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lunedì 13 gennaio 2014

Daniel Spoerri. "La eat art sono io"

L'artista svizzero-romeno torna a Milano, con una mostra, alla Fondazione Mudima, intitolata direttamente "Bistrot di Santa Marta". Il sito viene riconvertito a ristorante, a ribadire la paternità su una forma espressiva, oggi trend, da lui sperimentata sin dagli anni Sessanta. Con gli oggetti del mestiere a mo' di sculture-installazioni

di VALENTINA TOSONI

Daniel Spoerri. "La eat art sono io"

In questo periodo la cucina sta vivendo un momento di gran gloria e il binomio cucina & arte spopola. Potrebbe quindi sembrare che la mostra di Daniel Spoerri "Bistro Santa Marta" alla Fondazione Mudina di Milano, schiacci l'occhio alle mode di questi tempi, ma in realtà la passione per gli arnesi da cucina e gli assemblaggi di utensili per il cibo, il maestro svizzero romeno ha iniziato ad esprimerla forse per primo, addirittura negli anni '60.

Spoerri è l'inventore della "Eat art" come performance interattiva. La nuova mostra è un progetto che per un mese vedrà trasformata la Fondazione Mudima nel Bistrot di Santa Marta, "un vero e proprio bistrot dove verrà allestita una mostra con un ciclo di opere realizzate appositamente per questa occasione e dove verranno organizzate alcune cene a tema sotto la supervisione di Daniel Spoerri", spiegano gli organizzatori.
Fino ad ora sono state solo due le esibizioni che comprendevano veri banchetti: la prima si svolse il 19 novembre 1970 a Milano con cibi ispirati alle opere dei Nouveau Réalisme e una grande tiara papale di pan di zucchero in onore di Pierre Restany, guru e mente teorica del gruppo; dopo quattro anni la seconda, il "ristorante" aperto da Spoerri quando dal 19 maggio al 5 giugno 1975 trasformò la Galleria Multhipla in Restaurant Spoerri, facendo 12 cene astro-gastronomiche dedicate a ciascun segno zodiacale.

Il Bistrot di Santa Marta è dedicato alla santa patrona delle casalinghe, delle cuoche, delle domestiche, degli osti, degli albergatori e dei ristoratori. Il progetto esprime il desiderio di tornare ad aprire i suoi ristoranti reali e al tempo stesso virtuali, che comportano il fissaggio di oggetti sul quadro, come nei quadri-trappola o nei lavori divisi per tipologie di utensili, per forme, per funzioni e capaci di rappresentare un momento rubato dalla quotidianità. Lavori che celebrano la ritualità del quotidiano e al tempo stesso l'unicità che ogni pasto consuma. Nell'esposizione viene affrontato un tema in particolare, ovvero il mondo della cucina e la preparazione del cibo: 21 tavole presentano assemblaggi di utensili ritrovati da Daniel Spoerri nei mercatini di tutta Europa, collezionati e preservati come reperti di un passato recente che non del tutto elaborato, continua ad alimentare il presente.

Daniel Spoerri nasce in Romania ed è vittima di persecuzioni naziste,negli anni Quarante si rifugerà in Svizzera con la madre. E' decisamente tra i rappresentati più originali del Nouveau Réalisme e il suo approccio con l'arte visiva è passato attraverso altri tipi di linguaggi artistici come la danza, il mimo e il teatro. Poeta e scrittore, ha aderito a Fluxus ed ha passato gran parte della sua vita viaggiando come un autentico esploratore: "Vorrei che si dicesse di me che ho unificato in una vita, la mia, e molte vite diverse".

Capace di guardare la realtà da punti di vista inediti, libero da preconcetti e dissacratorio nella poetica esercitata, i coloratissimi assemblaggi di oggetti pescati nei mercati o nelle discariche e il grande talento di mettere in scena situazioni, lo fanno perfettamente aderire a ciò che teorizzo Pierre Restany, che scrisse: "Questi nuovi realisti considerano il mondo come un quadro, la grande opera fondamentale di cui si appropriano certi frammenti dotati di significato universale. Ci mostrano il reale negli aspetti diversi della sua totalità espressiva".

Informazioni utili qui.
(10 gennaio 2014)

Fonte: La Repubblica

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