e nella conoscenza reciproca con i cittadini dell'Urbe.

Il volume sarà presentato alle ore 17,00 alla Radio Vaticana – Sala Marconi -Piazza Pia, 3 – Roma, con l'intervento di :
Mons. Giancarlo Perego - Direttore Generale della Fondazione ?Migrantes?, Angelo Paoluzi - Giornalista - e Delfina Licata - Ricercatrice Sociale - Fondazione ?Migrantes?.(28/11/2014-ITL/ITNET)

Fonte: Italian Network

La Bella e la Bestia in rumeno, con traduzione simultanea, in scena al Ridotto del Masini di Faenza

Venerdì 28 Novembre 2014 - Faenza

Lo spettacolo, realizzato in collaborazione con la città di Timisoara (Romania) gemellata con Faenza, è per domenica 30 novembre

Domenica 30 novembre alle ore 16, il Ridotto del Teatro Masini ospiterà, fuori abbonamento e ad ingresso gratuito, un appuntamento particolarissimo: La Bella e la Bestia del Merlin Theater di Timisoara (Romania), uno spettacolo in lingua rumena con traduzione simultanea, realizzato in collaborazione con la città di Timisoara, gemellata con Faenza, a sostegno della candidatura della città rumena a Capitale Europea della Cultura 2021.

Un evento che, come afferma il Vice Sindaco e Assessore alla Cultura di Faenza Massimo Isola, “rappresenta un salto di qualità nella costruzione del gemellaggio con Timisoara. Una costruzione legata a temi culturali che consiste nell’aver aperto una nuova porta per il gemellaggio, oggi legato principalmente al tema welfare, e ne sostiene gli ampi margini di crescita nel rapporto tra due comunità. Questo spettacolo costituisce una delle ‘prove tecniche’ a sostegno della candidatura di Timisoara – Capitale Europea della Cultura 2021, nella direzione di quella comunanza di linguaggi culturali e teatrali che avvicinano i popoli. Non si tratta solamente di uno spettacolo di teatro ragazzi; l’evento è anche la rappresentazione di un gemellaggio maturo che condivide una pluralità di linguaggi ed accomuna le due città”.

Lo spettacolo, che trae ispirazione da un tema antico, è stato immaginato e messo in scena dalla regista Eva Labadi Megyes utilizzando la tecnica del teatro d’ombre.

Fa parte del progetto Timisoara, la mia città in Europa e l’intento della scenografia di Attila Bajko è quello di far conoscere la città che sorge sul canale Bega, soprannominata la piccola Vienna. L’allestimento scenico infatti è rappresentato da proiezioni degli edifici storici barocchi di Timisoara, del primo XX secolo. L’evento si articola in tre parti: una mostra fotografica firmata Alin Zelenco con immagini di Timisoara, un cortometraggio sulla storia della città ed, infine lo spettacolo stesso La Bella e la Bestia.

Il teatro d’ombre ha la capacità (ed il ruolo) di ricordare alla gente che, oltre il visibile (yang) esiste anche una parte nascosta (yin), indivisibile dallo yang, così come l'ombra non può essere separata dalla persona. Se, nella vita quotidiana, la gente comune può percepire solo la parte visibile, il teatro d’ombre ci racconta la parte nascosta. Dove c’è luce esistono anche l’ombra ed la penombra.

Ogni cosa sotto la luce crea un’ombra, così come ogni pensiero, parola e gesto producono un effetto. Ciò che la storia de La Bella e la Bestia ci racconta illustra perfettamente questo meccanismo di azione e reazione. Infine, abbiamo tutti bisogno di conoscere e di assumere dentro noi stessi la dualità yin-yang e, allo stesso tempo, di riconoscerla in quelli che ci circondano. Perché, a detta di qualcuno, “tutto quello che siamo è il risultato di quello che abbiamo pensato”. (Mirella Tonenchi, drammaturgo).

Info : 0546 21306 – www.accademiaperduta.it

Fonte: FaenzaNotizie